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giovedì, Dicembre 2, 2021

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Copyright: recepita la direttiva Ue sul diritto d’autore sul web

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Approvato il decreto legislativo che recepisce la Direttiva Ue sul diritto d’autore. La norma ha vigore di legge e attribuisce più forza ad autori ed editori nel mercato unico digitale, dando via libera all’equo compenso sull’utilizzo dei contenuti online. Viene di fatto tutelata la parte debole introducendo misure in materia di obblighi di trasparenza, di adeguamento contrattuale e di risoluzione del contratto di licenza esclusiva in caso di mancato sfruttamento dell’opera.
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Ieri, in tarda serata, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che recepisce la Direttiva Ue 2019/790 sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale. La normativa introduce a favore degli autori il principio della remunerazione adeguata e proporzionata al valore potenziale o effettivo dei diritti concessi in licenza o trasferiti, con l’obiettivo di tutelare la parte contrattualmente più debole nel caso di utilizzo di un’opera.

Accolgo con grande soddisfazione la notizia del recepimento della Direttiva Copyright – ha commentato il Presidente SIAE Giulio Rapetti Mogol – e ringrazio il Governo e il Parlamento per la loro attenzione e sensibilità nei confronti della tutela dei diritti degli autori e degli editori. Il mio grazie va in particolare al Ministro della Cultura Dario Franceschini per l’impegno con cui ha sempre sostenuto l’urgenza di proteggere il lavoro dei creativi adattando la legge sul diritto d’autore all’ambiente digitale contemporaneo. Sin dal primo giorno del mio mandato in SIAE ho combattuto per arrivare a questo momento: i giganti della rete paghino quello che usano. Loro hanno i miliardi ma noi abbiamo avuto ragione. Ora abbiamo le armi per combattere la battaglia successiva: ottenere per gli autori un compenso realmente equo”.

 La direttiva prevede che le piattaforme online, inclusi i social, quando concedono l’accesso al pubblico a opere protette dal diritto d’autore caricate dai loro utenti, hanno l’obbligo di ottenere un’autorizzazione da parte dei titolari dei diritti (escluse, le enciclopedie online, i repertori didattici e scientifici, i prestatori di mercati online, i servizi cloud).

Le più rilevanti modifiche adottate a seguito del recepimento delle osservazioni delle Commissioni parlamentari sono state quelle di valorizzare il ruolo degli organismi di gestione collettiva e delle entità di gestione indipendente nelle attività di negoziazione e rinegoziazione relative agli utilizzi delle opere dei propri iscritti, oltre a sottolineare il fatto che gli artisti, interpreti e esecutori di fonogrammi, in caso di cessione del diritto a un produttore, hanno il diritto di ottenere la corrispondente equa remunerazione, adeguata e proporzionata, secondo apposite clausole contrattuali.

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