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sabato, Agosto 8, 2020

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Arriva a Messina il primo albo che riconoscerà il mestiere di musicista

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Arriva a Messina la rivoluzione della musica con la fondazione di un albo per musicisti professionisti.

Ne avevamo già parlato diverse settimana fa (leggi articolo), quando i più grandi artisti italiani tra cui Laura Pausini, Fiorella Mannoia e molti altri colleghi artisti si erano rivolti allo Stato con un appello che richiamava l’attenzione sul campo dello spettacolo e delle esibizioni troppe volte messo in disparte.

A seguito dell’emergenza da covid-19, molti sono stati i comparti produttivi che hanno subito contracolpi economici, in special modo quello dello spettacolo. Così, se da una parte tutti i tour in programma sono stati posticipati al 2021, creando una spaccatura tra i fan e i venditori autorizzati di biglietti che non hanno rimborsato l’acquisto dei ticket, convertendoli invece in voucher, dall’altra parte i musicisti che vivono di mini tour in giro per locali hanno visto le proprie prospettive di guadagno, anche se minime, smumare. E se a questo si aggiunge che gli stessi non hanno mai avuto un giusto riconoscimento professionale da parte delle istituzioni, locali e statali, il tutto diventa davvero insostenibile. 

Da qui, molti sono stati gli appelli d’aiuto, tra cui quello relativo alla proposta del sindacato autonomo Sacs Cisal e i musicisti professionisti di Messina rivolto all’amministrazione della città in cui si chiede un ALBO COMUNALE per il settoreche dovrebbe essere di riferimento anche per i gestori dei locali nei quali si fa musica dal vivo – nel quale inserire i professionisti del settore, che tra le altre subiscono concorrenza scorretta di chi fa un altro lavoro e si trasforma in musicista per hobby, magari a 30 euro a sera.

La proposta è stata accettata dagli assessori Dafne Musolino e Pippo Scattareggia.

A dare voce alle istanze del mondo del settore musicale il coordinatore provinciale del Sacs Cisal Guglielmo Sidoti:  

L’albo che chiediamo è indispensabile perché rappresenterebbe la mappatura degli artisti presenti in città. Dovrebbe essere utilizzato non soltanto dall’amministrazione di Palazzo Zanca quando si devono organizzare manifestazioni e c’è la necessità di reperire artisti locali, ma anche per rilanciare i settori dell’intrattenimento musicale e della ristorazione. Per i gestori dei locali che decidono di scritturare o ingaggiare gli artisti che si vogliono esibire, la creazione dell’albo comporterebbe degli innegabili vantaggi, perché i clienti non andrebbero solo a cenare o a bere ma avrebbero anche la possibilità di assistere a un intrattenimento musicale professionale. Contestualmente, l’artista sarebbe finalmente tutelato grazie a un contratto regolare”.

Quindi non più esibizioni live gratuite con cena inclusa e nessuna paga, quindi, non più la più celebre richiesta da parte dei proprietari di locali: “Se mi portate almeno 100 persone vi offro la cena e 25 euro a testa“.

Si parla dunque di una vera e propria rivoluzione musicale, almeno per quanto riguarda il mondo delle esibizioni in pub e locali vari.

Un passo avanti di sicuro apprezzato anche da coloro che hanno abbandonato il mestiere di musicista e trasformato in hobby serale proprio perché, con una free dinner, lo stipendio a casa non lo si porta e mantenere una famiglia in questo modo diventa impossibile.

Sicuramente non siamo ancora usciti totalmente dall’emergenza coronavirus ma sembra almeno, per adesso, che si stia iniziando a smuovere qualcosa per migliorare la situazione lavorativa italiana.

Intanto, la regolarizzazione del lavoro artistico è un passo gigante che viene fatto dopo anni di proteste e volontà da parte dei musicisti di essere in regola, pagati per il loro lavoro e riconosciuti per questo.
Auguriamoci quindi che le cose possano migliorare per tutti.

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