3.8 C
Milano
venerdì, Febbraio 3, 2023
Home Blog

RENATO ZERO: A MARTO “ZERO A ZERO – UNA SFIDA IN MUSICA”, TOUR NEI PALASPORT

Sulla scia dei monumentali festeggiamenti al Circo Massimo, dove ha celebrato i 70 anni e i 55 di carriera con sei concerti-evento tutti sold out da oltre 100.000 spettatori, Renato Zero partirà a Marzo con una nuova tournée nei palasport, ZERO A ZERO – UNA SFIDA IN MUSICA, prodotta da Tattica.

 .
Per riabbracciare il suo pubblico che non ha mai smesso di sostenerlo, nei mesi di marzo e aprile Renato Zero girerà l’Italia portando nei principali palazzi dello sport tutto il suo mondo di artista rivoluzionario, autentico catalizzatore di energia ed entusiasmo.

 Di seguito il comunicato ufficiale che annuncia il Tour:

“ZERO a ZERO
Il risultato di “Una sfida in musica” tra i due eterni contendenti: Renato & Zero.
Sarà un tour… tutto da vivere!
Un bel pareggio ci vorrebbe proprio per mettere d’accordo pubblico e privato di un Renato che ha deciso di sdoppiarsi dal 1966 fino ad oggi. Uno bazzicava vicoli, piazze, quartieri e città. Da nord a sud. Da est ad ovest. In abiti borghesi ovviamente, raccogliendo segreti e storie di vita di ogni genere. L’altro lo attendeva per mettere nero su bianco, con parole e musica, quelle osservazioni e porzioni di umanità così necessarie allo scopo. Una scommessa difficile. Un confronto continuo. Cercando di non mettere in imbarazzo chi, ignaro di essere oggetto di una sorta di perquisizione benevola, avrebbe potuto non gradire quel tipo di stalkeraggio. Furono i pronostici, non proprio incoraggianti, a suggerire a quei due di fare “ditta” e partire proprio da quello Zero. Oggi i due imprudenti festeggiano le nozze di smeraldo di fronte al loro amatissimo, nonché fedelissimo, pubblico!

Che dire: finché c’è Zero c’è alleanza. E quindi vinca chi avrà più costanza!!!
Buon tour incorreggibili ragazzi.”
RENATO ZERO

renato zero

Firenze, Conegliano, Torino, Mantova, Bologna, Pesaro, Milano, Livorno, Eboli, Roma – queste le città che si preparano ad ospitare ZERO A ZERO – UNA SFIDA IN MUSICA18 imperdibili appuntamenti – con numerose doppie date nelle più importanti città e la sua Roma a chiudere il cerchio – per condividere con i fan il nuovo atteso capitolo di questa “sfida in musica” e regalare inedite emozioni con gli iconici brani che hanno segnato intere generazioni.

Biglietti disponibili in prevendita su renatozero.com, vivaticket.com e in tutti i punti vendita Vivaticket a partire dalle ore 11.00 di venerdì 9 dicembre.

ZERO A ZERO – UNA SFIDA IN MUSICA – LE DATE

 
7 marzo 2023 – Firenze @ Mandela Forum
8 marzo 2023 – Firenze @ Mandela Forum
10 marzo 2023 – Firenze @ Mandela Forum
11 marzo 2023 – Firenze @ Mandela Forum
14 marzo 2023 – Conegliano @ Zoppas Arena
17 marzo 2023 – Torino @ Pala Alpitour
18 marzo 2023 – Torino @ Pala Alpitour
21 marzo 2023 – Mantova @ Grana Padano Arena
22 marzo 2023 – Mantova @ Grana Padano Arena
25 marzo 2023 – Bologna @ Unipol Arena
26 marzo 2023 – Bologna @ Unipol Arena
7 aprile 2023 – Pesaro @ Vitrifrigo Arena
11 aprile 2023 – Milano @ Mediolanum Forum
12 aprile 2023 – Milano @ Mediolanum Forum
18 aprile 2023 – Livorno @ Modigliani Forum
19 aprile 2023 – Livorno @ Modigliani Forum
22 aprile 2023 – Eboli @ Palasele
23 aprile 2023 – Eboli @ Palasele
28 aprile 2023 – Roma @ Palazzo dello Sport
29 aprile 2023 – Roma @ Palazzo dello Sport
30 aprile 2023 – Roma @ Palazzo dello Sport
3 maggio 2023 – Roma @ Palazzo dello Sport 

 

LUCIANO LIGABUE: a marzo in anteprima al cinema “30 ANNI IN UN GIORNO”

Dopo l’evento di Campovolo dello scorso giugno, che ha visto Ligabue tornare sul palco a distanza di due anni dall’ultimo concerto a causa dell’emergenza sanitaria, l’incredibile esperienza di quella serata arriva al cinema.

.
Ligabue. 30 anni in un giorno porta sul grande schermo tutte le emozioni del live del 4 giugno 2022 alla presenza di oltre 100.000 fan.
Non un semplice film del concerto, ma il racconto di una vera e propria festa a Campovolo, nella nuova RCF Arena di Reggio Emilia, che celebra i 30 anni di carriera del Liga.

ligabue
Crediti Foto Maurizio Brescia

I momenti di live, la sua preparazione, i retroscena di quella incredibile giornata si alternano alle parole di Ligabue che ripercorre la sua vita professionale, dagli esordi fino ad oggi, e dei tanti amici che lo hanno accompagnato in questo percorso.
Non mancano alcuni dei momenti salienti della serata che hanno visto sul palco, accanto al cantautore di Correggio, alcuni degli amici che hanno segnato la sua vita su e giù da un palco: Elisa, Francesco De Gregori, Eugenio Finardi, Loredana Bertè, Gazzelle, Mauro Pagani.

Prodotto da Marco Belardi per Bamboo Production in collaborazione con Claudio Maioli per Riservarossa e Ferdinando Salzano per Friends & Partners, realizzato da Eventidigitali con Crossmediafilms e diretto da Marco Salom, Ligabue. 30 anni in un giorno arriverà in sala per tre giornate esclusive il 20, 21, 22 marzo 2023 distribuito da Vision Distribution.

Marco Mengoni torna a Sanremo con “Due Vite” e il duetto con il The Kingdom Choir

MARCO MENGONI torna al Festival a 10 anni da L’essenziale. Venerdì nella serata delle cover canterà Let it be con il coro internazionale THE KINGDOM CHOIR. Esce a breve l’ultimo capitolo della trilogia musicale MATERIA

.

Marco Mengoni ha dichiarato, in merito al suo ritorno a Sanremo:
“Torno a Sanremo con una canzone che racconta molto di me in questo momento, è un viaggio intimo ma anche un invito a tutti noi ad accettare tutto quello che la vita ci offre, senza pensare a cosa dovrebbe o potrebbe essere. Tutto quello viviamo ci serve per crescere, anche i momenti di noia ci insegnano molto e ci fanno evolvere.”

Due vite parla di rapporti, mettendo al centro la relazione più intima, quella con se stessi, che si costruisce grazie alle diverse esperienze e vite che attraversiamo nel corso della nostra esistenza. Un racconto molto serrato con due livelli di lettura: un racconto onirico, ricco di immagini e figure legate all’inconscio che si mischia a scene e dettagli molto realistici, autobiografici. Un invito ad affrontare la vita con onestà, senza rimpianti e senza pensare a cosa dovremmo o vorremmo essere, ad accettare anche gli errori come momenti di crescita. Questo brano rappresenta una riflessione sulla necessità di affrontare la vita godendosi realmente ogni attimo, da quelli di noia anche solo apparente ai sentimenti più accesi, perché tutti sono parte della nostra esistenza. È un viaggio fatto di incontri che guardano sia dentro di noi che fuori, agli altri, e che racconta di come sia solo il nostro inconscio a custodire la reale verità del sentimento che stiamo vivendo.

Il brano scritto dallo stesso Mengoni con Davide Petrella e Davide Simonetta è una ballad dalla struttura non classica, sia dal punto di vista strumentale, sia di sviluppo e arrangiamento vocale, questo ancora una volta curato da Marco stesso; la produzione del brano è di E.D.D. e Simonetta.

 

mengoni
Crediti Foto Andrea Bianchera

A 10 anni da “L’essenziale” – il brano che ha segnato un punto importante della sua carriera, regalandogli la vittoria e 4 dischi di platino – Marco Mengoni torna in gara sul palco che ha segnato il suo percorso artistico e che meglio racconta la musica italiana, per condividere con il pubblico un nuovo punto importante della sua storia musicale e festeggiare questo momento della sua carriera.

“Come 10 anni fa porto a Sanremo un brano con una riflessione per me importante, e mi piace l’idea di condividerlo con il pubblico da un palco che tanto mi ha dato e che ha rappresentato un punto di svolta della mia carriera. Torno con più consapevolezza e con la voglia di godermi questa esperienza”.

Due vite è infatti il primo tassello dell’ultimo capitolo della trilogia MATERIA, progetto che proprio ieri ha guadagnato il terzo disco di platino, la cui uscita è prevista entro la fine del 2023.

MATERIA (Epic Records Italy / Sony Music Italy) è un percorso in tre parti  – iniziato a dicembre 2021 con Materia (Terra) e proseguito con Materia (Pelle) – che  racconta il mondo musicale di Marco Mengoni, dalle sonorità che lo hanno influenzato da sempre, quelle scoperte in questi 13 anni di carriera, le contaminazioni con la musica del mondo, le passioni e gli studi, fino alle sperimentazioni e le collaborazioni più sorprendenti, che compongono la sua identità musicale ben riconoscibile e unica.

Dopo 13 anni di carriera, 7 album in studio, 68 dischi di platino, oltre 1.8 miliardi di stream audio/video e 9 tour live, culminati con il successo degli stadi della scorsa estate e del tour nei palazzetti tutto sold out concluso lo scorso autunno, e il nuovo tour negli stadi che lo attende la prossima estate, l’8 luglio Marco Mengoni concluderà i suoi live negli stadi a a San Siro, dove lo scorso 19 giugno si era esibito per la prima volta in uno stadio tutto sold out.  Prima del gran finale milanese il tour toccherà gli stadi di Bibione (17 giugno – data zero), Padova (20 giugno), Salerno (24 giugno), Bari (28 giugno), Bologna (1 luglio) e Torino (5 luglio).

CORALLY: FUORI IL VIDEO “SHELLEY” PER L’ORGANIZZAZIONE SEA SHEPHERD

La cantautrice Camilla Fascina, in arte CORALLY, è la portavoce dei pastori del mare, i volontari di Sea Shepherd, organizzazione internazionale che opera in campagne atte a difendere il mare e la fauna marina dallo sfruttamento illegale e dalla distruzione ambientale.

.
Il video del suo nuovo brano “Shelley” è una call to action, un invito a unire le nostre forze per proteggere il Mare e le sue creature. Il titolo, che è anche il vocalizzo principale del brano, richiama la parola “shell”, la conchiglia, definita dagli antichi greci come l’orecchio del mare.
Nel video di Shelley, diretto da Mehmet Gurkan, si alternano immagini dell’artista e alcuni momenti di azione diretta durante Operazione Siso, grazie alla quale sono state rimosse attrezzature di pesca illegale chiamate “muri della morte” che intrappolano e uccidono svariate specie marine come capodogli, delfini, squali, tartarughe. Siso è una delle principali campagne in mare di azione diretta svolte da Sea Shepherd al quale lo stesso videomaker, Mehmet, ha partecipato.

corally

Shelley è anche un omaggio al grande poeta romantico inglese Percy B. Shelley. Nella sua poesia Ode to the West Wind il poeta descrive gli effetti del vento impestuoso sulla Natura, interpretabile sia come il momento dell’ispirazione poetica, sia come il cambiamento radicale portato nel mondo dalla poesia e dal poeta.

“Come with us to sail and fight for life” (Sali a bordo con noi, naviga e combatti per difendere la vita), canta Corally nel video. Possiamo ancora scegliere, il destino è nelle nostre mani: “Siamo figli dell’acqua, fonte dell’ossigeno che respiriamo. Dal mare proveniamo e lì torneremo. Abbiamo la responsabilità di proteggere le specie marine per salvaguardare la nostra stessa sopravvivenza su questo pianeta” racconta l’artista durante l’anteprima live del brano sul palco del Ted X di Lerici con una performance artistica che ha rivelato al tempo stesso la drammatica situazione di illegalità nelle nostre acque, e il senso di speranza e prospettiva rimarcato dal un flauto indiano a chiusa del brano che accompagna parole di speranza.

Il brano “Shelley” è stato composto da Corally per la colonna sonora del docu-film “I Guardiani del Mare” disponibile su Amazon Prime e presentato alla 79° Mostra del Cinema di Venezia dedicato alla vita di alcuni volontari che scelgono l’azione diretta, intervenendo in modo non violento per impedire le attività illegali che distruggono il mare.

Corally è il primo progetto discografico in Italia a donare i diritti delle sue canzoni proprio a Sea Shepherd. Corally unisce testi e attivismo: con i suoi brani l’artista vuole portare attenzione sulla necessità di azioni immediate per la salvaguardia del mare e dei suoi abitanti, raccontando il rapporto di interdipendenza tra noi uomini e le specie marine. La musica è l’elemento chiave di questo progetto per aumentare la consapevolezza sulle difficoltà che la vita marina sta attraversando.

Il progetto Corally nasce il 1 luglio 2022 con l’uscita del primo singolo “L’Unica Risposta”, presentato in anteprima su Rai Radio1. Corally ha destato l’attenzione di Sky Tg24, Sky Arte e di artisti del calibro di Samuel dei Subsonica – che ha invitato Corally ad esibirsi a Eolie Music Fest 2022 -,  a Daniele Silvestri, ed Elisa, che ha ospitato Corally al Green Village del suo Back to The Future Tour 2022 in doppia data: Catania e Milano.

corally

Bio
Camilla Fascina -Corally è una cantautrice di Vicenza che conta tra le sue esperienze il ruolo di docente all’Università di Mantova. Ha calcato palcoscenici in Italia e all’estero, aprendo i concerti di Jack Savoretti, Morgan, Alberto Ferrari dei Verdena. Ha lavorato con Lindsay Kemp, coach di David Bowie, con il quale ha realizzato il videoclip “Time”, pubblicato su La Repubblica. Grazie a questa collaborazione Camilla è stata menzionata nella Biografia ufficiale di David Bowie. Dal 2019 supporta Sea Shepherd per la salvaguardia degli oceani, esibendosi con il suo progetto “The Victory of the Whale”, un concerto-spettacolo di canzoni dedicate alla salvaguardia e alla difesa del mare. A dicembre 2021 l’omonimo brano è stato pubblicato sul canale youtube Sea Shepherd Global superando le 100 mila visualizzazioni. Camilla ha collaborato come autrice, insieme a Stefano Paviani e Nicola Messedaglia, alla realizzazione della colonna sonora della serie tv Netflix “Diari” sotto la direzione artistica di Filadelfo Castro.

Sanremo 2023: Depeche Mode ospiti della finale – Elenco Duetti

Ospiti internazionali d’eccezione alla finale  del prossimo Sanremo.
I Depeche Mode saliranno sul palco dell’Ariston durante la serata finale del Festival, sabato 11 febbraio.

.
Ad annunciarlo è stato lo stesso Amadeus durante l’edizione serale del TG1:

Sono molto felice di poter fare questo annuncio, perché sono un grande fan di questo gruppo e non avrei mai pensato di conoscerlo personalmente. Ho trasmesso per tanti anni in radio i loro successi e finalmente potrò averli sul palco

Dopo le indiscrezioni, è stata annunciata la lista ufficiale dei duetti della serata del venerdì del Festival di Sanremo:


Anna Oxa con il deejay iLjard Shava
 canterà ‘Un’emozione da poco’ di Anna Oxa;

Ariete con Sangiovanni ‘Centro di gravità permanente’ di Franco Battiato;

Articolo 31 con Fedez un medley degli Articolo 31;

Colapesce Dimartino con Carla Bruni ‘Azzurro’ di Adriano Celentano;

Colla Zio con Ditonellapiaga ‘Salirò’ di Daniele Silvestri;

Coma_Cose con i Baustelle proporranno ‘Sarà perché ti amo’ dei Ricchi e Poveri;

Elodie con BigMama ‘American Woman’;

Gianluca Grignani con Arisa ‘Destinazione Paradiso’ dello stesso Grignani;

Gianmaria con Manuel Agnelli ‘Quello che non c’è’ degli Afterhours;

Giorgia con Elisa un medley di ‘Luce’ e ‘Di sole e d’azzurro’;

Cugini di Campagna con Paolo Vallesi un medley tra ‘La forza della vita’ e ‘Anima mia’, dai rispettivi repertori;

Lazza con Emma e Laura Marzadori ‘La fine’ di Tiziano Ferro;

LDA con Alex Britti ‘Oggi sono io’ di Britti;

Leo Gassmann con Edoardo Bennato e il Quartetto Flegreo un medley dello stesso Bennato;

Levante con Renzo Rubino ‘Vivere’ di Vasco Rossi;

Madame con Izi ‘Via del Campo’ di Fabrizio De Andrè;

Mara Sattei con Noemi ‘L’amour toujour’ di Gigi D’Agostino;

Marco Mengoni con il Kingdom Choir ‘Let it be’ dei Beatles;

Modà con Le Vibrazioni ‘Vieni da me’ delle stesse Vibrazioni;

Mr. Rain con Fasma ‘Qualcosa di grande’ dei Lunapop;

Olly con Lorella Cuccarini ‘La notte vola’ della stessa Cuccarini;

Paola & Chiara con Mark & Kremont un medley di Paola & Chiara;

Rosa Chemical con Rose Villain ‘America’ di Gianna Nannini;

Sethu con Bnkr44 ‘Charlie fa il surf’ dei Baustelle;

Will con Michele Zarrillo, ‘Cinque giorni’ di Zarrillo;

Shari con Salmo un medley di Zucchero Fornaciari;

Tananai con Don Joe  ‘Vorrei cantare come Biagio’ di Simone Cristicchi; A sorpresa sul palco potrebbe spuntare anche Antonacci

Ultimo con Eros Ramazzotti un medley di Eros Ramazzotti. 

Elton John: “Honkey Château” compie 50 anni

Honky Château, con i grandi classici “Rocket Man”, “Honky Cat” e “Mona Lisas and Mad Hatters”, rappresenta il primo vero passo di Elton John in direzione dell’Olimpo musicale internazionale.

.
Pubblicato originariamente nel maggio 1972, Honky Château è il suo quinto album in studio, registrato presso l’ormai leggendario Château d’Hérouville, Castello del XVI Secolo a pochi km da Parigi. Fu proprio qui che Elton John e Bernie Taupin avrebbero scritto – e successivamente la band avrebbe registrato – alcuni dei loro più grandi successi mondiali.

Un album fondamentale per la carriera di Elton. Il suo impatto e la sua eredità durano ancora oggi e sarà ricordato per sempre come l’album della svolta stilistica di Elton John.

Subito dopo l’uscita di Honky Château, “Rocket Man” volò nelle classifiche pop arrivando al #2 nel Regno Unito e al #6 negli Stati Uniti; diventò così ben presto un appuntamento fisso nella scaletta del tour “Farewell Yellow Brick Road”.

Elton John

  • 2CD

L’album originale + una nuova selezione di outtake dai nastri della sessione originale. Questo formato 2CD contiene anche 8 brani tratti dallo show del 1972 alla Royal Festival Hall, registrati per la prima volta dal vivo a pochi giorni dall’incisione in studio dell’album. La confezione include un booklet di 40 pagine con foto rare ed interviste.

  • 2LP (Vinile nero)

L’album originale + una nuova selezione di outtake dai nastri della sessione originale. Include un booklet di 8 pagine con foto rare ed interviste.

  • LP (Vinile colorato)

L’album pubblicato per la prima volta in edizione LP Gold

Tracklist:

 Honky Château – 2CD

CD1

  1. Honky Cat
  2. Mellow
  3. I Think I’m Going to Kill Myself
  4. Susie (Dramas)
  5. Rocket Man (I Think It’s Going To Be A Long, Long Time)
  6. Salvation
  7. Slave
  8. Amy
  9. Mona Lisas and Mad Hatters
  10. Hercules

HONKY AT THE CHÂTEAU (SESSION DEMO) Prima parte

  1. Salvation (Session Demo)
  2. Susie (Dramas) (Session Demo)
  3. Rocket Man (It’s Think It’s Going To Be A Long, Long Time) (Session Demo)
  4. Mellow (Session Demo)
  5. Slave – Alternate “Fast” Version (Session Demo)

CD2

HONKY AT THE CHÂTEAU (SESSION DEMOS) Seconda parte

  1. Honky Cat (Session Demo)
  2. I Think I’m Going To Kill Myself (Session Demo)
  3. Hercules (Session Demo)
  4. Slave (Session Demo)

LIVE AT THE ROYAL FESTIVAL HALL, LONDON, 5 Febbraio 1972

  1. Susie (Dramas)
  2. Salvation
  3. Mellow
  4. Amy
  5. Mona Lisas And Mad Hatters
  6. Honky Cat
  7. Rocket Man (It’s Think It’s Going To Be A Long, Long Time
  8. Hercules

Honky Château – LP Vinile colorato Gold (Limited Edition) 

LP 1:

Lato A

  1. Honky Cat
  2. Mellow
  3. I Think I’m Going to Kill Myself
  4. Susie (Dramas)
  5. Rocket Man (I Think It’s Going To Be A Long, Long Time)

Lato B

  1. Salvation
  2. Slave
  3. Amy
  4. Mona Lisas and Mad Hatters
  5. Hercules 

Honky Château – 2LP Vinile nero 

LP 1:

Lato A

  1. Honky Cat
  2. Mellow
  3. I Think I’m Going to Kill Myself
  4. Susie (Dramas)
  5. Rocket Man (I Think It’s Going To Be A Long, Long Time) 

Lato B

  1. Salvation
  2. Slave
  3. Amy
  4. Mona Lisas and Mad Hatters
  5. Hercules

LP 2:

Lato A

  1. Salvation (Session Demo)
  2. Susie (Dramas) (Session Demo)
  3. Rocket Man (It’s Think It’s Going To Be A Long, Long Time) (Session Demo)
  4. Mellow (Session Demo)
  5. Slave – Alternate “Fast” Version (Session Demo) 

Lato B

  1. Honky Cat (Session Demo)
  2. I Think I’m Going To Kill Myself (Session Demo)
  3. Hercules (Session Demo)
  4. Slave (Session Demo)

I cinquant’anni di Arbeit Macht Frei degli Area

La Cramps Records nasce 50 anni fa con il primo album degli Area: Arbeit Macht Frei. 

Registrato negli studi Fonorama di Milano il 6 luglio 1972, fu pubblicato nel 1973. L’album figura ancora al nono posto nella lista dei 100 migliori album italiani secondo la rivista Rolling Stone. I testi furono scritti da Gianni Sassi e da Sergio Albergoni sotto lo pseudonimo Siae: Frankestein. La copertina e il titolo furono ideati da Giani Sassi che li presentò agli Area suscitando la sorpresa del gruppo.

Il titolo riprendeva il motto nazista: “Il lavoro rende liberi” che capeggiava all’ingresso di numerosi campi di sterminio. Gli Area fecero una gran fatica a spiegare il significato provocatorio del titolo dell’album dato che alcuni lo scambiarono per una apologia del nazismo senza nemmeno averlo ascoltato.

Patrizio Fariselli conserva ancora alcune registrazioni praticamente inedite e per il cinquantennale dell’album e della Cramps, lo eseguirà dal vivo per intero per la prima volta, il prossimo 6 aprile al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano con una nuova formazione in quintetto degli Area Open Project, con l’aggiunta del fratello Stefano Fariselli ai fiati.

Giudicato erroneamente un album prog, in realtà “Arbeit Macht Frei” ha influenze culturali e musicali ben diverse dalle origini prog che guardavano soprattutto al Nord Europa in particolare all’Inghilterra. Gli Area allora, amanti dei tempi dispari e alle sonorità etniche, si ispiravano alla musica balcanica e medio orientale.

L’album interessò alla Virgin ma quando i discografici ascoltarono “Luglio, agosto, settembre nero” e videro Giulio Capiozzo che indossava il kefiah palestinese, il caratteristico copricapo arabo, si rifiutarono di pubblicarlo, dato che non volevano problemi con il mondo ebraico, già forte protagonista del management musicale internazionale.
Una cosa simile accadde anche alla PFM, quando i discografici americani vennero a conoscenza che la PFM aveva partecipato a un concerto in favore della Palestina. Nel caso degli Area la loro appartenenza fu giudicata ancor più grave, dato che nel 1972 era avvenuto il massacro di Monaco di Baviera durante le olimpiadi estive, per mano di un commando dell’organizzazione terroristica Settembre Nero.

A distanza di cinquant’anni il primo album degli Area appare ancora innovativo e dirompente, soprattutto ora in cui la scena musicale è immersa definitivamente in una melassa pop che è divenuta la colonna sonora di un insopportabile rumore di fondo radiofonico. Gli Area allora, rovesciarono la scena musicale pop come un calzino. Nessun altro gruppo fu così radicale anche durante i concerti dal vivo.

Mario Lavezzi racconta che durante la tournèe di Re Nudo finanziata dalla RCA, fu costretto a modificare la scaletta dei concerti, chiedendo ad Andrea Valcarenghi, fondatore di Re Nudo, di far suonare il suo gruppo “Il Volo” prima degli Area e non dopo. Allora gli Area iniziavano il concerto con il brano “Lobotomia” puntando sul pubblico le luci delle pile elettriche mentre le casse dell’impianto diffondevano ad altissimo volume le frequenze usate per il test dell’ audio.

Il pubblico di allora rimaneva affascinato dalle loro performances perché erano uniche ed imprevedibili. Spesso Patrizio Fariselli scendeva tra il pubblico srotolando un cavo elettrico collegato all’oscillatore di un sintetizzatore. Più gente toccava il cavo, più l’oscillatore emetteva frequenze di maggiore velocità e intensità. Si creava così una partecipazione collettiva che oggi viene chiamata interattiva o immersiva. Tutto questo accadeva mezzo secolo fa. Chi c’era se lo ricorda ancora, anche se la memoria di questo Paese ormai tende a imitare a quella dei pesci rossi che non supera i 5 secondi.

“Arbeit Match Frei” è indubbiamente un album unico che non può vantare alcun tentativo di imitazione per quanto sia perfetto e straordinario. Sarà meraviglioso riascoltarlo dal vivo il prossimo 6 aprile da Patrizio Fariselli Area Open Project, insieme ad altro repertorio degli Area, per il concerto celebrativo Cramps Records 1972-2022 in cui si esibiranno anche Alberto Camerini, Eugenio Finardi con un omaggio a Gianni Sassi, Lucio Fabbri & Friends, Andrea Tich, Carlo Boccadoro che eseguirà “Dream” di John Cage, il tutto presentato da Jo Squillo fondatrice della prima band punk femminile : “Kandeggina Gang” il cui disco fu pubblicato dalla Cramps con l’etichetta Rock 80.

Sarà un concerto di circa due ore e mezza, con omaggi anche a Franco Battiato, Demetrio Stratos e John Cage, in cui si celebreranno Gianni Sassi e l’etichetta discografica più innovativa d’Italia. Prevendite su TicketOne e Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano.

Beyoncé a Dubai censura le canzoni pro-Lgbt e si fa coprire d’oro dagli emiri

Beyoncé nella bufera per un concerto che lo scorso 21 gennaio ha avuto luogo a Dubai in occasione dell’inaugurazione del resort Atlantis The Royal davanti ad una platea 1500 persone che, a quanto riportano i presenti, sono stati invitati a non fare riprese e a sigillare i loro smartphone in buste chiuse. 

.
L’artista texana, lontana dalle scene live da cinque anni, è tornata ad esibirsi dopo una lunga pausa per la cifra astronomica di 24 milioni di dollari per un evento privato ed esclusivo di un’ora. Privato ed esclusivo, perché, consentitemi il gioco di parole, il suo repertorio è stato “privato” di tutte le canzoni considerate inclusive e inno della comunità LGBT+, a partire da quelle contenute nell’ultimo album Renaissance, un continuo omaggio ai pionieri afroamericani e queer della disco music.

Beyoncé, che è considerata una paladina nella difesa dei diritti civili e della libertà di identità di genere, ha tradito milioni di fan (la sua pagina Facebook è seguita da 57 milioni di follower, il suo profilo Instagram da 293 milioni di follower) che hanno protestato per la scelta incoerente dell’artista che si è esibita in un paese in cui vige una legge che prevede la pena di morte per le persone omosessuali. Il suo ultimo live risale al 2018, questo ritorno alle scene fa infuriare i fan che attendono da anni che lei torni in tour con l’aggravante di aver tradito il ruolo di paladina dei diritti che si è ritagliata negli anni.

Queste le parole di Peter Tatchell, noto attivista LGBT+:

«Beyoncé si è esibita nella dittatura omofoba di Dubai abbandonando i suoi valori progressisti, ha messo il suo compenso prima dei diritti umani».

Duro l’attacco anche di Pierluigi Battista dalle colonne dell’Huffpost:

«Eh no, gentile signora Beyoncé, così non si fa, è troppo ridicolo farsi paladina delle belle cause qui, dove tutto è permesso perché nelle democrazie liberali non si viene perseguitati perché si è dissidenti o omosessuali, e poi andare a inchinarsi ai potenti che i diritti li schiacciano sotto gli stivali. Ma come, signora Beyoncé, qui canta i diritti dei gay e del mondo Lgbt+ e poi va a Dubai, in un Paese dove l’omosessualità è punibile con la morte, si fa pagare 24 milioni di dollari e taglia dal suo repertorio tutti i brani dedicati ai gay?».

Più o meno dello stesso avviso è Linus che dalle frequenze di Radio Deejay dichiara:

«Diciamo che siamo gente volubile, il mondo è fatto di persone che non sempre sono coerenti. Secondo me la cosa scandalosa, in questo caso, sono più i 24 milioni di dollari. Ci si può interrogare su questo, non il fatto che lei per una volta non abbia cantato canzoni “a favore di”. Di mestiere Beyoncé fa la cantante, non è di certo Martin Luther King. Se una volta fa soltanto la cantante, secondo me è libera di farlo. La cosa più amorale in questa vicenda è che un cantante venga pagato 22 milioni di euro. D’accordo che a Dubai avete i soldi da buttare, ma buttateli da un’altra parte. È una cosa schifosa. Io al suo posto non sarei andato non tanto perché non posso cantare certe canzoni, quanto perché trovo troppo vergognoso e irrispettoso che al mondo ci siano queste disparità. Poi ognuno la pensa come vuole, basta che poi faccia un video su TikTok e va tutto bene».

Beyoncé non è l’unica artista che si è fatta beccare col malloppo a discapito della sua coerenza e credibilità nei confronti dei suoi fan. Nel 2021 Justin Bieber si è esibito al Gran Premio dell’Arabia Saudita ricevendo molte critiche da parte degli attivisti della comunità LGBT+. Poi ci sono anche Bob Dylan, Paul McCartney, gli U2, i Metallica, Pearl Jam, Drake, Jennifer Lopez, Alicia Keys, i Red Hot Chili Peppers, Lenny Kravitz, Elton John, gli Aerosmith, Andrea Bocelli, Ricky Martin che negli anni hanno partecipato ad eventi privati organizzati da multinazionali e che hanno fatto storcere il naso ai loro fan. Di contro ci sono artisti come Dua Lipa che ha rifiutato di partecipare ai recenti Mondiali 2022 che si sono svolti in Qatar, l’artista in quell’occasione ha dichiarato «ci andrò quando rispetteranno i diritti umani»… e in molti dovrebbero prendere esempio da lei.

LEO GASSMANN: il nuovo album “La strada per Agartha” in uscita il 24 febbraio

Leo Gassmann annuncia l’uscita del suo nuovo album intitolato “La strada per Agartha”, disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire da venerdì 24 febbraio 2023.

 .
Nell’album sarà incluso il brano “Terzo Cuore”, scritto e prodotto da Leo Gassmann, Marco Paganelli, Giorgio Pesenti, Riccardo Zanotti e con cui l’artista è in gara alla 73° edizione del Festival di Sanremo.

“Terzo cuore parla di un amore eterno destinato a non essere mai dimenticato. È il nostro cuore di scorta che non smetterà mai di battere e del quale è difficile fare a meno. Quando tutto sembrerà andare male ci sarà sempre il ricordo di un amore che ci darà la forza di reagire e di andare avanti” – ha raccontato Leo Gassmann.

“La strada per Agartha” è un disco complesso, multiculturale e con varie influenze musicali che non mancherà di riservare sorprese: oltre ad un altro inedito firmato sempre da Riccardo Zanotti intitolato “Volo rovescio”, è presente infatti un duetto con il grande Edoardo Bennato nella canzone “Io vorrei che per te” e un brano in inglese, “Without You”, con la band britannica Will & The People.

Leo Gassmann 

È un po’ come fosse il mio primo album” – ha dichiarato Leo Gassmann, anche se in ordine cronologico si tratta del secondo album in studio dell’artista.

Il disco è prodotto da Matteo Costanzo e mixato da Giuseppe Taccini. 

Il titolo dell’album è tratto dal romanzo “Il dio fumoso” di Willis George Emerson, che racconta di un viaggio fantastico di un marinaio che circumnaviga il mondo e che scopre una civiltà sotterranea di giganti che vivono di musica e agricoltura, in totale pace e armonia.

I temi racchiusi nell’album, sono incentrati sulla ricerca della bellezza e sull’amore per la musica. 

La copertina del disco, scattata dal fotografo Francesco Rampi, vede l’artista sui banchi di scuola assieme ad un gruppo di bambini, che rappresentano non solo la giovinezza, ma anche la speranza per un futuro e un mondo migliore.

Laura Pausini festeggia i trenta anni di carriera in Piazza San Marco a Venezia e a Siviglia

Nel 2023, a cinque anni dall’ultimo album di inediti Fatti sentire che le ha portato l’ultimo Latin Grammy e a cinque anni di distanza dal suo ultimo concerto live (2018), per festeggiare trent’anni ricchi di grandi successi, Laura Pausini vuole tornare a suonare dal vivo.
.

Per la prima volta nella sua carriera l’artista si esibirà nella maestosa cornice di Piazza San Marco a Venezia il 30 giugno e successivamente in Plaza de España a Siviglia, capitale dell’Andalusia, il 21 luglio.

Laura Pausini vuole in questo modo celebrare trent’anni ricchi di grandi successi, con oltre tredici album all’attivo, 75 milioni di copie vendute in tutto il mondo e decine di premi nazionali e internazionali, un Grammy Award, quattro Latin Grammy, un Golden Globe e una nomination agli Oscar:

“In questi 30 anni, credo di aver fatto quasi mille concerti e il live è il motivo principale per cui amo questo mestiere.
Lo chiamo così con fierezza, perché la musica è una cosa seria.
Parte da una passione e quando si ha la fortuna e il talento per farlo diventare il tuo lavoro, ci vogliono molto studio, disciplina, costanza, volontà e sacrificio.
Ne vale la pena.
Ho imparato questo mestiere sul campo, viaggiando da subito, studiando per cantare in cinque lingue, senza mai darmi per vinta ma comunque facendo molte rinunce.
Ne sono sempre orgogliosa! Perché cantare in mezzo mondo in italiano, canzoni scritte da italiani, con spettacoli disegnati da italiani, è un brivido, ogni volta.
Mi sono accorta che in tutti questi anni però, non avevo mai cantato né a Venezia, né a Siviglia e voglio ricominciare da qui, tornando in piazza, perché il mio primo tour nel 1993, fu proprio nelle piazze italiane.Con molto entusiasmo annuncio queste due anteprime, che presto vi racconterò più nei dettagli, e che sono solo l’anticipo di quello che più avanti arriverà per ringraziarvi e per festeggiare con voi, ciò che mi avete donato 30 anni fa, cambiando la mia vita ed i miei sogni”.

Presale disponibile dalle ore 16:00 di domani, giovedì 26 gennaio, alle ore 15:00 di venerdì 27 gennaio.
I biglietti saranno in vendita dalle ore 16:00 del 27 gennaio.
Per informazioni consultare il sito friendsandpartners.it

 

ROBBIE WILLIAMS TORNA LIVE IN ITALIA A LUGLIO

Robbie Williams ha annunciato una nuova imperdibile data venerdì 28 luglio 2023 nell’Area Mura Storiche di Lucca Summer Festival 2023.
.

La popstar inglese ritorna in Italia dopo le due trionfali date di gennaio all’Unipol Arena di Bologna, proponendo uno show che vedrà in scaletta tutte le grandi hit dei suoi primi 25 anni carriera, sulla scia del suo ultimo album XXV.

I biglietti saranno disponibili in presale dalle ore 10:00 di giovedì 26 gennaio su R101.IT e in vendita generale dalle ore 10:00 di sabato 28 gennaio su ticketmaster.itticketone.it

All’inizio di settembre, nella prima settimana di uscita del nuovo album Robbie ha scalato la vetta delle classifiche UK. Uno straordinario risultato, che gli ha permesso di battere il record come artista solista con il maggior numero di album in prima posizione nel Regno Unito.

Il concerto del 28 luglio a Lucca Summer Festival sarà l’occasione di riascoltare dal vivo brani ormai leggendari come “Angels”, “Feel”, Rock DJ”, “No Regrets”, “Millennium” e molti altri andando a rendere quella serata uno degli appuntamenti da non perdere dell’estate live 2023.

ALESSANDRO DANIELE presenta il suo libro PINO DANIELE – “Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce”

ALESSANDRO DANIELE presenta il suo libro sulla vita e sulle opere di suo padre PINO DANIELE. Modera l’incontro il giornalista e critico musicale ERNESTO ASSANTE.

.
Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce” è il libro sul mitico “Mascalzone Latino”, scritto dal figlio Alessandro ed edito da Rai Libri, disponibile in libreria e negli store digitali.

L’autore lo presenterà sabato 28 gennaio a FASANO (Brindisi) presso il Teatro Sociale (Via Roma, 29 – inizio evento ore 19.30 – info e prenotazioni al numero: 0805672761), nell’ambito della rassegna “LibriAmo…tra le masserie!

L’incontro con Alessandro Daniele sarà moderato dal giornalista e critico musicale Ernesto Assante.

La vita e le circostanze che stanno dietro l’arte e le canzoni di Pino Daniele: dall’infanzia all’esplosione del suo straordinario e incredibile talento creativo, dagli anni della consacrazione musicale al successo internazionale.

Napoli e i suoi mille colori, i sentimenti che vivono e fioriscono tra gli accordi: dall’amore per la chitarra scoperto da ragazzo tra le strade di un basso napoletano alla certezza di non poter stare senza fare musica. Un viaggio che ha come punto di partenza e di arrivo assoluti la musica. Il libro è l’omaggio di un figlio a un padre, ma anche un documento che ripercorre i primi anni della carriera dell’artista, album dopo album. E in mezzo la vita. Alessandro Daniele racconta il musicista fiero della propria notorietà e al tempo stesso timido di fronte all’immensa popolarità. L’uomo che attraverso le proprie note e la propria voce ha sedotto (e mai abbandonato) milioni di fans. 

«Questo è per me un documento che mette insieme l’uomo e l’artista – dichiara Alessandro Daniele – perché non credo esista una separazione tra i due. Il libro traccia un percorso cronologico della sua vita, racconta il momento in cui papà incontra se stesso, deve farci i conti e trovare l’equilibrio, anzi l’armonia, e risulterà essere il rapporto più complicato che dovrà gestire nella sua vita. Ho cercato una formula nel segno di una compartecipazione sana del lettore, che non è quella di guardare dal buco della serratura. La narrazione così ha assunto una duplice finalità: da una parte la storicizzazione, dove i racconti danno conto della radice artistica di mio padre; dall’altra, invece, la sua esperienza umana, che si riflette nelle sue opere come nel titolo di questo libro  – “Le sofferenze, i disagi, i sacrifici, le persone che ho amato, tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce” –   è anche una testimonianza di inclusione sociale in vari ambiti e che spero possa essere da esempio a chi ha bisogno, per chi si ferma davanti alla prima difficoltà».

I proventi del libro sostengono “i suoni delle emozioni” per il contrasto alla povertà educativa ed il disagio scolastico, un progetto che Alessandro Daniele cura da qualche anno con la Fondazione Pino Daniele e che si basa sul sistema di valori di suo padre, atto ad utilizzare la musica come linguaggio per comunicare gli stati d’animo ed i sentimenti (info: www.fondazionepinodaniele.org).

GIORGIO GABER: NEL GIORNO DEL SUO COMPLEANNO ANNUNCIATO IL DOCUFILM SUL SIGNOR G

Annunciato oggi, nel giorno del suo compleanno, l’inizio delle riprese per il docufilm dedicato a Giorgio Gaber.

.
Promosso dalla Fondazione Gaber e co-prodotto da Atomic Production e RAI Documentari, il docufilm è scritto e diretto da Riccardo Milani, da sempre grande estimatore della figura e dell’opera di Giorgio Gaber che, tra i tanti successi, di recente ha convinto e commosso pubblico e critica con uno splendido documentario dedicato a Gigi Riva.

Il primo ciak si batterà lunedì prossimo a Milano, nella casa di Giorgio e Ombretta, e segna la prima iniziativa cinematografica intrapresa in stretta collaborazione con gli eredi e la più importante per la Fondazione nel ventennale dalla scomparsa del Signor G.

Abbiamo creduto sin dal primo momento in questo progetto che, grazie al talento di un grande regista come Riccardo Milani, coniuga perfettamente la nostra volontà di editore di mettere in luce le grandi eccellenze della nostra cultura e storia artistica con un linguaggio moderno e accattivante” ha dichiarato Fabrizio Zappi, direttore di Rai Documentari.

La Fondazione Gaber, che il primo gennaio ha dato il via alle attività pensate per questo speciale anniversario, ha voluto annunciare il nuovo progetto proprio in occasione del compleanno dell’artista prematuramente scomparso il 1° gennaio 2003, come massima espressione del desiderio di porre il nuovo film, il suo lavoro e la sua storia al centro dell’attenzione e della propria attività.

Riccardo è la persona che meglio di chiunque altro può raccontare il Signor G. Lo conosce, lo stima, lo ha visto varie volte a teatro e pensiamo che sia senza dubbio la persona che, meglio di chiunque altro, può tratteggiare il suo carattere di uomo e di artista – hanno dichiarato Paolo Dal Bon e Dalia Gaber, rispettivamente Presidente e Vice Presidente della Fondazione – Ringraziamo Rai Documentari per aver voluto questo progetto che sarà arricchito con il grande repertorio Rai, a cominciare dalle stupende immagini del teatro canzone che lo stesso Gaber ha voluto realizzare sul palcoscenico di quello che oggi si chiama Teatro Lirico Giorgio Gaber. 

Il docufilm dedicato al Signor G, girato tra Milano e la Versilia, sarà trasmesso in autunno in una prima serata firmata Rai Documentari.

Spoilerati alcuni dei duetti di Sanremo 2023 

Svelati in anteprima alcuni dei duetti di Sanremo 2023
.

In attesa che il direttore artistico Amadeus annunci ufficialmente gli ospiti nella serata dei duetti, alcune testate giornalistiche e voci di corridoio spoilerano diversi nomi.

Ecco i primi nomi dei duetti nella serata cover di venerdì 10 febbraio:

Paola e chiara con Merk & Kremont

Articolo 31 con Fedez

Moda’ con Le Vibrazioni

Leo Gasmann con Edoardo Bennato

Olly con Lorella Cuccarini

LDA con Alex Britti

GIANMARIA con Manuel Agnelli

Colla Zio con Ditonellapiaga

Madame con IZI

Mara Sattei con Noemi

Sethu con I Bnkr44

Shari con Salmo

Rosa Chemical con Rose Villain

Tananai con Don Joe

Lazza con Emma

Giorgia con Elisa

Ultimo con Ramazzotti

Marco Mengoni con Francesca Michielin

Si parla anche di un duetto con  Carla Bruni. Gianluca Grignani aveva progettato di cantare con Piero Pelù ma il tutto non è andato in porto e adesso si cerca un altro partner.
L’annuncio di Amadeus è atteso nei prossimi giorni.

Tutte le Nomination agli Oscar 2023 – Lady Gaga, Rihanna, Sofia Carson ottengono le candidature

Sono state annunciate al Beverly Hills Hotel di Los Angeles le nomination alla 95a edizione  degli Oscar che si terranno domenica 12 marzo al Dolby Theatre a Ovation Hollywood.

.

La serata per la presentazione delle nomination è stata condotta da Allison Williams e Riz Ahmed e trasmessa in diretta sui social dell’Academy. La serata degli Oscar sarà invece condotta, per la terza volta, dal presentatore Jimmy Kimmel.

Tra le candidature degli Academy Award 2023 spicca il trionfo della fantastica Everything Everywhere all at Once in tutte le candidature principali.
Per quanto riguarda la REGIA, quest’anno non c’è nessuna donna nella cinquina delle nomination.

Austin Butler per Elvis, Colin Farrell per Gli Spiriti dell’Isola, Brendan Fraser per The Whale, Paul Mescal di Aftersun e Bill Nighy per Living sono i candidati all’Oscar per il migliore attore 2023.

Cate Blanchett per Tár, Michelle Yeoh per Everything Everywhere All at Once, Ana de Armas per Blonde, Andrea Riseborough per To Leslie e Michelle Williams per The Fabelmans sono le candidate all’Oscar per la migliore attrice protagonista.

Sul versante “musica” Lady Gaga ottiene la candidatura per la miglior canzone originale con “Hold My Hand”, tratta dal film “Top Gun: Maverick”. Rihanna è nominata nella stessa categoria con “Lift Me Up”, tratta dalla colonna sonora del film “Black Panther: Wakanda Forever”. Sofia Carson è candidata con “Applause”, brano nominato come miglior canzone originale tratta dal film “Tell It Like A Woman”.

La colonna sonora del film “Babylon”, firmata da Justin Hurwitz, ottiene la candidatura come ‘miglior colonna sonora’.

Il decano dei compositori di Hollywood, John Williams batte se stesso conquistando la sua 53ma nomination (per il suo lavoro in The Fabelmans di Steven Spielberg), diventando di fatto la persona vivente con più candidature agli Academy Awards.

oscar

LISTA COMPLETA DELLE NOMINATION

Miglior film
Niente di nuovo sul fronte occidentale
Avatar: La via dell’acqua
Gli spiriti dell’isola
Elvis
Everything Everywhere All at Once
The Fabelmans
Tár
Top Gun: Maverick
Triangle of Sadness
Women Talking

Miglior regia
Martin McDonagh, Gli spiriti dell’isola
Daniel Scheinert e Daniel Kwan, Everything Everywhere All at Once
Steven Spielberg, The Fabelmans
Todd Field, Tár
Ruben Ostlund, Triangle of Sadness

Miglior attrice
Cate Blanchett, Tár
Ana de Armas, Blonde
Andrea Riseborough, To Leslie
Michelle Williams, The Fabelmans
Michelle Yeoh, Everything Everywhere All at Once

Miglior attore
Austin Butler, Elvis
Colin Farrell, Gli spiriti dell’isola
Brendan Fraser, The Whale
Paul Mescal, Aftersun
Bill Nighy, Living

Miglior film straniero
Niente di nuovo sul fronte occidentale, Germania
Argentina, 1985, Argentina
Close, Belgio
EO, Polonia
The Quiet Girl, Irlanda

Miglior attrice non protagonista
Angela Bassett, Black Panther: Wakanda Forever
Hong Chau, The Whale
Kerry Condon, Gli spiriti dell’isola
Jamie Lee Curtis, Everything Everywhere All at Once
Stephanie Hsu, Everything Everywhere All at Once

Miglior attore non protagonista
Brendan Gleeson, Gli spiriti dell’isola
Brian Tyree Henry, Causeway
Judd Hirsch, The Fabelmans
Barry Keoghan, Gli spiriti dell’isola
Ke Huy Quan, Everything Everywhere All at Once

Miglior fotografia
Niente di nuovo sul fronte occidentale
Bardo, la cronaca falsa di alcune verità Chronicle
Elvis
Empire of Light
Tár

Miglior montaggio
Gli spiriti dell’isola
Elvis
Everything Everywhere All at Once
Tár
Top Gun: Maverick

Miglior sonoro
Niente di nuovo sul fronte occidentale
Avatar: La via dell’acqua
The Batman
Elvis
Top Gun: Maverick

Migliori costumi
Babylon
Black Panther: Wakanda Forever
Elvis
Everything Everywhere All at Once
La signora Harris va a Parigi

Miglior makeup
Niente di nuovo sul fronte occidentale
The Batman
Black Panther: Wakanda Forever
Elvis
The Whale

Migliore colonna sonora
Niente di nuovo sul fronte occidentale
Babylon
Gli spiriti dell’isola
Everything Everywhere All at Once
The Fabelmans

Miglior canzone
Applause (Tell It like a Woman)
Hold My Hand (Top Gun: Maverick)
Lift Me Up (Black Panther: Wakanda Forever)
Naatu Naatu (RRR)
Time (Amsterdam)
This Is a Life (Everything Everywhere All at Once)

Miglior sceneggiatura originale
Gli spiriti dell’isola
Everything Everywhere All at Once
The Fabelmans
Tár
Triangle of Sadness

Miglior sceneggiatura non originale
Niente di nuovo sul fronte occidentale
Glass Onion: Knives Out
Living
Top Gun: Maverick
Women Talking

Migliori effetti speciali
Niente di nuovo sul fronte occidentale
Avatar: The Way of Water
The Batman
Black Panther: Wakanda Forever
Top Gun: Maverick

Miglior film d’animazione
Guillermo del Toro’s Pinocchio
Marcel the Shell With Shoes On
Il gatto con gli stivali 2 – L’ultimo desiderio
The Sea Beast
Red

Miglior corto animato
Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo
The Flying Sailor
Ice Merchants
My Year of Dicks
An Ostrich Told Me the World Is Fake and I Think I Believe It

Miglior Cortometraggio Live-Action
An Irish Goodbye
Ivalu
Le Pupille
Night Ride
The Red Suitcase

Miglior documentario
All That Breathes
All the Beauty and the Bloodshed
Fire of Love
A House Made of Splinters
Navalny

Miglior cortometraggio documentario
The Elephant Whisperers
Haulou
How Do You Measure a Year?
The Martha Mitchell Effect
Stranger at the Gate

VAN MORRISON: nuovo singolo “WORRIED MAN BLUES” – nuovo album “MOVING ON SKIFFLE” a marzo

L’amore di Van Morrison per la musica skiffle risale all’infanzia, quando ascoltò per la prima volta Lead Belly e Jelly Roll Morton nel negozio di dischi Atlantic Records di Belfast, per poi formare la sua prima band skiffle quando andava ancora a scuola. Diversi decenni dopo, Van Morrison rivisita le radici del genere e l’apice degli anni ’50 con l’uscita, il 10 marzo, del suo nuovo album “Moving On Skiffle“.
.

Dopo aver pubblicato di recente il primo singolo “Streamline Train“, Van Morrison pubblica oggi un’altra anteprima che anticipa l’album, composto da 23 tracce, svelando il secondo singolo, “Worried Man Blues“.

Come molte canzoni folk e skiffle di grande successo, “Worried Man Blues” è emersa in molte forme diverse nel corso degli anni. A volte il testo è stato modificato e l’arrangiamento è stato adattato, ma come dimostra la nuova versione di Van Morrison, la melodia insistente e l’aria quasi da inno della canzone non perdono mai la loro magia. Raccontando la storia di un uomo condannato a lavorare in una gang, “Worried Man Blues” raggiunse per la prima volta un pubblico più vasto grazie alla versione della Carter Family, e numerosi artisti come Woody Guthrie, Pete Seeger e Lonnie Donegan si sono aggiunti alla sua eredità storica.

Anche Van Morrison ha una storia con questo brano. In passato è stato inserito nell’album “The Skiffle Sessions – Live in Belfast 1998“, un set che ha immortalato la sua performance con Lonnie Donegan e Chris Barber.

Nel corso di “Moving On Skiffle“, Van Morrison interpreta in gran parte queste canzoni senza tempo in modo diretto, a volte con i suoi caratteristici giri di parole, altre con i suoi arrangiamenti.  Il sempre ribelle Morrison ha cambiato il titolo di “Mama Don’t Allow“, registrato sia dalla Memphis Jug Band che dal blues man di Chicago Tampa Red alla fine degli anni Venti, in “Gov Don’t Allow“, un cenno alla sua lotta contro l’aumento delle interferenze governative nella nostra vita quotidiana. E lo standard gospel “This Little Light of Mine“, un inno chiave del movimento per i diritti civili nell’America degli anni ’60, viene trasformato nell’allegro e vivace “This Loving Light of Mine“. La traccia d’apertura “Freight Train” è un punto di forza immediato, una canzone originariamente scritta da Elizabeth Cotten e poi registrata sia da Peggy Seeger che da Chas McDevitt. Il disco si chiude con “Green Rocky Road“, un gioiello di folk struggente e un’ode alla vita del trovatore resa famosa da Fred Neil e Dave Van Ronk e ripresa nel film “Inside Llewyn Davis“.

‘Moving On Skiffle’ è disponibile per il pre-order QUI, mentre il sito ufficiale di Van Morrison offre pacchetti che includono i formati doppio vinile rosso e 2CD, oltre a una stampa autografata e una t-shirt con un design esclusivo.

van morrison

All’inizio di questo mese, Van Morrison ha tenuto due concerti londinesi che hanno registrato il tutto esaurito all’Electric Ballroom e che hanno ricevuto un’entusiasmante recensione a 5 stelle dal Times. Seguiranno una serie di concerti intimi per il lancio dell’album al The Stables di Milton Keynes (13, 14 e 15 marzo) e alla Whitla Hall di Belfast (6 e 7 aprile). Tutti e sei i concerti sono già sold-out.

Ricky Portera, “Perche’ io so’ io … e voi non siete un cazzo” – RECENSIONE

Per commentare un album, un libro, un’opera, non è ovviamente necessario conoscerne l’autore… è il contenuto che va analizzato. Certo è che se si ha un’idea di chi ci sia dietro al lavoro oscuro e spesso inquantificabile che si cela dietro ad un progetto artistico, il quadro si delinea con maggior chiarezza.

Questo per dire che ho avuto un lungo scambio di battute con Ricky Portera negli studi di Videoradio, ad Alessandria, in occasione del suo album “Fottili”, del 2014, e la nostra chiacchierata (una video intervista recuperabile su youtube) mi permise allora – e mi permette oggi – di inquadrare l’artista e l’uomo. E questo aiuta.

Il suo nuovo lavoro ha un titolo bizzarro, che facilmente riporta alla fonte: “Perche’ io so’ io … e voi non siete un cazzo” (per quelli appena nati, Alberto Sordi ne “Il Marchese del Grillo”).

ricky portera

Il recente e drammatico periodo legato al lockdown ha lasciato il segno e ha indotto gli esseri pensanti a lunghe e forzate riflessioni, che nel caso del musicista/scrittore/pittore/scultore hanno trovato sfogo in opere successive, magari portando a miglioramenti personali, probabilmente ad una rivisitazione dei valori della vita, con la possibilità di urlare il proprio pensiero attraverso nuove creazioni.

Portera non è sfuggito a questa regola e ha messo su “carta” il risultato della propria indagine, otto brani che diventano il paradigma di momenti drammatici, solo otto brani, perché, come lui dice: “… non ho voluto aggiungerne altri, in quanto non avrebbero avuto lo stesso sapore del momento che stavo vivendo”.

Ricky Portera ha una storia importante alle spalle, e ricordare il suo iter professionale di chitarrista e oltre appare superfluo, anche se la sua lunga collaborazione con Lucio Dalla e gli Stadio resta un marchio di fabbrica.

Ma lui è un vero rocker, uno che ha navigato all’interno della musica di qualità e di piena visibilità mettendo sempre il suo piglio un po’ ribelle e anticonformista.

Non è un suo obiettivo quello di essere costantemente presente, non vuole fare parte del mainstream che potrebbe cavalcare con facilità, ma preferisce osservare dall’esterno e mettere del suo quando ritiene sia giusto farlo, quando pensa di potere incidere con la sua visione del mondo.

Il titolo scelto nell’occasione è rappresentativo dello status dell’autore, almeno in questo momento della vita, e, messa al bando la presunzione, Portera mette in mostra il suo manifesto, quello che lo porta a non volersi confondere con quanto propone il mercato attuale, con artisti creati a tavolino, con proposte musicali fotocopia, con liriche vuote e superficiali, difficili da digerire per chi ha vissuto da vicino il mondo cantautorale di grande valore.

Ma l’assioma colorato che denomina l’album è anche rivolto al potere, quello che conosce solo la via del profitto e dell’interesse personale, facendo solo finta di occuparsi di chi necessita di aiuti concreti.

Le sue otto perle tengono conto di tutto questo, una sorta di confronto tra “me e loro”, tra la proposta sincera tratta dal vissuto e la conformazione obbligata verso un unico modello riconosciuto, una sorta di “ortodossia a tutti i costi”.

Ne esce fuori un album piacevole in cui riconoscersi, momenti sacri conditi da virtuosismo elettrico e da una voce roca e intimistica, graffiante e calda, sicuramente caratterizzante.

Il disco era stato anticipato dal brano “Giorno normale”, la gioiosa banalità del quotidiano, il ritrovare il piacere delle piccole cose negate a lungo all’interno di città deserte e distopiche. Ma per quanto tempo ci ricorderemo di quei giorni così inusuali, spesso surreali?

ricky portera

Ogni step sarà comunque una sorpresa, un attimo da vivere tra ritmo, e poesia, un rock melodico che merita di essere catturato, perché le occasioni in cui Portera si “lascia andare” in prima persona non sono poi molte, quasi centellinate, probabilmente forzate dalle circostanze, in un modo sonoro che pare gli sia ormai stretto.

Il “Grande figlio di puttana” è tornato, godiamoci la sua arte!

Tracklist “Perche’ io so’ io … e voi non siete un cazzo” – Ricky Portera

1-Prega tu… che prego anche io

2-Ricominciare con voi

3-Vado via

4-Mettiamo il caso

5-Brutto momento

6-Giorno normale

7-Girotondo

8-Dammi la fede

Crediti articolo MAT2020

PAOLA & CHIARA: PARTY AL CLUB PLASTIC PER IL RITORNO- DATE TOUR

In attesa di vederle sul palco dell’Ariston con il brano Furore (Columbia Records/Sony Music Italy), ieri sera Paola & Chiara hanno animato la festa al Club Plastic di Milano, dancehall perfetto per celebrare il grande comeback dell’iconico duo.
.

Tra coinvolgenti momenti karaoke guidati da Diego Passoni, e balli sfrenati sulle note dei dj set di Merk & Kremont, Sergio Tavelli Albert Marzinotto, Paola & Chiara hanno festeggiato in compagnia di amici, giornalisti, talent e ospiti d’eccezione, in una cornice più glam che mai, impreziosita dall’esposizione degli indimenticabili outfit originali indossati dalle sorelle Iezzi per scrivere pagine memorabili della loro carriera – da Amici come prima a Festival, da Hey! Kamasutra.

“Ci piace l’idea di entusiasmare i nostri fan, di farli vivere in un mondo speciale. Vogliamo donare tutta l’energia che abbiamo al pubblico che ha voluto così tanto il nostro ritorno e ci ha aspettato con affetto: “Furore” la dedichiamo a loro!” – Paola & Chiara.

paola e chiara
 

Accolte dagli applausi del pubblico, a sorpresa le sorelle Iezzi hanno annunciato il sold out della data del 13 maggio al Fabrique e il raddoppio milanese: il nuovo appuntamento al Fabrique del “PAOLA & CHIARA PER SEMPRE“, prodotto da Vivo Concerti, è in programma domenica 14 maggio.

I biglietti per la nuova data saranno disponibili in prevendita dalle ore 14:00 di oggi (24 gennaio) su www.vivoconcerti.com e nei punti vendita autorizzati a partire dalle ore 14:00 di domenica 29 gennaio.

PAOLA & CHIARA PER SEMPRE

GLI APPUNTAMENTI

 

27 aprile 2023 – Roma @ Atlantico

13 maggio 2023 – Milano @ Fabrique (SOLD OUT)

14 maggio 2023 – Milano @ Fabrique (NUOVA DATA)

David Crosby, icona del grande rock, è morto

Il mondo della musica perde un altro grande maestro, David Crosby, icona del grande rock e simbolo di un’America che fu.

.
Il cantautore e chitarrista folk californiano, una delle colonne del mitico trio Crosby, Stills & Nash, aveva 81 anni ed era da tempo malato. A dare la notizia della sua morte è stata la moglie con un comunicato:

È con grande tristezza, dopo una lunga malattia, che il nostro amato David Croz Crosby se ne è andato. È stato circondato amorevolmente dalla moglie Jan e dal figlio Django […] Anche se non è più qui con noi la sua umanità e l’anima gentile continueranno a guidarci e a ispirarci. La sua testimonianza continuerà a vivere attraverso la sua musica leggendaria. Pace, amore e armonia per tutti coloro che hanno conosciuto David e coloro che ne sono stati conquistati. Ci mancherà molto“.

David Crosby

Simbolo di un’epoca irripetibile, David Crosby ha impersonificato tutto quello che ha rappresentato un certo tipo di musica degli anni ’60 e ’70, tra sesso, droga e rock ‘n’ roll, proteste e senso di libertà. Figlio di un direttore della fotografia di Hollywood e giovane provetto attore drammatico, Crosby cominciò la sua carriera agli inizi degli anni ’60 esibendosi nei club con il nome di The Jet Set (poi diventati The Byrds), insieme a Gene Clark e Roger McGuinn. La sua popolarità iniziò a seguito una rivisitazione di Mr. Tambourine Man di Bob Dylan.

Da qui in poi Crosby ha cominciato a comporre delle vere e proprie perle del rock. Lasciò la vecchia band e si unì a Stephen Stills, a Graham Nash e a Neil Young per formare i leggendari Crosby, Stills & Nash.  Il gruppo cominciò così una collaborazione che ha fatto letteralmente la storia della musica. E’ seguita anche una lunga carriera solista, fatta di tantissimi concerti e diversi dischi.

Image by © Henry Diltz/CORBIS

L’artista è stato inserito due volte nella Rock and Roll Hall of Fame, prima come componente dei Byrds, poi, nel ’97, come parte del trio Crosby, Stills & Nash.
Otto mesi fa Crosby si era ritirato dalle scene live, durante un concerto dal vivo:

Sono troppo vecchio per andare oltre. Non ho la forza […] Ho registrato molti dischi ma ora a ottant’anni, morirò presto ed è giusto così. È come funzionano le cose. Ma cercherò di tirare fuori altra musica finché ce la farò. Ne ho un’altra in canna“.

David Crosby

LADY GAGA: Esce il 27 gennaio il libro “Applause” di Annie Zaleski

Esce anche in Italia, per Gremese Editore, il ritratto della regina del pop del XXI secolo, LADY GAGA – Applause, scritto dalla pluripremiata autrice e giornalista statunitense Annie Zaleski

.
Un volume, disponibile in tutte le librerie italiane e sulle piattaforme digitali
dal 27 gennaio 2023, che intende celebrare lo stile e la creatività di una delle più controverse artiste del nostro tempo, una vera e propria icona che in ogni ambito ha fatto sempre parlare di sé proprio per la sua originale evoluzione umana e professionale.

Neworchese di origini italiane, Stefani Joanne Angelina Germanotta, percorre un itinerario artistico tanto travagliato a livello personale quanto rivelatore e lungimirante dal punto di vista performativo. Un cammino – dal suo album d’esordio del 2008, The Fame, fino al recente Love for sale, in duetto col leggendario Tony Bennett – segnato dal dettagliato studio della propria immagine, eccentrica e in continua trasformazione.

Talento poliedrico e appassionato, negli anni si è saputa costantemente reinventare dimostrando di essere molto più che una semplice pop star e toccando livelli di eccellenza anche in ambito jazz, rock e disco. La sua versatilità, impegno e volontà di cambiare l’hanno consacrata anche come attrice cinematografica, scelta come protagonista per film di successo quali A star is born (2018) e House of Gucci (2021).

Con più di 124 milioni di dischi venduti e numerosi riconoscimenti di rilievo, tra cui 12 Grammy Awards, 3 Brit Awards e 18 MTV Music Video Awards, il mito “Lady Gaga” continua a stupire: insieme agli Haus of Gaga, il suo team di artisti e creativi, ogni sua nuova ‘creatura’ può essere considerata come un’opera d’arte innovativa e unica che anticipa nuove mode o sviscera problematiche attuali con messaggi semplici e diretti. Attivista per la difesa dei diritti LGBT e della lotta alla violenza sulle donne, è fondatrice della Born this way Foundation, associazione no profit che incoraggia e sostiene i giovani.

Una narrazione che si sviluppa attraverso la verità della sua vita, compresi i non pochi momenti difficili, offrendo molteplici aneddoti e retroscena sconosciuti al pubblico italiano; un volume articolato in 12 sezioni, con ben 170 straordinari scatti fotografici, 1 discografia completa e decine di fonti di riferimento.

lady gaga

Annie Zaleski 

Autrice, giornalista ed editrice pluripremiata, Annie Zeleski ha collaborato con le più grandi testate d’Oltreoceano di musica, e non solo, scrivendo profili artistici, interviste e recensioni. Sua la firma su molti articoli di Rolling Stone, NPR Music, The Guardian, Salon, Time, Billboard, The A.V. Club, Vulture, Classic Pop, Record Collector, The Los Angeles Times, Stereogum, Cleveland Plain Dealer e Las Vegas Weekly. Ha contribuito con le note di copertina alla ristampa del 2016 di Out of Time dei R.E.M. e alla raccolta del 2020 di Game Theory Across The Barrier Of Sound: PostScript e ha scritto il saggio dei Duran Duran per il loro ingresso nella Rock & Roll Hall of Fame del 2022.Nel corso della sua carriera ha svolto il ruolo di commentatrice radiofonica su vari argomenti di musica e cultura pop, apparendo su NPR (All Things Considered e stazioni regionali), CBC, Sirius XM Canada e MPR. È  stata anche una speaker nel film del 2005 Punk’s Not Dead e in uno speciale omaggio televisivo del 2014 sulla band Blondie. In passato faceva parte della redazione musicale presso “The Riverfront Times” ed era caporedattore presso Alternative Press. Ha lavorato come direttrice editoriale per la serie “33 1/3 Genre” di Bloomsbury. Risiede a Cleveland, Ohio.

(foto di Laura Wimbels)

 

Madonna ha annunciato il The Celebration Tour – Fuori il singolo “Back That Up to the Beat”

Madonna ha annunciato Madonna: The Celebration Tour, in un iconico video virale che strizza l’occhio al suo rivoluzionario film Truth or Dare

.
Il video di Madonna p
resenta nomi importanti come Diplo, Judd Apatow, Jack Black, Lil Wayne, Bob The Drag Queen, Kate Berlant, Larry Owens, Meg Stalter, Eric Andre e culmina con Amy Schumer che sfida la superstar globale per andare in tournée ed eseguire i suoi quattro decenni di mega successi.

madonna

Intanto la regina del Pop torna anche in tutte le radio da venerdì 20 gennaio con il nuovo brano “Back that Up To The Beat”, canzone recentemente resa disponibile su tutte le piattaforme digitali dopo essere diventata virale su TikTok.

Back That Up to the Beat” è stata scritta da Madonna con Brittany Hazzard e Pharrell Williams e prodotta dagli stessi Madonna e Pharrell con Jeff Bhasker e Mike Dean.

madonna

Il The Celebration Tour, che metterà in risalto il suo catalogo di musica degli ultimi 40 anni, sarà prodotto da Live Nation, e toccherà 35 città. Prenderà il via in Nord America sabato 15 luglio alla Rogers Arena di Vancouver, BC, con tappe a Detroit, Chicago, New York, Miami, Los Angeles e altre ancora prima di arrivare in Europa, dove raggiungerà 11 città per tutto l’autunno, tra cui Londra, Barcellona, ​​Parigi e Stoccolma, tra le altre. Il Celebration Tour si concluderà ad Amsterdam, Paesi Bassi, venerdì 1 dicembre allo Ziggo Dome.

Il Tour toccherà anche l’Italia con un imperdibile concerto. Dopo otto anni di assenza nel Bel Paese, infatti, Madonna torna il 23 novembre al Mediolanum Forum di Milano.
Per maggiori informazioni sull’acquisto dei biglietti: livenation.it/artist-madonna-235

Il Celebration Tour ci porterà nel viaggio artistico di Madonna attraverso quattro decadi e rende omaggio alla città di New York dove è iniziata la sua carriera musicale. “Sono entusiasta di esplorare quante più canzoni possibili nella speranza di offrire ai miei fan lo spettacolo che stavano aspettando“, afferma Madonna.

Il Celebration Tour offrirà un’esperienza unica con l’ospite speciale Bob the Drag Queen a.k.a. Caldwell Tidicue in tutte le date del tour globale.


BIGLIETTI: I biglietti saranno in vendita venerdì 20 gennaio e venerdì 27 gennaio alle 10:00 ora locale su madonna.com/tour.

PREVENDITA FAN CLUB: I vecchi membri del Fan Club ufficiale di Madonna avranno un’opportunità di prevendita per gli spettacoli che andranno in vendita venerdì 20 gennaio a partire da martedì 17 gennaio alle 12:00 ET fino a mercoledì 18 gennaio alle 17:00 ET per il Nord America e dalle 9:00 GMT/10:00 CET alle 17:00 GMT/18:00 CET di mercoledì 18 gennaio per gli spettacoli nel Regno Unito e in Europa. Un’ulteriore prevendita Legacy per gli spettacoli con sede in Nord America in vendita il 27 gennaio inizia da lunedì 23 gennaio (10:00) a mercoledì 25 gennaio (17:00).

U.S. CITI PRESALE: Citi è la carta ufficiale di Madonna The Celebration Tour. I titolari di carta Citi avranno accesso alla prevendita dei biglietti per gli spettacoli in vendita dal 20 gennaio a partire da martedì 17 gennaio alle 14:00 ora locale fino a giovedì 19 gennaio alle 18:00 ora locale attraverso il programma Citi Entertainment. La prevendita dei titolari di carta Citi per gli spettacoli in vendita il 27 gennaio inizierà martedì 24 gennaio alle 10:00 ora locale fino a giovedì 26 gennaio alle 18:00 ora locale. Per i dettagli completi sulla prevendita, visitare www.citientertainment.com.

CANADA AMEX PRESALE: I titolari di carta American Express avranno accesso alla prevendita dei biglietti a Vancouver, Toronto e Montreal a partire da mercoledì 18 gennaio alle 10:00 ora locale fino a giovedì 19 gennaio alle 18:00 ora locale. Visita ticketmaster.ca/americanexpress)] per acquistare i biglietti. Si applicano i limiti e i termini del biglietto.

EUROPE AMEX PRESALE: I titolari di carta American Express possono acquistare i biglietti per il tour di Madonna in Svezia, Francia, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Belgio davanti al pubblico. Prevendita aperta dal 18 gennaio alle 9, fino al 19 gennaio alle 18.

VIP: i fan possono anche acquistare pacchetti VIP, che possono includere biglietti premium, accesso esclusivo a un tour dietro le quinte, foto di gruppo sul palco, ricevimento pre-spettacolo, litografia in edizione limitata e altro. Per ulteriori informazioni, visitare vipnation.com.

madonna

THE CELEBRATION TOUR NORTH AMERICAN DATES: 

Sat Jul 15 – Vancouver, BC – Rogers Arena

Tue Jul 18 – Seattle, WA – Climate Pledge Arena

Sat Jul 22 – Phoenix, AZ – Footprint Center

Tue Jul 25 – Denver, CO – Ball Arena

Thu Jul 27 – Tulsa, OK – BOK Center

Sun Jul 30 – St. Paul, MN – Xcel Energy Center

Wed Aug 02 – Cleveland, OH – Rocket Mortgage Fieldhouse

Sat Aug 05 – Detroit, MI – Little Caesars Arena

Mon. Aug 07 – Pittsburgh, PA – PPG Paints Arena

Wed Aug 09 – Chicago, IL – United Center

Sun Aug 13 – Toronto, ON – Scotiabank Arena

Sat Aug 19 – Montreal, QC – Centre Bell

Wed Aug 23 – New York, NY – Madison Square Garden

Thu Aug 24 – New York, NY – Madison Square Garden

Wed Aug 30 – Boston, MA – TD Garden

Sat Sep 02 – Washington, DC – Capital One Arena

Tue Sep 05 – Atlanta, GA – State Farm Arena

Thu Sep 07 – Tampa, FL – Amalie Arena

Sat Sep 09 – Miami, FL – Miami-Dade Arena

Wed Sep 13 – Houston, TX – Toyota Center

Mon Sep 18 – Dallas, TX – American Airlines Center

Thu Sep 21 – Austin, TX – Moody Center ATX

Wed Sep 27 – Los Angeles, CA – Crypto.com Arena

Wed Oct 04 – San Francisco, CA – Chase Center

Sat Oct 07 – Las Vegas, NV – T-Mobile Arena

THE CELEBRATION TOUR EUROPE DATES: 

Sat Oct 14 – London, UK – The O2

Sat Oct 21 – Antwerp, BE – Sportpaleis

Wed. Oct. 25 – Copenhagen, DK – Royal Arena

Sat Oct 28 – Stockholm, SE – Tele2

Wed Nov 01 – Barcelona, ES – Palau Sant Jordi

Mon Nov 06 – Lisbon, PT – Altice Arena

Sun Nov 12 – Paris, FR – Accor Arena

Mon Nov 13 – Paris, FR – Accor Arena

Wed Nov 15 – Cologne, DE – Lanxess Arena

Thu Nov 23 – Milan, IT – Mediolanum Forum

Tue Nov 28 – Berlin, DE – Mercedes-Benz Arena

Fri Dec 1 – Amsterdam, NL – Ziggo Dome

ELOGIO AI MANESKIN PERCHE’ SONO VIVI

E’ uscito “Gossip” nuovo singolo e video dei Maneskin. Pezzo paraculo e accattivante con la cassa in quattro e il solito riff rock di immediato ascolto. 

.
Fin qui tutto bene ma musicalmente niente di nuovo. Il video però è di una qualità rara. Partecipano decine di attori molto selezionati nel cast, la fotografia è ottima, la regia non sbaglia una inquadratura, il montaggio è perfetto, il nudo mette insieme senso artistico alla David Lachapelle e un pizzico di trasgressione in stile Lady Gaga ai suoi esordi. Le linguacce si sprecano, ma stavolta si spalmano sul vetro risultando sgradevoli o in bocca a qualcuno che non ti aspetti, come ad esempio una suora lesbica.

Alla fine Damiano si mostra nudo ma senza alcun compiacimento, anzi sembra una satira su Fabrizio Corona che mostrava il pisello nel documentario su Silvio Berlusconi o sulla arcinota fotografia del nudo di Achille Bonito Oliva pubblicata negli anni ottanta sulla rivista Frigidaire; “Il critico d’arte è nudo davanti all’arte”.

maneskin

Ovviamente qui non si parla di arte ma di semplice e onesto rock’n’roll, ma quando esce un nuovo brano dei Maneskin il successivo dibattito sui social diventa persino compulsivo con la straordinaria partecipazione della categoria dei “babbioni”, termine che non amo ma molto esplicito. Categoria che si lancia in invettive e gap generazionali che sembrano appartenere al secolo precedente, quando i “babbioni” o i “sepolcri imbiancati” di allora, nati durante la guerra, storcevano il naso per la musica beat fatta dai giovani capelloni.

A questo proposito ho fatto un test su FB, con un post che elogiava il clip di “Gossip”. Si è scatenato subito un dibattito compulsivo con centinaia (dico centinaia) di commenti, al 90% fuori tema, dato che il mio post iniziale era riferito al video e non al repertorio musicale dei 4 musicisti romani. E’ un test che se avete voglia, potete fare anche voi secondo il vostro target di amicizie e followers di cui disponete. Sicuramente noterete come avrete già notato in passato, che si scatenerà un dibattito acceso con polemiche gratuite e inutili, che nessun altro gruppo o cantautore italiano vivente è in grado di provocare.

Questo cosa significa?

Che i Maneskin sono divisivi e “spaccano”, non nel significato abusato dai tutor di “X Factor”, ma perché spaccano letteralmente il pubblico in due. I ragazzi che li adorano e i babbioni che li detestano perché si sentono scippati del “loro” rock, che ritengono una categoria praticamente di natura museale, da conservare sottovetro o in una teca.

maneskin

Quindi da una parte ci sono giovani vivi e curiosi che vivono il loro tempo, dall’altra anziani rancorosi che invecchiano male perché nostalgici di un passato che non tornerà mai. “Il rock è roba nostra” ha scritto un noto musicista “anta”, di cui non rivelo il nome per rispetto della sua privacy. Dichiarazione imbarazzante da un punto di vista strettamente culturale ma interessante da un punto di vista sociologico e antropologico.

E allora permettetemi di fare un elogio ai Maneskin perché a differenza dei loro detrattori, sono vivi e spargono energia più di una centrale elettrica. Che siano eccellenti, discreti o mediocri musicisti importa meno. Conta invece che qualsiasi cosa facciano, riescano ad ottenere consensi o disapprovazioni più di ogni altro.

Poi mi chiedo, che cos’è nostro e cosa non lo è?

In ambito rock, anche la mia generazione ha ascoltato schifezze inaudite, come il glam rock, fatto di riff suonati da dilettanti con tanto di lustrini e pailettes, fenomeni da circo che indossavano pitoni al collo esibendo teschi e forconi, chitarristi metal che facevano a gara per essere il chitarrista più veloce del West con assoli onanisti, gentaglia come Gary Glitter che avrebbe dovuto cantare in miniera anziché in un disco, insomma un elenco quasi sterminato di robaccia discount. E’ anche questa la VOSTRA musica? Il VOSTRO rock? Spero proprio di no per voi.

Nel frattempo si avvicina l’anziano compleanno del Festival di Sanremo che ormai avendo più di settant’anni si muove solo con un badante che lo accompagna e lo cura (Amadeus). Ci sono giovani dell’ultim’ora, il più noto si chiama appunto Ultimo, e una schiera di vecchietti che non hanno attaccato l’ugola al chiodo, tra questi Al Bano, Gianni Morandi e persino I Cugini di Campagna. Tutti pronti per addormentare il Paese per una settimana intera.

Pare che per gli accrediti stampa, testate cartacee e digitali, radio, tv e blogger siano state inviate più di 700 richieste. Più di un G8 o di una conferenza tra i capi stato del mondo. Bene, questo è lo scenario, uno scenario di zombie intossicati dal pop generalista che adorano il Festival scrivendo poi persino le pagelle delle canzoni, come se fossero tutti dei prof che non sono, e contemporaneamente puntano il dito contro 4 ragazzi romani che fanno un onesto rock a livello internazionale riuscendo ad avere un successo che non ha alcun precedente storico nel rock italiano.

maneskin

Si dirà, non sempre quelli di successo sono i migliori. Grazie tanto, questo lo sappiamo, ma non è una buona scusa per denigrare i Maneskin ogni qual volta pubblicano un disco o un video. Poi se non vi piacciono affatto, perché vi attaccate sempre all’amo e state lì per ore a scrivere commenti su di loro? Non se ne capisce proprio il motivo, ma forse saranno i posteri e non i post, a rivelarcelo tra una decina di anni.

Ragazzi ve lo dico serenamente, non farò la fila per comprare un biglietto a un vostro concerto, né starò su TicketOne con la carta di credito in mano, ma sono contento che siate vivi e vegeti, il futuro è solo vostro.

Spero solo che quando avrete 50, 60 o 70 anni non starete a criticare la musica rock (ma ci sarà ancora poi?) rimpiangendo la vostra o quella che ascoltavate nel 2023. Nel frattempo potete anche rubare qualche idea ai Who, ma non rubate nulla ai babbioni di oggi. Grazie.

NOEL GALLAGHER’S HIGH FLYING BIRDS annunciano il nuovo album “COUNCIL SKIES”- Fuori il singolo “EASY NOW”

 I NOEL GALLAGHER’s HIGH FLYING BIRDS annunciano il nuovo album “COUNCIL SKIES” in uscita il 2 giugno 2023 per Sour Mash Records.
.

L’album è disponibile ora per il pre-order e sarà reperibile in digitale (anche nella versione Dolby Atmos) e nei formati CD, LP 180 gr contenente un’esclusiva versione acustica di “Pretty Boy” e LP Picture Disc. Saranno inoltre pubblicate in edizione deluxe limitata i formati Triplo LP e Doppio CD contenente i remix di Robert Smith dei The Cure e dei Pet Shop Boys e una splendida versione di “Live Forever – Radio 2 Session”.

La band, inoltre, pubblica oggi il nuovissimo singolo “EASY NOW”, tratto dal nuovo album in uscita, disponibile in digitale e per la rotazione radiofonica (qui per ascoltarlo).

Il brano segue il precedente ed acclamato singolo “Pretty Boy”, ovvero la prima anticipazione del disco. Infuso di psichedelia, “EASY NOW” è un crescendo emotivo che esplode con magnifici cori ed accordi di organo.

Il nuovo singolo, inoltre, è accompagnato dal videoclip ufficiale che vede la partecipazione di Milly Alcock, che recentemente ha interpretato il ruolo della principessa Rhaenyra Targaryen nella serie di successo HBO ed è stata nominata ai Critics Choice Awards, nonché vincitrice ai Golden Globes 2023 per “House of the Dragon”. Alla regia Colin Solal Cardo, vincitore di numerosi UK Music Video Awards. 

noel gallagher

Dall’evocativo titolo dell’album, alla copertina, ai testi stessi, il nuovo disco “COUNCIL SKIES” vede Noel Gallagher rivendicare il suo passato e rendere omaggio a Manchester, la sua città di origine.

L’album più vario e completo fino ad oggi – il quarto in studio del progetto solista di Noel – è un disco che rompe gli schemi ed è caratterizzato da grande profondità emotiva e libertà creativa.

“COUNCIL SKIES” è stato registrato presso i Lone Star Sound Recording Studios di Noel a Londra, mentre gli archi sono stati magistralmente incisi presso i leggendari Abbey Road Studios. Prodotto da Noel con il collaboratore di lunga data Paul “Strangeboy” Stacey, l’album contiene anche la partecipazione di Johnny Marr degli Smiths in tre tracce, incluso il recente singolo “Pretty Boy”.


 

A riguardo dell’album, Noel racconta“Sto tornando alle mie origini. Sognare ad occhi aperti, alzare gli occhi al cielo e chiedermi cosa potrebbe essere la vita… questo vale per me oggi come nei primi anni ’90. Quando stavo crescendo in condizioni di povertà e disoccupazione, la musica mi ha salvato… un po’ come “Top of the Pops” in TV ha svoltato il giovedì sera, ti immergevi in un mondo fantastico. È quello che penso dovrebbe fare la musica. Voglio che la mia musica elevi ed aiuti in qualche modo”. 

Il titolo “COUNCIL SKIES” deriva dal libro del venerato illustratore ed amico di Noel, ovvero l’artista Pete McKee.

La copertina dell’album, invece, è stata scattata dal famoso fotografo di Manchester Kevin Cummins. Al centro dell’immagine si nota la strumentazione live dei NOEL GALLAGHER’s HIGH FLYING BIRDS, posizionata proprio nel punto del Maine Road Football Stadium – ovvero la casa del Manchester City FC, tanto amato da Noel – che proprio quest’anno celebra 100 anni dalla sua costruzione.

Nell’artwork Cummins esprime perfettamente i temi del disco e cattura i luoghi che richiamano le origini di Noel, culminando con un’immagine sorprendente della stazione ferroviaria Piccadilly di Manchester che segna il momento in cui Noel ha lasciato la sua città natale per trasferirsi a Londra.

“COUNCIL SKIES” – TRACKLIST:

  1. I’m Not Giving Up Tonight
  2. Pretty Boy
  3. Dead To The World
  4. Open The Door, See What You Find
  5. Trying To Find A World That’s Been And Gone
  6. Easy Now
  7. Council Skies
  8. There She Blows!
  9. Love Is A Rich Man
  10. Think Of A Number
  11. Bonus Track – We’re Gonna Get There In The End

“COUNCIL SKIES” – DELUXE ALBUM TRACKLIST:

 Disc 1:

  1. I’m Not Giving Up Tonight
  2. Pretty Boy
  3. Dead To The World
  4. Open The Door, See What You Find
  5. Trying To Find A World That’s Been And Gone
  6. Easy Now
  7. Council Skies
  8. There She Blows!
  9. Love Is A Rich Man
  10. Think Of A Number

Disc 2:

  1. Don’t Stop…
  2. We’re Gonna Get There In The End
  3. Mind Games
  4. Pretty Boy (Instrumental)
  5. Dead To The World (Instrumental)
  6. Council Skies (Instrumental)
  7. Think Of A Number (Instrumental)
  8. I’m Not Giving Up Tonight (David Holmes Remix)
  9. Think Of A Number (Pet Shop Boys Magic Eye 12” Remix)
  10. Pretty Boy (Robert Smith Remix)
  11. Council Skies (The Reflex Revision)
  12. Flying On The Ground (Radio 2 Session, 08.09.21)
  13. You Ain’t Goin’ Nowhere (Radio 2 Session, 08.09.21)
  14. Live Forever (Radio 2 Session, 08.09.21)

Il precedente album in studio dei NOEL GALLAGHER’S HIGH FLYING BIRDS intitolato “Who Built The Moon?” è stato pubblicato nel 2017 e ha subito raggiunto il #1 nella classifica ufficiale degli album in UK. A questo sono seguiti tre EP acclamati dalla critica.

Nel giugno 2021 è uscito poi “Back The Way We Came: Vol 1 (2011-2021)”, la raccolta “best of” celebrativa dei 10 anni di carriera dei NOEL GALLAGHER’S HIGH FLYING BIRDS. Il progetto è stato il quarto album della band consecutivo al #1 e il 12° album al #1 nella prolifica carriera di Noel.

La scorsa estate i NOEL GALLAGHER’S HIGH FLYING BIRDS sono stati in giro per il Regno Unito in tour, culminato con un epico set sul Pyramid Stage di Glastonbury.

 

Annunciati inoltre i primi headline shows dell’estate 2023 nel Regno Unito.

Dettagli in seguito, biglietti disponibili qui: https://noelgallagher.lnk.to/Livepr

21 July, Buckinghamshire, PennFest

28 July, London, Crystal Palace Bowl

05 August, Saffron Waldon, Essex, Audley End

19 August, Monmouthshire, Caldicot Castle

20 August, Sedgefield, Country Durham, Hardwick Festival

26 August, Manchester, Wythenshawe Park

Jeff Beck, la chitarra perfetta

Il nostro mondo attuale, pieno di informazioni ed in continuo scambio, ci porta a perdere di vista la caducità della vita e la percezione del tempo che passa inesorabilmente. Nel caso di personaggi come Jeff Beck, che non ha certo avuto bisogno dei “social”, dei “followers” o dei “download” per occupare da quasi sessant’anni uno dei posti più importanti nel mondo della chitarra rock, la perdita ci coglie completamente impreparati.
.

Jeff c’è sempre stato e pareva che ci sarebbe stato sempre, punto di riferimento inarrivabile di generazioni di chitarristi, per una volta tutti d’accordo.

Perfettamente inutile cercare di classificare in un “genere” la sua musica, lui suonava alla Jeff Beck, era lui stesso il suo “genere musicale”, fatto innanzitutto di interpretazione: mai una nota gratuita, buttata là, non perfetta nel contesto e nel momento artistico.

Nessuna concessione a virtuosismi inutili, furbetterie banali, fraseggi dozzinali: lui ha subito intuito le possibilità espressive di uno strumento come la chitarra elettrica ed ha trascorso l’intera vita ad approfondirle, sempre al totale servizio del contenuto musicale, dell’emozione, della creazione e del sentimento.

Se fosse stato per lui il grande giro d’affari degli amplificatori e degli effetti per chitarra sarebbe andato in malora o forse non sarebbe mai esistito: è veramente un’impresa ardua cercare di riprodurre i colori della gamma espressiva con un pedaletto o con un “plug in”. Da che esiste l’insegnamento della musica i didatti non fanno che ripetere che “il suono sta nelle mani” e Jeff era l’implacabile conferma di questa enorme verità.

Girano tantissime testimonianze, illustri e ben attendibili, di episodi in cui il nostro abbia sfoderato il suo suono anche collegandosi ad un amplificatore qualsiasi trovato sul posto.

Una perfetta sinergia solo artistica tra un tocco personalissimo unito ad un senso delle dinamiche, del tempo, del respiro musicale e degli spazi connessi, collegato però ad un uso della distorsione, del feedback, del sustain, della leva e della manopola del volume, coadiuvati da una continua ricerca del pickup più espressivo, del manico migliore, in sostanza della chitarra perfetta.

Questo era Jeff Beck, ci lascia un vero patrimonio di musica, ma ci mancherà tantissimo.

Sanremo 2023: Pre-Ascolti della Stampa – Le Pagelle

Oggi la stampa ha potuto ascoltare in anteprima le canzoni che prenderanno parte alla prossima edizione del Festival di Sanremo che si terrà dal 7 all’11 febbraio dal Teatro Ariston e che andrà in onda, come sempre su Rai uno.
.

Di seguito le pagelle di FareMusic dei  28 brani in gara


Gianluca Grignani – “Quando ti manca il fiato” (Grignani/Melozzi)

Aprire gli ascolti col ritorno meritatissimo di Gianluca è davvero un piacere. Anche perché il brano è inaspettato, ben arrangiato da Enrico Melozzi, reduce dalle orchestrazioni con l’ultimo live di Niccolò Fabi. Grignani propone intelligentemente una ballad sul rapporto figlio/genitore che spiazza sicuramente. Forse non è abbastanza, ma siamo tutti con Gianluca.

VOTO 6.5

Colapesce e Dimartino – “Splash” (Urciullo/Di Martino)

Da Lorenzo e Antonino ci aspettiamo sempre grande qualità e una buona dose di furbizia. In questa “Splash” forse risalta più il testo che la musica, è un brano che al primo ascolto non decolla. Attacca la chitarra acustica per poi ritmare l’inciso, una furbata per spiazzare, ma rischia di essere un (“Splash”) buco nell’acqua.

VOTO 6-

Articolo 31 – “Un bel Viaggio” – (Aleotti, Abbate, Silvestri, Perrini, Colangelo)

J-Ax e Dj Jad tornano e il testo risulta essere lo scritto più lungo del festival. Poi ovviamente rappato diventa più digeribile e soprattutto ci ricorda gli Articolo 31 che si autocitano, ma sempre con la loro ironia e con quel pizzico di furbizia dato dalla preziosa penna di Daniele Silvestri. E’ il loro viaggio e ci portano con loro.

VOTO 6

Gianmaria – “Mostro” – (Volpato, Manilardi, Petrozzino, Filippelli, Centrella)

Da XFactor alla Vittoria nei Giovani, l’altissimo Gianmaria ci porta dritto verso un furbissimo ritornello che siamo sicuri piacerà ai più giovani ma soprattutto alle sue Followers. Un classico radiofonico.

VOTO 5.5

Anna Oxa – “Sali (Canto dell’Anima)” – (Ora – Bianconi – Kaballà – Zanotti)

Anna Oxa torna con un testo potente, scritto con Kaballà e Bianconi. “Arca dell’umanità andata a fondo, cuori puri mangiati dall’avidità”. Un messaggio forte per liberare la sua voce e farcela riascoltare. La sua prova vocale è sempre sublime ed estremamente sottile. Ma c’è il rischio che venga capita e captata solo dagli ascoltatori sensibili, con la giusta frequenza.

VOTO 7

Mr Rain – “Supereroi” – (Balardi – Vizzini – Abbate)

Mattia ha forse le carte per rappresentare l’innovazione di questo Sanremo, ha un testo d’amore davvero interessante e il brano Urban va ascoltato con attenzione. Al primo ascolto non vi prenderà, ma sono sicuro che “Supereroi” potrà piacere a molta gente.

VOTO 6.5

Rosa Chemical – “Made in Italy” – (Rocati – Antonacci – Simonetta – Inglese)

Ecco la versione di “Dove si Balla”, ma in stile Chemical. Funzionerà molto meno che la hit di Dargen, però la sua “Voglio morire da italiano” al festival della canzone italiana potrebbe bucare dopo una decina di ascolti del brano. Auguriamogli il meglio. Anche lui come Mr Rain è un bel personaggio. Certo…non basta essere stilosi per emergere, ci vuole tanta sostanza, e qui ne manca ancora parecchia.

VOTO 6+

Giorgia – “Parole dette Male” – (Bianco – Roccati – Dagani – Fracchiolla)

Le aspettative su Giorgia sono ovviamente alte. La sua è tra le voci migliori che esistano e ci ha abituato veramente bene. La voglia era di risentire uno di quei suoi brani anni 90 dove ci faceva emozionare grazie ai giri armonici di un “Di Sole e d’Azzurro”, ma qui purtroppo manca il guizzo. Anche se lei canta magicamente non riesce a portarci in alto le emozioni. Peccato per la sua scelta musicale che non aggiungerà nulla di più al suo importante repertorio di successi.

VOTO 6 al brano – 9 alla Voce

LDA – “Se poi Domani” – (D’Alessio – Caiazza)

Il linguaggio di Luca, figlio di Gigi, è molto particolare. Non è un rapper convenzionale, ma si sente nell’anima la sua anima neomelodica proprio per come riesce a comunicare i suoi “Ti Amo” attraverso il suo modus. Detto questo il brano in sé è musicalmente banale e dimenticabile, per cui non ci lascia troppo ricordo.

VOTO 5

Lazza – “Cenere” – (Lazzarini – Petrella – Faini)

Con Jacopo finalmente alziamo di un po’ l’asticella. Questo è un trio vincente, ovvero Lazza, Petrella e Dardust che ci trasporta verso un brano d’amore tormentato in cui la sofferenza porta ad aver vissuto un paio di inferni alla volta, con parole calde e fredde che si contrastano fino ad essere spazzate via e diventare Cenere.

VOTO 6/7

Ariete – “Mare di Guai” – (Del Giaccio – Calcutta – Faini – Centrella)

Una graziosa ballad sulla solitudine, impreziosita da autori interessanti tra cui il talentuoso Calcutta, finalmente al suo ritorno. Un testo volutamente ingenuo al passo col linguaggio grazioso dei giovani d’oggi. Talmente ruffiano che funzionerà.

VOTO 6.5

Sethu – “Cause Perse” – (M.De Lauri – G.De Lauri)

Il Savonese Marco, in arte Sethu, picchia con un bpm potente che purtroppo risulta ridondante e a tratti noiosamente urban. Non si capisce molto bene dove si voglia andare a parare, ad ogni modo il ragazzo è intenso, si impegna, ha un look particolare ed è tanto giovane, troppo acerbo per un accesso tra i BIG.

VOTO 4.5

Tananai – “Tango” – (Ramusino – Antonacci – Raina – Simonetta)

Sono anni ormai che parlo, intervisto e scrivo di Alberto come un ragazzo di grande talento e genialità, su come realizza i suoi brani, i suoi video, le sue produzioni, tutte autoprodotte, con sempre lo stesso team di amici. Ora si sta godendo il suo meritato successo, ed è il suo anno da Big di Sanremo con una Ballad melodica in pieno stile Sanremese. Ha la ricetta giusta, ha la faccia giusta e ci presenta la sua seconda canzone d’amore dopo “Abissale”, ma incentrata su un suo “Tango” che ama nel giorno più odiato della settimana, il lunedì.

VOTO 7

Levante – “Vivo” – (C. Lagonà)

Levante è irriverente, sensuale ed invadente nel modo con cui ci canta questo pezzo. “Vivo un sogno Erotico, la gioia del mio corpo è un atto magico”. Ecco questa è una frase che col suo look potrebbe rappresentare uno dei momenti di tendenza di questo festival. Forse la ripete un po’ troppo, ma se vuol farla entrare incessantemente…è l’unico modo.

VOTO 6/7

Leo Gassmann – “Terzo Cuore” – (Zanotti – Gassmann – Pesenti – Paganelli)

Non si discute un pedigree. Questa volta Leo porta oltre alla sua bella faccia, anche un brano firmato dal leader dei Pinguini Tattici Nucleari, indubbiamente la band del momento. E il suo “Terzo Cuore” può piacere molto, l’inciso è incalzante e vincente; forse non andrà sul podio ma si avvicinerà molto. La sensazione è che piaccia in radio. Staremo a vedere.

VOTO 6/7

Modà – “Lasciami” – (Silvestre – Palmosi)

Il ritorno di Checco ci regala un buon inizio vocale, ben cantato e sentito. La protagonista però non è una donna, ma uno stato di malessere chiamato “Depressione”, una ballad in pieno stile Modà, senza arte ne parte. Dignitosa ma sicuramente niente di eccezionale per poter valere posizioni alte in classifica

VOTO 5

Marco Mengoni – “Due Vite” – (Petrella – Mengoni – Simonetta)

Eccolo qui il Pezzo Top. Assolutamente il brano che salirà sul podio.. e qui lo dico e non lo nego. Quei brani che al primo ascolto hanno tutti gli ingredienti per Sanremo, melodia, giro armonico e pelle d’oca automatica, voce splendida e arrangiamento dedicato alla vittoria. Testo molto bello scritto da Davide Petrella in cui quando non arriva la musica, se chiudiamo gli occhi… “La Luna Esploderà”. E’ così che si torna a Sanremo, quando si ha il PEZZO.

VOTO 9

Shari – “Egoista” – (Noioso – Salmo – Fenudi – Puddu)

Ritmo incalzante ma sempre con questo “Slang” a tratti ridondante che non si fa mai trovare troppo in alto. Tra gli autori abbiamo addirittura Salmo che impreziosisce il testo; ma la voce di Shari risulta sempre un po’ sul “Depressive” andante, esattamente come quando parla della birra che sa di Thè.

VOTO 4

Paola e Chiara – “Furore” (Iezzi – La Cava – Mercuri – Cremona – Grillotti – Maimone – Ettorre)

Mix e Remix a Sanremo ne abbiamo? Vamos subitissimo a Bailar. Il grande ritorno delle Sorelle Iezzi si sente a suon di “TUNZ TUNZ” ma di quelli belli, conditi da alcuni arpeggi glissati che ricordano un nuovo “Rondò Veneziano Dance” e ci lanciano l’immaginazione verso videoclip e coreografie non solo durante le esibizioni del festival ma soprattutto per la prossima estate.

VOTO 7.5

Cugini di Campagna – “Lettera 22” (Lucchesi – Mangiaracina – Gargiulo)

Testo del duo Rappresentaste di Lista su un amore che deve riconoscersi. Intro alla Dodi Battaglia stile “Pooh” ma con quel guizzo singhiozzo in grado di fare da ponte tra gli anni 80 ad oggi. Merito di Veronica e Dario che avranno spinto anche sui consigli di arrangiamento. Sono riusciti in un intento difficile, unire le sonorità dei cugini verso il loro Sound di tendenza, regalandoci un brano godibile e ballabile. Un po’ ripetitivo l’inciso “Non lasciarmi Solo”.

VOTO 6.5

Olly – “Polvere” (Olivieri – Lovito – Boverod)

“Su di me solo Polvere” è un incipit che potrebbe rivelarsi un gatto che si morde la coda, tra un Autotune che impasta le parole col fischio robotico (forse non serviva). Canzone d’amore in rima incalzante. Genovese doc, Olly è tra i sei di Sanremo Giovani. In questo brano forse si ripete troppo come la sua scorsa “L”Anima Bella” che gli è valsa il posto tra i Big. Ancora giovane per chiamarsi BIG.

VOTO 5

Ultimo – “Alba” – (N.Moriconi)

Ballad voce e pianoforte che incalza e si solleva in stile “Sei Bellissima”. Il suo timbro nei bassi è molto bello nelle strofe. Riuscirà a riprodurre lo stesso suono anche in Live? Ce lo auguriamo, ma sarà dura, perché il suo pezzo merita e andrà sicuramente ai vertici delle classifiche. Ho solo paura che arrivi secondo sotto Mengoni (e ci ricordiamo cosa successe quando vinse Mahmood). Aiuto.

VOTO 7

Madame – “Il Bene nel Male” – (Calearo – Sinigallia – Biasin)

Da Francesca ci si aspetta sempre un grande arrangiamento Tecno Dance, lei sempre molto attenta alla sua ritmica da Vegeta super saiyan. Il livello del brano è di una modernità internazionale, perfetto per un Eurovision. Questa volta meno criptica ma molto più nel mainstream. Salirà in alto, lei è furba e capace.

VOTO 7

Will – “Stupido” – (W.Busetti)

Non era un brano da “Big” già quello della sezione giovani, e nemmeno questo si conferma all’altezza. Passi l’arrangiamento ben realizzato, ma la voce è acerba e già sentita. Will tratta però il tema dell’Assenza che non è un tema facile. Vogliamo risentirlo con l’arrangiamento orchestrale. In bocca al lupo

VOTO 6.5

Mara Sattei – “Duemilaminuti” – (David – Mattei – Brun)

Il testo è di Damiano dei Maneskin e quindi un gran bel biglietto da visita. La canzone una ballad alla Marlena & Coraline per cui siamo certi che potrebbe raggiungere il podio. Mara è una vera sorpresa, ha una buona duttilità vocale, presenza scenica, e soprattutto canta un amore un po’ tossico, tutt’altro che facile, e poi col suo timbro riesce bene il mix di urban e pop. Mara potrebbe essere la sorpresa di questo Sanremo.

VOTO 7.5

Colla Zio – “Non mi va” – (Bernasconi – Manzoni – Malatesta – Arminio – Lamperti – Pesenti)

Finalmente qualcosa che sorprende fin da subito. Partono con voce in “Vocoder” e finalmente lasciano il posto a un testo divertente, ben eseguito, che si sente bene sulle consonanti, senza autotune e con un “Non voglio stare male” che resta. La band divertente ci mancava e ci lascia un po’ di respiro dopo 25 canzoni ascoltate tutte d’un fiato. Un Indie pop bello e interessante

VOTO 7

Coma Cose – “L’Addio” – (Zanardelli – Mesiano – Dal – Frigerio)

Fausto e Francesca sono sempre di grande “Tendenza”, e si sente già dal mix sonoro che hanno scelto per il loro “Sound”. Sono l’emblema del Pop Contemporaneo in stile Yin&Yang. Questa volta hanno dato un vestito più “Netto”  che Sanremo richiede. L’inciso è vincente ed è condito da un bellissimo Crash rullante. Ritorna la ringhiera ma la troviamo esattamente in area cuore, tornando dove si stava bene per ricordarsi come stare bene. L’addio non è una possibilità. Bravi

VOTO 7.5

Elodie – “Due” – (Di Patrizi – Abbate – Ettorre – Catitti)

Ormai siamo abituati agli ultimi anni di repertorio di Elodie. Questo brano si aggiunge al suo fashion style music, e ascoltando il suo ritmo non si può non provare ad immaginare la sua “Immagine”. Purtroppo o per fortuna anche in questo caso non basta la sola musica. Nel senso che diverte, è piacevole, ma non emoziona. E’ comunque un pop costruito con furbizia radiofonica e la bellezza di Elodie farà comunque incetta di Fans.

VOTO 6