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Un Rumore così grande

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di Nino Tristano Pirito
Quando Guido Maria Ferilli (compositore di “Un amore così grande“, “Rumore” etc.) arrivò a Milano, inizio anni Settanta, Giampiero Scussel mi costrinse ad andarmene dalla EMI (ma questa è altra storia che, forse, racconterò un’altra volta). Così cominciai a fare il… giornalista.


Abitavo in via della Legioni Romane da solo, visto che Peppo Del Conte, mio fraterno collega e sodale a “Discografia Internazionale”, aveva deciso di portare a Milano la famiglia. Quindi la nostra casa era diventata troppo piccola, e per me solo era troppo cara.

Ferilli aveva un contratto con la Philips Edizioni, dove, se non ricordo male, lavorava come promoter dei pezzi Mauro Crippa.  Io sparsi la voce che cercavo un coinquilino, e Ferilli, piccolo, nero e pieno di energia e di sole pugliese (Santa maria di Leuca), si disse interessato. Crippa, sponsorizzava l’accordo. Ma lo convinsi a fare uno scherzo a Guido, quello di “paventare” la mia omosessualità.

La voce fu sparsa e, da quel momento Ferilli si fece sospettoso, nicchiava, si ritraeva, non decideva… anche perché io, stronzo, avevo cominciato ad assumere, ogni giorno di più, atteggiamenti… equivoci (diciamo così). Fu una vera impresa convincerlo che si trattava di uno scherzo. Ma ci riuscimmo e lui venne ad abitare con me. La notte non mi faceva dormire. Lui se ne stava in soggiorno a suonare la chitarra, a comporre tutto il tempo, tra le altre cose come “Il bosco no” per Pappalardo, allora “Numero 1“.

Io la mattina dovevo alzarmi presto, perché, nel frattempo, il mai dimenticato Daniele Ionio mi aveva fatto assumere a “Settimana TV“, redazione nei pressi della stazione centrale. Pertanto mi lamentavo con Guido delle sue notti insonni che non finivano mai. Ferilli prometteva di smetterla ma non lo fece mai, e forse, per vendetta inconscia, mai mi chiese di scrivere un testo per un suo brano. E’ per questo che non mi propose né “Rumore” né “Un amore così grande“? Per non infastidirmi?

Quanto avrei voluto – visto come sono andate le cose – posso dirlo forte: “Guido, DOVEVI infastidirmi, non solo per farmeli sentire i tuoi pezzi, non solo farti ascoltare come cantante, azz!” Da qualche anno siamo di nuovo in contatto. Lui è ormai il “Maestro” Ferilli. E io? Io non sono un cazzo, come direbbe il Marchese del Grillo…e io mi fermo qui.

Il resto, se volete, chiedetelo a Lui, tornato a godersi fama e sole in Puglia, che aveva lasciato per fame e certo non per il sole.

P.S.: ma ‘sta storia interesserà a qualcuno? Boh

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