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Aretha Franklin: The Queen is Dead, Long Live the Queen

Aretha Franklin lascia un vuoto enorme e francamente, nonostante il nutritissimo panorama attuale, non vedo nessun'altra in grado di colmarlo

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aretha franklin
Aretha Franklin in concerto alla Radio City Music Hall di New York nell'aprile del 2017. (Theo Wargo/Getty Images for Tribeca Film Festival)
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Si dice che, morto un Re o un Papa, se ne fa un altro e così è sempre stato nel corso della Storia, ma il titolo di Re o Regina in un determinato genere musicale non è ereditario e rimane indissolubilmente legato al personaggio che questo titolo se l’è guadagnato sul campo.

Ieri, nello stesso giorno in cui 41 anni fa ci lasciò il Re del Rock ‘n’ Roll Elvis Presley, se n’è andata Aretha Franklin, l’indiscussa Regina del Soul, nel suo caso un titolo limitativo visto che poteva spaziare tranquillamente con risultati più che  egregi anche nel pop, nel jazz, nel blues, nel rhythm ‘n’ blues e, a modo suo, anche nel musical e nell’opera lirica, come quando fu chiamata all’ultimo momento per sostituire Luciano Pavarotti, bloccato da un improvviso calo di voce dovuto all’aria condizionata poco prima dello show, alla serata dei Grammy Awards del 1998, nella quale entusiasmò il pubblico presente (tra cui molti artisti di primissimo piano come Sting, Stevie Wonder e Céline Dion) e il mondo intero con un’indimenticabile interpretazione dell’aria “Nessun dorma” da Turandot di Giacomo Puccini.

I primi ricordi che ho di lei sono una travolgente versione della beatlesiana “Eleanor Rigby” e l’incalzante interpretazione e di “I say a little prayer for you” di Burt Bacharach, quindi la sua partecipazione ad una serata del Cantagiro 1971, che la RAI trasmise interamente in diretta TV.

In seguito la scoperta del suo repertorio classico, da “Respect” a “Natural woman“, da “Don’t play that song” a “Think” (quest’ultima ripresa in una schioppettante versione e immortalata per essere tramandata ai posteri da John Landis nel film “The Blues Brothers“).

Oltre ad un’inimitabile cantante, con una voce ed uno stile unico ed inconfondibili, Aretha è stata anche un’ottima pianista e arrangiatrice.

Questa grande artista lascia un vuoto enorme e francamente, nonostante il nutritissimo panorama attuale, non vedo nessun’altra in grado di colmarlo; sì, ci sono tantissime cantanti dotate di buona tecnica unita ad innata predisposizione, ma nessuna in grado di far provare le stesse emozioni, di penetrare, toccare e smuovere l’anima come La Regina del Soul.

La Regina è morta, Viva la Regina.

 

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Claudio Ramponi
Claudio Ramponi Cremona 08-08-1956 Comincia a studiare musica all'età di 8 anni presso la Banda Musicale Cittadina di Romagnano Sesia. Nel 1971 forma il gruppo Pick-up con Franco Serafini e Claudio Allifranchini. Nel 1973 sempre con i Pick-up collabora con l'Orchestra di Luciano Fineschi ed inizia a studiare basso e chitarra classica col M° Antonio Mastino. Nel 1974 con i Museum inizia professione di musicista suonando nei principali dancing del Nord Italia. Nel 1975 passa con i Fango (che cambieranno poi il nome in Fantastic Big Orchestra e quindi Fragola & Panna) restandoci fino agli inizi del 1978, dovendo interrompere causa servizio militare, prestato nella Fanfara della Brigata Alpina Taurinense in cui suona il trombone a coulisse. Nel 1979 entra a far parte dei Panda appena prima della scissione del gruppo e con i fuoriusciti membri forma il gruppo Everest con cui registra per la PolyGram Italiana il singolo "Hey città / Park Hotel". Nel 1982 scrive gran parte dei testi per l'album di esordio di Franco Serafini, tra cui il singolo "Se ti va cosí". Nel 1984 si iscrive al Conservatorio Antonio Vivaldi di Novara dove studia contrabbasso per 2 anni col M° Giorgio Giacomelli e consegue la Licenza di Teoria e Solfeggio sotto la guida del Mº Gabriele Manca. Dal 1986 al 1997 lavora come bassista freelance con diversi gruppi ed orchestre tra cui Kalliope, Working Brass, Cabarock, Diego Langhi Big Band, Claudio Allifranchini Big Band, Daniele Comoglio Quartet. Collabora inoltre con la Vetriolo S.r.l. alla realizzazione di jingles pubblicitari in onda sui principali network nazionali. Nel 1991 conosce Raffaele Fiore e con lui collabora alla realizzazione dei testi ed arrangiamenti oltre alla produzione dell'opera rock "4uattro" portata in scena in diversi teatri del novarese tra cui il Faraggiana di Novara, il Silvio Pellico di Trecate ed il Comunale di Oleggio. Contemporaneamente collabora come polistrumentista con la Compagnia La Goccia di Novara per le rappresentazioni teatrali dei musical "Jesus Christ Superstar", "Hair", "Tommy" e diversi Concerti Tributo ai Beatles. Inoltre si unisce, in qualità di corista, al gruppo A Fourty One che allestisce un mega tributo ai Queen con due gruppi contemporaneamente sul palco ed un coro di 20 persone, portato in scena in diversi palasport, teatri e locali di Piemonte e Lombardia tra il 1992 ed il 1995. Nel 1997 si trasferisce a Tenerife, Isole Canarie, dove tuttora risiede esercitando la professione di musicista nei principali hotel.

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