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Marcella Bella: Il Sanremo di Amadeus? L’unica gara che le interessa per festeggiare “50 Anni di Bella Musica” – INTERVISTA

Marcella Bella, un cigno libero che continua a volare in alto, da 50 anni esatti, sugli scenari più popolari della canzone italiana

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Marcella
Crediti Foto Nima Benati
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Un cigno libero che continua a volare in alto, da 50 anni esatti, sugli scenari più popolari della canzone italiana.

Parliamo della regina senza tempo, icona gay e di femminilità, il cui nome è scolpito in rosso con smalto e rossetto, tra ricci e glitter, nelle pagine riservate ai miti della nostra cultura pop: Marcella Bella.

Più di dieci milioni i di dischi venduti e tantissime hit. Da “Io domani” a “Rio de Janeiro”, da “Nell’aria” a “Fa chic”, giusto per citarne alcune.

Il fratello Gianni ha firmato gran parte del suo repertorio. Ma non solo: per i suoi album hanno collaborato anche cantautori del calibro di Ivano Fossati, Amedeo Minghi, Gino Paoli e Bruno Lauzi, parolieri come Pasquale Panella, Mogol e Giancarlo Bigazzi, nonché musicisti come Geoff Westley, Phil Palmer e Luis Frank dei Buena Vista Social Club. La sua musica è arrivata anche in Argentina, Brasile, Stati Uniti, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Australia, Giappone, Turchia, Grecia, Svezia, Paesi Bassi, Germania, Francia, Portogallo e Spagna. E ora, dopo tantissimi anni di inattività concertistica, torna a riempire i teatri d’Italia.

L’evento-concerto al teatro Brancaccio di Roma del 15 aprile l’ha immortalata nel CD e DVD celebrativo “50 Anni di Bella Musica”.

A due anni da “Metà Amore Metà Dolore” – con Mario Biondi alla produzione artistica che l’ha rivestita di inedita modernità – ‘Lady anima’ si autocelebra ripartendo dalla sua storia e dalla sua voce. Tra tormenti amorosi ed un erotismo mai sopito, Marcella torna così ad eruttare zampilli di incandescente intensità, coccolata dal calore di un pubblico che, a differenza degli addetti ai lavori, non l’ha mai abbandonata.

Due delle hit ricantate per il nuovo lavoro discografico rivivono in chiave duetto: “Nessuno mai” la esegue con Silvia Salemi, la giovane conterranea siciliana che ha supportato nella recente edizione di Ora O Mai Più, mentre la partner a sorpresa per “L’ultima poesia” è Rettore, la storica ‘nemica’ che ha riscoperto amica proprio nel talent salva-meteore di Rai Uno che le ha viste protagoniste – assieme a Ornella Vanoni e Orietta Berti – nel doppio ruolo di giudici e maestre.

L’unico inedito incluso è “Ti mangerei”, potenziale tormentone estivo alla Malgioglio con cui prova a insinuarsi, a colpi di malizia, tra le due dive vintage più programmate dalle radio di oggi, ovvero la Mietta rivoluzionaria di “Milano è dove mi sono persa” e la Bertè oramai riattualizzata di “Tequila e San Miguel” e “Senza pensieri”. I festeggiamenti per il cinquantennale di carriera non dovrebbero però concludersi nel breve periodo.

Marcella punta infatti a gareggiare al Festival di Sanremo di Amadeus e a condurre un nuovo show musicale, sulla scia del successo di “Serata Bella”, magari non più in Mediaset ma in Rai, lì dove fece subito il pieno di popolarità con “Montagne verdi”. Correva l’anno 1972 e fu il primo dei sui otto Sanremo. Piazzandosi al settimo posto, tra il Fossati in formazione Delirium e il Dalla di “Piazza Grande”, vendette più di mezzo milione di copie.

marcella

INTERVISTA a Marcella Bella

Con Ora O Mai Più la Rai ha riacceso i riflettori su Marcella Bella. Qual è il tuo bilancio sulle prime due edizioni? Accetterai la riconferma per la prossima? 

Guarda, non lo so. Io ho fatto anche la seconda edizione, per la terza vedremo. Non ci sono stati ancora dei contatti e non abbiamo deciso niente. Comunque andrà in futuro, è stata una bella esperienza perché mi ha messo in contatto con il grande pubblico di Rai Uno innanzitutto… e poi c’erano tutti questi miei colleghi con i quali abbiamo interagito, abbiamo giocato, ci siamo anche arrabbiati, tutto faceva parte della trasmissione insomma. Mah! Ci devo pensare… potrei anche rifarla sì, però vediamo perché ho tanti programmi e tante cose in testa per il momento.

Il talent show di Rai Uno riesce a rilanciare le meteore della canzone italiana solo a livello televisivo. Non sarebbe più sensato stringere una partnership con una major discografica o garantire al vincitore la partecipazione al Festival di Sanremo successivo?

Beh certo, potrebbe essere importante per questi cantanti. Però sono gli autori della trasmissione insieme alla Rai che decidono in queste situazioni televisive, io non posso farci niente. Sono una partecipante come maestra, come sostenitrice, chiamami come vuoi, però non dipende da me.

Come lo vedi Amadeus come conduttore del prossimo Festival di Sanremo e chi preferiresti alla direzione artistica tra lui e Mogol?

Beh, come direzione artistica Mogol naturalmente… perché è una persona che stimo tantissimo, che conosco, che ha un’esperienza enorme. Però devo dire che anche Amadeus come direttore artistico è bravo… perché lui non dimentichiamoci che ha iniziato con la musica, con la radio, quindi ha una grande esperienza e sono sicura che ce la farebbe alla grande. E mi auguro che possa essere lui a presentarlo.

Se la direzione artistica di Sanremo 2020 venisse affidata a te che Festival sarebbe?

Un Festival onesto.

Su Rai Due ritornerà – dopo 14 anni – la 4a edizione di Music Farm. Come mai in passato hai rifiutato di partecipare come concorrente? Se te lo riproponessero ora?

Perché io non amo i reality. Un artista è anche una star, è anche una persona che non deve concedersi troppo, che non deve assolutamente svelare quella specie di mistero che lo avvolge. Se questa persona invece va al reality e la vedi quotidianamente, quando si alza dal letto, quando si veste, quando si fa la doccia, si mostra come tutte le altre e secondo me perde tantissimo. In più credo di non dover dimostrare niente a nessuno con la mia carriera. Cosa mi metto a fare? A gareggiare? No… L’unica gara che mi interessa, oggi come oggi, è quella di Sanremo, ma non altre cose.

Carlo Conti ha ufficializzato la partecipazione di Tiziana Rivale alla prossima edizione di Tale e Quale Show. Che ne pensi del suo no a Ora O Mai Più e delle sue esternazioni? Ovvero: «Ho rifiutato e ho preferito senza dubbio accettare l’invito per una tournée in Messico proprio nel periodo in cui doveva andare in onda la trasmissione. Innanzitutto il titolo è umiliante. Ho visto alcuni frammenti della trasmissione e non mi sono piaciuti i modi con cui i miei colleghi hanno interagito tra loro e poi come hanno infierito su Donatella (Milani, ndr). Non andrei mai in un programma di quel tipo, poi in gara. Non ho bisogno di fare marchette. Sarei disponibile a partecipare come ospite a questa trasmissione, ma non messa lì come un bersaglio pronto ad essere impallinata. Io non ho bisogno di imparare a cantare»

Sono problemi suoi. Ognuno è libero di pensare quello che vuole. La sua decisione è di non partecipare? Bene, stia a casa.

Orietta Berti, in più di un’occasione, ha detto che la voce più bella dell’ultima edizione di Ora O Mai Più è stata quella di Jessica Morlacchi e non quella di Silvia Salemi, come invece ha sostenuto Ornella Vanoni.  Perché ci crede o per farti un dispetto? 

No, sicuramente è perché è il suo gusto. Il gusto di Orietta Berti non può essere il gusto di Ornella Vanoni naturalmente. La Vanoni è più raffinata, un po’ più di nicchia, diversa. Orietta Berti canta in un modo classico, pur avendo una bella voce. Diciamo che non è modernissima e quindi le piacciono i cantanti classici. La Salemi ha un timbro di voce particolare, e come tutte le voci particolari non piacciono a tutti. È una voce calda… La Morlacchi l’hai già sentita, è brava sicuramente, canta molto bene, però non si distingue da molte altre, non ha una voce unica.  Mentre la Salemi devo dire che ha una voce speciale.

Mietta nell’interpretazione di Maria Callas a Tale e Quale Show ha impressionato perfino Mina, a tal punto che l’ha definita ‘Stupenda voce da soprano drammatico’. Pensi che in quell’occasione Orietta Berti la mise a fondo classifica solo perché invidiosa? Tu stessa hai dato alla Berti dell’invidiosa dopo una puntata di Ora O Mai Più…

Lo sai che io tutte queste cose che non mi toccano personalmente non me le chiedo? Già quando mi attaccano mi devo difendere, quindi non è che mi sto anche a preoccupare di quello che le mie colleghe possono pensare di altre colleghe. Non voglio entrare dentro questa cosa…

Ha ragione Ornella Vanoni nel dire che la complicità tra donne è rara?

Sicuramente è vero perché le donne non sempre sanno essere amiche. C’è sempre una sorta di gelosia. Questo è a nostro discapito e dispiace. Io sono d’accordo con Ornella nel dire che noi donne dobbiamo amarci di più e fare fronte comune.

Un appunto che ha fatto la Vanoni su Annalisa Minetti e Donatella Milani è che le loro voci mancano di erotismo. Stessa cosa si potrebbe dire di Silvia Salemi, che in “Nell’aria” l’ha totalmente soppresso dalla poetica pop-porno di Mogol…

Beh, porno è una parola esagerata… molto esagerata (ride, ndr). È erotica! All’inizio non ti accorgevi di questa cosa… il significato è venuto fuori molto dopo. Ognuno interpreta la canzone come meglio crede. Io ho dato un consiglio alla Salemi, dicendo di cantare in modo più sensuale. Però se lei non sentiva questa cosa non poteva farci niente. Non ti dico che era meglio come la cantavo io, però sicuramente la canzone l’ho vista nascere e quindi io sapevo come farla perché mentre mio fratello la componeva io ero lì… anche quando è arrivato il testo. È chiaro che se una canzone è sensuale non puoi cantarla come se leggessi il giornale. Devi entrare nel testo. È un po’ come il regista e l’attrice. Certo che tu non sei quella, però tu devi immedesimarti per trasmettere qualcosa. Se la frase molto forte e sensuale la canti come se masticassi un chewing-gum non è la stessa cosa, non trasmetti niente. Quindi devi stare attenta all’interpretazione dei pezzi e soprattutto dei testi!

Tu non sei solo una diva della canzone, ma anche un’icona gay. Cosa si prova nell’esserlo e cos’è che ti rende tale?

Beh, diciamo che il mio zoccolo duro dei miei fans è proprio fatto di ragazzi gay e ne sono fiera. Anche se non mi piace etichettare. Per me sono ragazzi e basta! Che siano gay o etero sono fatti loro. Ognuno trova la direzione che vuole. Però mi fa piacere, mi rende orgogliosa e lo capisco anche perché sono una persona molto molto sensibile e la loro sensibilità si assomiglia un po’ alla mia e quindi ci capiamo al volo. Io li amo, devo dirti la verità!

Iva Zanicchi ha affermato: «Mina è la musicalità, io la voce. La grande musicalità di Mina non ce l’ha nessuna, ha swing. Però la più bella voce, quella naturale con una gamma della Modonna, è quella di Iva Zanicchi». Sei d’accordo?

No, assolutamente no! No, no, no (ride, ndr). Mina è fantastica in tante cose. Anche Iva nel suo genere è riuscita a fare delle grandi interpretazioni. Però Mina è al di sopra di tutte noi, compresa me. Lei ha una dote naturale, ha questa voce, questa musicalità che è veramente eccezionale… eccezionale! Io l’ho sempre ammirata, anche se su certe sfumature, per esempio il blues, forse qualcun altro canta meglio. Però lei in generale è al di sopra di tante artiste italiane.

La tua assenza ad “Amici non ne ho… ma amiche sì” di Loredana Bertè a cosa è dovuta?

Mah, secondo me Loredana doveva prendere anche qualche altra collega della sua generazione. Capisco di dover essere più prudente a livello generale, però delle collaborazioni così forzate non mi piacciono. Mi piacciono le collaborazioni in generale. Io stessa ho collaborato con Loredana in “Serata Bella”, abbiamo fatto cinque duetti assieme… ho cantato con Mario Biondi, ho contato con Annalisa, ho contato con tanti artisti a “Serata Bella”. È divertente poter cantare con altri artisti, però non devi perdere la tua vera natura, il tuo vero io, e Loredana nasce come una cantante italiana degli anni 80 e deve, secondo me, amplificare questa cosa qui e non voler scimmiottare le ragazzine di oggi.

E per quanto riguarda “Amiche per l’Abruzzo” di Laura Pausini?

Mi fa piacere ci siano delle belle collaborazioni. Non ho niente contro. Anch’io ho organizzato e ho cercato di organizzare manifestazioni così. Ben vengano. L’importante è che ci rispettiamo e che non ci siano gelosie e invidie. Ognuno fa le proprie scelte, hai capito? Magari sono scelte perché si conoscono tra di loro, magari se fosse mia amica la Pausini probabilmente mi avrebbe chiamato. Però evidentemente non ci frequentiamo e allora non ha pensato a me, semplicemente. Mi piace pensare questo… perché non saprei per quale altra ragione, eh!

“50 Anni di Bella Musica è invece levento-concerto al teatro Brancaccio di Roma che ti ha immortalato in un CD e DVD celebrativo. Parlaci dell’unico inedito incluso, “Ti mangerei”, appena lanciato come potenziale tormentone estivo.

Sì, il disco esce dopo 50 anni di carriera ed era giusto metterci anche un po’ di presente. E quindi i miei fratelli hanno scritto questa nuova canzone. È molto leggera per carità, non fa parte del repertorio di “Io domani” e “Senza un briciolo di testa”. È volutamente una canzone simpatica con un testo divertente ed estiva. Abbiamo voluto fare una canzone che non mi impegnasse molto vocalmente ed è venuto fuori un disco fresco, carino. Io sono molto felice di aver cantato questa canzone e secondo me più la senti e più ti entra dentro in modo che non puoi liberartene più… è un tormentone!

Qual è il tuo tormentone estivo a cui sei più legata e qual è, invece, la canzone di quest’estate che più ti piace ascoltare, oltre alla tua ovviamente!

Mah, guarda… quando vado in vacanza ascolto un po’ di tutto. Poi, sai, io sono a Ibiza, quindi chiaramente ascolto tutte le cose un pochino strane anche. Non ho una canzone che seguo in particolare. Delle canzoni vecchie mi ricordo sempre “Un’estate al mare” con quella voce incredibile della Giuni Russo… Io apprezzo di più le grandi voci, i grandi cantanti. E poi ci sta un Alvaro Soler o come diavolo si chiama che fa sempre canzoncine simpatiche e divertenti, per carità. C’è posto per tutti. Però quando una Giuni Russo ti cantava questo pezzo qui era fantastica… “Un’estate al mare” era meraviglioso.

E a quale tuo tormentone estivo sei più legata e perché?

Un tormentone mio? “Nell’aria” certo… perché è una canzone senza tempo che conoscono anche i ragazzini, che ancora adesso la fanno in discoteca. È una canzone ‘tormentone estivo’ ma nello stesso tempo sofisticata. È stato un bel pezzo credo…

Assolutamente. Bellissimo!

Tempo fa si parlava di un tuo album in preparazione interamente composto da duetti con tante tue colleghe? Era una fake news?

L’idea iniziale era proprio quella di fare delle collaborazioni con le donne, poi però me l’hanno copiata, l’hanno fatta in tante, e l’ho accantonata. Anche perché non dimentichiamoci, appunto, queste cinque puntate che ho fatto su Rete 4 di “Serata Bella” dove ho fatto tante collaborazioni, non so se hai seguito, ho cantato con tantissimi colleghi, quindi non sento più la necessità di fare questo tipo di disco.

Perché hai scelto proprio Rettore e Silvia Salemi come ospiti duettanti nel tuo ultimo album?

Per quanto riguarda la scelta della Salemi era la mia pupilla di quest’anno e quindi mi sembrava doveroso farle cantare “Nessuno mai” con me, anche perché l’avevamo fatta in trasmissione. E la Rettore perché siamo diventate grandi amiche in trasmissione, c’è una stima reciproca, è stata anche molto simpatica, non mi aspettavo che lei scegliesse di cantare “L’ultima poesia” perché era un pezzo impegnativo e lei invece l’ha cantata molto bene e mi ha fatto i complimenti.

Pensi che il connubio artistico tra te e Silvia Salemi sia da riproporre, magari per un inedito?

No, no, no, no! Mi piace guardare avanti. Con lei ho già cantato tanto. Adesso… alla prossima!

Qual è secondo Marcella la voce e l’inedito migliore di tutte e due le edizioni di Ora O Mai Più?

Di voci belle ce ne sono state. A me è piaciuta molto la vincitrice della prima edizione… come si chiamava?

Lisa.

La Lisa… aveva una voce incredibile questa ragazza, quando interpretava mi faceva venire i brividi… brava! Poi dopo si è persa, non so dov’è andata a finire. Lo so che è difficile emergere oggi come oggi, molto difficile, più difficile di una volta. L’inedito non era granché, anche il suo non era fortissimo. Ho sentito pochissimi inediti molto forti. Era simpatico quello del cantante di Fausto Leali, come si chiamava? Aiutami…

Davide De Marinis.

De Marinis era carino, un bel tormentone. Comunque in generale oggi è difficile emergere con un inedito, molto difficile!  A meno che non sia un pezzo fortissimo.

Qual è il brano di tuo fratello Gianni che più ti emoziona ricantare?

I pezzi di Gianni sono tanti che mi emozionano, perché ne ha scritto tanti… solo per me avrà scritto 400 canzoni, puoi immaginare no? Poi ha scritto anche tanti pezzi suoi. Però certo, ci sono alcuni che mi sono rimasti nel cuore come “Una luce”, “Nuova gente”, “Il profumo del mare”… tanti pezzi meravigliosi ha scritto Gianni, è difficile davvero sceglierne uno.

Qual è stato, invece, l’incontro che ha maggiormente forgiato la tua essenza artistica?

Sicuramente l’incontro con gli autori Giancarlo Bigazzi e Mogol. Hanno accresciuto la mia cultura musicale, il mio modo di cantare… Bigazzi ha scritto dei testi dell’età giovanile, quando ero giovane giovane. Quindi faceva dei testi anche molto adatti a me da ragazzina. Mogol è stato quello della donna. Ha scritto dei testi più impegnativi e importanti in quanto avevo già 30 anni. Io con loro sono cresciuta, devo dire la verità, sia come donna sia come artista.

Amedeo Minghi è stato un po’ la cavia della deriva trash di Ora O Mai Più, a cui ti sei sempre dissociata. Dei tre brani che ti ha scritto (“Camminando e cantando”, “Era un sogno” e “Io non so”) qual è quello che preferisci? E del suo preziosissimo repertorio qual è quello che avresti voluto per te?   

È stata una bella collaborazione e basta. Non è un autore che sento in modo particolare eh! È bravo, però è bravo a fare le sue cose.

Ultimamente vanno di moda le canzoni postume: Patty Pravo ha ricantato un inedito di Franco Califano, Ron uno di Lucio Dalla e Mina ha recuperato dal suo archivio dei brani di Giorgio Calabrese e Paolo Limiti. Che ne pensi? Piacerebbe anche a te fare un omaggio di questo tipo? E a chi?

Guarda, sì certo ogni tanto ci penso a fare canzoni di autori che non ci sono più. Però finché ci sono i miei fratelli che sono tre e sono forti e sono ancora in gamba preferisco cantare canzoni made in Bella.

Il ddl della Lega che imporrebbe alle nostre radio la trasmissione della musica italiana non al di sotto del 33% è, come dice Francesco De Gregori, una stronzata, o come dice Mogol un’ottima intuizione?

Ottima! Ottima! Ottima! Le radio hanno sempre avuto questa mania esterofila di mettere sempre tutti gli altri artisti. Mettiamo come fanno in Inghilterra, America e Francia che mettono la maggior parte delle canzoni del loro Paese e il 30% circa dei Paesi stranieri. Perché non mettere in risalto il nostro mondo musicale che è in crisi?

“Lady anima” è uno dei tuoi tanti successi e ‘Lady soul’ potrebbe essere anche il tuo soprannome artistico. Quali sono gli artisti della musica black che più anno influito sulla tua formazione vocale e perché? 

Beh, l’ho sempre detto, io da ragazzina ascoltavo musica nera perché Gianni portava a casa sempre dischi di Otis Redding, di Stevie Wonder, di Billie Holiday. Quindi sono cresciuta ascoltando quel tipo di musica e mi è rimasta nel cuore. Fondamentalmente io amo e mi ispiro alla musica nera.

Tra le tue innumerevoli hit c’è anche “Negro”, un fortissimo inno anti-razzista. Come pensi verrebbe accolto oggi?

Beh, guarda “Negro” non è stata capita perché pensavano che chiamassi una persona di colore ‘negro’ e invece non hanno letto il testo. Lungi da me essere razzista, io che appunto ho sempre amato la musica nera.

Quanto pensi siano importanti questi contributi in musica e su quale altro tema sociale ti piacerebbe sensibilizzare in futuro?

Mi piacerebbe sensibilizzare l’opinione pubblica ad esempio sul fattore femminicidio, un argomento che a me sta molto a cuore. Oggi gli uomini non accettano più le separazioni ed è una cosa che mi fa andare fuori di testa. Non ho capito perché per separarsi bisogna ammazzare la moglie. Siamo degli indigeni… è assurdo, è assurdo! L’uomo non accetta. Invece di andare avanti, di essere più progrediti, di pensare ad altre cose, di pensare ad esempio che la libertà è di tutti, e invece no! Ci sono uomini che hanno sfregiato le loro donne con l’acido pur di non farsi lasciare… delle cose orribili!

“Una Serata…  Bella” è stato il Sanremo di Rete 4.  L’ evento televisivo non solo ha ribadito la tua invidiabile e inossidabile popolarità, ma ha anche riconfermato il successo delle cantanti donne nelle vesti di conduttrici. Ti piacerebbe ripetere l’esperienza in una prima serata Rai?

Certo, perché no? Mi piacerebbe molto perché a me viene molto naturale condurre un programma musicale, di canzoni… Mi sento a mio agio a stare su un palcoscenico a palare, a chiacchierare, a cantare… certamente! Mi piacerebbe festeggiare i 50 anni finalmente, oltre che con gli eventi teatrali anche con un bel programma in tv. E non è detto che non riesca a farlo!

marcella

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