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GIUSEPPE ANASTASI: fuori il nuovo singolo “Polistirolo” – VIDEO

Disponibile sulle piattaforme streaming e in digital download “POLISTIROLO” (Giuro Srl / Believe Digital), il nuovo singolo dell’autore e compositore GIUSEPPE ANASTASI, che anticipa il suo nuovo album di prossima uscita.
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Un elettro-rock a tema sociale con un ritornello martellante quello che canta Anastasi, con uno specifico riferimento all’isola di plastica grossa come la Spagna nel mezzo dell’Oceano Pacifico: una tragica denuncia dei tragici cambiamenti climatici in atto.

«”Polistirolo” è una canzone dall’anima puramente rock, con l’intrusione dei sintetizzatori– dice GIUSEPPE ANASTASI – La musica l’ho scritta insieme a Valter Sacripanti e Cristian Pratofiorito. Questa però e’ una canzone che parte dal testo, l’ho scritto quasi di getto dopo aver visto la foto dal satellite del pacific trash vortex. Ebbi una reazione mista tra lo schifo ed il preoccupato, soprattutto per mio figlio, ha 5 anni, per lui e per tutte le generazione future».

Giuseppe Anastasi tornerà anche a suonare dal vivo: giovedì 23 luglio si esibirà in concerto a ROMA nell’ambito di ConFusione FEST, rassegna di concerti organizzata da L’Asino che Vola ed il Let it Beer che si terrà in Via Galla Placidia 184.

Per l’occasione sarà accompagnato da Valter Sacripanti, Cristian Pratofiorito, Antonio Lusi e Elvys Damiano. Sul palco anche Carlotta Scarlatto.

anastasi

“VOCI PER LA LIBERTÀ – UNA CANZONE PER AMNESTY” CON LERCIO, NICCOLÒ FABI, MARINA REI

La musica torna a fondersi con i diritti umani nella 23a edizione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, che si snoderà per quattro giorni nella provincia di Rovigo: il 25 luglio ad Adria, il 31 luglio, 1 e 2 agosto a Rosolina Mare.

In programma ci saranno Niccolò Fabi, Marina Rei, Margherita Vicario, i Meganoidi, la satira di Lercio e le finali del Premio Amnesty nella sezione emergenti. Il contest, dedicato a brani con tematiche legate ai diritti umani, vedrà in lizza Mattia Bonetti, Ennesimo Piano B, Assia Fiorillo, H.E.R., Adriana Iè, Nuju, Micaela Tempesta e Agnese Valle.

Si partirà sabato 25 luglio con una anteprima ad Adria in Piazza Cavour con i Meganoidi, storica post punk band genovese, e, in apertura, The Boylers.

Da venerdì 31 luglio a domenica 2 agosto l’arena di Piazzale Europa a Rosolina Mare per tre giorni ospiterà le semifinali e la finale del concorso con importanti ospiti. Nella prima serata ci sarà la giovane e ormai affermata Margherita Vicario, che con il brano “Mandela” è stata nelle nomination di quest’anno per il Premio Amnesty ai Big, mentre per il contest si affronteranno H.E.R. da Roma con “Il mondo non cambia mai” , Adriana Iè da Verona con “Bumaye”, i Nuju da Reggio Emilia con “La nostra sicurezza”, Micaela Tempesta da Napoli con “4M3N”.

Sabato 1 agosto sarà la volta di un nome affermato della musica italiana come Marina Rei, appena uscita con un nuovo album di inediti, “Per essere felici”. Nella semifinale del contest si confronteranno Mattia Bonetti da Fosdinovo (Massa Carrara) con “Exarchia”, gli Ennesimo Piano B da Potenza con “Ultima stagione”, Assia Fiorillo da Napoli con “Io sono te”, Agnese Valle da Roma con “La terra sbatte”.

Ma il festival non ospiterà solo musica: nelle serate di venerdì e sabato ci sarà spazio infatti anche per gli interventi di Lercio Live, lo spettacolo ideato e scritto dal famoso sito satirico italiano.

Gran finale poi domenica 2 agosto con l’assegnazione del Premio Amnesty International Italia nella sezione Big a Niccolò Fabi per il brano “Io sono l’altro”, contenuto nell’album “Tradizione e tradimento”. Nel pomeriggio alle 18 Fabi e il presidente di Amnesty International Italia Emanuele Russo incontreranno pubblico e giornalisti nell’attiguo Centro congressi. In serata ci sarà anche la finale del premio per gli emergenti con i cinque migliori artisti delle due semifinali.

Oltre al vincitore assoluto, cui andrà anche un bonus offerto da Noise Symphony Music e Indieffusione che prevede la distribuzione e la promozione di un singolo, verranno assegnati un premio della critica ed uno del pubblico. A uno dei brani finalisti andrà poi il premio “Il migliore per noi” di Viva La Radio! Network, con passaggi radiofonici in alta rotazione per tre mesi.

La giuria tra semifinali e finali sarà formata da: Giò Alajmo – Spettakolo.it, Marco Cavalieri – Radio Elettrica, Francesca Cesarotti – Amnesty Italia, Francesca Corbo – Amnesty Italia, Silvia D’Onghia – Il Fatto quotidiano, Massimo Della Pelle – Rete dei Festival, Enrico Deregibus – giornalista, Michele Lionello – Voci per la Libertà, Ivan Malfatto – Il Gazzettino, Gianluca Mura – Radio41, Angelo Pangrazio – Tgr Veneto, Francesco Pozzato – Voci per la Libertà, Silva Rotelli – Inalienabile, Emanuele Russo – Amnesty Italia, Adila Salah – Indieffusione/Noise Symphony, Giordano Sangiorgi – Mei Meeting Etichette Indipendenti, Emanuele Scatarzi – Viva La radio! Network, Andrea Sesta – Lercio, Francesco Tragni– Radio Popolare.

A condurre le tre serate saranno gli storici presentatori Savino Zaba e Carmen Formenton, mentre, come già lo scorso anno, lo slogan di Amnesty International Italia sarà “Sui diritti non si torna indietro”, per ribadire la centralità dell’impegno in favore dei diritti di tutte e di tutti. Durante le serate del festival si potranno sottoscrivere questi appelli: “Il sesso senza consenso è stupro!”, “Fermiamo la detenzione e la tortura di rifugiati e migranti in Libia”, “Libertà per Patrick Zaki”, “Verità per Giulio Regeni”

Michele Lionello, il direttore artistico di Voci per la Libertà, afferma: “Il festival è ormai alle porte e nonostante le grandi difficoltà siamo riusciti a confermare questo attesissimo evento a livello nazionale. È una decisione che vuol essere un messaggio di speranza e di impegno in tempi quanto mai incerti. Un programma artistico che a fianco di Amnesty International propone il sostegno a favore di importanti campagne internazionali contro ingiustizie, violenze e discriminazioni, stimolando alla relativa sensibilizzazione”.

Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito QUI

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PROGRAMMA COMPLETO “VOCI PER LA LIBERTÀ – UNA CANZONE PER AMNESTY”

Sabato 25 luglio ore 21.30 ad Adria, piazza Cavour:
anteprima Voci per la Libertà con MEGANOIDI e The Boylers

Venerdì 31 luglio ore 21.00 a Rosolina mare, piazzale Europa:
in concorso H.E.R., ADRIANA IÈ, NUJU e MICAELA TEMPESTA, ospiti LERCIO LIVE e MARGHERITA VICARIO

Sabato 1 agosto ore 21.00 a Rosolina mare, piazzale Europa:
in concorso MATTIA BONETTI, ENNESIMO PIANO B, ASSIA FIORILLO e AGNESE VALLE, ospiti LERCIO LIVE e MARINA REI

Domenica 2 agosto ore 18.00 a Rosolina mare, Centro Congressi:
incontro pubblico con EMANUELE RUSSO e NICCOLÒ FABI.

Domenica 2 Agosto ore 21.00 a Rosolina mare, piazzale Europa:
finali concorso con i migliori cinque artisti delle semifinali e Premio Amnesty International Italia, sezione Big, a NICCOLÒ FABI

Tutti gli aggiornamenti su: www.vociperlaliberta.it

Un’iniziativa di: Associazione Voci per la Libertà, Amnesty International Italia, Arte per la Libertà

Con il contributo di:
CGIL Rovigo, CISL Padova e Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando “Eventi culturali”.

Partner tecnici:
ARS audio & light, Idee Grafiche, Press4All, Mei – Meeting degli Indipendenti, OPS Group, Rete dei Festival, Studioartax, Musplan.

Media partner:
FunnyVegan, ViaVaiNet, Collettiva, Noise Symphony, Indieffusione, REMweb.

Radio partner:
Radio Popolare, Radio 41, Viva La Radio! Network, Atom Radio, IwebRadio, Oradio.it, Radio Atlanta, Radio Bellissima, Radio Bla Bla network, Radio Città Benevento, Radio Eco Sud, Radio Elettrica, Radio Garda, Radio L’Olgiata, Radio Michelle, Radio Pico, Radio Ragusa, Radio Sanremo, Radio Sardinia, Radio Sette Asiago, Radio stereo 5, Rt Radio Terapia, Studio Emme Network, Studio Tre Radio, Studio Uno Abruzzo, UnicaRadio, Webradio 63, Consulenza Radiofonica, Fare Radio.

Storie di Musica: gli anni d’oro

Abbiamo vissuto tempi meravigliosi nella musica, ma allora non ci sembravano così  meravigliosi. Li abbiamo vissuti attraversandoli con i capelli al vento e correndo trafelati, è questa l’immagine che mi viene: una banda di ragazze e ragazzi sorridenti in corsa verso il futuro.

Si parla tanto di quegli anni quando la musica era al centro di tante attività culturali e divertimento, quando dopo l’ultimo missaggio di un nuovo disco, magari alle due del mattino, si andava a festeggiare in una delle pizzerie che restavano aperte fino a tardi in città.

Sono pezzi di vita, anime in movimento, sempre in cerca di novità, desiderosi di sperimentare, ma tenendo sempre d’occhio il termometro del mercato, perché la parola d’ordine era comunque vendere più dischi possibile, andare in classifica.

Si ascoltava con ansia la hit parade, si studiavano le classifiche di Tv Sorrisi e Canzoni e quelle più tecniche di Musica & Dischi del mai dimenticato Mario De Luigi.

Una partecipazione al Festival di Sanremo, al Disco per l’estate o al Festivalbar, poteva sdoganare un cantante e farlo arrivare al successo, un passaggio alla Domenica in di allora, prima di 90° minuto valeva 5 milioni e mezzo di spettatori e possibili compratori, così i promoter tv si scannavano per piazzarci un loro cantante.

Mara Maionchi, Elio Cipri, Michele Mondella, Danilo Ciotti e tanti altri erano tra i protagonisti di queste battaglie promozionali. Un servizio su Tv Sorrisi e Canzoni valeva oro, figuriamoci una copertina. Ma contavano anche Giovani, il Monello, L’intrepido e persino Grand Hotel.

Per iscriversi alla Siae bisognava fare un esame, sia come autore di testi che come compositore, e poi c’era la qualifica di “socio” che ottenevi solo se raggiungevi determinati parametri, che erano un certo incasso in un certo lasso di tempo, più la stampa di un numero imprecisato di canzoni.

Erano gli anni d’oro, é vero, ma la lotta per la conquista di un posto al sole era senza quartiere, almeno per me giovane autore, che me la dovevo vedere con calibri come Mogol, Bigazzi, Albertelli, Minellono, Beretta, Vito Pallavicini, Daniele Pace, Oscar Avogadro e tanti altri ancora.

C’erano le grandi case discografiche e i grandi gruppi editoriali che dominavano il mercato, ma c’era comunque spazio anche per chi tentava l’avventura come fece Freddy Naggiar con la Baby Record. Ho voluto, con queste righe, anticiparvi uno dei prossimi argomenti di cui parlerò su Storie di Musica: gli anni d’oro, appunto.

Tiziano Ferro ricorda Mango: arriva la cover di “Bella d’estate”

Tiziano Ferro a sorpresa ha postato oggi sui social un messaggio in cui esprime la sua intenzione di pubblicare a breve la cover di “Bella d’estate”, un brano del mai dimenticato  Mango scritto insieme a Lucio Dalla e pubblicato originariamente nel 1987.

La cover non farà parte del progetto I Love My Radio, che prevede invece il duetto con Massimo Ranieri su Perdere l’amore in uscita lunedì prossimo.

tiziano

Tiziano, su Instagram, parlando del grande cantautore lucano scomparso l’8 dicembre 2014, ha detto:

Il dolore di un addio, la fine dell’estate.
Ho sempre voluto rendere omaggio a questa perla dell´incommensurabile Mango, scritta insieme al Maestro Lucio Dalla.
Grazie a Laura Valente per l’amore e il supporto incondizionato.
Provo a riprendere in mano questo 2020 con nuove emozionanti idee e con la musica, perché noi non molliamo!
In arrivo a sorpresa”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

´ Il dolore di un addio, la fine dell’estate. Ho sempre voluto rendere omaggio a questa perla dell´incommensurabile Mango,scritta insieme al Maestro Lucio Dalla. Grazie a @lauravalente63 per l’amore e il supporto incondizionato. Provo a riprendere in mano questo 2020 con nuove emozionanti idee e con la musica, perché noi non molliamo! … … – ´ A painful goodbye, the end of summer. I always wanted to pay homage to this beautiful poem written by the incommensurabile Mango and Lucio Dalla. Trying to take 2020 back with music and new ideas. Because we never give up! … ❤️ – ´ El final de un amor, mientras el verano se acaba. Siempre he querido rendir homenaje a esta poesía escrita por el inconmensurable Mango y el Maestro Lucio Dalla. Intentando volver a recuperar este 2020, con nuevas ideas, con la música. Porque no nos rendimos, nunca! … .. #mango #belladestate #2020 #sorpresa #novita #nevergiveup @lauravalente63 @mango_officialpage

Un post condiviso da Tiziano Ferro (@tizianoferro) in data:

Ricordiamo che Tiziano Ferro è già reduce da due duetti, uno con Jovanotti su “Balla per me” e uno con Tosca sulla title-track del suo ultimo album, Accetto Miracoli”, riletta in versione a distanza per Officina Pasolini, la scuola artistica di cui Tosca è direttrice della sezione canzone.

Festival di Sanremo 2021 spostato a Marzo – Amadeus e Fiorello lo presenteranno

Il prossimo Festival di Sanremo è stato spostato a marzo 2021 a causa del covid. Lo ha annunciato il direttore di Rai1, Stefano Coletta, alla presentazione dei nuovi palinsesti Rai.

Oggi, alla presentazione dei nuovi palinsesti Rai, Stefano Coletta, direttore di Rai 1, ha annunciato che la prossima edizione del Festival di Sanremo, “per precauzione covid”, non si terrà come sempre all’inizio di Febbraio, madal 2 al 6 Marzo, e che a condurlo sarà Amadeus insieme a Fiorello:

Sanremo 2021 sarà di nuovo affidato al direttore artistico Amadeus. Persona misurata, garbata, ma anche grande intrattenitore, che ha fatto un gran lavoro di selezione delle canzoni. Insieme a lui ci sarà il grande Fiorello. Sarà un Samremo che riaprirà la nostra normalità: viva Sanremo”.

Quindi, squadra che vince non si cambia. La coppia viene di fatto confermata ufficialmente dopo il successo di ascolti conseguito della scorsa edizione, che ha visto trionfare il brano “Fai rumore” di Diodato.

 

Teatro Eliseo a dicembre verrà messo in liquidazione tra le polemiche

Dopo due anni di calvario, il Teatro Eliseo, fortemente indebitato, verrà messo in liquidazione il prossimo dicembre. Ma cresce la polemica tra chi chiede l’intervento dello Stato e chi, nel mondo del teatro, dice che per quel teatro, che è una società privata, è già stato speso inutilmente molto denaro pubblico.
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Alcuni giorni fa Luca Barbareschi, che lo dirige il Teatro Eliseo dal 2014, ha annunciato:

A dicembre 2020 il Teatro Eliseo, il Tric meno sovvenzionato d’Italia, verrà messo in liquidazione. Nel momento della ripresa, quando le energie creative dovrebbero condurre a ridisegnare il futuro delle persone, l’Eliseo resta chiuso e annuncia la sua drammatica sorte. Alla fine di un calvario durato due anni in cui il Governo è stato totalmente assente, mentre si affacciano nomi e nomine al servizio del mondo della politica, si punisce la persona di Luca Barbareschi, unico negli ultimi duecento anni della storia del Teatro italiano, ad aver investito risorse proprie per rilanciare un Teatro di vitale importanza per il patrimonio dell’intero Paese e a creare un luogo di cultura libero dalle logiche della politica. Il futuro del Teatro Eliseo è destinato al silenzio assordante delle Istituzioni“.

Alcuni esponenti della politica si stanno mobilitando per salvare il Teatro, Tra questi il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi che ha scritto sui social:

quando chiude un Teatro è una perdita per tutta la comunità, se succede a Roma la perdita è di livello internazionale. Il governo, che ha sempre detto che nessuno sarebbe stato lasciato solo, dovrebbe intervenire subito“.

Ma molti, dal mondo del teatro, dissentono da quanto stanno sostenendo alcuni politici, tra cui il direttore del Teatro Sistina di Roma Massimo Piparo, che rispondendo ad Anzaldi ha scritto:

Onerevole non le sembra un po’ avventato come giudizio? Sa quanto denaro pubblico è già stato elargito all’Eliseo pur essendo una srl privata? Lo dico per rispetto alle tante aziende sane che ci sono nel teatro italiano“.

Allo stesso Anzaldi ha risposto anche Geppy Gleijeses, presidente e direttore artistico di Gitiesse:

Onorevole, ma non si rende conto che lei sta esortando il governo a elargire altri soldi al teatro diretto da un rinviato a giudizio per ‘traffico di influenze illecite’ proprio per 8 milioni già raccattati in Parlamento in spregio di ogni principio di leale concorrenza, favorito da faccendieri e affini, 8 milioni con cui ha comprato le mura del teatro, mentre la gente dello spettacolo dal vivo muore letteralmente di fame aspettando il ristoro di 10.000 euro ! E alcuni lavoratori ancora aspettano gli 800 euro di aprile e maggio. Ma fino a che punto potrà arrivare l’abiezione di dare a un privato soldi pubblici a vagonate per gestire un teatro in modo fallimentare, intascare milioni, mentre vede gli scenografi che vanno a fare i falegnami e i tecnici le consegne a domicilio per mantenere le loro famiglie. Rifletta bene, onorevole Anzaldi, l’Eliseo si salverà solo con una gestione competente, che non è l’attuale, e un privato investe i suoi soldi , non va a elemosinare in Parlamento con l’aiuto di oscuri faccendieri“.

 

 

Elisabetta Guido e Mirko Fait in quintetto per la Croce Rossa

Il Guido/Fait Quintet omaggia la Croce Rossa Italiana. “What a wonderful world” di Louis Armstrong ritorna attuale con una versione speciale e un video con le immagini della Croce Rossa Lombardia durante l’emergenza Coronavirus

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“What a wonderful world” ritorna a battere, con il cuore pulsante della Croce Rossa, in una versione inedita che aggancia una delle voci più maestose del jazz mediterraneo con un quartetto di musicisti d’eccezione.

Guido & Fait Quintet è la formazione a sorpresa, nata nella fase due del lockdown, che –  grazie alle nuove tecnologie multimediali, a internet e all’innato potere della musica – ha aggirato le distanze di tutela contro la pandemia da Coronavirus e realizzato una covertributo che arriva diritta al cuore dei volontari della Croce Rossa Italiana e di tutti quelli che, consapevolmente o inconsapevolmente, continuano a respirare grazie a loro e a tutto il personale sanitario italiano e estero che abbiamo avuto e continuiamo ad avere a disposizione, in qualsiasi giorno, in qualsiasi orario.

Un tappeto sonoro magico, degno di un’occasione così importante, è quello che Mirko Fait, jazzista e compositore milanese acclamato da pubblico e critica anche a livello internazionale, ha riservato alla mutevole e austera vocalità di Elisabetta Guido, predisposta a spaziare dalle note più basse del jazz a quelle più alte della lirica o della musica nera. Alla voce della Guido e al sax di Fait si sono uniti, sulle note del meraviglioso brano portato al successo da Louis Armstrong nel 1967, la chitarra di Martino Vercesi, con l’eleganza che ha profuso nel regalarci anche un arrangiamento originale e coinvolgente, il contrabbasso di Davide Cason e la batteria di Giorgio Vogli.

Il brano, un vero e proprio inno al futuro, all’ottimismo e alla bellezza multietnica, esce per rendere omaggio ai volontari che soprattutto in territorio lombardo si sono battuti per bloccare l’evolversi incontrollato dei contagi da Covid-19. Sul canale YouTube CRI Lombardia è infatti online il video ufficiale di “What a wonderful world” Guido & Fait Quintet Version, realizzato da Croce Rossa – Comitato Regionale Lombardia in collaborazione, per la regia musicale, con Maurizio D’Anna e Cameralight, e, per l’audio editing, con Nico Carone della Peppermind.

Con orgoglio del quintetto questa è l’unica iniziativa artistica sposata dalla Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa per suggellare i festeggiamenti che hanno visto, per la prima volta nella storia della più grande Associazione di volontariato esistente, la tradizionale fiaccolata di Solferino del 24 giugno svolgersi in modalità virtuale con una diretta social.

L’artista salentina Elisabetta Guido spiega così il trasporto emotivo con cui si è resa protagonista: «Pur vivendo in un’altra Regione, sono molto legata a Milano, dove sono spesso per lavoro e dove ho trovato sempre grande accoglienza. Sono rimasta colpita dalle vicende che hanno riguardato tutta la Lombardia durante il periodo di isolamento e ho apprezzato il lavoro instancabile di chi ha soccorso e aiutato. È per questo che sono stata molto felice di dare questo contributo musicale per Croce Rossa».

Sula stessa lunghezza d’onda un entusiastico Mirko Fait: «Abbiamo scelto questo brano per ringraziare Croce Rossa e per dire che grazie a persone come loro, il mondo è meraviglioso. Un messaggio di speranza e gratitudine».

LA CANZONE

What a wonderful world è una delle più note ballad senza tempo del repertorio pop-jazz. Scritta da Bob Thiele e George David Weiss, è un invito alla scoperta del piacere della vita, a godere della bellezza del mondo e delle diversità fra popoli con positività, senza diffidare del futuro. Un climax rilassante e disteso che fu pensato, nella seconda parte degli anni ’60, come una sorta di antidoto al crescente tensione politica e razziale negli USA e che oggi, a seguito del Covid-19 e dell’omicidio Floyd, torna attuale.

Ha avuto un successo immediato grazie al suo primo grande interprete: Louis Armstrong. Dal 1967, anno di pubblicazione, fino ad oggi conta oltre 600 versioni.  È stata cantata anche da Diana Ross nel 1989, nel corso di un concerto-beneficenza all’Arena di Wembley, in collegamento con Los Angeles, Sydney e Tokyo. Una nuova popolarità l’ha avuta nel 1988, in seguito al suo utilizzo nel film Good Morning, Vietnam con Robin Williams.

ELISABETTA GUIDO 

Affermata cantautrice jazz collocata dalla critica nel neo-impressionismo musicale, Elisabetta Guido ha pubblicato 7 album (da “Shout” a “The Good Storyteller”) e il manuale di tecnica vocale “Il canto moderno occidentale di origine afroamericana”. Segni di riconoscimento: una versatilità vocale che le permette di affrontare anche repertori di musica gospel, lirica e folk. È nata a Galatina, in pieno Salento, ed è stata prima corista Rai per show in prima serata come Sanremo, Oscar Tv, Telethon, Premio Barocco e La vita in diretta. Tra i premi vinti 4 Lecce Art Festival e la targa onorifica di Perugia e Lecce per l’attività artistica con il suo Coro gospel “A. M. Family”, che dirige dal 2013. In concerto si esibisce anche in formazione quartetto con Flavio Boltro alla tromba, Mirko Fait al sassofono e Yazan Grezelin al piano. Dal 2013 incide per la nota etichetta jazz Dodicilune. Nel 2018 scrive e interpreta “Non è mai un errore”, colonna sonora dell’omonimo cortometraggio della regista Lucia Fago, a favore dei diritti LGBT e contro la violenza di genere.

MIRKO FAIT 

Sassofonista e compositore jazz, Mirko Fait conosce la notorietà nel 2002 quando, ospite di Pitti Uomo, suona assieme alla musicista cubana Gendrickson Mena Diaz per la nuova 4 giorni di moda nella sua Milano. La musicalità suggestiva di Fait viene anche ad intrecciarsi con il cinema: nel 2009 ha la parte di un sassofonista nel film “Cado dalle nuvole” di Checco Zalone, mentre nel 2010 firma la colonna sonora del cortometraggio LGBT “Io sono sempre stata Chiara”, diretto dal regista Alessandro Daquino e vincitore del primo premio di VideoQueer. Ha all’attivo una collana di 40 dischi di jazz meditativo, ancora da ultimare, e 6 album, tra cui “Just for you” del 2009 con il pianista John Toso, da cui è tratto il brano “Sex for money” che la casa discografica francese Believe ha selezionato per la prestigiosa compilation jazz estiva “70 rilassanti capolavori di vacanze”. Nel 2009 è stato scelto come direttore artistico per il progetto “United Jazz Artists of Milan” e oggi è anche direttore artistico della sezione jazz della casa discografica italiana Way Music. In concerto si esibisce anche con la cantante Elisabetta Guido, il trombettista Flavio Boltro e due docenti dei Corsi Jazz del Conservatorio di Milano, vale a dire il pianista Antonio Zambrini e il contrabassista Attilio Zanchi.

CREDITI

Artista: Guido/Fait Quintet

Brano: “What a wonderful world”

Voce: Elisabetta Guido

Sax: Mirko Fait

Chitarra e arrangiamento: Martino Vercesi

Contrabbasso: Davide Cason

Batteria: Giorgio Vogli

Video editing: CRI Lombardia

Video Graphics: Maurizio D’Anna – Cameralight

Audio editing & sound design: Nico Carone – Peppermind

Addetto stampa e responsabile comunicazione per Guido/Fait Quintet: Ugo Stomeo – Hit Non Hit Press

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ZIGGY MARLEY OMAGGIA SUO PADRE CON UN TRIBUTO IN DIRETTA STREAMING

UMe e Tuff Gong Worldwide annunciano un’unica e speciale performance virtuale di Ziggy Marley nell’ambito delle celebrazioni in corso del 75 ° compleanno di Bob Marley che includono anche il lancio del canale radio “Bob Marley’s Tuff Gong Radio” di SIRIUSXM,  l’uscita della versione Picture Disc di “Legend” ed una partnership con One Tree Planted per combattere la deforestazione: l’ascolto in streaming della musica di Marley aiuterà l’organizzazione benefica.

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Con un’esibizione virtuale che si svolgerà il 19 luglio in collaborazione con CEEK Virtual Reality, Ziggy Marley renderà omaggio alle canzoni senza tempo di suo padre, eseguendo undici leggendari brani di Bob Marley in un ambiente intimo e live streaming sul canale ufficiale YouTube di Bob Marley. Dopo il concerto, Ziggy risponderà alle domande dei fan attraverso la piattaforma streaming CEEK. Un numero selezionato di tracce 360VR sarà disponibile sulla piattaforma di realtà virtuale di Ceek. L’audio dell’intera performance, Ziggy Marley – Bob Marley 75th Celebration (pt. 1) sarà reso disponibile dal 31 luglio come e-album.

“Con l’innovativa tecnologia di Ceek, Ziggy Marley ha creato un’esperienza unica che ha le sue radici nella passione e nel senso di comunità di Bob Marley e onora l’eredità del padre riunendo le persone attraverso il potere della musica”, ha dichiarato Bruce Resnikoff, Presidente e CEO di Universal Music Enterprises.

Negli Stati Uniti, Sirius XM Radio Inc., la società di radiodiffusione americana che fornisce servizi radiofonici satellitari e online ha creato e lancia oggi un canale dedicato a Marley, la Bob Marley’s Tuff Gong Radio; inoltre i fan possono utilizzare “Stream for Trees” aiutando l’ambiente mentre celebrano la musica di Bob Marley. One Tree Planted, l’organizzazione senza fini di lucro focalizzata sulla riforestazione globale, in collaborazione con UMe, ha iniziato un’azione benefica piantando alberi finanziati dai fan che ascoltano in streaming le canzoni di Bob Marley. Collegando il proprio account Spotify a questo link: https://streamfortrees.com/  ci si collega al sito Web in qualsiasi momento per vedere quanti alberi verranno piantati durante la campagna.

In occasione del 75 ° compleanno di Bob Marley, e in onore delle celebrazioni della Giornata internazionale del Reggae del 1° luglio, è stato presentato il video musicale ufficiale del brano “No Woman No Cry” di Bob Marley. Diretto da Kristian Mercado Figueroa e girato in Giamaica e New York City, il video esplora i racconti di una famiglia divisa fra due paesi ma collegata dal loro amore e dalla voglia di una vita migliore per i loro figli. Vediamo una madre forte e amorevole impegnarsi e prendersi cura dei suoi figli nella terra natìa. Allo stesso tempo, il padre lavora instancabilmente come tassista per provvedere al meglio per i propri cari. Il video fa luce sull’importanza del nucleo famigliare e affronta le lotte autentiche di molte famiglie moderne, spesso costrette a separarsi a causa della povertà. Il video di “No Woman No Cry” ha debuttato sul canale YouTube ufficiale di Bob Marley.

Per ulteriori informazioni su programmi e risorse incentrati su bambini e donne: In A Perfect WorldStudio Samuel

Oltre al nuovo video musicale “No Woman, No Cry” presentato per l’International Reggae Day, sono stati presentati 4 video musicali: “Bob Marley: Legacy Episodes sul canale YouTube ufficiale di Bob Marley.

Un nuovo video musicale in HD per “Lively Up Yourself”  è stato presentato in anteprima il 3 luglio, sul canale YouTube ufficiale di Bob Marley. Girato in 4K, il video mostra Bob Marley ai vertici della sua carriera.

Il 24 luglio, uno degli album più venduti e amati al mondo dei nostri tempi, LEGEND, uscirà su LP picture disc, in Edizione Limitata. Con molte delle canzoni memorabili di Bob, da “One Love / People Get Ready” a  “Get Up, Stand Up”, “Is This Love” da “Jammin’,” “Could You Be Loved” a “Three Little Birds” e altri otto classici, in occasione delle celebrazioni per #BobMarley75. L’album sarà disponibile in edizione limitata e conterrà oltre all’iconica copertina, un’immagine inedita di Bob. 

Il 26 giugno è uscito l’EP di Why Should I |  Exodus, contenente 6 tracce fra cui remix unici, versioni dub e una extended version di 12 “di Exodus.

Il 12 giugno, il leggendario spettacolo Live At The Rainbow di Bob Marley and the Wailers’ è stato trasmesso in diretta streaming sulla pagina ufficiale YouTube di Bob Marley. Girato a Londra il 4 giugno 1977, in piena esplosione punk, dove Bob era in esilio dopo l’uscita del suo leggendario LP Exodus,  a sei mesi da un tentativo di omicidio e da un grave infortunio al piede. Il concerto – tratto dall’ultimo tour Exodus – ha un’innegabile energia e e un forte significato politico. Lo spettacolo dal vivo è andato in onda per la prima volta con l’originale sequenza della performance.

Qui al link  Bob Marley e The Wailers “Live At The Rainbow” sul Canale ufficiale YouTube di Bob Marley.

In questa era digitale, Bob Marley rimane uno degli artisti più seguiti sui social media e MARLEY75 servirà a portare la sua musica e il suo messaggio in primo piano, raggiungendo un nuovo pubblico attraverso contenuti e tecnologia innovativi. Durante l’anno saranno resi noti speciali eventi live, contenuti digitali esclusivi, registrazioni, mostre e tesori rari e mai portati alla luce fino ad oggi. La musica di Bob Marley continua a ispirare generazione dopo generazione, mentre la sua eredità sopravvive attraverso il messaggio di amore, giustizia e unità, un sentimento più che mai necessario nel 2020. In collaborazione con Tuff Gong e UMe, una divisione di Universal Music Group, la famiglia Marley continuerà a garantire le massime qualità, integrità e cura per onorare l’eredità di Bob e per celebrare una delle figure più importanti e influenti del ventesimo secolo.

Sintonìzzati e iscriviti al canale ufficiale YouTube di Bob Marley per altri contenuti in arrivo che celebrano l’eredità e il contributo di Bob al mondo.

Ulteriori informazioni relative alla celebrazione di MARLEY75, saranno presto rese note. 

#BobMarley75

INFORMAZIONI SU BOB MARLEY

Bob Marley,  artista della Rock and Roll Hall of Fame, è noto non solo come l’uomo che ha portato il reggae in tutto il mondo, ma come uomo di stato e politico nella sua nativa Giamaica, riuscendo a riunire le fazioni in guerra del paese. Oggi Bob rimane una delle icone più importanti e influenti del XX secolo. Lo stile di vita e la musica di Marley continuano a ispirare le nuove generazioni mentre la sua eredità sopravvive attraverso la musica. Nell’era digitale, ha il secondo social media più seguito di qualsiasi celebrità postuma, la pagina ufficiale Facebook di Bob Marley conta oltre 70 milioni di fan, e viene classificata tra le Top 20 di tutte le pagine Facebook e tra le Top 10 delle pagine collegate a personaggi famosi. Il catalogo musicale di Marley ha venduto milioni di album in tutto il mondo. Il suo ‘best of’ LEGEND detiene il primato nella classifica Billboard come l’album di catalogo maggiormente venduto nella storia e rimane l’album reggae più venduto al mondo. I riconoscimenti di Marley includono la  Rock and Roll Hall of Fame (1994), l’ ASCAP Songwriters Hall of Fame (2010), un GRAMMY® Lifetime Achievement Award (2001), diverse candidature nella GRAMMY® Hall Of Fame e una stella nella Hollywood Walk of Fame (2001). Per ulteriori informazioni, visitare: bobmarley.com e facebook.com/bobmarley.

IL CELEBRE PIANISTA LANG LANG REGISTRA LE MONUMENTALI VARIAZIONI GOLDBERG

Lang Lang ha realizzato un sogno che lo ha accompagnato per tutta la vita registrando il monumentale lavoro di Johann Sebastian Bach, le Variazioni Goldberg, spesso descritto come “un Everest musicale”.

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Sarà pubblicato su Deutsche Grammophon il 4 settembre è sarà l’abbinamento di due esecuzioni del pianista: la prima registrata dal vivo durante il concerto presso la Thomaskirche di Lipsia, dove Bach lavorò per quasi 30 anni e che ora ospita la sua tomba; la seconda è stato realizzata poco dopo in studio. Le due registrazioni possono essere acquistate insieme come parte di un’edizione super deluxe; è la prima volta che il capolavoro bachiano è pubblicato simultaneamente in due versioni, dal vivo e in studio.

Ora ho 38 anni e, sebbene non sia vecchio, ho pensato che fosse il momento giusto per una nuova tappa del mio percorso artistico“, commenta Lang Lang. “Mi sono spostato su un nuovo terreno con le Variazioni Goldberg e mi sono davvero immerso completamente in questo progetto. Il mio obiettivo come artista è quello di continuare a diventare più autocosciente e più informato, oltre a continuare a offrire ispirazione agli altri. È un processo in divenire, ma questo progetto mi ha portato un po’ più avanti lungo il percorso“.

Il lungo viaggio del pianista nell’anima di uno dei più grandi punti di riferimento della cultura mondiale è iniziato con le prime lezioni sulla musica di Bach impartite durante la sua gioventù in Cina. Aveva solo 17 anni quando ha suonato a memoria le Variazioni Goldberg per il direttore e pianista Christoph Eschenbach, un’esperienza indimenticabile per entrambi i musicisti. Lang Lang si è successivamente confrontato con grandi interpreti esperti nell’esecuzione della musica del compositore come il direttore d’orchestra Nikolaus Harnoncourt e il clavicembalista Andreas Staier.

Grazie alla sua filosofia di lavoro che gli ha sempre permesso di evolversi nel corso degli anni, Lang Lang si è sentito pronto per registrare la celebre Aria e le 30 variazioni. All’inizio del marzo 2020, poco prima di iniziare le sue sessioni in studio, ha tenuto una commovente performance pubblica a Lipsia. “Suonare nella Thomaskirche, dove Bach è sepolto, è stato incredibilmente emozionante per me“, ricorda. “Non mi sono mai sentito così vicino a un compositore come durante quel recital. La versione dal vivo è molto spontanea, mentre nella versione in studio il mio modo di suonare è diverso – molto ponderato e riflessivo. In concerto si concentrano i 100 minuti di lavoro nel loro complesso. In studio puoi focalizzare su singoli dettagli e sfumature e, naturalmente, ciò può influire in modo sostanziale sull’esperienza musicale“.

Si ritiene che Bach abbia scritto le Variazioni Goldberg per il suo allievo, un giovane virtuoso del clavicembalo di nome Johann Gottlieb Goldberg. Il primo biografo del compositore riferì che il pezzo fu commissionato dall’ambasciatore russo alla corte di Dresda che soffriva d’insonnia come un’opera “rilassante e allegra” per il giovane Goldberg da suonare durante la notte. Pubblicato alla fine del 1741, richiede una totale attenzione mentale e spirituale da parte dell’esecutore.

Questo non è solo il lavoro più incredibile e creativo nel repertorio per tastiera, è anche il più multidimensionale“, osserva Lang Lang. “Ci consente di attingere a tutto ciò che abbiamo dentro di noi, ma ci fa anche capire ciò che manca e ciò che dobbiamo ancora imparare“.

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Chi è Lang Lang

Virtuoso del pianoforte celebrato a livello globale, Lang Lang ha venduto milioni di album in tutto il mondo arrivando in vetta alle classifiche classiche ottenendo un successo grandioso. Nel 2007 ha ottenuto la nomination al Grammy Award, diventando il primo artista cinese nella categoria Miglior solista strumentale, ed è stato descritto come una delle 100 persone più influenti al mondo dalla rivista TIME. Nell’ultimo decennio Lang Lang ha suonato per appassionati, leader mondiali, monarchi e dignitari tra cui il presidente Barack Obama, Papa Francesco e la regina Elisabetta II. Ha tenuto spettacoli – tutti esauriti – nelle sale da concerto di tutto il mondo, con le migliori orchestre e direttori del mondo. Lang Lang ha raggiunto un pubblico televisivo di miliardi persone, esibendosi alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino del 2008 e alla finale della Coppa del Mondo FIFA 2014 a Rio de Janeiro. Le sue esibizioni al Grammy con i Metallica, Pharrell Williams, la leggenda del jazz Herbie Hancock e la sua interpretazione del 2020 di “I Sing the Body Electric” sono state apprezzate da milioni di spettatori. Lang Lang ha anche preso parte a One World: Together At Home, trasmesso sulle principali reti televisive e trasmesso in streaming online su più piattaforme globali guardate da miliardi di telespettatori.

I grandi successi musicali di Lang Lang vanno i pari passo ai costanti impegni per cause benefiche, in particolare attraverso la Lang Lang International Music Foundation e Keys of Inspiration®. È stato designato nel 2013 come Messaggero di Pace dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, concentrandosi sull’educazione globale. Ha ispirato 40 milioni di bambini ad imparare il pianoforte e ha sviluppato programmi educativi di grande successo. Ha anche aperto le sue scuole di musica, Lang Lang Music World a Shenzhen e Lang Lang Art World ad Hangzhou.

Il precedente album di Lang Lang, Piano Book, è diventato l’album classico più venduto del 2019 in tutto il mondo. Ha superato le classifiche classiche in più paesi ed è stato anche il suo più grande debutto in streaming, con oltre 170 milioni di stream. Lang Lang è uno dei musicisti classici più influenti al mondo, con oltre 20 milioni di follower sui canali social.

Tutto ciò che Lang Lang fa è sostenuto dalla sua convinzione che “la musica rende la vita migliore – guarisce, unisce e ispira e ci rende persone migliori”. Le Variazioni Goldberg sono il suo ultimo progetto musicale che mira a incoraggiare una nuova generazione di fan ad esplorare il geniale lavoro di di Johann Sebastian Bach.

Davide “BOOSTA” Dileo prosegue in tutta Italia il tour “BOOSTOLOGY”

Davide “BOOSTA” Dileo venerdì 17 luglio sarà in concerto al CASTELLO SFORZESCO di MILANO (Piazza Castello – apertura porte 21.30), suggestiva cornice in cui lo scorso novembre ha presentato il progetto da solista “R-Nascimento”.

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Per quest’occasione speciale Boosta passeggerà tra strumenti grandi e piccoli, tra suoni, canzoni e ispirazioni della sua memoria e della musica che ama. L’evento è organizzato da Le Cannibile e fa parte della rassegna Estate Sforzesca 2020, promossa e coordinata dal Comune di Milano|Cultura e cuore anche di “Aria di Cultura“, il palinsesto di iniziative che accompagna la ripresa dello spettacolo dal vivo e delle attività culturali in città.

Le prevendite per il concerto sono disponibili al seguente link: https://bit.ly/boostalc-tickets 
Per info sull’evento: https://bit.ly/lc-estatesforzesca20 

Quest’estate “Boosta” è impegnato sui palchi di prestigiose location italiane con il tour in solo “Boostology”, in cui presenta live al suo pubblico uno speciale concerto passeggiato, percorrendo i sentieri meno battuti della musica contemporanea del ‘900 e le pietre miliari del proprio repertorio pianistico fino a svelare alcune sue composizioni inedite, di prossima uscita. 

Se esiste una colonna sonora dei pensieri di ognuno nell’estate più strana del secolo, un artista come Boosta sa sicuramente come darle vita.

Durante i concerti di “Boostology”, fondendo pianoforte ed elettronica, Boosta accompagnerà il pubblico in un vero e proprio viaggio alla scoperta delle diverse sfumature della musica e della sua unica valenza: essere un collante sociale ed emotivo. 

«È la prima volta che mi permetto di girare così svestito – dichiara Boosta – Spero possa essere una bella scoperta. Per voi. Per me».

Boosta

Queste le date attualmente confermate del tour organizzato e prodotto da Ponderosa Music&Art (calendario in aggiornamento):

24 luglio – Verucchio (RN) – Verucchio Festival (info biglietti https://bit.ly/2VC4dxl)
9 agosto – Codroipo (UD) – Villa Manin Estate (info biglietti https://bit.ly/3inZhGm)
15 settembre – Fiesole (FI) – Teatro Romano (info biglietti https://bit.ly/2VH1fb3)

I biglietti per i concerti sono disponibili sui principali circuiti di prevendita.

Il consumo di musica rap in Italia cresce del 40%, otto volte di più della media globale

Da “Rap Italia: Battle Royale” a “Plus Ultra”: Spotify presenta il restyling della più importante playlist hip hop italiana che riflette l’evoluzione del genere.

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La crescita del rap – La consacrazione del hip hop come genere mainstream in Italia è realtà. Secondo dati Spotify, infatti, tra il 2017 e il 2020 il consumo di musica rap in streaming su Spotify nel nostro paese è cresciuto del 40%, un aumento di otto volte superiore rispetto a quello registrato a livello globale (+5%). Nel 2017 la percentuale di tracce rap sul totale di quelle riprodotte in Italia era del 25,6%, una quota cresciuta fino al 35,9% nei primi mesi del 2020. Se si considera lo stesso intervallo temporale, la crescita è stata molto più contenuta nel resto del mondo, dove si è passati dal 22,9% al 24,1%.

Questi numeri testimoniano quanto gli italiani si siano avvicinati a un genere in grado di rappresentare i valori di una fascia ampia di popolazione – soprattutto quella più giovane – e di parlarne la stessa lingua. “Come già accaduto in altri paesi come la Francia o la Turchia, l’hip hop è diventato ‘il nuovo pop’”, commenta Melanie Parejo, Head of Music per il Sud Europa di Spotify. “Negli ultimi anni il rap è stato il genere che è riuscito a coinvolgere maggiormente le nuove generazioni. Attraverso un vocabolario specifico e la capacità di parlare di attualità e di questioni sociali, il rap si è imposto come il genere con cui i giovani si identificano, perché è vicino alla loro realtà”.

Il rebranding: goodbye “Rap Italia”, welcome “Plus Ultra”! – La continua evoluzione del genere si è riflessa anche nella scelta di Spotify di realizzare un rebranding completo della più importante playlist di rap italiano. “Rap Italia: Battle Royale”, che conta oltre 571.000 follower, è stata recentemente rinominata “Plus Ultra”, nome scelto per il fascino internazionale e la capacità di abbracciare sia la Old School che la New School, adattandosi a Rap, Trap e a tutti i sottogeneri dell’hip hop. Il rebranding ha toccato anche gli aspetti estetici della playlist, con la scelta di una visual identity più originale, semplice e pulita ma in grado di cogliere e rappresentare al meglio il momento vissuto dalla scena rap.

“Quando abbiamo scelto il nome ‘Rap Italia: Battle Royale’, nel 2016, Spotify Italia si stava inserendo nel panorama locale e abbiamo optato per un titolo semplice e auto esplicativo che ha funzionato bene. Con l’evoluzione degli ultimi anni avevamo bisogno di rinnovare l’identità della principale playlist nazionale in ambito rap, ed è così che è nato ‘Plus Ultra’, un titolo che porta il nostro brand a un livello superiore con un naming forte e diretto, che crediamo in linea con i valori del genere stesso”, aggiunge Melanie Parejo.

La top ten delle canzoni – Quali sono state le canzoni che hanno accompagnato l’evoluzione della scena hip hop italiana, appagando i desideri di un pubblico in costante crescita e trainando il consumo nel periodo successivo al lancio della playlist “Rap Italia”? Ecco la top 10 delle tracce più riprodotte su Spotify relative al periodo 2017-2020.

Canzoni rap italiane: 

  1. Capo Plaza, DrefGold, Sfera Ebbasta – Tesla (feat. Sfera Ebbasta & DrefGold)
  2. tha Supreme – blun7 a swishland
  3. Coez, Gemitaiz – Davide (feat. Coez)
  4. Salmo – 90MIN
  5. Quavo, Sfera Ebbasta  – Cupido (feat. Quavo)
  6. Vegas Jones – Malibu
  7. Boro Boro, Don Joe, MamboLosco – Lento
  8. Dani Faiv, Fabri Fibra, MACHETE, tha Supreme- YOSHI (feat. Fabri Fibra) – prod. Strage
  9. Sfera Ebbasta  – Rockstar
  10. Charlie Charles, Ghali, Sfera Ebbasta – Peace & Love           

A proposito di Spotify

Dal 2008, Spotify ha rivoluzionato il modo di ascoltare la musica per sempre. La nostra mission è quella di liberare il potenziale della creatività umana dando ad un milione di artisti creativi l’opportunità di vivere della loro arte e dando invece a miliardi di fan l’opportunità di divertirsi e di essere ispirati dai loro idoli. Tutto ciò che facciamo è guidato dal nostro amore per la musica. Scopri, gestisci e condividi gratuitamente oltre 50 milioni di   brani oppure passa a Spotify Premium per accedere a funzioni esclusive come la modalità offline, una qualità migliore del suono, Spotify Connect e l’ascolto senza pubblicità. Oggi siamo il servizio di abbonamento di streaming più popolare al mondo con una comunità di oltre 286 milioni di utenti, tra cui 130 milioni di abbonati a Spotify Premium, su  79 paesi complessivi. Per ulteriori informazioni, per immagini o per contattare l’ufficio stampa, visita la nostra newsroom all’indirizzo newsroom.spotify.com/

Ligabue: morto Mario Zanni, barista di “Bar Mario” e “Certe notti”

Ricordate la frase “Ci vediamo da Mario, prima o poi…” della celebre canzone “Certe Notti” di Ligabue? Oppure parti del testo di “Bar Mario”: “Mario d’un colpo di straccio al banco del bar, Mario sputa e tira fuori i conti del bar, Mario manda tutti a nanna e poi chiude il bar”?

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Quel Mario era Mario Zanni, il gestore del Bar Mario di San Martino in Rio, nei pressi di Correggio, dalle parti di Reggio Emilia.

Purtroppo il mitico Mario si è spento. Aveva 80 anni. Il suo bar era diventato famoso proprio grazie a delle canzoni del Liga, Bar Mario del 1990, e Certe notti del 1995.

La figura di Mario la si ritrovava anche nel primo film di Ligabue, Radiofreccia (1998) e aveva il volto e la voce di Francesco Guccini.

All’inizio della sua carriera, Ligabue frequentava il bar, soprattutto dopo le prove della sua prima band (gli Orazero) in una ex stalla vicina.

Nonostante il cambio di gestione, per anni che i fan di Ligabue hanno affollato il locale, come fosse una tappa obbligatoria in una sorta di tour per meglio conoscere le tappe della carriera del rocker di Correggio, tant’è che il nome del fan club ufficiale dell’artista si chiama proprio barMario.

Con queste parole affidate alla sua pagina Facebook, ieri pomeriggio Ligabue ha voluto dare l’addio a Mario: “Ciao Marietto. Grazie. Ora riposati“.

 

 

Mietta: “Spritz Campari” è il tormentone che non t’aspetti

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Mietta dà i numeri e cavalca l’estate a sorsi di “Spritz Campari”

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Spritz Campari è il tormentone che segna il ritorno di una Mietta post-quarantena per l’estate 2020. Avvenente, determinata e dai bollenti spiriti, è nuovamente pronta ad annegare la tristezza nell’alcol.

A risvegliare la Tigre è il team di lavoro di Milano è dove mi sono persa e Cloro, ovvero: Diego Calvetti alla produzione, il trittico Valerio Carboni/Karin Amadori/Vincenza Casati alla scrittura e composizione e Mauro Russo alla regia. Etichetta discografica Platinum Studio, distribuzione The Orchard.

Daniela, per tutti Mietta, rimette piede sulla scena pop a gambe scoperte, consapevole della sua intramontabile bellezza e iconicità. Armata di tacchi eccitanti, ricci ribelli, bambola voodoo, tempestata di spilli, e numeri rivelatori, inizia il suo canto da sirena ammaliante, maliziosa e per giunta diabolica. Un canto epurato da quegli acuti da diva divina che ora riserva solo alla Daniela jazz, pronta a tornare quando meno te l’aspetti.

Si inizia con il 3, il numero perfetto, con cui prendere consapevolezza dell’imperfezione di un rapporto basato esclusivamente sul sesso. Il protagonista del brano è dunque il partner, sicuro di sé e dominante, che nel momento in cui viene messo alla porta chiede: “Cosa vuoi?” Ma oramai è troppo tardi: Daniela è depressa, non ci sta più a vivere di solo sesso e affoga la storia in uno Spritz Campari per godere d’altro; magari di 100 occhiali nuovi, magari di un nuovo uomo.

“8, a te piaceva sopra, a me piaceva sotto” canta, rivelandoci la sua posizione preferita del Kamasutra. Una Mietta predisposta dunque al sesso romantico e al ruolo della donna passiva e estremamente femminile. Una Mietta che balla, ride, ammicca e medita vendetta: “Che sia maledetto!”. E qui scattano il 13 (numero karmico che rappresenta la morte, la trasformazione e la rinascita) e il 17 (secondo un’antica credenza popolare simboleggia l’arrivo di eventi funesti).

Ogni riccio un capriccio, ogni ricordo uno spillo da restituire al mittente. Ed è proprio questo a evidenziare che forse quell’uomo sarà proprio il suo disco rotto: quel du du da da da che autocita, rendendo omaggio a Vattene Amore nel 30° anniversario della sua pubblicazione, e che contrappone per convincersi che è veramente finita.

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DICHIARAZIONI 

Mietta racconta così il brano, prodotto artisticamente da Diego Calvetti e Valerio Carboni: «È un brano volutamente e magicamente leggero. È la voglia di staccare per un attimo e riuscire a non pensare a tutto ciò che abbiamo visto e sentito dall’inizio dell’anno. È la sintesi di ciò che in molti, in questi mesi, abbiamo capito: abituati a correre troppo, andare ovunque e volere tutto, ci è capitato di doverci bloccare e di riflettere su cosa sia importante: a volte anche solo una bevuta con gli amici o capire se la persona con la quale stiamo sia quella giusta. La forza di questo brano è che è difficile da non canticchiare e mi piace l’idea che questa estate ci possano essere una serie di ‘duetti’ improvvisati tra me e gli ascoltatori».

Per questa strana estate 2020 il tormentone alticcio, sopra le righe e con un retrogusto malinconico di Mietta si pone sulla stessa pista da ballo di Aiello, che in Vienimi (a ballare) canta “Hai iniziato con la mano”, “Prometto a me stesso che non ti cerco più”, “Amore portami a bere tequila, sale e limone”.

Il co-autore e co-produttore Valerio Carboni mi ribadisce l’ispirazione testuale dettata dalla ripartenza post-Covid: «In questo brano abbiamo cercato un approccio testuale abbastanza ‘leggero’, sia per il periodo estivo alle porte, che per il fatto che stiamo (si spera!) uscendo da un periodo molto cupo, a causa della pandemia in atto. C’è un tempo per stare seri, riflettere, pensare, ma c’è anche un tempo per rilassarsi, respirare, e magari togliersi qualche sassolino dal passato. Lo Spritz Campari rappresenta questo, la voglia di “staccare” da una brutta situazione, per rimanere leggeri e non pensare più a niente».

E interpellato sull’aspetto musicale, che consegna alla storia una nuova Mietta, aggiunge: «La musica invece riflette la nuova veste di Daniela, non troppo fedele alle tradizioni, con una sana voglia di trasgredire e rinnovarsi, sotto la falsa riga della strada intrapresa da “Milano è dove mi sono persa”. Io, Karin e Vincenza formiamo un team solido, siamo prima di tutto amici, e ci divertiamo un mondo a scrivere insieme. Penso che questo si rifletta anche nelle nostre canzoni più scanzonate».

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VIDEO 

Il nuovo brano di Mietta, dal titolo “Spritz Campari” , è disponibile dal 3 luglio in digitale, in radio e, in contemporanea, anche in versione video. Girato da Mauro Russo e Druga, è totalmente ambientato nella Taranto vecchia: è lì che si aggira una donna (interpretata da Mietta) intenta a cercare un modo per far “pagare il conto” all’ex che l’ha tradita.

mietta

TESTO 

Tre numero perfetto
ma a te chi te l’ha detto
che pensi solo al sesso

Tredici che sia maledetto
che sia maledetto
che sia maledetto

Il diciassette è meglio stare a casa
ma a casa ci sei tu
e allora me ne vado via
otto a te piaceva sopra
a me piaceva sotto

se non ha funzionato tra di noi
non è per colpa di uno specchio rotto
è che noi non ci capiamo proprio
mi chiedi cosa vuoi

Voglio solo uno Spritz Campari
oppure mille paia di occhiali
uno per ogni volta che vorrei non guardarti più
non è vero che mi rimani
in testa come le canzoni
come quelle che ascolti
soltanto una volta e poi non le scordi più
tipo quella là che fa “du du da da da da”

Sei non so più chi sei
se lo volessi sai
potrei chiederlo a lei

sette sono le meraviglie
come le tue spalle
come le mie caviglie

ma un giorno abbiamo smesso di guardarci
ormai la nostra storia
suonava come un vecchio disco rotto
a te piaceva sopra a me piaceva sotto

Se non ha funzionato che ne sai
di tutti i posti in cui non siamo stati
i messaggi e i sogni mai scambiati
mi chiedi cosa vuoi

Voglio solo uno Spritz Campari
oppure mille paia di occhiali
uno per ogni volta che vorrei non guardarti più
non è vero che mi rimani
in testa come le canzoni
come quelle che ascolti
soltanto una volta e poi non le scordi più
tipo quella là che fa “du du da da da da”
tipo quella là che fa “du du da da da da”

Ah mi chiedi solo adesso cosa vuoi
ma prima tu non me l’hai chiesto mai
cosa vuoi

Voglio solo uno Spritz Campari
oppure mille paia di occhiali
uno per ogni volta che vorrei non guardarti più
non è vero che mi rimani
in testa come le canzoni
come quelle che ascolti
soltanto una volta e poi non le scordi più
tipo quella là che fa “du du da da da da”
tipo quella là che fa “du du da da da da”

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Andrea Dessì, Fabrizio Bosso e Massimo Tagliata: il “Big” trio

“Big” è il terzo singolo, a metà strada tra il jazz e il funk, pubblicato da Andrea Dessì con Fabrizio Bosso e Massimo Tagliata
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Prosegue la pubblicazione dei brani originali scritti ed eseguiti da Andrea Dessì trio con la preziosa partecipazione di Massimo Tagliata all’organo e la presenza del fuoriclasse del jazz Fabrizio Bosso.

“Big” è la terza uscita, dopo i primi due singoli “Tamba” e “On Groovy”. Le precedenti pubblicazioni hanno riscontrato l’apprezzamento di un largo pubblico del mondo musicale oltre che a quello più strettamente attinente al jazz. Nel nuovo album in divenire del versatile artista bolognese sarà anche incluso il precedente singolo con Sherrita Duran, “Yust You and I”, e “Mi perdido amor” con Mietta, la dea del canto, che è disponibile su tutte le piattaforme digitali e streaming dal 12 luglio. 

BIG

“Big” è un funk in stile post moderno, pieno di citazioni stilistiche. In particolare viene usata la chitarra acustica al posto della chitarra elettrica, il che rende il sound generale inaspettato. Il primo riff richiama i riff blues anni 60 e 70, il secondo è il classico riff funk anni 70, richiama le sigle dei telefilm con particolare vicinanza alla famosa serie Starsky & Hutch. Si torna poi improvvisamente nel mondo dello swing anni 20, fra dolcezza e nostalgia dei club americani dell’epoca evocati dalla tromba con sordina di Bosso. In un solo brano stili lontani che si uniscono, in modo naturale, attraverso impreviste tecniche finger-style, usate sulla chitarra acustica, e assoli dai mille colori jazz/blues. La modernità incontra il passato.

Nel brano Fabrizio Bosso dà prova magistrale della sua abilità e sensibilità con frasi pop e funk blues sempre centrate e ad effetto. Andrea Dessì come autore ci mostra ancora una volta quanto è vasto il mondo della musica, mantenendo una sua intima, sincera ed autentica espressione. La chitarra acustica utilizzata da Dessì è firmata Mayson, una Dreadnought con cassa ridotta, un piccolo gioiellino di comodità e sonorità.

Il brano è arrangiato e mixato con l’aiuto di importanti musicisti, quali Massimo Tagliata e il produttore Raffaele Montanari che hanno impreziosito il brano e la produzione. Anche per “Big”, come per “Tamba” e “On Groovy” la distribuzione e pubblicazione è affidata alla label PMS Studio.

ANDREA DESSì

Virtuoso della chitarra, diplomato in chitarra classica e chitarra jazz, Andrea Dessì spazia dal latin jazz, al blues, dal flamenco jazz al tango. Autore della musica della hit “Non vivo più senza te” con il testo di Biagio Antonacci, ha scritto “Semplice”, il jazz tango per Mietta, pubblicato con l’etichetta Irma Records, che ha conquistato la vetta della classifica Jazz di iTunes e l’entusiasmo della critica. Numerosi i dischi e le collaborazioni all’attivo con gli artisti jazz più importanti d’Italia – da Javier Girotto a Fabrizio Bosso, passando per Gabriele Mirabassi –  con i quali si esibisce nei Festival Internazionali più importanti. Il suo sito ufficiale è www.andreadessi.it.

LEGGI ANCHE: ANDREA DESSÌ, LA TRISTE COINCIDENZA DELLA VITA E GLI INCONTRI FORTUNATI – INTERVISTA

FABRIZIO BOSSO

Fabrizio Bosso inizia a suonare la tromba all’età di 5 Anni e a soli 15 anni si diploma al Conservatorio Giuseppe Verdi Di Torino. La sua carriera può vantare collaborazioni con artisti importanti, sia jazz sia pop, come Bruno Lauzi, Fabio Concato, Ivana Spagna, Renato Zero, Tiziano Ferro, Tullio De Piscopo, Peppe Servillo, Javier Girotto, Dado Moroni, Paolo Fresu e Furio Di Castri. Ben 4 le sue partecipazioni al Festival Di Sanremo, al fianco di Sergio Cammariere, Simona Molinari, Raphael Gualazzi e Nina Zilli. Il suo sito ufficiale è www.fabriziobosso.eu.

MASSIMO TAGLIATA

Totalmente cieco dall’età di soli sei anni e mezzo a causa di un’operazione sbagliata, diviene già da giovanissimo un affermato polistrumentista. È il fisarmonicista di numerosi Big, sia del pop italiano come Mina, Adriano Celentano, Antonella Ruggiero, Mietta, Elisa, Biagio Antonacci, Daniele Silvestri, Cristina Donà, Arisa e Silvia Mezzanotte, sia del jazz come Rita Botto, Banda Favela, Hengel Gualdi e Roy Paci. Ha suonato nell’album “Le Migliori” di Mina/Celentano e nell’album “Mina Fossati” di Mina/Fossati e in importanti Festival Internazionali in Germania, Giappone, Brasile, Russia, ecc. Arrangiatore e produttore con tanti progetti all’attivo come solista o come componente dei Marea e dei Lumiere.

Andrea Dessì
Andrea Dessì. Crediti Foto: Simona Zanicheli. Chitarra: Salvador Cortez

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Mahmood: fuori il nuovo singolo “Dorado” con Sfera Ebbasta e Feid

Uscito il singolo “Dorado” di Mahmood in collaborazione con Sfera Ebbasta e Feid.
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Dopo il singolo “Moonlight Popolare” feat. con Massimo PericoloMahmood collabora con un altro rapper, Sfera Ebbasta, e fa uscire “Dorado”.

Ai due si aggiunge anche l’artista reggaeton Feid, mentre alla produzione c’è la firma di Dardust.

Il brano “Dorado”, con le sue sonorità esotiche e torride, si candida ad essere un grande tormentone estivo.

Sulla cover del brano troviamo il mitico personaggio di Bugs Bunny, Il coniglio più amato nel mondo, che festeggia quest’anno i suoi 80 anni.

mahmood

Bob Dylan, l’ultimo dei migliori in “Rough And Rowdy Ways” – RECENSIONE

Partiamo dall’oggettività: “Rough And Rowdy Ways”, uscito il 19 giugno scorso, è il 39° album in studio di Bob Dylan, un musicista “nobile” che nella sua vita ha venduto oltre 125 milioni di dischi in tutto il mondo. Un poeta, un artista, un Premio Nobel!

Negli ultimi 23 anni ha realizzato sette album in studio, un lasso di tempo che include anche la registrazione, nel 2001, di “Things Have Changed”, realizzata per il film Wonder Boys e vincitrice di un Oscar e di un Golden Globe. E ancora… l’autobiografia divenuta best seller internazionale, “Chronicles Vol. 1”, che ha trascorso 19 settimane nella lista dei migliori book del New York Times e che recentemente è stata definita da Rolling Stone come la più grande autobiografia rock di sempre. Tanto per non farsi mancare niente, Dylan ha anche ricevuto l’Officier de la Legion d’honneur, il Sweden’s Polar Music Award nel 2000, un Dottorato dall’Università di St. Andrews in Scozia e numerose altre onorificenze.

Questa cristallizzazione della realtà ha un significato preciso che, mi auguro, emergerà nelle righe a seguire.

Il nuovo album della leggenda Dylan ripercorre la sua vita, e suona come qualcosa di mai realizzato prima. Non un evento epocale – come accadde in occasione della “svolta elettrica” al Free Trade Hall di Manchester, il 17 maggio 1966, quando qualcuno tra il pubblico lo apostrofò con l’epiteto di “Giuda”! -, ma a 79 anni penso ci si possa accontentare di realizzare – e ascoltare – un buon album!

Parliamo della sua prima collezione di inediti dal 2012, un tempo decisamente lungo, ma negli otto anni di apparente rallentamento Dylan ha diversificato gli impegni, gestendo cinque dischi ispirati a Frank Sinatra, organizzando l’uscita delle sue “Bootleg Series”, lanciando la linea di whisky “Heaven’s Door”, esponendo i suoi dipinti/ disegni/ sculture, essendo oggetto di un documentario di Martin Scorsese che racconta il tour del 1975 – Rolling Thunder -, suonando in più di 500 concerti nel suo continuo “Never-Ending Tour” e… facendo tappa a Stoccolma per raccogliere un premio Nobel per la letteratura. Insomma, il materiale di discussione e approfondimento per i fan non è mai venuto a mancare.

Difficile quindi considerare “Rough And Rowdy Ways” come un ritorno sulla scena musicale, meglio sottolineare come il disco profumi di riflessione su di un mondo a cui Bob ha dato contenuti e innovazione, plasmando al contempo la sua esistenza e quella di molti seguaci. Ma l’album, nonostante rivolga pesantemente lo sguardo al passato, suona come il desiderio di aprire un nuovo sentiero.

Il disco è stato anticipato nel mese di marzo dal video di “Murder Most Foul”, una meditazione di diciassette minuti – pressoché un parlato – focalizzata sull’assassinio di J.F. Kennedy, imbottita di dettagli sull’evento, con la sottolineatura di una lunga lista di titoli di canzoni: ciò che ne deriva è la sensazione che sia stata la musica a trascinare la nazione dopo la tragedia che ha segnato un’epoca, e che sarà la musica che alla fine racconterà la storia americana.

Da molti fan considerato inizialmente brano “noioso”, superato l’impatto è diventato irrinunciabile per gli stessi dubbiosi.

A seguire altre due canzoni, la dolce e contemplativa “I Contain Multitudes” e l’astuto blues “False Prophet”: queste due tracce aprono l’album, mentre il già citato “Murder Most Foul” lo chiude.

I lavori musicali di Dylan del XXI secolo hanno seguito un progetto preciso iniziato con “Love and Theft” – uscito l’11 settembre del 2001 -, oscillando tra blues, country, rockabilly e pop.  Dopo essere entrato nel territorio di Sinatra ci si poteva aspettare una contaminazione e un successivo approccio più conciso e classico, ma ciò che è successo è esattamente l’opposto: le canzoni di “Rough e Rowdy Ways” attingono a più tradizioni musicali contemporaneamente, si prendono uno spazio metrico lontano dalla normale forma canzone e cambiano spesso marcia e tono. Alcune tracce non hanno alcun ritornello distinguibile o regolare, e tre sono prive di parte ritmica.

La maestosa “Mother of Muses”, ad esempio, si percepisce come una ballad di altri tempi, mentre la lamentosa e ondeggiante “I Made Up My Mind to Give Myself to You”, è una delle canzoni d’amore più semplici e dolci del suo repertorio. “My Own Version of You” è qualcosa di completamente diverso, una riflessione sul significato della vita: “Puoi dirmi cosa significa essere o non essere?“.

Sicuramente un modus poco convenzionale per Dylan, con una forte alternanza di significati e forme.

Un paesaggio da sogno di nove minuti e mezzo è quello presentato in “Key West”, con Dylan che propone una fisarmonica ipnotica e una lirica tutta da scoprire.

La canzone “Black Rider” si spinge in territorio quasi metafisico – “Lascia che tutti i tuoi pensieri terreni si trasformino in una preghiera” – controbilanciato da una chiosa sardonica e minacciosa: “La dimensione del tuo cazzo non ti porterà da nessuna parte“.

Anche le canzoni blues sono tutt’altro che semplici esercizi di genere. “Goodbye Jimmy Reed” prende in prestito uno swing spavaldo che riporta alla leggenda del mito da cui il brano prende il nome, e la greve “Crossing the Rubicon” colpisce per il ritmo a cadenza variabile in cui Dylan pare trovarsi a meraviglia.

Quello che emerge da “Rough and Rowdy Ways” – titolo che ricalca quello di una canzone del 1929 del pioniere della musica country Jimmie Rodgers – è il senso della ricerca ardente dello scopo finale, la messa a fuoco del momento conclusivo.

Troviamo umorismo, rabbia e dolore, in ogni parola e in ogni lato espressivo; non ci sono riempitivi forzati, e nemmeno frasi incompiute, e sarebbe plausibile pensare che Dylan abbia voluto creare un compendio della sua vita, da lasciare in eredità al nuovo che arriva:

Sono tre miglia a sud del purgatorio/Un passo dal Grande Aldilà“.

La morte è sempre stata vicina al lavoro di Dylan: il suo omonimo debutto, registrato nel 1961 quando aveva solo venti anni, includeva “In My Time of Dyin'”, “Fixin’ to Die” e chiudeva con “See That My Grave Is Kept Clean”. Il fatalismo è sempre stato parte della sua storia musicale e del suo lessico, elementi basici da cui normalmente ha attinto.

Dylan ci ha spesso consigliato di non cercare il significato letterale del suo lavoro. In una recente intervista al New York Times, ha descritto alcune di queste nuove canzoni come cadute dallo spazio, aggiungendo: “Sono disorientato come chiunque altro sul perché le abbia scritte”, e ancora: “Non ci si può aspettare di capire tutto in ogni canzone”.

In qualche modo l’effetto di “Rough and Rowdy Ways” è qualcosa di più elegiaco e, in ultima analisi, ottimistico. Mentre anela vendetta contro coloro che lo hanno tradito, i riferimenti alla storia, alla letteratura e alla musica – da Giulio Cesare ai Mott the Hoople, William Blake e Anne Frank, Harry Truman e Bo Diddley – rimbalzano attraverso l’album, culminando nella vertiginosa litania di “Murder Most Foul”. E in questi echi, in queste composizioni dal magico profumo, si possono catturare le esperienze e le lezioni ricevute nel tempo dall’ex menestrello del Greenwich Village, che pare voglia spiegare che è con l’arte che creiamo l’immortalità.

Questo stato mentale è ciò che mantiene Dylan “on the road” dopo tutti questi anni, e lo spinge ancora a cercare e a lottare attraverso la sua scrittura, un artista che, dopo aver ispirato più generazioni, è ancora alla ricerca di nuovi territori, non pago di una carriera incomparabile: “Sono l’ultimo dei migliori, puoi seppellire il resto“, canta su “False Prophet”.

Rob Stringer, CEO di Sony Music, ha affermato: “Queste canzoni non hanno precedenti, né nel repertorio di Bob né in quello di nessun altro”.

Dopo un attento ascolto non sarà difficile essere d’accordo con lui!

bob dylan
Crediti del FotoMontaggio Immagini ©FareMusic – FMD Copyright

Tracklist “Rough and Rowdy Ways” – Bob Dylan

I Contain Multitudes
False Prophet
My Own Version of You
I’ve Made Up My Mind to Give Myself to You
Black Rider
Goodbye Jimmy Reed
Mother of Muses
Crossing the Rubicon
Key West (Philosopher Pirate)
Murder Most Foul

Arriva a Messina il primo albo che riconoscerà il mestiere di musicista



Arriva a Messina la rivoluzione della musica con la fondazione di un albo per musicisti professionisti.

Ne avevamo già parlato diverse settimana fa (leggi articolo), quando i più grandi artisti italiani tra cui Laura Pausini, Fiorella Mannoia e molti altri colleghi artisti si erano rivolti allo Stato con un appello che richiamava l’attenzione sul campo dello spettacolo e delle esibizioni troppe volte messo in disparte.

A seguito dell’emergenza da covid-19, molti sono stati i comparti produttivi che hanno subito contracolpi economici, in special modo quello dello spettacolo. Così, se da una parte tutti i tour in programma sono stati posticipati al 2021, creando una spaccatura tra i fan e i venditori autorizzati di biglietti che non hanno rimborsato l’acquisto dei ticket, convertendoli invece in voucher, dall’altra parte i musicisti che vivono di mini tour in giro per locali hanno visto le proprie prospettive di guadagno, anche se minime, smumare. E se a questo si aggiunge che gli stessi non hanno mai avuto un giusto riconoscimento professionale da parte delle istituzioni, locali e statali, il tutto diventa davvero insostenibile. 

Da qui, molti sono stati gli appelli d’aiuto, tra cui quello relativo alla proposta del sindacato autonomo Sacs Cisal e i musicisti professionisti di Messina rivolto all’amministrazione della città in cui si chiede un ALBO COMUNALE per il settoreche dovrebbe essere di riferimento anche per i gestori dei locali nei quali si fa musica dal vivo – nel quale inserire i professionisti del settore, che tra le altre subiscono concorrenza scorretta di chi fa un altro lavoro e si trasforma in musicista per hobby, magari a 30 euro a sera.

La proposta è stata accettata dagli assessori Dafne Musolino e Pippo Scattareggia.

A dare voce alle istanze del mondo del settore musicale il coordinatore provinciale del Sacs Cisal Guglielmo Sidoti:  

L’albo che chiediamo è indispensabile perché rappresenterebbe la mappatura degli artisti presenti in città. Dovrebbe essere utilizzato non soltanto dall’amministrazione di Palazzo Zanca quando si devono organizzare manifestazioni e c’è la necessità di reperire artisti locali, ma anche per rilanciare i settori dell’intrattenimento musicale e della ristorazione. Per i gestori dei locali che decidono di scritturare o ingaggiare gli artisti che si vogliono esibire, la creazione dell’albo comporterebbe degli innegabili vantaggi, perché i clienti non andrebbero solo a cenare o a bere ma avrebbero anche la possibilità di assistere a un intrattenimento musicale professionale. Contestualmente, l’artista sarebbe finalmente tutelato grazie a un contratto regolare”.

Quindi non più esibizioni live gratuite con cena inclusa e nessuna paga, quindi, non più la più celebre richiesta da parte dei proprietari di locali: “Se mi portate almeno 100 persone vi offro la cena e 25 euro a testa“.

Si parla dunque di una vera e propria rivoluzione musicale, almeno per quanto riguarda il mondo delle esibizioni in pub e locali vari.

Un passo avanti di sicuro apprezzato anche da coloro che hanno abbandonato il mestiere di musicista e trasformato in hobby serale proprio perché, con una free dinner, lo stipendio a casa non lo si porta e mantenere una famiglia in questo modo diventa impossibile.

Sicuramente non siamo ancora usciti totalmente dall’emergenza coronavirus ma sembra almeno, per adesso, che si stia iniziando a smuovere qualcosa per migliorare la situazione lavorativa italiana.

Intanto, la regolarizzazione del lavoro artistico è un passo gigante che viene fatto dopo anni di proteste e volontà da parte dei musicisti di essere in regola, pagati per il loro lavoro e riconosciuti per questo.
Auguriamoci quindi che le cose possano migliorare per tutti.

Un viaggio nella vita di MILLE con “La Vita Le Cose” – INTERVISTA



Una voce coinvolgente energica e diversa dal solito è sicuramente quella di Elisa Pucci in arte Mille con un talento che ha iniziato a manifestarsi fin dalla tenera età con la sua partecipazione allo Zecchino d’Oro con una canzone scritta da Memo Remigi, falsificando la firma del papà per iscriversi alla competizione.

Da piccola in famiglia era considerata una sorta di “garibaldina” e il suo nome d’arte è appunto ispirato alla “spedizione dei Mille” .

Mille si è laureata in Economia a “La Sapienza” e in questo periodo entra a far parte di una compagnia teatrale come attrice. Successivamente fonda la band Moseek. La popolarità arriva dalla sua partecipazione alla nona edizione di X Factor, quella in cui vede come giudice, la sua giudice, Skin, che dalla voce di Mille viene letteralmente rapita. La sua carriera continua facendo concerti, minitour in Inghilterra, e suonando anche sul palco dello Sziget Festival a Budapest.

Alcuni mesi fa Mille ha esordito con il singolo “Animali“, un brano in cui vengono raccontate e descritte le sfaccettature tipiche di ogni essere umano.

Dal 3 luglio invece è in rotazione radiofonica “La Vita Le Cose” (Mirai Rec), disponibile su tutte le piattaforme digitali.

Con questo nuovo singolo l’artista si vuole racconta un po’ più intimamente: 

«”Come stai?”: quante volte abbiamo fatto questa domanda? Quante volte l’ho posta a me stessa?  La vita è fatta di piccole cose,  sono i gesti quotidiani ad arricchirla. A volte mi appello al cielo ed ogni giorno mi alleno per dare sapore a tutto ciò che vale la pena assaggiare».

Abbiamo incontrato Mille per una interessante chiacchierata.

mille

INTERVISTA – MILLE 


Qual è stato il brano che hai cantato in quell’edizione e di cosa parlava?

Ho cantato “Luccioletta dove sei?” una canzone dolcissima legata al tema dell’inquinamento

Con la band MOSEEK hai partecipato alla nona edizione di X Factor conquistando l’attenzione di Skin. Come hai vissuto l’esperienza del talent?

E’ stata un’esperienza meravigliosa che mi ha fatto incontrare maestri preziosi. Ci ha dato la possibilità di fare di ogni performance un vero e proprio show regalandoci allo stesso tempo grande visibilità.

Il tuo brano Animali è pazzesco. Ricco di nuove sonorità con un testo semplice e contemporaneamente ricercato. Si sa, ultimamente nel settore musicale si è sempre un pò la copia di qualcun altro. Eppure la tua voce è cristallina e unica. Cosa pensi di chi cercando il successo esplosivo scopiazza sia vocalmente che in stesura del testo dei brani altri artisti noti?

Sono grata per queste splendide parole nei riguardi di “Animali” e della mia voce.          Mi hanno insegnato che l’imitazione è una forma di grande adulazione, ciò significa che esiste tanta bella musica che riesce ad ispirare tanti musicisti. Tutto ciò a cui l’orecchio e il cuore è abituato fa sentire protetti, tutto sta a quanto ci si vuole spingere nei territori inesplorati di noi stessi.

In questo periodo sociale che ha causato un lockdown mondiale la musica è stata messa in stand-by ma è realmente così? La musica può essere davvero fermata oppure continua senza interruzioni seppur in disparte? E come hai affrontato da artista questa interruzione brusca di esibizioni ed eventi?

Siamo abituati a pensare che la musica narra i sentimenti e le vite delle persone, certamente, ma non è solo questo se pensiamo ai canti di rivolta, di rivoluzioni, ai canti delle risaie. Abbiamo una colonna sonora per tutti gli aspetti della nostra vita. Oggi con la rete arriviamo in pochi secondi ovunque, e la musica è un linguaggio universale, è come la luce, che concettualmente non si ferma neanche di notte e durante questa emergenza sta addolcendo gli animi della gente.                                                           
Se ne parliamo in termini lavorativi,  l’impossibilità di fare concerti è un grosso danno per tutti, bisogna prenderne atto e impegnarsi per far fronte a questa emergenza auspicando la ripresa in un ottica di pieno riconoscimento per i lavoratori dello spettacolo.

L’Italia ha finalmente raggiunto la cosiddetta fase 2 dunque il momento della ripresa nazionale. Quali sono i progetti imminenti che ti aspettano e soprattutto quali sensazioni pensi proverai nella prima esibizione live post covid?

I concerti avranno luogo probabilmente nella seconda parte del 2020, o addirittura nel 2021, mi piace tenere a mente che l’attesa del piacere è essa stessa piacere, vivendo questo tempo nella maniera più profonda che posso. Animali, che è il mio singolo d’esordio è da poco in radio, seguirà la pubblicazione del secondo singolo e delle altre canzoni che ho scritto. E’ importante per me tenere a mente la passione che rende vive e vere le giornate che mi aspettano.

E’ stato un grande piacere conoscerti meglio e conoscere meglio anche la tua musica. Ti ringrazio per questa intervista augurandoti una carriera piena di impegni e novità!

mille

Morricone ci lascia e ora siano ancora più soli in un modo di brutta musica

Ennio Morricone è morto stamane a quasi 92 anni.
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Per la musica la morte del Maestro Morricone è una perdita immane perché viene a mancare un musicista di importanza fondamentale, sia per ciò che ha lasciato da ascoltare, eseguire e studiare, sia per l’insegnamento di vita.

C’è però un altro aspetto importantissimo: Morricone ha prodotto e divulgato della musica buona e ben scritta ma al contempo fruibile da tutti; le riprese video che testimoniano il religioso silenzio, l’emozione e la commozione che pervadono qualsiasi tipo di pubblico durante i suoi concerti, costituiscono la tristissima prova inoppugnabile che il periodo buio in cui viviamo da lustri, sotto il profilo musicale, è pervicacemente voluto e ha dei colpevoli.

Si sarebbe perfettamente potuto schivare, ma tutti abbiamo sottovalutato o peggio favorito questa ignobile deriva: ora il Maestro è mancato e siamo ancora più soli in balia dell’immondizia musicale.

Morricone era innanzitutto un musicista colto, rigoroso, aveva studiato tanto, ma usava la sua sapienza come un mezzo per esprimere il proprio genio compositivo, non sicuramente come sfoggio; l’equilibrio formale delle sue orchestrazioni era sempre pari alla loro ascoltabilità da parte di chiunque, in ogni suo celeberrimo tema i movimenti delle parti principali possono essere distinti agevolmente anche senza studi specifici, sono tutti logici, consequenziali, volti allo sviluppo ed alla valorizzazione della melodia.

Il Maestro Morricone è riuscito in un’impresa ardua ma che ardua non dovrebbe essere: ha fatto piacere la musica buona e ben scritta alle masse. Per ascoltare le sue opere non c’è bisogno di aver studiato armonia o uno strumento, l’animo dell’ascoltatore ha bisogno di quei passaggi, di quelle risoluzioni: aspetta, riconosce ed ama, nel cammino che porta dolcemente ogni nota al suo giusto posto, come dovrebbe naturalmente essere.

Il Maestro ha fatto emergere dall’animo di milioni di persone quella musicalità che è innata nell’essere umano, che i buoni ascolti e i giusti studi devono solo aiutare a prendere forma, un po’ come il grande scultore sa estrarre dal blocco di marmo l’opera d’arte che vi si nasconde e che gli altri non vedono ancora, ma che hanno il diritto di poter apprezzare.
Siamo tutti molto più soli, la musica è molto più sola e indifesa.

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Ennio Morricone è morto – Addio ad un immenso genio

E’ morto un pilastro della cultura italiana, un maestro della musica italiana contemporanea, un grande uomo, un genio incommensurabile: ENNIO MORRICONE.

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Questa notte Morricone ci ha lasciati all’età di 92 anni. Era ricoverato in una clinica romana a causa di una caduta che gli aveva provocato la rottura del femore.

Ennio Morricone, musicista raffinato e grande compositore, è stato autore delle più bele e grandi colonne sonore del cinema italiano e mondiale, tra cui C’era una volta in America, Nuovo cinema Paradiso, Per un pugno di dollari, Mission, Malena e tante altre. Aveva vinto, tra le altre, due premio Oscar (Oscar onorario nel 2007 e Miglior colonna sonora per The Hateful Eight nel 2016).

La famiglia ha reso noto la dipartita del maestro attraveso il legale di famiglia Giorgio Assumma, che ha dichiarato che i funerali saranno privati “nel rispetto del sentimento di umiltà che ha sempre ispirato gli atti della sua esistenza“. Assuma ha aggiunto che il maestro si è spento “all’alba del 6 luglio in Roma con il conforto della fede, conservando sino all’ultimo piena lucidità e grande dignità”.

Ha salutato l’amata moglie Maria che lo ha accompagnato con dedizione in ogni istante della sua vita umana e professionale e gli e’ stato accanto fino all’estremo respiro ha ringraziato i figli e i nipoti per l’amore e la cura che gli hanno donato. ha dedicato un commosso ricordo al suo pubblico dal cui affettuoso sostegno ha sempre tratto la forza della propria creatività“.

Il maestro, diversi giorni prima della morte, ha redatto di suo pugno un struggente necrologio (che verrà pubblicato domani su tutti i quotidiani) che ha come intestazione «ENNIO MORRICONE sono morto».

Nelle righe il mestro saluta l’amata moglie Maria che lo ha accompagnato con amore in ogni istante della sua vita e che gli è stato accanto fino all’ultimo respiro; ringrazia i figli e i nipoti per l’amore e la cura che gli hanno donato. Nel testo c’è anche un commosso saluto al suo pubblico dal cui affettuoso sostegno ha sempre tratto la forza della propria creatività. C’è anche un saluto affettuoso al regista Giuseppe Tornatore e altri amici. Alla fine il maestro dice di sperare che tutti “comprendano quanto li ho amati“, spiegando il perché ha dato disposizione per funerali privati, “per una sola ragione: non voglio distubare“.

Tanti sono stati i messaggi di cordoglio per la dipartita di Morricone, tra cui quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:

La scomparsa di Ennio Morricone ci priva di un artista insigne e geniale. Musicista insieme raffinato e popolare, ha lasciato un’impronta profonda nella storia musicale del secondo Novecento. Attraverso le sue colonne sonore ha contribuito grandemente a diffondere e rafforzare il prestigio dell’Italia nel mondo. Desodero far giungere alla famiglia del Maestro il mio profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza“.

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Tom Morello, Shea Diamond, Dan Reynolds,The Bloody Beetroots insieme per “STAND UP” contro il razzismo

Tom Morello, Shea Diamond, Dan Reynolds,The Bloody Beetroots insieme per il brano “STAND UP”. Gli artisti doneranno il 100% del ricavato alle organizzazioni che combattono per la giustizia raziale.

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 In un momento importante e in risposta all’indignazione e alla solidarietà cresciute negli Stati Uniti contro la brutalità della polizia e il razzismo sistemico, Tom Morello (musicista e attivista nonché vincitore di un Grammy Award), ha riunito i suoi amici e compagni Dan Reynold, leader degli Imagine Dragons, The Bloody Beetroots (produttore) e Shea Diamond (artista e attivista) per un progetto speciale.

Il risultato è “Stand Up“, una riflessione sulla differenza tra le persone unite contro il razzismo in questo momento. Il brano (pubblicato da KIDinaKORNER/Interscope Records) è disponibile ora in tutto il mondo. Il brano è stato coscritto da Morello, Reynolds, Diamond, The Bloody Beetroots, Justin Tranter e Eren Cannata.

Tutti e quattro gli artisti coinvolti doneranno il ricavato del brano alle seguenti associazioni:

NAACPKnow Your Rights CampSouthern Poverty Law Center, e  Marsha P. Johnson Institutedi cui Morello ha detto “Stanno facendo un grande lavoro per combattere il razzismo, l’ingiustizia e la brutalità della polizia”.

KIDinaKORNER/Interscope donerà inoltre una cifra pari a quello che gli artisti guadagneranno dagli stream del brano per un periodo di 3 anni.

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Il piano tedesco prevede un miliardo di euro per l’industria creativa

Per la rinascita della cultura, la Germania vara un programma da 1 miliardo di euro a sostegno dei lavoratori del settore artistico. 150 milioni saranno assegnati ai club di Berlino, altri 150 alla musica dal vivo e altrettanti alla danza. Per il cinema 120 milioni.

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La Germania potrebbe stanziare a breve oltre 1 miliardo di euro da destinare interamente alla cultura e ai lavoratori dello spettacolo. Di questi, 150 milioni saranno assegnati ai club di Berlino. Il progetto, riassunto sotto il nome di Neustart kultur, è stato proposto al Parlamento Federale Tedesco dalla storica dell’arte Monika Grütters, deputata Cdu e ministro di Stato per la Cultura e i Media dal 2013.

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Ministro della Cultura Tedesco Monika Grütters

Il pacchetto di finanziamenti sarà vagliato dal Bundestag entro la prossima settimana. L’obiettivo è alto: mantenere in vita l’infrastruttura culturale del paese, duramente colpita dal coronavirus.

In questa situazione emergenziale – ha evidenziato il ministro – si è pensato ad un ammortizzatore che permetta ai creativi che hanno perso il reddito a causa della pandemia di superare la stagione autunnale, perché se perdiamo questo mondo non sarà poi facile ricostruirlo”.

La cifra da record avrebbe lo scopo di supportare le migliaia di musicisti, scrittori, attori, ballerini, scultori, pittori, sceneggiatori, truccatori, fotografi e qualsiasi altra attività connessa all’”industria creativa” che in Germania fattura 160 miliardi l’anno.

Gli interventi riguarderanno Festival, Teatri e Gallerie d’arte che il ministro chiama “infrastrutture” al pari di autostrade, aeroporti, reti digitali. Circa 250 milioni serviranno per sanificare gli edifici, per gli impianti di ventilazione e per l’attivazione di biglietterie on-line; 480 milioni saranno destinati a progetti culturali di piccole dimensioni e ai nuovi contratti degli artisti freelance (di cui 150 milioni per la musica dal vivo e altrettanti per la danza, mentre al settore cinematografico andranno 120 milioni per produzione e distribuzione); ulteriori 30 milioni saranno a disposizione dell’editoria;150 milioni per le offerte digitali nel programma “Museo 4.0”. A ciò si aggiungono 100 milioni per compensare le perdite di incasso causate dal coronavirus e 20 milioni per le radio private che hanno visto crollare gli introiti pubblicitari.

La mia priorità – ha ulteriormente precisato il ministro Cdu – sarà garantire nei prossimi mesi il sostentamento a tutti coloro che si guadagnano da vivere con l’arte, oltre a preservare le istituzioni e i siti culturali”.

Per dovere di cronaca aggiungiamo che gli euro destinati agli artisti durante il lockdown sono arrivati nei conti correnti entro cinque giorni dalla richiesta. E’ più che evidente che in Germania il settore dello spettacolo e il suo indotto giocano un ruolo culturalmente riconosciuto e sono considerati al pari di altri lavoratori. Non possiamo dire la stessa cosa dell’Italia, dove “l’industria dell’arte” che ha sofferto enormemente per il blocco totale delle attività, non ha avuto da parte dello Stato i giusti riconoscimenti.

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E mentre la Germania mette in campo un maxi-piano da un miliardo di euro per l’”industria creativa”, da noi resta ancora totalmente incerto il futuro dei lavoratori dello spettacolo, in particolare del teatro, del cinema, della musica live.
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Domenica 21 giugno, a Milano, in occasione della tradizionale “Festa della Musica”, i lavoratori del settore si sono riuniti in piazza vestiti a lutto (leggi nostro articolo), distanziati tra loro, per celebrare quella che hanno definito una “Festa senza Musica”. Sabato 27 giugno si sono ritrovati a Roma tutti gli addetti del mondo teatrale per la “Manifestazione nazionale dello spettacolo e della cultura”. A Milano erano presenti Levante, Ghemon, Manuel Agnelli, Diodato, Lodo Guenzi e tanti altri, ma anche tecnici, manager, addetti stampa. A Roma hanno manifestato attori, direttori artistici, associazioni, collettivi teatrali, sindacati. Un settore dimenticato che conta centinaia di migliaia di lavoratori. Gli attori hanno avanzato le loro richieste, tenuto conto che quello del teatro è un mondo che tra danza, lirica e prosa coinvolge circa 140 mila persone.

Anche il movimento per la musica ha presentato al Governo una serie di proposte. Tra queste: l’aumento del fondo emergenze stanziato con l’art. 89, del DL Cura Italia; un contributo a fondo perduto alle imprese musicali per i mesi persi a causa del lockdown; la sospensione – per l’esercizio 2020 – di tasse e contributi per le industrie del settore, posticipando le contribuzioni con un meccanismo di rateizzazione pluriennale. Per le famiglie si è proposta l’istituzione di un “bonus cultura” che andrebbe ad estendere l’attuale bonus per i diciottenni. Infine, per le figure con contratti a chiamata, si chiede che siano incluse nel “reddito di emergenza”.
Solo in ambito musicale, il settore spettacolo occupa in Italia oltre 400 mila persone, che salgono fino a 1 milione e mezzo se si considerano tutti coloro che sono impegnati nei diversi settori. Gli eventi annuali, in tutta la penisola, sono a migliaia. La caduta vertiginosa nei mesi di chiusura forzata, senza certezza di ripresa, ha reso la crisi davvero profonda.

Se non si metteranno in campo, come in Germania, misure economiche che considerino l’industria culturale al pari di qualsiasi altra industria del Paese, molte aziende rischieranno di non riaprire.

Assomusica – associazione degli organizzatori e produttori di spettacoli di musica dal vivo – parla di 3 mila concerti cancellati, di cui il 40 per cento in attesa di una nuova data e il 17 per cento definitivamente annullato. Dalle stime delle associazioni di settore emerge che il comparto rischia di perdere, entro la fine dell’estate, oltre 350 milioni di euro.

Le “100 Vite” di Loredana Errore – INTERVISTA

E’ in rotazione radiofonica da qualche settimana il nuovo singolo di Loredana Errore ‘100 Vite’ (Azzurra Music), brano intenso e decisamente nelle sue corde, scritto da Stefano Paviani e Riccardo Rizzardelli.

“In queste 100 vite ci ho rivisto la mia che mi ha accompagnato per trentacinque anni” – spiega Loredana, raggiunta telefonicamente in studio – E’ la verità. Non ne bastano cento per ritornare ad amarsi, abbandonando orgoglio, rabbia e mancate occasioni….

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INTERVISTA – LOREDANA ERRORE

Come hai scelto questa traccia?

Da una semplice proposta di ascolto, ed è nato tutto in maniera naturale, non ci ho messo molto a capire che sarebbe stato questo il brano apripista del futuro album di inediti, che uscirà in autunno. Era proprio cosi che doveva andare, erano proprio queste, le cento vite che mi dovevano capitare. Nessuno di noi possiede la sfera di cristallo, ma quando con le tue consapevolezze alimenti i sogni, sicuramente parti avvantaggiato.

E’ anche una questione di carattere e tu sei una giovane donna, forte e determinata.

Sono molto timida, pur riconoscendomi una guerriera. Vero è che ci tengo a migliorare e cerco sempre di essere propositiva, affinché avvengano le cose. Alla luce dei fatti passati, sono riconoscente alla vita che sto vivendo e che mi ha dato la possibilità di potermi ancora raccontare e reinventare. Un giorno sarà bellissimo anche scrivere un libro.

Un giorno? Perché procrastinare…

Ci ho pensato sai, ma nel mio stare con i piedi per terra ho pensato fosse meglio attendere il momento giusto. Non avrei mai voluto si pensasse a una voglia di monetizzare, dopo il mio incidente (di auto, nel 2013 che per due anni l’ ha costretta a stare lontano dalle scene ; ndr). Pubblicandolo al momento giusto, vorrei lo si interpretasse come un inno alla vita.

Hai cominciato la tua attività artistica giovanissima. Cos’è per te la musica?

La salvezza. Prima delle mie parole arrivava lei a darmi una mano mi aiutava ad esprimermi. La timidezza può essere un’arma a doppio taglio, essere introversi e apparire antipatici a volte è un attimo, ma quando cantavo riuscivo a rilassarmi.

Quale è stato ad oggi, l’incontro più importante della tua carriera?

Sicuramente sul palco di ‘Amici’, con Pino Daniele e Lucio Dalla. Quel ricordo mi ha accompagnato nei momenti più duri della vita. Quando ero in ospedale ripensavo alle parole di incoraggiamento di Lucio, e questo mi dava una forza incredibile. Lo porto nel cuore.

Il tuo rapporto con i social?

Ottimo. Gestisco io le mie pagine di fb e Instagram, a volte cazzeggio ma più spesso interagisco con la gente, per raccontare le mie emozioni, comunicare appuntamenti e concerti.

Un tuo obiettivo.

Partecipare al prossimo Festival di Sanremo. Sarebbe bellissimo!

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Virginio: “PS Post Scriptum” vincitore il XIII Festival Internazionale Film Corto

PS Post Scriptum, quando musica, parole, arrangiamento, interpretazione e colori raggiungono un equilibrio che va oltre una canzone. Il brano nasce da una poesia scritta da Giuseppe Catalano che incontra una musica di Virginio, che ha interpretato il brano in punta di piedi.

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PS Post Scriptum è già vincitore della seconda edizione di PL, premio che fa capo all’associazione “Parole liberate oltre il muro del carcere”.

Queste le parole dell’artista:

«Questa canzone è un inno ad andare oltre il muro che abbiamo davanti, sia esso fisico o mentale, sia esso reale o interiore. A parer mio la musica è l’unico vero mezzo in grado di portare questo messaggio in maniera inequivocabile e prorompente. Questa poesia veniva recitata da Gabriel Garko durante il Festival di Sanremo. Cercavano un artista che potesse mettere in musica quelle parole, dopo che l’aveva fatto il mitico Ron nell’edizione precedente e io ho subito sposato la causa».

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Il video è stato girato in uno spazio a doppia altezza in un ex carcere della capitale, spazio arricchito da opere d’arte in corso di restauro, la regia è di Tommaso Ranchino, i protagonisti sono l’attore Giulio Dicorato e Virginio stesso, accompagnati da Fabrizia Pandimiglio al violoncello.

Ora il brano è vincitore il XIII Festival Internazionale Film CortoTulipani di seta nera 2020 nella sezione #SocialClip

Questa la motivazione:

«Il premio per il Miglior Testo viene assegnato a PS Post Scriptum di Virginio, regia di Tommaso Ranchino. Dall’iniziativa “Parole liberate”, il testo di un detenuto, Giuseppe Catalano, è volato oltre le mura del carcere di Opera per diventare canzone nelle mani di Virginio. Un testo che parla del tempo sacrificato all’interno del mondo chiuso del carcere immaginando la vita, l’amore al di fuori».

Grande soddisfazione anche da parte dell’associazione “Parole liberate oltre il muro del carcere”, queste le dichiarazioni entusiaste dei fondatori Michele De Lucia, Riccardo Monopoli e Duccio Parodi dopo l’ulteriore riconoscimento per il brano:

«Siamo felicissimi di questo riconoscimento: per Giuseppe, che dopo anni difficili ha modo di far conoscere e apprezzare come merita il suo talento (nel tempo ha composto molto materiale, tutto di qualità); per Virginio, musicista e cantante sublime, la cui arte è sostenuta da un grande cuore (un grazie particolare al suo staff, ai suoi musicisti, ai suoi fans); per Tommaso Ranchino, che ha realizzato un video splendido; per tutti coloro che hanno contribuito a questo successo, perché tutti assieme siamo riusciti a dare una voce in più alla speranza».

Anche noi di faremusic.it ci aggiungiamo al coro delle congratulazioni per lo spessore riconosciuto nel lavoro discografico di un artista che, ogni qual volta si cimenta in un nuovo progetto riesce a sorprendere e a dare una delicata, misurata chiave di lettura al tema trattato.

LEVANTE: “SIRENE” è il nuovo singolo inedito

Esce il 7 luglio “SIRENE”, il nuovo singolo inedito di Levante, il racconto di un’estate “sospesa”.  

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SIRENE 
è un brano dolce e insieme crudele: attraverso la metafora di una conversazione tra Levante e i suoi fan, il testo rappresenta il sogno, ma nel momento della sua disillusione.

Il mare, con le sue sirene, è la promessa disattesa di un appuntamento e di un luogo d’incontro, perché questo “non è tempo di castelli”: bisogna rimandare il viaggio verso quell’estate che siamo abituati a sognare.

“L’8 giugno 2020 ho annunciato ai miei fan l’annullamento del tour estivo causa Covid19. – racconta Levante – Non è facile per nessuno dire “questa estate non lavoriamo”, non lo è stato nemmeno per me che sono un animale da palco e al momento, lontana dal live, sono in cattività.

È stato un attimo, ho preso la chitarra e ho scritto SIRENE. Ed è stato proprio come per ALFONSO, stavo raccontando una cosa triste su una musica leggera e onestamente non mi sembrava vero, visti i tentativi di scrittura fallimentari durante la quarantena. Sapevo che sarebbe arrivato questo brano, ma non sapevo come e non sapevo perché. Il perché è la delusione del sogno, una conversazione immaginaria tra me e i fan in cui, dopo l’entusiasmo per il desiderio di ricongiungimento (nella metafora del ritorno al mare) nel ritornello intervengo con la cattiva notizia di una pausa.

Chiusi gli ombrelloni, stesi i desideri, sgonfiati i braccioli… non ci resta che accontentarci di quello che rimane oggi, la pioggia (perché sì, quello dell’8 giugno era un giorno di pioggia). SIRENE, la delusione del sogno, è anche l’illusione del sogno, perché la parola inevitabilmente ti lascia pensare al mare, ma le uniche sirene che sentiamo sono quelle delle nostre città, l’allarme, lo stop. Ho sentito il bisogno di raccontare, come sempre, la realtà, il contesto… e non di fingere che, dal 21 giugno, quando è esplosa l’estate, siamo tornati o a fare quello che facevamo la scorsa o che faremo nella prossima. Questa è un’estate diversa e io sono qui a raccontarla”.

levante

Levante ha recentemente scalato le classifiche radiofoniche con la sua hit TIKIBOMBOM di cui ha pubblicato anche una “Home version”, una versione intima e realizzata in casa, per l’esattezza “nell’armadio”, accompagnata da un video in bianco e nero completamente ideato, girato, diretto e montato da Levante, da sola a casa durante il periodo di isolamento. Tikibombom è contenuto nella nuova versione di MAGMAMEMORIA, il suo ultimo album che, dopo la partecipazione al Festival di Sanremo, è stato arricchito da versioni inedite e live dei brani e che ha raggiunto la certificazione ORO per le vendite.