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sabato, Maggio 30, 2020

Patrizia Cirulli canta Alda Merini: “Uno sfondo bianco e i colori delle emozioni per tornare all’essenza” – INTERVISTA

Intervista a Patrizia Cirulli, cantautrice milanese con solido pedigree, uscitacon un progetto interessante, “Patrizia Cirulli canta Alda Merini”

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Inquietante studio: l’82% degli italiani non sa riconosce le fake news

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Le informazioni disponibili per gli utenti dei social sono sempre di più, ma sono sempre più confuse; gli italiani non si fidano più dei social e non sono in grado di distinguere una fake news, meglio definita come bufala, da una notizia affidabile.

.

È quanto si apprende dal recente rapporto Infosfera sull’universo mediatico italiano, presentato nei giorni scorsi alla presenza del Commissario AGCOM, Mario Morcellini e dell’assessore regionale alla Formazione, Chiara Marciani.

La ricerca, che raccoglie i dati relativi alla percezione del sistema mediatico, soffermandosi soprattutto sul livello di credibilità e influenza delle fonti di informazione, è frutto di un lavoro di ricerca sui mezzi di comunicazione di massa dell’Università Suor Orsola Benincasa guidata da Umberto Costantini, docente di Teoria e tecniche delle analisi di mercato, insieme a Eugenio Iorio, docente di Social media marketing.

Stando al rapporto, pubblicato integralmente sul sito web dell’Ateneo napoletano e disponibile in formato pdf, la dipendenza degli italiani dal web è pressoché assoluta. Ben il 95% del campione utilizza quotidianamente internet, il 70% circa lo fa per più di tre ore al giorno e il 32% ancora di più: un utente su tre è collegato a Internet più di 5 ore al giorno e metà del suo tempo è rubato da facebook.

Aumentano quindi i cosiddetti “malanni da overdose di web”: stati d’ansia (8,68%), insonnia (16,84%), confusione e frustrazione (6,38%), mal di stomaco e mal di testa (8,36%), vuoti di memoria (9,93%).

I social media vanno infatti ad incidere sulle facoltà mentali dell’individuo, dai livelli di attenzione e al funzionamento della memoria.

Infosfera rileva anche molte contraddizioni. Per l’87,24% degli italiani i social network non permettono di apprendere notizie credibili, eppure per il 96,61% il sistema di informazione non dimostra la “salute” della democrazia italiana e per il 98,75% non ne dimostra la “debolezza”.

In sintesi – ed è questo uno dei dati più allarmanti, secondo gli studiosi – gli italiani non riescono a mettere in relazione lo stato del sistema di informazione con la qualità della democrazia né con il concetto di libertà, che anzi viene percepita come garantita dalla rete. A comprovarlo è il fatto che per il 77,30% le fake news non indeboliscono affatto la democrazia. E se per l’87,76% l’informazione che circola in rete è professionale, quindi attendibile, per il 37,11% degli interpellati sono gli apparati dell’informazione tradizionale a manipolare le notizie.

È innegabile che si tratti di dati inquietanti”, ha commentato Eugenio Iorio, coordinatore scientifico della ricerca, “perché in un’Infosfera così configurata i cittadini/utenti, sprovvisti dei più elementari strumenti di analisi e di critica della realtà e privi di qualsiasi strumento di difesa, tendono ad avere una visione distorta della realtà, una visione sempre più prossima a quella desiderata dai manipolatori delle loro capacità cognitive“.

Imprescindibile appare quindi la formazione delle nuove generazioni, come ha evidenziato il Commissario AGCOM Mario Morcellini:

Il quadro negativo emerso dal rapporto Infosferalancia un forte allarme al quale possono e debbono rispondere le scuole e le Università impegnandosi nella formazione di una coscienza critica nei giovani che sia più preparata al bombardamento mediatico a cui oggi si viene sottoposti in maniera indiscriminata e incontrollata“.

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