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Disorder, rassegna Indie tutta da vivere – INTERVISTA

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Disorder Festival è una delle poche Rassegne musicali Indie nel vero senso della parola. Una proposta di Arte e Cultura, non solo musicale che si terrà dall’8 all’11 di agosto nel suggestivo scenario dell’Arena Sant’Antonio, in pieno centro storico della città di Eboli,

Giunto ormai alla sua ottava edizione il Disorder Festival si propone come motore culturale grazie anche al supporto del Comune di Eboli e dei commercianti. Come dire che cultura e business possono felicemente convivere e trovare mutuo interesse e riscontro. Prendano nota i vari Onorevoli Politici…

Grazie a Stefania De Rosa, responsabile dell’organizzazione, abbiamo raccolto alcune informazioni in una breve intervista esclusiva per FareMusic.

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INTERVISTA

Come nasce questo Disorder e perché?

Disorder è un festival di musica indipendente che nasce principalmente come evento musicale nel 2010. Successivamente si è evoluto ed ampliato, abbracciando Editoria e Arti Visive. Ogni anno c’è una novità, fino a diventare in questa edizione, un Festival dell’Arte e Cultura Indipendente.

Come mai la scelta di un luogo come Eboli, letterariamente molto evocativo?

Noi siamo Ebolitani, intendo il collettivo Macrostudio che organizza la manifestazione. Abbiamo deciso di rimanere ad Eboli, perché dagli anni ’70 fino ai primi anni del nuovo millennio, Eboli ha sempre avuto un grande fermento musicale. Il trend poi è calato, fino ad arrivare ad uno stallo. Organico o meno che fosse, sentivamo tuttavia l’esigenza di riportare un determinato tipo di musica qui ad Eboli.

Ci siamo inventati questo festival che all’inizio era il più piccolo d’Italia. Tanto è vero che la prima edizione si tenne in un giardino. poi grazie al successo che piano piano è arrivato,  siamo cresciuti e spostati nell’Arena S.Antonio, che sta sempre nel centro storico di Eboli, ma permette di ospitare molte più persone.

Quali sono le chiavi di questo successo?

Credo siano principalmente tre:

  • la scelta artistica, perché preferiamo rivolgerci non ai grandi nomi o grandi case discografiche, che magari renderebbero più facili tante cose. Preferiamo scavare e scoprire, per dare sempre una musica e una proposta di qualità che altrove non si sente. Ci piace scoprire nuove realtà piuttosto che sfruttare quelle già ampiamente celebrate dai media.
  • altro punto a nostro favore è l’atmosfera che qui si respira, durante i giorni del festival. Sono veramente tanti i feedback che ci arrivano da chi partecipa anceh e sopratutto come pubblico. Al punto che molti ci dicono che partecipano anche senza conoscere gli artisti proposti, solo per la credibilità che abbiamo saputo costruirci, e per l’esperienza che vivono in questo periodo.
    Vengo perché mi sento a casa” è la frase che spesso sentiamo.
  • e poi gli allestimenti di Paola e Daniela che rendono molto accogliente la struttura

C’è quindi una forte empatia reale piuttosto che virtuale?

Sì, investe tutti i sensi, un esperienza da vivere. Non è un festival per nerd della musica, ma per chi AMA la musica, l’arte. E’ un discorso di qualità che rende credibile e autorevole ciò che proponiamo. Il calendario musicale è molto variegato ed eterogeneo, abbracciando gusti e tendenze di tutto il pubblico.

Qual è la risposta delle Istituzioni a questa iniziativa, collaborazione o disinteresse?

All’inizio confesso abbiamo trovato difficoltà proprio perchè non facendo n discorso commerciale, non portavamo le “masse” sul territorio. Le Istituzioni quindi nicchiavano. Col tempo però la situazione è decisamente migliorata. Tant’è che oggi il Comune di Eboli ci dà una grande mano, trami te servizi e patrocini morali che sono utilissimi sgravandoci di alcune spese importanti.

Ad esempio, oltre a fornirci l’Arena di S.Antonio in pieno centro, offrono la possibilità di servizi navetta. Ogni aiuto, anche quello piccolo, è sempre gradito e sopratutto utile.
Anche i commercianti ci aiutano parecchio. Dopotutto portiamo gente nuova in città. Tutti ne beneficiano.

Tra i vostri supporter, avete anche il Giffoni Experience: come nasce questa collaborazione?

Abbiamo sempre seguito con interesse l’attività del Giffoni Film Festival, negli anni abbiamo instaurato un bel dialogo con gli organizzatori. Lo scorso anno ci siamo incontrati e abbiamo pensato a come avremmo potuto sviluppare una collaborazione.

Abbiamo pensato che la nostra sezione dedicata a videotape che curavamo da alcuni anni, potesse essere presa in carico da loro, vista esperienza e capacità. Stiamo parlando di Un festival dedicato al Cinema di risonanza internazionale, dopotutto. Ecco la sinergia è nata in maniera naturale. Ci hanno dato 4 cortometraggi che verranno proiettati uno ogni sera all’interno del Main Stage.

L’età media del vostro pubblico tende più verso l’alto o verso l’età scolastica? Cioè riuscite a coinvolgere ed interessare le nuove generazioni?

E’ un aspetto molto particolare del nostro festival, visto che riusciamo ad abbracciare una fascia molto ampia di pubblico e di età. Da noi vengono diciottenni, molto giovani e pure famiglie e adulti, un pubblico molto variegato. Per noi è motivo di orgoglio, perché significa che parliamo una lingua abbastanza universale.

Se dovessi dire una frase per invitare chi non vi conosce, a partecipare e venire al vostro festival, cosa diresti?

Disorder è bello e bisogna viverlo per capire fino in fondo quanto sto dicendo.
Venite a vivere il Disorder

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Si ringrazia Emiliano Nivelli e Stefania De Rosa per Macrostudio

E’ possibile anche scaricare l’app Disorder nei digital store Android e Apple

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