30 C
Milano
sabato, Maggio 21, 2022
No menu items!
Home Blog

VASCO ROSSI: INIZIA OGGI A TRENTO IL “VASCO LIVE ‘22” – IN 120.000 PERSONE PER IL MEGA EVENTO

Finalmente, dopo 2 anni di fermo, Vasco Rossi si prepara alla ripartenza dei concerti che daranno il via alla stagione dei grandi live in Italia. Mancano poche ore al debutto del Vasco Live, il grande tour di Vasco Rossi che prenderà il via da Trento questa sera dalla Trentino Music Arena nel capoluogo della Provincia Autonoma del Trentino con 120.000 persone.

.

Il VASCO LIVE ’22 sarà un tour lungo, 11 date in tutta Italia, da nord a sud al centro. Tutte sold out, sia le date riprogrammate al 2022 – quelle relative ai Festival del 2020, sia le date aggiunte negli Stadi – annunciate nello scorso ottobre 2021 – ed esaurite in pochi. Numeri record di un tour tutto sold out che raccoglierà complessivamente oltre 660 mila persone in 11 tappe in tutta Italia, tra cui Milano con oltre 80.000 biglietti venduti, Imola con oltre 88.000 biglietti venduti e Roma con due date al Circo Massimo che contano complessivamente oltre 140.000 fan.

La scaletta è ovviamente top secret al momento ma conterrà sicuramente delle belle sorprese, le nuove canzoni dell’ultimo album “Siamo qui” e alcune rivisitazioni di piccoli gioielli del passato.

Con il ritorno sul palco del Rocker di Zocca, riparte anche tutto il sistema dei grandi eventi di musica live, fermi completamente dal marzo 2020 a causa della pandemia covid. Un settore che ha sofferto più di ogni altro le restrizioni e che adesso si accinge a ripartire con numeri da capogiro, a livelli anche superiori al 2019, anno dei record.

vasco rossi

Tornando al Vasco Live le poche indiscrezioni che sono trapelate fino ad oggi parlano di uno show in grandissimo stile con il Komandante in grande forma che ha provato quotidianamente (spesso anche sotto la pioggia) da quasi un mese (prima in Puglia e poi a Trento stesso) la scaletta di un concerto che si preannuncia memorabile. Una preparazione psico-fisica molto intensa e accurata (come da tradizione) realizzata in una sorta di “ritiro” nella quale la parola d’ordine è stata ed è la sicurezza, per cui tutto lo staff ristretto di Vasco è sottoposto ad una bolla che lo preserva da contatti esterni non indispensabili, proprio come accade nelle grandi competizioni sportive.

Numeri monster anche sotto il profilo produttivo, oltre che di pubblico, per la carovana-vasco prodotta da Live Nation, trasportata da un convoglio che, se dislocato nella sua interezza, coprirebbe una distanza di oltre 3km. Lo Show conta su un palco di 90 metri lineari, con 1.500 unità illuminanti e 750.000 watt di potenza sonora distribuiti su un impianto che conta tra l’altro su 20 torri delay per irradiare in modo omogeneo il suono in tutta l’area dell’evento, cosa che attirato già in questi giorni molto pubblico dal centro città che ha potuto assaporare un po’ di musica direttamente dalle prove.

Una vera e propria città nella città quella del Vasco Live formata da circa 1.000 persone tra crew fissa al seguito, stewart e personale locale su ogni tappa.

vasco rossi

VASCO LIVE 22 – LE DATE:

20 maggio – Trento (Trentino Musica Arena)
24 maggio – Milano (Ippodromo Milano Trenno)
28 maggio – Imola (Autodromo Enzo e Dino Ferrari)
3 giugno – Firenze (Visarno Arena)
7 giugno – Napoli (Stadio Diego Armando Maradona)
11 e 12 giugno – Roma (Circo Massimo)
17 giugno – Messina (Stadio San Filippo)
22 giugno – Bari (Stadio San Nicola)
26 giugno – Ancona (Stadio del Conero)
30 giugno – Torino (Stadio Olimpico)

Morto il compositore greco Vangelis

E’ morto il grande compositore greco Vangelis, famoso per aver firmato le musiche di “Blade Runner” e “Momenti di gloria”.

.

L’artista, all’anagrafe Vangelis Papathanassiou, aveva 79 anni e sarebbe morto in ospedale in Francia, dove era in cura.

A dare la notizia della sua dipartita è stato il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis: “Vangelis Papathanassiou non è più con noi. Il mondo della musica ha perso l’artista internazionale Vangelis“.

Vangelis è nato nel 1943 ed è cresciuto ad Atene. La sua prima band formata nel 1963, si chiamava Forminx. Autodidatta ha così iniziato a scrivere musica. Traferito a Parigi ha formato il quartetto prog rock Aphrodite’s Child con espatriati greci tra cui Demis Roussos. Successivamente l’artista ha cominciato a comporre colonne sonore per film e tv.
Trasferitosi a Londra, ha cominciato a raggiungere popolarità e successo. Nella sua lunga carriera costellata di numerosi successi Vangelis ha vinto un Oscar per la sua colonna sonora di Momenti di gloria (Chariots of Fire) del 1981, raggiungendo il numero 1 nelle classifiche statunitensi.

Tra i suoi grandi successi si annovera la colonna sonora per Blade Runner, per The Bounty di Mel Gibson e Antony Hopkins e di Francesco con Mickey Rourke protagonista. E ancora Bitter Moon di Roman Polanski e i documentari di Jacques Cousteau.

Vangeli ha inoltre firmato la colonna sonora di grandi eventi, tra cui i Giochi Olimpici del 2000 a Sydney, i Mondiali del 2002 in Giappone e Corea del Sud e i Giochi Olimpici del 2004 ad Atene. Inoltre l’artista ha anche scritto musica per produzioni teatrali e spartiti per balletti.

Il caso della trap band “brigatista” P38

P38- La Gang è una band trap emiliana sovversiva, per alcuni addirittura eversiva, balzata alla cronaca dopo un loro concerto in una sede Arci a Reggio Emilia , in cui hanno omaggiato le Brigate Rosse con il risultato di essere indagati persino dalla Digos.

.
Il caso è assai anomalo dato che la band è composta da ragazzi, anche se la loro identità e immagine è nascosta dai passamontagna che indossano, ma si presume siano piuttosto giovani dato che “suonano” trap.

Se pensiamo che le Brigate Rosse sono scomparse alla fine degli anni settanta e dal periodo degli anni di piombo è passato mezzo secolo, è davvero inconsueto che i riferimenti dei loro testi e dei titoli delle canzoni si ispirino a quell’epoca, fortunatamente dimenticata.

Una delle prime testate a occuparsi di loro è stato Il Post di Mentana, forse stimolata dalla ricorrenza dell’omicidio di Moro avvenuto il 9 maggio del 1978. L’ultimo cantautore a citare le Br e Renato Curcio è stato Fabrizio De Andrè in cui fece un parallelo tra la Carboneria e le BR e tra Renato Curcio e il carbonaro Piero Maroncelli nella sua canzone “La domenica delle salme”. Prima di lui la canzone politica veniva chiamata “canzone di lotta” o “canzone militante” ma i testi erano molto ideologici, quasi a slogan.

In verità di trasgressivo c’era ben poco rispetto, ad esempio, al fenomeno punk, molto più irriverente e violento. In passato sicuramente artisti e cantautori come De Andrè e Claudio Lolli sono stati come dire “segnalati” e controllati dalla polizia, ma il caso dei P38 è imparagonabile a loro. Qui la poesia non esiste come non esiste nessuna riflessione storica sul cosiddetto Sistema e sul Potere. Viene persino preclusa l’interpretazione di chi ascolta. Si tratta di puro sfogo anacronistico.

I commenti sui social sono impietosi, ma stranamente nessuno si sofferma sulla musica che è davvero ridotta ai minimi termini. Intendiamoci, la trap non è particolarmente sensibile alla musica intesa in termini tradizionali: melodia, armonia, dinamica, etc…. Ma qui è praticamente nullo anche lo sperimentalismo. Non si potrebbe nemmeno parlare di rumoristica che vanta origini culturalmente evolute, come nella musica contemporanea o elettronica.

I P38 potrebbero anche essere scambiati per un fenomeno sociale ma non lo sono affatto. Sono estranei alla musica in tutto e per tutto e forse anche dall’antagonismo politico che esprimeva anche l’ultra sinistra della seconda metà degli anni settanta, che era già anacronistica allora, figuriamoci oggi. Nulla di nuovo dunque. I P38 si barcamenano nell’ideologia più cupa, più ovvia, senza un filo di fantasia o di immaginazione.

In un’epoca di onnipotenza e di decadenza come questa ,anche la trasgressione all’ennesima potenza passa inosservata o come fenomeno passeggero usa e getta. La mia generazione ha fatto di tutto per provocare, tra botte da orbi, fughe di casa, rifiuto del lavoro, della coppia, delle istituzioni e dello Stato, dei beni materiali, della sicurezza, della religione, dei partiti e quant’altro. Ci abbiamo provato non solo a sognare una realtà diversa, ma anche a farla e come cantava Gaber siamo stati una generazione che ha perso e che si è persa nei deliri dell’ideologia.

In quegli anni di terrorismo anche mentale, il nostro Paese in Europa veniva guardato con diffidenza e paura. Le molotov finivano pure sul palco dei concerti rock, come accadde a Carlos Santana all’Arena di Milano. Ricordo ancora l’ orrenda copertina del settimanale tedesco Der Spiegel raffigurante una P38 su un piatto di spaghetti fumanti.

Ora, quasi mezzo secolo dopo, vedere dei nipotini che inneggiano alle Brigate Rosse fa davvero tristezza. A questi ragazzi va ricordato che gli anni di piombo sono stati i più brutti dal dopoguerra in poi. In giro soffiava un vento di solitudine e di violenza, di paura, di isolamento, di repressione. Erano appunto gli anni delle pistole, dell’eroina, dei fascisti che sfilavano in strada e delle stragi di Stato e voi non ne sapete nulla, non eravate neanche nati, per cui non ricordateceli, grazie. Non serve né a noi né alla Vostra generazione.

Gianna Nannini infiamma la data barese del “IN TEATRO TOUR 2022”

Ha infiammato gli animi la tappa barese del “In Teatro Tour 2022” di Gianna Nannini.

.

La rocker italiana, accompagnata da LA BAND , composta da Davide Tagliapietra alle chitarre, Christian Riganò alle tastiere, Steve Barney alla batteria e Milton McDonald alle chitarre, ha fatto registrare il tutto esaurito al TEATRO TEAM di Bari.

In questa magica serata è stato tanto l’entusiasmo fra il pubblico presente in platea e in galleria, che sin dal primo brano e per tutto il concerto, si è surriscaldato facendo sentire il suo entusiasmo cantando al fianco della Nannini.

L’artista senese coinvolgeva davvero tutti con quella grinta eccezionale che la contraddistingue da sempre.

La scaletta scelta è stata davvero ricca:

  • LA DIFFERENZA
  • MOTIVO
  • FENOMENALE
  • PROFUMO
  • RAGAZZO DELL’EUROPA
  • OGNI TANTO
  • I MASCHI
  • VIENI RAGAZZO
  • NOTTI SENZA CUORE
  • HEY BIONDA
  • AMANDOTI
  • SEI NELL’ANIMA
  • IO
  • FOTOROMANZA
  • AMERICA
  • UN’ESTATE ITALIANA

AL bis sono stati eseguiti storici cavalli di battaglia:

  • BELLO E IMPOSSIBILE
  • MERAVIGLIOSA CREATURA
  • ARIA

Un ringraziamento speciale a vurroconcerti.it 

Altre date del Tour:

20 maggio: CATANIA – TEATRO METROPOLITAN (sono validi i biglietti del 17 marzo 2022 al Teatro Metropolitan e del 13 novembre 2021 al Pala Catania di Catania)

22 novembre: TRIESTE – TEATRO ROSSETTI (sono validi i biglietti del 28 marzo 2022 al Teatro Rossetti)

25 novembre: BRESCIA – TEATRO DIS_PLAY (sono validi i biglietti del 26 marzo 2022 al Teatro Dis_Play)

26 novembre: MANTOVA – GRANA PADANO THEATRE (sono validi i biglietti del 25 marzo 2022 al Grana Padano Theatre) 

NICCOLÒ FABI: unico concerto nel 2022, il 2 OTTOBRE all’ARENA di VERONA

Sarà l’anfiteatro più antico d’Italia, intriso di tradizioni e leggende, ad accogliere NICCOLÒ FABI per il suo unico concerto del 2022: il 2 OTTOBRE, infatti, il cantautore romano sarà per la prima volta protagonista da solo sul palco dell’ARENA DI VERONA, per raccontare e condividere con il suo pubblico 25 anni di storia e canzoni, tra musica e parole. 

 .
I biglietti per il concerto unico di Niccolò Fabi, prodotto e organizzato da Magellano Concerti, sono disponibili nei circuiti di vendita e prevendita abituali.
Per info: magellanoconcerti.it.

Il cantautore romano, per una parte dello spettacolo, sarà accompagnato sul palco dall’Orchestra Notturna Clandestina, diretta da Enrico Melozziche darà nuova veste ad alcune delle canzoni di Niccolò Fabi.

«A 25 anni di distanza da quando “il giardiniere” ha iniziato a rendere pubbliche le sue traiettorie tra le turbolenze, il 2 ottobre all’Arena di Verona ci sarà l’unico mio concerto di quest’anno – afferma Niccolò Fabi – Non per parsimonia o epica della celebrazione ma semplicemente perché sia unico e per fare qualcosa che non ho mai fatto. Un’occasione che regalo a me stesso e a chi mi ascolta per portare quelle storie nate in un intestino fino ad un anfiteatro romano. Forse se lo meritano. Il posto è grande e prestigioso ma le emozioni in gioco lo sono altrettanto. In qualche modo lo riempiremo».

Dal 1997 ad oggi, Niccolò Fabi ha costruito un percorso incentrato sulla ricerca della libertà espressiva, restando sempre fedele al richiamo artistico e all’urgenza creativa, proprio come scrive e canta in “Scotta”: “Quando non si gira dall’altra parte / L’arte non è una posa / Ma resistenza alla mano che ti affoga”.

La sua carriera testimonia l’evoluzione di un uomo e di un artista che ha deciso di immergersi nelle canzoni, portandole alla loro essenza, senza smettere mai di sperimentare e ricercare nuove sonorità.

Così oggi, a 25 anni di distanza dal suo esordio, Niccolò sceglie di dare nuova vita alla sua musica coinvolgendo per la prima volta un’orchestra, con cui rivivrà parte della storia che racconterà sul palco dell’Arena di Verona.

Quella stessa Arena di Verona che ha segnato due tappe importanti del suo percorso artistico: l’apertura nel 2000 del concerto di Sting, suo punto di riferimento musicale, e lo spettacolo in trio con Silvestri e Gazzè, nel 2015, quando ha condiviso con il pubblico un momento magico e di grande emozione, dopo aver eseguito “Costruire” e “Solo Un Uomo“.

In quell’occasione pensò che un giorno sarebbe tornato su quel palco, da solo, con le sue canzoni. E lo farà in modo speciale. 

Con più di 90 canzoni, 9 dischi in studio, 2 raccolte ufficiali, 1 progetto sperimentale come produttore, 1 disco di inediti con la super band FabiSilvestriGazzè, 2 Targhe Tenco per “Miglior Disco in Assoluto”, dopo 25 anni di musica Niccolò Fabi oggi è considerato uno dei più importanti cantautori italiani. Nel suo percorso artistico tanta musica, tanta sperimentazione e un avvicinamento sempre più evidente a un sound d’oltreoceano. Cantautore, produttore e polistrumentista, negli anni ha continuato a lavorare sul rapporto tra parole e musica, sia in termini performativi – con appuntamenti all’interno di rassegne culturali – sia in chiave formativa – è attualmente docente all’interno della scuola Officina delle arti Pierpaolo Pasolini.

THE ZEN CIRCUS: FUORI L SINGOLO “OK BOOMER” FEAT. BRUNORI SAS – VIDEO

E’ uscito il nuovo singolo e video di The Zen Circus, feat. Brunori Sas, dal titolo  “Ok Boomer”.

.

Si tratta del terzo estratto dal disco “Cari fottutissimi amici”, la nuova avventura discografica degli Zen Circus in uscita il prossimo 27 maggio. Un album interamente composto di featuring, su canzoni inedite realizzate per l’occasione, frutto di molteplici collaborazioni con colleghi stimati e amici di vecchia data: Motta, Claudio Santamaria, Brunori Sas, Luca Carboni, Ditonellapiaga, Speranza, Management, Fast Animals and Slow Kids, Emma Nolde e Musica da Cucina sono gli ospiti speciali che affiancano gli Zen Circus in questo lavoro.

Già anticipato dai brani “118” feat. Claudio Santamaria e “Caro fottutissimo amico” feat. Motta, il nuovo album si arricchisce di una nuova anticipazione, il singolo “Ok Boomer”: un brano in cui Zen Circus e Brunori Sas si incontrano nella scrittura condivisa lavorando sinergicamente a testo e produzione musicale, proprio nello spirito di massima libertà e collaborazione che ha guidato il lavoro sul nuovo album.

Il singolo è accompagnato da un video che vede alla regia Stefano Poletti

the zen circus

THE ZEN CIRCUS PARLANO DEL SINGOLO “OK BOOMER”: 

L’estate scorsa, mentre ammazzavamo il tempo durante l’ennesimo viaggio in autostrada, Dario ci manda un messaggio vocale. Era la bozza di una canzone per chitarra e voce intitolata ironicamente “I Ragazzi di Joggi” (il suo paese natio, arroccato nella Valle dell’Esaro in Calabria). Una volta ascoltata ci siamo detti immediatamente che era quella giusta da lavorare per il nostro album di collaborazioni “Cari Fottutissimi Amici”, diventando di fatto l’unica del lotto non proposta direttamente da noi. 

Così a settembre ci siamo trovati tutti insieme a Cosenza, l’abbiamo provata e riprovata, manipolata, stravolta, arrangiata ed infine registrata. Musicalmente il brano è l’incontro fra il mondo Brunoriano e quello Zen, dove una canzone d’autore Italiana a tutto tondo si veste della ritmica e delle chitarre di quel rock d’oltreoceano trasversale a noi tanto caro. 

Testualmente invece Appino e Dario hanno lavorato a lungo e minuziosamente sulle proprie differenze, utilizzando le rispettive adolescenze per raccontare a modo loro cosa succede quando la tua generazione diventa quella de i “Ragazzi di ieri”.

 

 

Eurovision : Quando finisce l’effetto del trip

Quando finiscono gli effetti di una esperienza allucinogena, cominci a riprendere il senso della realtà. Quello che hai visto e sentito prima ti sembrava fantastico e surreale, poi il tuo sistema sensoriale diventa normale e rivedi le stesse cose immutabili di sempre. Più o meno è quello che simbolicamente mi è capitato mentre scorrevano i titoli di coda della finale dell’Eurovision.

.

Svanito l’effetto visionario del trash lisergico, lo spettacolo che hai visto, vale quanto una vecchia edizione del Festival di Ariccia di oltre mezzo secolo fa: cantanti improbabili in un circo di effetti speciali. Ho visto un cantante australiano protetto da una maschera da fioretto, una bella ragazza che si lavava le mani circondata da manichini umani, una cubana spagnola che esibiva la facciata B del suo disco, una band norvegese che suonava a orecchio di coniglio una canzone dedicata alla banana, un Rovazzi rumeno che cantava un reggaeton in spagnolo, un trio di mozzarelle scadute, travestite da ragazze islandesi folk, una band demenziale balcanica strafatta da vodka in offerta speciale, una bionda anemica olandese che eseguiva una ninna nanna pop il cui ritornello era U-U-A-A, un cowboy estone con la chitarra a tracolla sulla schiena, una ragazza in pigiama party con tanto di materasso a seguito, una band bretone più numerosa del pubblico presente fortunatamente arrivata penultima e Gigliola Cinquetti in versione flash back che continua a non avere l’età da sessant’anni suonati, manco fosse una highlander. Se tutto questo non assomiglia a un trip lisergico, ditemi voi cosa potrebbe essere di diverso. Fortunatamente sono arrivati i Maneskin e gli effetti stupefacenti si sono dissolti. Tornato alla realtà, mi sono chiesto:

“La musica oggi è questa roba qua?”.

Sarebbe stato meglio restringerla all’Europa ma dato che c’erano anche australiani, israeliani, armeni e azerbaijaniani l’impressione finale è che il pop sia divenuto un surrogato globale che annulla differenze, culture e tradizioni di Popoli diversi. Pochi hanno cantato nella loro lingua originaria. Quasi tutti in inglese. I suoni, i ritmi, gli arrangiamenti, persino il modo di cantare sembrano tutti uguali. Ogni tanto si butta lì un breve rap tanto per passare contemporanei. Persino i vincenti ucraini l’hanno fatto grazie al front man che sembrava il sosia di Jamiroquai con un lampadario fuxia sulla testa.

Cogli poche differenze persino tra Laura Pausini e Mika, nonostante lei ormai, faccia parte della categoria dei cosiddetti urlatori anziché dei cantanti melodici. Infine domina la dittatura del cattivo gusto, dalla scenografia con quella fontana a cascata che assomigliava a una “chiusa aperta” dei navigli milanesi, ai costumi colorati da evidenziatori, dal trucco di Malgioglio con gonna gialla  camicione blu in omaggio alla bandiera dell’Ucraina al finto nudo esibito tra addominali maschili oliati, sederi femminili palestrati, ombelichi dorati e tatuaggi ascellari.

Il mio amico Carlo Massarini mi ha scritto su whatsapp: “Manfredi, dài…non fare l’anziano” con tanto di emoticon sorridente a seguito. Potrebbe avere ragione ma il fatto è che non c’è niente di peggio di un anziano autentico che vuole fare il giovanotto tanto per ridursi gli anni. Bisognerebbe prendere esempio da Mara Maionchi e da Ornella Vanoni, che a differenza della Cinquetti dichiarano fieramente la loro età. Per questi e altri motivi, mi spiace dire che quella attuale è la peggior generazione dal dopoguerra in poi. Una generazione bruciata dal falò della vanità, dall’ evidente disimpegno, schiava del politically correct, dell’usa e getta e dello schiavismo digitale. Una generazione che non sa nemmeno creare una propria musica identitaria, ragazzi e ragazze che scambiano il televoto per una tesi di laurea e che pensano di manifestare il loro pacifismo votando una band ucraina.

L’ Eurovision se lo meritano tutto, anzi bisognerebbe farlo diventare un canale digitale in abbonamento under 30, così potrebbero votare a pagamento, tutti i giorni i The Rasmus con un finlandese a torso nudo che replica gli Europe o una star da TikTok cubana,  che gareggia per la Spagna, che ha un nome francese (Chanel) e che crede di avere origini portoricane come Jennifer Lopez. Queste sono le vostre star. Damiano please, spazzale via una volta per tutte e te ne saremo riconoscenti per sempre.

Eurovision 2022: Vince l’Ucraina – Forte il messaggio mandato dagli europei

E’ da poco terminata l’emozionante finale dell’Eurovision Song Contest 2022, in diretta dal Pala Olimpico di Torino, che ha visto vincere l’Ucraina con un brano il cui testo recita: “Troverò sempre la strada di casaanche se tutte le strade sono distrutte”
.

Dopo una gara emozionante, alla fine le preferenze del pubblico europeo (e non) ha ribaltato tutto con ben 631 voti, mandando così di fatto un forte messaggio simbolico: la band vincitrice è quella ucraina dei Kalush con Stefania, un brano dedicato alla figura della madre. “Questa vittoria è per tutti gli ucraini. Slava Ukraini!“, hanno detto i ragazzi della band subito dopo aver trionfato.

Nelle ore precedenti alla finale, anche il presidente Zelensky aveva invitato a votare per la Kalush Orchestra.

Blanco e Mahmood e la loro Brividi si sono piazzati al sesto posto con 268 punti. Al secondo posto la Gran Bretagna  con 466 punti e al terzo la Spagna  con 459 punti.

Classifica finale:

  1. Ucraina Kalush Orchestra – Stefania 631
  2. Regno Unito Sam Ryder – Space man 466
  3. Spagna Chanel – SloMo 459
  4. Svezia Cornelia Jakobs – Hold he closer 438
  5. Serbia Konstrakta – In corpore sano 312
  6. Italia Mahmood & Blanco – Brividi 268
  7. Moldavia Zdob si Zdub & Advahov Brothers – Trenuletul 253
  8. Grecia:Amanda Georgiadi Tenfjord – Die together 215
  9. Portogallo Maro – Saudade, Saudade 207
  10. Norvegia Subwoolfer – Give that wolf a banana 182
  11. Paesi Bassi S10 – De diepte 171
  12. Polonia Ochman – River 151
  13. Estonia Stefan – Hope 141
  14. Lituania Monika Liu – Sentimentai 128
  15. Australia Sheldon Riley – Not the same 125
  16. Azerbaijan Nadir Rustamli – Fade to black 106
  17. Svizzera Marius Bear – Boys do cry 78
  18. Romania Wrs – Llámame 65
  19. Belgio Jérémie Makiese – Miss you 64
  20. Armenia Rosa Linn – Snap 61
  21. Finlandia The Rasmus – Jezebel 38
  22. Repubblica Ceca We Are Domi – Lights Off 38
  23. Islanda Systur – Með hækkandi sól 20
  24. Francia Alvan & Ahez – Fulenn 17
  25. Germania Malik Harris – Rockstars 6

Eurovision Song Contest 2022: FINALE – Scaletta e ospiti

Gran finale per Laura Pausini, Alessandro Cattelan, Mika e l’Eurovision Song Contest 2022, in onda questa sera alle 21 in diretta dal Pala Olimpico di Torino su Rai 1, RaiPlay, Radio 2 e Rai Italia, per gli italiani all’estero.

.
Una serata che designerà il vincitore di questa edizione dell’evento musicale più seguito al mondo, con il Televoto del pubblico che andrà ad aggiungersi a quello delle giurie. Uno spettacolo preceduto, dalle 20.35 su Rai 1, dall’anteprima con Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio, con la partecipazione di Carolina Di Domenico, in diretta dal Glass Studio di Torino. A loro anche il compito di commentare la serata per il pubblico italiano.

Ospiti d’eccezione, i Maneskin e Gigliola Cinquetti, vincitori dell’Eurovision Song Contest, rispettivamente nel 2021 e nel 1964.

Per la gara, i 20 semifinalisti qualificati si uniscono ai Big Five (Francia, Germania e Italia, Inghilterra e Spagna) in questo ordine di esibizione: Repubblica Ceca, Romania, Portogallo, Finlandia, Svizzera, Francia, Norvegia, Armenia, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Ucraina, Germania, Lituania, Azerbaigian, Belgio, Grecia, Islanda, Moldavia, Svezia, Australia, Regno Unito, Polonia, Serbia, Estonia. Per l’Italia questa sera si esibiranno Mahmood e Blanco.

REGOLAMENTO DI VOTAZIONE:

I 20 Paesi in gara qualificati per la Finale unitamente ai 5 Paesi denominati “Big Five” saranno valutati dalle 40 Giurie Nazionali e dai telespettatori attraverso il Televoto. Le Giurie Nazionali voteranno e le prime 10 canzoni in graduatoria riceveranno un punteggio (punti da 12 a 1) secondo il seguente schema:

12 punti alla canzone che avrà ottenuto il miglior punteggio; 10 punti alla canzone che avrà ottenuto il secondo miglior punteggio; 8 punti alla canzone che avrà ottenuto il terzo miglior punteggio; 7 punti alla canzone che avrà ottenuto il quarto miglior punteggio; 6 punti alla canzone che avrà ottenuto il quinto miglior punteggio; 5 punti alla canzone che avrà ottenuto il sesto miglior punteggio; 4 punti alla canzone che avrà ottenuto il settimo miglior punteggio; 3 punti alla canzone che avrà ottenuto l’ottavo miglior punteggio; 2 punti alla canzone che avrà ottenuto il nono miglior punteggio; 1 punto alla canzone che avrà ottenuto il decimo miglior punteggio.

La somma dei voti di ciascuna delle Giurie Nazionali dei 40 Paesi partecipanti – comunicati in diretta attraverso un collegamento con i singoli Paesi – determinerà la Classifica globale delle Giurie. Successivamente alla Classifica delle Giurie Nazionali, verranno sommati i voti del Televoto Europeo (somma dei voti del Televoto di tutti i Paesi partecipanti) determinando la Classifica Finale che decreterà la canzone vincitrice.

EUROVISION O EUROTRIP – PSICHEDELIA SU RAI UNO

Ti capita di ascoltare all’Eurovision una canzone finlandese e capisci di colpo perché la Finlandia vorrebbe entrare nella Nato dato che la loro cantante potrebbe ricevere un missile nel tinello.

.
Poi apprendi che Cristiano Malgioglio ha un fidanzato in ogni Paese Europeo ma non spiega perché rimane da solo. Vedi delle coreografie da talent di piazza ma su un palco che è costato quanto la piazza, per cui l’effetto risulta ancora più trash. Immagini che Laura Pausini sia stata truccata da Marilyn Manson in persona e che Mika sia caduto in una vasca di evidenziatori.

Ogni tanto appare un drone dove i beni culturali del tuo Paese sono deturpati dal look di improbabili star canore internazionali. Allora cominci a chiederti che cosa hai mangiato a cena e se per caso tua moglie per dispetto non abbia sciolto un acido lisergico nella tua birra. Invece è solo perché stai guardando in tv una semifinale dell’Eurovision 2022 che però sembra il Guinness dei Primati in acido.

Ma davvero il pop europeo è conciato così?

Pensavo che bastasse Achille Lauro seminudo, seduto su un toro meccanico mentre strilla che vuole indossare una gonna più corta e invece il peggio deve ancora venire. Improvvisamente capisci che la psichedelia degli anni settanta era una favola per bambini. Qui siamo nel mondo di “Qualcuno cantò sul nido del cuculo”. In fondo risulta divertente vedere una passarella infinita di “fuori di testa” inconsapevoli.

Una addirittura crede di essere Ponzio Pilato, infatti si lava le mani sul palco. Dubito però che il testo della sua canzone significhi “Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi”. Sarebbe una citazione troppo colta. Qualcuno in giuria deve aver avuto qualche cenno di risveglio, infatti Achille Lauro viene eliminato dalla finale con tanto di toro meccanico a seguito. A San Marino molti si fustigano da soli, recitando il mea culpa.

Ora che la televisione generalista sia il tempio del trash lo sappiamo benissimo da 70 anni suonati, ma L’Eurovision va ben oltre, diciamo che ha uno sguardo strabico rivolto al futuro. E’ un trip che supera l’immaginario e l’immaginabile, uno show che in poco più di due ore distrugge tutti gli amanti del visionario. Sorrentino a confronto di chi ha ideato l’Eurovision, diventa un regista neorealista. Tutto è paradossale oltre l’immaginazione: le canzoni, i costumi, il pubblico in delirio, la cascata di non so quale liquido dallo stage, il drone che sembra un giocattolo di E.T, i gemiti di Malgioglio, c’è persino una band di hard rock stile Europe che sembra uscita da una cella frigorifera o dalle uova schiuse di Alien. Impossibile resistere.

Decido di farmi del male e non cambio canale perché dal punto di vista antropologico il fenomeno diventa interessante, ma per mia fortuna gli anticorpi esistono, così mi avvolgono in un sonno profondo e il divano diventa un’oasi di pace e di silenzio. Esco definitivamente dal trip. Mi sveglio alle 3. Il televisore si è spento da solo. Neanche lui ha retto.

Eurovision Song Contest 2022: Ascolti e Pagelle

Si è conclusa la seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2022. Buoni gli ascolti dell’evento andato in onda su Rai Uno.

.
I telespettatori che hanno visto l’Eurovision sono stati 5 milioni 538 mila, con uno share del 27,7 per cento, dalle 20.57 alle 23.16. La semifinale ha visto tra i protagonisti più discussi anche il nostro Achille Lauro con la sua  performance molto “Glam”, sempre curato nel look, un Black Cowboy su Toro Meccanico che ingabbia i suoi chitarristi. Purtroppo non convince il brano e soprattutto la vocalità che risulta sempre impoverita rispetto alla performance. Sarà questo il motivo della sua eliminazione dalla gara?

Ma veniamo al vivo della gara, visto che ormai abbiamo conosciuto tutti gli artisti, sentito le canzoni in prova e visionato le performance. Per cui ora siamo in grado di redigere le pagelle relative agli ascolti della scaletta.

eurovision

PAGELLE

Repubblica Ceca: Dominika, Benjamin and Casper, ovvero i “We are Dom”, una band con produzione norvegese che canta “Lights Off” e per quanto il beat sia fresco, moderno e allegro da infiammare lo start dell’Eurovision il significato è tutt’altro che gioioso. Il protagonista della canzone vede “scomparire” il proprio cuore assieme ai sentimenti che accompagnano quell’amore concluso per sempre. Simpatici da teknomusic – Voto 6

Romania: Tutto ci si aspetterebbe da un cantante portabandiera della Romania tranne che un brano in inglese con sonorità latine. Eppure Wrs, al secolo Andrei Ionut Ursu, porta sul palco dell’Eurovision Song Contest di Torino una canzone dal respiro europeo e, soprattutto, dal sapore estivo. Coreografia divertente con un “BE BE BE” che ti entra nel cervello. – Voto 6.5

Portogallo: Una splendida cartolina su Genova accompagna la presentazione di “Maro”. Il suo Instagram ha attirato l’attenzione del vincitore del Grammy, Jacob Collier, uno dei migliori al mondo, che l’ha invitata a unirsi alla sua band in tournée come cantante e strumentista in primo piano. All’Eurovision porta una ballad polifonica delicata e accurata insieme ai suoi coristi. Si intitola “Saudade Saudade”, da ascoltare e riascoltare. – Voto 8

Finlandia: Il gruppo dei “The Rasmus” ha venduto più di 5,5 milioni di copie e ottenuto cinque dischi di platino e dieci dischi d’oro. All’Eurovision Song Contest portano il brano Jezebel con scenografie Total yellow con palloncino giallo e sguardo iniziale stile IT di Stephen King. Esperimento poco riuscito. – Voto 5

Svizzera: Marius Bear faceva il meccanico, poi il musicista di strada in Svizzera e Germania e infine, grazie all’incontro provvidenziale con un produttore, uno dei più importanti artisti svizzeri. Voce matura, potente, che sa essere anche delicata all’occorrenza, una timbrica subito suggestiva che con “Boys don’t cry” regala la struggente malinconia di un crooner. – Voto 7.5

Francia: Alvan, in collaborazione con le Ahez, sono tra le Fab Five che accedono di diritto alla finale. Portano una brano radicato nella musica elettronica. Si intitola “Fulenn”, ed è una parola bretone che vuol dire “fanciulla”, ma anche “scintilla”. Il brano è cantato completamente in lingua bretone, lingua che torna dopo 26 anni sul palco dell’Eurovision. – Voto 6

Norvegia: I Subwoolfer sono Jim, Keith e Dj Astronaut e sono tra le band che hanno fatto più scalpore a questa edizione del Song Contest 2022, soprattutto per il loro travestimento da Lupi Gialli e Tekno Banane. Il loro brano si intitola “Give That Wolf a Banana” ed è proprio un Tecno-Dialogo tra lupi e banane. L’estate 2022 li aspetta. – Voto 6.5

Armenia: Rosa Linn, la quale ha già partecipato nella versione Junior del Contest, ci regala “Snap”, un invito ad andare avanti nella vita e a non focalizzarsi su chi ci ha fatto soffrire. La delicatezza dell’artista fa colpo anche su Cristiano Malgioglio che ammette di voler scrivere una canzone per lei. Troppo poco impatto. – Voto 6

Italia: I nostri amati Mahmood e Blanco, che con il loro ormai famoso brano hanno messo davvero tutti d’accordo al Festival di Sanremo 2022. riadattato il testo al minutaggio dell’Euro Festival. I due hanno già vinto in questi giorni il premio come “Miglior Testo” e non possiamo che auguragli il meglio. Come da regolamento l’Italia non potrà votare il proprio artista appartenente.

Spagna: ecco un’altra artista tra i cinque già promossi alla finalissima. Si chiama Chanel ed è già vincitrice del Benidorm Fest. Cantante e attrice Cubana porta il brano “SloMO”, che è già una hit radiofonica al primo ascolto. Un po’ meno efficace il look e la coreografia, molto pacchiane e volgarotte. – Voto 6

Olanda: si chiama S10 e no, non stiamo giocando a battaglia navale. Si tratta invece del nome d’arte di Stien den Hollander che rappresenta Paesi Bassi. De Diepte, è il titolo della canzone scritta a quattro mani con il produttore Arno Krabman. Tutti la ricorderanno per le vocali “Ooh-ooh, aah-aah” che purtroppo se prese con poco appoggio e impeto si trasformano in lagna sottotono. Non ce ne vogliano. – Voto 4

Ucraina: La Kalush Orchestra nella serata della prima semifinale ha letteralmente spopolato. La canzone “Stefania” con cui la band si è presentata alla competizione è diventata nuovo simbolo del popolo ucraino. Il brano, scritto dal cantante del gruppo, Oleh Psyuk, è nato come dedica alla madre ma ad oggi è un vero Inno di pace che contrasta la guerra che ancora oggi sta devastando il loro paese. Band in stile Black Eyed Peas, candidati alla vittoria. – Voto 8

Germania: Malik Herris è figlio d’arte, viene da una famiglia di musicisti, il nonno paterno è stato cantante d’opera, mentre la nonna una talentuosa pianista professionista. Apre i concerti di James Blunt e porta un brano dal titolo “Rockstars” dallo stile pop melodico, anche se molto poco convincente. – Voto 6

Lituania: Monika Liu a cinque anni ha frequentato lezioni di violino e di danza classica, per poi studiare canto jazz all’Università di Klaipeda. In seguito ha continuato la formazione al Berklee College of Music di Boston. “Sentimentai” è una poesia che va ascoltata con il cuore, ed è oltretutto ricca di riferimenti alla storia della Lituania e alle sue leggende sull’amore. – Voto 7

Azerbaijan: Nadir Rustamli ha solo 22 anni ed è l’artista che ha il legame più forte con l’Eurovision Song Contest. Basti pensare che a regalargli la vittoria finale al talent show The Voice of Azerbaijan è stata una cover di “Running scared”, brano con il quale Eli & Nikki avevano vinto l’Eurovision 2011. Il televoto lo ha premiato, così come ha fatto poche settimane, tramite l’emittente televisiva Itv, che lo ha selezionato per l’Eurovision 2022. – al suo brano Voto 6.5

Belgio: Jérémie Makiese col brano “Miss You” si ispira alla musica classica e operistica italiana. Il brano è infatti caratterizzato da una linea di violini e archi ed è stato scritto insieme a Silvio Lisbonne, Manon Romiti e Mike Bgrz. Non convince abbastanza: per fare la differenza la voce ha bisogno di essere curata. – Voto 6

Grecia: lei è Amanda Georgiadi Tenfjord e la sua esibizione rimanda ad una storia d’amore metafisico, in cui la propria persona si fondei in una cosa sola con il proprio partner, al punto di sentirsi morire insieme. La sua scenografia, con le sedie spezzate e sparse per il palco, insieme ad una voce solista intensa, convincono. – Voto 7

Islanda: Le tre sorelle d’arte Sigríður, Elísabet ed Elín Eyþórsdóttir portano un brano dal titolo “Með Hækkandi Sól”, con un’esibizione che rimanda all’attesa in cui l’Islanda spera in una pronta fine della stagione invernale e alla luce. – Voto 6.5

Moldavia: Zdob şi Zdub & Advahov Brothers. La loro “Trenulețul” ricorda un po’ “La curiera” di Davide Van De Sfroos. L’atmosfera è esattamente quella folk-confusionaria che si respira nel brano del cantautore comasco. Divertentissimi – Voto 7.5

Svezia: Cornelia Jakobs con la sua “Hold Me Closer” ha subito conquistato il primo posto della classifica musicale in Svezia. E’ una melodia pop che traduce in versi un’esperienza molto personale vissuta dalla cantante svedese. Si esibisce a piedi scalzi e si alza sull’inciso, ma comunque non ci convince, brano troppo banale. – Voto 5

Australia: Sheldon Riley 23enne di Sydney si è presentato sul palco con una maschera di cristalli che nasconde il viso. Un atto simbolico che gli permette di liberarsi da tutte le maschere per essere finalmente se stesso quando canta. Il cantante, infatti, è affetto dalla sindrome di Asperger, diagnosticatagli quando era ancora un bambino. In assoluto la voce migliore e curata di tutto l’Eurovision, con un brano che ha scritto a soli 9 anni. – Voto 9

Regno Unito: Sam Ryder sta simpatico da subito con quell’aria un po’ da Gesù Cristo, forse anche perché i 33 anni che sono in arrivo il mese prossimo, e forse per quella gran quantità di faccette sempre sorridenti. La sua è una voce acuta e pop che piace soprattutto a Malgioglio. A noi un po’ meno perché i suoi falsetti, sempre troppo presenti, dovrebbero essere puliti e meglio sostenuti. Voto 6.5 per la simpatia

Polonia: Ochman, classe 1999, col brano “River” si immerge simbolicamente nelle acque di un fiume per rinascere e rinnovarsi, liberandosi degli aspetti che oscurano l’esistenza. Purtroppo, come spesso accade all’ Eurovision, le voci vengono usate in falsetto senza averlo studiato e senza saperlo sostenere, e il risultato è meno che mediocre. – Voto 4

Serbia: Qual è il segreto dietro i capelli di Meghan Markle? Ce lo potrà dire forse Konstrakta che si lava le mani in una bacinella, a simboleggiare sia il “lavarsene le mani” delle autorità circa le assicurazioni sanitarie degli artisti, sia il compulsivo bisogno di dover fare qualcosa ma senza pensarci, meccanicamente. Un esibizione molto particolare da Teatro d’Avanguardia. Poco melodiosa ma studiata nei dettagli ed efficace. Voto 7.5

Estonia: Cappello di presentazione suggestivo con drone sulla Sacra di San Michele, luogo mistico di grande impatto. E si proietta anche il cappello di Stefan, singolare artista che con “Hope” ci porta un grido di speranza, un inno a preservare e portare in alto il proprio orgoglio contro tutti e tutto, contro le sconfitte e gli ostacoli che la vita può porre nel corso dell’esistenza. Puro stile Western. – Voto 6

EUROVISION 2022: TUTTE LE INFO PER LA SECONDA SEMIFINALE

Questa sera andrà in scena al Pala Alpitour di Torino la seconda semifinale Eurovision Song Contest 2022. La messa in onda internazionale dell’evento sarà dalle ore 20:30 in diretta in chiaro su RaiUno e in streaming su RaiPlay.

.
A presentare la serata ci saranno ancora il collaudato trio Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika. Oltre che su RaiUno con il commento di Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio, con la partecipazione di Carolina Di Domenico, la diretta dell’Eurovision Song Contest 2022 sarà trasmessa anche da Rai Radio 2.

Di seguito la scaletta ufficiale dell’evento dell’ESC con i cantanti in ordine di uscita.

  1. Finlandia The Rasmus – Jezebel
  2. Israele Michael Ben David – I.M
  3. Serbia Konstrakta – In Corpore Sano
  4. Azerbaijan Nadir Rustamli – Fade To Black
  5. Georgia Circus Mircus – Lock Me In
  6. Malta Emma Muscat – I Am What I Am
  7. San Marino Achille Lauro – Stripper
  8. Australia Sheldon Riley – Not The Same
  9. Cipro Andromache – Ela
  10. Irlanda Brooke – That’s Rich
  11. Macedonia del Nord Andrea – Circles
  12. Estonia Stefan – Hope
  13. Romania WRS – Llámame
  14. Polonia Ochman – River
  15. Montenegro Vladana – Breathe
  16. Belgio Jérémie Makiese – Miss You
  17. Svezia Cornelia Jakobs – Hold Me Closer
  18. Repubblica Ceca We Are Domi – Lights Off

Dopo le performance dei cantanti in gara, durante le votazioni si esibiranno anche Germania, Spagna e Regno Unito, già qualificate di diritto per la finale:

Germania Malik Harris – Rockstars

Spagna Chanel – SloMo
Regno Unito Sam Ryder – Space Man

EUROVISION 2022: BIS DELL’ITALIA PER I “BEST LYRICS AWARD”

L’anno scorso il BLA, Best Lyrics Award all’Eurovision era toccato ai Maneskin con “Zitti e buoni” canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2021. Quest’anno sono stati premiati Blanco e Mahmood
.

Il commento ironico e compiaciuto del nostro Damiano internazionale sui social è stato:

We’re getting used to it”, ovvero “Ci stiamo facendo l’abitudine

E l’Italia dunque continua a fare incetta di premi. Blanco e Mahmood, vincitori del Festival di Sanremo 2022 e ora in gara all’Eurovision Song Contest per rappresentare il nostro Paese con il brano «Brividi», hanno vinto il Best Lyrics Award, un premio al miglior testo della canzone, assegnato da “Eurostory”, un magazine online dedicato all’evento.

Inoltre Blanco e Mahmood sono anche tra i favoriti di quest’anno.

I bookmaker li indicano come secondi sul podio, dietro alla favoritissima band ucraina Kalush Orchestra che si è esibita martedì sera.

La coppia italiana andrà direttamente in finale sabato 14 Maggio, essendo l’Italia una tra le cinque nazioni considerate Big five (anche Francia, Germania, Inghilterra e Spagna) in quanto fondatrici dell’evento.

La Virtual Room dell’ Eurovision

Strana prospettiva quella della “Virtual Room”. Quest’anno FareMusic si trova al suo interno da una finestra virtuale che permette di spostarsi in modo articolato all’interno del mondo Eurovision 2022 di Torino, attraverso un portale dinamico e strutturato in modo tale da farti scegliere e assistere alle informazioni necessarie per conoscere tutti i partecipanti in modo approfondito.

.

Una volta loggati, si accede al nostro menu personale e da qui si visualizza il nostro Badge con una serie di menu a tendina in grado di fornirci moltissime informazioni, come la chat interna tra giornalisti e blogger, l’interazione immediata per uno scambio di info utili, oppure il programma dettagliato giorno per giorno, l’accesso ai contatti degli uffici stampa con tutto il materiale stampa personalizzato e scaricabile di ogni artista. Ovviamente c’è la possibilità di prenotare online le interviste (anche se gli artisti, si sa, sono spesso impegnati o già prenotati). Sia su laptop che su smartphone abbiamo l’applicazione dedicata che ci ricorda gli appuntamenti fissati ma solo sul portatile possiamo visualizzare l’accesso diretto alla regia in HD di Duccio Forzano e Cristian Biondoni. Ad aiutarli nella regia davvero suggestiva e tecnologica c’è CUE PILOT, un software che permette di sincronizzare stacchi, luci, camere e montaggio. Ma i registi non hanno un gran margine di libertà sulla resa visiva delle esibizioni.

Dando un’occhiata alle prove generali, gli stili si riconoscono, anche solo da qualche dettaglio, e ci si può divertire a immaginare quali siano stati i suggerimenti dati dai registi e poi accolti dalle delegazioni. Questo rende lo show piuttosto vario (o anche disomogeneo) nella resa visiva: in qualche caso si ha la sensazione di vedere esibizioni completamente definite dalle delegazioni – nell’uso delle luci, nella morbidezza dei movimenti, nella scelta delle inquadrature -; in altri casi il tocco dei registi è più marcato. Per gli appassionati è un ulteriore gioco da godersi nel ‘gran circo’ dell’Eurovision.

Noi, al momento ci studiamo le prove e sul nostro schermo appare a caratteri cubitali la scritta “PROHIBITED TO FILM THE SCREEN”. Ovviamente, ci mancherebbe altro, non ci sogniamo di spoilerare nulla, ma qualche aneddoto in esclusiva quello si che possiamo dirlo. Come un Mika straordinario e professionale: la sua eleganza traspare coi tecnici e il suo essere poliglotta ci trasporta sempre nella bellezza di un artista completo. Lui in prova ancora col cappellino bianco a visiera rovesciata, mentre Alessandro Cattelan e Laura Pausini sono già cambiati d’abito mentre eseguono tutto secondo i piani. Ovviamente c’è molta libertà e qualche volta si lasciano andare a qualche strafalcione divertente o qualche parolaccia simpatica in romagnolo.

Il bello della diretta dell’accesso alle prove in Virtual Room è che si possono riascoltare le prove, come sta succedendo proprio ora, mentre scrivo, riascoltando per la seconda volta le prove di Romania, Macedonia, Polonia, Belgio e Repubblica Ceca, visto che per problemi tecnici hanno dovuto ripetere l’esibizione.

Le performance di Eurovision sono e saranno sempre un potpourri eterogeneo letterario e musicale di vari stili. Completamente inutile affidarsi a prese di posizione troppo dure o morbide legate a questo evento. Anche perché le delegazioni sono estremamente professionali e tengono molto alla gara e al proprio artista. Dagli uffici stampa si leggono i percorsi di questi artisti e sono tutti molto articolati. Le scelte dei brani possono essere discutibili su molti fronti ma ci troviamo di fronte comunque a delle “Performance” dove, in molti casi, ci può essere meno convinzione musicale ma più coreografia con un inciso “tormentone” ballabile, ma in altri casi ci sono davvero delle splendide voci che sanno cantare e spesso sono da soli a farlo reggendo un palco internazionale. Siamo tutti orgogliosi che Torino rappresenti l’Eurovision e che le copertine di presentazione tocchino i luoghi più belli della nostra Italia ripresi attraverso un drone.

BUONA VISIONE

Eurovision 2022: tutte le info per la prima Semifinale di questa sera – Ordine di esecuzione, dove vederla, regolamento, votazioni e ospiti

Poche ore allo start Eurovision Song Contest 2022 dal Pala Olimpico di Torino.
.

Ieri pomeriggio si sono tenute le due prove, una in presenza con il pubblico, e oggi pomeriggio in replica con gli ultimi dettagli prima della messa in onda internazionale dalle ore 20:30 in diretta in chiaro su RaiUno e in streaming su RaiPlay.

Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika hanno aperto le danze con una buona energia, già in prova si respirava empatia e divertimento. Mika su tutti spicca per la sua grande duttilità internazionale e per il suo inglese perfetto.

L’Italia è rappresentata da Mahmood e Blanco con il brano vincitore di Sanremo “Brividi” ed entrerà in gioco sabato, assieme alle altre “Big 4” Spagna, Francia, Germania e Regno Unito. Oltre che su RaiUno con il commento di Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio, con la partecipazione di Carolina Di Domenico, la diretta dell’Eurovision Song Contest 2022 sarà trasmessa anche da Rai Radio 2. Da quanto notiamo alle prove gli applausi calorosi sono per l’Ucraina con la “Kalush Orchestra” scatenata e travolgente sulle note di “Stefania”, poi abbiamo la band iconica norvegese “Subwoolfer” mezzi Minion e mezzi Banane che con “Give That Wolf A Banana” faranno scatenare il palazzetto e infine la Grecia con la voce potente di Amanda Georgiadi Tenfjord sulle note di “Die Together” sembra voglia ipotecare la vittoria, anche se oggi in prova la voce non era al 100%.

eurovision

I Paesi partecipanti all’Eurovision Song Contest sono in totale 40.

Parteciperanno di diritto alla Finale del 14 Maggio 2022 i seguenti Paesi denominati Big Five:

Francia, Regno Unito, Spagna, Germania e l’Host Broadcaster, vale a dire l’Italia.

I restanti 35 Paesi verranno suddivisi in 2 semifinali:

Nella prima semifinale di questa sera gareggeranno 17 Paesi. Si qualificheranno per la finale 10 Paesi.

Nella seconda semifinale di giovedì 12 maggio gareggeranno gli altri 18 Paesi.

Si qualificheranno per la finale altri 10 Paesi.

Nella finale di sabato 14 Maggio  parteciperanno quindi complessivamente 25 Paesi.

Il risultato delle due semifinali e della finale è determinato per il 50% dal Televoto e per il 50% dal voto delle Giurie Nazionali di ciascun Paese (formata ognuna da 5 membri).

I telespettatori italiani e la Giuria Nazionale non possono votare la canzone in gara che rappresenta l’Italia.

I PRIMI 17 PAESI IN GARA – LA SCALETTA

Albania: Ronela Hajati – Sekret, Lettonia: Citi Zēni – Eat Your Salad, Lituania: Monika Liu – Sentimentai, Svizzera: Marius Bear – Boys Do Cry, Slovenia: LPS – Disko, Ucraina: Kalush Orchestra – Stefania, Bulgaria: Intelligent Music Project – Intention, Paesi Bassi: S10 – De Diepte, Moldova: Zdob şi Zdub & Advahov Brothers – Trenulețul, Portogallo: Maro – Saudade, Saudade, Croazia: Mia Dimšić – Guilty Pleasure, Danimarca: Reddi – The Show, Austria: Lum!x feat. Pia Maria – Halo, Islanda: Systur – Með Hækkandi Sól, Grecia: Amanda Georgiadi Tenfjord – Die Together, Norvegia: Subwoolfer – Give That Wolf A Banana e Armenia: Rosa Linn – Snap

GLI OSPITI DELLA PRIMA SEMIFINALE

Il Pala Olimpico di Torino si trasformerà in una grande discoteca, con i più grandi successi della dance italiana, grazie all’esibizione di Dardust, accompagnato dal dj-producer Benny Benassi e da Sophie and The Giants, alle prove davvero coreografie e luci spettacolari. Ospite della serata sarà Diodato che regalerà una versione speciale di “Fai Rumore”, brano vincitore del Festival della Canzone Italiana di Sanremo 2020, accompagnato dal corpo di ballo di Eurovision coordinato da Laccio. Una performance unica.

EUROVISION SONG CONTEST 2022: UNA REGGIA PER ACCOGLIERE LE DELEGAZIONI

E’ la Reggia di Venaria, patrimonio Unesco e tra i simboli della storia di Torino, ad accogliere con un “Turquoise Carpet”, lungo circa 200 metri, le 40 delegazioni che parteciperanno all’Eurovision Song Contest 2022.

.

È lo scenario nel quale – domenica 8 maggio a partire dalle 16, in diretta su RaiPlay e sul canale Youtube di EBU, con Gabriele Corsi, Mario Acampa e Carolina Di Domenico – si svolgerà la cerimonia di apertura della 66a edizione dello show musicale più importante al mondo, con la sfilata che porterà gli artisti e i loro accompagnatori all’interno della Galleria Grande della Reggia, dove saranno accolti dal Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, dal Sindaco di Torino Stefano Lorusso, dall’Executive Supervisor dell’Eurovision Song Contest 2022, Martin Österdahl e dagli Executive Producers Simona Martorelli e Claudio Fasulo.

L’impianto scenografico all’interno del quale si svolgerà la cerimonia – organizzata da Ebu, Rai, Città di Torino e Regione Piemonte – è stato disegnato da Maurizio Zecchin, scenografo del Centro di Produzione Tv Rai di Torino.

Lo spettatore della 66a edizione dell’Eurovision Song Contest – in onda su Rai 1 il 10 e il 12 Maggio (con le due semifinali) e il 14 Maggio, con la gran finale – sarà immerso in un teatro delle meraviglie. Organizzata dall’EBU (European Broadcasting Union), la principale alleanza mondiale dei Media di Servizio Pubblico – con Rai quale Host Broadcaster (Emittente Ospite) – e con la conduzione internazionale dello show affidata a Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika, questa edizione vedrà partecipare 40 Paesi: l’Italia sarà in gara con la coppia Mahmood & Blanco e il brano “Brividi”, che ha trionfato alla 72a edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo.

Oltre che su Rai 1 con il commento di Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio, con la partecipazione di Carolina Di Domenico, la diretta dell’Eurovision Song Contest 2022 sarà trasmessa anche da Rai Radio 2 e disponibile su RaiPlay.

 

L’Italia soffre di influencer

Con il caso Cartabianca finito nel mirino della dirigenza RAI, forse si sta aprendo in Italia un nuovo ciclo e la chiusura di un altro, che nonostante gli ascolti piace sempre meno. Forse sentiremo presto il canto del cigno degli opinionisti televisivi, questa strana categoria di “esperti” che ha invaso le reti televisive italiane in modo febbrile, direi quasi pandemico.

.

L’amministratore delegato della RAI Carlo Fuortes si è già espresso su questo tema in modo netto e chiaro:

“I talk show non sono l’ideale per l’approfondimento giornalistico”.

Come dargli torto? Del resto da un manager ed economista della cultura, con un prestigioso curriculum come il suo, non ci si può aspettare che approvi questo decadimento dell’informazione che negli ultimi mesi ha permesso sulla televisione pubblica di divulgare affermazioni false e fantasiose, come quella di Alessandro Orsini che qui riporto integralmente:

“ Hitler non aveva nessuna intenzione di far scoppiare la seconda guerra mondiale”.

Praticamente Orsini pensa che Hitler invadendo la Polonia non si aspettasse che la Francia e l’Inghilterra si alleassero con la Polonia dando vita alla guerra con la Germania nazista. Per Orsini dunque, Hitler era un ingenuo. Rispondendo da Giletti alle innumerevoli critiche ricevute, Orsini si è giustificato affermando:

“La gran parte dei miei detrattori sono privi della grammatica fondamentale”.

Evidentemente l’influencer Orsini, fortunatamente abbastanza isolato, pensa che anche Carlo Fuortes faccia parte del gruppo dei suoi detrattori. Gli aficionados del professore invece strillano di “censura” e di negazione della libertà. Qui bisogna chiarire bene il concetto di libertà, perché se libertà e democrazia significa andare in televisione a sconfessare la storia o ad affermare secondo una pura opinione personale che “i bambini possono essere felici sotto una dittatura” praticamente la stessa democrazia viene presa a calci. Mi spiego meglio. Negli anni ottanta, in una puntata del “Maurizio Costanzo Show” per imperscrutabili motivi, Costanzo invitò un nazista dichiarato che negò lo sterminio degli ebrei. Costanzo rispose che l’affermazione era intollerabile e invitò il nazista a uscire dal Parioli, cosa che fortunatamente fece. In pratica Costanzo ammise il suo errore, perché se inviti qualcuno a parlare nel tuo programma, poi mica lo puoi cacciare via ma quella cacciata dal palco fu un gesto esemplare che dimostrò una verità sacrosanta. La libertà di opinione non significa raccontare menzogne ignobili a milioni di persone. Dentro un bar puoi anche farlo finchè qualcuno non ti tira una sberla, in televisione proprio no. E’ incivile e diseducativo. Il caso Costanzo avvenne in epoca analogica. Nell’epoca digitale invece, si è permesso il contrario per troppo tempo e disgraziatamente anche sulla televisione di Stato, la RAI, che è bene ricordare viene pagata dai cittadini con il canone e non per libera scelta di noi stessi, dato che il pagamento è inserito sulla bolletta della luce. Dunque cosa significa democrazia? Fare a meno di comportamenti civili? O peggio ancora sconfessare regole, leggi e valori della nostra Costituzione? Non credo. Purtroppo gli innumerevoli talk show a cui sono state dedicate intere prime serate di palinsesto si sono allineati ai social network dove tutto o quasi, è permesso. Complici alcuni conduttori degli stessi che fanno il bello e cattivo tempo, come se gli autori non esistessero più. Su questo tema si è espresso anche Maurizio Mannoni, giornalista e volto storico di Rai 3 che ha parlato persino di “nuovi mostri” e “dittatura assoluta dei conduttori”.

“Non servono regole imposte dall’esterno, basterebbe tornare alla tv di una volta, con direttori di rete, capistruttura e autori come si deve, per scongiurare la dittatura assoluta del conduttore che ormai decide chi invitare e che linea dare alla trasmissione, ma il programma non è di chi lo conduce, ma della Rai che lo manda in onda e che deve recuperare il proprio ruolo”.

La responsabilità di ciò che va in onda è dunque dell’azienda e dell’editore. Se si lascia la briglia sciolta al conduttore che per fare più ascolti della concorrenza, invita il nuovo mostro influencer che la spara grossa, il disastro si propaga a macchia di leopardo. Più o meno è quello che è accaduto a Carta Bianca e a Bianca Berlinguer dopo le ospitate di Orsini e diamolo pure, dopo le inutili mezz’ore fisse di Mauro Corona che si esprime su tutto: dalla frequenza mensile della sua doccia alla guerra in Ucraina, dai suoi piaceri alcolici al caso dei disabili fatti scendere dal treno. Ne avevamo bisogno? E durante i due anni di lockdown e pandemia avevamo bisogno dei negazionisti dei vaccini? Di esperti per caso che ci raccontavano la rava e la fava senza alcuna competenza? Oggi abbiamo bisogno di servi del regime russo travestiti da giornalisti, di una nuova classe di talebani soviet? Per sentirci realmente democratici abbiamo bisogno di fabbricare nuovi mostri televisivi? Tutto questo ci fa sperare in un nuovo corso della RAI con approfondimenti degni di una televisione pubblica di qualità che possa restituire al giornalismo la sua nobile funzione. Testimoni autorevoli con una affermata competenza, possibilmente liberi dai lacci della propaganda politica.

Un recentissimo dato su cui vale la pena di riflettere è la classifica mondiale sulla libertà di stampa che oggi vede l’Italia sprofondare al 58esimo posto su 180 Paesi nel mondo. L’Italia è stata superata persino dal Gambia e Suriname. Un dato causato da una dipendenza dei media dal denaro e dagli introiti pubblicitari. Si traduce che la dipendenza dagli ascolti nuoce gravemente alla libertà dell’informazione, che non significa certo il diritto di “spararla grossa” da parte di certi influencer occasionali disposti a tutto pur di diventare famosi.

 

Brunori Sas: al via l’avventura live nei palazzetti

Dopo aver guadagnato il centro della nuova scena cantautorale italiana, Brunori Sas ha dato il via alla sua avventura live nei palazzetti più importanti d’Italia per ristabilire l’abbraccio con il pubblico che lo ha atteso con affetto e trepidante impazienza.

.

Il BRUNORI SAS TOUR 2022 prodotto da Vivo Concerti ha finalmente spiccato il volo dopo due anni di stop forzato. Partito il 4 maggio da Ancona, Brunori Sas ha conquistato Milano con l’incredibile data da tutto esaurito di ieri sera al Mediolanum Forum. Un appuntamento atteso come non mai, che traccia la via di questo grande viaggio in musica che ha già registrato diversi sold out, e che si prepara a toccare Roma (8 maggio), Reggio Calabria (18 maggio), Napoli (21 maggio), Bari (22 maggio), Firenze (24 maggio), Jesolo (26 maggio), Casalecchio di Reno (Bo) (29 maggio) e Torino (4 giugno). 

Dario Brunori, accompagnato da una super band di 11 elementi che miscela compagni di lunga data e nuovi iconici arrivi, porta in scena uno spettacolo frutto di lungo lavoro, anello di congiunzione tra passato e presente della sua storia musicalePer la prima volta il grande pubblico dei palazzetti italiani potrà lasciarsi conquistare dalla poesia, dalla leggerezza e dall’ironia che da sempre contraddistinguono Brunori Sas, e godersi ogni attimo di questo show speciale, una sorta di best of dal vivo in cui ci sarà spazio solo per la musica, grande rumorosa assente fino a questo momento nei palasport. 

«Dopo due anni di stop e coi venti di guerra che tirano, non è soltanto un piacere, ma quasi un dovere quello di tornare a suonare, di far star bene le persone, farle cantare, ridere, commuovere, emozionare. E soprattutto farle gioire dello stare insieme, stretti stretti, celebrando in musica ciò che ci tiene uniti a dispetto di ciò che ci divide. Per questo ho pensato al concerto come a una specie di “Best of”, con particolare attenzione per “Cip!” ma con tanti momenti diversi, da quelli più movimentati (oserei dire rock) a quelli più folk, tra canzoni da cantare a squarciagola e momenti più intimi piano e voce. E come ogni festa che si rispetti saremo in tanti sul palco: chitarre magiche, percussioni, sintetizzatori, tamburi, pianoforti, organi, archi e una vera e propria orchestrina di fiati. Insomma per me è come fosse la prima volta, perché in fondo, a guardar bene, ogni volta lo è»            – Brunori Sas.

BRUNORI SAS TOUR 2022 è l’occasione perfetta per ascoltare, con un arrangiamento del tutto rivisto per questa ritrovata dimensione live, brani come La verità, Canzone contro la paura, L’uomo nero e Lamezia Milano, e celebrare finalmente dal vivo quelli della più recente produzione discografica – le canzoni di Cip! (Island Records), che contando solo sulle sue ali ha conquistato nelle scorse settimane, durante la pandemia, la certificazione Disco di Platino FIMI/GfK, e le Hit Estemporanee Apparentemente Punk del suo fratellino Cheap!.

Per rendere lo show musicalmente ancora più ricco ed elaborato, alla storica band (Dario Della Rossa, Massimo Palermo, Mirko Onofrio, Stefano Amato e Lucia Sagretti) si aggiungono nuovi preziosissimi compagni di viaggio: Alessandro ‘Asso’ Stefana, tra i più stimati chitarristi del nostro paese, apprezzato da artisti e pubblico di tutto il mondo, e la sezione brass diretta da Mauro ‘Otto’ Ottolini, eccellenza italiana a livello internazionale.

I suoni del BRUNORI SAS TOUR 2022 sono curati da Taketo Gohara, il set design è a cura di Stefania Bonomini e Francesco Trambaioli. Sul palco – costruito su tanti layer di tripolina – un allestimento essenziale e suggestivo, impreziosito da scenografici giochi di luce a dare notevole spessore al live.

Il tour nei palazzetti troverà la sua naturale evoluzione nella tranche outdoor del BRUNORI SAS ESTATE 2022. Dario estende l’abbraccio al pubblico con 11 imperdibili appuntamenti live in programma nei mesi di giugno, luglio e agosto, che lo vedranno protagonista nelle principali arene e nei festival estivi di tutta Italia.

I mesi che attendono Dario Brunori si preannunciano quindi densissimi di appuntamenti, per tornare a vivere e ad emozionarsi con la musica e le parole che il cantautore calabrese ha custodito gelosamente per i suoi fan.

I biglietti sono disponibili su vivoconcerti.com e nei punti vendita autorizzati.

brunori sas

BRUNORI SAS TOUR 2022  – IL CALENDARIO 

Domenica 8 maggio 2022 || Roma @ Palazzo dello Sport – SOLD OUT 

Mercoledì 18 maggio 2022 || Reggio Calabria @ PalaCalafiore 

Sabato 21 maggio 2022 || Napoli @ PalaPartenope 

Domenica 22 maggio 2022 || Bari @ PalaFlorio – SOLD OUT 

Martedì 24 maggio 2022 || Firenze @ Nelson Mandela Forum – SOLD OUT 

Giovedì 26 maggio 2022 || Jesolo (VE) @ PalaInvent 

Domenica 29 maggio 2022 || Casalecchio di Reno (BO) @ Unipol Arena 

Sabato 4 giugno 2022 || Torino @ Pala Alpitour         

RTL 102.5 è la radio ufficiale del BRUNORI SAS TOUR 2022 

TOUR ESTATE 2022

Martedì 21 giugno 2022 || Cosenza @ #RESTARTLIVEFEST Rendano Arena 

Venerdì 24 giugno 2022 || Milano @ MILANO SUMMER FESTIVAL Ippodromo SNAI San Siro 

Giovedì 30 giugno 2022 || Roma @ ROCK IN ROMA Cavea Auditorium Parco della Musica 

Sabato 2 luglio 2022 || Perugia @ L’UMBRIA CHE SPACCA Giardini del Frontone 

Mercoledì 6 luglio 2022 || Genova @ GOA-BOA_PREVIEW Arena del Mare 

Domenica 24 luglio 2022 || Lucca @ LUCCA SUMMER FESTIVAL Piazza Napoleone 

Domenica 31 luglio 2022 || Tarvisio (UD) @ NO BORDERS MUSIC FESTIVAL Laghi di Fusine 

Giovedì 4 agosto 2022 || Taormina (ME) @ Teatro Antico 

Sabato 6 agosto 2022 || Fasano (BR) @ LOCUS FESTIVAL Parco Archeologico Scavi di Egnazia 

Sabato 13 agosto 2022 || Ascoli Piceno @ ASCOLI SUMMER FESTIVAL Piazza del Popolo 

Domenica 28 agosto 2022 || Santa Sofia (FC) @ ACIELOAPERTO Parco Fluviale

 

 

Il 12 Luglio 2022 sarà il sessantennale dei Rolling Stones

Il prossimo 12 luglio ricorre il sessantennale della nascita dei Rolling Stones avvenuta a Londra il 12 luglio 1962.

.
La storia del debutto è arcinota, ma dato che molti soffrono della sindrome da memoria breve dei pesci rossi, conviene ricordarlo. L’ esordio ufficiale avvenne il 12 luglio nel tempio del rock londinese: il Marquee Club, ma un mese prima i Rolling Stones avevano già iniziato le prove con la seguente formazione: Mick Jagger, Keith Richards, Brian Jones, Dick Taylor al basso e Ian Stewart al piano.

Secondo alcune fonti il batterista sarebbe stato Mick Avory, sostituito poi da Tony Chapman al Marquee Club un mese dopo. Charlie Watts entrò ufficialmente nei Rolling solo un anno dopo, nel 1963. La sera del 12 luglio 1962, al Marquee Club, i Rolling Stones sostituirono Alex Corner impegnato in una registrazione televisiva alla BBC.

rolling stones

Il successo di quel fortunoso concerto fu travolgente. Da quel momento il destino della band fu segnato.
Sessanta anni dopo i Rolling Stones sono ancora in tour nonostante la scomparsa di Watts.

E’ la band più longeva al mondo e della storia del rock. Come è noto i nonni del rock suoneranno a Milano il 21 giugno allo Stadio San Siro con prezzi a partire da 105,00 euro, cari ma non troppo, dato che a Berna partiranno da 188,00, Vienna da 168,00, Parigi da 126,00 e a novembre a Bruxelles toccheranno la cifra minima di 194,00 euro.

Stranamente nessuno ha pensato a organizzare un concerto il 12 luglio. Evidentemente la memoria dei pesci rossi è divenuta pandemica. Peccato. Sarebbe stato clamoroso festeggiare dal vivo il loro sessantennale anche perché a detta degli stessi Stones, questo sarà il loro ultimo tour, ma sarà poi vero? Purtroppo ci penseranno (forse) le innumerevoli tribute band sparse sulla penisola. Le birrerie e le piazze di Paese sono avvisate. Si vedranno pensionati tarantolati sul palco, chitarristi con la sigaretta in bocca o sul manico della chitarra con t-shirt con la linguaccia e si ascolterà un inglese con influenze pugliesi, romagnole e romane: i CAN’T GET NO, SOCCIASFACTION. Ma va bene così pur di far felici i fans bolognesi delle pietre rotolanti. Però magari, tutto questo non accadrà. Eppure il fenomeno delle ricorrenze e degli anniversari è diventato negli ultimi decenni un business notevole.

Ci sono promoter che studiano i calendari per organizzare un concerto o uno speciale televisivo. Ricordo quando anni fa, proposi a un funzionario Rai uno un docufilm su Enzo Jannacci. La prima domanda che mi fece fu: “C’è un anniversario della morte di numero pari?”. Si, perché i numeri pari sui dispari vincono sempre, poi mica si festeggia mai la nascita di un artista, ma sempre la sua scomparsa da questa valle di lacrime. Sarà per questo che tutti, Rolling Stones compresi, hanno dimenticato il 12 luglio di sessant’anni fa. E invece celebrare le nascite, almeno artistiche, sarebbe più interessante e istruttivo.

Ad esempio la prima apparizione televisiva di Frank Zappa allo Steve Allen Show, dove suonò con le bacchette della batteria i raggi delle ruote di una bicicletta. Quella “nascita” artistica, assolutamente folle per quel periodo da tv anni cinquanta in bianco e nero, è ancora visibile oggi su YouTube.

Un po’ di fantasia gioverebbe agli organizzatori e al pubblico anche perché come è noto, gli artisti viventi amano essere celebrati in vita e non dopo la loro dipartita. Frank Zappa tentò in tutti i  modi, anche con l’aiuto di Claudio Trotta della Barley Arts, di essere celebrato in vita al Teatro La Scala di Milano. Correvano gli anni ottanta. Frank Zappa avrebbe preparato un concerto dedicato al repertorio di Edgar Varese e Schoenberg ma apriti cielo! I sepolcri imbiancati del Teatro La Scala rifiutarono la proposta con un certo disappunto. Se si fosse organizzato quel concerto sarebbe rimasto nella storia della musica e se ne parlerebbe ancora oggi, ma così non fu.

Si potrebbero celebrare dieci, cento, mille nascite artistiche che hanno fatto la storia della musica e dell’arte, ma pare siano di scarso interesse per il botteghino. E se di provasse a farlo sul serio?

rolling stones

SUBSONICA: A LUGLIO PARTE IL TOUR “ATMOSFERICO 2022”

Il tour ATMOSFERICO vedrà i Subsonica nuovamente impegnati sul palco nei festival all’aperto in Italia, a 20 anni di distanza dall’uscita di Amorematico, il terzo album, pubblicato l’11 gennaio 2002.
.

Non una celebrazione vera e propria, ma l’occasione per rimettere in gioco quella attitudine al groove che, a partire dal singolo “Nuvole rapide”, segnò l’evoluzione dei Subsonica, trasformando i loro live in una sconfinata pista da ballo.

I Subsonica sono al momento impegnati con le ultime date del MICROCHIP TEMPORALE CLUB TOUR (leggi nostro articolo), una serie di date Sold Out che stanno portando sul palco i brani del disco “Microchip Temporale”, uscito a novembre 2019, una rielaborazione di “Microchip Emozionale”. L’album è rivisitato e arricchito dalla creatività e dalle parole di 14 tra i più significativi protagonisti della scena attuale: Achille Lauro, Coez, Coma Cose & Mamakass, Cosmo, Elisa, Ensi, Fast Animals and Slow Kids, Gemitaiz, Motta, M¥SS KETA, Nitro, Lo Stato Sociale e Willie Peyote. Ensi è ospite fisso del tour, mentre molti altri degli artisti che hanno collaborato al disco saranno presenti su alcune delle date in programma.

I biglietti per le date annunciate oggi saranno disponibili su Ticketone e nelle prevendite autorizzate da mercoledì 4 maggio alle ore 14.00. Maggiori info su vertigo.co.it

subsonica

DATE DI “ATMOSFERICO 2022”

venerdì 8 luglio 2022 – Rugby Sound Festival, Legnano (MI) 

venerdì 15 luglio 2022 – Sherwood Festival, Padova 

sabato 16 luglio 2022 – Piazza Leopardi, Recanati (MC) NEW 

giovedì 21 luglio 2022 – Apolide Festival, Vialfrè (TO) NEW

giovedì 11 agosto 2022 – Beat Full, Bagheria (PA) 

sabato 13 agosto 2022 – Ellenic Festival, Agrigento

venerdì 26 agosto 2022 – Anfiteatro Maria Pia, Alghero (SS)

venerdì 9 settembre 2022 – Parco Schuster, Roma NEW

sabato 10 settembre 2022 – Festa Dell’Unità, Modena 

COEZ: ANNUNCIATE LE DATE ESTIVE DI “ESSERE LIBERI IN TOUR”

Mentre è ancora in corso il VOLARE TOUR, che con un successo nazionale e ben 15 date sold out sta portando l’artista in giro per tutta Italia, COEZ annuncia le date del suo tour estivo ESSERE LIBERI IN TOUR, prodotto e organizzato da Vivo Concerti. Un’occasione per condividere e celebrare a gran voce la stagione dei concerti all’aperto che, finalmente, tornano ad essere i principali protagonisti dell’estate italiana.

.

Con questi nuovi live, COEZ con il suo stile unico tra rap e cantautorato, toccherà i principali festival italiani con 11 date, dopo l’annuncio della tappa al Collisioni Festival, regalando al suo pubblico uno show che continuerà a ripercorrere, a partire dagli esordi, le grandi hit del passato e i successi dell’ultimo album dell’artista VOLARE (Carosello Records), certificato disco d’oro, rafforzando sempre più l’autentico contatto con il proprio pubblico che ha da sempre caratterizzato le serate live dell’artista.

Il nuovo progetto è arrivato a due anni e mezzo di distanza dal disco È SEMPRE BELLO (doppio disco di platino), che ha consacrato Coez tra i più influenti artisti italiani che con la sua scrittura crossover tra rap e pop è diventato il simbolo del nuovo cantautorato italiano. In VOLARE Coez si racconta con uno stile onesto e senza filtri, caratterizzato da emotività e personalità, suo marchio di fabbrica che lo ha reso unico nel panorama musicale italiano, i cui brani rappresentano un viaggio a tappe che ripercorre canzoni e riferimenti che hanno formato il cantautore nel corso degli anni. Il nuovo disco contiene brani di grande successo tra cui “Wu-Tang“, “Flow Easy“, “Come nelle canzoni“, brano tra i più “shazamati” al mondo e con oltre 18 milioni di stream su Spotify, e “Occhi Rossi” (certificato disco d’oro), uno dei singoli più suonati dalle radio e posizionato nella Top 30 della piattaforma.

   coez

 

CALENDARIO ESSERE LIBERI IN TOUR

Venerdì 15 luglio 2022 | Este (PD) @EstEstate Festival

Sabato 16 luglio 2022 | Alba (CN) @Collisioni Festival

Giovedì 28 luglio 2022 | Francavilla al Mare (CH) @Shock Wave Festival

Lunedì 1 agosto 2022 | Todi (PG) @Umbria Music Festival

Lunedì 15 agosto 2022 | Paestum (SA) @MaCo Festival

Martedì 17 agosto 2022 | Roccella Jonica (RC) @Roccella Summer Festival

Domenica 21 agosto 2022 | Lignano Sabbiadoro (UD) @Arena Alpe Adria

Sabato 27 agosto 2022 | Cattolica (RN) @Arena della Regina

Venerdì 2 settembre 2022 | Vigevano (PV) @Estate in Castello

Venerdì 9 settembre 2022 | Agrigento @Festival Il Mito

Sabato 10 settembre 2022 | Catania @Sotto il Vulcano Fest

ED SHEERAN e ULTIMO insieme nel nuovo singolo “2STEP”

Ed Sheeran e Ultimo per la prima volta insieme nella versione italiana del brano di Ed “2step”, che esce domani, venerdì 6 maggio, su tutte le piattaforme musicali.
.

Nel 2019 Ed Sheeran era a Roma per il suo concerto alla Stadio Olimpico e in quell’occasione ha conosciuto ULTIMO.

Verso la fine dello scorso anno si sono incontrati di nuovo a Los Angeles e lì Ed gli ha proposto di scrivere una strofa per il nuovo singolo “2step”, la cui versione originale è contenuta nel suo ultimo album “=” (certificato PLATINO in Italia).

Ed ha voluto che Ultimo aggiungesse il suo tocco e la sua poesia alla canzone che contiene in sé molti dei temi che li accomunano, per creare una versione di “2step” che emoziona al primo ascolto.

Ultimo ed Ed Sheeran si sono incontrati virtualmente ieri sera in una diretta instagram dove hanno svelato qualche anticipazione della versione italiana del singolo.

 

Manuel Agnelli e Nicola Piovani vincono il David di Donatello 2022 – Tutti i Premi

Ieri sera su Rai1 si sono tenuti i 67esimi  premi del David di Donatello presentati  da Carlo Conti e Drusilla Foer.

.
Manuel Agnelli si è aggiudicato un David di Donatello nella categoria Miglior Canzone Originale. Il leader degli Afterhours concorreva con “La profondità degli abissi”, brano che fa parte della colonna sonora del film dei Manetti Bros “Diabolik”.

david di donatello

Nella stessa categoria concorrevano Nicola Piovani con “Faccio ‘A Polka” per il film “I fratelli De Filippo”, Marianna Travia con “Just You” (musica e testo di Giuliano Taviani e Carmelo Travia) per il film “L’Arminuta” di Giuseppe Bonito, Francesca Michielin con “Nei tuoi occhi”  per il film “Marilyn ha gli occhi neri” di Simone Godano, e Fredrika Stahl insieme a Laura Samani con “Piccolo corpo” dall’omonimo film di Laura Samani.

Nella categoria Miglior Compositore il vincitore è stato invece Nicola Piovani con la colonna sonora de “I fratelli De Filippo”. Nella stessa categoria concorrevano i Verdena con le musiche di “America Latina”, Pasquale Scialò con “Ariaferma”, Pivio e Aldo De Scalzi con le musiche di “Diabolik”, Michele Braga e Gabriele Mainetti per le musiche di “Freaks Out” e Dan Romer e Benh Zeitlin per le musiche di “A Chiara”.

david di donatello

Tutti i Premi del David Di Donatello 2022

MIGLIOR FILM
E’ Stata la Mano di Dio di Paolo Sorrentino

MIGLIOR REGIA
Paolo Sorrentino (E’ Stata la Mano di Dio)

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Silvio Orlando (Ariaferma)

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Swamy Rotolo (A Chiara)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Eduardo Scarpetta (Qui Rido Io)

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Teresa Saponangelo (E’ Stata la Mano di Dio)

MIGLIOR ESORDIO ALLA REGIA
Laura Samani (Piccolo Corpo)

MIGLIOR PRODUTTORE
Andrea Occhipinti, Stefano Massenzi e Mattia Guerra (per Lucky Red), Gabriele Mainetti (per Goon Films) con Rai Cinema in coproduzione con Gapbusters (Freaks Out)

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero, Valia Santella (Ariaferma)

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Monica Zapelli e Donatella di Pietrantonio (L’Arminuta)

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Massimiliano Sturiale e Ilaria Fallacara (Freaks Out)

MIGLIORI COSTUMI
Ursula Patzak (Qui Rido Io)

MIGLIORE ACCONCIATURA
Marco Perna (Freaks Out)

MIGLIOR TRUCCO
Diego Prestopino, Emanuele De Luca e Davide De Luca (Freaks Out)

MIGLIOR AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Ex aequo per
Daria D’Antonio (E’ stata la mano di Dio)
Michele D’Attanasio (Freaks Out)

MIGLIOR MONTAGGIO
Massimo Quaglia e Annalisa Schillaci (Ennio)

MIGLIOR EFFETTI VISIVI
Stefano Leoni (Freaks Out)

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
La Profondità degli Abissi di Manuel Agnelli (Diabolik)

MIGLIOR COMPOSITORE
Nicola Piovani (I Fratelli de Filippo)

MIGLIOR SUONO
Gilberto Martinelli alla Presa Diretta, Fabio Venturi al Montaggio, Francesco Vallocchia alla Creazione Suoni e Gianni Pallotto al Mix (Ennio)

MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
Belfast di Kenneth Branagh

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Maestrale di Nico Bonomolo

PREMIO CECILIA MANGINI AL MIGLIOR DOCUMENTARIO
Ennio di Giuseppe Tornatore

DAVID DELLO SPETTATORE
Me Contro Te (Il Mistero della Scuola Incantata)

DAVID GIOVANI
E’ Stata la Mano di Dio

DAVID SPECIALE
Sabrina Ferilli

DAVID SPECIALE
Antonio Capuano

DAVID ALLA CARRIERA
Giovanna Ralli

 

GHALI: “SENSAZIONE ULTRA”, IL NUOVO ALBUM

SENSAZIONE ULTRA è il nome del nuovo album di Ghali in uscita per Atlantic Warner/Sto Records il 20.05.2022. L’album è stato anticipato da WALO prodotta da FAWZI e da FORTUNA e WALLAH prodotte da Merk & Kremont.

 .
Ghali ha scelto che i primi passi di questa nuova grande avventura musicale avessero un legame con le proprie origini. Se nel video di WALLAH – dove italiano, arabo e francese si inseguono finendo per mescolarsi in un’unica lingua senza appartenenza se non quella del ritmo – vediamo il viaggio di Ghali in Tunisia (nazione da cui proviene la famiglia dell’artista) per visitare tutti i luoghi importanti del suo percorso, WALO è ispirato ai suoni nord-africani utilizzati nelle cerimonie berbere, scandito nel ritornello dalla frase “Me derna walo” / “Non abbiamo fatto niente” – una dichiarazione di innocenza da parte delle popolazioni che ogni giorno subiscono il peso delle scelte dei potenti, una dimensione collettiva e cosciente che nella musica di Ghali è sempre presente.

L’ultimo passo che anticipa SENSAZIONE ULTRA è FORTUNA, il brano che racchiude forse l’anima più pop del lavoro di Ghali, immediato e memorabile fin dal primo ascolto con la sua drum machine incalzante, i synth che si aggiungono a fare da contrappunto alle strofe e l’apertura melodica del ritornello.

Grazie alla sua musica e alla sua arte Ghali è diventato una vera e propria icona mondiale della musica italiana; la sua capacità di mescolare lingue, influenze ed estetiche lo rendono oggi un riferimento per chi voglia parlare ad un pubblico realmente internazionale che si ritrovi in un messaggio di appartenenza che vada al di là dei confini. 

Da oggi è possibile effettuare il preorder e il presave di SENSAZIONE ULTRA:
https://ghali.lnk.to/Sensazioneultra 

Nella cover del disco Ghali è ritratto da Nabil Elderkin, fotografo e videomaker americano di origini Iraniane, che ha diretto video musicali per alcuni degli artisti più importanti al mondo come Dua Lipa, Kayne West, Kendrick Lamar, Frank Ocean, Travis Scott, The Weeknd e John Legend. Nabil oltre alla cover dell’album ha realizzato gli scatti dell’artwork di SENSAZIONE ULTRA testimoniando ancora una come Ghali sia un anticipatore di tendenze internazionali nel nostro paese.

LADY GAGA: fuori il nuovo singolo “HOLD MY HAND” tratto dalla colonna sonora di “TOP GUN: MAVERICK” 

Lady Gaga ha pubblicato oggi il suo nuovo singolo, “Hold My Hand”, tratto dalla colonna sonora del nuovo attesissimo film “Top Gun: Maverick”, in uscita in anteprima il 21 e 22 maggio in tutti i cinema italiani che parteciperanno all’iniziativa e in tutte le sale cinematografiche dal 25 maggio, distribuito da Eagle Pictures.
.

Il singolo è disponibile su tutte le piattaforme digitali (e in radio). Il singolo “Hold My Hand”, prodotto da Lady Gaga e BloodPop® con l’aiuto di Benjamin Rice, è stato scritto per il film e potrà essere ascoltato anche all’interno della pellicola. La versione ‘cinematografica’ di “Hold My Hand” contiene la produzione aggiuntiva di Harold Faltermeyer e del vincitore del Premio Oscar Hans Zimmer.

“Hold My Hand” segna il grande ritorno di Lady Gaga come autrice e produttrice di colonne sonore dopo l’enorme successo di “A Star is Born” nel 2018 per cui la popstar ha vinto un Premio Oscar, due Grammy Awards, un BAFTA Award, un Golden Globe e un Critics’ Choice Award.

lady gaga

 “Quando ho scritto questa canzone per Top Gun: Maverick – ha poi spiegato Lady Gaga su Instagram– non mi sono resa conto dei molteplici livelli in cui attraversa il cuore del film, la mia stessa psiche e la natura del mondo in cui viviamo. Ci ho lavorato per anni, perfezionandola, cercando di farla nostra. Volevo creare una canzone in cui condividessimo il nostro profondo bisogno di essere capiti e di cercare di capirci l’un l’altro: il desiderio di essere vicini quando ci sentiamo così lontani e la capacità di celebrare gli eroi della vita. Sono così grata a Tom, Hans e Joe per questa opportunità, ed è stata una bellissima esperienza lavorare con loro. Io, BloodPop, Ben Rice e tutti gli altri che hanno lavorato con noi siamo così entusiasti di condividerla con voi. Questa canzone è una lettera d’amore al mondo durante e dopo un periodo molto difficile. Volevo che la ascoltaste da così tanto tempo. E sono così entusiasta renderla disponibile il 3 maggio”.

Top Gun: Maverick arriverà in tutti i cinema italiani a partire da mercoledì 25 maggio e vede protagonista il Tenente Pete “Maverick” Mitchell (Tom Cruise), tra i migliori aviatori della Marina e che dopo più di trent’anni di servizio è ancora nell’unico posto in cui vorrebbe essere. Evita la promozione che non gli permetterebbe più di volare, e si spinge ancora una volta oltre i limiti, collaudando coraggiosamente nuovi aerei. Chiamato ad addestrare una squadra speciale di allievi dell’accademia Top Gun per una missione segreta, Maverick incontrerà il Tenente Bradley Bradshaw (Miles Teller), nome di battaglia “Rooster”, figlio del suo vecchio compagno di volo Nick Bradshaw “Goose”. Alle prese con un futuro incerto e con i fantasmi del suo passato, Maverick dovrà affrontare le sue paure più profonde per portare a termine una missione difficilissima, che richiederà grande sacrificio da parte di tutti coloro che sceglieranno di parteciparvi.