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Diodato: docu serie “Storie di un’altra estate” su RaiPlay – Nuovo singolo “Fino a farci scomparire”

Diodato esce con la docu-serie "Storie di un'altra estate" in onda su RaiPlay dal 29 novembre. Esce anche il singolo "Fino a farci scomparire"

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Sanremo 2019, rivoluzione o restaurazione? – Forse Barbara D’Urso al fianco di Baglioni

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La prossima edizione del Festival di Sanremo sarà una rivoluzione o una restaurazione? Questa la domanda che mi pongo.

Pare che l’edizione 2019 del Festival di Sanremo, l’edizione Baglioni Bis, stia scaldando i motori e presentando tante cose (leggi nostro articolo), in realtà, a mio avviso, viste e riviste, come fossero novità assoluta voluta dal, già collaudato, dittatore artistico.

Cominciamo da quella che appare la novità più rilevante: l’eliminazione della gara dei giovani.
Pare che Baglioni stia “inventando” una gara (leggi nostro articolo), che si svolgerà già nel tardo autunno, su Rai2, per selezionare due “giovani” per farli poi concorrere direttamente nella gara con altri 22 big.

Novità assoluta?

Neanche per niente! C’aveva già pensato il nostro signore delle 7 note (o delle 7 voci) Pippo Baudo, che nel 2002 aveva presentato, dagli schermi di Rai2, Destinazione Sanremo, con la partecipazione di Claudio Cecchetto e di Federica Panicucci, in quel caso 24 giovani (Pippo fa sempre le cose in grande!) venivano selezionati e 12 diventavano gli artisti della gara cadetta. Tra l’altro si segnalano, tra i partecipanti di quell’unica edizione, nomi del calibro di Simone Cristicchi, Fortunato Zampaglione, Patrizia Laquidara e Dolcenera, che poi passò le selezioni e vinse la gara dei giovani del Festival 2003.

Altra questione: la gara unica con giovani che vengono convogliati nella gara dei big, già avvenuto nel ’95 con Giorgia che promossa big vince quell’edizione con Come Saprei. Decisamente meno fortunati i Jalisse e Annalisa Minetti che travasati tra i big, vincono la gara delle rispettive edizioni, 1997 e 1998, lasciando un po’ l’amaro in bocca al pubblico, che li vede scalzare artisti come Patti Pravo che nel ’97 porta l’immensa E dimmi che non vuoi morire, o vincere la Minetti che, più che per popolarità che altro (nota fino a quel momento al grande pubblico per aver partecipato, da non vedente, all’edizione 1997 di Miss Italia), scalza canzoni come Luce presentata da Mango.
Ma del resto quell’edizione è rimasta più nel cuore della gente per la presenza di Raimondo Vianello che per le canzoni in gara.

Più fortunate le seguenti edizioni che non vedono miscugli generazionali.

Ho letto, inoltre, anche di ipotetici abbinamenti tra artisti italiani e artisti stranieri, cosa, anche questa, vista e rivista. Sempre che “Mr maglietta fina” non sia intenzionato a cogliere l’occasione per far cantare i suoi successi agli ospiti stranieri, visto che cantati in italiano ce li siamo già sparati con gli ospiti dell’edizione scorsa!

Ma non è tutto, secondo un’indiscrezione del settimanale Oggi, pare che Baglioni quest’anno voglia accanto a sé un’altra presentatrice (dopo la Hunziker dell’edizione 2018) proveniente dal fronte Mediaset, la mattatrice Barbara D’Urso, che di recente ha anche dichiarato che non le dispiacerebbe un giorno salire sul palco dell’Ariston. Ora, che sia una professionista, piaccia o meno, è innegabile, com’è innegabile il fatto che, anche in questo caso, Barbara D’Urso l’ha “inventata” lui, il buon Pippo Baudo!

Per il resto, si sa, è (piuttosto sarà) il festival della canzone italiana: la gara, le preselezioni, il talent dei giovani (pure qua!) annesso, è televisione, nulla a che vedere con la musica suonata, temo che questo svilimento dei meccanismi della gara punti solo a sollevare le sorti dello show televisivo (andato bene, televisivamente parlando, quello del 2018) piuttosto che mettere al centro la musica, cosa che un festival pop, quale Sanremo per eccellenza, dovrebbe fare per missione principale.

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