Home Blog Page 123

Aretha Franklin: The Queen is Dead, Long Live the Queen

Si dice che, morto un Re o un Papa, se ne fa un altro e così è sempre stato nel corso della Storia, ma il titolo di Re o Regina in un determinato genere musicale non è ereditario e rimane indissolubilmente legato al personaggio che questo titolo se l’è guadagnato sul campo.

Ieri, nello stesso giorno in cui 41 anni fa ci lasciò il Re del Rock ‘n’ Roll Elvis Presley, se n’è andata Aretha Franklin, l’indiscussa Regina del Soul, nel suo caso un titolo limitativo visto che poteva spaziare tranquillamente con risultati più che  egregi anche nel pop, nel jazz, nel blues, nel rhythm ‘n’ blues e, a modo suo, anche nel musical e nell’opera lirica, come quando fu chiamata all’ultimo momento per sostituire Luciano Pavarotti, bloccato da un improvviso calo di voce dovuto all’aria condizionata poco prima dello show, alla serata dei Grammy Awards del 1998, nella quale entusiasmò il pubblico presente (tra cui molti artisti di primissimo piano come Sting, Stevie Wonder e Céline Dion) e il mondo intero con un’indimenticabile interpretazione dell’aria “Nessun dorma” da Turandot di Giacomo Puccini.

I primi ricordi che ho di lei sono una travolgente versione della beatlesiana “Eleanor Rigby” e l’incalzante interpretazione e di “I say a little prayer for you” di Burt Bacharach, quindi la sua partecipazione ad una serata del Cantagiro 1971, che la RAI trasmise interamente in diretta TV.

In seguito la scoperta del suo repertorio classico, da “Respect” a “Natural woman“, da “Don’t play that song” a “Think” (quest’ultima ripresa in una schioppettante versione e immortalata per essere tramandata ai posteri da John Landis nel film “The Blues Brothers“).

Oltre ad un’inimitabile cantante, con una voce ed uno stile unico ed inconfondibili, Aretha è stata anche un’ottima pianista e arrangiatrice.

Questa grande artista lascia un vuoto enorme e francamente, nonostante il nutritissimo panorama attuale, non vedo nessun’altra in grado di colmarlo; sì, ci sono tantissime cantanti dotate di buona tecnica unita ad innata predisposizione, ma nessuna in grado di far provare le stesse emozioni, di penetrare, toccare e smuovere l’anima come La Regina del Soul.

La Regina è morta, Viva la Regina.

 

Con Aretha Franklin scompare uno degli ultimi simboli della Musica e della sua Storia

Risplende ancora la corona di queen of soul sul capo di Aretha Franklin, artista leggendaria, scomparsa ieri dopo una lunga malattia, nel giorno in cui – anni fa – era scomparsa un’altra leggenda, Elvis Presley.

Icona della cultura afroamericana, Aretha ha scritto con la sua voce alcune tra le pagine più significative della storia del Novecento, creando un connubio indissolubile tra Musica e Storia.

E’ stata la Voce (The voice – al pari di Frank Sinatra) delle donne del Novecento, e con Respect, Think, ne ha cantato appieno la liberazione, diventando di fatto uno dei “simboli” dello scorso secolo. Ha raccontato meglio di chiunque altro il suo periodo storico, “gridando” e affermando in ogni canzone il concetto di libertà, per le donne e per i neri, erigendosi così a indiscussa portavoce del suo tempo.

Le sue canzoni hanno sì fatto la storia della musica mondiale, ma anche e soprattutto offerto uno specchio continuo sulla Storia dello scorso secolo, scrivendola di pari passo alla sua leggendaria voce.

Con il suo stile incredibile, capace di muoversi alla perfezione tra soul, blues, pop, rock, gospel, jazz, Aretha ha contaminato l’intero mondo della Musica, diventando un modello di perfezione per ogni artista e cantante. Ecco perché con lei non scompare solo una grandissima artista, ma scompare soprattutto uno degli ultimi simboli della Musica e della Storia dello scorso secolo.

Aretha Franklin: è morta la “Queen of Soul”

E’ da giorni che le voci si rincorrevano sulle cattive condizioni di salute della grandissima Aretha Franklin. Ieri, persone molto vicine alla famiglia, avevano fatto trapelare che l’artista era in fin di vita a causa di un cancro in fase terminale al pancreas (leggi nostro articolo).

La “regina” purtroppo questa volta non ce l’ha fatta malgrado la famiglia e gli amici hanno continuano a sperare in una sua ripresa fino all’ultimo.

Tim Franklin, il nipote dell’artista, qualche giorno fa aveva dichiarato al Magazine americano, PEOPLE, che:

La sua famiglia è con lei. È a casa, è vigile, ride, scherza, è in grado di riconoscere le persone […] L’ho vista dieci giorni fa abbiamo parlato per circa 45 minuti. Mio fratello era lì il giorno dopo e lei era vigile, parlava, rideva e scherzava […] Crediamo e speriamo che ce la farà, e questa è la cosa importante”.

La notizia del peggioramento delle sue condizioni di salute era stata data ieri dal “Showbiz 411” e dal “Detroit News”, e di seguito da tanti magazine americani.

Aretha Franklin, che aveva compiuto 76 anni a Marzo (era nata a Memphis il 25 marzo 1942), si è spenta nella sua casa a Detroit, circondata dall’affetto dei suoi più stretti parenti e amici, oggi 16 Agosto, stesso giorno della morte di Elvis Presley.
A dare per prima la notizia della sua morte e stata Sky News che ha citato l’agente della dell’artista, Gwendolyn Quinn.

Solo ieri, anche Stevie Wonder e il ministro battista Jesse Jackson erano andati al capezzale dell’artista per starle accanto. Tanti i messaggi di cordoglio che arrivano minuto dopo minuto per Aretha e la sua famiglia da tutto l’ambiente musicale, star, addetti ai lavori, discografici e gente comune da ogni dove.

Con Aretha Franklin se ne va un gran pezzo di storia della musica del XX° secolo, una icona del soul e della cultura afroamericana, una donna incredibile dalla forte personalità, una voce potente e inimitabile che ha ispirato tantissime generazioni di artiste.
Il suo repertorio è stato vastissimo con successi che hanno fatto la storia della musica, canzoni come Natural WomanI Say a Little prayerRespect,  I never loved a man (the way I love you), e tante tante tante altre. La sua grandezza artistica può essere paragonata solo a grandissimi nomi quali Ella Fitzgerald, Dinah Washington, Bessie Smith, Billie Holiday, Mahalia Jackson, Nina Simone, e di tutte queste grandi donne Aretha – con il suo duro lavoro sin da giovanissima – ne è stata una perfetta sintesi interpretativa e artistica.

Il suo ultimo concerto risale al 2017 e nel 2009 aveva cantato per l’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca rifiutandosi, invece, di farlo per Donald Trump. La sua ultima esibizione è stata lo scorso novembre a New York al gala della fondazione di Elton John per la lotta all’Aids.

Prima di morire Aretha Franklin ha autorizzato un tributo-concerto che onori i suoi 60 anni di carriera. L’evento si terrà al Madison Square Garden di New York il prossimo 14 novembre.

Ad organizzare il tutto sarà Clive Davis, il direttore artistico di Sony Music (il promoter sarà invece la Live Nation). L’evento si chiamerà “Clive Davis Presents: A Tribute to Aretha Franklin” e vedrà sul palco grandissimi artisti e musicisti cimentarsi su grandi brani del vasto repertorio della Franklin.

Che la terra ti sia lieve REGINA… tu la più grande tra i grandi.

 

Madonna oggi compie 60 anni con un party di 3 giorni a Marrakech – A breve “Beautiful Game”, il nuovo album

Madonna, La regina del Pop oggi compie 60 anni con un esclusivo party in programma a Marrakech.

.

«Altri tre giorni… tutti a magiare la torta»: E’ cominciato così, tre giorni fa, il countdown della regina del pop Madonna, che compie 60 anni oggi 16 agosto. L’artista ha anticipato i festeggiamenti postando su Instagram delle foto che la ritraggono intenta a gustarsi un pezzo di torta. Autrice delle immagini è la fotografa Ellen Von Unwerth.

madonna

La star, che la scorsa estate ha spento le candeline in Puglia (leggi nostro articolo), si prepara cosi al party di compleanno che i ben informati dicono sarà a Marrakech. Al momento si vocifera che la location in Marocco sarà in un castello poco fuori città con vista canyon di Richard Branson o forse si concederà il brivido del party nella Medina. Stando ai «si dice» i fortunati invitati sono 40/50.
La durata prevista dei divertimenti è di tre giorni.

Nonostante ormai sia nella fase di “mamma a tempo pieno”, per il giorno del suo compleanno Madonna tornerà regina del glamour, e una come lei non può sbagliare. Per una super mamma come lei è solo un piccolo svago. Poi continuerà a occuparsi dei quattro (su sei) figli che vivono con lei a Lisbona, dove si è trasferita da un anno, per assecondare la passione di David che vuole diventare calciatore ed è iscritto alla scuola calcio del Benfica.

David Banda, insieme a Mercy James e le gemelline Stella ed Esther sono stati adottati in Malawi. Poi ci sono Lourdes Maria, la figlia avuta con il suo ex personal trainer Carlos Leon e Rocco, il figlio avuto con il regista “Guy Ritchie. Eccola dunque ora nella versione mamma premurosa e single (storica la sua frase: “io gli uomini non li cambio, li lascio“) che corre da un campo di calcio all’altro e scandisce la sue giornate sugli impegni dei figli.

madonna

Nel frattempo si parla di un nuovo album entro il 2018, dal titolo “Beautiful Game”: Madonna ha fatto sapere senza mezzi termini che la musica di oggi non le piace, che suona tutta uguale. E, anche, che in questo momento, vista l’aria che tira, è più sano vivere lontano dagli Stati Uniti (d’altra parte in passato ha abitato per dieci anni a Londra, quando era sposata con Ritchie).

Luise Veronica Ciccone è riuscita in quasi 40 anni a dimostrare come una ragazza non bellissima e non dotata di particolare talento sia potuta diventare l’artista femminile pop di maggior successo di tutti i tempi. Ha forgiato la sua personalità d’acciaio nella New York degli anni ’70, quando sognava di diventare una ballerina. Non aveva un dollaro, dormiva sul divano di un’amica e sbarcava il lunario girando (anche) filmetti erotici. Ha fatto una gavetta dura prima di esplodere come “Material Girl” negli anni ’80. Ricordiamo il suo esordio nell’82 con il singolo “Everybody”, dominando solo due anni dopo le classifiche internazionali con “Like a Virgin”.

E’ stata questa ragazza italo americana di Bay City nel Michigan, a creare la figura della nuova super star pop: una donna protagonista della sua vita e della sua carriera, dotata di una determinazione feroce, di una straordinaria capacità di mescolare i codici di comunicazione e di interpretare e anticipare lo spirito del tempo.

madonna
Crediti Foto Ellen Von Unwerth

Onestamente, fosse solo per gratitudine, tutte le pop star femminili di oggi dovrebbero mandarle un regalo per il compleanno, dato che se oggi sono super ricche e anche famose, lo devono proprio a Madonna.

Molto prima che nascessero i social, Madonna è riuscita a diventare una star globale, gestendo genialmente la comunicazione che le garantiva quella presenza costante sui media che oggi si guadagna con un selfie davanti allo specchio del bagno. Una regina della trasgressione light, capace però di scatenare tempeste mediatiche per il suo gusto di giocare con i tabù, a cominciare dal sesso (lei da sempre paladina degli omosessuali) e la religione. Basta pensare a quello che successe nel 1989 ai tempi di “Like a Prayer”, quando il Vaticano condannò il video: gli ultrà cattolici inscenarono proteste furibonde contro le immagini del santo nero che scende dalla croce. L’aura di scandalo che l’ha accompagnata per i primi due decenni della carriera è stata una delle ragioni principali del suo successo, unita alla sua abilità nel cambiare personaggio e nell’anticipare le mode.

I suoi tour sono l’altro punto di forza, nonostante sia una cantante tutt’altro che memorabile e una ballerina non eccelsa: sono autentici show, dove la musica è solo uno degli elementi. Un carrozzone che non teme il kitsch e che rappresenta il format per gli spettacoli delle sue colleghe più giovani che, grazie a lei, si sono trovate le porte spalancate. Ricordiamo che nel 2010 lo “Sticky & Sweet” tour ha fatto stabilire il record di incassi per un’artista femminile (400 milioni in 85 date).

madonna
Crediti Foto Ellen Von Unwerth

Attrice, imprenditrice (il primo album pubblicato dalla sua etichetta è “Jagged Little Pill” di Alanis Morrisette, 16 milioni di copie vendute), dedita a una maniacale cura della forma fisica, accanita sostenitrice delle attività umanitarie e della lotta all’Aids, Madonna resta un insuperabile esempio di Self- Made Woman vincente. Dopo tanti scandali e trasformazioni, anche un’aspirante Dorian Gray al femminile come lei, ora che con il nuovo secolo è finita la stagione dei primi posti in classifica a getto continuo, ha deciso di rifiatare: si è allontanata dall’America di Trump e si è trasferita in Portogallo a fare la mamma, proprio lei che a cinque anni ha visto morire la sua di cancro.

Chi scrive è diventata sua fedelissima fan dal concerto che la Rai trasmise in diretta nel 1987, durante la tappa a Torino del suo ” Who’s that girl Tour”.
Avevo 12 anni e ringrazio ancora mio padre che mi permise di scoprire questa piccola ragazza che si scatenava sul palco, incantando e coinvolgendo completamente il suo pubblico.
Da subito ho sentito una inspiegabile connessione.
Posso dire di aver assistito al mio primo concerto, anche se in televisione e da allora le sono sempre stata eternamente fedele.
In tutte le sue fasi di trasgressione ed evoluzione.
Ma come dicevo prima, ha solo anticipato i tempi e spalancato le porte alle sue future colleghe.

Ciò che la rende unica nel suo essere da sempre un’insaziabile camaleonte, potremmo riassumerlo in sole tre parole: madre della reinvenzione.
Bitch, she’s Madonna!
Happy Birthday, my Queen!

Aretha Franklin sarebbe in fin di vita a causa di un tumore in fase terminale – A Novembre un tributo

Aretha Franklin, la “Queen of Soul” per eccellenza, sarebbe in fin di vita, nella sua casa a Detroit, circondata dalla famiglia e dagli amici più cari che continuano a sperare ancora in una sua ripresa. Attualmente l’artista sta ricevendo cure a domicilio.

A confermare la notizia ai vari media americani sarebbe il nipote Tim Franklin che non fa segreto del fatto che sua zia sia gravemente malata, in fase terminale, a causa di un tumore che negli ultimi anni le avrebbe fatto perdere circa 40 chili.

Tim Franklin ha dichiarato ad un Magazine americano, PEOPLE, che:

La sua famiglia è con lei. È a casa, è “vigile, ride, scherza, è in grado di riconoscere le persone […] L’ho vista dieci giorni fa abbiamo parlato per circa 45 minuti. Mio fratello era lì il giorno dopo e lei era vigile, parlava, rideva e scherzava […] Crediamo e speriamo che ce la farà, e questa è la cosa importante”.

La notizia del peggioramento delle sue condizioni di salute era stata data qualche giorno fa dal “Showbiz 411” e dal “Detroit News”, e di seguito da tanti magazine americani.

Aretha Franklin ha 76 anni (compiute a Marzo scorso) e già nel 2010 sono cominciate a circolare voci secondo le quali all’artista le era stato diagnosticato un cancro, notizia successivamente smentita dalla stessa artista.

Le ultime news dicono che la grande artista avrebbe autorizzato un concerto per i suoi 60 anni di carriera che si dovrebbe tenere al Madison Square Garden di New York il prossimo 14 novembre.

Ad organizzare il tutto sarà Clive Davis, il direttore artistico di Sony Music (il promoter sarà invece la Live Nation). L’evento si chiamerà “Clive Davis Presents: A Tribute to Aretha Franklin” e vedrà sul palco grandissimi artisti e musicisti cimentarsi su grandi brani del vasto repertorio della Franklin.

In queste ore, secondo alcune fonti, anche Stevie Wonder e il ministro battista Jesse Jackson sono andati al capezzale dell’artista per starle accanto. Tanti sono gli auguri, alla regina delle regine del soul, che arrivano di minuto in minuto da tutto l’ambiente musicale, star, addetti ai lavori, discografici e gente comune da ogni dove.

Disorder, rassegna Indie tutta da vivere – INTERVISTA

Disorder Festival è una delle poche Rassegne musicali Indie nel vero senso della parola. Una proposta di Arte e Cultura, non solo musicale che si terrà dall’8 all’11 di agosto nel suggestivo scenario dell’Arena Sant’Antonio, in pieno centro storico della città di Eboli,

Giunto ormai alla sua ottava edizione il Disorder Festival si propone come motore culturale grazie anche al supporto del Comune di Eboli e dei commercianti. Come dire che cultura e business possono felicemente convivere e trovare mutuo interesse e riscontro. Prendano nota i vari Onorevoli Politici…

Grazie a Stefania De Rosa, responsabile dell’organizzazione, abbiamo raccolto alcune informazioni in una breve intervista esclusiva per FareMusic.

disorder

INTERVISTA

Come nasce questo Disorder e perché?

Disorder è un festival di musica indipendente che nasce principalmente come evento musicale nel 2010. Successivamente si è evoluto ed ampliato, abbracciando Editoria e Arti Visive. Ogni anno c’è una novità, fino a diventare in questa edizione, un Festival dell’Arte e Cultura Indipendente.

Come mai la scelta di un luogo come Eboli, letterariamente molto evocativo?

Noi siamo Ebolitani, intendo il collettivo Macrostudio che organizza la manifestazione. Abbiamo deciso di rimanere ad Eboli, perché dagli anni ’70 fino ai primi anni del nuovo millennio, Eboli ha sempre avuto un grande fermento musicale. Il trend poi è calato, fino ad arrivare ad uno stallo. Organico o meno che fosse, sentivamo tuttavia l’esigenza di riportare un determinato tipo di musica qui ad Eboli.

Ci siamo inventati questo festival che all’inizio era il più piccolo d’Italia. Tanto è vero che la prima edizione si tenne in un giardino. poi grazie al successo che piano piano è arrivato,  siamo cresciuti e spostati nell’Arena S.Antonio, che sta sempre nel centro storico di Eboli, ma permette di ospitare molte più persone.

Quali sono le chiavi di questo successo?

Credo siano principalmente tre:

  • la scelta artistica, perché preferiamo rivolgerci non ai grandi nomi o grandi case discografiche, che magari renderebbero più facili tante cose. Preferiamo scavare e scoprire, per dare sempre una musica e una proposta di qualità che altrove non si sente. Ci piace scoprire nuove realtà piuttosto che sfruttare quelle già ampiamente celebrate dai media.
  • altro punto a nostro favore è l’atmosfera che qui si respira, durante i giorni del festival. Sono veramente tanti i feedback che ci arrivano da chi partecipa anceh e sopratutto come pubblico. Al punto che molti ci dicono che partecipano anche senza conoscere gli artisti proposti, solo per la credibilità che abbiamo saputo costruirci, e per l’esperienza che vivono in questo periodo.
    Vengo perché mi sento a casa” è la frase che spesso sentiamo.
  • e poi gli allestimenti di Paola e Daniela che rendono molto accogliente la struttura

C’è quindi una forte empatia reale piuttosto che virtuale?

Sì, investe tutti i sensi, un esperienza da vivere. Non è un festival per nerd della musica, ma per chi AMA la musica, l’arte. E’ un discorso di qualità che rende credibile e autorevole ciò che proponiamo. Il calendario musicale è molto variegato ed eterogeneo, abbracciando gusti e tendenze di tutto il pubblico.

Qual è la risposta delle Istituzioni a questa iniziativa, collaborazione o disinteresse?

All’inizio confesso abbiamo trovato difficoltà proprio perchè non facendo n discorso commerciale, non portavamo le “masse” sul territorio. Le Istituzioni quindi nicchiavano. Col tempo però la situazione è decisamente migliorata. Tant’è che oggi il Comune di Eboli ci dà una grande mano, trami te servizi e patrocini morali che sono utilissimi sgravandoci di alcune spese importanti.

Ad esempio, oltre a fornirci l’Arena di S.Antonio in pieno centro, offrono la possibilità di servizi navetta. Ogni aiuto, anche quello piccolo, è sempre gradito e sopratutto utile.
Anche i commercianti ci aiutano parecchio. Dopotutto portiamo gente nuova in città. Tutti ne beneficiano.

Tra i vostri supporter, avete anche il Giffoni Experience: come nasce questa collaborazione?

Abbiamo sempre seguito con interesse l’attività del Giffoni Film Festival, negli anni abbiamo instaurato un bel dialogo con gli organizzatori. Lo scorso anno ci siamo incontrati e abbiamo pensato a come avremmo potuto sviluppare una collaborazione.

Abbiamo pensato che la nostra sezione dedicata a videotape che curavamo da alcuni anni, potesse essere presa in carico da loro, vista esperienza e capacità. Stiamo parlando di Un festival dedicato al Cinema di risonanza internazionale, dopotutto. Ecco la sinergia è nata in maniera naturale. Ci hanno dato 4 cortometraggi che verranno proiettati uno ogni sera all’interno del Main Stage.

L’età media del vostro pubblico tende più verso l’alto o verso l’età scolastica? Cioè riuscite a coinvolgere ed interessare le nuove generazioni?

E’ un aspetto molto particolare del nostro festival, visto che riusciamo ad abbracciare una fascia molto ampia di pubblico e di età. Da noi vengono diciottenni, molto giovani e pure famiglie e adulti, un pubblico molto variegato. Per noi è motivo di orgoglio, perché significa che parliamo una lingua abbastanza universale.

Se dovessi dire una frase per invitare chi non vi conosce, a partecipare e venire al vostro festival, cosa diresti?

Disorder è bello e bisogna viverlo per capire fino in fondo quanto sto dicendo.
Venite a vivere il Disorder

.
Si ringrazia Emiliano Nivelli e Stefania De Rosa per Macrostudio

E’ possibile anche scaricare l’app Disorder nei digital store Android e Apple

Link social:

Facebook Event
Instagram Profile
YouTube

RisorgiMarche: la festa di chiusura con Jovanotti è un abbraccio di 70mila persone

Una spianata di 70mila persone. Tanto numeroso è stato, infatti, il pubblico che, domenica 5 agosto, è accorso sui prati tra Matelica e San Severino Marche (provincia di Macerata) per la gran festa che ha concluso la rassegna RisorgiMarche. Del resto, per l’evento speciale, annunciato a sorpresa dallo stesso ideatore Neri Marcorè solo qualche giorno prima, l’ospite è stato un super big come Jovanotti.

La seconda edizione del festival solidale a sostegno delle comunità colpite dal sisma segna così nel suo palmarés un concerto live che finirà dritto dritto negli annali della sua storia. “Voi siete pazzi, che meraviglia“: così Jova ha salutato la folla che per ascoltarlo si è messa in cammino per ben 8 chilometri fin dal mattino presto.

Per raggiungere il prato di Matelica servono fiato e buone gambe – oltre che una buona capacità di sopportare gli abbondanti 30°C e il sole a picco. Così, gambe in spalla, i 70mila (di cui tante famiglie) hanno affrontato 6 Km di percorso rigorosamente a piedi per un dislivello complessivo di 350 m. Una bella prova di resistenza premiata da uno show unico.

Per Cherubini, che ai grandi numeri è di certo abituato, l’impatto deve essere stato ugualmente sensazionale, occasione perfetta per celebrare con una energica jam session una stagione dal vivo che ha visto l’artista girare i palazzetti di tutta Italia con Lorenzo Live 2018 (qui la nostra recensione in occasione concerto di Eboli).

Così, insieme ai compagni d’avventura Riccardo Onori (alla chitarra), Leonardo D’Angilla (alle percussioni), Gianluca Petrella (ai fiati) e Saturnino (al basso), Jovanotti si è esibito senza il supporto ipertecnologico che solitamente lo accompagna nelle tournèe.

Ph. Cr. Maikid dal profilo Instagram @lorenzojova

Durante il pomeriggio non è mancata occasione per alcune riflessioni insieme a Neri Marcorè sull’attualità di chi, costretto, si trova nelle condizioni di dover lasciare la propria terra natia. Ha dichiarato Lorenzo:

Questi posti dopo il terremoto hanno subito una rivoluzione, in parte sono stati abbandonati ma anche grazie a iniziative del genere le persone ritornano“.

Marcorè ha così concluso:

Chi vorrebbe sbarrargli la strada non sarà mai capace di costruire muri“.

E proprio come l’attore aveva detto alla vigilia del grande evento, il concerto è stato un abbraccio che ha salutato l’edizione 2018 di RisorgiMarche. In attesa della prossima.

Le canzoni all’angolo di Luigi Mariano – RECENSIONE

Nessun titolo di album discografici è stato così contemporaneo come “Canzoni all’angolo” di Luigi Mariano. Le canzoni sono all’angolo da centinaia di round, in attesa che il match possa ricominciare.

Il cantautore come il pugile suonato e provato dalla fatica è lì all’angolo, spronato dalla sua volontà di ricominciare a tirar fuori la sua energia e possibilmente finire l’incontro con le braccia alzate. Il pubblico a bordo ring ascolta poco o male, fa fatica ad ascoltare i testi, a volte qualcuno si alza in piedi e va a prendersi una birra o una coca nel palasport, eppure hanno pagato un biglietto salato. Qualcun altro si accorge che il pugile cantautore nonostante le botte prese, dà il meglio di sé quando torna al centro ring a combattere.

Il cantautore salentino di match musicali nella vita ne ha fatti parecchi e spesso li ha vinti. Le braccia le ha alzate numerose volte.

Luigi Mariano
Crediti Foto Tamara Casula

Cito qualcuna delle sue vittorie:

–  Premio Augusto Daolio, città di Sulmona 2010: “Targa F.I.M.I.” per le canzoni “ Il negazionista “e “Edoardo”.

– “Premio Umberto Bindi 2011: “Targa Miglior Testo” per il brano “Edoardo”..

– Premio Lumezia “nuove proposte” 2011: riceve sul palco il Premio RAI webradio per la canzone “Asincrono”

– “Premio Piero Ciampi” 2013: “Targa Speciale”

– Due “ Targhe d’autore Controcorrente 2013” per il CD ASINCRONO:
Album coi migliori testi” e “Miglior album di denuncia sociale“, consegnategli all’Auditorium SGM di Roma il 9 novembre 2013.

– Premio Lumezia” doc” 2016, al valor musical-letterario del disco “Canzoni all’angolo” .

Ce ne sarebbero altri ma fermiamoci qui. Il Palmares di Luigi Mariano è invidiabile, soprattutto perché è un cantautore, categoria piuttosto svalutata in questo periodo storico in cui il testo è sottomesso alla facile rima o agli esercizi di stile delle centinaia di rapper o trappisti nostrani in versione discount.

Luigi Mariano

Le 11 tracce di “Canzoni all’angolo” ultimo lavoro di Luigi, non ammettono equivoci.  Il disco parte con una frase tutt’altro che convenzionale: “Ho dentro mille bombe atomiche”… e stupore… si ascoltano strumenti musicali veri, chitarre, batteria, basso, organo hammond. Non c’è traccia di plugin, finalmente. Back to the future, si potrebbe dire.

E poi “Fa bene fa male”, seconda track del disco. Un testo perfettamente contemporaneo, omaggio al nostro dubbio amletico quotidiano. Fa bene o fa male? Un testo alla Rino Gaetano (io ci ho sentito una citazione nel mezzo ma è una mia pura personale considerazione). La canzone ci mette davanti allo specchio dell’eterno dualismo, quello tipicamente italiano in cui non vi è alcuna considerazione per le diversità. O stai di qui o stai di là. Stare in mezzo oppure oltre, non esiste. Scegli il bene o il male secondo la morale imposta.

Il tema prosegue idealmente nel brano “Scambio di persona” una ballad rock in cui Luigi entra a muso duro ma con eleganza nella tematica politica:

Le mie idee son state prese e poi accusate di un misfatto terribile / Camminavano composte rispettando tutte le segnaletiche / ma ben presto le hanno viste scorrazzare senza freno nel limite/ A quel punto senza idee non mi restava che buttarmi in politica / mi hanno eletto presidente senza un filo di vergogna nell’anima”.

Qui le interpretazioni sono libere, io ci ho visto molte facce di presidenti della nostra storia repubblicana, a voi la scelta.

C’è poi la deliziosa “Quello che non serve più” dove il riferimento melodico a Lucio Dalla è inevitabile. Canzone che ci riporta ancora indietro nel tempo, all’epoca gloriosa di “Banana Republic”.

Poi arriva la sua versione de “Il fantasma di Tom Joad” di Bruce Springsteen e qui si capiscono perfettamente le radici di Luigi Mariano, sospese tra la nostra miglior canzone d’autore e il Boss da Nebraska in poi.

E poi la canzone che dà il titolo album, “Canzoni All’angolo”:

Restiamo all’angolo che da qui si suona meglio / la visione un po’ a ventaglio / può svelarci la realtà”.

Invito tutti a scoprire il lavoro di Luigi Mariano, un compositore, un narratore di storie, un osservatore della realtà. Un ragazzo colto ma diretto, elegante ma non snob. Insomma quello che ci vuole per smuovere questa melassa pop, dove ogni canzone è uguale a sé stessa, inesorabilmente e dove risulta difficilissimo emozionarsi sul serio, senza freni. Fortunatamente Luigi Mariano pur essendo diverso, non arriva da un altro pianeta. Risulta terrestre, molto più umano degli alieni da FM da cui siamo invasi. Grazie a te Luigi, possiamo restare all’angolo ma facendo qualche passo avanti per ritornare di nuovo al centro della scena.

Luigi Mariano

TRACKLIST Canzoni all’angolo – Luigi Mariano

1 Mille Bombe Atomiche
LYRICS BY, MUSIC BY – LUIGI MARIANO

2 Fa Bene Fa Male
LYRICS BY, MUSIC BY – LUIGI MARIANO

3 Come Orbite Che Cambiano
LYRICS BY, MUSIC BY – LUIGI MARIANO

4 Scambio Di Persona
LYRICS BY, MUSIC BY – LUIGI MARIANO

5 Quello Che Non Serve Più
LYRICS BY, MUSIC BY – LUIGI MARIANO

6 L’Ottimista Triste
LYRICS BY – MINO DE SANTISMUSIC BY – LUIGI MARIANO

7 Se Ne Vanno
LYRICS BY, MUSIC BY – LUIGI MARIANO

8 Alla Fine Del Check
LYRICS BY, MUSIC BY – LUIGI MARIANO

9 Il Fantasma Di Tom Joad
ADAPTED BY (TEXT) [IN ITALIAN] – LUIGI MARIANOLYRICS BY, MUSIC BY – BRUCE SPRINGSTEEN

10 Canzoni All’Angolo
LYRICS BY, MUSIC BY – LUIGI MARIANO

11 L’Ora Di Andar Via
LYRICS BY, MUSIC BY – LUIGI MARIANO

Info

  • Distributed By – Audioglobe
  • Recorded At – Belairstudio
  • Recorded At – MAD Entertainment Studio
  • Mixed At – Belairstudi

Inquietante studio: l’82% degli italiani non sa riconosce le fake news

Le informazioni disponibili per gli utenti dei social sono sempre di più, ma sono sempre più confuse; gli italiani non si fidano più dei social e non sono in grado di distinguere una fake news, meglio definita come bufala, da una notizia affidabile.

.

È quanto si apprende dal recente rapporto Infosfera sull’universo mediatico italiano, presentato nei giorni scorsi alla presenza del Commissario AGCOM, Mario Morcellini e dell’assessore regionale alla Formazione, Chiara Marciani.

La ricerca, che raccoglie i dati relativi alla percezione del sistema mediatico, soffermandosi soprattutto sul livello di credibilità e influenza delle fonti di informazione, è frutto di un lavoro di ricerca sui mezzi di comunicazione di massa dell’Università Suor Orsola Benincasa guidata da Umberto Costantini, docente di Teoria e tecniche delle analisi di mercato, insieme a Eugenio Iorio, docente di Social media marketing.

Stando al rapporto, pubblicato integralmente sul sito web dell’Ateneo napoletano e disponibile in formato pdf, la dipendenza degli italiani dal web è pressoché assoluta. Ben il 95% del campione utilizza quotidianamente internet, il 70% circa lo fa per più di tre ore al giorno e il 32% ancora di più: un utente su tre è collegato a Internet più di 5 ore al giorno e metà del suo tempo è rubato da facebook.

Aumentano quindi i cosiddetti “malanni da overdose di web”: stati d’ansia (8,68%), insonnia (16,84%), confusione e frustrazione (6,38%), mal di stomaco e mal di testa (8,36%), vuoti di memoria (9,93%).

I social media vanno infatti ad incidere sulle facoltà mentali dell’individuo, dai livelli di attenzione e al funzionamento della memoria.

Infosfera rileva anche molte contraddizioni. Per l’87,24% degli italiani i social network non permettono di apprendere notizie credibili, eppure per il 96,61% il sistema di informazione non dimostra la “salute” della democrazia italiana e per il 98,75% non ne dimostra la “debolezza”.

In sintesi – ed è questo uno dei dati più allarmanti, secondo gli studiosi – gli italiani non riescono a mettere in relazione lo stato del sistema di informazione con la qualità della democrazia né con il concetto di libertà, che anzi viene percepita come garantita dalla rete. A comprovarlo è il fatto che per il 77,30% le fake news non indeboliscono affatto la democrazia. E se per l’87,76% l’informazione che circola in rete è professionale, quindi attendibile, per il 37,11% degli interpellati sono gli apparati dell’informazione tradizionale a manipolare le notizie.

È innegabile che si tratti di dati inquietanti”, ha commentato Eugenio Iorio, coordinatore scientifico della ricerca, “perché in un’Infosfera così configurata i cittadini/utenti, sprovvisti dei più elementari strumenti di analisi e di critica della realtà e privi di qualsiasi strumento di difesa, tendono ad avere una visione distorta della realtà, una visione sempre più prossima a quella desiderata dai manipolatori delle loro capacità cognitive“.

Imprescindibile appare quindi la formazione delle nuove generazioni, come ha evidenziato il Commissario AGCOM Mario Morcellini:

Il quadro negativo emerso dal rapporto Infosferalancia un forte allarme al quale possono e debbono rispondere le scuole e le Università impegnandosi nella formazione di una coscienza critica nei giovani che sia più preparata al bombardamento mediatico a cui oggi si viene sottoposti in maniera indiscriminata e incontrollata“.

Jovanotti: concerto a sorpresa per RisorgiMarche di Neri Marcorè

Per assistere al concerto a sorpresa di Jovanotti di questa domenica, in favore di RisorgiMarche, il pubblico dovrà percorrere ben 8 Km a piedi

Ricordiamo che RisorgiMarche è un festival – arrivato quest’anno alla sua 2nda edizione – di solidarietà promosso dal’artista marchigiano Neri Marcorè a favore della comunità colpite dal sisma.

In occasione dell’ultima data del calendario, di cui Marcorè è stato protagonista con il Gnu Quartet in uno spettacolo dedicato a De Andrè, è stata annunciata a sorpresa la partecipazione di Jovanotti, che si esibirà oggi 5 agosto in una prateria che si estende tra Matelica e San Severino Marche, in provincia di Macerata.

Neri Marcorè ha dichiarato:

La soddisfazione per aver dato vita a una seconda edizione di RisorgiMarche con ancora più appuntamenti, più spettatori, più entusiasmo e una filosofia consolidata è enorme. Non parlo solo a nome mio ma in rappresentanza di tutte le persone che lavorano in questa organizzazione, cui sono infinitamente riconoscente, che con il loro impegno costante, iniziato mesi fa e proseguito sul campo, o meglio sui prati montani del cratere sismico, hanno reso possibile e fruibile a tutti questo festival che vuole contribuire a ricostruire un senso di comunità e appartenenza e sostenere lo spirito di chi ha subito danni e perdite dal terremoto del 2016 […] Senza gli artisti che hanno accettato la mia proposta, tutta questa meraviglia non avrebbe potuto essere vissuta. Li voglio ringraziare tutti ancora una volta. Tra questi ce n’è uno che pochi giorni fa ha voluto farci un grandissimo regalo confermandoci la sua disponibilità a chiudere davvero coi fuochi d’artificio questo secondo anno di festival, quando pensavamo non ci sarebbero potute essere altre sorprese: Jovanotti!“.

La location del concerto di Jovanotti, nello specifico, trovasi presso l’Abbazia di Roti a Matelica. Si assisterà, tra le altre, ad una fantastica jam session unplugged con quattro dei musicisti che hanno suonato nel “Lorenzo Live 2018” appena conclusosi: Riccardo Onori (chitarra), Leonardo D’Angilla (percussioni), Gianluca Petrella (fiati) e il marchigiano Saturnino, amico di Jovanotti da quasi 30 anni. All’evento sono attese più di 20mila persone che per assistere al concerto dovranno sorbirsi una camminata di 8 Km per raggiungere i prati dell’Abbazia.

Simone Cicconi, “Rumore” e talento da export – RECENSIONE

Simone Cicconi è uno di quei talenti da esportazione, che all’estero trovano l’humus per crescere e creare. “Rumore” è il suo recente album.

A parte i fenomeni da talent, cui va in ogni caso un plauso (vedi Andrea Faustini e il redivivo e dimagrito Antonino), ci sono altri talenti che emigrano mettendo nello zaino non più le caciotte nostalgiche, ma la curiosità e la voglia di non lamentarsi e basta insieme all’inseparabile laptop.

Fortuitamente ma anche grazie alla credibilità di Faremusic, ho avuto modo di sentire il nuovo album si Simone, “Rumore” (Art Media Music) che potete sentire cliccando il link.

Maceratese di nascita, ma londinese di elezione, vive scrivendo musica, non solo come cantautore (benché oltremanica si preferisca il termine Songwriter), bensì anche come SoundDesigner.

Simone Cicconi
Simone “Underthec” Cicconi

Un songwriter di razza

Nel suo curriculum, troviamo anche prestigiosi riconoscimenti, come il premio “Musicultura” (ben due edizioni vinte, 2013 e 2016) oltre ad essere stato finalista al premio De André (2016)

E la cosa bella è che si presenta con una musica di grande energia e in italiano. Sarebbe stato più comodo farlo in inglese, invece ha preferito il nostro idioma. Bravo, già solo per questo!

I titoli dei brani sono uno specchio della sua poetica, cruda come le sonorità e la vocalità, incazzata, ma mai blaterata. Il che è un pregio.

Spicca a mio avviso, “Canto Notturno”, un po’ per l’omaggio al suo conterraneo Leopardi (e di questi tempi trovare chi lo conosca è già una rarità) ma sopratutto per la sua vena ironica, degna di un Paolo Conte e di un De André (Bocca di Rosa, per esempio), anche per l’andamento un po’ bandistico e scanzonato dell’arrangiamento

Autoprodotto, nel senso che non è sotto l’ombrello delle Major, ma nel roster di una etichetta indipendente come Art Media Music (qui potete trovare sito e catalogo), sintomo di quelle realtà locali che si danno da fare, anziché compiangere la situazione generale della cosiddetta “musica Italiana”.

Forse dovremmo tutti essere più attenti e meno pigri per scoprire e valorizzare i talenti emergenti…

Testi curati e non banali, impatto musicale veramente notevole, con le chitarre in prima fila, ma un sound più ampio del semplice rock, anzi una veemenza che ricorda sonorità alla Pearl Jam con un flow quasi Rap. Praticamente un’eco dei Living Color, ma ripeto solo un’eco. E una voce che si muove nel registro baritonale, per spiccare il salto rabbioso in punt salienti.

Simone ha iniziato (da un po’) la sua strada, che credo, citando Michele Monina, “prima o poi verrà riconosciuto da tutti come uno dei nomi più interessanti in circolazione”.

Simone Cicconi

Tracklist “Rumore” – Simone Cicconi

  1. L’età Della Ragione
  2. Rumore
  3. Simone S’è Incazzato
  4. Questa Non È Un’esercitazione
  5. Non Sto Provando A Dirti Che Ti Amo
  6. Canto Notturno Di Un Lavoratore Errante Dell’europa Non Più Unita
  7. Nostra Signora Della Statale
  8. Buongiornissimo Kaffeè
  9. Praticamente

.
Link social e musicali

 

Periodo di transizione… Ebbasta

All’imbocco del mese di agosto mi sento di poter dire di aver acquisito tre certezze:

Se ti affidi ad un nuovo dentista questi di sicuro ti dirà: “ma chi cazzo ti ha messo le mani in bocca fino ad ora?” (chiunque salga al governo troverà con questa semplice formuletta una preziosa ancora di salvezza con la quale difendersi dalle mareggiate mosse da un’ opposizione più o meno convincente).

Se è vero che abbiamo scavallato il momento di “profonda crisi”, per tutti quanti ora “stiamo attraversando un periodo di transizione”.

Nelle prime dieci posizioni della classifica di vendita dei dischi (dischi? oh mio Dio, ma davvero ho detto dischi?) in Italia ci sono solo trappisti o reduci dall’ultima edizione di Amici (fin tanto che non parte quella nuova, e dei protagonisti dell’edizione passata chi s’è visto s’è visto).

E dunque.

La SIAE viene messa in discussione e traballa sotto i colpi inferti dai potenziali nuovi paladini del diritto d’autore.

Il 1° Maggio mette in scena il meglio del nuovo che avanza, ma sentendo il “nuovo” che canta dal vivo in piazza a Roma tutti gridano allo scandalo.

Poi c’è l’omaggio a Pino in piazza Plebiscito e qui tutti i grandi mostri della scena musicale fanno a gara a chi stona di più. E naturalmente altrettanto ci si indigna.

Quelli del bicchiere mezzo pieno dicono “che bello. Ora anche Moro riempie l’Olimpico”. Quelli del bicchiere mezzo vuoto dicono “non conosco una canzone di Moro, che ci vado a fare allo stadio?”. Ma perché, voi conoscete una canzone di Carl Brave? No? E allora perché sarà il nuovo testimonial Tim se le sue canzoni non le conosce nessuno?

Baglioni annuncia che a Sanremo quest’anno non ci sarà la categoria Nuove Proposte. Tutto si risolverà in una kermesse natalizia simile ad un concorso di 24 aspiranti netturbini con solo due posti a disposizione. Due giovani che diventeranno big del Festival e non dite che non sono passati dal via. Forse così finalmente i media si convinceranno a dare spazio anche agli emergenti, visto che diventeranno big a tutti gli effetti.

C’è aria di cambiamenti insomma. Ecco la transizione.

Sommando il punto 1 al punto 2, la somma vi darà 3. Non ci piove.

Chi salirà al potere dopo le elezioni SIAE vedrete che ci chiederà chi cazzo ha gestito i diritti fino ad ora, noi faremo spallucce pensando si tratti solo di un momento di transizione, ma nel frattempo ci accontenteremo di vedere Sfera al Summer Festival.
Ebbasta.

Battiato: prove tecniche di un addio? – Amici confermano, Amici smentiscono


Sono ore che in rete circolano notizie sulle condizioni di salute del 73enne cantautore siciliano Franco Battiato. Alcune testate e alcuni siti web hanno riportato la notizia secondo la quale Battiato sarebbe affetto da alzheimer. E usiamo il condizionale per obbligo deontologico, dato che dall’entourage del cantautore non sono pervenute conferme ufficiali.

A dire il vero, comunque, la notizia sulle precarie condizioni di salute del’artista non è nuova, perchè è da almeno otto mesi che voci di corridoio parlano di problemi non meglio specificati, e questo da quando sono stati annullati quattro concerti in programma a novembre a causa di un incidente domestico avvenuto nella casa dell’artista, a Milo, situazione che ha procurato a Battiato, per la seconda volta, la rottura di femore e bacino.

Da quel momento non si sono avute più notizie ufficiali e il silenzio formale che da allora ha aleggiato su tutta la vicenda è stato rotto ieri da Roberto Ferri, amico intimo di Battiato, che sui social ha postato una poesia inequivocabilmente dedicata al suo amico, parole che lasciano poco spazio all’interpretazione.

battiato

E come se non bastasse, a dare ulteriore credito a quello che tra le righe della poesia si potrebbe intuire, tra i commenti sotto il post c’è anche quello del catanese Salvatore Massimo Fazio, scrittore che fu molto amico del noto filosofo e coautore di molti dei testi di brani di Battiato, Mario Sgalambro, scomparso quattro ani fa.

battiato

Tutto parrebbe finire qui, tra lo sconcerto dei fan e il dispiacere di tutto l’ambiente di fronte ad una notizia davvero triste, simile ad una sentenza incontrovertibile, che porterebbe automaticamente a pensare ad un addio alle scene del maestro.

Invece accade che, dopo alcune ore, il post/poesia di Roberto Ferri improvvisamente viene rimosso, come se qualcuno, risentito, ne avesse richiesta la cancellazione.
E da qui i dubbi, invece che diradarsi, hanno cominciato a proliferare ulteriormente, perchè persone serie come Ferri e Fazio non sono certo tipi da inventarsi storie che non esistono.

Il motivo del gesto potrebbe essere attribuibile alla lecita richiesta di “rispetto per la discrezione” da parte dalla famiglia di Battiato o dall’artista stesso, persona che ha sempre protetto la propria privacy e vita privata.

Ad onor di cronaca vi è da aggiungere che, invece, “altri” amici, altrettanto vicini al cantautore, hanno smentito il fatto che Battiato sia affetto da alzheimer, sostenendo invece che i vari interventi chirurgici a cui è stato ultimamente sottoposto, sommati ad altri problemi di salute, hanno fisicamente provato oltremodo il fisico del cantautore, debilitandolo tantissimo. Sempre secondo questi “amici”, al momento l’artista piano piano si sta riprendendo.

Comunque, qualunque siano le condizioni di salute del maestro, auguriamo a quest’ultimo una prontissima guarigione, rivolgendogli un forte e caloroso augurio e un abbraccio sincero, nella speranza di rivederlo e risentirlo al più presto su di un palco.

Direttore di faremusic.it
Mela Giannini

Sanremo 2019, rivoluzione o restaurazione? – Forse Barbara D’Urso al fianco di Baglioni

La prossima edizione del Festival di Sanremo sarà una rivoluzione o una restaurazione? Questa la domanda che mi pongo.

Pare che l’edizione 2019 del Festival di Sanremo, l’edizione Baglioni Bis, stia scaldando i motori e presentando tante cose (leggi nostro articolo), in realtà, a mio avviso, viste e riviste, come fossero novità assoluta voluta dal, già collaudato, dittatore artistico.

Cominciamo da quella che appare la novità più rilevante: l’eliminazione della gara dei giovani.
Pare che Baglioni stia “inventando” una gara (leggi nostro articolo), che si svolgerà già nel tardo autunno, su Rai2, per selezionare due “giovani” per farli poi concorrere direttamente nella gara con altri 22 big.

Novità assoluta?

Neanche per niente! C’aveva già pensato il nostro signore delle 7 note (o delle 7 voci) Pippo Baudo, che nel 2002 aveva presentato, dagli schermi di Rai2, Destinazione Sanremo, con la partecipazione di Claudio Cecchetto e di Federica Panicucci, in quel caso 24 giovani (Pippo fa sempre le cose in grande!) venivano selezionati e 12 diventavano gli artisti della gara cadetta. Tra l’altro si segnalano, tra i partecipanti di quell’unica edizione, nomi del calibro di Simone Cristicchi, Fortunato Zampaglione, Patrizia Laquidara e Dolcenera, che poi passò le selezioni e vinse la gara dei giovani del Festival 2003.

Altra questione: la gara unica con giovani che vengono convogliati nella gara dei big, già avvenuto nel ’95 con Giorgia che promossa big vince quell’edizione con Come Saprei. Decisamente meno fortunati i Jalisse e Annalisa Minetti che travasati tra i big, vincono la gara delle rispettive edizioni, 1997 e 1998, lasciando un po’ l’amaro in bocca al pubblico, che li vede scalzare artisti come Patti Pravo che nel ’97 porta l’immensa E dimmi che non vuoi morire, o vincere la Minetti che, più che per popolarità che altro (nota fino a quel momento al grande pubblico per aver partecipato, da non vedente, all’edizione 1997 di Miss Italia), scalza canzoni come Luce presentata da Mango.
Ma del resto quell’edizione è rimasta più nel cuore della gente per la presenza di Raimondo Vianello che per le canzoni in gara.

Più fortunate le seguenti edizioni che non vedono miscugli generazionali.

Ho letto, inoltre, anche di ipotetici abbinamenti tra artisti italiani e artisti stranieri, cosa, anche questa, vista e rivista. Sempre che “Mr maglietta fina” non sia intenzionato a cogliere l’occasione per far cantare i suoi successi agli ospiti stranieri, visto che cantati in italiano ce li siamo già sparati con gli ospiti dell’edizione scorsa!

Ma non è tutto, secondo un’indiscrezione del settimanale Oggi, pare che Baglioni quest’anno voglia accanto a sé un’altra presentatrice (dopo la Hunziker dell’edizione 2018) proveniente dal fronte Mediaset, la mattatrice Barbara D’Urso, che di recente ha anche dichiarato che non le dispiacerebbe un giorno salire sul palco dell’Ariston. Ora, che sia una professionista, piaccia o meno, è innegabile, com’è innegabile il fatto che, anche in questo caso, Barbara D’Urso l’ha “inventata” lui, il buon Pippo Baudo!

Per il resto, si sa, è (piuttosto sarà) il festival della canzone italiana: la gara, le preselezioni, il talent dei giovani (pure qua!) annesso, è televisione, nulla a che vedere con la musica suonata, temo che questo svilimento dei meccanismi della gara punti solo a sollevare le sorti dello show televisivo (andato bene, televisivamente parlando, quello del 2018) piuttosto che mettere al centro la musica, cosa che un festival pop, quale Sanremo per eccellenza, dovrebbe fare per missione principale.

Marco Mengoni svela il mistero: tornerà sulle scene il 30 Novembre

Questa mattina Marco Mengoni ha pubblicato a sorpresa sulle sue piattaforme social un video che annuncia una data, il 30 novembre 2018.

Dopo il suo ultimo progetto discografico che ha totalizzato complessivamente 8 dischi di platino, aveva abbandonato la scena per preparare quello che sarà il suo prossimo lavoro mentre, proprio da venerdì, tutte i suoi profili social (Facebook, Instagram e Twitter) erano completamente spariti (leggi nostro articolo).

Mistero svelato: Marco si stava preparando per annunciare quella che sarà la data d’uscita del suo nuovo disco di inediti.
Le foto in cui Marco si è fatto ritrarre in questi giorni hanno come location Mazara, Linosa, e soprattutto Lampedusa, isola che in questi ultimi tempi sta affrontando con coraggio e umanità gli arrivi di centinaia di persone, di povera gente, di migranti che scappano dal sud del mondo attraversando il Meditterraneo.
Che ci sia un messaggio tra questi scatti e il futuro lavoro di Mangoni?
Vedremo

La Rua, sull’orlo di un viaggio continuo – INTERVISTA

La Rua è una band che macina chilometri. La particolarità sta in un curriculum che li vede passare senza troppe menate dai palchi televisivi alle manifestazioni più indie, senza per questo contaminare il proprio DNA lungo la strada. Il Segreto, è un costante lavorio, di scrittura, produzione e infine Live. Poco importa quindi la tipologia di audience, se alle spalle c’è un impegno sincero e sopratutto coerente. Incontro telefonicamente Daniele Incicco durante uno dei suoi innumerevoli spostamenti.
Recentemente hanno pubblicato il singolo con Federica Carta “Sull’orlo di una crisi d’amore” che supera gli oltre 4 milioni di visualizzazioni; partecipano come ospiti ai WIND MUSIC AWARDS all’Arena di Verona e in questo mese esce l’EP “Nessuno segna da solo” con l’etichetta Universal Music.

LaRua-nessuno-segna-da-solo-faremusic
La Rua

INTERVISTA – LA RUA

Cosa significa essere musicista ed essere sempre in viaggio?

Significa avere una vocazione che ti porta a superare tute le difficoltà che questa vita comporta. Ci si priva di moltissime cose, della stabilità, di n posto dove poter rientrare al sera che sia sempre lo stesso. In cambio però ti offre delle emozioni grandissime, così forti e importanti che ne vale la pena.

Avete un curriculum intenso e fitto. Come avete scelto questo nome e perché?

Tutto è partito nel 2009, benché già prima facevamo le stesse cose. Nel 2009 però grazie all’incontro con Dario Faini, no sto produttore, la nostra attività ha fatto un salto professionale. Con lui abbiamo incominciato a mettere a fuoco la scrittura dei brani, montando e smontando, esplorando e capendo. Cioè si parte da idee spontanee, per poi svilupparle più compitamente. Il difficile poi diventa fare una selezione ragionata che metta d’accordo cuore e ragione.

La creatività non ha orario, e io la seguo tutti i giorni, anche il sabato sera., come è successo questa settimana, in cui sono rimasto a casa a scrivere. Poi si passa alla fase produttiva, con la band e con Dario Faini, con cui collaboriamo fin dagli inizi.

Il nome nasce dalle rue, che sono le piccole stradine che ad Ascoli Piceno portano al centro storico. Ci piaceva portare qualcosa della nostra città, che appartenesse al nostro territorio, alla nostra cultura. E poi è evocativo, una strada che fa parte di un viaggio costante verso qualcosa, da l’idea di un movimento incessante.

Possiamo dire che la vita di un musicista è fatta più di strade, viaggi piuttosto che di Studio di registrazione?

Direi entrambe le cose. Ci sono momenti pre creare e costruire, e altri per condividere dal vivo. Possono convivere accavallandosi, facendo un tour puoi scrivere dei brani di cui senti l’urgenza poi di realizzare e registrare.

La vostra strada via ha portato sia sui palchi Indie, come il concerto del Primo Maggio, sia sui palchi televisivi, come ad Amici di Maria de Filippi. La vivete come un’anomalia?

In realtà siamo partiti dalla musica dal vivo, facendo sempre tantissimi concerti, portando la nostra musica in faccia al nostro pubblico. Questo ci ha portato nel 2015 a vincere il contest del Primo Maggio a Roma.

Abbiamo poi continuato a costruire, e c è capitata l’occasione televisiva, cambiando modalità nel proporre la nostra musica, ad un pubblico diverso e più ampio, su Canale 5. Abbiamo accettato la sfida, con tutti i pro e i contro.

Questa supposta dualità quindi parte da un origine unica. Siamo sempre noi, dopotutto.

Se poi devo collocare il gruppo, come filosofia, lo colloco più nella scena Indipendente, abbiamo sempre seguito il nostro istinto e non le indicazioni di una label o discografica. Poi se penso a dove può essere collocata la nostra musica, rispondo un po’ ovunque, dalla Radio, al Festival, alla televisione in generale. Non vedo limiti. Sono sempre molto sincero in quello che scrivo e faccio.

Come funziona il lavoro all’interno del gruppo, come vengono distribuiti ruoli e compiti?

Esiste una distribuzione, eccome. Io solitamente scrivo, porto un sacco di idee. Poi con Dario facciamo una prima scrematura, analizzando i brani, montando e smontando, per sviluppare tutto il potenziale che può avere.

Poi insieme ai ragazzi e Dario, iniziamo la produzione vera e propria, la realizzazione cioè. E’ una fase che può richiedere anche molto tempo alle volte, perché non è detto che ci si fermi al primo arrangiamento. tutto viene discusso, ponderato, digerito.

Che differenza c’è tra il sound che elaborate in studio e quello che poi portate dal vivo sul palco?

Cerchiamo sempre di aumentare la potenza, dal vivo.

Credi che la vita di provincia, meno frenetica, sia una vantaggio o no, per un musicista?

Dipende, se sei un autore, vivere e operare a Milano, ad esempio, offre maggiori connessioni e relazioni. Oltretutto le offerte di esperienze artistiche sono tantissime, in cui puoi formarti. E’ un luogo in cui puoi formarti, crescere, studiare vista anche la grande offerta di mostre, appuntamenti.

La provincia del resto rimane invece una grandissima palestra per emergere, perché per farlo devi avere un nucleo di partenza, una sorta di zoccolo duro. La credibilità che cominci a crearti nel posto da cui parti, significa che il tuo lavoro è sincero. Il feedback che ti daranno sarà sempre sincero, non artefatto. Se ti abbandonano, significa che non stai facendo un ottimo lavoro.

La provincia di aiuta a mantenere i piedi per terra?

Credo che alla base ci sia la persona stessa, alla fine sei tu stesso devi imparare a gestire la tua emotività, tutelarla e metterla in sicurezza di fronte a quello che è il grande centro piuttosto che la provincia. La palestra è veramente una palestra notevole, perché se riesci ad emergere, hai una muscolatura più importante, perché hai fatto più chilometri del niente, cioè hai visto una luce, e ci sei arrivato dopo tanti chilometri.

Secondo te, è meglio augurarsi il successo entro i trentenni o oltre?

Bella domanda…. da giovani è un rischio. Se le cose funzionano, rischi di finire fuori strada. Dopo i Trenta sei molto più consapevole, hai i piedi ben piantati a terra. Capisci che quando qualcosa va troppo bene, ti preoccupi; e quando invece va male, ti preoccupi di farla andare meglio. Hai sempre un’alternativa pronta.

Prossima meta?

Dopo il concerto del 28 luglio saremo a S.Lazzaro vicino a Bologna, e il 29, ad Offida, nelle Marche, dove abbiamo portato i brani del nuovo disco “Nessuno segna da solo”, ci sarà poi la parte invernale, dove arriveremo anche a Milano.

Benissimo, allora appuntamento sui Navigli!

.
Ringraziamenti a Clarissa D’Avena per Red&Blue e Daniele Incicco

Alessandro e Fabio, due cuori fuori dalla Chiesa

Le piumette della lavanda ci lasciavano correre, e fare polvere. Come volessero farci abbandonare ogni sorta di ordine, il povero pensiero del nostro giudizio.

Ed eravamo germogli contagiati dalla meraviglia, e stavamo maturando come spighe al sole, ci stavamo spingendo in avanti verso una semplice purezza.

Saremo stati in cento, e davamo l’aria al campo, alle fessure delle pietre che ci sono state infilate nel cuore, e davamo sorrisi e la certezza dell’amore all’amore. C’era una voglia incessante di precipitare fino in fondo a quella bellezza sentimentale, di assistere alle lacrime su quei teneri nomi, e avremmo mandato in fumo finanche il nostro avvenire la nostra vita quotidiana.

Saremo stati in cento a evitare i ricci del conformismo, a scardinare la nostra solitudine, il frastuono delle anime dolorose.

E ci siamo trovati come fiori schiusi, deboli, a piangere per quei due cuori lasciati fuori da una chiesa, che avrebbero meritato le labbra di Cristo in bocca.

Eravamo muti, in una festa muti, come in una luce d’eterno, incantati e senza la paura di trovare ombre e lupi intorno a noi. E loro iniziavano a essere dappertutto, belli come due esseri volanti, e cadevano come petali come farfalle in coppia come due innamorati come due veri amici come due soldati due angeli che si capisca due devoti.

Erano due sposi, e si tenevano per gli occhi, e la luna stava diventando monocroma, un gioiello bianco.

Alessandro e Fabio ci avrebbero passato la vita a scambiarsi gli anelli a rimanere in quel tempo di spuma e splendore, a morire per quell’amore.

Ci avrebbero legati al petto e pizzicati per farci rimanere svegli dentro al loro sogno.

Io c’ero e li ho visti, Alessandro e Fabio, diventare rosso colore, ad asciugare le parole perfide e violente che li hanno toccati, che li hanno offesi, a far diventare ogni sillaba della loro memoria confetto coniugale.

Io c’ero e li ho visti trionfare con i loro volti interminabili di gioia: da Cupido e dal cielo perdutamente rapiti .

E sono stati il mio nettare, la libertà, forse anche  il mio paradiso in questo inferno.

Paul McCartney ritorna a suonare al Cavern di Liverpool

0

E’ stato annunciato a sorpresa dallo stesso Paul McCartney il suo ritorno sul palco del mitico Cavern Club, il luogo dove tutto ebbe inizio, il posto in cui nacque il mito dei Beatles. Certo, non è lo stesso Cavern degli anni ’60 (demolito nel 1973 per essere ricostruito altrove con gli stessi mattoni), è un locale quasi attiguo a quello originale, ma è stato comunque il gesto emblematico del ritorno alle origini di Macca ad alimentare nostalgie e riaccendere ricordi indelebili, soprattutto in seno a quella generazione che visse pienamente gli anni d’oro della musica del XXmo secolo, il ventennio ’60 e ’70.

mccartney

Quindi Paul è tornato nella sua Liverpool qualche giorno dopo la sua passeggiata tra i ricordi, riattraversando le mitiche strisce pedonali di Abbey Road a Londra, così come fece quasi 50 anni fa  con gli altri tre Beatles (leggi nostro articolo).

A Liverpool l’artista ha tenuto una conferenza al Liverpool Institute of Performing Arts da lui fondato nel 1996 e qualche ora dopo si è esibito in un concerto mitico al Cavern Club.

L’evento è stato annunciato da McCartney su Twitter solo poche ore prima dell’inizio. A disposizione solo 200 biglietti gratuiti, distribuiti ai primi arrivati sul posto, così come indicato da Paul “On a first come, first served” (chi prima arriva prima alloggia).

mccartney

E’ inutile dire che si è scatenato il putiferio tra i fan per accaparrarsi un ingresso nel luogo in cui i giovani Beatles si fecero le ossa con una gavetta che conta più di 300 concerti sul palco di quel club, lì dove nacque la Beatlemania.

Varia e travolgente la set list del concerto, scaletta composta da 27 canzoni tra cover, hit soliste di McCartney, classici dei Beatles e il nuovo singolo di Macca che anticipa il suo nuovo album, Egypt Station, in uscita il 7 settembre prossimo (di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo).

Durante l’esibizione Paul ha detto:

Pensate che è accaduto veramente. Tanti anni fa, quando venivamo qui a suonare, non sapevamo nemmeno se avremmo avuto un futuro. Però suonavamo bene“.

mccartney

Scaletta completa del concerto di Paul McCartney al Cavern Club:

Band Jam
Twenty Flight Rock (Eddie Cochran cover)
Magical Mystery Tour
Jet (Wings)
All My Loving (The Beatles)
Martha My Dear
Rocky Raccoon (The Beatles)
Come On to Me
I’ve Got a Feeling
My Valentine
Nineteen Hundred and Eighty-Five (Wings)
Lady Madonna (The Beatles)
In Spite of All the Danger (The Quarrymen)
Things We Said Today (The Beatles)
Confidate
Love Me Do (The Beatles
Who Cares
Birthday (The Beatles)
I Wanna Be Your Man (The Beatles)
Fuh You
Get Back (The Beatles)
Ob-La-Di, Ob-La-Di (The Beatles)
Band on the Run (Wings)
Hi, Hi, Hi (Wings)
I Saw Her Standing There (The Beatles)
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (The Beatles)
Helter Skelter (The Beatles)

Classifiche Musicali YouTube: Ascolti YouTube al 26 luglio

Vediamo assieme, come tutte le settimane, le classifiche di Youtube.

Partiamo dalla top ten dei brani più ascoltati dal 20 al 26 luglio. Scendono in #10 (2.170mila) posizione Benji e Fede con la loro Moscow mule, alla #9 (2.310mila) troviamo Fred De Palma con D’estate non vale (feat. Ana Mena), alla #8 (2.350mila) c’è Capo Plaza con Tesla (feat. DrefGold & Sfera Ebbasta). Stabile alla #7 (2.450mila) Carl Brave con Fotografia (feat. Fabri Fibra e Francesca Michielin), alla #6 (2.520mila) Italiana di J-Ax e Fedez, entra direttamente in #5 (2.710mila) posizione Rvssian con Pablo (feat. Sfera Ebbasta), alla #4 (3.380mila) stabile Alvaro Soler con La Cintura, stabile anche Irama alla #3 (7.490mila) con Nera, stabilità pure per Baby K che mantiene la #2 (8.450mila) posizione con Da zero a cento e saldi in cima Takagi e Ketra con Amore a Capoeira (feat. Giusy Ferreri e Sean Kingston), e per loro 8.840mila visualizzazioni.

Nel podio degli artisti più popolari troviamo in ordine sparso i protagonisti del podio dei brani più ascoltati: al #3 posto Irama con 8.710mila visualizzazioni, al #2 posto Takagi e Ketra con 9.950mila e con oltre 10 milioni di clic (10.700mila nello specifico) Baby K.
Nel podio dei video di tendenza il #3 posto è per Baby K con Da zero a cento, in #2 posizione sale prepotentemente Rvssian con Pablo (feat. Sfera Ebbasta) e in #1 posizione il video di Irama Nera.
Nel podio dei video musicali più visti ritroviamo il podio delle canzoni più ascoltati: #3 posto per Irama con Nera, per lui 6.130mila visualizzazioni, al #2 posto Baby K con Da zero a cento, per lei 8.150mila visualizzazioni e in #1 posizione Takagi e Ketra con Amore a Capoeira (feat. Giusy Ferreri e Sean Kingston), per loro 8.620mila visualizzazioni.
Cliccate bene, seguiteci sul nostro canale Youtube ed alla settimana prossima!

YouTube

Per visualizzare la classifica vedi QUI
Cliccando QUI potete avere le info di riferimento e l’elenco dei paesi in cui queste classifiche sono attive.
Seguiteci sul nostro canale YouTube

Marco Mengoni scompare dai social: mistero sui profili non attivi del cantante

All’improvviso Marco Mengoni sembra sparito nel nulla in rete. I suo profili InstagramFacebook e Twitter (tranne YouTube) non sono più attivi da questa mattina.

Sul link del suo profilo Facebook si legge:  “Spiacenti, questo contenuto non è al momento disponibileIl link che hai seguito potrebbe essere scaduto o la pagina potrebbe essere visibile soltanto a un pubblico del quale non fai parte”.

Mentre su Twitter si legge: “Spiacenti, questa pagina non esiste”.

Invece su Instagram è comparsa la scritta: “Spiacenti, questa pagina non è disponibile. È possibile che il link che hai seguito sia corrotto o che la pagina sia stata rimossa”.

Nasce quindi inevitabile il mistero su cosa sia successo, sul perchè di questa decisione, che ovviamente ha portato scompiglio in tutta la fanbase dell’artista.

In molti, compreso chi scrive, sono convinti che questa iniziativa faccia parte di una strategia legata all’arrivo di importanti news. Che Mengoni si stia preparando per svelare il suo prossimo progetto artistico?

In questo periodo Mengoni aveva pubblicato ripetutamente online alcune sue foto e didascalie, che in qualche modo facevano presagire a un ritorno sulle scene del cantante di Ronciglione.

E’ dall’inizio del 2018 che voci di corridoio si parla di un nuovo album in arrivo di Mengoni e ora sembra che qualcosa davvero si stia muovendo pur nell’improvvisa “assenza”.

 

FIMI, i dati: cresce il mercato discografico in Italia grazie a streaming e vinile

Il mercato discografico italiano pare vivere un periodo di ripresa in salute, una sorta di convalescenza che ha due medicine: da una parte lo streaming, nuova frontiera dell’ascolto 2.0, e dall’altra il buon vecchio vinile.

Stando, infatti, ai dati raccolti da Deloitte per FIMI, il comparto della discografia del Belpaese mostra nel primo semestre 2018 un bel segno positivo crescendo complessivamente del +3,7%.

A trainare l’intero sistema è lo streaming, che supera anche la vendita dei CD così come il download – confinati ormai in quella terra di mezzo tra l’analogico e la fluidità delle piattaforme online -.

I dati parlano chiaro: lo streaming garantisce oggi il 51% dei ricavi, in netta salita rispetto al 2017 quando pesava “solo” per il 44%.

Basta considerare che solamente da gennaio a giugno 2018 gli utenti che hanno streamato la propria musica preferita sono stati più di 11 miliardi a confronto di un intero anno solare (il 2017) che ne ha contati 14 miliardi. Un salto in positivo più che notevole, in cui si segnala la crescita degli abbonamenti premium (+25%).

E se sommiamo allo streaming audio, anche quello video (+42,3%) e i download, la digitalizzazione della musica porta alle casse della discografia il 60% del fatturato.

A questa corazzata il CD si è arreso (-8,18% nel primo semestre 2018, 31% circa del mercato attuale), mentre resiste come baluardo quasi collezionistico il vinile, che registra +11,12% in sei mesi.

La sempre maggiore disaffezione per il supporto fisico trova però un contraltare tutto italico, o quasi; a giocare in attacco nelle vendite tricolori è, infatti, il repertorio italiano che tocca il 55%. Nell’anno dell’esclusione dai Mondiali di calcio ci è rimasto, almeno, un po’ di orgoglio per le sette note di nazional fattura.

Luigi Friotto questa sera con lo spettacolo “Mirecah, faro senza oscurità” a Genova

FRIOTTO E BANDAUTORE – Il viaggio di ritorno dalle ombre alle luci.

Il viaggio di ritorno dell’uomo contemporaneo dalle chimere, dai paesi della vana gloria, dalla ricerca spasmodica di approdi e lidi migliori, dall’illusorietà dei miti e dei loro fallimenti.

Il viaggio di ritorno dell’uomo contemporaneo alla coscienza di essere tempio e architrave di se stesso, alla sua essenza, nell’abbandono definitivo delle vacue luci.

Un viaggio di ritorno verso le luci, quelle reali, che sono anche l’anima del primo Ep di Friotto, Lucernario, e che si compie attraverso il richiamo autentico agli elementi naturali: dal fuoco alla terra, dall’aria all’acqua. Ed è proprio l’attenzione alle suggestioni date da particolari ambienti legati a questi elementi che è alla base degli spettacoli. Una ricerca costante dei luoghi non convenzionali che si integrano e si intrecciano all’armonia della musica e della danza. Ed ecco le grotte, i monasteri e i palazzi antichi dei concerti di Nerocandido. Ecco il mare e le rive dei Concerti sull’Acqua: nove musicisti a bordo di una piattaforma galleggiante e quattro danzatrici sul bagnasciuga danno vita a quello che è l’apice di questa particolare ricerca scenografica.

Il titolo dello spettacolo è una citazione del brano Mirecah (anagramma di Chimera) che sarà contenuto nel prossimo disco di Luigi Friotto in fase di produzione.

Mirecah, Faro senza Oscurità vuole essere insieme un ritorno ideale e un omaggio al punto di partenza della traversata musicale di Friotto sul mare della canzone d’autore e Genova, col suo faro e la sua vista sulle acque e sulla storia, diviene il porto migliore a cui approdare.

E partendo proprio dalla canzone d’autore, il viaggio proseguirà attraverso la musica classica e cinematografica, le sigle storiche della televisione di un tempo, la musica d’avanspettacolo, senza trascurare i brani della produzione discografica inedita di Friotto.

La bandautore:

Luigi Friotto piano e voce
Emanuele Zazzara basso e voce
Angela Di Giuseppe violino
Nicola Gaeta flauto
Francesco Mangifesta batteria e percussioni
Valentina Di Deo cori
Giorgia Bellomo cori
Mauro Cerritelli cori
Annalisa Cornacchia coreografie

Adriana Spuria esce oggi con il nuovo singolo “Senti (Joy)”

SENTI (JOY) è il titolo del nuovo singolo della cantautrice Adriana Spuria con l’etichetta La Fabbrika, che apre i cantieri al nuovo album in lavorazione, e che è in radio già dal 20 Luglio 2018, e che esce oggi, 27 Luglio, in tutti i digital store (su Spotify->QUI).

E’ un brano pop fresco estivo e tutto da ballare, la cui melodia attinge a tanti mondi musicali, come è solito dell’artista in questione, un bel brano adatto da ascoltare in auto, in spiaggia, ovunque “soffi l’estate”.
L’inciso di cui una parte è in inglese (per questo motivo l’aggiunta di Joy al titolo in italiano) indirizza il brano verso uno stile dance-new wave/elettronico anni ’80.
L’arrangiamento, interamente realizzato dal cantautore Tony Simeone, è infatti interamente elettronico, ad esclusione della chitarra suonata dalla stessa cantautrice.
Il Mix e il Mastering sono a cura di Claudio Giussani.

adriana spuria

Adriana Spuria parla del suo brano così:

“Il testo, divertente e intelligente, racconta con leggerezza una grande verità che appartiene a tutti: la ricerca della felicità e della gioia di vivere, nonostante quel limbo dove spesso rimaniamo a stagnare e che in fondo aspettiamo solo di salutare per sempre.
La chiave è la relazione di coppia ma in realtà è solo un escamotage per parlare di quel potenziale che appartiene a noi tutti, attingendo al quale ci possiamo liberare da varie prigioni.”

adriana spuria

BIOGRAFIA ADRIANA SPURIA

Adriana Spuria cantautrice comincia a cantare e a scrivere canzoni all’eta’ di 17 anni. Con varie formazioni suona in giro per l’Italia spaziando tra cover jazz, folk, blues, rock, pop.
Negli anni 90 lavora sia come autrice melodista che come vocalist per progetti house e dance. Contemporaneamente la sua attività live si svolge in giro tra Milano, Modena, Bologna e Roma con varie formazioni ma anche con molti concerti acustici -chitarra e voce- dove prevalentemente suona, oltre le covers anche i suoi brani di allora, tutti in lingua inglese ma soprattutto con un sound ed una costruzione lontani dalla melodia italiana tipica di quel momento. A fine anni novanta, nel 1997 vince una borsa di studio indetta dalla Siae per accedere al Cet (la scuola fondata da Mogol) al corso compositori; qui apprende una serie di parametri che caratterizzano il pop italiano ed internazionale di quegli anni. Comincia a scrivere canzoni con testi in italiano. Sempre in quell’anno firma un contratto di edizioni con la Kromaki Music di Radio Montecarlo e 105 ,e continua l’attività live in giro per l’Italia. Fin dal principio la vena compositiva ed autorale di Adriana viene influenzata da vari generi: dal pop al jazz ,dal rock al folk pur rimanendo sempre personale, autentica e riconoscibile, mentre la sua vocalità assume sempre più un colore ed un tono preciso. L’interpretazione e il lavoro sul colore della voce diventano un obbligato, rispetto al tecnicismo che imperversa e che spesso accosta il canto ad una gara di atletica leggera, mentre il canto come una qualunque altra forma d’arte è, per Adriana, innanzitutto un esperienza spirituale interiore molto forte, fosse anche solo gioia pura…
Nel 2005 Adriana decide di aprire un suo marchio di autoproduzione e comincia l’avventura di produttrice di se stessa sviluppando un progetto acustico che si chiama La Fabbrica dei Sogni che riprende un brano di sua composizione inedito e che dà il nome al suo marchio di produzione appunto La Fabbrika.
L’ep inedito di 5 brani in acustico non esce mai, nemmeno per pochi amici, perché ritenuto dall’artista poco attinente con il sound che intende trarne fuori…così decide di rinviare il progetto (rock) a un momento futuro. Adriana decide così di riportare alla luce la canzone pop jazz degli anni 70 del periodo di Mina e comincia a muoversi in quella direzione mantenendo influssi folk e rock. Decide di fare un album con sonorità retrò che riprendono gli anni 50 ma con un tocco indie e moderno, un mix tra la melodia degli anni trenta insieme ad un tocco di british pop alla Portished e Morcheeba con un tocco di Carol King. Un trionfo insomma della musica e basta e del piacere di suonarla e farla! E grazie ad una nenia quasi giornaliera (sua madre che mentre cucina canta Un colpo al cuore) di Mina facendone già di suo una versione jazz… Adriana trae lo spunto per reinterpretare il brano su una base elettronica -elettrica soft e raffinata- con una melodia un po’ cambiata ma molto personale ed elegante… Un album insomma che ha la pretesa di poter aprire delle porte, quelle dell’onesta artistica e dell’eleganza creativa, realizzato da indipendente con le proprie risorse economiche creative e la propria energia.Questo è il percorso che ha segnato la realizzazione (in due anni dal 2008) dell’album IL MIO MODO DI DIRTI LE COSE.

Antonino Spadaccino, l’ex di Amici di Maria, incanta l’X Factor inglese

0

Antonino Spadaccino, da tutti conosciuto solo come Antonino, vincitore della quarta edizione di Amici di Maria De Filippi, ha preso parte nei giorni scorsi ai casting dell’edizione inglese di X Factor.

Antonino si è esibito davanti a quattro giudici del programma, ovvero Simon Cowell, Robbie Williams, Ayda Williams e Louis Tomlinson, cantando  “Say something”, strappando la standing ovation da parte del pubblico ed anche i complimenti dei giudici che prima si sono alzati in piedi ad applaudirlo e quindi lo hanno raggiunto per abbracciarlo.

antonino spadaccino

Negli ultimi anni sono stati diversi i cantanti italiani che, reduci da uno dei tanti talent italiani, hanno poi tentato la carta del talent show all’estero, tra cui Luca ValentiDavide Papasidero, ma soprattutto il bravissimo Andrea Faustini, ancora nei cuori di molti inglesi che lo hanno amato e acclamato con passione.

Antonino, come tanti cantanti usciti dai talent, nonostante abbia una delle voci più belle del panorama musicale italiano, non è più riuscito a riagganciare il grande successo come nei mesi successivi alla vittoria ad Amici. Si era vociferato anche di una possibile partecipazione ad un Sanremo di un paio di anni fa in coppia con Loredana Bertè, ma poi la cosa non approdò a nulla.

antonino spadaccino

Antonino aveva fatto intuire di essersi imbarcato in una nuova importante avventura tramite le sue pagine social dove, qualche giorno fa, ha postato alcune foto in compagnia di Emma (da alcuni anni sua produttrice) per le strade di Londra.

Sarà la volta e la svolta perfetta per Antonino? Incrociamo le dita e speriamo che la sua carriera stia ripartendo davvero con il piede giusto!

antonino spadaccino

Paul McCartney di nuovo sulle strisce di Abbey Road, ma questa volta con le scarpe

Il 26 settembre del 1969 una immagine dei Beatles fece il giro del mondo. In quella mitica foto, copertina di un loro famoso album, i Fab Four attraversavano le strisce pedonali di Abbey Road mentre raggiungevano l’omonimo studio di registrazione.

Ora Macca (Sir Paul McCartney), 49 anni dopo, è tornato su quelle stesse strisce, questa volta da solo e con le scarpe, facendosi ritrarre in diverse foto e in un video che l’artista ha postato sul suo profilo di Instagram.

🎥@maryamccartney #PaulMcCartney #EgyptStation #AbbeyRoad

Un post condiviso da Paul McCartney (@paulmccartney) in data: