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Marco Mengoni: i nuovi singoli “Voglio” e “Buona vita” – A novembre il nuovo album

Voglio camminare sul cornicione
Dare degli ordini all’imperatore

E ancora

Metti coraggio e buone scarpe
prendi la strada che non fa nessuno

Con queste parole sui social Marco Mengoni svela stralci di testo dei prossimi singoli inediti di prossima uscita.

Le canzoni in questione sono ben due, “Voglio” e “Buona vita”, e sono i brani apripista del nuovo progetto discografico dell’artista di Ronciglione che vedrà la luce il 30 Novembre venturo.

Ricordiamo che Mengoni non pubblica un disco di inediti completo dal 2015, anno di pubblicazione del fortunatissimo Le cose che non ho.

I due singoli, che saranno on line il prossimo 19 ottobre,sono già in pre-order e pre-save su iTunes e Spotify.

mengoni

Ne frattempo è termina il progetto che ha visto protagonista lo stesso Mengoni in viaggio nelle principali città italiane.

Partito da Milano, Marco ha toccato varie città, quali Roma, Firenze, Venezia e Napoli, e più precisamente l’Orto Botanico di Brera a Milano, il Chiostro del Bramante a Roma, Palazzo Strozzi a Firenze, Cà Pesaro a Venezia e il Museo Pietrarsa di Napoli. L’artista ha dato così vita ad un viaggio itinerante particolare, organizzato con MUSEMENT, una piattaforma online per attività, tour, musei, spettacoli e eventi artistici che ha lanciato a marzo 2014, un servizio inizialmente focalizzato in Europa e poi progressivamente in espansione verso il resto del mondo.

Questo progetto con Mengoni e la piattaforma MUSEMENT ha avuto come obiettivo valorizzare il patrimonio artistico e culturale italiano, permesso tra le altre ai partecipanti di vivere una bella incontrando proprio Marco in un contesto indimenticabile e di ascoltare, in anteprima, il prossimo album di inediti.

Jovanotti: il LIVE del tour “Oh, vita!” in uscita prima di Natale

Jovanotti probabilmente farà uscire prima di Natale il Live del tour nei palasport di “Oh, vita!“, il suo ultimo album di inediti uscito nel 2017.

Il dvd conterrà i concerti del 3 e 4 luglio scorso al Forum di Assago, proprio i due live conclusivi del tour

Jovanotti in merito aveva dichiarato, all’epoca:
A Milano gireremo il film del concerto, ce lo siamo tenuti all’ultime due date perché continuavamo a rimandare“.

La produzione è al momento in fase di montaggio. La regia del Live è stata affidata a Leandro Manuel Emede, sodale collaboratore di Jovanotti, che tra le altre per l’artista aveva già firmato la regia del “Backup tour 2013”.

Nel frattempo Jovanotti ha pubblicato sui social una anteprima del lavoro, commentando il tutto come segue:

Questi sono gli ultimi due concerti di Milano. Poi ci sono un po’ di cose in giro, ci saranno anche degli extra. Penso che questa roba qua uscirà prima di Natale. Poi vi racconto. Ora siamo in fase di progettazione. Ci diremo tante cose, perché qua non ci si ferma“.

Giorgieness: uscito l’EP “Nuove regole” che contiene l’inedito “Questa città”

Giorgieness torna con un nuovo progetto, l’EP dal titolo “Nuove regole” che contiene un lavoro di restyling fatto a Los Angeles su tre pezzi già editi nel secondo album dell’artista, più l’inedito “Questa città”. Questo disco è stato realizzato con i produttori americani Bryan Senti e Justin Moshkevich.

Questo EP esce a quasi un anno esatto dall’album “Siamo tutti stanchi” (per la Woodworm Label)

Il nuovo singolo è stato presentato il 7 ottobre a Milano con l’evento organizzato insieme alle Officine Balena e Comehome, per una session con soli 20 posti disponibili.

In merito a questo nuovo lavoro Giorgieness ha dichiarato:

“Sono orgogliosa di questo lavoro, dell’intero Ep che è un viaggio dagli abissi oscuri di ‘Avete tutti ragione’ 2.0 e arriva a questo pezzo che non è finto felice, è proprio felice-felice e pieno di luce, anche se parlo della cosa che mi terrorizza di più: cambiare”.

Giorgieness

Tracklist  EP “Nuove Regole” – Giorgieness

Avete tutti ragione
Vecchi
Fotocamera
Questa città

David Garrett: parte con il tour italiano “Explosive – Live Tour 2018”

David Garrett, detto anche “Il violinista del diavolo“, dopo lo stop forzato a causa di una fortissima ernia discale, torna a suonare i suoi crossover e la sua musica classica.

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La forza, la tenacia, la tecnica, il fascino di uno strumento così classico che, tra le sue dita,  regala suggestioni inattese. L’Explosive Live di David Garrett, promette spettacolo, emozione, bellezza. Uno show diverso, un’esplosione di musica e di emozioni – racconta David – due ore e mezza di spettacolo in cui si alterneranno brani di musica pop e rock con brani classici eseguiti con la mia band e “rivisitati” per avvicinarli ad un pubblico più giovane. Non mancheranno sorprese, avevo tanta voglia di tornare a suonare dopo mesi e, spero poter mostrare al pubblico italiano quello che riesco a fare con questo strumento.

David Garrett

Suo inseparabile compagno, un preziosissimo Stradivari del 1716 e un Guadagnini del 1772; non mancherà il suo violino elettrico e la magica loop station, notoriamente usata dai chitarristi, ma adottata da David per eseguire in diretta uno dei suoi pezzi preferiti di musica pop.

Abbiamo ampiamente parlato, in altri articoli, di questo talentuoso violinista e del suo ultimo album di brani “crossover” uscito nel settembre del 2017  Rock Revolution (sequel di Rock Symphonies, l’album che ha venduto qualcosa come un milione e mezzo di copie).

Cos’altro aggiungere? Bentornato David e in bocca al lupo per il tuo tour mondiale!

David Garrett

TRACKLIST  Rock Revolution – David Garrett

  1. In The Air Tonight
  2. Born In The USA
  3. Starway To Heaven
  4. Superstition
  5. Bitter Sweet Symphony
  6. Killing In The Name
  7. Purple Rain
  8. Eye Of The Tiger
  9. Fix You
  10. Concerto No. 1 (in B Flat Minor, Op. 23 arr. For Violin And Band)
  11. The Well Depressed Guitar
  12. You’re The Inspiration
  13. The Guitar Vs Violin
  14. Bohemian Rhapsody
  15. Earth Song
  16. Baroque Reivention (Prelude And Fugue In C minor BWV 871 For Violin And Band
  17. One Moment In Time
  18. Nah Neh Nah

 

La DONNA e il suo talento… il PERICOLO numero uno

“Il Pericolo numero uno” era il titolo di una nota canzone di oltre 50 anni fa. La cantava persino il Quartetto Cetra. Bhè il tema è attualissimo. La donna di talento sta diventando un serio pericolo per il mondo di uomini che di talento non ne hanno o se ne hanno lo nascondono.

La donna ha più fascino, sensibilità ed è più aperta al rischio, poi ha nella sua natura quella voglia di emergere ben superiore a quella dell’uomo. Ovvio…. non generalizzo mai, ma i segnali sono evidenti.

Prendiamo a esempio questa edizione di X Factor. Le cantanti donne sono superiori agli uomini in modo persino spropositato. Manuel Agnelli ha trovato almeno tre “galline d’oro” (non si offendano le ragazze, perché la gallina “è un animale…intelligente…lo si capisce da come guarda la gente”).

La ragazza sarda, credo appena sedicenne, fa persino paura per la grinta, l’immagine, la competenza, il rigore stilistico. La ragazza di colore romana va oltre. Che ci fa a Roma, quando dovrebbe stare a Broadway? Fossi la Sony la metterei sotto contratto per dieci anni. Questa canta come le grandi dive di colore americane. Pazzesca. Più che una gallina dalle uova d’oro è un intero pollaio. La ragazzina “pazzerella” delle fobie rispolvera “Life on Mars?” di Bowie e incanta.

Di suo Fedez trova una soprano che rappa meglio dei rapper gamberetti di turno e un’americana che se fosse nata prima e avesse già lavorato nel suo Paese, negli anni novanta, avrebbe già comprato un ranch.

Se poi mettiamo in conto che Mara Maionchi non sbaglia neanche una virgola e che ci vede meglio di tutti gli altri tre messi insieme, il gioco è fatto. Su Ansia Argento sospendo ogni giudizio perché caratterialmente è più maschile di Manuel Agnelli. Ma questo è solo un talent televisivo…

Bene allora facendo un salto al cinema, possiamo provare a fare una classifica tra le migliori attrici e i migliori attori? Non c’è gara. Le donne surclassano gli uomini. Il sorpasso fa ben sperare, perché l’immagine della donna “bella e scema” sta definitivamente tramontando. Sembra addirittura che il lato B o C se volete, abbia perso un po’ di potere, idem le labbra a canotto.

Ringraziamo le icone del rifacimento autofacciale come Patty Pravo e Donatella Versace, se le donne ora, hanno cominciato a inorridirsi di cotanto crimine estetico, ritornando ai semplici fondotinta e alle cremine.

Anche in campo televisivo vedo le donne più preparate degli uomini. Giletti mi sembra più interessato al gossip della Gruber.  Video giornalisti come Floris dovrebbero fare corsi serali dalla Gabanelli. Le giornaliste del pomeriggio di La7 non si fanno mettere in riga da nessun uomo, ministri compresi.

Ora il punto è questo.

Le donne si sono messe tacitamente d’accordo o sono gli uomini che non si sono accorti della loro decadenza? Certo se i rappresentanti del potere sono uomini come Trump o se restiamo nel nostro Paesello, Di Maio e Salvini, ovvio che le donne prenderanno il potere a breve.

Ovviamente non sto parlando della Taverna, perché anche lei risulta più maschile di un camionista in canotta fermo sull’autostrada in pieno agosto. E’ certo comunque che solo una donna potrebbe rilanciare il PD, dopo cotanto scempio maschile. Vogliamo trovarne una all’altezza che non sia la Boschi, anche perché risulta troppo impegnata a fare servizi fotografici per Maxim? Secondo me di candidate brave ce ne sono a iosa, solo che gli uomini le tengono a fare le loro addette stampa.

Insomma c’è bisogno di donne nel mondo. Io una donna la farei Presidente Della Repubblica e persino Papa.

Credo invece che gli uomini, così immersi nella loro indolenza impiegatizia, non si siano ancora accorti del pericolo numero uno: la donna!

Si ascoltino il pezzo del Quartetto Cetra e si rimbocchino le maniche. Qui non si tratta di semplici quote rosa, ma di salvare la vostra baracca. Ma tutto sommato io ci goderei a vedere il presidente Conte a fare le fotocopie a Palazzo Chigi o Casalino a preparare i caffè alla buvette di Montecitorio. Donne prendete il potere. Comunque vada sarà un successo.

Aurora Tetto esce con il singolo “La Scelta” – VIDEO

La Scelta” è il nuovo singolo radio per Aurora Tetto, interprete reatina, giovanissima ma con già all’attivo importanti risultati in manifestazioni quali Castrocaro 2018 (finalista fra i primi cinque), il Cantagiro ed Area Sanremo.

Aurora Tetto si propone alle radio con “La Scelta”, un brano scritto dalla sua produttrice Irene Spotorno, nel cui testo canta la voglia e l’esigenza di crescita ed indipendenza tipiche di quell’età.

aurora tetto

DIECI: Valerio Scanu si racconta nel suo nuovo album – INTERVISTA


Esce oggi 5 ottobre “DIECI“, nuovo album di Valerio Scanu che celebra i primi dieci anni di carriera dell’artista sardo. Non si tratta di una vera celebrazione, per cui nessuna rivisitazione dei propri successi, ma di un album di inediti nel quale Valerio si fa raccontare attraverso il punto di vista creativo di giovani e grandi autori.

Prodotto dall’etichetta NatyLoveYou e distributo dalla Believe, “DIECI” e quindi un disco nel quale Valrio Scanu ha chiesto agli autori di “fare la mia musica ma con il loro punto di vista“, come racconta lui stesso, “lasciandoli liberi di esprimersi e raccontarmi, senza vincoli, congetture, stereotipi o accordi editoriali.

Durante la presentazione presso lo Sala Rubino dell’Anteo – Palazzo Del Cinema di Milano Valerio Scanu ha ripercorso attraverso dei video la sua carriera, dal suo secondo posto all’ottava edizione di Amici di Maria De Filippi nel 2008 fino alle partecipazioni ai programmi televisivi “Tale e Quale Show“, “L’isola dei famosi“, “Ballando con le stelle” e “Kudos – tutto passa dal web“, soffermandosi ovviamente sulla vittoria al Festival di
Sanremo
nel 2010con “Per tutte le volte che..” scritta da Pierdavide Carone e sulla partecipazione nel 2016 con
Finalmente Piove” scritto da Fabrizio Moro

Presentato dalla giornalista Elvira Serra, Valerio ha sottolineato la volontà di affidarsi a giovani autori per farsi descrivere con piena libertà attraverso il tema dell’amore “perchè quando si parla di qualsiasi tema, anche di politica, è sempre l’amore la forza e la molla che ci porta a esprimerci”. Molti degli autori erano presenti in sala, tra i quali lo stesso Pierdavide Carone. Valerio Scanu ho riproposto in versone live acustica alcuni brani estratti da “DIECI” accompagnato dal chitarrista Fabio Greco.

Valerio è apparso maturo e sicuro di sè, orgoglioso di questo nuovo progretto discografico inedito e degli altri progetti che lo vedono protagonista: innanzitutto il concerto “A Christmas Carol“, appuntamento natalizio da lui organizzato e a cui tiene particolarmente, che si svolgerà il 15 dicembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, nonché la sua seconda autobiografia Giuro di dire la verità – Dalla A alla Zia Mary” uscito a marzo di quest’anno.

Intervista a Valerio Scanu

Abbiamo intervistato Valerio Scanu per farci raccontare qualcosa in più su questo disco.

Grazie Valerio per la disponibilità. In questo nuovo lavoro hai scelto di farti fotografare attraverso i tuoi autori. DIECI non è quindi un disco che ti celebra ma che ti  ti racconta con occhi diversi dai tuoi. Quanto ti ritrovi in queste canzoni e quanto hai riscoperto di te?

Sono molto soddisfatto delle canzoni. Considera che io sono innanzitutto un interprete che da molta importanza alla parte musicale che deve coinvolgermi davvero. Anche le parole le ritengo importanti, ovviamente, ma è nella parte musicael che mi rispecchio veramente.

Con quale atteggiamento vorresti che il pubblico ascotasse questo disco, soprattutto pensando ad un pubblico nuovo?

Vorrei che il disco fosse ascoltato senza pregiudizi e per il puro piacere di ascoltarlo. Il libertà e senza chiedervi chi sono o non sono. Ascoltatelo e se volete poi dopo giudicatelo pure ma davvero liberi dai pregiudizi.

Sei uno degli esponenti del miglior Pop italiano. Come vivi i nuovi generi, mi riferisco al TRAP e le conseguenti contaminazioni che ultimamente ascotiamo?

Non sono molto interessato al genere Trap anche se rispetto molto gli artisti che la fanno e il loro pubblico. Io penso che ognuno è libero di fare ciò che sente. Ognuno ha il proprio pubblico. E’ logico che in questo momento va forte ed è di moda. Ma non è diverso da quanto avvenuto in passato: c’è stato un momento in cui tutti volevano essere come Alex Baroni, oppure come Giorgia. Ma bisognerà vedere quanto durerà e chi resta: li ci sarà il vero valore. Credo che la soluzione sia essere sempre sè stessi.

Passiamo al concerto “A Christmas Carol“, un evento davvero importate a cui tieni particolamente. Cosa puoi dirci di più?

Quest’anno c’è l’importanza di un disco nuovo appena uscito e che troverà spazio all’interno dello stesso show. Ci saranno degli ospiti che vi piaceranno e soprattutto ci saranno anche delle altre sorprese non solo musicali, di altri ambienti dello spettacolo ma che non hanno a che fare con la musica. Sicuramente tante sorprese.

Tracklist di DIECI – Valerio Scanu

  1. ED IO (Tony Maiello – Simonetta Spiri)
  2. INCIAMPANDO DENTRO UN’ANIMA (Pierdavide Carone)
  3. AFFRONTIAMOCI (Giulia Capone – Niccolò Verrienti – Davide Papasidero)
  4. IL TEMPO NON CANCELLA (Carlo Verrienti – Niccolò Verrienti)
  5. CAPOVOLGO IL MONDO (Emilio Munda – Davide Sartore – Diego Ceccon)
  6. DANNATA DISTANZA (Mattia Foderà – Valerio Scanu – Fabio Vaccaro – Kikko Palmosi)
  7. PARADISO E INFERNO (Saverio Grandi – Gabriele Oggiano)
  8. INFRANGIBILE (Diego Ceccon – Davide Sartore)
  9. UN PO’ DI TEMPO (Tony Maiello – Kikko Palmosi – Marco Rettani – Sabatino Salvati)
  10. L’ULTIMO SPETTACOLO (Emilio Munda – Giulio Pretto)

Con Spotify finisce la prima Repubblica della Discografia?

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Tocca tornare a parlare di Spotify.

Eh per forza.

Gli svedesi hanno annunciato che presto chiunque abbia una band, anche sconosciuta, potrà caricare da sé le proprie canzoni sulla loro piattaforma di streaming legale.

E soprattutto potrà farlo gratis. Almeno in principio.

Ek, il Ceo di Spotify, ha annunciato che si inizierà con una sperimentazione su un campione di artisti statunitensi, ma pare che presto la funzione verrà estesa a chiunque abbia interesse ad auto promuovere la propria musica.

Il “generale” McCarthy, CFO di Spotify, ha candidamente annunciato che il suo intento sarebbe, anzi è, quello di fare in modo che sulla piattaforma approdi quanta più musica possibile. Non importa la qualità insomma, quel che conta è la quantità. Un po’ come per YouTube che negli anni è diventata la nostra “televisione perfetta”, un compendio perfetto tra contenuti di livello e trash virale.

E quindi riepilogando, Spotify cosa fa? Ci dice quanto segue: caro il mio bell’ artista emergente, da oggi puoi caricare le tue canzoni direttamente su Spotify e renderle visibili al mondo. E lo puoi fare gratuitamente. In una botta unica praticamente puoi dunque bypassare la tua etichetta discografica e soprattutto puoi mandare a spasso qualsiasi aggregatore al quale fino ad ora ti eri rivolto per approdare con la tua musica sulle piattaforme digitali. Caro il mio deejay, se fino ad ora ti eri avvalso di Soundcloud per caricare i tuoi remix più o meno autorizzati, ora lo potrai fare direttamente su Spotify, generando un profitto per te dettato da ogni ascolto prodotto dalla tua creazione.

Wow

“Non so se avete inteso quanto e cosa significhi questo cambiamento in discografia.”

Se fino ad ora con un abbonamento premium potevamo dire di viaggiare con 20 milioni di canzoni racchiuse nel nostro smart-phone, presto chiunque fischietti qualche cosa gli paia possa avere una parvenza di canzone, potrà caricare la propria creazione sulla piattaforma di streaming legale più importante al mondo, covando aspettative di guadagno. Questo potrebbe fare di Spotify una nuova pattumiera di musica scadente, un po’ come è successo per YouTube diciamocelo, esaltando ancora di più la logica della playlist, quella stessa logica che ha decretato la morte definitiva dell’album inteso come opera d’arte concettuale da ascoltare in rigoroso ordine dalla prima all’ ultima traccia.

Se nel Medio Evo per ascoltare musica ci si ritrovava nei salotti bene per sottoporsi a 3 ore di musica da camera, ora 30 secondi di un mp3 gracchiante sono a pieno titolo ritenuti già una canzone. Non importa più la qualità del suono, concetto del quale noi degli anni ’60 avevamo creato un mito al punto che per decidere dove posizionare le casse nella nostra cameretta, ci prendevamo mesi e mesi per rifletterci su. Ora quel che conta è avere, ed è avere tutto. La fruibilità, questo conta.

Negli anni ’90 col rifiorire della dance italica, era opinione comune che chi avesse azzeccato un suono particolarmente accattivante, dovesse affrettarsi a proporlo sul mercato perché di lì a pochi mesi sarebbe risultato obsoleto. Con la nuova iniziativa di Spotify accadrà lo stesso, con la differenza che però questo accadrà per tutta la MUSICA.

Questa stessa MUSICA nella quale, checché ne dicano gli ultimi romantici irriducibili, possiamo decretare la morte certa di una componente fino ad ora fondamentale: il disco.

Morta la soprano Montserrat Caballé – Duettò anche con Freddie Mercury

Lutto nel mondo della musica lirica internazionale: la grande soprano spagnola Montserrat Caballé (all’anagrafe Maria de Montserrat Viviana Concepcion Caballe i Folch), è morta all’età di 85 anni a Barcellona, presso l’ospedale di Sant Pau in cui era ricoverata dalla metà dello scorso settembre. A rendere nota la notizia è stato lo stesso portavoce dell’ospedale, Abraham del Moral.

I funerali della Caballé si terranno alle 12:00 di lunedì 8 Ottobre presso l’obitorio di Les Corts a Barcellona.

Purtroppo la salute di questa immensa e straordinaria artista, negli ultimi, non era delle migliori. La sua famiglia (l’89 enne marito, tenore spagnolo, Bernabe Marti e i figli Bernabe Marti Jr. e Montserrat Marti, quest’ultima anch’essa cantante lirica) ha chiesto però ai dirigenti dell’ospedale di non rendere noto alla stampa le cause della morte, anche se secondo i media locali la soprano soffriva di problemi alla cistifellea, motivo questo, sempre secondo le stesse fonti, del suo ricovero.

I messaggi di cordoglio delle più altre rappresentanze delle istituzioni spagnole non si sono fatte attendere, come quello del primo ministro Pedro Sanchez, che sui social ha scritto:

Una grande ambasciatrice del nostro Paese è morta. La sua voce e la sua tenerezza rimarranno con noi per sempre“.

Montserrat Caballé
Credit: Photo by Javier Cebollada

Montserrat Caballé è stata, tra le altre, anche ambasciatrice della Buona Volontà dell’UNESCO e sua è una fondazione per bimbi bisognosi a Barcellona.

Talento innato, la soprano figlia di operai, da bambina, ad appena sette anni, già cantava Bach. A soli otto anni la sua famiglia la iscrisse al Conservatorio di Barcellona, dove ebbe per insegnanti gente del calibro di Conchita Badea, Napoleone Annovazzi e Eugenia Kenny. Si diplomò nel ’54 con, addirittura, la Medaglia d’Oro e si trasferì a Milano dove si unì all‘Opera di Basilea recitando il suo primo ruolo nelle vesti di Mimi ne La Boheme di Puccini. Nel ’58, a soli 27 anni, Montserrat Caballé era già cantante di punta dell’Opera di Brema.

Nel corso della sua longeva carriera cominciata sin da giovanissima, Montserrat Caballé ha cantato in più di quattromila rappresentazioni e ha interpretato e cantato da protagonista in circa un centinaio di opere.

Ma la voglia di sperimentare della Caballé e la sua grande umiltà nel rapportarsi ad ogni forma d’arte musicale, l’ha portata ad andare oltre il mondo lirico: rimarrà nella storia il celebre duetto del 1987 con il suo grande “fan”, Freddie Mercury, brano vendutissimo dal titolo “Barcelona“, apripista poi di un omonimo album.

Montserrat Caballé

Alessandra Amoroso: da ‘10’ anni ‘La stessa’, con un sorriso in più – CONFERENZA STAMPA

Il sorriso e le lacrime di Alessandra Amoroso non mentono, mai. Non lo hanno fatto in passato e non lo fanno oggi che di emozioni ne raccoglie in grandi quantità anche grazie alla pubblicazione del nuovo album 10. Per i suoi primi due lustri di carriera, Sandrina infatti non ha voluto confezionare un disco di cover – sarebbe stata certo un’operazione più semplice ma di puro marketing -: il 5 ottobre esce, invece, un disco di inediti che racconta l’artista di ieri e di oggi.

Alla vigilia della pubblicazione la salentina ha incontrato la stampa e la sua energia emozionale è diventata una ventata di carica elettrica. A colpire è quel sorriso ampio, sincero ed empatico con cui Ale ammette a chiare lettere di vivere un periodo molto felice anche nel privato.

Nell’album, come sui suoi profili social e dal vivo, la Amoroso ama riversa la propria quotidianità. “Sui social – ci ha spiegato – condivido la parte bella della vita. È quello che ho fatto nel brano Ogni santissimo giorno (che porta anche la sua firma, nda).

Mi sento completa e ho ancora più voglia di scoprire che cosa la vita ha in serbo per me. Ancora prima che del lavoro, parlo della mia vita personale, di coppia e in famiglia. Sì, sono molto fortunata.

“Ho voglia di raccontarmi. Forse perché sono molto felice”

Alessandra è bella, di quella bellezza solare che sa di schiettezza e pulizia. Di onestà. La medesima che si sente anche nei testi di 10 sui quali Sandrina ha lavorato con particolare attenzione. “Devo dare a ogni testo un significato che mi emozioni. – ha dichiarato – La gente mi ascolta prima di tutto dal disco e devo cercare di andare nelle mie viscere per raccontare quello in cui credo.

Vado avanti con rispetto e onestà, cercando anche di smuovere un po’ le coscienze, per quello che posso fare con la musica ovviamente. Io ci spero tanto.

A emozionare Alessandra ci riesce da dieci anni. Su questo non ci sono dubbi.

Tracklist di #10io – Alessandra Amoroso:

  1. La stessa
  2. Dalla tua parte
  3. Forse domani
  4. Forza e coraggio
  5. La gente non sei tu
  6. Trova un modo
  7. Cadere piano
  8. Simmetria dei desideri
  9. Declinami l’amore
  10. Parlare perdonare baciare
  11. Buongiorno
  12. Parola chiave
  13. Ogni santissimo giorno
  14. In me il tuo ricordo

In occasione della pubblicazione del nuovo album, Alessandra Amoroso ha annunciato anche il 10 tour, con venti date (una per ogni regione d’Italia) a partire da Marzo 2019.

Alessandra Amoroso

Ecco dove la Big Family potrà ascoltare dal vivo l’artista:

10Tour 2019 – Alessandra Amoroso:

  • 5 marzo – Torino, Palalpitour
  • 7 marzo – Perugia, Pala Barton
  • 13 marzo – Genova, RDS Stadium
  • 15 marzo – Bologna, Unipol Arena
  • 16 marzo – Ancona, PalaPrometeo
  • 20 marzo – Roma, PalaLottomatica
  • 23 marzo – Eboli, PalaSele
  • 24 marzo – Reggio Calabria, Palasport
  • 26 marzo – Acireale, Palasport
  • 29 marzo – Bari, PalaFlorio
  • 30 marzo – Roseto degli Abruzzi, Pala Maggetti
  • 2 aprile – Milano, Mediolanum Forum
  • 4 aprile – Courmayer, Forum
  • 6 aprile – Padova, Kioene Arena
  • 7 aprile – Trieste, Palarubini
  • 9 aprile – Trento, Auditorium Santa Chiara
  • 12 aprile – Firenze, Nelson Mandela Forum
  • 14 aprile – Isernia, Auditorium Unità d’Italia
  • 15 aprile – Potenza, Pala Basento
  • 19 aprile – Cagliari, Fiera

Morto Geoff Emerick, l’ingegnere del suono che creò il suono dei Beatles

E’ morto a 72 anni Geoff Emerick, leggendario ingegnere del suono che, dal ’63 in poi, creò il tipico “suono” dei Beatles. Ma non solo: suoi furono i suoni anche di Elvis Costello, Art Garfunkel, Split Enz e Judy Garland, degli Ultravox e di Kate Bush.

La sua carriera è cominciata giovanissimo, a soli 15 anni quando, negli anni ’60, inizia a lavorare come assistente al suono.

Nel 1966 Geoff Emerick fu l’ingegnere del suono dietro l’album che in molti ritengono sia il capolavoro dei Fab Four, “Revolver”, disco psichedelico che rivoluzionò il suono della musica pop e rock dell’epoca e di una generazione artistica che faceva uso di sostanze come LSD che amplificavano i sensi, le emozioni,  distorcendo la percezione della realtà.

Da “Revolver” in poi (tranne che per “White Album” nel ’68), la mano di Geoff Emerick fu presente in quasi tutti i lavori dei ragazzi di Liverpool, soprattutto in lavori come “Abbey Road” (registrato dell’omonimo studio di registrazione a Londra) nel ’69 e “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” del ’67, di cui Emerick ne curò anche il missaggio.

Geoff Emerick

Nella sua mitica carriera Geoff Emerick ha vinto anche un Grammy per l’album da solista di Paul McCartney, “Band on run”.

Con questo grande professionista se ne va un’epoca straordinaria, in merito a come si lavora in uno studio di registrazione, l’epoca degli straordinari anni ’60 e ’70 e oltre, in cui i dischi erano veramente “suonati”, in cui i suoni venivano creati dall’uomo e la sperimentazione era frutto di ricerca, studio e tanta esperienza che si acquisiva sul campo e con tante ore di lavoro in studio.

Riposa in pace Geoff Emerick e grazie per il tuo contributo alla meravigliosa musica che fu negli anni d’oro del XXmo secolo.

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Nel video che segue viene spiegato come venne svolto il lavoro in studio per il mitico brano “Tomorrow never knows” dell’album “Revolver”, canzone in cui Geoff Emerick trasformò la voce di John Lennon in quella del Dalai Lama che canta su di una montagna

Geoff Emerick

Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale sostituirà Asia Argento ai LIVE di X Factor

Lodo Guenzi, il leader della band bolognese de Lo Stato Sociale sostituirà Asia Argento dietro il banco dei giudici con Mara Maionchi, Manuel Agnelli e Fedez.

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Ora è ufficiale. La notizia è arrivata direttamente dalla produzione di X Factor: Lodo Guenzi è il quarto giudice che siederà al tavolo dei LIVE dell’edizione 2018 del talent show prodotto da Fremantle in onda su Sky. L’artista sostituirà Asia Argento, che di comune accordo con la produzione, ha deciso di lasciare il talent a metà del suo percorso, a causa della vicenda che la vede coinvolta con il caso Jimmy Bennet, una vicenda inverosimile, davvero poco credibile, messa sicuramente in piedi da un giovane attore come Bennet, in cerca di soldi e notorietà.

Il frontman de Lo Stato Sociale affiancherà Mara Maionchi, Fedez e Manuel Agnelli dal prossimo 25 ottobre, per ben 8 settimane, tempo di durata dei LIVE di X Factor.

Lodo Guenzi si era già seduto quest’anno, come 5nto giudice, dietro il tavolo della “giuria giudicante” del talent, nella 2nda puntata delle audizioni. In quella occasione l’artista è sembrato perfettamente a suo agio nel suo ruolo, dimostrando buna competenza e, soprattutto, approvazione da parte del pubblico.

Måneskin: album, “IL BALLO DELLA VITA”, in uscita il 26 Ottobre – Nei Cinema “THIS IS MÅNESKIN”

I Måneskin, la band arrivata seconda l’anno scorso a X Factor Italia, sta per uscire, il prossimo 26 ottobre, con un nuovo album “Il ballo della vita“.

Il titolo del nuovo progetto discografico, come si evince, evoca la “danza”, elemento che caratterizza buona parte dei brani dell’album: il ballo nel disco è inteso come metafora della volontà di vivere la vità intensamente e liberamente, esprimendo se stessi senza censure alcune.

L’album, che contiene 12 tracce sia in italiano che in inglese, il primo di inediti della band, è stato anticipato dai singoli “Morirò da Re” e “Torna a casa”. Il disco, scritto e prodotto da tutta la compagine della band, è una sorta di racconto autobiografico dei componenti del gruppo (la figura di Marlena è comunque il comune denominatore tra tutti i brani), i quali in questa nuova produzione hanno inserito, tra le altre, ognuno le proprie influenze musicali, dal rap al funk fino al pop.

Måneskin

Oltre al nuovo album, la band farà uscire nelle sale cinematografiche, solo per un giorno (il 24 ottobre), “This is Maneskin”, un docu-film scritto da loro e distribuito da Vision Distribution. La proiezione sarà anticipata da una performance live trasmessa in diretta in tutte le sale. Nel film, nato durante la genesi del disco, i ragazzi della band si raccontano attraverso i loro sogni, esperienze e il vissuto che li ha accompagnati in quest’ultimo anno di popolarità dopo l’uscita da X Factor.

Måneskin
Copertina dell’Album

TRACKLIST DE “IL BALLO DELLA VITA” – Måneskin

1. New Song
2. Torna a Casa
3. L’Altra Dimensione
4. Sh_t Blvd
5. Fear For Nobody
6. Le Parole Lontane
7. Immortale (Ft. Vegas Jones)
8. Lasciami Stare
9. Are You Ready
10. Close to the Top
11. Niente da Dire

L’album è già disponibile in pre-save su Spotify e pre-order su iTunes
Måneskin

 

Onorificenza per Raffaella Carrà da parte della Spagna: lei “Icona della Libertà”

A Raffaella Pelloni in arte Carrà, sabato 13 ottobre, in una cerimonia all’Auditorium di Roma nel contesto della rassegna Pop y Protesta, verrà consegnata dalle più alte autorità iberiche, a nome e per conto di Re Felipe VI, una delle più alte onorificenze spagnole – fondata dal re Alfonso XIII di Borbone con regio decreto del 25 Giugno del 1926 -, l’onorificenza di Dama «al Orden del Mérito Civil» in quanto icona di libertà, un importante riconoscimento che premia tutto il lavoro di una carriera che dura da più di mezzo secolo.

La telefonata alla Carrà è arrivata a sorpresa direttamente dall’ambasciata Spagnola in Italia, comunicandole così di fatto l’intenzione di onorarla con il prestigioso riconoscimento di cui sopra:
Signora, le vorremmo attribuire un’importante onorificenza

La risposta di una incredule e emozionatissima Raffaella è stata: “Guardi, me ne avete già data una tanti anni fa. Magari non ne siete al corrente“.

Ovviamente non c’era nessun errore, perchè quest’ultimo riconoscimento non ha nulla a che vedere con il primo dato all’artista, il Lazo, consegnato ai tempi del governo di Felipe González, quando sul trono c’era re Juan Carlos.

Attualmente Raffaella Carrà, dopo l’uscita del suo ultimo album “Ogni volta che è Natale”, è a lavoro su una sorpresa televisiva che dovrebbe venire alla luce a fine anno.

Una punta di rammarico verso il nostro paese però la grande Raffa l’ha espresso, perchè nonostante lei abbia ricevuto diverse e importanti onorificenze all’estero, nella sua Italia mai nessuno l’ha degnata di nulla, cosa che ha portato l’artista a lasciarsi scappare una dichiarazione ironica fuori dai denti:
Qui sono una milite ignota. Ma non chiedo nulla“.

Morto il maestro Stelvio Cipriani – Scrisse “Anonimo Veneziano”

Lutto nel mondo della musica.
Il maestro Stelvio Cipriani, 81 anni, è morto a Roma nella casa di cura in cui era ricoverato da quando, lo scorso dicembre, fu colpito da una ischemia.

A darne notizia sono state fonti molto vicine dalla famiglia.

Compositore ed autore tra i più prolifici in Italia, è stato autore di diversi successi, soprattutto di colonne sonore cinematografiche, tra cui quella di “Anonimo veneziano” e di “La polizia ringrazia”, composizioni che regalarono al maestro una enorme popolarità e apprezzamento in tutto il mondo.

Giovanissimo si diplomò in pianoforte e composizione al Conservatorio e, successivamente collaborò con diversi cantanti di musica leggera.

Il suo periodo artistico più intenso fu quello in cui si trasferì negli Stati Uniti, diventando un eccellente musicista jazz.

Successivamente, negli anni ’60, ritornato in Italia, cominciò a comporre musica per film diventando uno dei compositori più ricercato e di successo nell’ambiente cinematografico,ma non solo, perchè il suo repertorio è ricco anche di composizioni per diversi documentari, compresi brani commissionatigli dal Vaticano.

Da tutta la redazione di faremusic.it vanno le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici tutti.

Stelvio Cipriani

Paolo Conte firma un accordo discografico con BMG

Paolo Conte firma un accordo discografico con BMG, l’azienda musicale del Gruppo Bertelsmann, già suo editore e poi sua prima etichetta discografica.

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 Un ritorno lungamente atteso, che BMG ha auspicato e perseguito con determinazione“. Così l’azienda musicale del Gruppo Bertelsmann, per voce del suo Managing Director in Italia Dino Stewart, saluta la firma del contratto discografico con Paolo Conte, siglato poche ore fa.

BMG, già editore del compositore astigiano, autore di alcuni brani divenuti punti fermi della musica italiana (“Azzurro” e “Messico e Nuvole” su tutte), è stata anche la sua prima casa discografica.

Infatti dal 1974 al 1982, Conte ha pubblicato per le label Ariola e RCA i suoi primi 5 album: “Paolo Conte, Questa Sporca Vita”, “Paolo Conte 1975”, “Un Gelato al Limon”, “Paris Milonga” e “Appunti di Viaggio”. Qui sono presenti grandi successi come “Via Con Me“, “Bartali“, “Madeleine“, “Parigi“, “Hemingway“, che hanno portato l’artista alla notorietà e all’affermazione nel passaggio da autore di hit per cantanti come Celentano, Caselli, Jannacci a pianista e interprete dallo stile inconfondibile delle proprie canzoni.

Fra queste in particolare “Via Con Me (It’s Wonderful)” è diventata negli anni IL classico di Conte ed è stata inserita nella colonna sonora di due blockbusterdel cinema americano, “French Kiss” (1995 di Lawrence Kasdan con Meg Ryan) e “No Reservations” (2007 di Scott Hicks, con Catherine Zeta-Jones e Aaron Eckhart).

Morto il più grande chansonnier francese, Charles Aznavour

Charles Aznavour, l’ultimo dei grandi chansonnier francesi è morto all’età di 94 anni nella sua città nativa, Parigi.

Nato il 22 maggio 1924 da immigrati armeni, Micha Aznavourian e Knar Baghdassarian, Charles già da giovanissimo divenne un grande artista della musica francese e mondiale.

L’instancabile e leggendario artista, nonostante l’età avanzata, ha lavorato fino all’ultimo, tanto che, in varie interviste, aveva dichiarato che la sua idea di morte era quella “di andare in pensione e smettere di cantare“. E’ stato un grande cantautore, un raffinato interprete e un ottimo attore teatrale. Le sue origini non le dimenticò mai, anzi nella sua vita si prodigò profusamente per le questioni legate all’Armenia: lo scorso anno il governo armeno gli consegnò le chiavi del Museo Aznavour.

La sua carriera immensa ha visto l’alba di ben 7 decenni, riempiti da ben 300 milioni di dischi venduti in tutto il mondo e un repertorio di oltre 1300 canzoni scritte, il più cantate in diverse lingue (otto per l’esattezza).

Ricordiamo che il 23 giugno scorso Aznavour avrebbe dovuto esibirsi in Italia in Piazza Grande a Palmanova. Il concerto purtroppo fu annullato per motivi di salute… e così abbiamo perso l’occasione di vedere per l’ultima volta un immenso artista che mai dimenticheremo.

Le condoglianze di tutta la nostra redazione vanno alla famiglia e agli amici tutti.

LiBertè, il ritorno alle vette di una regina – RECENSIONE

LiBertè”, il nuovo disco di inediti della Bertè (LEGGI NOSTRO ARTICOLO) è stato pubblicato da pochi giorni ed è già ai primi posti di vendita, sulle varie piattaforme ed anche fisicamente, su cd e su vinile blu numerato. Loredana Bertè ha pubblicato una raccolta di canzoni veramente importante, per diversi motivi, per diverse ragioni.

L’ultimo disco di inediti, BabyBertè è del 2005 e i fans erano affamati di inediti, a parte i due brani contenuti in “Amici non ne ho… Ma amiche sì”, Il mio funerale e E andata così. Loredana ha sempre abituato i propri fans a dischi in cui le tracce non erano state messe dentro per caso, ma la presenza di ogni motivo era per una ragione precisa ed erano canzoni che Loredana si faceva cucire addosso o si scriveva direttamente lei in tempi più recenti.

La copertina vede la Bertè fotografata da Giovanni Squatriri con una camicia di forza, come da lei dichiarato “La copertina è il mio manifesto. Perché una camicia di forza me l’hanno messa davvero, anni fa, a casa mia a Milano. Stavano facendo lavori dalla mattina alla sera, insopportabile, ho spaccato la portineria. A prendermi son venuti in quindici. M’hanno portata in un ospedale psichiatrico. Meglio lì che a casa con tutto quel casino. Alla fine in ospedale ho fatto anche un concerto. Perciò, sì, rivendico il mio diritto alla follia e alla libertà”.

 

All’interno del disco 12 brani arrangiati da Luca Chiaravalli, il primo e l’ultimo sono due piccoli brani cantati da bambini, il successo dell’estate “Non ti dico no” e poi nove piccole perle. Racconta LoredanaUn maestro di Roma ha ripreso uno dei suoi alunni per aver detto a un altro ‘porti sfiga’. Per fargli capire che sbagliava, ha raccontato la storia di Mimì sotto forma di favola. I bambini non solo hanno capito, ma hanno iniziato a seguirmi, a mandarmi disegni e messaggi, a obbligare mamme e nonne a venire ai concerti. Sono felicissima di avere acquisito un pubblico di bambini, anche grazie ai Boomdabash: sono innocenza pura, una tela bianca su cui disegnare qualcosa di bello”.

I primi due singoli pubblicati (due insieme, tanto per shockare il mercato) sono la bellissima “Babilonia”, firmata da Fabio Ilacqua e Chiaravalli, con un sound alla Lenny Kravitz, e la radiofonica e arabeggiante “Maledetto luna-park”, scritta da Loredana, Chiaravalli, Simonetta, Bonomo. Due bombe che entrano subito in testa e con due testi che sono due pugni nello stomaco. A breve uscirà anche il video di Maledetto luna-park.

Continuiamo con gli altri brani, tutti di alto livello, con un arrangiamento rock estremamente indovinato. LiBertè, scritta da Loredana e Ilacqua, in cui evidenzia per l’ennesima volta il suo essere ribelle, da sempre e per sempre.

La prima collaborazione con Gaetano Curreri che con Pulli e Romitelli crea Una donna come me, una poesia, in cui Loredana si mette a nudo. Un secondo brano del leader degli Stadio dovrebbe essere previsto per Sanremo 2019, a cui la Bertè tiene moltissimo. Il brano che Baglioni rifiutò al Festival di quest’anno è Babilionia, e sinceramente non si capisce come abbia potuto rifiutare un brano così bello.

Messaggio dalla luna, vede il ritorno della collaborazione con Fossati, che le regalò delle vere e proprie perle come Dedicato, Non sono una signora, Traslocando, J’adore Venice. Brano movimentato a cui Loredana da la sua grinta senza risparmiarsi.



Anima Carbone, ancora Bertè e Ilacqua, è un brano molto intenso, uno dei più indovinati del disco.

Tutti in paradiso, scritto da Bertè, Ilacqua, Pratesi, energia al top e testo crudo e tagliente.

Davvero, brano di Paolo Simoni, una ballata affascinante, che potrebbe diventare un classico del repertorio della Bertè.

Gira Ancora, un altro grande ritorno, Maurizio Piccoli che con Loredana scrive un brano tiratissimo, rock bello carico, alla faccia di chi spaccia rock da una vita, ma non sa nemmeno cosa sia.

Un disco grandioso, un insieme di brani che ha ripagato alla grandissima le aspettative. A differenza di altre sue canzoni degli ultimi lavori, la malinconia e la tristezza della Bertè sono finalmente tornate positive, si vede forse la luce in fondo al tunnel, la voglia di ribellione c’è sempre ma per tornare in vetta, senza annullarsi più.

Dopo l’inevitabile appuntamento nei vari store con il Firmacopie, ripartirà il tour autunnale, dove Loredana proporrà i nuovi brani e il suo repertorio di oltre 40 anni di carriera. L’album viene lanciato anche con una app che dà modo di accedere a video e contenuti speciali.

Libertè
Cover Libertè

Tracklist di Libertè di Loredana Bertè

1.INTRO
2.LIBERTE’
3.MALEDETTO LUNA PARK
4.BABILONIA
5.UNA DONNA COME ME
6.MESSAGGIO DALLA LUNA
7.ANIMA CARBONE
8.TUTTI IN PARADISO
9.DAVVERO
10.GIRA ANCORA
11.NON TI DICO NO
12.OUTRO

INFO SULL’ALBUM

Etichetta:
Warner Music
Produttore:
Luca Chiaravalli
Autori:
Alfredo Rapetti, Andrea Bonomo, Angelo Cisternino, Angelo Rogoli, Biggie Bash, Blazon, Cheope, Davide Simonetta, Fabio Ilacqua, Federica Abbate, Gaetano Curreri, Gerardo Pulli, Ivano Fossati, Ketra, Loredana Bertè, Luca Chiaravalli, Massimiliano Pratesi, Maurizio Piccoli, Paolo Simoni, Piero Romitelli, Takagi
Lyrics:
Alfredo Rapetti, Federica Abbate, Loredana Bertè, Tagagi, Maurizio Piccoli
Music:
Angelo Cisternino, Angelo Rogoli, Ketra, Maurizio Piccoli

 

Egypt Station, il nuovo album di un Paul McCartney 3.0 – RECENSIONE

A distanza di 5 anni da NEW, lo scorso 7 settembre è stato pubblicato Egypt Station (leggi nostro precedente articolo), il nuovo album di Paul McCartney atteso da milioni di fans sparsi in tutto… l’Universo.

Un McCartney 3.0,  un nuovo/vecchio Paul (come già in NEW, titolo certamente non scelto a caso) conscio del cambiamento avvenuto nei gusti del pubblico, che adeguandosi al nuovo corso e forte della propria sessantennale esperienza di eccelso songwriter ci propone una raccolta di composizioni più semplici, apparentemente meno ricercate, ma per niente banali e curate bei minimi particolari, quasi a voler dire:

Signori, penso di non dover dimostrare più nulla, capolavori ne ho scritti a bizzeffe in passato, ma la musica che piace al pubblico d’oggi ha preso un’altra direzione, tanto diversa che molti considerano detti capolavori noiosi e fuori moda.
I tempi sono cambiati, voi siete cambiati e allora cambio pure io con voi, ma lo faccio alla mia maniera

Non aspettatevi quindi di trovare un’altra Blackbird o Calico Skies, una The long and winding road o London Town,  una You’ll never give me your money o Band on the run, anche se ad un attento ascolto, soprattutto a livello di struttura, si possono riconoscere riferimenti a questi capolavori del passato.

Certo la voce ha perso qualcosa in limpidezza e potenza: arrochita, affaticata, a tratti affannata nel tentativo di raggiungere le altissime vette cui ci aveva abituati, ma pur sempre inequivocabilmente “la sua voce”.

Sedici tracce, comprese le brevi (entrambe poco più di 40 secondi) e pressoché identiche Opening Station e Station II, rispettivamente in apertura e pre chiusura del concept album (come in Sgt. Pepper’s) che prende il titolo da un quadro dipinto dallo stesso Paul nel 1988.

paul mccartney

Recensione dei brani di “Egypt Station”

Opening Station – Breve traccia (0:41″) in cui si ascoltano rumori di un posto affollato, verosimilmente la Hall di una stazione, che si fondono con 4 battute su tempo Largo di un coro celestiale, molto suggestivo.

I don’t know – Pubblicato come singolo anteprima assieme al successivo “Come on to me” lo scorso 19 giugno.

Introduzione di solo piano con la chitarra acustica che marca gli accordi sul secondo giro.

Quindi partono ritmo e canto per quello che è il brano più tradizionale dell’album in cui Paul si chiede “Cosa mi sta succedendo? Sono nel giusto? Sto sbagliando? Non lo so”.

Come on to me – Giustamente scelto come lato A del singolo anteprima, è un brano dalle sonorità grunge, sapientemente costruito su un pedale di 3 soli accordi ai quali vengono cambiate le note fondamentali del basso, variando l’armonia tra strofe e refrain, poi, quando il brano sembra aver già detto tutto, ecco che arriva un furbo ed efficace riff (che ricorda quello di Sex and drugs and rock’n’roll, opportunamente modificato nella chiusura) affidato a chitarra distorta e sezione fiati per rivitalizzarlo e tenere alta la soglia  d’attenzione dell’ascoltatore.

Happy with you – Concepito per chitarra acustica e sostenuto da un tambureggiante accompagnamento di footstomping, dita schioccate, beat box, claps, corpo e cassa della chitarra usati come strumenti a percussione. Gradevole e accattivante, sarà sicuramente apprezzato dai chitarristi alle prime armi, ma siamo parecchio lontani da capolavori quali Blackbird e Calico Skies.

Who cares – Introdotto da una chitarra distorta in larsen che attira subito l’attenzione, come parte la ritmica ricorda il sound  dei cari vecchi ZZ Top. Semplice ma avvincente e caratterizzante il riff di 4 note di chitarra dopo “left in the rain” e “you’re a ghost in the dark”, in chiusura torna la chitarra in larsen dell’intro.

Fuh you – È il terzo singolo pubblicato il 17 agosto come anteprima dell’album ed è il brano che meglio riassume il nuovo corso, in stile coro da stadio:

È questo che vi piace?
È questo ciò che volete?
OK, I just wanna fuh you

Un sicuro successo radiofonico.

Confidante – Semplice ballata affidata a voce e chitarra acustica, ma “I’ll follow the sun”, pur se considerato un brano minore della produzione Beatles, era ben altra cosa.

People want peace – Gradevole con più di qualcosa già sentito, lodevole l’intenzione del titolo slogan, ma difficilmente avrà lo stesso impatto di “Give peace a chance” della quale Paul è ufficialmente co-autore senza averne alcun merito.

Hand in hand – Ballata in puro stile McCartney, non delle sue migliori, più che altro un riempitivo, anche se la sua voce e la sua classe sono sufficienti a conferirle un certo fascino.

Dominoes – Anche in questo brano qualcosa di risaputo, di già sentito, poco più del minimo sindacale per uno del suo livello, ma sempre gradevole all’ascolto grazie all’accuratezza della realizzazione.

Interessante il cacofonico intermezzo strumentale prima della ripresa della strofa finale.

Back in Brazil – Per me il miglior brano dell’album, Paul si lascia contaminare dalla musica brasiliana filtrandola attraverso il proprio innato buon gusto.

Dieci con lode Sir Paul, auspicando che ci voglia ancora regalare altri gioielli come questo.

Do it now – Poteva mancare la ballata in 3/4? Eccola!

Anche questa non originalissima, ma perfettamente realizzata, ogni nota al posto giusto, cori impeccabili come pure l’orchestrazione di sostegno.

Caesar Rock – E qui Paul si è sicuramente divertito a sperimentare per stupire e sorprendere l’ascoltatore, mantenendone alta la soglia d’attenzione, a cominciare dalle 2 misure di batteria dell’introduzione che nulla hanno a che fare col ritmo della strofa immediatamente successiva, per proseguire con una sapiente e incalzante alternanza di dettagli ed idee che saranno sicuramente punto di riferimento e oggetto di studio da parte di molti addetti ai lavori.

Despite repeated warnings – Brano che riprende a livello strutturale la stessa formula già usata in passato per “You’ll never give me your money” o “Band on the run”, ovvero mettere insieme tre spunti completamente diversi per creare una mini suite, con l’eccezione che in questo caso riprende lo spunto iniziale per il finale.

Station II – Identica a Opening Station con l’unica differenza della dissolvenza finale che sfocia nel successivo ultimo brano dell’album.

Hunt you down/Naked/C-Link – Anche in questo brano Paul ricorre alla struttura 3 in 1, come si evince già dal titolo.

Alla prima parte Hunt you down, un robusto rock in stile simil-Clash, segue il terzinato Naked che sfocia repentinamente in C-Link, un blues strumentale in stile Pink Floyd, con la chitarra solista in bella evidenza, a conferma della lunga amicizia e stima reciproca tra Paul McCartney e David Gilmour.

paul mccartney
Copertina Egypt Station

TRACKLIST “Egypt Station” di Paul McCartney.

01. Opening Station – (00:41)
02. I Don’t Know – (04:26)
03. Come On To Me – (04:10)
04. Happy With You – (03:34)
05. Who Cares – (03:13)
06. Fuh You – (03:23)
07. Confidante – (03:04)
08. People Want Peace – (02:59)
09. Hand In Hand – (02:35)
10. Dominoes – (05:02)
11. Back In Brazil – (03:20)
12. Do It Now – (03:17)
13. Caesar Rock – (03:29)
14. Despite Repeated Warnings – (06:57)
15. Station II – (00:46)
16. Hunt You Down/Naked/C-Link – (06:22)

Muse: pubblicato il nuovo singolo “Pressure” – Annunciato il nuovo Tour

I Muse hanno annunciato sui loro social l’uscita di un nuovo singolo e video “Pressure“, ennesimo estratto del nuovo album “Simulation Theory” in uscita il 9 Novembre e prodotto da Rich Costey, Mike Elizondo, Shellback e Timbaland.

“Pressure” – 5nto singolo estratto dal nuovo album di Matt Bellamy  & Co. dopo “The Dark Side”, “Thought Contagion”, “Something Human” e “Dig Down” – è stato descritto dalla band come la canzone più “straight rock” di tutto il loro repertorio. Lo stile del brano è il tipico della band, con un riff diverso ogni 10 secondi.

muse

Il video corredato al singolo è vagamente retrò: la clip si apre con una cuffia sulla testa di un uomo invisibile; le scene successive sembrano ricreare la scena del ballo in Back To The Future e la band che suona è proprio quella dei Muse (presentata nel video dall’attore Terry Crews come Rocket Baby Dolls, il primo nome in origine dei Muse) con un Matt Bellamy vestito come Marty McFly.

Intanto sono state annunciate le date del nuovo tour Europeo del 2019 che partirà da Bordeaux e che toccherà anche l’italia per due date, una allo Stadio San Siro di Milano e l’altro all’ Stadio Olimpico di Roma.

 Tracklist “Simulation Theory” –  MUSE

Standard Album CD e vinile:

  1. Algorithm
  2. The Dark Side
  3. Pressure
  4. Propaganda
  5. Break It To Me
  6. Something Human
  7. Thought Contagion
  8. Get Up and Fight
  9. Blockades
  10. Dig Down
  11. The Void

Deluxe Album CD:

  1. Algorithm
  2. The Dark Side
  3. Pressure
  4. Propaganda
  5. Break It To Me
  6. Something Human
  7. Thought Contagion
  8. Get Up and Fight
  9. Blockades
  10. Dig Down
  11. The Void
  12. Algorithm (Alternate Reality Version)
  13. The Dark Side (Alternate Reality Version)
  14. Propaganda (Acoustic)
  15. Something Human (Acoustic)
  16. Dig Down (Acoustic Gospel Version)

Super Deluxe Boxset:

CD 1 e vinile 1

  1. Algorithm
  2. The Dark Side
  3. Pressure
  4. Propaganda
  5. Break It To Me
  6. Something Human
  7. Thought Contagion
  8. Get Up and Fight
  9. Blockades
  10. Dig Down
  11. The Void

CD 2 e vinile 2

  1. Algorithm (Alternate Reality Version)
  2. The Dark Side (Alternate Reality Version)
  3. Pressure (Ft. UCLA Bruin Marching Band)
  4. Propaganda (Acoustic)
  5. Break It To Me (Sam de Jong remix)
  6. Something Human (acoustic)
  7. Thought Contagion (Live)
  8. Dig Down (Acoustic Gospel Version)
  9. The Void (Acoustic)
  10. The Dark Side (Alternate Reality Instrumental)

Aperte prevendite concerti di Ed Sheeran in Italia nel 2019. Biglietti quasi esauriti – Ancora l’ombra del Secondary Ticketing

Ed Sheeran tornerà a suonare in Italia per tre concerti a giugno 2019 (leggi nostro articolo), a due anni di distanza dall’ultima esibizione sul suolo italico (leggi nostro articolo).

I concerti italiani sono parte integrante del nuovo tour mondiale che l’artista farà per continuare a supportare il suo ultimo album “Divide” (leggi nostra recensione). Questa nuova tournée toccherà vari continenti e stati, dal Sud Africa fino all’Europa (il 7 agosto sarà headliner allo Sziget Fetival 2019 in Ungheria), toccando anche la Russia e Islanda prima di terminare con quattro date in Gran Bretagna.

ed sheeran

DATE E LOCATION CONCERTI

Firenze Rocks 2019, alla Visarno Arena il 14 giugno
Olimpico di Roma 16 Giugno
Stadio San Siro di Milano 19 Giugno

PREVENDITE

I biglietti per il concerto al Firenze Rocks saranno disponibili in anteprima tramite l’APP ufficiale del festival, dalle ore 11.00 di lunedì 1 ottobre, e in vendita generale dalle ore 12.00 di martedì 2 ottobre. Invece i biglietti per le date di Milano e Roma sono  disponibili in prevendita da oggi 27 settembre 2018. Il sito di TicketOne, neanche a dirlo, è stato preso d’assalto già dalle ore 11 di questa mattina. Nel momento in cui scriviamo sono rimasti disponibili solo pochi posti. Purtroppo diversi biglietti (troppi) sono già recuperabili tramite il mercato secondario: anche questa volta il secondary ticketing ha colpito, a discapito di tanti fruitori che pur di vedere il loro beniamino pagherebbero cifre esorbitanti

Prezzi previsti per i concerti di Ed Sheeran del 16 e 19 giugno:

Milano

  • Primo Anello Rosso Numerato Prezzo € 90,00 + Prevendita € 13,50
  • Secondo Anello Rosso Numerato Prezzo € 75,00 + Prevendita € 11,25
  • Primo Anello Verde Numerato Prezzo € 65,00 + Prevendita € 9,75
  • Primo Anello Blu Numerato Prezzo € 65,00 + Prevendita € 9,75
  • Secondo Anello Verde Numerato Prezzo € 55,00 + Prevendita € 8,25
  • Secondo Anello Blu Numerato Prezzo € 55,00 + Prevendita € 8,25
  • Terzo Anello Rosso Numerato Prezzo € 55,00 + Prevendita € 8,25
  • Terzo Anello Verde Numerato Prezzo € 45,00 + Prevendita € 6,75
  • Terzo Anello Blu Numerato Prezzo € 45,00 + Prevendita € 6,75
  • Prato Gold Prezzo € 80,00 + Prevendita € 12,00
  • Prato Prezzo € 75,00 + Prevendita € 11,25

Roma:

  • Tribuna Monte Mario Prezzo € 80,00 + Prevendita € 12,00
  • Distinti Nord Ovest Prezzo € 65,00 + Prevendita € 9,75
  • Distinti Sud Ovest Prezzo € 65,00 + Prevendita € 9,75
  • Curva Sud Prezzo € 52,00 + Prevendita € 7,80
  • Curva Nord Prezzo € 52,00 + Prevendita € 7,80
  • Prato Gold Prezzo € 80,00 + Prevendita € 12,00
  • Prato Prezzo € 72,00 + Prevendita € 10,80 

ed sheeran

La possibile scaletta dei live

  1. Castle on the Hill
  2. Eraser
  3. The A Team
  4. Don’t / New Man
  5. Dive
  6. Bloodstream
  7. Happier
  8. I’m a Mess
  9. Galway Girl
  10. Feeling Good / I See Fire
  11. Thinking Out Loud
  12. Photograph
  13. Perfect
  14. Nancy Mulligan
  15. Sing
  16. You Need Me, I Don’t Need You

Intanto l’artista britannico ha detto di volersi prendere un anno di pausa per pubblicare un nuovo album: “Mi piacerebbe realizzare un progetto l’anno prossimo che non sia un album. Qualcosa che non viene trasmesso alla radio, qualcosa che non è quello che faccio di solito“.

Thegiornalisti: “LOVE”, un album troppo di testa e poco di cuore – RECENSIONE

Se ti piace la musica leggera italiana, quella pop radio fresca e che più o meno  racconta l’amore, allora il nuovo album dei Thegiornalisti fa al tuo caso.

Si intitola “LOVE” (LEGGI ARTICOLO PRECEDENTE), la copertina sembra l’insegna al neon di un locale per innamorati, ci sono dieci canzoni e almeno la metà delle quali sono potenziali tormentoni radiofonici. E ancora: i suoni sono molto ben curati, la voce ha un impasto sonoro efficace, gli arrangiamenti sono contemporanei con venature vintage che erano già nel mondo Thegiornalisti di “Completamente sold out”. La scrittura di Tommaso Paradiso, frontman, autore e di fatto un cantautore travestito da band, è una scrittura matura, scafata, c’è molto mestiere pop come si usa dire, ed è certamente una scrittura autorale di rilievo nel mondo pop italiano di questi anni (troppo spesso confuso e avaro di slogan originali).

Detto tutto ciò, “Love” non è un album straordinario. E’ troppo di testa e poco di cuore, circostanza che sembra assurda in un contesto così concentrata su parole d’amore. C’è troppo pensiero e poco istinto. Non è vero, come ho letto in giro, che Paradiso oggi scrive in modo più maturo rispetto a quel “Fuoricampo” (2014) che lo ha lanciato sotto i riflettori della grande produzione italiana. Oggi Paradiso scrive più consapevole di cosa e come fare per piacere a un pubblico più ampio. Ma le intuizioni letterarie di brani come “Promiscuità”, non ci sono più. C’è un linguaggio onestamente e sonoramente adeguato e adeguante, senza frizioni, senza mai stridere, senza più quei lampi di follia creativa che rendono diverso il pop d’autore dal pop commerciale. Sono differenze piccole, eppure capaci di illuminare paesaggi canori lontanissimi. La produzione di Dario Faini è attenta, elegante, rispettosa del recente passato di questa band romana che anche grazie alla precedente produzione di Cantaluppi ha conquistato la radiofonia.

Ora, va anche detto che in questo “Love” Tommaso Paradiso ci riporta non solo ai suoni, ma anche alle ambientazioni del pop di successo degli anni Ottanta. A volte ti viene in mente Umberto Tozzi (“New York”), a volte ti viene in mente il Vasco di Toffee (in “Love”), a volte il Venditti del Circo Massimo (in “Controllo”). A volte, ma lo dico con tenerezza, mi viene in mente quando da bambini guardavamo il Festival di Sanremo e cercavamo di indovinare le parole delle canzoni, come se alcuni versi i cantanti li improvvisassero loro stessi sul momento. Come se adesso Tommaso Paradiso giocasse a tal punto con un linguaggio facilmente accessibile a tutti da renderlo quasi prevedibile.

Da un artista capace di scrivere dei tormentoni radio straordinari, e Paradiso questo è oggi in Italia, ci si aspetterebbe nell’ambito di un album di dieci canzoni (più uno strumentale) almeno un episodio di piccola follia, intendendo come follia qualcosa che esce dalle righe, che crea l’effetto stupore, che ti venga da dire: “oh cazzo, cos’è sta cosa qui?”. Invece in “Love” non succede. E’ tutto bello patinato, lucidato e fatto bene, ti accompagna in un viaggio in auto magari in coda nel traffico (argomento al quale Paradiso è molto sensibile visto che di code al mare, di auto e sedili scrive spesso). Manca un po’ di quel disordine che pure Paradiso avrebbe nell’animo, fino a un passato recente tormentato e adesso fin troppo rappacificato, quasi normalizzato.

Dopo il successo estivo meritatissimo di “Felicità puttana”, oggettivamente un gran pezzo radio, e dopo i singoli “Questa nostra stupida canzone d’amore” (altra citazione vendittiana) e “New York”, l’album propone almeno altri due pezzi di sicuro successo: “Zero stare sereno” e poi il brano che dà il titolo all’album, “Love”.

Chiude il lavoro la canzone più intimista, “Dr. House”. Che sembrerebbe un esercizio elementare se non nascondesse una verità personale di Tommaso Paradiso: avrebbe voluto avere un padre, e lo avrebbe voluto come quel Dr. House che vedeva in televisione. Non sarà poesia, ma quando riconosci Paradiso parlare della sua vita vera, è come se qualcosa si accendesse intorno al suo processo comunicativo. E così gli perdoni la mania di farsi cento selfie al giorno, e gli vuoi anche un po’ bene.

Thegiornalisti

Tracklist “LOVE” – Thegiornalisti


“Overture”, 
“Zero stare sereno”,
“New York”,
“Una casa al mare”,
“Controllo”, “Love”,
“Milano Roma”,
“L’ultimo giorno della terra”,
“Questa nostra stupida canzone d’amore”,
“Felicità puttana”,
“Dr.House”
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Federico Zampaglione omaggia i Tiromancino con “Fino a Qui”

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Federico Zampaglionedeus machina dei Tiromancino, ha deciso quest’anno di rendere omaggio al repertorio della sua storica band con un album dal titolo significativo, “FINO A QUI“, un modo piacevole e interessante per tirate una riga e fare un bilancio della fortunata carriera di Zampaglione & Co.

L’album che esce oggi 28 settembre, altri non è che una rivisitazione, con nuovi arrangiamenti, di alcuni dei brani (12 per la precisione) più significativi della band romana. All’interno della tracklist ci sono anche quattro brani inediti.

Ogni brano sarà reinterpretato da Zampaglione insieme a degli amici/ospiti illustri, tra cui Tiziano Ferro, Jovanotti, Elisa, Alessandro Mannarino, Giuliano Sangiorgi, Luca Carboni, Fabri Fibra, Calcutta, Thegiornalisti e Alessandra Amoroso con cui ha duettato la storica “Due destini” (leggi nostro articolo), singolo uscito a maggio che ha fatto da apripista al progetto discografico.

Un’altra sorpresa racchiusa nel disco è la presenza tra gli ospiti della figlia di Zampaglione, la giovanissima Linda, che insieme al padre canta “Immagini che lasciano il segno”.

tiromancino
Copertina dell’album “Fino a qui”

TRACKLIST di FINO A QUI – F. Zampaglione & Featuring

“Sale, amore e vento” 
“Noi casomai” 
“La descrizione di un attimo” (Tiromancino feat. Jovanotti)
“Due Destini” (Tiromancino feat. Alessandra Amoroso)
“Per me è importante” (Tiromancino feat. Tiziano Ferro)
“Un tempo piccolo” (Tiromancino feat. Biagio Antonacci)
“Liberi” (Tiromancino feat. Giuliano Sangiorgi)
“Amore impossibile” (Tiromancino feat. Elisa e Mannarino)
“Se mi verrai a cercare” (Tiromancino feat. Alborosie)
“Muovo le ali 2018” (Tiromancino feat. Fabri Fibra)
“I giorni migliori” ( Tiromancino feat. Thegiornalisti)
“Strade” (Tiromancino feat. Calcutta)
“Imparare dal vento” (Tiromancino feat. Luca Carboni)
“Settembre scordati di noi” 
“Immagini che lasciano il segno” (Tiromancino feat. Linda)
“Piccoli miracoli” (Tiromancino – acoustic version)

Oltre alla versione cd c’è anche una versione in doppio vinile, che trovate -> QUI

 

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INSTORE TOUR

Federico Zampaglione, dal 29 settembre, farà un instore tour che toccherà varie città d’Italia.

 Questo il calendario:

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Premio Tenco 2018, un’edizione ricca di qualità – Conferenza Stampa di presentazione

Morgan presenta la 42ma Edizione del Premio Tenco come “tutto quello che X Factor non potrà mai essere“… e già questa affermazione fa presagire l’aria che tirerà nell’evento del Club Tenco quest’anno.

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Il Premio Tenco 2018 (Rassegna della Canzone d’Autore) presentato oggi a Milano avrà luogo a Sanremo nei giorni 18,19 e 20 Ottobre. Giunto alla 42° edizione, quest’anno avrà molte novità. A partire dai premi assegnati a Zucchero, Salvatore Adamo e Carlo Petrini. Altra iniziativa molto interessante di questa edizione sarà la Materclass dedicata a Gaber.

Ottobre è il mese che nella memoria storica è associato alla più grande rivoluzione del secolo XX , la Rivoluzione Russa. Il primo ventennio di questo secolo invece vive una rivoluzione più intensa, non meno violenta ed epocale. Quella delle migrazioni. Ecco perché la Direzione del Premio tengo ha scelto questo tema da no un titolo alla manifestazione

premio tenco

Migrans, Uomini, Idee, Musiche

Migrans è il titolo di questa rassegna 2018. L’attualità dirompente della migrazione come metafora di un’esperienza umana e artistica. Idee e musiche che migrano per cogliere il fenomeno epocale del cambiamento. E’ in atto un cambiamento che è pura illusione pensare di fermare. Ma in quanto epocale, non deve rimanere nel chiacchiere della propaganda politica. La realtà, come sempre, è molto più complessa dei titoli giornalistici e dei post.

La Musica è la madre di tutte le contaminazioni artistiche e umane. Le migrazioni portano a un rimescolamento di culture, saperi e sapori. Nella Musica siamo tutti migranti, viaggiatori più o meno consapevoli di ritmi e suoni. Basti pensare al Jazz, che nel suo significato più vero, significa guazzabuglio. E quando si ferma diventa folclore.

La Musica che racconta storie di persone, canzoni che parlano il linguaggio della gente, melodie che raccontano stati d’animo, paura e tormenti, gioia e coraggio. L’ironia dei vinti, che alla fine sovverte la tracotanza dei vincitori.

premio tenco

Gli artisti di questa Edizione

Oltre ai citati Artisti, parteciperanno anche i vincitori delle Targhe Tenco 2018, Motta (Disco in assoluto), Giuseppe Anastasi (Opera Prima), Fabio Cinti (interprete di canzoni), Mirkoeilcane (Canzone Singola) Francesca Incudine (Album in dialetto).

Nel corso delle tre serate parteciperanno molti altri artisti, tra cui Davide Van de Sfroos, Neri Marcorè, Tosca, Simone Cristicchi, Giua, David Riondino, Lo Stato Sociale.

Presenterà la serata il consueto Antonio Silva e (udite udite) un valletto chiamato Morgan

Le motivazioni dei premi, qualità vs quantità

Va assolutamente detto che le motivazioni per i premi assegnate non sono in alcun modo legate alle vendite, essendo una rassegna che non tiene conto del mercato. Piuttosto, viene considerato il valore culturale, musicale e umano dell’opera e dell’artista selezionato. Questo quindi pone (ma già lo sapevate vero?) il Premio Tenco fuori dalla bagarre dei download, degli streaming, dei like. Ognuno di essi, in quanto Migrans culturale, ha rappresentato e rappresenta con la sua attività il senso di questa manifestazione.

“A scuola con Gaber” – Masterclass per studenti

Nuovo elemento di questa rassegna è la masterclass dedicata alle figure importanti della cultura musicale popolare. Quest’anno è dedicata a Giorgio Gaber, il signor G. Neri Marcorè e Morgan canteranno e spiegheranno il mondo musicale del signor G agli studenti delle scuole. Un’iniziativa concreta che mira a tradurre in pratica le molteplici sollecitazioni fatte a suo tempo al ministro Franceschini, di integrare lo studio dei cantautori e del patrimonio della canzone d’autore, nella scuola dell’obbligo. Dopotutto ricordiamo che un menestrello come Bob Dylan ha recentemente vinto un premio Nobel, per la sua Poetica. Quindi, altro che “sono solo canzonette”

La Masterclass avverrà nell’iconico Teatro Ariston con gli studenti. Gaber, una figura da far conoscere, durante l’orario scolastico, come materia di cultura e non solo intrattenimento. Se vogliamo che i giovani oltre alla Trap seguano anche altri linguaggi, è bene partire anche da questo.

premio tenco

Sono solo canzonette?

Staino, da quest’anno nel direttivo della Targa Tenco, è intervenuto spiegando che il fumetto e le canzonette, sono linguaggi popolari, sempre snobbati dalla Cultura Accademica. Ma che hanno sempre generato una forza evocativa perché nascono dal popole per il popolo. Il Premio Tenco diventa così anche un modo per promuovere e rivalutare la cultura popolare.

Il diminutivo usato come dispregiativo, diventa riscatto del valore di una cultura e visione creativa, che parte dal basso. Una chiave di lettura della società diversa da quella dell’establishment politico o mediatico.

Lo Stato Sociale, altro gruppo invitato, è una figura ed esempio, la canzonetta che solo in superficie è disimpegnata. I loro testi, molto meno banali di quel che si pensa e due spanne sopra (almeno per me) sui tanto celebrati TheGiornalisti

Il tema culturale scelto allarga l’orizzonte artistico del Premio Tenco, riportandolo in una quotidianità del vissuto. In quest’ottica, e manifestazioni previste durante la Rassegna, dove libri, incontri e dibattiti cercheranno di allargare il cerchio delle note verso la storia vissuta nel periodo della contestazione, spiegando radici e senso di un tormentato momento.

Il clima della conferenza assume un sentore quasi post-ideologico, con interventi in cui la parola “compagno” detta varie volte, evoca atmosfere remote. Per fortuna il tono viene compensato dal premio conferito a Zucchero, artista emiliano ma migrane nel mondo, non schierato ma trasversale e apolitico (per fortuna). Gli perdono lo svarione del disco cubano (che di Cuba e la sua magia e cultura ha ben poco), perchè lo ritengo una grandissimo cantastorie del quotidiano, blues più per il senso delle sue canoni, che per le furbate di arrangiamenti. E’ un autore che ha saputo integrare la prosodia del R’n’B con la lingua italiana, recando slogan efficacissimi.

Ironia contadina, che gli permette di canzonarsi, portando in giro la vita a fare la pipì. E sensibilità sublimata in atmosfere come Diamante o Dune Mosse.

Purtroppo la destra (se ancora esiste) è spesso monolitica o ieratica, non ha il dono e la leggerezza dell’autocritica. Benché anche la sinistra (pure lei, non pervenuta) pare indugiare sempre più nella retorica autocommiserativa dei luoghi comuni piuttosto che stare sul pezzo della realtà che le sfugge di mano ogni giorno di più.

L’assurdo assioma

L’assioma migranti-vittime è speculare a migranti-delinquenti, una trappola retorica che cattura come una ragnatela. Ossimoro di un Sanremo da giorni di ottobre (Premio Tenco) e i giorni di Febbraio (festival).

La vita è migrans sempre e comunque.

La forza del Club Tenco sta nell’aver conservato il sogno tralasciando la retorica della memoria. Giovani Artisti nel corso degli anni hanno vinto la Targa, segno di una grande apertura al Nuovo, senza dimenticare il Vecchio. Anzi, integrandoli sul palco, nelle esibizioni uniche e fuori dalle logiche da bottega. E in questo contesto il premio assegnato a Salvatore Adamo, in arte Adamo, figlio di emigranti italiani nel Belgio degli anni ‘50, e ormai naturalizzato belga, è un chiaro segno di memoria e no ti semplice ricordo.

premio tenco

Il pepe di Morgan-valletta

Morgan annuncia che sarà una valletta anarchica dell’800. Approfittando della location (un piccolissimo ma confortevole cinemino, da cui il nome del locale) ha mostrato video amatoriali di sé mentre canta il nostro concerto in un Dopo Tenco di qualche anno fa con Sergio Cammariere e Mauro Pagani una session da lui stesso ricordata ad alta gradazione alcolica. Ma tutt’altro che bislacca.

Anche se in me nasce il sospetto che le tre serate del Premio possano essere fagocitate dall’ego istrionico (o arte?) di Morgan. Ad ogni modo il suo estro unico e la sua competenza musicale, saranno un valore aggiunto.

Con Morgan non poteva mancare il topic dei Talent. Secondo Marco
“Il Premio Tenco è tutto quello che un talent show non potrà mai essere, perché qui regna il potere della music e basta.e che ha scoperto talenti, mette insieme maestri e allievi, il palco diventa un momento di condivisione, non semplicemente di esposizione mediatica. perché si SUONA, SI FA MUSICA. Se il Talent fossero così intelligenti, ci sarebbe musica migliore in giro.” [cit]

Grande merito del Premio Tenco partecipazione collaborativa che non segue il business. Tutto su base volontaria, tutti partecipano senza compenso, per puro amore della musica, degli autori, emergenti o classici. La cultura che si fa con il volontariato vince su quella di mercato, spacciata per cultura ma in realtà solo frutta in esposizione. E’ triste constatare che ancora una volta, lo Stato sia assente. E’ triste che la cultura, nel nostro paese, sia un optional. Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine. Purtroppo.

Info e Prevendite:
Premio Tenco
Club Tenco
Teatro Ariston Sanremo

Rolling Stones pubblicheranno il live “Voodoo Lounge Uncut” che comprenderà inediti

I Rolling Stones pubblicheranno il 16 novembre, per la Eagle Vision, uno storico concerto d’archivio, il “Voodoo Lounge Uncut“. Il LIVE in questione è stato registrato il 25 novembre del ’94, a Miami, nello allo stadio Joe Robbie, durante il tour mondiale di Voodoo Lounge,

La mitica band di Mick Jagger  e Keith Richards ieri ha annunciato i dettagli del progetto, che è stato restaurato e che conterrà un audio remixato e rimasterizzato.

La testimonianza di quel concerto a Miami, che verrà messo in commercio in differenti formati fisici e digitali, e in esso ci saranno anche dieci performance inedite (mai edite prima d’ora) incluse nella scaletta originale, più delle ospitate, come quelle di Robert Cray, Bo Diddley e Sheryl Crow.

Voodoo Lounge Uncut” in versione video includerà anche cinque brani registrati dal vivo al Giants Stadium del New Jersey non presenti nella setlist del concerto di Miami, in Florida.

Rolling Stones

Tracklist versione audio, disponibile in doppio CD o triplo vinile – Rolling Stones

Whoopi Goldberg Intro
Not Fade Away
Tumbling Dice
You Got Me Rocking
Rocks Off*
Sparks Will Fly*
Live With Me*
(I Can’t Get No) Satisfaction
Beast Of Burden*
Angie
Dead Flowers*
Sweet Virginia
Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker)*
It’s All Over Now
Stop Breakin’ Down Blues
Who Do You Love?
I Go Wild*
Miss You
Honky Tonk Women
Before They Make Me Run*
The Worst
Sympathy For The Devil
Monkey Man*
Street Fighting Man*
Start Me Up
It’s Only Rock’n’Roll (But I Like It)
Brown Sugar
Jumpin’ Jack Flash

rolling stones

Tracklist edizione video di “Voodoo Lounge Uncut” – Rolling Stones

Whoopi Goldberg Intro
Not Fade Away
Tumbling Dice
You Got Me Rocking
Rocks Off*
Sparks Will Fly*
Live With Me*
(I Can’t Get No) Satisfaction
Beast Of Burden*
Angie
Dead Flowers*
Sweet Virginia
Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker)*
It’s All Over Now
Stop Breakin’ Down Blues
Who Do You Love?
I Go Wild*
Miss You
Honky Tonk Women
Before They Make Me Run*
The Worst
Sympathy For The Devil
Monkey Man*
Street Fighting Man*
Start Me Up
It’s Only Rock’n’Roll (But I Like It)
Brown Sugar
Jumpin’ Jack Flash
 
(Bonus track registrate al Giants Stadium, New Jersey):
Shattered
Out Of Tears
All Down The Line
I Can’t Get Next To You
Happy

 

(*- l’asterisco indica sono le registrazioni inedite)