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Primo Maggio 2026: Roma fa il botto con un cast sbilanciato al femminile, il peso massimo Pelù e il peso piuma Delia

Dal peso massimo Piero Pelù, che porta sul palco la sua mitragliata di interventi antifascisti, al peso piuma Delia, che si autostronca sul nascere con la revisione impropria di “Bella ciao”: il Concertone di Roma 2026 torna a fare il botto, grazie anche a un cast con una prevalenza di artiste donne rispetto agli uomini che ha ribaltato la regola patriarcale tanto cara ai direttori artistici di Sanremo.

E se il Primo Maggio di Bologna continua a crescere, è l’Uno Maggio di Taranto che fa la differenza, rifiutando la leggerezza auspicata da Arisa, sempre presente e a suo agio su TeleMeloni. I palchi di Roma, Taranto e Bologna si uniscono ora in un unico piano d’ascolto, oltre il perimetro televisivo, da nord a sud, nella playlist Spotify creata da Hit Non Hit e intitolata 1MAGGIO26.

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Un’Italia in stato di grazia, dall’alto di TeleMeloni: tutto cresce, tutto migliora, tutto “mai come prima”. Ogni giorno è un annuncio di svolta epocale, ogni problema è trasformato in previsione ottimistica e le famiglie del bosco e i casi Garlasco sono una distrazione di massa. E comunque: il governo sta lavorando. Sempre. Anche nella giornata del Primo Maggio in cui si cambia piano. 

Siamo al piano terra di un’Italia che si riappropria del racconto, prigioniera dei casi Minetti, Venezi e Pitonessa, Giuli, Sangiuliano e Piantedosi, Delmastro, Bartolozzi, Nordio e Bau Bau, e vittima del caro vita: a salire è la benzina, il diesel, il costo delle bollette, l’inflazione che si presenta alla cassa; ma i salari più che “giusti” sono solo per la casta. 

Il lavoro, quando c’è, è precario. Non come eccezione, ma come condizione ormai stabile, raccontata spesso come flessibilità, adattamento, modernità. Lessico elastico per una realtà meno elastica. 

E così il Paese sopravvive sotto la narrazione. Ed è proprio in questo scarto — tra la narrazione dall’alto e la vita dal basso — che il Primo Maggio continua a fare ciò che raramente si concede altrove: spegnere il montaggio e mettere tutto in diretta, senza filtri e senza copione, in un’unica messa cantata dello stato di resistenza che ha già fatto saltare la favola con il no al referendum in difesa della nostra Costituzione antifascista. 

1 Maggio, in Italia, non è solo una data: è un dispositivo collettivo che ogni anno alza il volume del Paese. Una giornata in cui la musica prova a fare quello che la politica al comando evita: tenere insieme ciò che resta scoperto, come un vestito cucito addosso a una sola persona. 

È da qui che si infila il filo rosso che unisce tre città e tre modi diversi di raccontare lo stesso giorno: Roma, Taranto, Bologna. Tre sensibilità, tre cast televisivi e musicali che si sommano dentro lo stesso racconto. Un’Italia che da nord, centro e sud si ritrova a cantare sotto lo stesso palco e sotto la stessa bandiera. 

Roma è il centro che amplifica tutto, il grande contenitore dove il Concertone diventa tradizione televisiva, rito collettivo e palco nazionale insieme. Un cast che si scompone e si ricompone ogni anno, ma con la stessa ambizione: dare voce a un Paese che si riconosce nello stesso microfono. 

Taranto è il controcampo necessario. Il concerto “libero e pensante”, dove la musica non è solo festa ma anche attrito, memoria, presa di posizione. Qui il palco non è mai neutro: è un luogo che pesa, che insiste, tra lavoro, ambiente e realtà che non si lascia alleggerire.  

Bologna è un’altra traiettoria: meno istituzionale, più urbana, un Primo Maggio che tiene insieme musica e tessuto culturale senza bisogno di monumentalizzarsi.  

Tre città, tre palchi, tre modi di stare nello stesso giorno: uno nazionale, uno politico, uno culturale. Tutti dentro lo stesso 1° Maggio, che non li somma soltanto, ma li accorda. 

CONCERTONE 2026: I MESSAGGI DEGLI ARTISTI 

Il Concertone promosso da CGIL, CISL e UIL in Piazza San Giovanni in Laterano continua a muoversi su una linea sempre più pop e inclusiva, allargando il perimetro senza recidere la radice sindacale e civile. 

La conduzione 2026 è affidata ad Arisa, BigMama e Pierpaolo Spollon, con il supporto radio di Manila Nazzaro e Julian Borghesan. La diretta parte dal pomeriggio (dalle 15:15) e attraversa l’intera giornata fino a notte inoltrata tra Rai 3, RaiPlay e Rai Radio 2. 

Dentro un equilibrio sempre più televisivo si inserisce una delle prime frizioni negative di questa edizione, che ha come protagonista Arisa. Già la sua scelta appare un azzardo di troppo: una simpatizzante della Meloni alla conduzione finisce per snaturare l’evento, la goccia che fa inevitabilmente traboccare il vaso. Durante la conferenza stampa, Rosalba Pippa rivendica la necessità di “portare leggerezza”, evitando “pipponi allucinanti” che potrebbero allontanare il pubblico giovane e che — in realtà — finiscono solo per disturbare il Governo Meloni alle prese con la progressiva perdita di consenso e di tenuta di copione. Una dichiarazione fin troppo leggera che le viene giustamente risbattuta in faccia, con l’intervento — tra gli altri — di Pierpaolo Capovilla che sintetizza con un secco: “Analfabeti funzionali”. 

Se il Concertone diventa solo intrattenimento leggero, diventa il Battiti Live di Rai 3, perfetto per una conduttrice come Mara Venier; il che, visto l’andazzo, non è da escludere. Non una polemica isolata, ma un segnale di sbilanciamento strutturale. 

Non è un caso che Taranto abbia ereditato in modo diretto la valenza originaria del Primo Maggio: non c’è spazio per la leggerezza, ma solo per la pesantezza del pensiero e dei contenuti artistici, riportando la musica a una funzione pienamente politica e civile. 

A spingere sulla matrice storica del Concertone è invece il peso massimo Piero Pelù, che in un’intervista al Corriere della Sera coglie il punto: “Noi artisti contano zero, ma abbiamo ancora una voce e il coraggio di schierarci, un coraggio che ultimamente sta mancando a una grossa fetta di artisti”. 

Sul palco del Primo Maggio Pelù — che per i 40 anni di “17 Re” ricompone i Litfiba e riporta alla luce la title track allora esclusa, oggi potentemente attualizzata — traduce questa impostazione in una mitragliata di interventi politici: dalla memoria delle vittime del lavoro e delle catastrofi industriali, fino alla denuncia delle guerre e dei genocidi contemporanei, con un passaggio netto su Palestina e diritto internazionale: 

“A Chernobyl 40 anni fa esplose il reattore nucleare numero 4 della centrale atomica… 1057 soccorritori… almeno 47 morti per cancro alla tiroide… ancora oggi non si conosce il numero esatto delle vittime… 

Benito Mussolini… provocò una guerra da 80 milioni di morti… fu scoperto dai partigiani e fucilato… è un morto sul lavoro ma è un morto sanguinario e traditore… 

Nelle Americhe il genocidio dei pellerossa nativi, in Armenia il genocidio degli armeni, nei campi di sterminio il genocidio degli ebrei, dei rom, dei gay e degli oppositori… in Palestina il genocidio del popolo palestinese sotto i nostri occhi in tempo reale… 

Fanculo i colonialismi. Palestina libera!” 

Più morbidi ma sempre fuori dal recinto delle marchette promozionali diversi colleghi cantanti, a partire da Serena Brancale con la sua splendida versione di “Hasta siempre” dedicata a Che Guevara, omaggio politico esplicito: “Scegliamo sempre la pace, scegliamo l’amore. La resistenza per me diventa respiro. Hasta siempre”. Levante, con la scritta Mattarella che rielabora il logo rock dei Metallica: “Ricordiamoci perché siamo qui. Siamo qui per un lavoro dignitoso. Servono persone oneste, persone che sappiano riconoscere l’importanza della base della piramide”. 

Sayf, sulle note jazz di “Randa Baraonda”, strappa un mappamondo dalle mani di quattro potenti con la faccia di maiali e inveisce: “Questi litigano, rubano, ammazzano la gente… sti maiali”, poi lo lancia verso il pubblico: “È vostro! Il mondo è nostro!”. 

Emma Nolde, invece, adotta un registro più riflessivo, quasi programmatico: “La scienza continua a migliorare la bomba atomica, con la capacità di distruggere l’atmosfera… ci hanno detto che immaginare è infantile e sperare passivo, io credo invece che siano i verbi più importanti per costruire un presente diverso… se cantiamo insieme, anche senza grandi mezzi, una cosa è sicura: ci sentiranno”. 

Sulla stessa lunghezza d’onda Le Bambole di Pezza: “Insieme noi possiamo davvero cambiare le cose per un futuro migliore per tutti quanti”, e OKGiorgio: “Se tutti proviamo a dire qualcosa insieme, a volte si cambiano le cose manifestando, facendosi sentire”. 

Senza peli sulla lingua anche i più giovanissimi: Dutch Nazari (“Le parole di condanna vanno bene, ma alle nostre parole devono seguire fatti concreti. Palestina libera”), Rob (“I giovani sono stanchi di fare lavori di merda, di fare stage non retribuiti”), Senza Cri (“Credo nelle persone, nel lavoro di tutti e in un futuro fatto di umanità e sicurezza, perché siamo fallibili, ma non saremo mai sostituibili”), Stella, cantante della band Santamarea e prima artista transgender sul palco: “Per tutte le anime storte… per troppo tempo abbiamo pensato di doverci nascondere… adesso è il momento di fiorire”. 

Niccolò Fabi richiama invece alla responsabilità di chi usa le parole su un palco: “Le parole che usiamo possono essere detonatori di individualismo, approssimazione, violenza, così come amplificatori di sensibilità, di attenzione all’altro e di pace”. 

Ad accodarsi al richiamo, con canzoni nuove, alcuni degli artisti presenti. Riccardo Cocciante porta sul palco “Un uomo in armi”, brano contro la guerra che mette al centro la coscienza individuale di chi combatte. 

La Niña propone “Figlia d’a tempesta”, il suo inno contemporaneo femminista che rivendica identità e autodeterminazione, tra scrittura istintiva e radici popolari. 

Ermal Meta sceglie “Stella stellina”, rilettura di una filastrocca che diventa brano sulla perdita dell’innocenza e sui bambini dentro le guerre, tra memoria e inquietudine del presente. 

Nico Arezzo ha eseguito “Terapia d’urlo”, brano sulla condizione degli artisti emergenti, spesso chiamati a suonare senza retribuzione. 

Silvia Salemi porta “End of Silence”, un brano che rompe il silenzio sulla malattia — in particolare oncologica — e che si lega al periodo di mutismo che l’ha colpita a seguito della morte della sorella Laura, scomparsa a soli cinque anni; sul palco richiama anche il tema del lavoro dignitoso con una dichiarazione netta: “Che ci sia sempre un lavoro, un lavoro dignitoso e un lavoro col sorriso”. 

Dolcenera, con “My Love”, osserva la realtà come su un grande palcoscenico in cui la vita diventa spettacolo, mentre con “Ci vediamo a casa” riporta al centro il tema del diritto alla casa.

BigMama, con “Luca è gay”, ribalta il brano di Povia “Luca era gay”, trasformandolo in una risposta esplicita alle narrazioni correttive delle destre e in una dichiarazione pop di visibilità e autodeterminazione LGBTQ+. 

A farla fuori dal vaso invece Delia, che si atteggia a cantautrice impegnata e poi scivola in un’operazione goffa e politicamente miope: canta “Bella ciao” in versione karaoke censurando la parola “partigiano” e sostituendola con “essere umano”, rivendicato come termine inclusivo. Una scelta che richiama precedenti discussi — come quello di Laura Pausini — ma che qui assume un peso diverso perché interviene su un brano simbolo della Resistenza, svuotandolo del suo significato storico e trasformandolo in un esercizio superficiale di neutralizzazione. 

La reazione è immediata e trasversale: pubblico, giornalisti e addetti ai lavori contestano duramente l’esibizione, leggendo in quella modifica una banalizzazione — se non una vera e propria distorsione — di un patrimonio politico e culturale condiviso. Delia, però, lascia scivolare la polemica senza autocritica né scuse, dall’alto della sua ignoranza e presunzione.

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IL CAST SBILANCIATO SULLE DONNE FA BOOM 

Il colpaccio è il cast che il giovane direttore artistico Massimo Bonelli ha messo a segno. La composizione rompe la grammatica dei patriarchi della canzone italiana alla Carlo Conti: più donne che uomini alla riscossa, in una line-up che, al netto degli scivoloni, ridisegna davvero gli equilibri del palco. 

Si parte dalle voci in ascesa del contest 1MNEXT, che fotografa le nuove traiettorie dell’indie italiano — con la vincitrice Bambina, la più meritevole Cristiana Verardo e Cainero — per entrare progressivamente in una scena ampia: 

La Niña, Silvia Salemi, Dolcenera, Levante, Serena Brancale, Emma Nolde, Delia, Emma, Madame, Ditonellapiaga, Sissi, Roshelle, Casadilego, Francamente, Francesca Michielin, Angelica Bove, Maria Antonietta, insieme a Bambole di Pezza, Birthh, Rob, Lea Gavino, Senza Cri, Santamarea e le conduttrici Arisa e BigMama. 

Accanto a loro, una linea trasversale con i maschetti a fare da collante: 

oltre al ritorno simbolico dei Litfiba e a quello monumentale di Riccardo Cocciante, Niccolò Fabi, Ermal Meta, Nico Arezzo, Chiello, Dutch Nazari, Mobrici, Primogenito, Sayf, Geolier, Irama, Frah Quintale, Fulminacci, OkGiorgio, Pinguini Tattici Nucleari, Eddie Brock, Colombre, Rocco Hunt, Dardust con Davide Rossi, Paolo Belli, fino a collettivi e progetti ibridi come l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta. 

Una line-up con 28 artiste donne e 22 artisti uomini che ribalta le regole e segna il record storico di share con il 12,80% nella seconda parte del Concertone.

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LA PLAYLIST CHE UNISCE LE PIAZZE 

1MAGGIO26 è la playlist che attraversa l’Italia come fosse un unico grande palco diffuso. 

Concerto del Primo Maggio Roma
Uno Maggio Taranto Libero e Pensante
Primo Maggio Bologna 

Tre città, tre cast, tre identità.
Nord, centro e sud sullo stesso palco.
Lavoro, diritti, protesta. 

Un solo suono: la musica live italiana. 

ROMA 

Angelica Bove • Bambina • Bambole di Pezza • Birthh • Cainero • Casadilego • Chiello • Cristiana Verardo • Delia • Ditonellapiaga • Dolcenera • Dutch Nazari • Eddie Brock • Emma • Emma Nolde • Ermal Meta • Frah Quintale • Francamente • Francesca Michielin • Fulminacci • Geolier • Irama • La Niña • Levante • Litfiba • Maria Antonietta & Colombre • Ministri • Mobrici • Niccolò Fabi • Nico Arezzo • OkGiorgio • Paolo Belli • Pinguini Tattici Nucleari • Primogenito • Riccardo Cocciante • Rkomi • Rob • Rocco Hunt • Roshelle • Santamarea • Sayf • Senza Cri • Serena Brancale • Sissi 

Conduttori: Arisa • BigMama • Pierpaolo Spollon • Manila Nazzaro • Julian Borghesan 

Direzione artistica: Massimo Bonelli 

TARANTO 

Brunori Sas • Catu Diosis • Cigno • Canta Fino a Dieci • DJ Madkid & Moddi MC • Don Ciccio, Fido Guido & Mama Marjas • Gemitaiz • Giorgio Poi • Marco Castello • Margherita Vicario • Rekkiabilly • Rossana De Pace • SI!BOOM!VOILÁ • Subsonica 

Ospiti parlanti:
Francesca Albanese • Omar Barghouti • Tomaso Montanari • Maria Teresa D’Aprile • Ornella Tripaldi • Valerio Cecinati • Amnesty International Italia • Emergency • No TAV • ReCommon • Rete No RWM Sardegna • Sadra Valizadeh • Parisa Nazari • Eliana Aponte • Paolo Tangari • Lince 

Conduttori: Andrea Rivera • Martina Martorano • Maria Cristina Fraddosio • Serena Tarabini 

Direzione artistica: Diodato • Roy Paci • Valentina Petrini • Michele Riondino 

BOLOGNA 

Alex Fernet • Camelot Band • Effedi • Giancane • Januaria • Lauryyn • Liccia • Magenta#9 • Martina Attili • Matteo Greco • Murubutu + Moon Jazz Band • Nada • Pierdavide Carone • Prog18 • Raffaele Renda • The Wine Barrels • Unplugged Musique 

Conduttori: Flavia Ferraro • Claudio Succi 

Direzione artistica: ARCI Bologna 

Playlist su Spotify:

Metti “Mi piace” a HIT NON HIT (dalla musica pop al jazz) – BLOG & PRESS di Ugo Stomeo per non perdere analisi, curiosità e storie di stelle e canzoni 

Il Concertone è ancora giusto? – Analisi di quello che una volta era un evento alla vigilia della messa in onda su Rai3

Il Concertone del Primo Maggio 2026 conferma una trasformazione che ormai appare difficile da ignorare: da simbolo di protesta e partecipazione collettiva a evento sempre più allineato alle logiche dell’intrattenimento televisivo.

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Una volta era un evento dirompente dove trovavano spazio artisti lontani dalla scena televisiva, oggi si passa dal palco del Teatro Ariston al palco di Piazza San Giovanni in Laterano con una facilità che lascia perplessi. Sembra che si pensi all’evento televisivo come si pensa ai pacchi di Affari tuoi su Rai1.

Nell’ottica di questa trasformazione sembra quasi più trasgressiva una puntata di “Ok, il prezzo è giusto!” con Iva Zanicchi, almeno c’erano i meravigliosi arrangiamenti del maestro Augusto Martelli… In questa (tele)visione commerciale, anche la scelta dei conduttori: Pierpaolo Spollon (volto rassicurante della fiction di Rai1), Arisa (voce classica ma onnipresente presenza televisiva nell’ultima stagione) e BigMama (più personaggio televisivo che altro), racconta perfettamente questa… “evoluzione”! Se così vogliamo chiamarla.

Volti popolari, capaci di gestire il palco con leggerezza e ritmo, ma anche portatori di un approccio che sembra voler smussare qualsiasi spigolo, troppi spigoli. Le loro dichiarazioni vanno tutte nella stessa direzione: evitare i “pipponi”, non annoiare, rendere il tutto più accessibile. Una scelta comprensibile, forse inevitabile in un contesto mediatico che vive di attenzione e numeri, ma che finisce per ridefinire il senso stesso della manifestazione. Se i presentatori diventano “giullari di corte”, come suggerito con autoironia, allora il rischio è che anche il messaggio si trasformi in qualcosa di decorativo, più che incisivo.

In questo scenario si inserisce la critica durissima di Pierpaolo Capovilla, che non usa mezzi termini: parla di «analfabeti funzionali» e attacca frontalmente un sistema musicale che, a suo dire, ha perso profondità e autenticità. Le sue parole possono sembrare eccessive, provocatorie, ma colpiscono proprio perché intercettano una sensazione diffusa: quella di un evento che ha progressivamente perso la sua carica conflittuale.

Il punto non è tanto la qualità dei singoli artisti o dei conduttori, quanto il contesto generale. Tutto appare calibrato, controllato, privo di reali scosse. Anche quando si sfiorano temi sociali o politici, lo si fa in modo leggero, quasi timoroso, come se l’obiettivo fosse più quello di non disturbare che di stimolare una riflessione. La protesta diventa narrazione, la rabbia si fa intrattenimento.

E così il Concertone rischia di diventare una sorta di paradosso: celebra il lavoro e i diritti, ma lo fa con un linguaggio sempre più neutro, addomesticato. Dove una volta c’erano interventi scomodi e momenti imprevedibili, oggi troviamo una macchina perfettamente oliata, che scorre senza intoppi ma anche senza veri picchi emotivi.

Le parole dei conduttori sulla “leggerezza con profondità” suonano allora come un manifesto involontario di questa nuova fase: un equilibrio difficile, che spesso finisce per privilegiare la superficie rispetto alla sostanza.

E la stoccata di Capovilla, per quanto brutale, diventa quasi una lente attraverso cui leggere l’intero evento.

Alla fine, resta una domanda implicita: si può ancora parlare di concerto di protesta quando tutto è così armonizzato, così compatibile con il sistema che dovrebbe mettere in discussione? Forse sì, ma a patto di accettare che la protesta, oggi, abbia cambiato forma, diventa più digeribile, più televisiva, più leggera. Oppure, come suggerisce questa edizione, semplicemente più prevedibile!

John Legend in tour in Italia per quattro concerti

John Legend torna in Italia con uno spettacolo intimo e coinvolgente intitolato ‘A Night of Songs & Stories’, che ripercorre oltre vent’anni della sua carriera artistica, unendo musica e narrazione personale.

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Sono previsti quattro concerti nella prossima estate: l’artista si esibirà il 2 luglio a Roma, presso la cavea dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”; il 5 luglio parteciperà al Lucca Summer Festival; il 6 luglio sarà protagonista al Marostica Summer Festival Volksbank, a Marostica (Vicenza); infine, il 24 luglio si esibirà al Locus Festival di Ostuni (Brindisi).

Pensato come un viaggio attraverso oltre vent’anni di carriera, lo show propone versioni raccolte e suggestive dei brani che hanno segnato il percorso dell’artista – da All of Me a Ordinary People, fino a Tonight – intrecciate a storie personali, aneddoti e riflessioni che offrono uno sguardo inedito sulla sua vita artistica e umana.

John Legend

Vincitore di 13 Grammy Awards e membro del prestigioso club EGOTavendo conquistato anche un Oscar, un Golden Globe, un Tony Award e quattro Emmy Awards, John Legend è riconosciuto a livello globale come una delle figure più complete e influenti dello spettacolo contemporaneo. Un artista capace di muoversi con naturalezza tra musica, teatro, cinema e televisione, mantenendo sempre una forte identità autoriale.

Dal debutto con Get Lifted nel 2004 fino agli album più recenti, Legend ha costruito una discografia ampia e trasversale, confermandosi come una voce centrale del soul e del pop internazionale. Nel 2024 ha celebrato il ventennale del suo album di debutto con una versione digitale deluxe e un tour mondiale dedicato, riportando sul palco un repertorio che ha segnato un’intera generazione.

Eurovision Song Contest: Tutto Sold Out per l’edizione 2026 a Vienna

A Vienna da 70 Paesi del Mondo arrivano i Fan per la 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest. Tutto Sold Out. L’edizione 2026 dell’Eurovision, presentata da ORF e coordinata dall’EBU, si terrà alla Wiener Stadthalle di Vienna dall’11 al 16 maggio.

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Nel suo 70° anno, l’Eurovision Song Contest continua a unire il pubblico non solo in Europa, ma in tutto il mondo.

Martin Green CBE, Direttore dell’Eurovision Song Contest, ha dichiarato:
Ciò che rende l’Eurovision Song Contest così speciale è il modo in cui unisce le persone, unite dalla musica, e questi numeri lo dimostrano concretamente. Vedere fan provenienti da oltre 70 paesi – da tutta Europa e persino dalla Nuova Zelanda, dalle Americhe e oltre – è incredibile.
Ed è fantastico vedere così tanti acquirenti di biglietti dall’Asia, in vista dell’entusiasmante lancio dell’Eurovision Song Contest Asia a novembre. C’è una vera gioia nel sapere che persone da tutto il mondo si riuniranno a Vienna per celebrare la musica, la cultura e la connessione.
L’Eurovision Song Contest non viene solo guardato a livello globale, ma vissuto a livello globale, e quest’anno Vienna sarà davvero al centro di tutto questo.

Michael Krön, produttore esecutivo di ORF, ha aggiunto:

Accogliere a Vienna fan provenienti da oltre 70 paesi sottolinea la straordinaria portata e l’importanza duratura dell’Eurovision Song Contest.
Per noi, in qualità di emittente ospitante, è un onore e un privilegio che così tante persone da tutto il mondo desiderino vivere dal vivo questa edizione celebrativa.
Lavorando a stretto contatto con la città di Vienna e l’EBU, il nostro team si impegna a garantire una settimana dell’Eurovision ben organizzata, sicura e davvero memorabile per tutti i partecipanti.”

Norbert Kettner, CEO dell’Ente del Turismo di Vienna, ha dichiarato:

Vienna muove l’Europa e accoglie il mondo, e non c’è palcoscenico migliore per dimostrarlo della 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest. La città è sempre stata un luogo di dialogo, un luogo in cui il mondo si unisce attraverso la musica.
Per questa edizione celebrativa, la Wiener Stadthalle si trasformerà in un’arena festivaliera senza eguali, ma l’esperienza va ben oltre il palco.
Dall’Eurovision Village in Rathausplatz agli eventi culturali in tutta la città e alle proiezioni pubbliche, sarà una vera e propria esperienza da città ospitante che porterà l’Eurovision in ogni angolo di Vienna. Vienna ha qualcosa da offrire a tutti.

Vienna diventa il centro del mondo dell’Eurovision

Durante la settimana dell’Eurovision, Vienna si trasformerà in un punto d’incontro globale per gli appassionati di musica, con decine di migliaia di visitatori che arriveranno per assistere agli spettacoli dal vivo alla Wiener Stadthalle e immergersi nell’atmosfera che pervaderà tutta la città.

Dagli spettacoli dal vivo alle fan zone, dagli eventi culturali alle celebrazioni in tutta la capitale austriaca, la 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest promette di essere molto più di un semplice evento televisivo: è una celebrazione mondiale della musica, della diversità e della connessione.

Sono ancora disponibili alcuni biglietti per la produzione, messi in vendita di recente. I fan possono acquistare gli ultimi biglietti rimasti su oeticket.com.

La 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest, presentata da ORF e coordinata dall’EBU, si terrà alla Wiener Stadthalle di Vienna dall’11 al 16 maggio.

Per maggiori informazioni sugli spettacoli, sugli artisti e per le risorse per i media, visita eurovision.com

Foo Fighters e il nuovo album “Your favorite toy”

È stato pubblicato “Your Favorite Toy” (Roswell Records/RCA Records), il tanto atteso nuovo album dei Foo Fighters, la rinomata rock band capitanata da Dave Grohl e vincitrice di 15 Grammy Awards.

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Il disco è stato interamente registrato in sede domestica e co-prodotto dai Foo Fighters in collaborazione con Oliver Roman, con l’ingegneria del suono affidata a quest’ultimo e il mixaggio curato da Mark “Spike” Stent.

La formazione dei Foo Fighters comprende Dave Grohl, Nate Mendel, Pat Smear, Chris Shiflett, Rami Jaffee e Ilan Rubin.
“Your Favorite Toy” rappresenta il dodicesimo album in studio della band ed è disponibile in formato digitale, CD e vinile. Il rilascio segue la pubblicazione nei mesi scorsi di diversi singoli, tra cui “Caught In The Echo”, “Of All People” (accompagnato da un video ufficiale) e “Asking For A Friend”. Contestualmente all’album, è stato diffuso il nuovo videoclip di “Window”, sviluppato a partire da un concept originale di Dave Grohl e diretto da Jake Erland.

Tracklist – Your Favorite Toy

1. Caught in the Echo
2. Of All People
3. Window
4. Your Favorite Toy
5. If You Only Knew
6. Spit Shine
7. Unconditional
8. Child Actor
9. Amen, Caveman
10. Asking for a Friend

L’uscita di “Your Favorite Toy” coincide con l’avvio del “Take Cover World Tour” dei Foo Fighters, che, dopo la data sold out del 28 aprile presso la Total Mortgage Arena di Bridgeport, Connecticut, e le due partecipazioni da headliner ai festival statunitensi Welcome to Rockville e Bottlerock, raggiungerà l’Europa inaugurando il 10 giugno all’Unity Arena di Oslo.

Inoltre, i Foo Fighters porteranno il loro “Take Cover World Tour” in Italia per un’unica esibizione agli I-Days Milano Coca-Cola, prevista per domenica 5 luglio 2026 presso l’Ippodromo Snai La Maura. Ad aprire questo concerto saranno due gruppi molto apprezzati sia dal pubblico che dalla critica: gli Idles e i Fat Dog.

foo fighters

Serena Brancale, Levante e Delia insieme con il singolo “Al Mio Paese” – VIDEO

Serena Brancale firma un pezzo estivo con Levante e Delia, dal titolo Al mio paese, singolo che anticipa il nuovo album della cantautrice pugliese “SACRO”.

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Più che una semplice pubblicazione discografica, il brano rappresenta un punto di convergenza tra diverse identità artistiche, capace di anticipare le direttrici espressive dell’album SACRO della Brancale. Accanto a Serena Brancale si collocano Levante e Delia, tre artiste che instaurano un dialogo musicale complesso e articolato, distante da meccanismi esclusivamente collaborativi.

La loro collaborazione supera la mera formula del featuring: alla base di Al mio paese non vi è una collaborazione predefinita o organizzata in modo artificiale. Il brano prende forma come esito naturale dell’incontro di traiettorie artistiche differenti. Serena Brancale, Levante e Delia non si limitano a condividere una semplice traccia musicale, ma fondono visioni, sensibilità e approcci distinti alla musica.

Serena Brancale appone nel brano l’impronta della Puglia, caratterizzata da ritmo, presenza fisica e una marcata componente groove. Levante e Delia, entrambe connesse alla Sicilia, introdussero invece due tensioni distinte: da un lato una scrittura maggiormente narrativa, dall’altro un’espressività immediata e quasi viscerale. Il risultato non si limita a una semplice somma degli interventi, ma costruisce un equilibrio articolato, che rappresenta la principale sfida del progetto.

Di seguito si presenta il testo e l’interpretazione sottesa della canzone Al mio paese. Al termine dell’articolo è disponibile il videoclip ufficiale del brano.

serena brancale

Il testo del singolo “Al mio paese”

 Mi sento una Gitana per la strada
le notti in metropolitana
mi manchi ma domani torno a casa
e finalmente, sto con te

Incominciano le ferie
quando torno al mio paese
le madonne nelle chiese
quando torno al mio paese
con le luci sempre accese
quando torno al mio paese
le signore sulle sedie
quando torno al mio paese
tra le piazze sempre piene
quando torno al mio paese
per l’amore e per la fede
torni sempre al tuo paese
torni sempre al tuo paese

Carusi ca iuacanu n’menzu a na strata, sotto i palazzi del centro
in mezzo alla strada
gente che mangia, che beve, che piange
quando risente il suo accento
la storia è uguale
Sicilia e Calabria
da Bari fino a Sorrento
giri le case di tutti i parenti
perché se non vieni mi offendo
caru tutt’u munnu è paisi
ma il mio resta sempre al sud
guagliù quando scendi vuoi restare giù

Maria Rita che stende
le lenzuola che volano bianche sulle bancarelle
e non andiamo di fretta
mi manchi ma domani
torno a casa
e finalmente sto con te

Incominciano le ferie
quando torno al mio paese
le madonne nelle chiese
quando torno al mio paese
con le luci sempre accese
quando torno al mio paese
le signore sulle sedie
quando torno al mio paese
tra le piazze sempre piene
quando torno al mio paese
per l’amore e per la fede
torni sempre al tuo paese
torni sempre al tuo paese

Ciuri ciuri la vita che scorre
tra le luminarie mi accendo
Rosalia mi aspetta al bancone
mi bacia con gli occhi ridenti
santi patroni e devoti
fuochi nel cielo sui volti
l’aria di zucchero tutti respirano
stiamo qui ore e ore
danza l’estate sulla nostalgia
non vorrei andare più via

mi manchi ma domani
torno a casa
e finalmente sto con te

Incominciano le ferie
quando torno al mio paese
le madonne nelle chiese
quando torno al mio paese
con le luci sempre accese
quando torno al mio paese
le signore sulle sedie
quando torno al mio paese
tra le piazze sempre piene
quando torno al mio paese
per l’amore e per la fede
torni sempre al tuo paese
torni sempre al tuo paese
torni sempre al tuo paese

Uno Maggio Taranto 2026: Programma dell’evento, ospiti e raccolta fondi

 

Manca poco al concerto dell’Uno Maggio a Taranto, evento che dal 2013 unisce musica, impegno civile e partecipazione attiva sui temi del lavoro, della salute e dei diritti e che nasce dal basso per volontà del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti.

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La lineup di quest’anno dell’Uno Maggio Taranto al Parco Massimo Battista (Parco Archeologico delle Mura Greche) è la seguente:
Brunori Sas, Subsonica, Gemitaiz, Giorgio Poi, Margherita Vicario, Marco Castello, Si!Boom!Voilá!, Canta fino a dieci, Rossana De Pace, Catu Diosis, Cigno, Don Ciccio-Fido Guido-Mama Marjas, Madkid- Moddi e Rekkiabilly.

Ricordiamo che l’Uno Maggio Taranto è una manifestazione autofinanziata e organizzata grazie alle volontarie e ai volontari del Comitato che da anni si spendono per questo evento.

Come lo scorso anno, è in atto una raccolta fondi a cui stanno aderendo molti cittadini da tutta Italia: https://www.kickstarter.com/projects/unomaggiotaranto/uno-maggio-taranto-2026.

Sul palco la musica e le voci della società civile, tra cui Francesca Albanese, Amnesty International Italia, Eliana Aponte, Omar Barghouti, Valerio Cecinati, Emergency, Lince, Tomaso Montanari, Parisa Nazari, No Tav, Recommon, Rete No Rwm Sardegna, Sadra Valizadeh, Paolo Tangari e Maria Teresa Daprile – vedova dell’operaio Ilva Claudio Salamida, morto il 12 gennaio scorso – accompagnata dall’avvocata Ornella Tripaldi.

Un palco dal quale artisti, cittadini e attivisti lanciano un monito: “Restiamo Umani. La politica per migliorare le vite, rimuovere le ingiustizie” spiega il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti che organizza l’evento.

I conduttori saranno Maria Cristina Fraddosio, Martina Martorano, Andrea Rivera e Serena Tarabini.

La direzione artistica, come sempre, è di Antonio Diodato, Roy Paci, Michele Riondino e da quest’anno Valentina Petrini.

Il concerto-evento, attivo dal 2013, che coniuga musica, impegno civile e partecipazione attiva sui temi del lavoro, della salute e dei diritti, nasce su iniziativa del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti. Oggi, l’evento rappresenta uno dei momenti culturali e sociali più rilevanti a livello nazionale, in grado di integrare performance artistiche con una profonda riflessione collettiva, mantenendo al centro le istanze del territorio tarantino e stabilendo un collegamento con le principali crisi internazionali che stanno suscitando preoccupazione globale: da Cuba all’Iran e alla Palestina, nell’anno che segna il quindicesimo anniversario della morte dell’attivista Vittorio Arrigoni, assassinato nella Striscia di Gaza. La scelta del tema centrale per l’edizione 2026, “Restiamo umani”, si fonda su questa memoria.

Il messaggio evocato sottolinea l’urgenza di opporsi alle disuguaglianze e alle tensioni attuali attraverso la promozione dei diritti, della solidarietà e della dignità. La musica sarà protagonista grazie agli artisti che hanno scelto il palco di Taranto, con una line-up variegata e intergenerazionale, capace di abbracciare molteplici linguaggi: oltre ai già annunciati Gemitaiz, Giorgio Poi, Margherita Vicario e Marco Castello, si esibiranno anche Subsonica e Brunori Sas. Tra gli altri partecipanti, spiccano il collettivo Canta Fino a Dieci, focalizzato sulla scrittura e sulla condivisione artistica; Rossana De Pace, voce intensa della nuova canzone d’autore; Catu Diosis, producer, DJ e rapper originaria di Kampala (Uganda); il progetto Cigno, che affronta tematiche legate a capitalismo, disuguaglianze e conflitti; il dj e producer Madkid, noto per il suo stile eclettico nella scena black italiana, affiancato sul palco da Moddi, MC, campione di freestyle e membro del collettivo musicale Pooglia Tribe. I SI!BOOM!VOILÁ, collettivo alternativo italiano composto da N.A.I.P, Giulio Ragno Favero, Roberta Sammarelli, Giulia Formica e Davide La Sala, proporranno un mix di elettronica, noise e performance dal vivo. Inoltre, saranno presenti Don Ciccio, DJ e producer attivo nella scena reggae e hip hop italiana dagli anni ’90 nonché fondatore dell’etichetta Love University Records; Fido Guido, cantautore pugliese legato al reggae/dancehall e alla lingua dialettale tarantina; Mama Marjas, tra le voci più importanti del reggae italiano e delle sonorità afrocaraibiche; infine, i Rekkiabilly. Tale varietà di progetti riflette la ricchezza della scena musicale contemporanea.

In parallelo alla musica, come da consuetudine, il palco di Taranto ospiterà alcune tra le più autorevoli voci della società civile. Tra gli ospiti figurano Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati; Tomaso Montanari, storico dell’arte, rettore dell’Università per Stranieri di Siena e saggista, riconosciuto come uno dei maggiori intellettuali antifascisti in Italia.

Per la prima volta in Italia sarà presente Omar Barghouti, co-fondatore del movimento BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni), una campagna non violenta rivolta a sollecitare azioni civiche finalizzate a chiedere agli Stati di responsabilizzare Israele riguardo alle violazioni del diritto internazionale. Tale movimento annovera tra i suoi principali sostenitori anche Roger Waters. I temi inerenti al lavoro, ai diritti e alla sicurezza verranno trattati dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, che annuncia con orgoglio la partecipazione di Maria Teresa Daprile, vedova dell’operaio Ilva Claudio Salamida, deceduto all’interno dello stabilimento lo scorso 12 gennaio, accompagnata dalla sua avvocata Ornella Tripaldi. Saranno inoltre presenti organizzazioni come Amnesty International Italia, ReCommon, Rete No RWM Sardegna, Emergency, No TAV, insieme all’art researcher e documentarista iraniana Sadra Valizadeh e all’attivista Parisa Nazari, esponente del movimento Donna, vita e libertà. L’apertura dell’edizione vedrà l’intervento di due fotoreporter: la cubana Eliana Aponte di Reuters e il freelance Paolo Tangari, appena rientrato da Cuba. Particolare rilievo avranno anche i contenuti riguardanti il rapporto drammatico tra inquinamento e salute, con l’intervento del dottor Valerio Cecinati, fondatore del reparto di Oncoematologia Pediatrica presso il SS. Annunziata di Taranto.

Infine, sul palco di Uno Maggio Taranto 2026 risuonerà la voce dell’attivista Lince, promotore della Campagna “Lince-Occhi sugli abusi”, corredata dal manifesto realizzato da Zerocalcare.

Alla conduzione, come da tradizione consolidata, vi saranno Andrea Rivera, che ha contribuito sin dall’inizio con la sua riconoscibile satira; Martina Martorano, attiva da diverse edizioni, conduttrice di SAFARI su Rai Radio2 e consulente musicale di Propaganda Live, ormai figura centrale della direzione artistica della manifestazione; e la giornalista Serena Tarabini, anch’essa impegnata da anni nell’organizzazione, offrendo un contributo che trascende la semplice conduzione. Quest’anno si aggiunge la presenza della giornalista Maria Cristina Fraddosio, responsabile di alcuni degli interventi politici più rilevanti in scaletta. Per la prima volta a Taranto, la prospettiva filosofica sarà rappresentata da Maura Gancitano e Andrea Colamedici, fondatori di Tlon, che realizzeranno una maratona sui propri canali social per raccontare a tutta Italia l’edizione 2026, inclusi interviste esclusive dal backstage di Uno Maggio Taranto.

Precederà il concerto una tavola rotonda, moderata da Maria Cristina Fraddosio, durante la quale ospiti politici incontreranno la cittadinanza. Come ogni anno, Riccardo Noury presenterà il rapporto annuale di Amnesty International. Questa assemblea pubblica rappresenta da sempre un importante momento di confronto e dialogo, confermandosi nel tempo come uno spazio cruciale di relazione civile.

Concerto del Primo Maggio di Roma: tutti gli artisti, i presentatori e il programma dell’evento

Cresce l’attesa per il Concerto del Primo Maggio di Roma, promosso da CGIL, CISL e UIL e organizzato da iCompany che torna come sempre in Piazza San Giovanni in Laterano per celebrare la Festa dei Lavoratori con una maratona di musica, impegno e spettacolo.
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Lo slogan scelto dai Sindacati per questo Primo Maggio 2026 è “LAVORO DIGNITOSO: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”, un appello forte a rimettere al centro il protagonismo del lavoro stabile, ben retribuito, contrattualizzato come leva essenziale di giustizia sociale e per governare in modo equo i cambiamenti in atto, generando coesione e crescita. 

L’evento sarà come sempre a libero accesso e sarà trasmesso in diretta su Rai 3, Rai Radio 2, Rainews.it e in onda su RaiPlay e Rai Italia. Sarà presentato da Arisa, BigMama e Pierpaolo Spollon. Dopo aver emozionato il pubblico lo scorso anno con la sua esibizione, Arisa, tra le voci più importanti del panorama musicale italiano, capace di reinterpretare il concetto stesso di musica e di spettacolo e di parlare a intere generazioni colorando di nuove sfumature il suo mondo artistico, torna sul palco del Concertone nell’inedita veste di presentatrice. BigMama si conferma per il terzo anno come presentatrice della giornata portando con sé la consueta energia contagiosa e la capacità di lanciare messaggi che fanno riflettere. Volto noto al grande pubblico grazie soprattutto alla serialità televisiva, Pierpaolo Spollon, è pronto a farsi conoscere in una nuova veste.

Anche quest’anno il Concertone, con la direzione artistica di Massimo Bonelli, mette al centro le performance, rigorosamente live, come strumento di racconto, rappresentando una festa e un momento di riflessione per immaginare il domani attraverso le voci di chi, con la propria musica, lo sta già costruendo. Il domani è ancora nostro è infatti il focus scelto dalla direzione artistica per dare voce alla contemporaneità attraverso la musica con un cast ampio e trasversale, capace di rappresentare sensibilità e percorsi artistici differenti, mettendo insieme nomi affermati e nuove voci della scena musicale italiana che guardano a un futuro pieno di possibilità.

primo maggio

Di seguito gli artisti (in ordine alfabetico): Angelica Bove, Bambole Di Pezza, Birthh, Casadilego, Chiello, Dardust con Davide Rossi, Delia, Ditonellapiaga, Dolcenera, Dutch Nazari, Eddie Brock, Emma, Emma Nolde, Ermal Meta, Frah Quintale, Francamente, Francesca Michielin, Fulminacci, Geolier, I Ministri, Irama, La Niña, Lea Gavino, Levante, Litfiba, Madame, Maria Antonietta e Colombre, Mobrici, Niccolò Fabi, Nico Arezzo, Okgiorgio, Orchestra Popolare La Notte Della Taranta, Paolo Belli, Pinguini Tattici Nucleari, Primogenito, Riccardo Cocciante, Rob, Rocco Hunt, Roshelle, Santamarea, Sayf, Senza Cri, Serena Brancale, Silvia Salemi, Sissi.

Opening (ore 13): Henna, Jeson, Lil Jolie, Svegliaginevra, Tigri da Soggiorno, Wepro.

A loro si aggiungono le 3 vincitrici del contest di iCompany dedicato ai progetti emergenti 1MNEXT: BambinaCainero e Cristiana Verardo.

Un mosaico sonoro e generazionale che il Primo Maggio di Roma, anno dopo anno, interpreta con un’identità riconoscibile e coerente, valorizzando la qualità delle proposte, l’attenzione ai linguaggi del presente e la capacità di intercettare i temi più urgenti della società contemporanea.

Giovedì 30 aprile andrà in onda in seconda serata su Rai 2 il docufilm “RISONANZA – Dietro al Primo Maggio di Roma” di Alfonso Bergamo, un ritratto allo stesso tempo intimo e corale del lavoro che c’è dietro il Concertone.

Su Rai 3 la diretta del day time comincia alle ore 15.15 e si conclude alle ore 19.00. Il prime time comincia alle 20.00 e si conclude alle 00.15.

Il Concerto verrà anche trasmesso integralmente in streaming sul sito web www.rainews.rai.it.

Il Giornale Radio Rai seguirà come sempre il Primo Maggio sia nella parte musicale che negli appuntamenti sindacali, con servizi e collegamenti nelle varie edizioni del GR, ma anche nei programmi di Rai Radio 1 per tutto l’arco della giornata, con l’inviata Marcella Sullo.

Sulla piattaforma RaiPlay il Concertone sarà integralmente visibile in diretta. Inoltre, le clip di tutte le esibizioni musicali, dei momenti più emozionanti e delle interviste realizzate nel backstage, saranno pubblicate in tempo reale.

Su RaiPlay Sound, oltre alla diretta radiofonica, sarà possibile riascoltare il Concertone on demand. Sulla piattaforma radio, inoltre, saranno presenti tantissimi contenuti Original e documentari a tema.

I canali social di Rai 3 e RaiPlay, invece, seguiranno l’evento con foto e video esclusivi per tutta la giornata.

 

Il Primo Maggio si ascolta, si guarda e si vive: anche quest’anno Rai Radio2 si conferma radio ufficiale del Concertone, accompagnando l’evento con una programmazione articolata in più momenti. Si parte dalle 14.30 alle 16.30 con il commento di Diletta Parlangeli e Vittorio Pettinato; dalle 16.30 alle 19.35 la conduzione passa a Manila Nazzaro e Julian Borghesan; mentre dalle 19.00 alle 19.35 è previsto il DJ set di Ema Stokholma, trasmesso in esclusiva su Radio2. Dopo il GR 2 delle 19.35, dalle 19.48 alle 00.15, la serata prosegue con il commento di Nicol Angelozzi e Gino Castaldo. Lo studio di Rai Radio 2, realizzato in collaborazione con SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, sarà allestito in una postazione esclusiva nel backstage di Piazza San Giovanni. La sinergia tra Rai Radio2 e SIAE si estende anche alla realizzazione di contenuti digital esclusivi per raccontare il Concertone dal palco e dietro le quinte.

Anche quest’anno il “Concerto del Primo Maggio” sarà veramente per tutti grazie a Rai Pubblica Utilità: per tutta la durata del Concerto, sulla pagina 777 di Televideo, saranno disponibili i sottotitoli realizzati in diretta dallo studio di Saxa Rubra; a partire dalle 20 l’audiodescrizione – attivabile sul canale audio dedicato – ed in streaming su RaiPlay, permetterà anche alle persone cieche di conoscere i dettagli legati alle luci, alla scenografia, agli abiti, ai movimenti di artisti e conduttori sul palco. Sempre a partire dalle 20, su RaiPlay inizierà la diretta accessibile con sottotitoli e LIS, realizzata dallo studio 2 di Via Teulada che ospiterà, ormai come di consueto, anche il pubblico. L’accessibilità in LIS verrà, infine, garantita anche in Piazza San Giovanni – sempre a partire dalle 20 – attraverso il rimando dell’immagine di interpreti e performer sui ledwall laterali del palco creando così la piena inclusione e partecipazione all’evento.

LADY GAGA & DOECHII: fuori il singolo e video di “RUNWAY”, tratto dalla colonna sonora del film “Il Diavolo veste Prada 2”

Lady Gaga, vincitrice di 16 premi GRAMMY® ed Emmy, e Doechii, vincitrice di 2 premi GRAMMY, hanno pubblicato il singolo e il videoclip di “Runway”, il primo brano musicale svelato dal prossimo film 20th Century Studios, “Il Diavolo veste Prada 2”.

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Il nuovo video — diretto da Parris Goebel — è ambientato in una stanza surreale piena di luci stroboscopiche. Le due superstar posano per le telecamere in una vasta gamma di look d’avanguardia.

Interpretata da Lady Gaga e Doechii, “Runway” è stata scritta da Bruno Mars, Jaylah Hickmon, Gaga, Andrew Watt, Henry Walter, Dernst “D’Mile” Emile II e Jayda Love, e prodotta da Bruno Mars, Andrew Watt, Cirkut e D’Mile.

La canzone segna la prima collaborazione tra Gaga e Doechii, che nutrono reciproco rispetto e ammirazione l’una per l’altra. L’anno scorso Doechii ha consegnato a Gaga l’Innovator Award agli iHeartRadio Music Awards, definendo Gaga “un’ancora di salvezza” e riflettendo sul suo impatto sui giovani fan queer di tutto il mondo. In una recente intervista con British Vogue, Gaga ha elogiato l’arte di Doechii, scrivendo: “Non capita spesso di vedere qualcuno che esordisce con una penna che sembra immediatamente leggendaria. Per me, Doechii è così”.

Il brano è perfetto per le passerelle: inizia con l’intro parlato “No matter what, you better strut”, mentre nell’outro Gaga canta: “You were born for the runway”.

lady gaga

Il Diavolo veste Prada 2

A quasi vent’anni dalle loro iconiche interpretazioni nei panni di Miranda, Andy, Emily e Nigel, Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci tornano nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway nel tanto atteso sequel del fenomeno del 2006 che ha segnato una generazione.

Il film riunisce il cast originale con il regista David Frankel e la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna, e introduce una serie di personaggi nuovi, tra cui Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu, Patrick Brammall, Caleb Hearon, Helen J. Shen e B.J. Novak. Tracie Thoms e Tibor Feldman riprendono i loro ruoli di “Lily” e “Irv” dal primo film.

Il Diavolo Veste Prada 2 è prodotto da Wendy Finerman, con Michael Bederman, Karen Rosenfelt e Aline Brosh McKenna come executive producer. Il film arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 29 aprile 2026. Per prenotare i biglietti è possibile accedere al sito https://www.thedevilwearsprada.it/, in continuo aggiornamento.

SARAH JANE MORRIS: il nuovo album “THE SISTERHOOD 2” e i concerti in Italia – VIDEO INTERVISTA

A maggio, Sarah Jane Morris sarà nuovamente in tour in Italia per presentare dal vivo i brani tratti dal suo ultimo album, “The Sisterhood 2”, scritto in collaborazione con Tony Rémy e pubblicato alcune settimane fa.

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A circa due anni dall’uscita di “The Sisterhood”, Sarah Jane Morris presenta un nuovo lavoro dedicato ad alcune delle figure femminili più influenti, amate e rivoluzionarie della musica: da Amy Winehouse a Sinéad O’Connor, includendo Tracy Chapman, Etta James, Patti Smith e Dolly Parton. In collaborazione con Tony Rémy, la musicista ha composto undici brani ispirati alle carriere di queste cantautrici che hanno aperto la strada alle artiste contemporanee.

Nei prossimi giorni, l’artista britannica si esibirà in Italia: venerdì 8 e sabato 9 maggio al Blue Note di Milano e il 22 maggio al Teatro Sperimentale di Pesaro.

Ricordiamo che la cantautrice Sarah Jane Morris è riconosciuta come una delle figure più eminenti nel panorama musicale internazionale. Oltre a vantare notorietà a livello globale, l’artista ha conseguito un significativo successo anche in Italia, aggiudicandosi la vittoria al Festival di Sanremo nel 1991 in coppia con Riccardo Cocciante.

Celebre per il suo duetto in Don’t Leave Me This Way con Jimmy Somerville, uno dei singoli più venduti dell’anno 1986, Sarah Jane Morris ha pubblicato il suo primo album da solista nel 1989 e ha accompagnato i Simply Red nelle tournée europee, riscontrando un notevole riscontro radiofonico con il brano Me and Mrs. Jones.

Nel corso della sua carriera, Sarah Jane Morris ha inciso sedici album da solista, inclusi numerosi lavori per l’etichetta Irma Records di Bologna, con cui mantiene un rapporto di profonda collaborazione artistica. Sarah Jane gestisce la propria etichetta discografica, Fallen Angel Records, pur considerando l’Italia come una seconda patria, data la vicinanza e il supporto ricevuti nel tempo.

 Sarah Jane

TRACKLIST “The Sisterhood 2”

1. Longing To Be Free (for Peggy Seeger)
2. Oh Mother My Mother (for Sinéad O’Connor)
3. I Can Hear Jesus Weeping (for Tracy Chapman)
4. The Edge Is Where the Magic Is Found (for Amy Winehouse)
5. Love Wit & Stardust (for Dolly Parton)
6. Always Both and Never (for Joan Baez)
7. Sweet Mama Raitt (for Bonnie Raitt)
8. Let Only Love Remain (for Joan Armatrading)
9. Crazy Angel (for Patti Smith)
10. Also Known As Etta James (for Etta James)
11. The Dignity of Love (for Janis Ian)

Video Intervista a Sarah Jane Morris: la cantautrice britannica ha illustrato la genesi del suo ultimo progetto discografico “The Sisterhood 2”.
Di Adrien Viglierchio per #FareMusic 

CLAUDIO BAGLIONI: DATE DEL “GRANDTOUR LA VITA È ADESSO”

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Claudio Baglioni torna nuovamente live nel 2026 con il GrandTour “La vita è adesso”.  Oltre quaranta tappe tra luoghi iconici italiani per celebrare uno degli album più amati di sempre, uscito nel 1985, raggiungendo record di vendite mai più raggiunti da nessuno.

Il cantautore ha annunciato il GrandTour “La vita è adesso”, una tournée ideata per trasformare ogni concerto in un’esperienza che unisce musica, arte e scenari suggestivi.

Il tour si dipanerà per tutta l’estate, da fine giugno fino a metà settembre, ispirandosi allo spirito originario dell’album, rinnovato e arricchito dalla presenza di un ampio ensemble di musicisti e coristi.

Claudio Baglioni

Le date ad oggi confermate sono queste:

  • 29-30 giugno 2026 Venezia, Piazza San Marco – Festival della Bellezza;
  • 2 luglio 2026 Villafranca(VR), Castello Scaligero;
  • 3 luglio 2026 Codroipo(UD), Villa Manin;
  • 4 luglio 2026 Marostica(VI), Piazza Castello;
  • 5 luglio 2026 Este(PD), Castello Carrarese;
  • 7 luglio 2026 Pistoia, Piazza Duomo;
  • 8 luglio 2026 Genova, Arena del Mare – Porto Antico;
  • 9 luglio 2026 Sordevolo(BI), Anfiteatro Giovanni Paolo II;
  • 11 luglio 2026 Cernobbio(CO), Villa Erba;
  • 13 luglio 2026 Bergamo, Fiera;
  • 15 luglio 2026 Spoleto, Piazza Duomo;
  • 16 luglio 2026 Firenze, Le Cascine – Prato delle Cornacchie;
  • 17 luglio 2026 Cattolica(RN), Arena della Regina;
  • 20-21 luglio 2026 Pompei(NA), Anfiteatro degli Scavi;
  • 23-24 luglio 2026 Siracusa, Teatro Greco;
  • 26-27 luglio 2026 Agrigento, Live Arena;
  • 28-29 luglio 2026 Palermo, Teatro di Verdura;
  • 31 luglio-1 agosto 2026 Taormina(ME), Teatro Antico;
  • 4 agosto 2026 Alghero(SS), Anfiteatro Ivan Graziani;
  • 5 agosto 2026 Cagliari, Fiera della Sardegna;
  • 16 agosto 2026 Castiglioncello(LI), Castello Pasquini;
  • 17 agosto 2026 Forte dei Marmi(LU), Villa Bertelli;
  • 19 agosto 2026 Termoli(CB), Arena del Mare;
  • 20 agosto 2026 Barletta (BAT), Fossato del Castello;
  • 21 agosto 2026 Fasano(BR), Parco Archeologico di Egnazia;
  • 22 agosto 2026 Apricena(FG), Cava dell’Erba;
  • 24 agosto 2026 Cirò Marina(KR), Arena Saracena;
  • 25 agosto 2026 Roccella Ionica(RC), Teatro al Castello;
  • 26 agosto 2026 Santa Maria del Cedro(CS), Arena dei Cedri;
  • 27 agosto 2026 Paestum(SA), Arena dei Templi;
  • 29 agosto 2026 Lanciano (CH), Parco delle Rose;
  • 1 settembre 2026 Parma, Parco Ducale;
  • 3 settembre 2026 Brescia, Piazza della Loggia;
  • 5 settembre 2026 Cervere (CN), Anfiteatro dell’Anima;
  • 6 settembre 2026 Vigevano (PV), Castello Sforzesco;
  • 9-10 settembre 2026 Macerata, Sferisterio;
  • 12-13 settembre 2026 CasertaReggia di Caserta– Piazza Carlo di Borbone;
  • 18 settembre 2026 Torino, Piazza San Carlo.

AFTERHOURS: annunciano “Quello che non c’è – tour 2027” per celebrare i 25 anni dell’album e i 40 anni di musica

Gli Afterhours tornano in tour nel 2027 per celebrare i 40 anni dall’uscita del loro primo 45 giri “My Bit Boy” (1987) che sancì l’esordio del gruppo e i 25 anni dell’album “Quello che non c’è” (2002), tassello fondamentale della storia della band milanese e della musica italiana.
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Il “QUELLO CHE NON C’E’ – TOUR 2027” porterà gli AFTERHOURS nelle principali città europee e italiane tra gennaio e febbraio per 15 appuntamenti live.
Biglietti disponibili da domani giovedì 23 aprile ore 10.00 su MC2Live.it, Vivaticket.com e circuiti autorizzati.

Pubblicato nel 2002, “Quello che non c’è” segue due dischi fondamentali – “Hai paura del buio?” e “Non è per sempre” – che avevano definito la traiettoria artistica della band e consolidato il progetto come una delle realtà più solide e riconoscibili del panorama alternativo nazionale. Con “Quello che non c’è”, gli AFTERHOURS compiono un ulteriore passo decisivo che li consacrerà definitivamente portandoli al centro della scena rock italiana.

Eravamo stanchi di urlare ritornelli simbolo, di mostrare una cinica ironia verso le realtà della vita che ci disgustano. Ironizzare sulle cose fa parte della cultura italiana, ma ormai non è più tempo per scherzare: bisogna prendere di petto la realtà dei fatti. Il mondo di oggi ci fa schifo e bisogna dirlo senza tanti sorrisi”, così Manuel Agnelli, con parole che suonano più attuali che mai, presentava all’epoca i 9 brani del disco, un album che spiazzò tutti, sia per i testi cupi e introspettivi sia per la parte musicale che lo ha reso un lavoro senza tempo.

A distanza di venticinque anni, i temi, le narrazioni e le atmosfere cardine di quel disco non hanno perso forza, ma anzi risuonano attualissime, se non più urgenti e riconoscibili. L’inquietudine esistenziale, il senso di disillusione, il rifiuto verso la realtà vuota e distorta: i nove brani sembrano parlare al presente e confrontarsi con il disagio contemporaneo. È proprio questa capacità di attraversare il tempo mantenendo intatta la sua carica emotiva e critica a rendere “Quello che non c’è” un’opera non solo significativa del suo momento storico, ma un riferimento ancora vivo, capace di dialogare con nuove generazioni.

Gli AFTERHOURS, che negli anni hanno mantenuto saldamente il loro ruolo centrale nel panorama musicale italiano consolidando, laddove ce ne fosse ancora bisogno, lo status di band iconica e il ruolo di leader del rock fatto in Italia, daranno il via al tour da Amsterdam per poi proseguire a Bruxelles, Londra, Parigi e Berlino, continuando per Nonantola (Mo), Zurigo, Brescia, Padova, Firenze, Vanaria Reale (To), Napoli, Cesena, Roma e chiudere nella loro Milano.

Dopo lo straordinario successo del tour di “Ballate Per Piccole Iene”, che lo scorso anno ha raccolto davanti agli AFTERHOURS oltre 100 mila spettatori in occasione dei festeggiamenti per i vent’anni dell’album, la formazione vedrà, affianco al frontman Manuel Agnelli (voce, chitarra), Andrea Viti (basso), Dario Ciffo (violino, chitarra), Giorgio Prette (batteria) e Giacomo Rossetti (polistrumentista).

Questo il calendario di “QUELLO CHE NON C’E’ TOUR 2027

12 gennaio 2027 – Amsterdam, Melkweg
13 gennaio 2027 – Bruxelles, La Madeleine
15 gennaio 2027 – Londra, Islington Assembly Hall
17 gennaio 2027 – Parigi, Bal Chavaux
19 gennaio 2027 – Berlino, SO36          
22 gennaio 2027 – Nonantola (Mo), Vox Club
26 gennaio 2027 – Zurigo, Volkshaus
29 gennaio 2027 – Brescia, Teatro Clerici
30 gennaio 2027 – Padova, Gran Teatro Geox
02 febbraio 2027 – Firenze, Teatro Cartiere Carrara
05 febbraio 2027 – Venaria Reale (TO), Teatro della Concordia
11 febbraio 2027 – Napoli, Casa della Musica 
13 febbraio 2027 – Cesena, Pala BCC Romagnolo
17 febbraio 2027 – Roma, Atlantico
24 febbraio 2027 – Milano, Alcatraz

Radio partner del tour è Radio Capital
Tour prodotto e organizzato da MC2LIVE

Per informazioni https://mc2live.it/artista/afterhours/

Ripubblicato con brani inediti CREAM – WHEELS OF FIRE – Il doppio album della leggendaria band

Il 14 giugno 1968, i Cream pubblicarono il loro terzo album, Wheels of Fire, che racchiudeva in un doppio LP un disco in studio e un’incendiaria registrazione dal vivo, raggiungendo l’apice creativo di una delle band più influenti della storia della musica.

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Ventisei giorni dopo la band annunciò lo scioglimento. In quel momento l’album non era ancora uscito in UK, paese d’origine del trio. Sarebbero passate altre due settimane, lasciando i fan in tutto il mondo, allo stesso tempo storditi, eccitati e confusi.

Quasi 60 anni dopo, l’album viene ripubblicato  che elimina il processo Haeco-CSG usato per l’album nel 1968, che aveva in parte guastato l’immagine stereo originale.

Il processo Haeco-CSG era stato concepito per realizzare registrazioni stereo che fossero anche pienamente compatibili con apparecchiature di riproduzione mono. C’era però un effetto collaterale indesiderato: il processo CSG penalizzava, sfocandola, l’immagine stereo. L’utilizzo di nuovi software di elaborazione audio digitale durante il recente lavoro di re-mastering ha permesso di perfezionare il vecchio effetto Haeco-CSG.

Cream erano il power trio rock britannico per eccellenza, formatosi a Londra nel 1966 e considerato il primo supergruppo al mondo. La band era composta da tre virtuosi della scena musicale londinese: Jack Bruce al basso e voce solista, Eric Clapton alla chitarra e voce e Ginger Baker alla batteria e voce. I tre avevano già riscosso successo in altri gruppi di spicco come Yardbirds, John Mayall’s Bluesbreakers, Manfred Mann e Graham Bond Organisation.

I primi due album della band, Fresh Cream (1966) e Disraeli Gears (1967), furono successi immediati, con quest’ultimo album che raggiunse la top five su entrambe le sponde dell’Atlantico; ciò significava che le aspettative per Wheels Of Fire erano altissime. L’album fu pubblicato negli Stati Uniti dalla Atco il 14 giugno 1968, seguito dalla pubblicazione in UK per la Polydor il 9 agosto. Fu un successo immediato, raggiungendo il terzo posto in classifica nel Regno Unito e il primo in USA, Canada e Australia, diventando il primo doppio album al mondo a raggiungere il disco di platino. Tuttavia, il 10 luglio, la band annunciò lo scioglimento entro la fine dell’anno, adducendo come motivazione la mancanza di una direzione precisa della loro musica.

La nuova edizione super deluxe di Wheels Of Fire include i nastri reference originali realizzati dal produttore e polistrumentista Felix Pappalardi, che si credevano perduti per sempre, offrendo uno sguardo unico sull’evoluzione dei brani in studio.

Verso la metà degli anni ’60, Felix Pappalardi e sua moglie Gail affittarono un appartamento a McDougal Alley, nel Greenwich Village di New York, proprio dietro l’angolo di quelli che sarebbero poi diventati gli Electric Lady Studios. Quando la coppia si trasferì da quello spazio all’inizio degli anni ’70, lasciò centinaia di nastri a bobina sparsi in un sacchetto di plastica, un tesoro fortunatamente recuperato dalla donna che aveva affittato loro l’appartamento. In quel sacchetto c’erano decine di nastri, tra cui quelli degli Youngbloods, che Pappalardi aveva prodotto, così come parti fondamentali del suo lavoro con i Cream. Un collezionista, Kore Yoors venne a conoscenza dei nastri dei Cream circa vent’anni fa, li acquistò e li portò a Larry Yelen, produttore del documentario “Eric Clapton: Life in 12 Bars”, eminente storico di Clapton e produttore di materiale d’archivio per numerosi documentari musicali. Insieme al produttore Bill Levenson e all’A&R britannico Johnny Chandler, furono presi accordi per acquistare i nastri e includerli in questo progetto, che ha richiesto decenni di lavorazione.

Le session in studio con Pappalardi iniziarono nell’estate del 1967 agli IBC Studios di Londra, mesi prima dell’uscita di Disraeli Gears, e continuarono lo stesso anno a brevi intervalli negli Stati Uniti a settembre, ottobre e dicembre, concludendosi nella primavera del 1968. Il secondo disco dell’album includeva tre brani dal vivo dal Winterland Ballroom e uno dal Fillmore. Il secondo assolo di Clapton in Crossroads è entrato nella top 20 di diverse classifiche dei “migliori assoli di chitarra”.

Sebbene la band pubblicò poi un altro album, il breve GoodbyeWheels Of Fire del 1969 rappresenta l’apice creativo del gruppo e, insieme ai loro album precedenti, continua a ispirare nuove generazioni di musicisti con il passare degli anni

cream

CREAM – WHEELS OF FIRE

5 CD SUPER DELUXE EDITION

 

CREAM

 

JACK BRUCE

Lead vocals, bass guitar, cello, harmonica, calliope, acoustic guitar, recorder

 

ERIC CLAPTON 

Guitar and vocals

 

GINGER BAKER

Drums, percussion, bells, glockenspiel, timpani, spoken word on “Pressed Rat And Warthog”

 

With “In The Studio” FELIX PAPPALARDI

viola, organ pedals, trumpet, tonette, Swiss hand bells

 

CD 1

WHEELS OF FIRE: IN THE STUDIO (2026 REMASTER)

1968 Originally Released CSG Encoded Version

 

1 WHITE ROOM  4:59

2 SITTING ON TOP OF THE WORLD  4:59

3 PASSING THE TIME  4:33

4 AS YOU SAID  4:22

5 PRESSED RAT AND WARTHOG  3:15

6 POLITICIAN  4:14

7 THOSE WERE THE DAYS  2:55

8 BORN UNDER A BAD SIGN  3:11

9 DESERTED CITIES OF THE HEART  3:42

 

WHEELS OF FIRE: IN THE STUDIO (PHASE CORRECTED 2026 REMASTER)

Previously Unreleased Phase Corrected (de-CSG’d) Version

 

A special, newly remastered stereo version of the 9-track studio portion of WHEELS OF FIRE. Originally released in 1968 utilising CSG-processed recordings, this newly remastered, de-CSG’d version now presents the album phase-corrected, with more detail and a crisp soundstage.

 

10 WHITE ROOM  4:59 +

11 SITTING ON TOP OF THE WORLD  4:59 +

12 PASSING THE TIME  4:32 +

13 AS YOU SAID  4:22 +

14 PRESSED RAT AND WARTHOG  3:15 +

15 POLITICIAN  4:14 +

16 THOSE WERE THE DAYS  2:55 +

17 BORN UNDER A BAD SIGN  3:11 +

18 DESERTED CITIES OF THE HEART  3:40 +

 

CD 2

WHEELS OF FIRE: IN THE STUDIO (STEREO REFERENCE REELS)

Previously Unreleased Stereo Tapes

+ Previously Unreleased

 

1 WHITE ROOM  4:59 +

2 SITTING ON TOP OF THE WORLD  4:55 +

3 PASSING THE TIME (LONG VERSION)  5:50 +

4 AS YOU SAID  4:16 +

5 PRESSED RAT AND WARTHOG (WITH SPOKEN INTRO)  3:16 +

6 POLITICIAN  4:10 +

7 THOSE WERE THE DAYS  2:54 +

8 BORN UNDER A BAD SIGN  3:08 +

9 DESERTED CITIES OF THE HEART  3:36 +

 

WHEELS OF FIRE: IN THE STUDIO (MONO REFERENCE REELS)

Previously Unreleased Mono Tapes

+ Previously Unreleased

 

10 WHITE ROOM  4:59 +

11 SITTING ON TOP OF THE WORLD  4:57 +

12 PASSING THE TIME (LONG VERSION)  5:50 +

13 AS YOU SAID  4:18 +

14 PRESSED RAT AND WARTHOG (WITH SPOKEN INTRO)  3:15 +

15 POLITICIAN  4:11 +

16 THOSE WERE THE DAYS  2:54 +

17 BORN UNDER A BAD SIGN  3:10 +

18 DESERTED CITIES OF THE HEART  3:39 +

 

These newly remastered mono & stereo versions of the studio album, sourced from the late Cream producer Felix Pappalardi’s personal reference reels, have never been issued before.  Among the 9 stereo and 9 mono mixes are many alternate mixes.

 

CD 3

WHEELS OF FIRE: LIVE AT THE FILLMORE AUDITORIUM & WINTERLAND BALLROOM

(2026 REMASTER)

 

1 CROSSROADS  4:16

2 SPOONFUL 16:48

3 TRAINTIME 7:02

4 TOAD 16:16

 

CD 4

WHEELS OF FIRE: MORE LIVE AT THE FILLMORE AUDITORIUM & WINTERLAND BALLROOM (2026 REMASTER)

+ Previously Unreleased

 

1 N.S.U.  10:15

2 SLEEPY TIME TIME  6:51

3 ROLLIN’ AND TUMBLIN’  6:45

4 SWEET WINE  15:18

5 TALES OF BRAVE ULYSSES  4:45

6 WE’RE GOING WRONG  6:55  +

7 SUNSHINE OF YOUR LOVE  7:25

8 STEPPIN’ OUT  13:41

 

Features 8 additional tracks performed at the March 1968 concerts. Seven of the additional tracks were issued on LIVE CREAM in 1970 and LIVE CREAM VOLUME 2 in 1972. WE’RE GOING WRONG  has never been officially released before and was recorded on 10 March 1968 at Winterland Ballroom.

 

CD 5

WHEELS OF FIRE: RARITIES (2026 REMASTER)

Early Versions, Alternate Mixes, Single Versions and Live Recordings

+ Previously Unreleased

 

1 WHITE ROOM (STEREO US SINGLE EDIT)  3:05

2 SITTING ON TOP OF THE WORLD (ALTERNATE STEREO MIX)  4:57 +

3 PASSING THE TIME (ALTERNATE LONG STEREO MIX)  5:51 +

4 AS YOU SAID (ALTERNATE STEREO MIX)  4:19 +

5 PRESSED RAT AND WARTHOG (ALTERNATE STEREO MIX)  3:10 +

6 POLITICIAN (ALTERNATE STEREO MIX)  4:11 +

7 ANYONE FOR TENNIS (STEREO SINGLE MIX)  2:39

8 WHITE ROOM (EARLY VERSION MONO MIX)  4:29 +

9 DESERTED CITIES OF THE HEART (ROUGH MONO MIX / NO STRINGS)  3:37 +

10 PRESSED RAT AND WARTHOG (ALTERNATE MONO MIX)  3:14 +

11 AS YOU SAID (ALTERNATE MONO MIX)  4:21 +

12 ANYONE FOR TENNIS (MONO SINGLE MIX)  2:39

13 CROSSROADS (MONO SINGLE VERSION)  4:16

14 N.S.U. (recorded 9 March 1968 at Winterland Ballroom)  12:38

15 SUNSHINE OF YOUR LOVE (recorded 7 March 1968 at The Fillmore Auditorium)  6:58

 

A newly compiled RARITIES collection featuring 15 rare recordings (9 unreleased) of early versions, alternate mixes and single versions. Highlights of this collection are WHITE ROOM (EARLY VERSION MONO MIX), DESERTED CITIES OF THE HEART (MONO ROUGH MIX / NO STRINGS), CROSSROADS (MONO SINGLE VERSION), as well as 7 other alternate stereo and mono mixes, 3 single versions and 2 rare live recordings.

 

The 5CD box includes a hardcover book featuring sleeve notes by Jim Faber and photographs of Cream from that period. The CDs are housed in a gatefold sleeve, and together with the book, they are enclosed within a 10”x10” rigid slipcase with a silver lamination finish.

 

CREAM

WHEELS OF FIRE (IN THE STUDIO)

2026 EXPANDED THREE LP EDITION

cream

LP 1

WHEELS OF FIRE: IN THE STUDIO

PHASE CORRECTED 2026 REMASTER

Previously unreleased Phase Corrected (de-CSG’d) Version

 

SIDE 1

1 WHITE ROOM 4:59

2 SITTING ON TOP OF THE WORLD 5:00

3 PASSING THE TIME 4:32

4 AS YOU SAID 4:22

 

Side 2

1 PRESSED RAT AND WARTHOG 3:15

2 POLITICIAN 4:14

3 THOSE WERE THE DAYS 2:55

4 BORN UNDER A BAD SIGN 3:11

5 DESERTED CITIES OF THE HEART 3:40

 

LP 2

WHEELS OF FIRE: IN THE STUDIO

MONO MIX REFERENCE REELS

Previously Unreleased Mono Mixes

+ Previously Unreleased

 

Side 3

1 WHITE ROOM (Mono Mix) 4:59 +

2 SITTING ON TOP OF THE WORLD (Mono Mix) 4:57 +

3 PASSING THE TIME (LONG VERSION) (Mono Mix) 5:50 +

4 AS YOU SAID (Mono Mix) 4:18 +

 

Side 4

1 PRESSED RAT AND WARTHOG (WITH SPOKEN INTRO)  (Mono Mix) 3:15 +

2 POLITICIAN (Mono Mix) 4:11 +

3 THOSE WERE THE DAYS (Mono Mix) 2:54 +

4 BORN UNDER A BAD SIGN (Mono Mix) 3:10 +

5 DESERTED CITIES OF THE HEART (Mono Mix) 3:39 +

 

LP 3

WHEELS OF FIRE: IN THE STUDIO

RARITIES

Early Versions, Alternate Mixes and Single Versions

+ Previously unreleased

 

Side 5

1 WHITE ROOM (STEREO US SINGLE EDIT) 3:05

2 SITTING ON TOP OF THE WORLD (ALTERNATE STEREO MIX) 4:57 +

3 PASSING THE TIME  (ALTERNATE LONG STEREO MIX ) 5:51 +

4 AS YOU SAID (ALTERNATE STEREO MIX) 4:19 +

5 POLITICIAN (ALTERNATE STEREO MIX)  4:11  +

6 ANYONE FOR TENNIS (STEREO SINGLE VERSION)   2:39

 

Side 6

1 WHITE ROOM (EARLY VERSION MONO MIX) 4:29  +

2 DESERTED CITIES OF THE HEART (ROUGH MONO MIX / NO STRINGS) 3:37 +

3 PRESSED RAT AND WARTHOG  (ALTERNATE MONO MIX) 3:14 +

4 AS YOU SAID (ALTERNATE MONO MIX) 4:21 +

5 ANYONE FOR TENNIS (MONO SINGLE VERSION) 2:39

 

180g black vinyl release in a gatefold sleeve, complete with a metallic Pantone finish.

È morto a 44 anni Taylor Kirk dei Timber Timbre

È deceduto a soli 44 anni il cantautore canadese Taylor Kirk, noto per il progetto Timber Timbre.

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La notizia è stata resa pubblica da persone a lui prossime tramite un breve comunicato che descrive la sua morte come “improvvisa”, senza tuttavia specificarne le cause.

Timber Timbre è nato principalmente quale progetto solista di Kirk; nel corso del tempo si sono uniti altri musicisti per tour e registrazioni, formando ensemble variabili e adattabili.

Come Timber Timbre, Kirk iniziò nella seconda metà degli anni Duemila con due album autoprodotti: Cedar Shakes (2006) e Medicinals (2007). Il terzo album, Timber Timbre (2009), fu quello che gli conferì notorietà: tra l’altro, il brano “Magic Arrow” fu inserito nelle colonne sonore di due serie televisive di grande successo in quegli anni, Breaking Bad e The Good Wife. Tra il 2011 e il 2023 pubblicò altri quattro album: Creep On Creepin’ On, Hot Dreams, Sincerely, Future Pollution e Lovage.

Fiorella Mannoia torna in Tour con “Fiorella canta Fabrizio e Ivano – Anime Salve”

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Anno 2026, Fiorella Mannoia ritorna sui palchi italiani con un progetto dal vivo assolutamente inedito e di grande intensità: “Fiorella canta Fabrizio e Ivano – Anime Salve”.
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Fabrizio De André e Ivano Fossati, raccontati dalla grandiosa interprete, un incontro con due giganti della canzone d’autore italiana.

Il tour inizierà il 27 giugno 2026 da Genova, città natale dei due cantautori.

Fiorella Mannoia racconterà sul palco un percorso attraverso i brani degli album Anime Salve di De Andrè, uscito nel 1996 e realizzato in stretta collaborazione proprio con Ivano Fossati e pescando qua e là tra i tantissimi capolavori dei due cantautori.

Le date del tour 2026 di Fiorella Mannoia sono:

  • Sabato 27 giugno – Genova – Porto Antico di Genova
  • Domenica 28 giugno – Genova – Porto Antico di Genova
  • Mercoledì 1’ luglio  – Trento – Piazza Fiera
  • Martedì 7 luglio – Marostica (Vicenza) – Piazza Castello
  • Giovedì 9 luglio – Cernobbio (Como) – Villa Erba ex Galoppatoio
  • Domenica 12 luglio – Piacenza – Palazzo Farnese
  • Martedì 14 luglio – Asti – Piazza Vittorio Alfieri
  • Mercoledì 15 luglio – Vigevano (Pavia) – Castello Visconteo Sforzesco
  • Martedì 21 luglio – Peccioli (Pisa) – Anfiteatro Fonte Mazzola
  • Giovedì 23 luglio – Palmanova (Udine) – Piazza Grande
  • Venerdì 24 luglio – Villafranca di Verona (Verona) – Castello Scaligero
  • Sabato 1’ agosto – Santa Margherita di Pula (Cagliari) – Forte Arena
  • Domenica 2 agosto – Alghero (Sassari) – Anfiteatro Ivan Graziani
  • Venerdì 7 agosto – Castiglioncello (Livorno) – Castello Pasquini
  • Domenica 9 agosto – Forte dei Marmi (Lucca) – Villa Bertelli
  • Lunedì 17 agosto – Sabaudia (Latina) – Arena del Mare BCC Roma
  • Mercoledì 19 agosto – Cirò Marina (Crotone) – Arena Saracena
  • Sabato 22 agosto – Messina – Arena Capo Peloro
  • Domenica 23 agosto – Catania – Villa Bellini
  • Mercoledì 26 agosto – San Pancrazio Salentino (Brindisi) – Forum Eventi
  • Giovedì 27 agosto – Barletta – Fossato del Castello
  • Sabato 29 agosto – Cattolica (Rimini) – Arena Della Regina
  • Domenica 30 agosto – Macerata – Arena Sferisterio
  • Mercoledì 2 settembre – Brescia – Piazza della Loggia
  • Venerdì 4 settembre – Roma – Auditorium Parco Della Musica
  • Sabato 5 settembre – Roma – Auditorium Parco Della Musica
  • Lunedì 7 settembre – Caserta – Reggia di Caserta
  • Martedì 6 ottobre – Jesolo (Venezia) – Palazzo del Turismo
  • Sabato 10 ottobre  – Ancona – Teatro delle Muse
  • Domenica 11 ottobre – Assisi – Teatro Lyrick
  • Lunedì 19 ottobre – Cremona – Teatro Ponchielli
  • Mercoledì 21 ottobre – Bologna – Teatro Europauditorium
  • Venerdì 30 ottobre – Mantova – PalaUnical Teatro
  • Lunedì 9 novembre – Palermo – Teatro Massimo
  • Mercoledì 11 novembre – Ragusa – Teatro Duemila
  • Martedì 17 novembre – Firenze – Teatro Verdi
  • Lunedì 30 novembre – Napoli – Teatro Augusteo

Opera Tour 2026 per la divina Patty Pravo

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Icona assoluta della canzone italiana, voce inconfondibile e personalità anticonformista, Patty Pravo ha attraversato generazioni, generi e mode, collaborando con alcuni tra i più grandi autori e mantenendo sempre uno sguardo aperto sul presente.

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Torna con Opera Tour, il nuovo progetto che accompagna l’uscita del suo prossimo album di inediti e che segna un nuovo capitolo di una carriera straordinaria, da oltre sessant’anni al centro della musica italiana.

Il tour prende il nome da Opera, il brano con cui l’artista partecipa alla 76ª edizione del Festival di Sanremo e che dà il titolo all’album in uscita nella primavera 2026.

Sarà uno spettacolo pensato appositamente per la dimensione teatrale: un concerto elegante e intenso, in cui i nuovi brani dialogano con alcune delle pagine più significative del suo repertorio, in un racconto musicale che attraversa epoche, stili e visioni.

Iniziato alla fine di marzo 2026, continua trionfante il tour 2026 di Patty Pravo. Le prossime date saranno:

6 Maggio 2026 Milano Teatro Arcimboldi
8 Maggio 2026 Cremona Teatro Infinity 1
10 Maggio 2026 Bergamo Choruslife Arena
14 Maggio 2026 Padova Gran Teatro Geox
17 Maggio 2026 Roma Teatro Brancaccio
24 Luglio 2026 Cesenatico Arena Cappuccini
9 agosto 2026 Asiago Piazza Carli
14 agosto 2026 Marina di Pietrasanta Teatro La Versiliana

I PIL di John Lydon tornano a Milano, all’Alcatraz

Dopo la positiva risposta del pubblico italiano lo scorso anno, torna la band di John Lydon (aka Johnny Rotten), i Public Image Ltd (PiL) per un’unica data italiana il 26/5 all’Alcatraz di Milano, evento organizzato da Virus Concerti.
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Prosegue quindi il “This is not the last Tour”. John Lydon e soci riproporranno il loro sound postpunk/dub assolutamente d’avanguardia e ricco di sperimentazione per la maggior parte dei gruppi del genere, formatosi dagli anni 80 in poi.

Laboratorio sonoro fuori dagli schemi è questa la creatura che John Lydon ha formato dopo la sua uscita dai Sex Pistols.

Vicino alla fine della sua carriera artistica, dovuta alla scomparsa nel 2023 dalla moglie Nora e dallo storico manager John Rambo Stevens, Lydon aveva pensato al ritiro dalla vita on the road ed invece l’incessante sostegno dei suoi fans e della sua band ha dato nuova carica per andare avanti ed onorare la sua più che brillante passione per la musica.

Accompagnato da Lu Edmons alla chitarra, Scott Firth al basso e Mark Roberts alla batteria, i PiL riproporranno il loro variegato sound per una serata da non farsi scappare dagli amanti delle sonorità estreme.

pil

L’ATTESO TOUR DI JACK WHITE TOCCA L’ITALIA

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Jack White finalmente torna in Italia per due concerti imperdibili, che la rockstar di Detroit ha deciso di far passare anche per il Bel Paese.
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Le date da segnare sono il 19/6 al Festival La Prima Estate al Lido di Camaiore(LU)e il 21/6 all’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro(UD).

I promoter D’Alessandro e Galli riescono a riportare il genio di Jack White in Italia dopo ben sedici anni; l’ultima volta era stato nel 2008 con uno dei suoi tanti progetti con i The Raconteurs.

Figura di spicco del rock contemporaneo, Jack White farà il suo debutto da solista in Italia, presentando l’ultimo suo lavoro, “No Name” del 2024. Fondatore dei The White Stripes, scioltesi nel 2011, co-fondatore dei già citati The Raconteurs, oltre all’odierna carriera da solista, milita anche nei The Dead Weather ed è anche titolare della casa discografica Third Man Records. L’esperienza con i due gruppi, The Raconteurs e The Dead Weather, non è mai stata ufficialmente conclusa.

Jack White

Sempre attivo con la sua strepitosa carriera, Jack White viene giustamente considerato come uno degli artisti più ecclettici e creativi del rock ‘n’ roll moderno. Blues, rock, folk e sperimentazione queste sono le basi dei suoi lavori. Concerti che promettono energia, imprevedibilità e grande intensità dove White ha solo l’imbarazzo della scelta su cosa attingere dal suo vastissimo catalogo musicale.

Prepariamoci per due serate all’insegna di fendenti di chitarra, distorsioni varie e l’energia che solo il rock ci può regalare.

Eurovision Song Contest 2026: Oltre mille artisti chiedono il boicottaggio dell’evento

La 70ma edizione dell’Eurovision Song Contest, che avrà luogo a Vienna dal 12 al 14 maggio, sarà proposta in una versione ridimensionata. Cinque Paesi (Spagna, Irlanda, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda) hanno già deciso di non partecipare alla manifestazione come forma di protesta contro la presenza di Israele, ma la questione rimane tutt’altro che conclusa. Oltre mille artisti, infatti, hanno sottoscritto una lettera aperta con la quale sollecitano il boicottaggio dell’ESC 2026.

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Attraverso tale lettera aperta, un gruppo di oltre mille artisti, non soltanto musicali, tra cui figurano Roger Waters, Massive Attack, Idles, Kneecap, Peter Gabriel, Brian Eno, Paul Weller, Primal Scream, Sigur Rós, Macklemore e Mogwai, richiede il boicottaggio dell’Eurovision Song Contest fino all’esclusione di Israele dalla competizione. Questa iniziativa è promossa dall’organizzazione No Music for Genocide.

«Nel mese di maggio, milioni di spettatori assisteranno alla settantesima edizione dell’Eurovision Song Contest. Per il terzo anno consecutivo, Israele verrà celebrato sul palco, nonostante il genocidio in corso a Gaza, mentre la Russia continua a essere esclusa a causa della sua invasione illegale dell’Ucraina. In qualità di musicisti e operatori culturali che operano nell’ambito dell’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU), respingiamo categoricamente l’utilizzo dell’Eurovision quale strumento per occultare e normalizzare il genocidio, l’assedio e l’occupazione militare brutale da parte di Israele nei confronti dei palestinesi».

«Esprimiamo la nostra solidarietà alle richieste avanzate dal popolo palestinese rivolte alle emittenti pubbliche, agli artisti, agli organizzatori di eventi, alle troupe e ai fan affinché boicottino l’Eurovision finché l’EBU non escluderà l’emittente israeliana KAN, ritenuta complice. Accogliamo positivamente il ritiro da parte delle emittenti spagnola, irlandese, islandese, slovena e olandese, basato su principi rigorosi, così come l’impegno di numerosi finalisti delle selezioni nazionali a non prendere parte all’Eurovision. Analogamente a quanto accaduto durante l’opposizione all’apartheid in Sudafrica, oggi ci uniamo per contrastare ogni forma di oppressione. Il presidente dello Stato di Israele, Isaac Herzog – citato nella denuncia presentata dal Sudafrica alla Corte Internazionale di Giustizia per istigazione al genocidio – ha giocato un ruolo di primo piano nel fare pressione sulle emittenti radiotelevisive affinché Israele non fosse escluso dal concorso, l’evento musicale dal vivo più seguito a livello mondialeᄏ.

La lettera affronta altresì il tema del duplice standard applicato nei confronti di Russia e Israele: «Le risposte contraddittorie dell’EBU ai crimini perpetrati da Russia e Israele hanno definitivamente smascherato ogni illusione sulla presunta neutralità dell’Eurovision. Nel 2022, l’EBU aveva affermato che la partecipazione della Russia avrebbe “screditato la competizione”. Tuttavia, oltre trenta mesi di genocidio a Gaza – unitamente alla pulizia etnica e all’esproprio delle terre nella Cisgiordania assediata – non sono stati considerati motivi sufficienti per adottare una politica analoga nei confronti di Israeleᄏ.

«Come potrebbe un artista o un sostenitore dell’Eurovision, con piena coscienza, partecipare alla prossima edizione del concorso in Austria, in un contesto caratterizzato dai piani israelo-americani per la creazione di campi di concentramento altamente sorvegliati nella cosiddetta “Nuova Gaza”? Esistono circostanze in cui il silenzio passivo diventa inaccettabile. Noi rifiutiamo di restare in silenzio quando la violenza genocida di Israele funge da colonna sonora e annulla le vite dei palestinesi. Quando i minori incarcerati nelle prigioni israeliane subiscono percosse semplicemente per aver intonato una melodia. Quando quasi ogni palcoscenico, studio, libreria e università di Gaza non sono altro che cumuli di macerie, sotto le quali giacciono corpi martoriati in attesa di essere recuperati e degnamente sepolti».

 

 

Bon Jovi: a luglio parte il nuovo tour

Dopo una lunga assenza live, la band sale sul palco del Madison Square Garden a New York: un grande ritorno, che toccherà US, UK, Scozia e Irlanda.
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Il catalogo discografico dei Bon Jovi rappresenta una delle carriere più durature nella storia della musica rock internazionale, che attraversa quattro decenni e vanta oltre 130 milioni di dischi venduti nel mondo.

Oggi più che mai, nell’era dello streaming, la musica della band americana dimostra una straordinaria capacità di rimanere centrale nelle abitudini di ascolto di diverse generazioni. Un repertorio evergreen, con molti classici ma anche brani poetici da riscoprire. Da Livin’ On A Prayer a It’s My Life, passando per AlwaysYou Give Love A Bad Name e Bed of Roses, il catalogo dei Bon Jovi continua a confermarsi uno dei più forti e riconoscibili.

Discograficamente si parte dall’esplosivo debutto negli anni ’80, con album come Bon Jovi (1984) e 7800° Fahrenheit (1985), fino al successo planetario di Slippery When Wet (1986) e New Jersey (1988). Negli anni successivi, i Bon Jovi hanno continuato a evolversi artisticamente, con lavori di grande impatto come Keep the Faith (1992), These Days (1995), Crush (2000) — che include il successo globale “It’s My Life” — e produzioni più recenti come Have a Nice Day (2005), The Circle (2009), 2020 (2020) e Forever (2024), l’ultimo album della band.

Sono molte le attività previste per far riscoprire il repertorio dei Bon Jovi. La prima in ordine di tempo è un’importante campagna di comunicazione in collaborazione con Virgin Radio, finalizzata alla promozione di un concorso (info qui) che offrirà la possibilità di volare a New York e assistere al primo concerto del nuovo tour.

LEWIS CAPALDI pubblica il singolo “STAY LOVE”

Lewis Capaldi pubblica il singolo “Stay Love”, che si va ad aggiungere al suo EP “Survive” uscito nel 2025. L’hitmaker di origini scozzesi ha cantato in anteprima l’emozionante ballata l’altra sera durante il suo show tutto sold-out al Madison Square Garden.

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“Stay Love”, un tenero appello all’affetto accompagnato dal pianoforte, mostra Capaldi nella sua versione più vulnerabile, in cui la sua voce inconfondibilmente ricca si fonde con un arrangiamento essenziale che dà peso a ogni parola. Colma di speranza, la traccia si appoggia a quella solita intensità che è diventata un segno distintivo dell’arte di Capaldi, offrendo una performance potente che sottolinea sia la fragilità che la determinazione dell’artista.

Prodotto da The Monsters & Strangerz e Michael Pollack, “Stay Love” arricchisce “Survive” in una raccolta di cinque tracce, approfondendo ulteriormente l’arco emotivo che Capaldi traccia attraverso il suo ultimo lavoro. L’EP include già l’inno che dà il titolo all’album, “Survive”, che ha raggiunto la vetta delle classifiche britanniche, l’introspettiva “Something In The Heavens”, la straordinaria “Almost”, dedicata al periodo post-rottura, e la devastante “The Day That I Die”, ognuna delle quali esplora diverse sfumature di perdita, resistenza, progresso e promessa.

Lewis Capaldi

La presentazione di “Stay Love” al Madison Square Garden ha rivestito un significato speciale. All’inizio della sua carriera, uno dei primi concerti da headliner di Capaldi negli Stati Uniti si tenne al Rockwood Music Hall di New York, un locale che, come molti spazi indipendenti, ha poi chiuso i battenti. In omaggio a quell’evento, ieri sera Capaldi ha invitato lo staff del Rockwood e le loro famiglie come ospiti e ha fatto una donazione alla National Independent Venue Association in riconoscimento del ruolo fondamentale che tali spazi svolgono nella formazione degli artisti.

Il tour nordamericano di Capaldi prosegue con le prossime tappe in luoghi iconici quali l’MGM Music Hall di Boston (questo fine settimana), il Red Rocks Amphitheatre di Denver (due serate) e, tra gli altri, l’Hollywood Bowl di Los Angeles. Dopo aver portato a termine con grande successo il suo ultimo tour nelle arene del Regno Unito, che ha registrato 200.000 biglietti venduti, Lewis terrà quest’estate i suoi concerti da headliner più grandi di sempre nel Regno Unito e in Irlanda, con ulteriori date in programma a causa della straordinaria richiesta. Dodici grandi concerti all’aperto includeranno due date all’American Express presents BST Hyde Park di Londra, con una capienza di 65.000 persone, l’11 e il 12 luglio, con Capaldi che si avvicina rapidamente al milione di biglietti venduti in tutto il mondo solo quest’anno.

L’artista tornerà in Italia con un’unica e imperdibile data: appuntamento mercoledì 17 giugno 2026 Fiera Milano Live per uno show che si preannuncia un ritorno coinvolgente e indimenticabile. La data è prodotta da Vivo Concerti.

Lewis Capaldi

Il ritorno di Lewis lo ha già visto in cima alle classifiche, conquistando un monumentale sesto singolo numero 1 con il suo brano di ritorno “Survive”, diventato il singolo più venduto del 2025. Questo successo ha anche portato alle sue vendite più alte di sempre nella settimana di lancio di un singolo, superando sia Sabrina Carpenter che Lady Gaga per i singoli più venduti nella settimana di lancio di quest’anno, e ora entra a far parte di una cerchia prestigiosa insieme ad artisti del calibro di Beyoncé, Britney Spears, Drake, Lady Gaga e Queen, raggiungendo sei singoli al numero 1 nel Regno Unito, battendo David Bowie, Katy Perry, The Police e altri, oltre a 10 singoli nella Top 10 del Regno Unito. Ha anche tenuto speciali esibizioni del brano negli Stati Uniti al “The Tonight Show Starring Jimmy Fallon” e al “Good Morning America”.

Il pubblico del Pyramid Stage ha accolto con entusiasmo il ritorno di Lewis – uno dei momenti culturali dell’anno – per un potente set di mezz’ora a Glastonbury quest’anno. Volevo solo venire e finire quello che non ero riuscito a finire l’ultima volta”, ha detto Lewis. E lo ha fatto con enfasi, con la sua voce potente che ha guidato il pubblico attraverso i suoi classici, oltre alla prima esibizione dal vivo di ‘Survive’ e una performance di “Someone You Loved”.

L’ultimo album di Lewis Capaldi è stato “Broken By Desire To Be Heavenly Sent”, che gli ha permesso di ottenere la sua seconda n.1 nel Regno Unito con un disco e ben 3 numeri 1 con i singoli “Pointless”, “Wish You The Best” e la canzone “Forget Me”, lavorando con artisti di successo come Max Martin (Taylor Swift, The Weeknd), Malay (Lorde, Frank Ocean) e il collaboratore di lunga data Phil Plested (James Bay, Bastille). L’album ha ottenuto un ampio consenso da parte di critici, oltre che da parte del pubblico. Ha inoltre raggiunto la vetta delle classifiche airplay e ha superato le vendite della prima settimana del suo monumentale album di debutto “Divinely Uninspired To A Hellish Extent”.

Nell’aprile 2023 è stato pubblicato su Netflix l’avvincente, crudo e onesto documentario musicale di Lewis, nominato ai GRAMMY®, “Lewis Capaldi: How I’m Feeling Now”, disponibile sulla piattaforma. Il documentario ha raggiunto la vetta della classifica di Netflix, diventando il film più visto sulla piattaforma alla sua uscita.

L’esordio è stato con il disco “Divinely Uninspired To A Hellish Extent” del 2019, che ha lanciato Capaldi da musicista da cameretta a superstar globale. Pochi avevano visto un debutto simile, diventando l’album più venduto nel Regno Unito sia nel 2019 che nel 2020, generando due singoli al numero 1 nel Regno Unito, aggiudicandosi diversi BRIT e una nomination ai GRAMMY®. Il brano “Someone You Loved” è volato al n.1 in tutto il mondo, è stato recentemente certificato 10 volte disco di platino ed è anche la canzone più ascoltata in streaming nel Regno Unito di tutti i tempi e la quarta canzone più ascoltata al mondo di sempre.

MANNARINO ANNUNCIA “PER UN PO’ D’AMORE”, SINGOLO CHE ANTICIPA L’ALBUM “PRIMO AMORE”

Dopo Ciao, primo estratto che ha inaugurato il nuovo percorso artistico, Mannarino annuncia Per un po’ d’amore, in uscita giovedì 23 aprile: il brano anticipa l’album Primo Amore, fuori l’8 maggio per BMG.
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Il singolo nasce da una sensazione tanto semplice ma destabilizzante: “non sappiamo cosa siamo né quanto dura, ma per un attimo ci teniamo stretti”. È proprio in questa sospensione che il brano prende forma, abitandone le crepe: uno spazio in cui i legami nascono e si dissolvono senza mai trovare una definizione stabile. Per un po’ d’amore non racconta una storia lineare, ma restituisce una fotografia del presente. I rapporti sono fragili, intermittenti, attraversati da domande aperte eppure necessari. “Siamo qui senza sapere perché, attraversiamo il tempo come ospiti”, suggerisce Mannarino, tracciando una riflessione che si muove tra intimo e universale. Il brano diventa così la ricerca di qualcosa che ancora non ha un nome, dentro un vuoto che non è solo mancanza ma anche possibile rifugio. Una dimensione sospesa, in cui si condivide lo stesso tempo e lo stesso spazio pur sapendo che tutto è destinato a durare poco.

Cover brano

Dal punto di vista sonoro, il pezzo è sostenuto da un ritmo pulsante e da un riff che ritorna insistente, come un pensiero che non vuole dissolversi. Più che seguire una struttura, si lascia attraversare, aprendo “una finestra sulla propria intima verità, una porta che si apre a una dimensione altraÈ una canzone sulla nostra condizione: siamo qui senza sapere perché, attraversiamo il tempo come ospiti, eppure cerchiamo qualcosa che dia senso. ‘Per un po’ d’amore’ è quel momento in cui, anche se tutto resta incomprensibile, smetti di avere paura.” – MANNARINO

Mannarino torna sui palchi italiani dopo tre anni con una tournée estiva che attraverserà i principali festival della penisola. La tournée partirà il 21 giugno all’Arena Villa Vitali di Fermo, per poi proseguire il 25 giugno allo Sherwood Festival di Padova, il 27 giugno al Flowers Festival di Collegno (TO), il 4 luglio al Musart Festival di Pratolino (FI), il 10 luglio al Rock in Roma, l’11 luglio a Napoli, il 15 luglio al Summer Knights a Pisa, il 17 luglio all’Altraonda Festival di Genova, il 24 luglio al Lake Sound Park Festival di Cernobbio (CO), il 26 luglio al No Borders Music Festival di Tarvisio (UD) l’1 agosto a Suoni Controvento ad Assisi (PG), il 2 agosto all’Acieloaperto Festival di Santa Sofia (FC), il 6 agosto in Piazza Europa a La Spezia, il 9 agosto al Locus Festival di Locorotondo (BA), l’11 agosto all’Alguer Summer Festival di Alghero (SS), il 13 agosto al Roccella Summer Festival di Roccella Jonica (RC), il 22 agosto al Terrasound Festival di Pescara, il 29 agosto all’Esedra di Palazzo Te di Mantova, il 5 settembre al Wave Summer Music di Catania e terminerà l’11 settembre al Parco della Musica di Milano. Il tour è prodotto da Vivo Concerti in collaborazione con Concerto Music e VignaPR. Radio 2 è partner ufficiale del tour.

mannarino 

MANNARINO – CALENDARIO LIVE 2026

Domenica 21 giugno 2026 | Fermo  @ Arena Villa Vitali
Giovedì 25 giugno 2026 | Padova – Sherwood Festival @ Park Nord Stadio Euganeo
Sabato 27 giugno 2026 | Collegno (TO) – Flowers Festival @ Parco della Certosa Reale
Sabato 4 luglio 2026 | Pratolino (FI) – Musart Festival @ Villa Demidoff
Venerdì 10 luglio 2026 | Roma, Rock in Roma – @ Ippodromo delle Capannelle
Sabato 11 luglio 2026 | Napoli – @ Ex base Nato
Mercoledì 15 luglio 2026 | Pisa – Summer Knights @ Piazza dei Cavalieri
Venerdì 17 luglio 2026 Genova – Altraonda Festival @ Arena del Mare – Porto Antico di Genova
Venerdì 24 luglio 2026 Cernobbio (CO) – Lake Sound Park Festival @ Villa Erba
Domenica 26 luglio 2026  | Tarvisio (UD) – No Borders Music Festival @ Laghi di Fusine
Sabato 1 agosto 2026 | Assisi (PG) – Suoni Controvento @ Rocca Maggiore
Domenica 2 agosto 2026 Santa Sofia (FC) – Acieloaperto Festival @ Parco Fluviale
Giovedì 6 agosto 2026 | La Spezia – @ Piazza Europa
Domenica 9 agosto 2026 Locorotondo (BA) – Locus Festival @ Masseria Ferragnano
Martedì 11 agosto 2026 | Alghero (SS) – Alguer Summer Festival @ Anfiteatro Ivan Graziani
Giovedì 13 agosto 2026 | Roccella Jonica (RC) – Roccella Summer Festival @Teatro al Castello
Sabato 22 agosto 2026 | Pescara – Terrasound Festival @ Porto Turistico
Sabato 29 agosto 2026 | Mantova – @ Esedra di Palazzo Te
Sabato 5 settembre 2026 | Catania – Wave Summer Music @ Villa Bellini
Venerdì 11 settembre 2026 | Milano – @ Parco della Musica

Esce la nuova edizione di “Comuni Immortali” di Achille Lauro – Date TOUR

A un anno da “Comuni Mortali”, esce su tutte le piattaforme digitali la nuova edizione speciale “Comuni Immortali” di Achille Lauro.

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Il progetto arriva dopo un anno da record che ha visto l’artista superare i 500.000 biglietti venduti tra il tour nei palazzetti (tutto sold out) e i live attesi negli stadi del 2026 e 2027, e riprende uno dei capitoli più significativi della sua carriera, ampliandone il racconto e proiettandolo oltre il tempo.

Se il precedente disco si configurava come un lavoro di dediche intime – alla famiglia, agli affetti, alla propria città e all’amore – Comuni Immortali ne raccoglie l’eredità, ampliandone lo sguardo e portando il racconto personale verso una dimensione più collettiva. All’interno di questo nuovo capitolo, il progetto si arricchisce di tre brani inediti, insieme all’inclusione di “Senza una stupida storia” e dell’ultimo singolo “In viaggio verso il Paradiso”, contribuendo ad ampliare e ridefinire l’universo narrativo e sonoro dell’album.

achille lauro

Focus-track del disco è Comuni Immortaliuna dedica all’amore impossibile: un sentimento assoluto e irrisolto, per cui si sarebbe disposti a tutto pur di riviverlo.
Un amore dal respiro epico, che richiama l’immaginario dei poemi omerici, in cui un comune mortale arriva a sfidare gli dei pur di riaverlo.

La città degli angeli, scritta tra Los Angeles e l’Italia, si sviluppa come una riflessione collettiva: una dedica a una generazione inquieta che fatica a trovare una quiete stabile ma continua a vivere e a sognare, anche solo per frammenti di felicità.

La via dei guai assume invece una dimensione più universale, trasformandosi in un racconto corale dedicato a chi attraversa la vita nelle sue contraddizioni quotidiane: a chi ama, a chi si perde, a chi deve ricominciare.

Più che una riedizione, il disco è un’estensione del raccontole storie non si esauriscono quando smettono di essere raccontate ma continuano nelle persone, nelle canzoni e nel tempo.

“Quest’anno, nonostante i tantissimi impegni, sono riuscito a scrivere molto, a vivere a lungo all’estero, tra Los Angeles e New York, e a comporre tante canzoni, alcune delle quali sento in modo particolare.”  racconta Achille Lauro  “Per celebrare questo anno stupendo abbiamo pensato a una nuova edizione speciale del disco che ha segnato un nuovo percorso della mia carriera. Voglio restituire alle persone che ci stanno donando così tanto amore un ultimo giro di musica, da cantare insieme, prima dei nostri primi stadi. L’energia che ricevo ogni giorno mi travolge e mi spinge ad andare sempre oltre. “Comuni Immortali” è dedicato a tutte le persone che hanno reso possibile questo anno: alle nostre storie e a quella musica che ci tiene uniti, rendendoci, in qualche modo, senza tempo.”

A completare il progetto, ancora una volta, è l’immaginario visivo firmato da Luigi & Iango che restituisce una dimensione sospesa tra moda, identità e racconto artistico, contribuendo a definire l’estetica di questo nuovo capitolo.

Parallelamente, anche il live segue questa traiettoria. Dopo il suo primo tour nei palazzetti tutto sold out, Achille Lauro chiude un capitolo e ne apre uno nuovo, più ambizioso e definitivo: quello degli stadi, dove questo racconto trova la sua dimensione più ampia.

Le tre date dello show “Comuni Immortali” previste a giugno 2026 – il 7 allo Stadio Romeo Neri di Rimini, il 10 allo Stadio Olimpico di Roma (sold-out) e il 15 allo Stadio San Siro di Milano (sold-out) – rappresentano il primo passaggio concreto di questo nuovo immaginario live. A queste seguirà nel 2027 il primo vero tour negli stadi Per sempre noi, annunciato passo dopo passo durante il tour nei palazzetti in partenza il 3 giugno 2027 dal Bluenergy Stadium di Udine, e in arrivo il 6 giugno 2027 allo Stadio Dall’Ara di Bologna, l’11 giugno 2027 allo Stadio San Nicola di Bari, il 15 giugno 2027 allo Stadio San Siro di Milano, il 22 giugno 2027 all’Allianz Stadium di Torino, il 26 giugno 2027 allo Stadio Euganeo di Padova, il 30 giugno 2027 allo Stadio Olimpico di Roma e il 10 luglio 2027 allo Stadio Franco Scoglio di Messina.

I biglietti per il tour negli stadi 2027 e la data del 7 giugno 2026 al Romeo Neri di Rimini sono disponibili su Ticketone e nei punti vendita autorizzati. Il tour nei palazzetti e gli stadi, ideati da De Marinis Group, sono prodotti da Friends & Partners.

Comuni Immortali”  TRACKLIST

Comuni Immortali

In viaggio verso il paradiso

La città degli angeli

La Via dei guai

Perdutamente

AMOR

Dannata San Francisco

Cristina

Senza una stupida storia

Fiori di Papavero

Amore Disperato

Incoscienti Giovani

Walk Of Fame

Dirty Love

Nati Da Una Costola

Happy Birthday Mr. Kennedy

Barabba III

ph.Andrea Bianchera

 

ACHILLE LAURO – COMUNI IMMORTALI 2026

07 GIUGNO 2026 RIMINI – STADIO ROMEO NERI

10 GIUGNO 2026 ROMA – STADIO OLIMPICO – SOLD-OUT

15 GIUGNO 2026 MILANO – STADIO SAN SIRO – SOLD-OUT

 

ACHILLE LAURO – PER SEMPRE NOI 2027

3 GIUGNO 2027 UDINE – BLUENERGY STADIUM

6 GIUGNO 2027 BOLOGNA – STADIO DALL’ARA

11 GIUGNO 2027 BARI – STADIO SAN NICOLA

15 GIUGNO 2027 MILANO – STADIO SAN SIRO

22 GIUGNO 2027 TORINO – ALLIANZ STADIUM

26 GIUGNO 2027 PADOVA – STADIO EUGANEO

30 GIUGNO 2027 ROMA – STADIO OLIMPICO

10 LUGLIO 2027 MESSINA – STADIO FRANCO SCOGLIO

INTERVISTA a ROSSELLA che esce con la nuova versione di “Sempre”

Ad un anno esatto dall’uscita del singolo che ha segnato l’inizio del suo percorso artistico, ROSSELLA celebra il primo anniversario del suo debutto con una pubblicazione speciale.

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E’ disponibile sul suo canale ufficiale VEVO il videoclip di “SEMPRE (Acoustic Version)”, un’inedita performance dal vivo realizzata in presa diretta. In questa nuova veste, il brano si spoglia della produzione pop-rock originale per rivelare la sua essenza più nuda e profonda. Accompagnata da un ensemble di tre elementi, pianoforte, violino e violoncello.

ROSSELLA reinterpreta il brano in una dimensione cameristica dove il silenzio ha lo stesso peso delle note. L’arrangiamento orchestrale crea un’atmosfera malinconica ma esplosiva, capace di unire la delicatezza del tocco classico alla grinta interpretativa della cantautrice.

ROSSELLA è una cantautrice che racconta, attraverso i suoi brani, i rapporti umani, la crescita personale e il coraggio di seguire i propri sogni. Fin da piccola mostra una profonda passione per la musica studiando canto e pianoforte ed esibendosi in spettacoli teatrali, serate piano bar e piazze cittadine. Durante l’adolescenza inizia a scrivere le prime canzoni, che diventano presto un bisogno irrinunciabile per comunicare sé stessa.

Dopo aver intrapreso un percorso universitario a Roma, ROSSELLA decide di dedicarsi totalmente al mondo musicale e attoriale. Le sue influenze spaziano da Gianna Nannini a Lady Gaga, da Lucio Dalla a Roberto Vecchioni, dando vita a un sound pop-rock melodico che si fonde con una voce emotiva, vulnerabile e al contempo grintosa.

rossella

L’INTERVISTA:

Ciao Rossella benvenuta su FareMusic Magazine, intanto complimenti per il tuo bel modo di comunicare, elegante e preciso, con la voglia di trasmettere emozioni attraverso un canto semplice e pulito. Quando ho letto il titolo del tuo brano mi hai riportato subito al bellissimo brano “Sempre” di Lisa del Sanremo 1998 scritta da Maurizio Fabrizio e Guido Morra e sono contento che questo titolo si ripeta oggi nel 2026 trovando una nuova evoluzione acustica e sempre presentata da una donna. Parlaci di come è nata la canzone, dai suoi autori fino all’esigenza di presentarne una nuova versione che passa da un arrangiamento Pop del 2025 a un unplugghed Piano e Archi del 2026.

“Grazie, io sono l’autrice del brano, ho scritto musica e parole. “SEMPRE” è nata dopo un rewatch di Harry Potter, l’ispirazione è stata la storia di amore eterno tra Piton e Lily. Mi piaceva raccontare la forza dei legami che resistono al tempo e alle distanze. Alcuni amori (non per forza solo di coppia) ci sopravvivono intorno, sicuramente cambiando forma. Credo sia importante chiamare per nome le nostre emozioni, anche quelle più scomode e durature. La versione unplugged nasce dalla voglia di “festeggiare” il compleanno di questa canzone, che è stata la prima uscita del mio progetto come cantautrice. Questa nuova versione più essenziale e malinconica restituisce bene lo spirito con cui è nata e volevo farmi un regalo, facendolo anche a tutte le persone che hanno voluto bene alla mia canzone”.

Ho notato in alcune tue esibizioni che ti fai accompagnare soprattutto da musiciste donne, anche nel nuovo videoclip di “Sempre” hai 3 musiciste che ti affiancano. E’ quindi voluto questo rapporto speciale con la Donna in Musica?

“Diciamo che non è stato preparato, nella versione unplugged troviamo un musicista al violoncello. Sono molto felice quando le donne trovano spazio in musica e penso che ne meritino sempre di più”.

Ecco perché nella tua Bio ho notato la tua partecipazione al Format di Michele Monina, collega e amico ma soprattutto sostenitore delle donne in ambito musicale. Quali sono i brani che cantasti in questi format oltre a “Sempre”, “Mela a Metà” e “Filo Rosso” proponi anche altri brani? Immagino avrai il sogno di chiudere un tuo primo album che contenga un tuo primo repertorio da eseguire live?

“Da Monina ho presentato il mio brano “FILO ROSSO”, anche a lui parlai del progetto del mio primo album, in uscita in autunno. Sarà un doppio disco, uno con alcune canzoni già uscite ed altre inedite e l’altro di spoken word. Ci sarà un monologo scritto per ogni canzone del disco 1. È davvero spero di portarlo live il più possibile”.

Se dovessi fare in un ora intima di concerto i tuoi brani e includere anche altre tue contaminazioni di artisti che ami particolarmente, quali brani ci faresti ascoltare?

“Vi farei ascoltare “Che sia benedetta” di Fiorella Mannoia e “America” di Gianna Nannini”.

Oggi nell’era dei social e dello skipping compulsivo si cerca di colpire l’utente con delle idee veloci da proporre sui nostri smartphone, cosa faresti se avessi pochi secondi della tua arte da proporre su questo social in un post acchiappa follower?

“Quello che sto facendo ora sui miei social, cioè dei monologhi che partono dai testi delle mie canzoni e che poi sfociano nei ritornelli cantati. Grazie a questi contenuti, tante persone si sono affezionate, quindi penso che riproporrei questo”. Oggi va molto di moda, ma soprattutto è utile per unire 2 fanbase, collaborare con altri artisti e proporre nel proprio disco un “Featuring”.

Se dovessi scegliere un artista con cui cantare e comporre insieme un nuovo brano, chi sceglieresti? Prova a farmi almeno 3 nomi.

“Mi piace molto Giorgieness, scriverei volentierissimo con Francesco Gabbani e mi piacerebbe tantissimo un feat con Emma Marrone”.

Puoi anticiparci le tue prossime tappe del tuo percorso artistico? E grazie per essere stata con noi.

“Grazie a voi. A fine aprile uscirà un nuovo brano, seguito da un altro a giugno, che anticiperanno l’uscita del mio album in autunno. Spero nel frattempo di cantare live il più possibile”.

LITFIBA: la reunion, la nuova veste di 17 RE e il nuovo Tour

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FareMusic in collegamento Zoom alla conferenza della reunion dei Litfiba. Piero e Ghigo tornano in grande stile annunciando la loro partecipazione al Concerto del Primo Maggio, promosso a Roma da CGIL, CISL e UIL, come una sorta di data zero del tour, ed esattamente a metà scaletta saranno al centro del concertone che celebrerà i loro 40 anni dello storico album 17 Re.  

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La storica band rilancia lo storico album 17 RE con il tour e la title track rimasta nel cassetto.

Piero Pelu’: “Non c’è nessun progetto nostalgia, ma solo urgenza creativa”.

I Litfiba pubblicano, venerdì 17 aprile, la title track del disco, rimasta nel cassetto per decenni, in una nuova versione.

litfiba

Tra i frontman più longevi del nostro Rock, Piero Pelu’ afferma: “Sono rimaste melodie e armonia, ma è cambiato il ritmo, il groove”, “Nessuna operazione nostalgica, anche se ci saranno i soliti nostalgici che romperanno, ma noi non stiamo dietro a loro, ma a quello che ci ispira e che produciamo”. Nel pezzo torna una linea centrale: Un uomo è perso senza la sua storia e io non voglio dimenticare, mentre una seconda frase aggiorna il discorso al presente:

L’uomo arancione fa il padrone e sodomizza la libertà.

Ovviamente Pelu’ chiarisce che l’uscita del disco non sia un caso, soprattutto a livello politico: “Il periodo storico si è concentrato sugli abusi dei poteri da parte di una tecnocrazia assassina, da Trump a Netanyahu fino a Putin“.

Fu Pubblicato nel 1986, e 17 Re non venne compreso all’epoca: “Fu massacrato dalla stampa, tranne da poche eccezioni“, ricorda Pelù. “Era anche difficile da portare dal vivo da un punto di vista di arrangiamenti: cinque o sei brani erano praticamente insuonabili, ecco il perché di questa operazione”.


La reunion riporta sul palco la formazione storica: Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo, con Luca “Mitraglia” Martelli alla batteria. Renzulli definisce il ritorno «un déjà vu piacevole», mentre Aiazzi sottolinea il lavoro sui suoni del disco originale: “Ho ricomprato le tastiere dell’epoca per mantenere la stessa identità sonora”. Maroccolo, invece, insiste sulla dimensione umana del progetto: “La gioia è condividere musica con persone a cui sono affezionato”. E aggiunge: “Se c’è spessore creativo, il valore arriva anche dopo”.

E siamo certi che la stampa apprezzerà questa operazione. Un ritorno con 20 unici appuntamenti che rappresenteranno l’occasione irripetibile per riportare dal vivo le emozioni, la potenza, l’energia e la poesia visionaria e anticipatrice di uno dei capitoli più amati della storia del post punk, della new wave, della etno wave, dark wave e del rock europeo e riascoltare dal vivo le canzoni di quell’album leggendario suonate nella loro totalità come non è mai successo in precedenza nella storia, oltre ai grandi classici che hanno segnato la storia dei Litfiba.


Le date del tour “Quarant’anni di 17 Re”

  • 27 giugno – Perugia – Umbria Che Spacca Festival
  • 30 giugno – Padova – Sherwood Festival
  • 2 luglio – Bari – Fiera del Levante
  • 4 luglio – Pescara – Terrasound Festival
  • 7 luglio – Milano – Kozel Carroponte
  • 9 luglio – Villafranca (VR) – Villafranca Festival
  • 11 luglio – Asti – AstiMusica
  • 14 luglio – Genova – Altraonda Festival
  • 16 luglio – Roma – Rock in Roma
  • 18 luglio – Servigliano – NoSound Fest
  • 21 luglio – Bologna – Sequoie Music Park
  • 23 luglio – Firenze – Prato delle Cornacchie
  • 25 luglio – Cosenza – Rendano Arena
  • 28 luglio – Napoli – Arena Flegrea
  • 1 agosto – Alghero – Alguer Summer Festival
  • 4 agosto – Catania – Villa Bellini
  • 7 agosto – Melpignano – Sei Festival
  • 11 agosto – Palmanova – Estate di Stelle
  • 13 agosto – Forte dei Marmi – Villa Bertelli
  • 15 agosto – Bellaria Igea Marina – Beky Bay