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COME CAMBIERA’ L’ESTETICA DELLO SPETTACOLO LIVE

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Coronavirus e l’apocalisse dei tour e dei festival rinviati e annullati – Tutti i danni sui fatturati

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La pandemia da Coronavirus mette al tappeto l’industria musicale costringendo alla disoccupazione migliaia di lavoratori. La situazione è estremamente critica anche se nei bollettini e nei telegiornali non se ne parla mai quasi per il malcostume, tutto italiano, di considerare irrilevante il mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento.

GLI ARTISTI CHIEDONO DI ESSERE ASCOLTATI

Il primo a denunciare pubblicamente il dramma degli artisti italiani, con un toccante monologo dal titolo: “Coronavirus, io non sono inutile“, è stato lo scrittore e drammaturgo Stefano Massini nel programma Piazza Pulita de La7 (leggi nostro articolo).

In seguito a quelle parole musicisti, cantanti, scrittori si sono uniti in coro per dichiarare che l’arte e gli artisti non sono inutili, anche se di loro poco ci si preoccupa in questa difficile emergenza planetaria.

Tra le persone che hanno immediatamente aderito all’appello di Massini: Verdone, Vasco Rossi, Renato Zero, Jovanotti, Laura Pausini, Gianna Nannini, Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino Silvio Orlando, Fiorella Mannoia, Eros Ramazzotti, Paola Cortellesi, Emma, Noemi, Ruggeri, Ambra Angiolini, Paola Turci, Tosca, Tommaso Paradiso, Ferzan Ozpetek, Gianmarco Tognazzi, Fabrizio Bentivoglio, Alessandra Amoroso, Ottavia Piccolo, Tommaso Paradiso.

Dopo Stefano Massini, Tiziano Ferro a Che Tempo Che Fa su Rai 2 ha chiesto al Governo di fare chiarezza rispetto alla possibilità o meno di fare i tour e aprire i cancelli dei numerosi concerti organizzati per la stagione estiva in Italia (leggi nostro articolo).

FESTIVAL ED EVENTI CANCELLATI O RINVIATI

Al di là delle polemiche che ne sono seguite tra i tanti che hanno ritenuto la preoccupazione di Ferro egoistica e inopportuna, la verità è che oltre agli artisti, tutti gli organizzatori di eventi, dai più piccoli ai più grandi, vivono questo tempo con grandissima preoccupazione non sapendo se e quando si potrà ripartire.

Lo sono, per primi, gli organizzatori di Lucca Summer Festival, Pistoia Blues, Umbria Jazz, Mi Ami Festival (riprogrammato pe il 18 – 20 settembre), Nameless (spostato a fine agosto), ma anche chi, nel piccolo e in tutta la penisola, gestisce i cartelloni delle numerose manifestazioni artistiche estive, spesso portate avanti con poco denaro e tanti sacrifici.

Alcuni Festival internazionali sono stati o spostati in altra data o addirittura cancellati. Ad esempio, il famoso festival californiano Coachella è in forse, mentre è certa la cancellazione del South by Southwest e dell’Ultra Music Festival; invece il The New Orleans Jazz & Heritage Festival e il Bonnaroo sono stati spostati in autunno. Nel vecchio continente, invece, è stato cancellato il famosissimo Festiva di Glastonbury, che quest’anno avrebbe compiuto 50 anni. In Italia il concertone del Primo Maggio è stato annullato.

TOUR E CONCERTI RINVIATI

Tra le grandi grandi agenzie, Live Nation Italia ha già rinviato alcuni concerti (Dua Lipa, JP Cooper, Ghali) mentre la D’Alessandro & Galli, dopo aver cancellato le date di marzo, cerca di procedere giorno per giorno sperando che la situazione migliori, anche se non è escluso che molte delle date in programma, con migliaia di biglietti già venduti, saltino.

Tra gli artisti stranieri attesi in Italia tra maggio e settembre: Ben Harper, John Legend, Lauryn Hill, Patty Smith, Liam Gallagher, Paul Mac Cartney, LP, Erik Clapton (che avrebbe suonato a Milano il 6 giugno e a Bologna l’8: le tappe sono state spostate al 2021), Lynyrd Skynyrd, Nick Cave (tutte le date sono state rinviate al 2021), Yusuf Cat Stevens, Lenny Kravitz, Maluma (concerti spostati in autunno), OneRepublic (tappe spostate in autunno), Celine Dion, Hollywood Vampires (Alice Cooper, Johnny Deep, Joe Perry), Niall Horan, Script, Anderson .Paak & The Free Nationals.

Per quanto riguarda gli artisti italiani saranno quasi certamente rimandati i concerti di Tiziano Ferro, Vasco Rossi, Ultimo, Brunori Sas, Elodie, De gregori, Nigiotti, Levante, Masini, Willy Peyote, Dente, Gigi D’Alessio, Anastasio, Aiello, Dardust, Gemitaiz & Madman, Grignani e moltissimi altri. Posticipato all’estate il tour di Francesco De Gregori E rinviato il tour europeo di Niccolò Fabi. Invece spostato all’autunno il tour di Marracash, come anche quelli di Ghali, Pinguini Tattici Nucleari, Mahmood e Subsonica.

PERDITE PER IL SETTORE DEI LIVE

Secondo l’ultimo rapporto IFPI – l’organizzazione che rappresenta gli interessi dell’industria discografica a livello mondiale – il fatturato del mercato discografico italiano si attestava, nel 2018, a 228 milioni di euro: un numero destinato a contrarsi del 70 per cento nel 2020 a causa del Coronavirus. A preoccupare è soprattutto l’aspetto dei live che da soli valgono circa 550 milioni di euro. Se si azzera completamente il giro d’affari, l’impatto sull’indotto colpirà in particolare i fonici, i trasportatori e i montatori dei palchi, gli scenografi, i light designer, i coreografi, tutti (o quasi) lavoratori occasionali dalle tutele ridotte. La musica, con tutto il suo giro di affari, rischia quindi di andare incontro a un’ecatombe senza precedenti.

Alla data del 3 aprile, il settore aveva già perso circa 40 milioni di euro, senza contare l’indotto. Secondo le stime di Assomusica – l’associazione degli organizzatori e dei produttori di spettacoli di musica dal vivo – a fine maggio saranno in totale 4.200 gli eventi saltati, che comporteranno 63 milioni di perdite in poco più di due mesi per il solo settore del live. A questi dati si aggiungono le perdite legate all’indotto che l’Associazione stima in non meno di 130 milioni di euro.

LE RICHIESTE DI ASSOMUSICA

A tale proposito Assomusica ha chiesto al Governo italiano la sospensione dei versamenti IVA per le aziende che hanno subito annullamenti o spostamenti temporali dei concerti, il blocco dei mutui e dei leasing per acquisto location e tecnologie, indennizzi alle imprese di spettacolo per i cali di fatturato, credito d’imposta per le spese di organizzazione dei concerti annullati o posticipati a causa dei decreti successivi al 23 febbraio o rinviati a causa della psicosi generatasi con il rischio di contagio da COVID-19 e misure di sostegno ai lavoratori ed alle cooperative che operano nel settore dello spettacolo dal vivo, come decontribuzioni e detassazioni.

DANNI ALLA PICCOLA IMPRENDITORIA NEL SETTORE

Oltre ai grandi della musica e dello spettacolo, sono incalcolabili i danni subiti dai piccoli imprenditori, dai numerosi Circoli Arci e dalle Associazioni Culturali presenti su tutto il territorio nazionale, che organizzano instancabilmente tour di band minori, spettacoli ed eventi estivi dando lavoro, in totale, a migliaia di persone. Lo stesso vale per le compagnie teatrali – che hanno visto chiudersi i sipari annullando cartelloni programmati da mesi – e per chi è specializzato in teatro ragazzi che si è trovato, da un giorno all’altro, con le scuole chiuse e tutti gli spettacoli annullati. Analoghe preoccupazioni per i Festival di Teatro, Danza e Lirica estivi.

E’ questa è l’amara realtà della cultura, della musica, del teatro e dell’intrattenimento italiano i cui prodotti continuano ad essere considerati d’importanza relativa, quando invece avrebbero diritto, in questa fase di lookdown, di riconoscimenti e misure eccezionali visto che l’Arte si nutre e vive attraverso la presenza e il calore del pubblico.

CONCLUSIONI

Concludo facendo mia una riflessione di Stefano Massini:

Mai come adesso l’arte, la cultura, la bellezza sono state minimizzate e retrocesse a categorie inutili, la cui ripresa lontana nel tempo non è fra le priorità. Eppure non solo muove centinaia di migliaia di posti di lavoro, ma è parte stessa del nostro DNA di italiani: la ripartenza, qualunque essa sia, non può prescindere dalla musica, dal teatro, dal cinema, dai libri. Da tutto ciò che si traduce in ricordi e quindi in vita”.

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