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RisorgiMarche: la festa di chiusura con Jovanotti è un abbraccio di 70mila persone

In 70mila sono accorsi sui prati di Matelica per il concerto di Jovanotti che ha concluso la seconda edizione di RisorgiMarche, organizzato da Neri Marcorè.

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jovanotti
Ph. Cr. Maikid dal profilo Instagram @lorenzojova
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Una spianata di 70mila persone. Tanto numeroso è stato, infatti, il pubblico che, domenica 5 agosto, è accorso sui prati tra Matelica e San Severino Marche (provincia di Macerata) per la gran festa che ha concluso la rassegna RisorgiMarche. Del resto, per l’evento speciale, annunciato a sorpresa dallo stesso ideatore Neri Marcorè solo qualche giorno prima, l’ospite è stato un super big come Jovanotti.

La seconda edizione del festival solidale a sostegno delle comunità colpite dal sisma segna così nel suo palmarés un concerto live che finirà dritto dritto negli annali della sua storia. “Voi siete pazzi, che meraviglia“: così Jova ha salutato la folla che per ascoltarlo si è messa in cammino per ben 8 chilometri fin dal mattino presto.

Per raggiungere il prato di Matelica servono fiato e buone gambe – oltre che una buona capacità di sopportare gli abbondanti 30°C e il sole a picco. Così, gambe in spalla, i 70mila (di cui tante famiglie) hanno affrontato 6 Km di percorso rigorosamente a piedi per un dislivello complessivo di 350 m. Una bella prova di resistenza premiata da uno show unico.

Per Cherubini, che ai grandi numeri è di certo abituato, l’impatto deve essere stato ugualmente sensazionale, occasione perfetta per celebrare con una energica jam session una stagione dal vivo che ha visto l’artista girare i palazzetti di tutta Italia con Lorenzo Live 2018 (qui la nostra recensione in occasione concerto di Eboli).

Così, insieme ai compagni d’avventura Riccardo Onori (alla chitarra), Leonardo D’Angilla (alle percussioni), Gianluca Petrella (ai fiati) e Saturnino (al basso), Jovanotti si è esibito senza il supporto ipertecnologico che solitamente lo accompagna nelle tournèe.

Ph. Cr. Maikid dal profilo Instagram @lorenzojova

Durante il pomeriggio non è mancata occasione per alcune riflessioni insieme a Neri Marcorè sull’attualità di chi, costretto, si trova nelle condizioni di dover lasciare la propria terra natia. Ha dichiarato Lorenzo:

Questi posti dopo il terremoto hanno subito una rivoluzione, in parte sono stati abbandonati ma anche grazie a iniziative del genere le persone ritornano“.

Marcorè ha così concluso:

Chi vorrebbe sbarrargli la strada non sarà mai capace di costruire muri“.

E proprio come l’attore aveva detto alla vigilia del grande evento, il concerto è stato un abbraccio che ha salutato l’edizione 2018 di RisorgiMarche. In attesa della prossima.

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