Ultimi post

L’Odissea di Nolan, un trionfo al cinema e in libreria

Voto Utenti
[Total: 2 Average: 3.5]
 


L’Odissea è uno di quei film che ti ricorda perché il cinema è ancora un’esperienza unica. 

.
James Cameron per Avatar, con le sue innovative camere 3D, ci ha sempre consigliato di andare al cinema a godersi l’esperienza a meno che uno non abbia in casa un buon impianto audio/video.

Una passione che mi sono costruito nel tempo e devo dire che aveva ragione, le sale cinema con la giusta tecnologia rappresentano oggi una vera e propria occasione multisensoriale ed immersiva proprio come la tecnologia IMAX da 70mm utilizzata da Christopher Nolan. Ovviamente solo per un determinato tipo di Film (beninteso).

Una serata vissuta in primis con mio figlio e due miei storici amici, che amano come me Nolan, la vera qualità cinematografica a livello tecnologico e soprattutto gli attori del cast della serie, in primis Tom Holland e John Bernthal (per altro a breve nuovamente insieme in Spiderman Brand New Day).

Quasi tre ore che sembrano incredibilmente leggere; non fatevi fregare dalla fretta dell’inizio perché è assolutamente voluta e man mano che la storia si svolge, capisci che Nolan stava solo mettendo insieme i pezzi del Puzzle per immergersi completamente in questo viaggio epico.

Sala IMAX di Genova, per un film rigorosamente e visivamente impressionante con un cast di livello straordinario. Matt Damon offre una performance sublime da Odisseo, mentre Tom Holland, Anne Hathaway e Robert Pattinson brillano in un film in cui ogni personaggio ha uno scopo e un peso emotivo. Ma le vibrazioni emotive si fanno sentire anche grazie al “Sound Design” del premio oscar Ludwig Göransson che dopo i capolavori sonori di Tenet e Oppenheimer, ha scelto rigorosamente di evitare qualsiasi utilizzo di orchestra tradizionale ma solo ed esclusivamente strumenti dell’Antica Grecia. 35 Gong di bronzo, metalli di recupero e voci, dando vita a uno dei lavori più sperimentali della sua carriera. Colpendo muri, ringhiere, qualsiasi oggetto trovavano all’esterno: rottami metallici, perfino unità di condizionamento dell’aria.

odissea

Ogni polemica poi, o discussione, sul fatto che sia un film “woke” solo perché include Afro-descendenti o persone trans in ruoli di supporto, vengono completamente annientate dopo una prima visione. I loro personaggi non si sentono mai costretti ma semplicemente fanno parte di un mondo che appartiene interamente alla storia che Nolan vuole raccontare. Lupita Nyong’o in un doppio ruolo di Elena e della sorella gemella Clitemnestra ed Elliot Page nel ruolo di Sinone sono essenziali per lo svolgimento della storia.

Per un film che parla di colpa, redenzione, incertezza, promesse infrante e quel salto di fede che ti spinge avanti anche quando tutto sembra perso. Mostra anche in modo affascinante la mitologia greca, mostrando il rispetto e la paura che gli uomini hanno provato nei confronti dei loro dei e le conseguenze di sfidare la loro volontà. Anche se alcuni personaggi mitologici sono stati esclusi, penso che raggiunga uno dei migliori film cinematografici di questo universo.

Ma entriamo un po’ nel vivo di questa recensione ovvero precisando il fatto che per questo “adattamento” Nolan non deve adattarsi al Poema Omerico, ma piuttosto deve ispirarsi ad esso eventualmente e seguire una linea registica personale utilizzando le più alte tecnologie odierne. L’Odissea è stata tramandata dall’VIII al VI secolo A.C. e solo nel sesto secolo Omero ne scrisse il poema. Ora voi in due secoli non potete nemmeno immaginare quanto materiale possa venire storpiato o dimenticato e vi sono ancora persone che stanno a sindacare che essa non sia abbastanza affine ad Omero? Il Vangelo e i Veda sono stati interpretati da molti scrittori. Nolan ha il diritto di dire la sua ma soprattutto ha fatto quello che nessuno ha mai avuto il coraggio di fare. Riportando a galla un opera straordinaria e faticando non poco con le telecamere IMAX da 130kg trasportate e mosse dalla sua troupe tecnica per rendere al massimo sul grande schermo.

 

Nolan non vuole trascrivere nulla ma semplicemente ricantare come un narratore del ventunesimo secolo una storia epica che riguarda la nostra letteratura più atavica.

E questo film è tutto fuorché uno stravolgimento della trascrizione di Omero. Per la verità, nella mia esperienza, a me è sembrato proprio il contrario: l’unico modo possibile per continuare a far vivere, e sottolineo far vivere, questa immensa storia ancestrale. Questo film fa pensare a San Paolo, quando ammoniva che “la lettera uccide lo spirito”. La lettera è fissata, lo spirito è sempre in movimento, in mutamento. Nolan, invece di ripetere a pappagallo la lettera, ha preso l’Odissea e ne ha riportato qui e oggi lo spirito. Vivo e scalciante.

Un Ulisse nella posizione depressiva kleiniana, il viaggio dell’eroe junghiano. In questo Nolan si vede che ha studiato: perché tutto il percorso di Ulisse nell’Odissea è un percorso di elaborazione della colpa.

Un Ulisse nella posizione depressiva kleiniana: non più la colpa persecutoria, scissa, proiettata fuori di sé, ma la colpa sentita, riconosciuta, che diventa capacità di riparazione e di amare l’oggetto intero. E il viaggio dell’eroe junghiano: la discesa, la nekyia nell’Ade (momento bellissimo del film), l’incontro con l’Ombra e la sua integrazione, il ritorno trasformato. Non un viaggio geografico ma un viaggio nella psiche: l’individuazione.

Questo è il tema che ha occupato i greci per secoli: è l’umano che riflette su a cosa portano la non conoscenza di sé e la non padronanza degli istinti. La guerra. Omero raccontò perché comprendeva cosa la guerra, il tempo, la distanza e la perdita possano fare all’anima umana.

E poi un Agamennone spaventoso, pazzesco, che mai, neppure nell’Ade, toglie la sua Maschera e la sua armatura dal Design impressionante e maestoso. Una citazione di Darth Vader. La maschera è la sua incoscienza: abbracciare l’Ombra, il lato oscuro, senza riflessione su di sé e sulla colpa, senza coscienza. Pensate a Tersite (antieroe omerico e forse primo “socialista” dell’umanità), a come le persone normali erano turbate davanti all’archetipo dell’eroe ( il perturbante di Freud)  e a come venivano immaginati e percepiti “gli eroi”: in questo caso un eroe negativo. Passaggio opposto che fa invece Ulisse, che regge la colpa e il fare coscienza.

E Atena. Io l’ho letta così: non è un’Atena come la vivevano i greci. Diventa l’Io: fare coscienza. Infatti quando Ulisse elabora la colpa, Atena piange. È il lutto delle idealizzazioni e del crollo delle strutture difensive disfunzionali. Solo un Dio pianse: Dioniso per la morte di Ampelo. Atena piange perché non è più eteronomia, ma la coscienza di sé. È l’uomo che, prendendo su di sé la colpa e la responsabilità, uccide l’eteronomia.

Finale bellissimo sull’eroe che abdica al suo ruolo e può amare, e amare anche con speranza questa umanità che sta vivendo un tempo cupo. Ma tornerà l’alba. Meraviglioso.

Christopher Nolan dimostra ancora una volta perché è uno dei più importanti registi della nostra epoca. L’Odissea è un film spettacolare, emozionale e profondamente umano. Tutti ma davvero tutto dovrebbero prendere un po’ del proprio tempo e utilizzarlo per immergersi in questa pellicola.

Ma la mia gioia è sapere che le sale sono piene di giovani, e che nelle librerie l’Odissea di Omero è il titolo più richiesto. E nel primo weekend sono stati incassati 264 milioni di dollari con un budget di produzione del film di 250, il miglior debutto di sempre per un film di Nolan. Una pellicola che batterà parecchi record. E io quando nel mondo accadono queste cose…sono Felice.

GRAZIE CHRIS NOLAN

odissea

Facebook Comments

Latest Posts

I piu' letti

Resta in contatto

Per essere aggiornato con tutte le ultime notizie, offerte e annunci speciali.