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Sanremo 2021, Covid: Irama resta in gara con il video registrato alle prove

La decisione è arrivata all’ultimo momento: IRAMA resta in gara al Festival di Sanremo 2021 grazie a una modifica al regolamento.

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Ieri era successo che due collaboratori dell’artista erano risultati positivi ai tamponi molecolari e a norma di regolamento Irama si sarebbe dovuto ritirare e mettersi in quarantena.

Ma Amadeus ha deciso di modificare il regolamento risolvendo il tutto: Irama resta in gara senza salire fisicamente sul palco dell’Ariston. Verrà mandato in onda l’esibizione registrata alla prova generale.

L’idea di Amadeus ha avuto il nulla osta anche delle case discografiche degli altri artisti in gara affinchè il regolamento potesse essere modificato.

Irama ha così commentato l’accaduto:

La prima cosa a cui pensare è la salute, spero stiano tutti bene. E’ la prima cosa di cui ci siamo preoccupati. Da una parte sono grato e riconoscente ad Amadeus, ma anche al mio management, alla Rai, ai colleghi, che mi hanno teso la mano. C’è stato un aiuto da questo punto di vista, mi è stata tesa la mano in momento di difficoltà. Ma sono anche dispiaciuto perché ci tenevo molto a fare questa performance, c’è dietro un lavoro di mesi e di un intero team. Ci tenevo particolarmente a essere su quel palco, a esibirmi e giocarmi in maniera sana questo Festival“.

La vicenda era stata dibattuta anche in giornata nella consueta conferenza stampa di mezzogiorno. Il vicedirettore di Rai1, Claudio Fasulo, aveva detto:

A norma di regolamento, Irama deve ritirarsi dalla gara dei Big del Festival di Sanremo. Il collaboratore positivo al test rapido è risultato anche al molecolare, ed è stato trovato positivo anche un altro collaboratore. Tutti i contatti stretti delle ultime 48 ore devono osservare una quarantena di 10 giorni, 14 se c’è variante inglese. Aspettiamo comunicazione ufficiale dalla Asl, ma a termini di regolamento Irama si ritirerà“.

Quello che segue è il Comunicato ufficiale della Rai in merito alla modifica al regolamento che permette a Irama di concorrere ancora al Festival di Sanremo 2021:

La Direzione di Rai Uno, in accordo con la Direzione Artistica del 71° Festival della Canzone Italiana, in considerazione del periodo particolare dovuto all’emergenza epidemiologica e alle difficoltà che il mondo musicale e dello spettacolo sta attraversando – acquisiti i nulla osta da parte di tutti gli artisti e relative case discografiche in competizione nella sezione di riferimento e al fine di permettere lo svolgimento quanto più possibile completo della manifestazione – ammette la partecipazione alla gara degli artisti impossibilitati a presenziare per restrizioni sanitarie legate alla suddetta emergenza attraverso la registrazione audio/video di una precedente esibizione avvenuta nel Festival (in prova o in una precedente serata). In caso di più esibizioni precedenti, sarà indicata dall’Artista e dalla relativa Casa discografica quella che dovrà essere messa in onda e considerata ai fini della competizione. In caso di mancanza di precedente esibizione durante il Festival, verrà messa in onda la registrazione della prova generale dell’Artista. La presente nota viene allegata al Regolamento del 71° Festival della Canzone Italiana e pubblicata sul sito www.sanremo.rai.it“.

Festival di Sanremo 2021: tutto quello che è successo nella prima serata – I VOTI

Ci siamo, è il 2 marzo 2021 e, senza se e senza ma, Stefano Vicario accende le telecamere in diretta dal Teatro Ariston di Sanremo per la 71ª edizione del Festival della Canzone italiana.

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Anche quest’anno, dopo il successo televisivo, forse anche inaspettato dell’anno scorso, conduzione e direzione artistica sono affidate ad Amadeus che, a differenza di Paganini, concede il bis e si ripresenta in scena assieme all’amico Fiorello per un’edizione che si presenta come una delle più controverse degli ultimi 71 anni a causa della nota pandemia, ma come dice Fiorello nella presentazione in segno di buon auspicio in un teatro (forse metaforicamente) al buio “o scuru si camina e ‘u Signuri t’accumpagna” (si cammina al buio, che il Signore ti accompagni).

Queste le parole di Amadeus ad apertura della manifestazione «Mai avrei pensato fosse possibile fare Sanremo quest’anno, l’ho fatto rispettando ogni norma di sicurezza ma soprattutto pensando a chi vive di musica, a chi vive di televisione e spettacolo, al Paese reale, quello che sta lottando per ritrovarsi. Abbiamo scoperto, infatti, che la normalità è una cosa straordinaria».

Dopo un’evitabile “Grazie dei fior” cantata da Fiorello in un improponibile mantello comincia la gara dei primi 4 giovani, il televoto parte prima dell’ascolto delle canzoni, già in rotazione radiofonica da qualche mese, Gaudiano con “Polvere da sparo” dà il via alla gara tra i giovani. Gaudiano finisce la sua esibizione, canzone già dimenticata, voto 5.

Continua la gara Elena Faggi che canta “Che ne so”, torna sul podio uno dei direttori d’orchestra più amati: Beppe Vessicchio. Canto soave per Elena, arrangiamento in cui emergono gli archi che un po’ lasciano la melodia in testa, voto 6.

Sul palco arriva Avincola che porta, scendendo la scala con un pallone in mano, “Goal”, partenza lenta anche per quest’altro giovane artista che, a mio avviso, non fa goal, per lui voto 5.

Folcast chiude con “Scopriti” l’esecuzione dei primi giovani artisti in gara, per lui voto 6.

Si chiude subito il televoto, senza entusiasmo passano il turno Folcast e Gaudiano.

Finisce Sanremo Start, prima parte dedicata alla gara cadetta, Amadeus e Fiorello riavvolgono il nastro, il Festival parte col primo ospite, sale sul palco il vincitore  Diotato che con qualche imprecisione ricanta “Fai rumore”.

La gara dei big parte con Arisa.
Arisa scende le scale in tailleur rosso fragola, pensate che segua presentazione del brano? No, Amadeus annuncia la pubblicità, sono le 21,58, dopo una inopportuna pausa pubblicitaria, seguita, come se non bastasse da due promo Rai.

Finalmente è il momento di Arisa, che è rimasta lì impalata ad aspettare il brano è firmato da Gigi D’Alessio, Adriano Pennino dà il via all’orchestra per “Potevi fare di più”, non le si può dare torto, lei è una grande interprete, ce la mette tutta, ma D’Alessio, è vero, poteva fare di più, voto 6.

È la volta dei primi favoriti del Festival, arrivano Colapesce e Dimartino con “Musica leggera”, potenziale radiofonico, il cantato live non aiuta a fare arrivare il pezzo, voto 7.

Il prossimo artista in gara è presentato da Amadeus assieme ad Ibrahimovic (un siparietto che fa rimpiangere cinque minuti di pubblicità) ed è Aiello con “Ora”.  Ho letto che ha dato al regista indicazioni precise su come fare le inquadrature e come calibrare le giuste luci, è chiaro, da ciò che ho sento durante l’esecuzione del suo brano, che è più interessato a quel che si vede che a quello che si sente, voto 5.

Si continua con Francesca Michielin, un teso Fedez e la loro “Chiamami per nome”. Fiorello confessa che Fedez dietro le quinte paonazzo in viso gli ha detto “ma chi me l’ha fatto fare?” ed effettivamente, chi glielo ha fatto fare? Voto 6.

La gara fa una piccola pausa, il Festival omaggia Loredana Bertè che intona i suoi più grandi successi. In playback “Figlia di”, il nuovo singolo che la Bertè presenta al Festival. Lei rimane una grande rockstar del nostro panorama musicale alla quale non si può non voler bene, e per lei, sempre e comunque un 110 e lode.

Si torna alla gara, note elettroniche per la solita marcia di Max Gazzè e (la cartonata) Trifluoperazina Monstery Band, che si presenta per la settima volta al Festival con “Il farmacista”, voto 6.

In scaletta è previsto Irama, ma a causa di un “positivo al tampone” nel suo staff è costretto a cedere il posto a Noemi che canta “Glicine”. Lei è alla sua sesta partecipazione, con tutta la simpatia per l’artista, ma anche questa pare non sia destinata a lasciare il segno, voto 6.

Sono le 23.40, la gara continua con Madame che canta “Voce”… e si, voce con abuso di autotune, voto 5.

Tra l’evitabile monologo di Matilde De Angelis, valletta della prima serata e uno spazio pubblicitario, per i prossimi artisti di devono attendere venti minuti.

I Måneskin entrano in scena a mezzanotte in punto, la loro musica accende la spigolosa scenografia disegnata, come da tradizione, da Gaetano Castelli, finalmente un po’ di vita sul palco con la loro “Zitti e buoni”, voto 8.

Si continua con “Momento perfetto” di Ghemon, atmosfere anni ’60 per un pezzo trascinante, interessante l’arrangiamento, bellissima la sezione fiati, voto 8.

È il momento di Achille Lauro, una rappresentazione che ha il sapore dal “Cantante mascherato” di Milly Carlucci e niente più. L’anno scorso, a tratti, i suoi “quadri” erano stati anche una interessante sorpresa, ma quest’anno, riproponendo lo stesso mood, il tutto ha assunto un sapore alquanto noioso e banalmente autocelebrativo.
Le sue lacrime poi, sembrano essere un omaggio ai telespettatori che sono rimasti a guardarlo e soprattutto a sentirlo. L’arte è un’altra cosa.

Un applauso (registrato) in ricordo del dj Claudio Coccoluto, si dà ancora la linea alla pubblicità e ad una breve edizione del tg1.

Prima di andare avanti con la gara Fiorello e Matilda omaggiano uno dei duetti maggiormente rimasti impressi nella memoria del Festival ed intonano “Ti lascerò” portato al successo da Anna Oxa e Fausto Leali in puro stile animatore di villaggi turistici.

La gara riprende, i Coma_cose cantano “Fiamme negli occhi, una ballata solare e colorata che riporta luce sul palco, voto 7.

Quinta partecipazione per Annalisa, la canzone si chiama “Dieci”, canzone in perfetto stile Annalisa, cucita addosso alla sua vocalità, pulita, non c’è che dire, ma non lascia il segno, voto 7.

Continua la gara Francesco Renga, la sua “Quando trovo te” parte bassa per aprirsi come nel suo stile, sembra porti il pezzo a compimento a fatica, voto 6.

Chiude questa prima serata del Festival Fasma con “Parlami”, voto 6.

Questa la classifica della prima serata del Festival determinata dalla giuria demoscopica composta da 300 persone:

  1. Annalisa DIECI
  2. Noemi GLICINE
  3. Fasma PARLAMI
  4. Michienin e Fedez CHIAMAMI PER NOME
  5. Renga QUANDO TROVO TE
  6. Arisa POTEVI FARE DI PIÙ
  7. Måneskin ZITTI E BUONI
  8. Max Gazzè IL FARMACISTA
  9. Colapesce DIMARTINO
  10. Coma cose FIAMME NEGLI OCCHI
  11. Madame VOCE
  12. Ghemon MOMENTO PERFETTO
  13. Aiello ORA

È l’una e mezza, si conclude questa prima serata del Festival in dad, deficienti a distanza, parola di Fiorello. L’assenza di pubblico in teatro lascia un senso di smarrimento, mi chiedo se a causa dell’Ariston vuoto o per l’assenza di una canzone che mi colpisca al prima ascolto presente in scaletta. Ad ogni modo i due compari portano a compimento la prima serata, per loro davanti alla tv ci sono per l’anteprima, denominata Sanremo Start, 11.592.000 telespettatori (38.73% di share), la prima parte ha ottenuto 11.176.000 (46.35% di share), nella seconda parte, a partire dalle 23.54 fino alla fine, 4.212 (share 47.77).

ORNELLA VANONI E CARMEN CONSOLI IN DUETTO CON “CAREZZA D’AUTUNNO”

E’ uscito Carezza d’autunno, il brano che Carmen Consoli ha composto e cantato a due voci con Ornella Vanoni, terzo estratto dall’album Unica.

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Contemporaneamente non mancano novità nemmeno per i collezionisti: il nuovo album della Vanoni UNICA, pubblicato il 29 gennaio scorso da BMG, è uscito in uno speciale formato Picture vinyl, limitato e numerato in sole 1000 copie, contenente 11 stampe fotografiche. Questo mentre il formato CD deluxe è esaurito pressochè ovunque e si attende la nuova tiratura che sarà disponibile in tutti i negozi sul territorio e negli store digitali a partire da venerdì 5 marzo
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Ornella Vanoni sarà inoltre ospite della serata finale del Festival di Sanremo. Per l’occasione, fra l’altro, la raggiungerà sul palco anche Francesco Gabbani, che l’accompagnerà in una straordinaria interpretazione di Un Sorriso dentro al pianto, il brano da lui composto e primo singolo estratto da “Unica”.

Sanremo 2021: scaletta e ordine di uscita degli artisti della Prima Serata

Resa nota la scaletta d’uscita dei concorrenti della prima serata della 71ma edizione del Festival di Sanremo che, con un protocollo di sicurezza costruito nei minimi dettagli e in assenza di pubblico, apre i battenti questa sera, in diretta su RAI 1 dal Teatro Ariston di Sanremo.

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Conduce Amadeus, affiancato da Matilda De Angelis (dopo il forfait causa Covid dato da Naomi Campbell) e Fiorello. Achille Lauro sarà presente in tutte e cinque le serate come superospite.

Il Festival si aprirà col ricordo del dj Claudio Coccoluto (leggi nostro articolo), prematuramente scomparso a 58 anni dopo una lunga battaglia contro la malattia.

Si esibiranno 13 dei 26 Campioni e 4 delle 8 Nuove Proposte in gara.
Nella prima parte della serata ci sarà la gara dei Giovani, che sarà giudicata dalle tre giurie: Demoscopica al 33%, la Sala Stampa, Tv, Radio e Web al 33% e il Televoto al 34%.

Tra  le Nuove Proposte si esibiranno:

Gaudiano – Polvere da sparo
Elena Faggi – Che ne so
Avincola – Goal!
Folcast – Scopriti

Dopo le votazioni, le prime 2 canzoni accederanno alla quarta serata, mentre le altre 2 verranno eliminate dalla competizione. 

I Big verranno invece giudicati solo dalla Giuria Demoscopica e si esibiranno in questo ordine:

Arisa – Potevi fare di più
Colapesce e Dimartino – Musica leggerissima
Aiello – Ora
Francesca Michielin e Fedez – Chiamami per nome
Max Gazzè – Il farmacista
Noemi – Glicine
Madame – Voce
Maneskin – Zitti e buoni
Ghemon – Momento perfetto
Coma_Cose – Fiamme negli occhi
Annalisa – Dieci
Francesco Renga – Quando trovo te
Fasma – Parlami

All’esito della votazione, verrà stilata una classifica delle 13 canzoni eseguite durante la serata.

Questa sera, al posto di Noemi, avrebbe dovuto cantare Irama, ma un suo collaboratore è risultato positivo al tampone. L’artista salta quindi l’esibizione di questa sera e canterà domani sera. Irama comunque è risultato poi negativo al tampone di controllo.

OSPITI

Tra gli ospiti della prima serata ci sarà Diodato, che torna sul palco dell’Ariston dopo la vittoria dello scorso anno con “Fai Rumore”. Altri ospiti saranno l’attaccante del Milan Zlatan Ibrahimović, l’attrice Matilda De Angelis e Loredana Bertè, che canterà un medley dei suoi più grandi successi e il singolo “Figlia di…”.
Saranno presenti anche personaggi del mondo dello sport, dello spettacolo e “persone comuni”, come ad esempio l’infermiera simbolo della lotta al Covid nel primo lockdown Alessia Bonari. Ci sarà anche la Banda della Polizia di Stato accompagnata dal sassofonista Stefano Di Battista. Tra gli ospiti anche la ginnasta russa Olg’a Kapranova.

Conferenza Stampa d’apertura del Sanremo 2021: Angosciante e Desolante!

Per “dovere” professionale ho seguito la conferenza stampa che apre i battenti della nuova edizione del Festival di Sanremo, e qui avrei dovuto scriverne il report, avrei dovuto scrivere quello che si è detto.

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Ma non lo farò. Non posso farlo. Non ci riesco per dignità umana e professionale. Mentre ascoltavo questa conferenza mi ha assalito un’angoscia devastante.

A parte i “soliti noti”, i pochi scelti, sempre quelli (situazione ancora più in evidenza ora che l’emergenza sanitaria rende tutto più cristallino e palese), per la “presenza” in sala durante la conferenza – ma di questo squallore magari ne parleremo in altro momento -, la cosa più desolante è stata ascoltare le domande (e le risposte) di questi “marziani” che sembrano vivere in una dimensione parallela. Parlano di cose che risultavano così distaccate e scollate dalla realtà da farti quasi vergognare di lavorare nel loro stesso settore: la leggerezza dei testi, il glamour degli ospiti, i dischi “che ti porteresti in un’isola deserta”… e tutto questo mentre nei sottopancia delle notizie dei telegiornali scorrono i numeri dei morti di Covid, dei focolai delle varie varianti, dei nuovi contagi, delle nuove zone rosse, dei problemi sull’ approvvigionamento dei vaccini, delle nuove inevitabili chiusure delle scuole, della drammatica situazione socio economica del paese.
 
E si, lo ribadisco… stridente e inverosimile la presenza di questi allegri marziani che parlano delle canzoni che si porterebbero su un’isola deserta, loro che sembrano vivere davvero sull’isola che non c’è, in quella sala Sanremese dove vige il decadente mantra della leggerezza che aiuta, a loro dire, a sopravvivere in un momento drammatico come quello in cui stiamo vivendo.
 
Che ci fosse stato, uno, e dico un solo collega, lì in sala, che avesse rivolto qualche domanda “scomoda” (e come avrebbero potuto loro, i “prescelti”, essere scomodi? Come avrebbero potuto loro in quanto prescelti? Non lo hanno mai fatto neanche in tempi di “pace”, figuriamoci in tempi di “guerra”).
 

Avrei voluto chiedere ai marziani seduti dietro quel tavolo a chi è davvero giovata questa edizione pre-primaverile e pandemica di questo sconclusionato Sanremo!? Ma soprattutto non avrei voluto ascoltare risposte in cui si afferma che questo carrozzone lo hanno messo in piedi per “aiutare” il settore dello spettacolo, perchè tutta questa narrativa è di una disonestà intellettuale senza eguali. Perchè, cari miei marziani, ad una certa la gente si stanca di far finta d’essere scema, la retorica spicciola finisce poi per stancare.
Lo chiamano il “Festival della Rinascita”, ma di chi? Per chi?

Io vedo solo una insormontabile volontà di non rinunciare a milionarie sponsorizzazioni, costi quel che costi, vedo l’egocentrismo e la vanagloria di un mediocre direttore artistico, che già in un momento di NON emergenza aveva le sue grandi criticità in un ruolo come quello che ricopre. Ma soprattutto vedo pochissimo rispetto per un momento storico che richiederebbe un’attenzione più dignitosa e riguardosa.

Il mondo dello spettacolo e della cultura deve essere aiutato, ovviamente, ma in modo serio, con AZIONI, INVESTIMENTI, SOSTEGNI e DECISIONI CONCRETE, non con questa macchietta che oggi si chiama Festival di Sanremo, che toglie (in termini di dignità e di sperpero di denaro) a molti e da a pochissimi.

Morto Claudio Coccoluto, grande dj italiano e mondiale

Dopo una lunga malattia, è morto a soli 59 anni Claudio Coccoluto, uno dei più grandi deejay sulla scena italiana e internazionale.

Originario di Gaeta, vicino Latina, Coccoluto si è spento ieri notte nella sua casa di Cassino accanto alla moglie e ai figli.

E’ stato uno dei più importanti e influenti protagonisti delle consolle di tutto il mondo, dall’Altro Mondo Studios al Cocoricò, fino alla Baia Imperiale.

Durante il lockdown, quando il mondo della musica è stato costretto a fermarsi, è stato tra i più attivi nel sensibilizzare il governo e l’opinione pubblica sulle tutte le difficoltà che staava attraversando il settore.

Golden Globe 2021, Laura Pausini premiata per “Io sì (Seen)” – Ospite anche a Sanremo

La prima edizione dell’era Covid dei Golden Globe, assegna il premio come migliore canzone a Io sì (Seen), brano cantato da Laura Pausini per il film con Sophia Loren La vita davanti a sè del regista Edoardo Ponti (figlio della Loren).
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La canzone nasce della collaborazione tra la Pausini, Diane Warren e Nicolò Agliardi. L’annuncio è stato dato nel corso della cerimonia di premiazione della Hollywood Foreign Press.

Nel corso della diretta sulla Nbc l’artista italiana era collegata dalla sua casa seduta davanti al suo pianoforte bianco. Dopo la comunicazione della vittoria la Pausini ha ringraziato, ricordando Edoardo Ponti, Sophia Loren e Diane Warren:

Sono così orgogliosa, ho la pelle d’oca. Grazie mille”.

laura pausini

Ha poi aggiunto sui suoi social:

“Tutta la mia gratitudine e il rispetto per la meravigliosa Sophia Loren è stato un onore dare voce al tuo personaggio, per trasmettere un messaggio così importante, di accoglienza e unità. Dedico questo premio a tutti coloro che vogliono e meritano di essere visti. A quella ragazzina che 28 anni fa vinse Sanremo e non si sarebbe mai aspettata di arrivare così lontano. All’Italia, alla mia famiglia, a tutti coloro che hanno scelto me e la mia musica e mi hanno reso quello che sono oggi. E alla mia bellissima figlia, che da oggi vorrei ricordare la gioia nei miei occhi, sperando che cresca e continui sempre a credere nei suoi sogni“.

Non si sono fatte attendere le congratulazioni alla Pausini da parte delle istituzioni italiane per nome del ministro della cultura Dario Franceschini

laura pausini

Invece il film di Ponti è stato purtroppo battuto nella categoria miglior film straniero da Minari, il film di Lee Isaac Chung.

Dopo l’annuncio della vittoria del Golden Globe, Amadeus ha fatto sapere che Laura Pausini sarà ospite del prossimo Festival di Sanremo in onda da domani sera in diretta dal Teatro Ariston.

Ermal Meta racconta la sua “Tribù Urbana”

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Qualche giorno fa Ermal Meta ha presentato il suo nuovo album “TRIBÙ URBANA” in una affollata videoconferenza con oltre 160 fra addetti stampa e radiofonici, ben organizzata da Parole & Dintorni, in cui ordinatamente tutti hanno chiesto la parola per alzata di mano virtuale o via chat, ma eravamo veramente in tanti a partecipare e sin dall’inizio si è capito che non ci sarebbe stato tempo sufficiente per poter permettere a tutti di rivolgere anche una sola domanda all’artista.
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Il disco è comunque in uscita Venerdí 12 marzo, ed è stato anticipato dal singolo, attualmente in radio, “No Satisfaction”.

Durante la conferenza Ermal si rivela una persona squisitamente disponibile, carismatica ed empatica, la cui serenità interiore traspare in maniera palpabile e contagiosa. Risponde pacatamente alle domande sul nuovo disco, sul Festival di Sanremo e sul brano che presenterà, una ballata dal titolo “Un milione di cose da dirti”.

Nessun messaggio impegnato a livello sociale come in passato, ma una pregevole canzone d’amore.

Quest’anno va cosí” dice Ermal “non sempre si sente il bisogno di lanciare messaggi impegnati“.

In risposta alle domande sul prossimo Festival, afferma che per lui, dovendo tutto sommato limitarsi a cantare una canzone, l’assenza del pubblico in sala non incide più di tanto; sarà semmai più arduo per i presentatori dover rivolgersi a una platea vuota per tre/quattro ore ogni serata.

La sua serata preferita è quella delle cover che ritiene più coinvolgente per gli spettatori grazie alla maggior popolarità dei brani eseguiti rispetto agli inediti in gara. Quest’anno canterà “Caruso” di Lucio Dalla accompagnato dalla Napoli Mandolin Orchestra, in omaggio, oltre che al suo indimenticabile autore, alla musica partenopea che ritiene patrimonio fondamentale della musica italiana e mondiale.

Ermal parla anche della sua passione per il calcio e della militanza nella Nazionale Cantanti, ironizzando sulla condizione fisica che non è più quella di quando volava sulle fasce laterali inseguito da arcigni difensori che cercavano di abbatterlo brutalmente.

Si passa quindi a parlare dell’album TRIBÙ URBANA per il quale non è ricorso ad alcuna featuring, non ritenendo questo genere di collaborazioni indispensabile, quasi un obbligo imposto dalla moda piuttosto che un sano interscambio a livello artistico. Oltretutto l’album è stato concepito e realizzato durante il periodo di confinamento per l’emergenza Covid con le relative restrizioni.

ermal meta

Gli 11  brani contenuti in TRIBÙ URBANA

UNO

Si parte con una botta di energia: a chi pensa che siamo tutti diversi, va ricordato che il cielo è uno, per tutti.
Come le voci, le nostre voci, si accendono milioni di luci, visti da su siamo tutti uguali

STELLE CADENTI

Arriva come una delle canzoni più solari di questo nuovo album, pur affrontando il momento meno luminoso di una storia d’amore.
Se potessimo iniziare le storie all’incontrario, così verso la fine potersi vivere l’inizio

UN MILIONE DI COSE DA DIRTI

Una canzone semplice per parlare dell’argomento più complicato di sempre.
E scoprire che volersi bene è più difficile che amarsi un po’ di più

IL DESTINO UNIVERSALE

Storie di vite che vanno raddrizzate, con coraggio anche quando sembra mancare.
Ermal ha 13 anni e non vuole morire; della vita non sa niente tranne che la vita è importante

NINA E SARA

Convegni, comizi, marce, petizioni, lotte, ma ancora per molti – troppi – è un peccato mortale.
Io non pretendo di sapere, non pretendo niente, vorrei soltanto potermi sentire una volta normale

NO SATISFACTION

Concetti essenziali per fotografare in maniera precisa e spietata il nostro – qualsiasi – quotidiano, ricordando una cosa che tutti dimenticano.
Per chi perde, per chi vince, il premio è uguale

NON BASTANO LE MANI

Una canzone potente con suoni e parole che crescono inarrestabili, come accade spesso con la rabbia.
Senza il coraggio non avrai niente, senza coraggio non sarai niente

UN ALTRO SOLE

La speranza che il sogno appena fatto si avveri; la voglia di farlo avverare.
Tutti noi siamo uguali, che ridiamo con le costole rotte per andare avanti

GLI INVISIBILI

Una camminata guardando in faccia ogni componente di questa tribù urbana, anche quelli che non vedi.
A te che non sai, che cosa farai … domani vedrai; a te che ci sei, ma che non ti si vede

VITA DA FENOMENI

Si aprono i cassetti della memoria e rimangono aperti a ricordarci che siamo diventati grandi, a volte controvoglia.

E siamo tutti un po’ così, innamorati del passato

UN PO’ DI PACE

E poi tutto finisce, anche la giornata più lunga e la cerchiamo tutti un po’ di pace.
Tu lo sai che mi si vede l’anima in controluce … non cambiarmi mai

ermal meta
Crediti Foto Paolo De Francesco

La videoconferenza si chiude dopo oltre un’ora con le ultime domande, anche se ce ne sarebbero ancora moltissime da fare.

Viene chiesto a Ermal se tra i brani dell’album ce ne sia qualcuno che predilige in maniera particolare e senza pensarci più di tanto lui indica Gli Invisibili. Un brano ispirato alle persone che, in un mondo in cui l’apparenza sembra prevalere sulla sostanza, compiono in silenzio il loro dovere e contribuiscono a rendere migliore la società con atti di altruismo.

Premette che lo spunto gli è venuto dopo aver ascoltato la storia di Alexander Fleming e Winston Churchill e, nonostante abbia scoperto che non corrisponde a verità, gli è piaciuto il messaggio di speranza e positività che trasmette.

Gli invisibili – conclude Ermal – con la loro gentilezza disinteressata salveranno il mondo

Crediti Foto Emilio Timi

TESTO “UN MILIONE DI COSE DA DIRTI” – ERMAL META

(Musica: Ermal Meta, Roberto Cardelli Testo: Ermal Meta)

Senza nome io

senza nome tu

e parlare finché un nome non ci serve più

senza fretta io

senza fretta tu

ci sfioriamo delicatamente per capirci un po’ di più

siamo come due stelle scampate al mattino

se mi resti vicino non ci spegne nessuno

avrai il mio cuore a sonagli per i tuoi occhi a fanale

ti ho presa sulle spalle

e ti ho sentita volare

Con le mani nel fango per cercare il destino

tu diventi più bella ad ogni tuo respiro

e mi allunghi la vita inconsapevolmente

avrei un milione di cose da dirti, ma non dico niente

in un mare di giorni felici annega la mia mente

ed ho un milione di cose da dirti,

ma non dico niente

ma non dico niente

Il tuo viaggio io

la mia stazione tu

e scoprire che volersi bene

è più difficile che amarsi un po’ di più

è la mia mano che stringi, niente paura

e se non riesco ad alzarti sarò con te per terra

avrai il mio cuore a sonagli per i tuoi occhi a fanale

ce li faremo bastare

ce li faremo bastare

Con le mani nel fango per cercare il destino

tu diventi più bella ad ogni tuo respiro

e mi allunghi la vita inconsapevolmente

avrei un milione di cose da dirti,

ma non dico niente

in un mare di giorni felici annega la mia mente

ho un milione di cose da dirti

solo un milione di cose da dirti

Ti do il mio cuore a sonagli

per i tuoi occhi a fanale

senza dirlo a nessuno

impareremo a volare

Tu mi allunghi la vita inconsapevolmente

avrei un milione di cose da dirti, ma non dico niente

in una mare di giorni felici annega la mia mente

ed ho un milione di cose da dirti,

ma non dico niente

ma non dico niente

Cuore a sonagli io

occhi a fanale tu

Fare Sanremo quest’anno la trovo una cosa di cattivo gusto…

Fare Sanremo quest’anno la trovo una cosa di cattivo gusto. Non è una questione di sicurezza è una questione etica. Bruceranno soldi, tanti soldi in faccia ad una folla di lavoratori fermi da un anno.

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È di cattivo gusto tutto, anche l’ironia di Fiorello che passa ogni sera in prima serata dove fa il paraculo. Lavorerà una nano particella di gente rispetto a quelli che sono a casa a fare testa e muro. Qualcuno ha cambiato lavoro, qualcuno non ha retto e non è più di questo mondo. Questi ristori servono come la “r” della scritta Marlboro.

È di pessimo gusto mettere in piedi un carrozzone che fa bene solo a chi sta già bene. Ho visto che nei duetti compaiono anche i lavoratori dello spettacolo come quando al circo ti fanno fare la foto con l’elefante. Soldi bruciati in faccia a chi si sta morendo di fame.

Un anno senza Sanremo non avrebbe cambiato nulla specialmente perché questi dischi che usciranno chi li compra? I ragazzini comprano le copie solo per farsi la foto col cantante a qualche firmacopie poi prendono il cd e lo mettono nell’indifferenziata. Il mondo della musica sembra non capire che sono anni che vende selfie e post su instagram.
Gli artisti più svegli fanno pubblicità dai loro profili ad abbigliamento trucco creme (vale anche per i fantastici amici d’oltreoceano).

Quelli che vendono la musica sono gli imprenditori nel settore dei live. Il concerto è l’unico posto dove volenti o nolenti regna la musica (anche brutta ma comanda). Il resto sono chiacchiere e lo so che questo discorso va nel sedere a tutti i dipendenti e agli amministratori delegati delle etichette grosse. Ma siete una minoranza

che abbraccia in questo momento una scelta di cattivissimo gusto.

The show must go on vale per tutti mica solo per voi.
Servono tutele, soldi, investimenti, formazione, educazione all’arte in tutte le sue forme, non serve uno show televisivo con musica non originale
Niente di originale, innovativo, nuovo, energico può venire fuori da un Paese che non nutre gli artisti.

Possiamo prendere come esempio Mace, il produttore italiano più avanti. che
sta comunque prendendo riferimenti americani del 2016. Potete prendere lo show di Beyoncè a Coachella e vedere come si fa. Gli americani diciamo che sono maestri, ed è vero. Ma è facilissimo fare i maestri in un mondo di asini o, per essere meno offensivi, in un mondo di cinesi che replicano tutto e nemmeno bene
Pace e stocazz*

Sanremo, Premio Lunezia: vincono Davide Shorty e Madame

Come tradizione, a poche ore dall’inizio del Festival di Sanremo, il Premio Lunezia esprime le indicazioni sui testi dei big in gara e sui brani dei giovani. Stefano De Martino, Patron della rassegna, battezzata 25 anni fa da Fernanda Pivano e Fabrizio De André, rende note le scelte.
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Il “Premio Lunezia per Sanremo” va a Madame per l’opera “Voce”: «Un talento precoce, con imprevedibili risorse, che potrebbe offrire novità alla bellezza musical-letteraria delle canzoni italiane» afferma il Patron De Martino, a cui fa seguito la motivazione del critico musicale Dario Salvatori (membro Commissione del Premio Lunezia): «Per una lirica basata su sentimenti adolescenziali, sfumati tra follia e grandezza: sopravvivi a te stessa e diventerai quello che sei

Tra gli 8 giovani in gara il Comitato d’Ascolto presieduto da Loredana D’Anghera (Dir. Artistico Lunezia Nuove Proposte) indica il brano “Regina” di Davide Shorty: «La canzone di Shorty è ricca di sfumature d’oltreoceano, dai sapori inaspettati, apparentemente senza controllo. L’approccio vocale dell’artista è complementare al resto dell’opera, trovando così gli equilibri per raggiungere qualità musical-letterarie.»

Secondo quanto confermato dal Patron Stefano De Martino, la XXVI edizione del Premio Lunezia (Festival della Luna), si svolgerà su più date nel periodo estate/autunno 2021 tra Aulla e La Spezia.
Nelle recenti edizioni il Premio Lunezia è stato patrocinato dal Ministero della Cultura, Regione Toscana, Regione Liguria e Siae. La manifestazione gode inoltre della collaborazione di Rai Isoradio e di servizi Rai Tv in tema di rubriche e notiziari per cura di Savino Zaba.

Tra i membri del Direttivo del Premio Lunezia 2021: Beppe Stanco – Direttore Artistico sezione big, Roberto Benvenuto – Presidente di Commissione, Marina Pratici – Responsabile Redazione Musical-Letteraria, Ciro Acampora – Consulente Artistico, Maria Cristina Zoppa – Rai Radio Live e Rai Italia, Fabrizio Casinelli – Direttore Radiocorriere TV.
Il 7 Gennaio si sono riaperte le iscrizioni alla Sezione Nuove Proposte del Premio Lunezia 2021.

Fuori “Billie Eilish: The World’s a Little Blurry”, il film di Apple diretto da R.J. Cutler

È finalmente disponibile su Apple TV “Billie Eilish: The World’s A Little Blurry”, il film originale Apple diretto dal regista pluripremiato R.J. Cutler.

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Il film è stato anticipato da un evento digitale con una performance della Eilish, una intervista con Cutler e una conversazione intima pensata appositamente per i fan con il DJ Zane Lowe di Apple Music.

Oltre al film “Billie Eilish: The World’s A Little Blurry”, la Eilish ha pubblicato una live performance di “ilomilo“, canzone presente nell’ultimo album della Eilish e nel documentario nella parte in cui racconta del concerto del 10 ottobre 2019 al Toyota Center di Houston.

Billie Eilish: The World’s A Little Blurry” racconta la vera storia della nascita e crescita della cantante e autrice arrivata sul tetto del mondo.

Il regista R.J. Cutler ha avuto modo in questo film di offrire una visione profondamente intima dello straordinario viaggio di questa teenager, a soli 17 anni, con una vita passata on the road, sul palco, a casa con la sua famiglia, mentre scrive, registra e pubblica il suo disco di debutto “WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?”.

Billie Eilish: The World’s A Little Blurry” è un Apple Original Films, Interscope Films, The Darkroom, This Machine production in associazione con Lighthouse Management + Media.

La Eilish ha un lungo rapporto con Apple. Oltre ad essere stata intervistata più volte da Zane Lowe su Apple Music, è stata protagonista di ben due radio show “Groupies Have Feelings Too” e “Me and Dad Radio.” Nel 2018 Apple ha chiamato Billie per scrivere il brano della campagna delle vacanze 2018. L’anno seguente “WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?” ha registrato il record per il disco con il maggior numero di pre-add nella storia di Apple Music e Billie è sempre tra gli artisti più popolari della piattaforma.

Nel Dicembre 2019 la Eilish ha ricevuto riconoscimenti importanti come Global Artist of the Year, Top Album of the Year e Songwriter of the Year con il fratello FINNEAS  durante la prima edizione dei Apple Music Awards.

Madonna: su Netflix il documentario sul suo “Madame X Tour”

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A trent’anni dall’ultimo documentario, il cult A letto con Madonna, la Queen of the Pop arriverà su Netflix con un nuovo film  incentrato sul suo ultimo tour. A darne notizia è stato il tabloid inglese “The Sun”.

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Parliamo del Madame X Tour, in cui Madonna si è esibita in 75 show in tutto il mondo poco prima dello scoppio della pandemia, tour che è iniziato il 17 settembre 2019 alla BAM Howard Gilman Opera House di New York e che si è concluso l’8 marzo 2020 nella cornice del Grand Rex di Parigi.

 Il documentario in oggetto sarà il racconto di un “viaggio” live itinerante, dal dietro le quinte alle prove, dai momenti privati e inediti all’incidente all’anca, situazioni che l’artista italo americana ha dovuto affrontare mentre girava il mondo per le varie tappe del suo ultimo tour.

Come dichiarato da una fonte anonima al The Sun, Madonna ha messo letteralmente sangue, sudore e lacrime nel tour di Madame X e vuole che il documentario mostri tutto quello che quella tournée è stata. Non è mai stata un persona che amava nascondersi quindi gli spettatori vedranno tutto di lei, compresa la sua tagliente ironia”. 

Non ci sono ancora titolo e data d’uscita del docu-film, ma certamente susciterà molta curiosità e interesse visto che, per tutto il tour, c’era il divieto all’ uso degli smartphone nei teatri durante le esibizioni. 

Attualmente Madonna sta lavorando a un film (che lei stessa dirigerà) dedicato ai suoi inizi di carriera a New York negli anni ’80, pellicola che la stessa artista ha scritto insieme alla sceneggiatrice premio Oscar Diablo Cody. A tal proposito si sta sta cercando l’attrice perfetta per il ruolo da protagonista che vestirà le vesti di una giovane ed esuberante Madonna.

Tra le papabili attrici ci sarebbero Julia Garner, 26enne statunitense nota per il ruolo di Ruth Langmore nella serie televisiva Ozark, e Florence Pugh, attrice 25enne britannica che ha interpretato Amy nel film Piccole donne del 2019 (per il quale ha ricevuto la candidatura al Premio BAFTA, al Critics Choice Award e al Premio Oscar nella sezione miglior attrice non protagonista).

Mika: “A L’Opera Royal de Versailles” il live sulle piattaforme digitali

“Mika A l’ Opera Royal De Versailles”, il concerto di Mika registrato alla Royal Opera di Versailles e  trasmesso dalla TV francese, è disponibile su tutte le piattaforme digitali.

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Lo scorso dicembre Mika si è esibito per la prima volta alla Royal Opera di Versailles, uno dei più esclusivi teatri del mondo. Durante il concerto, unico e dall’ atmosfera allo stesso tempo intima e grandiosa, Mika  ha presentato i suoi più importanti successi e alcune sorprendenti cover in una nuova versione classica e acustica, accompagnato dall’orchestra sinfonica diretta da Stefan Plewniak e da musicisti illustri quali il violinista Gautier Capuçon,  il chitarrista Thibaut Garci e ospiti speciali come  il soprano Ida Falk-Windland e il controtenore Jakub Józef Orliński. 

In questo concerto ho voluto sperimentare un nuovo modo di fare musica, realizzando uno spettacolo che sta a metà tra il classico e il pop” ha dichiarato Mika. 

TRACKLIST  “A L’Opera Royal de Versailles” – Mika

  1. Grace Kelly (Live)
  2. Toy Boy (Live)
  3. Over My Shoulder (Live)
  4. Ice Cream (Live)
  5. Without Her (Harry Nilsson) (Live)
  6. Last Party (Live)
  7. Origin of Love (Live)
  8. Underwater (Live)
  9. Lollipop (Live)
  10. Good Guys (Live)
  11. Elle Me Dit (Live)
  12. Baisers Perdus (Live)
  13. Tomorrow (Live
  14. Love Today (Live)
  15. Relax (Live)
  16. Happy Ending (Live)

FEDERICA ABBATE: fuori il nuovo singolo “SE NON FOSSE”

FEDERICA ABBATE è tornata con il suo nuovo singolo “SE NON FOSSE” (Carosello Records).

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Il brano segna il primo capitolo del nuovo progetto della cantautrice, dove autoironia e fragilità si fondono, come solo Federica sa fare.

Con le sue note dance, “Se non fosse” ci riporta ad un tempo e a un luogo indefinito tra gli anni ’80 e ’90, facendoci ballare e, allo stesso tempo, facendoci commuovere, riconoscendoci nei piccoli gesti quotidiani.

Il singolo, disponibile in streaming e digitale, parla di una fragilità intesa come la dipendenza dagli altri: “che ne sarebbe di me se non fosse per te” canta infatti Federica. Affidarsi a qualcuno dà un senso di sicurezza, ma dall’altra parte provoca un senso prossimo di pericolo e autodistruzione.

A tal proposito Federica commenta: “Siamo abituati in quest’era digitale ad essere sommersi da continui stimoli a vedere intorno a noi milioni di opportunità’ inesauribili da cogliere, tanto dal sentirci, nel momento in cui scegliamo qualcosa, esclusi da tutte le altre. Lo stesso avviene nelle nostre vite sentimentali, dove spesso viviamo la stessa dualità senza risolverla mai appieno.”

Federica Abbate è una cantautrice nel senso più vero del termine, quello che scrive è un pop crossover tra generi musicali diversi che si porta dentro quello che è un sentimento generale tipico della sua generazione: il sentirsi sempre un po’ “fuori luogo” di fronte a tutte le aspettative proprie e degli altri e, allo stesso tempo, il bisogno umano di sentirsi accettati e amati nelle proprie imperfezioni e fragilità. Il bisogno e la libertà di essere sé stessi ed affermarsi in quanto tali, la capacità e la forza di rispondere ai colpi per realizzare i propri sogni in un mondo altamente competitivo.

“LUCE SOCIAL CLUB”, PROGRAMMA CULTURALE DI SKY ARTE IN ONDA DA MARZO

Al via il 5 marzo la seconda stagione di LUCE SOCIAL CLUB, il programma in onda ogni venerdì sera dalle ore 20.00 sul canale Sky Arte (canali 120 e 400), disponibile on demand e in streaming su NOW TV.

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Torna il format di intrattenimento culturale, condotto da Gianni Canova e Martina Riva, dopo il successo della prima stagione che ha visto partecipare moltissimi volti di rilievo del panorama cinematografico, teatrale, musicale e artistico contemporaneo, per un totale di oltre 120 ospiti. Tra questi: Sandro Veronesi, Ferzan Ozpetek, Paola Minaccioni, Pupi Avati, Vittorio Sgarbi, Tosca, Zerocalcare, Giorgio Colangeli, Marina Rei, Alice Pasquini, Samuel, Rocco Papaleo, Vincenzo Salemme, Ema Stockholma, Massimo Popolizio, Fabrizio Gifuni, Vinicio Marchioni, The Zen Circus, Susanna Nicchiarelli, Edoardo Pesce, Motta, Sydney Sibilia, Daniele Luchetti, Caterina Guzzanti, Alessandro Preziosi, Paolo Calabresi, Maccio Capatonda, Isabella Ragonese e molti altri.

Anche in questa nuova stagione ogni puntata di Luce Social Club ospiterà personaggi del mondo del cinema, dell’arte, della musica, della letteratura, del teatro per scoprire biografie, passioni, tecniche, stili, fino alle ossessioni che spesso si annidano dietro il successo di un volto, di un film, di un quadro, di una pièce, di un gruppo musicale – e di tutto ciò che il cinema mette insieme e che poi finisce per depositarsi nell’immaginario collettivo.

luce social

Ospiti della prima puntata saranno l’attrice e regista Asia Argento, il Direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, la Biennale di Venezia Alberto Barbera, il drammaturgo, regista e attore Giorgio Barberio Corsetti e il musicista Edoardo Bennato.

Attraverso un mix di linguaggi e scritture diverse, Luce Social Club si distingue nel panorama televisivo per un approccio alla cultura trasversale ed eterogeneo, approfondendo ed esplorando sul piccolo schermo aspetti, dettagli e curiosità legate al processo creativo e all’espressione artistica in tutte le sue manifestazioni.

Luce Social Club è un programma prodotto da ERMA PICTURES in collaborazione con la direzione comunicazione di Istituto Luce Cinecittà, Sky Arte, ATCL e Spazio Rossellini, con la regia di Max De Carolis.

I Daft Punk si sciolgono

I Daft Punk, dopo 28 anni di carriera, si sciolgono. Da Around The World a One More Time fino alla più recente Get Luck la band ha fatto la storia della musica elettronica, e non solo.

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Il famoso duo francese, composto da Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter, ha deciso di dividere le proprie strade professionali. La notizia dello scioglimento è arrivata con un video postato a sorpresa sui social dal titolo “Epilogue”, clip che riprende una scena muta del loro film del 2006 “Electroma” in cui è stata aggiunta la scritta «1993-2021», con riferimento all’anno di formazione e all’anno della “fine”. Nelle immagini si vede alla fine l’esplosione dei due personaggi mascherati. Dopo l’esplosione il silenzio interrotto solo dal vento e dalla musica di Touch, dal loro album più celebre Random Access Memories.

La notizia è stata successivamente confermata dall’addetto stampa del duo.

Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter si conoscono al liceo, a Parigi, nel 1987. Nel 1992 fondano il gruppo rock Darlin’ e pubblicano una cover dei The Beach Boys e un brano originale in un EP di artisti vari, ricevendo una recensione negativa dal Melody Maker, che definisce la musica del gruppo “a daft punky trash”. Nel 1993 i Darlin’ si sciolgono e Bangalter e De Homen-Christo formarono i Daft Punk, iniziando a sperimentare con sintetizzatori e drum machine.

 

I Negramaro con “Contatto” ridanno dignità al pop – RECENSIONE

I Negramaro tornano con un nuovo album di inediti, “Contatto”, a distanza di tre anni dal successo del precedente disco “Amore che torni” e con in mezzo la disavventura del chitarrista Lele Spedicato.
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Un’opera attesa quindi, che già dal primo pezzo “Noi resteremo in piedi” e ancora di più con il secondo “Mandiamo via l’inverno” espone un uso abbastanza deciso di sonorità grosse ma morbide in un bilanciamento molto equilibrato tra acustico ed elettronico, segno di una produzione ragionata e matura da parte del tastierista Andrea Mariano.

La voce di Giuliano è sempre il punto di forza, come la sua scrittura, ma in realtà l’intera band dimostra pienamente di essere all’altezza del suo carismatico leader.

Il terzo brano “Non è vero niente” ha un che del Battisti di fine anni ’70, ed annovera la partecipazione di Madama: un bel connubio, un pezzo molto efficace che rassicura i tanti oramai disperati per l’annunciato decesso della canzone cantabile, attrezzata di melodia, strofa, ritornello e arrangiamento.

“Devi solo ballare” è addirittura un ballabile in discoteca, come il titolo suggerisce, molto gradevole e ricco di begli spunti sia compositivi che di esecuzione; ormai siamo al quarto brani e il CD appare buono, sempre frizzante e vario, curato in ogni dettaglio; ragazzi, il “complesso” non si chiama più così, sia chiama band, ma quando è munito di talento, idee, tecnica ed entusiasmo funziona ancora alla grande, in barba alle basi, al computer, al dj, la lagna monocorde e all’autotune.

Continuiamo l’ascolto con “Come se non fosse successo mai niente”, immagini molto evocative nelle parole, adagiate in un’atmosfera scura e metallica un po’ rock anni ’80, tra i Depeche Mode e gli U2, seguita da “E se domani ti portassi al mare”, che inizia con una bella chitarra acustica e prosegue su un percorso molto estivo. Ancora un bel testo su una confezione tale che pare di stare seduti nella veranda di un bar a fine anni ’70, con un juke box in grande spolvero: veramente tutto molto piacevole.

In generale l’uso delle tastiere e dell’elettronica è forte ma non è mai invasivo, ricopre quello spazio che gli compete, di rinforzo e caratterizzazione laddove gli strumenti acustici non arrivano o comunque non sono sufficienti. C’è rispetto per chi compone, chi suona e chi canta, nessuno è ridotto a figurina semovente in coloratura delle prodezze di una macchina malprogrammata. Ancora Battisti fa capolino in “Scegli me”, fresco ed energico pezzo che alterna tante idee e tanti colori, sempre al servizio della riuscita del prodotto e mai in modo autoreferenziale.

La title track “Contatto” è manco a farlo apposta forse il momento musicalmente meno interessante, efficace certo, ma come il momento dei pugni o dell’inseguimento durante un film, ovvero la pur necessaria operazione di raccolta dell’attenzione degli spettatori meno attrezzati.

In compenso i testi non sbagliano mai un colpo: al talento di base si è sommato un grande mestiere, la personalità nell’interpretazione è sempre ad alti livelli, sensibilità e maturità si fronteggiano e si affiancano e nel successivo “Non è mai per sempre” raggiungono risultati veramente notevoli.

Continua a stupire la consapevolezza nell’uso dei suoni, finalmente in un prodotto di pop italiano si risentono dei colori, delle dinamiche, dei cambi di ambientazione. Bravi ragazzacci: come scrisse un grande jazzista e didatta italiano nelle note di copertina di un suo lavoro di tanti anni fa, al riguardo per l’appunto di un musicista pugliese, “al sud si dorme molto meno di quanto si pensi”.

“La cura del tempo” introduce la parte finale del lavoro, brano intimista e riflessivo contrapposto a “La terra di nessuno”, più ossessivo ritmicamente, con un bell’incastro tra batteria e chitarra punteggiato da tastiere di sapore analogico e bassi grossi e imperiosi. Sapore quasi da rock psichedelico in cui Giuliano sa valorizzare le parole veramente come pochi.

Il CD si chiude con un emozionante brano finale e parole veramente importanti; “Dalle mie parti” richiede tanti ascolti, riconcilia positivamente con il mondo del pop italiano, colpevolmente troppo maltrattato e vilipeso negli ultimi anni.

C’è addirittura una significativa parte orchestrale, non pare vero, dopo anni in cui si sono eliminate ignobilmente gli interventi strumentali, le introduzioni, gli assoli.

Grandi Negramaro, finalmente un bel lavoro, che ripaga energicamente della sofferenza patita in quasi tutti gli ascolti del pop italiano degli ultimi anni.

negramaro

Tracklist: “Contatto” – Negramaro

  1. Noi resteremo in piedi (G. Sangiorgi)
  2. Mandiamo via l’inverno (G. Sangiorgi)
  3. Non è vero niente (feat. Madame) (F. Calearo, G. Sangiorgi)
  4. Devi solo ballare (G. Sangiorgi)
  5. Come se non fosse successo mai niente (G. Sangiorgi)
  6. E se domani ti portassi al mare (G. Sangiorgi)
  7. Scegli me (G. Sangiorgi)
  8. Contatto (A. Mariano, G. Sangiorgi)
  9. Non è mai per sempre (G. Sangiorgi)
  10. La cura del tempo (G. Sangiorgi)
  11. La terra di nessuno (G. Sangiorgi)
  12. Dalle mie parti (G. Sangiorgi)

MARCO MENGONI: SPECIALE RAI1 “L’ANNO CHE VERRÀ” DA PIAZZA VECCHIA A BERGAMO

Da Piazza Vecchia a Bergamo “L’anno che verrà” con Marco Mengoni: “Dalla è un genio del passato radicato nel futuro. L’anno che verrà è un brano che sembra scritto per questi nostri giorni complessi”

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Dopo la speciale anteprima di ieri su Rai 1, in coda all’edizione del TG della sera, da oggi è disponibile su RaiPlay “21.02.20 – 21.02.21 L’anno che verrà“, l’evento unico da Piazza Vecchia a Bergamo voluto dalla Rai per unire il pubblico in un momento di riflessione sul difficile anno trascorso attraverso la voce straordinaria del cantautore.

Per raccontare questi mesi complessi e per dare un segno di speranza, Marco Mengoni ha scelto di proporre una versione intima ed essenziale de L’anno che verrà di Lucio Dalla, artista a cui Marco era legato da profonda stima reciproca. Scritta nel 1978, questa canzone è oggi più attuale che mai: rappresenta, infatti, il desiderio di ripartire in un momento collettivo così difficile; ad introdurre questo brano senza tempo una breve riflessione per ricordare la paura, l’incertezza e la solitudine vissute in questo anno, e insieme la forza che abbiamo trovato, “è stato necessario ritrovarsi cercando di capire che cosa sia veramente importante”. 

“Ho accettato subito l’invito di Rai1 e il primo artista a cui ho pensato è un genio del passato radicato nel futuro: Lucio Dalla – ha commentato Mengoni – Mi sembrava giusto omaggiare, tramite lui, la grande forza che c’è stata in quest’anno così difficile per tutti e proporre le sue parole che sembrano scritte oggi per guardare con fiducia al futuro. È un privilegio essere stato chiamato per un’occasione come questa. L’emozione di cantare da una Bergamo meravigliosa e deserta è stata unica e irripetibile”. 

21.02.20 – 21.02.21 L’anno che verrà” sarà disponibile su Raiplay unicamente fino al 4 marzo, giorno in cui Dalla avrebbe compiuto 78 anni.

marco mengoni

Nato da un profondo sentimento di partecipazione, per mettere un segno su questi mesi che hanno cambiato le nostre vite, questo speciale momento di musica rappresenta il desiderio di ripartire in un momento collettivo così difficile. In questo anno abbiamo fatto i conti con la paura e la solitudine, eppure in questo dolore ci siamo anche ritrovati uniti, a riflettere sulle cose importanti e a guardare al futuro con speranza. Le canzoni vivono vite diverse in base alle epoche in cui vengono proposte e Marco ha trovato ne L’anno che verrà, un capolavoro della nostra cultura non solo musicale, le parole giuste per questa giornata.

Morcheeba: nuovo album “Blackest Blue” – Nuovo singolo “Sounds Of Blue”

I Morcheeba tornano con il nuovo album “Blackest Blue“, il decimo della loro carriera, a distanza di tre anni dall’ultimo lavoro in studio “Blaze Away”.

Il nuovo progetto discografico – già in pre-order a questo linkuscirà il 14 maggio per l’etichetta Fly Agaric Records e  conterrà 10 tracce. Al suo interno ci saranno contributi di Duke Garwood (già “collaboratore” in lavori con Mark Lanegan) e Brad Barr.

Il duo dei Morcheeba, Ross Godfrey e Skye Edwards, ha realizzato l’album durante i lockdown pandemico da coronavirus, nel 2020.

In merito Godfrey e Edwards hanno dichiarato:

“La chiusura forzata ci ha dato tempo per scrivere canzoni e arrivare a perfezionarle. Non c’erano così tante pressioni, quindi potevamo davvero prenderci il nostro tempo per ottenere le canzoni giuste”

Intanto, in attesa dell’uscita dell’album, è stato pubblicato il singolo apripista del progetto, “Sounds Of Blue”, un’ onda piena di trip hop vellutato e fluido.
Il video del singolo è stato realizzato da Martin J Pickering, regista inglese di spot pubblicitari e numerosi videoclip.

Morcheeba

Tracklist “Blackest Blue” – Morcheeba

1. Cut My Heart Out
2. Killed Our Love
3. Sounds Of Blue
4. Say It’s Over
5. Sulphur Soul
6. Oh Oh Yeah
7. Namaste
8. The Moon
9. Falling Skies
10. The Edge Of The World

Morcheeba

Morto il maestro Luigi Albertelli, paroliere di Mina e autore di sigle per la tv

Grande perdita per il mondo della musica italiana: è venuto a mancare il maestro Luigi Albertelli. Aveva 86 anni ed era originario di Tortona (Alessandria).

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Albertelli è stato un grande paroliere e in cinque decadi di carriera ha scritto per i più grandi artisti italiani, tra cui Mina, Milva, Iva Zanicchi e tanti altri.
E’ stato anche un famoso autore di sigle, tra cui “Ufo Robot” e “Furia”.

La notizia della morte del maestro l’ha data su Facebook la cantante Tania Furia con la quale il paroliere aveva collaborato recentemente:

Una brutta notizia Luigi Albertelli, importante autore di musica italiana, autore televisivo e di famosi jingle pubblicitari, ci ha lasciati. Era il mio maestro, anche se non amava essere chiamato Maestro. Lui era Luigi. Mi ha insegnato tanto. Aveva cuore, forza, e una creatività prorompente. Mando un abbraccio ai suoi cari. E uno lo tengo per me, perché Luigi mi mancherai tantissimo. Grazie. Come te nessuno mai! Voglio immaginarti come Goldrake. Tra le stelle sprinta e va!

Il sindaco di Tortona Federico Chiodi, ha invece scritto:

La scomparsa di Luigi Albertelli lascia un grande vuoto nella nostra città: non solo perché con i suoi successi aveva portato Tortona agli onori della cronaca nazionale, ma anche perché ci lascia una persona brillante e straordinaria con cui era un piacere conversare quando lo si incontrava sotto i portici della via Emilia, o ascoltarlo raccontare i suoi tanti aneddoti e le sue spassose ‘lezioni di vita’. Quello che colpiva di lui era il grande entusiasmo e la capacità di guardare sempre alla prossima sfida. Nonostante la carriera costellata di grandi successi, preferiva guardare ai progetti futuri piuttosto che vivere nel passato. La musica italiana ha perso uno dei suoi maestri e noi Tortonesi abbiamo perso un amico“.

Da tutta la redazione di FareMusic vanno le più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici tutti del Maestro Luigi Albertelli

Sanremo 2021: i duetti e cover della terza serata

Brani che i 26 Big canteranno sul palco dell’Ariston durante la serata dei duetti della prossima edizione del Festival di Sanremo.

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Sono stati appena annunciati ufficialmente i duetti previsti per la serata di giovedì 4 marzo del FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANA.

I 26 Artisti della sezione Campioni, nella terza serata della kermesse, interpreteranno una canzone edita scelta tra i grandi brani della storia della canzone d’autore. Gli Artisti, che hanno la possibilità di scegliere di esibirsi da soli oppure insieme ad artisti ospiti italiani o stranieri, verranno “giudicati” dai musicisti e dai coristi componenti l’Orchestra del Festival. La media tra le percentuali di voto ottenute dai big durante la Serata e quelle ottenute dalle canzoni-artisti in competizione nella sezione Campioni nelle Serate precedenti, contribuirà a determinare una nuova classifica.

Queste le cover e gli ospiti per i duetti:

AIELLO  – Gianna (Rino Gaetano) con VEGAS JONES
ANNALISA  – La musica è finita (Ornella Vanoni)
ARISA – Quando (Pino Daniele)
BUGO – Un’avventura (Lucio Battisti) feat PINGUINI TATTICI NUCLEARI
COLAPESCE DIMARTINO – Povera Patria (Franco Battiato)
COMA_COSE – Il mio canto libero (Lucio Battisti) con ALBERTO RADIUS e MAMAKASS
ERMAL META – Caruso (Lucio Dalla) con NAPOLI MANDOLIN ORCHESTRA
EXTRALISCIO feat Davide Toffolo – Medley Rosamunda (Gabriella Ferri) con PETER PICHLER
FASMA – La fine (Nesli) con NESLI
FRANCESCO RENGA – Una ragione di più (Ornella Vanoni) con CASADILEGO
FULMINACCI Penso positivo (Jovanotti) con VALERIO LUNDINI e ROY PACI
GAIA – Mi sono innamorato di te (Luigi Tenco) con LOUS AND THE YAKUZA
GHEMON – Medley “Le ragazze”, “Donne”, “Acqua e sapone”, “La canzone del sole” con NERI PER CASO
GIO EVAN – Gli anni (883) con I CANTANTI DI THE VOICE SENIOR
IRAMA – Cyrano (Francesco Guccini)
LA RAPPRESENTANTE DI LISTA – Splendido Splendente (Donatella Rettore) con DONATELLA RETTORE
LO STATO SOCIALE – Non è per sempre (Afterhours) con SERGIO RUBINI E I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO
MADAME – Prisencolinensinainciusol (Adriano Celentano)
MALIKA – Insieme a te non ci sto più (Caterina Caselli)
MANESKIN – Amandoti (CCCP di GIOVANNI LINDO FERRETTI) con MANUEL AGNELLI
MAX GAZZE’ – Del Mondo (Csi di GIOVANNI LINDO FERRETTI) con M.M.B
FRANCESCA MICHIELIN e FEDEZ – Medley (Calcutta – Del Verde, Daniele Silvestri – Le cose che abbiamo in comune)
NOEMI – Prima di andare via (Neffa) con NEFFA
ORIETTA BERTI – Io che amo solo te (Sergio Endrigo) con LE DEVA
RANDOM – Ragazzo fortunato (Jovanotti) con THE KOLORS
WILLIE PEYOTE – Giudizi Universali (Samuele Bersani) con SAMUELE BERSANI

GAZZELLE: fuori oggi il nuovo e terzo album “OK” – Prossime date dei Live

E’ uscito “OK” (Maciste Dischi/Artist First), il nuovo e terzo album di GAZZELLE, disponibile nei negozi fisici in formato CD e vinile e su tutte le piattaforme streaming e digitali.

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Per accompagnare l’uscita del disco Gazzelle ha regalato ai fan grandissime emozioni, con un live acustico, trasmesso sulla sua pagina Instagram, di “GBTR” – brano suonato in anteprima e contenuto nel disco – in una Piazza del Popolo a Roma bellissima quanto deserta.

Questa la tracklist dell’album, che vede anche la collaborazione con un altro artista, tra i più talentuosi e seguiti degli ultimi anni, tha Supreme: 

  1. BLU
  2. DESTRI
  3. GBTR
  4. PERÒ
  5. LACRI-MA
  6. OK
  7. 7
  8. BELVA
  9. COLTELLATAfeat.tha Supreme
  10. SCUSA
  11. UN PO’ COME NOI

 “OK” è stato anticipato dal singolo di enorme successo “DESTRI”, certificato doppio disco di platino e ancora sul podio della Top Singoli FIMI (dati diffusi da FIMI/GfK Italia), e dai singoli “SCUSA”, “LACRI-MA” e “BELVA”, anch’essi accolti con grande entusiasmo dal pubblico che segue l’artista e non solo, consacrando il cantautore come uno degli artisti più rilevanti della scena musicale italiana contemporanea.

 

Belva, al momento in rotazione radiofonica, è stato accompagnato anche da un videoclip scritto e diretto da bendo (Lorenzo Silvestri e Andrea Santaterra) e prodotto da Antonio Giampaolo per Maestro Production. È un visionario viaggio introspettivo all’interno di un unico e singolare protagonista, in cerca di una soluzione ai propri problemi. È un iconic video dal sapore fortemente cinematografico, in cui il solo protagonista – interpretato da Rocco Fasano – attraverso il suo eccentrico aspetto ci parla di qualcosa di più. Un messaggio strettamente legato al senso del brano, rappresentato in maniera volutamente onirica, mantenendo però un sapore drammaticamente vero. Ci dimentichiamo così della sua stranezza e ci immedesimiamo nella sua condizione. Non ridiamo di lui ma cerchiamo empaticamente di capirlo. Siamo spettatori di una vera e propria rappresentazione mentale di una condizione che ci accomuna e ci proietta nella sfera dell’esperienza personale. 

Scusa” e “Lacri-ma” sembrano arrivare direttamente dall’universo più introspettivo di Gazzelle. Il primo brano è una lettera di scuse, un’ammissione di colpa, un modo per poter provare a fermare la successione degli eventi. “Lacri-ma” è un gioco di stile in cui la prima parola di ogni verso è costruita a partire dall’ultima sillaba del verso precedente, un susseguirsi di immagini, che sembrano collegate e contemporanee rispetto a “Scusa“, che prendono forma nel ritmo cadenzato dato dall’esercizio di stile del testo. 

“DESTRI” (Maciste Dischi/Artist First), che nelle prime 24 ore ha raggiunto la vetta della Chart Top 50 Italia di Spotify, ha esordito direttamente sul podio della Classifica Top Singoli FIMI e oggi conta circa 58 milioni di stream totali. Il brano si è guadagnato un posto anche nella Chart Viral 50 Globale di Spotify e continua a stazionare nelle prime posizioni della Chart Top 50 Italia di Spotify.

È disponibile anche il videoclip di “DESTRI”, scritto e diretto da bendo (Lorenzo Silvestri e Andrea Santaterra).

 Gazzelle è pronto a tornare dal vivo nei maggiori festival italiani! Questi gli appuntamenti per “GAZZELLE 2021”, due date prodotte da Vivo Concerti:

Venerdì 16 luglio 2021 || Ippodromo Snai San Siro (MI) @ Milano Summer Festival
Giovedì 22 luglio 2021 || Ippodromo delle Capannelle @ Rock In Roma

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Andrea Lo Vecchio, storico autore di canzoni, morto di covid

Se n’è andato a causa del Covid uno degli storici autori della grande canzone italiana del XX° secolo, Andrea Lo Vecchio.  E’ morto la sera di mercoledì 17 febbraio a Roma all’età di 78 anni. Era nato a Milano il 7 ottobre 1942.

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L’annuncio della sua scomparsa è stato dato dalle associazioni Premio Augusto Daolio – Città di Sulmona e Nomadi Fans Club “Un Giorno insieme” esprimendo cordoglio “per l’improvvisa scomparsa del maestro Andrea Lo Vecchio”.

Andrea Lo Vecchio è stato cantautore, compositore, paroliere, produttore discografico e autore televisivo e, nel corso della sua grande carriera, ha firmato mitici successi, tra cui “Luci a San Siro” per Roberto Vecchioni, “E poi…” per Mina, “Rumore” per Raffaella Carrà, “Help me” per i Dik Dik, “Sera” per Gigliola Cinquetti e Giuliana Valci e tanti altri.
Alla Siae risultano depositati a suo nome 644 brani musicali.

Lo Vecchio è stato anche autore di molti programmi televisivi di successo tra cui Canzonissima, Premiatissima, Drive In, e più recentemente il Festival di Sanremo 2010 (edizione condotta da Antonella Clerici), I migliori anni (2013) di Carlo Conti, Il Festival di Castrocaro (2013), Sogno e son desto (2014) di Massimo Ranieri.

Indimenticabile anche la produzione di Andrea Lo Vecchio come autore di sigle per cartoni animati, tra cui “Baldios”, “Gundam”, “Judo Boy”, “Astroganga”, “Bia la sfida della magia”, “Sally sì Sally ma”, “Ma Tarzan lo fa” (cantata da Nino Manfredi).

Da tutta la redazione di FareMusic vanno le più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici tutti del Maestro Andrea Lo Vecchio

Dati SIAE 2020: ecco il prezzo che ha pagato lo spettacolo all’emergenza coronavirus

Dopo aver anticipato i dati sull’andamento dello spettacolo in Italia nel primo semestre dello scorso anno, SIAE pubblica le cifre relative ai dodici mesi del 2020

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La crisi pandemica ha messo a dura prova l’intero settore dello spettacolo nell’anno che ci siamo lasciati alle spalle. I primi dati dell’Osservatorio dello Spettacolo SIAE relativi a tutto il 2020 confermano sostanzialmente le tendenze emerse dalle cifre relative al periodo da gennaio a giugno dell’anno scorso, che erano state pubblicate nel mese di novembre: complessivamente gli eventi sono diminuiti del 69,29%, gli ingressi hanno segnato un calo del 72,90%, la spesa al botteghino è scesa del 77,58% mentre la spesa del pubblico ha avuto una riduzione dell’82,24%.

Eppure nei primi due mesi del 2020, quando ancora non era scattata l’emergenza sanitaria, non solo gli eventi spettacolistici erano cresciuti rispetto all’anno precedente del 3,38%, ma si era registrato un aumento degli ingressi del 15,49% grazie ad una grande partecipazione del pubblico, disposto a spendere più di quanto avesse fatto nello stesso periodo dell’anno precedente (+17,23%). Nel periodo dal 1° gennaio al 22 febbraio 2020 hanno riportato il più alto incremento in termini di eventi le mostre (+ 9,51%) ed il cinema (+6,75%), grazie anche all’uscita in sala del film “Tolo Tolo”. I concerti, invece, hanno registrato una timida crescita in termini di offerta (+ 1,21%) ma un forte incremento della spesa al botteghino (+26,54%).

A seguito dell’emergenza coronavirus, da marzo 2020 sono stati chiusi al pubblico tutti i luoghi della cultura e sono stati annullati gli spettacoli di qualsiasi natura, inclusi quelli teatrali e cinematografici. Solo a partire dal mese di maggio sono stati riaperti, a determinate condizioni, i musei e gli altri luoghi della cultura e da giugno 2020 è stato possibile lo svolgimento di spettacoli in sale teatrali, sale da concerto, cinema e in altri spazi, sebbene con una diminuzione della capienza massima. Tuttavia a ottobre 2020, in considerazione dell’andamento dell’epidemia e dell’incremento dei casi sul territorio nazionale, sono state nuovamente introdotte, progressivamente, le stesse limitazioni disposte nei primi mesi dell’anno. Tutto ciò ha determinato gravi perdite per il settore dello spettacolo con pesanti ricadute anche sui livelli occupazionali.

Il 2020, dunque, in termini spettacolistici è un anno impropriamente detto poiché, rispetto al 2019, le giornate sono diminuite del 67%. Durante la ripresa estiva (dal 15 giugno al 25 ottobre), il numero di giornate è pari al 51,9% dello stesso periodo dello scorso anno, segnale che non tutte le attività hanno comunque riaperto le porte dopo il lockdown: nel 2020 sono stati solo 46.724 i locali che hanno organizzato almeno un evento a fronte dei 94.687 del 2019. Nonostante ciò, le riaperture del periodo estivo hanno fatto registrare una repentina risposta in termini di offerta spettacolistica, con un picco massimo degli ingressi nel mese di agosto (6.837.576). Tuttavia agli inizi del mese di settembre alla resistenza dei gestori, che ha fatto mantenere il dato degli eventi in crescita, non ha fatto seguito la stessa reazione da parte del pubblico, con una flessione degli ingressi.

Analizzando i singoli comparti, l’attività cinematografica ha registrato una diminuzione del 70,86% degli ingressi e, parallelamente, un calo della spesa al botteghino del 71,55%. Da sottolineare che nel primo bimestre del 2020 l’attività cinematografica era in crescita rispetto all’anno precedente grazie soprattutto al successo del film di Checco Zalone “Tolo tolo”, che con più di 7.000.000 di spettatori aveva mantenuto alti gli incassi in sala. Il periodo estivo, inoltre, ha segnato una ripresa dell’attività cinematografica che, seguendo il trend generale, è diminuita solo dal mese di ottobre.

Andamento analogo per le cifre dell’attività teatrale che ha perso il 70,71% degli ingressi rispetto al 2019 e ha riportato una riduzione del 78,45% della spesa al botteghino. Insieme al teatro, la musica è la forma artistica che forse più di ogni altra trova la sua ragion d’essere nella presenza. Ancora più consistenti sono infatti le perdite per il settore dei concerti, con una contrazione dell’83,19% degli ingressi a cui corrisponde un crollo dell’89,32% della spesa al botteghino.

La crisi provocata dalla pandemia ha travolto anche lo sport che, a partire da marzo 2020, ha visto la sospensione di eventi e competizioni di ogni ordine e disciplina e successivamente una ripresa graduale delle attività, anche se quasi sempre senza la presenza del pubblico. Di conseguenza, gli ingressi si sono ridotti del 77,50% mentre la spesa al botteghino è diminuita dell’83,96% rispetto al 2019.

Crisi profonda anche per le attività di ballo e concertini a causa dell’emergenza coronavirus che ha cambiato molto gli stili di vita e le abitudini. Nel 2020 gli ingressi si sono ridotti del 78,53% con la spesa al botteghino che è diminuita del 78,03%.

Gli effetti negativi conseguenti all’adozione delle misure di contenimento del Covid-19 si sono fatti sentire anche nel settore delle attrazioni dello spettacolo viaggiante, sebbene in misura più contenuta: -58,75% per gli ingressi e -60,74% per la spesa al botteghino.

Un anno da dimenticare per mostre ed esposizioni, una delle filiere più colpite dalla pandemia, con una riduzione del 77,90% degli ingressi e del 76,70% della spesa al botteghino. Stessa sorte per le attività con pluralità di generi, con gli ingressi a – 66,85% e la spesa al botteghino ridotta del 77,07% rispetto all’anno precedente.

La crisi epocale determinata dall’emergenza sanitaria e dalle conseguenti misure per contrastarla sta facendo pagare un prezzo altissimo al settore dello spettacolo, di cui fanno parte quei creatori di felicità per la nostra collettività che sono i compositori e gli artisti della musica, del cinema, del teatro e della letteratura nonché i lavoratori che ne supportano l’attività – ha dichiarato il Presidente SIAE Giulio Rapetti Mogol – La diffusione della cultura è essenziale non solo per l’economia italiana ma per la stessa qualità della vita e per questo rappresenta qualcosa di più di uno dei tanti settori da salvare nell’attuale situazione“.

In un periodo in cui stiamo combattendo una battaglia durissima contro un nemico invisibile i nostri dati somigliano ad un vero e proprio bollettino di guerra. È importante capire anche quali conseguenze lascerà questa lunga e difficile fase sulle abitudini delle persone quando sarà possibile tornare alla normalità. Come Società Italiana degli Autori ed Editori è nostro preciso dovere assicurare che venga fatto tutto il possibile affinché il patrimonio artistico e culturale, che contribuisce sensibilmente alla crescita economica del nostro Paese, riceva la giusta attenzione in termini di strategie, programmazione e sostegno finanziario, per poter ripartire e riprendere il suo sentiero di crescita” ha commentato il Direttore Generale SIAE Gaetano Blandini.

siae
Dati provvisori per l’anno 2020 fonti dell’Osservatorio dello Spettacolo della SIAE – CONFRONTO TRA IL 2020 Vs 2019

Alex Uhlmann, “Paris or Rome” è il debutto solista

Paris or Rome è il singolo che segna il debutto solista di Alex Uhlmann, già voce dei Planet Funk e direttore musicale del talent The Voice. Anche se può sembrare insolito recensire un singolo, tuttavia Alex è tutto tranne che un debuttante. Scoprite perché.

Alex Uhlmann by John Cruel

La vita di un Artista spesso paga il prezzo di non avere un punto fisso. Si vive di stanze, si cambiano indirizzi, seguendo il flusso della propria creatività. Alex Uhlmann, cantautore nato in Lussemburgo, ma cittadino europeo per spirito, è cresciuto musicalmente tra Londra, Parigi, Berlino, Milano. Paris or Rome è un pretesto letterario, ovviamente, per indicare una geografia del cuore ancora da scoprire.

Già frontman dei Planet Funk, direttore musicale dell’edizione italiana del Talent “The Voice of Italy”, Alex Uhlmann è un nomade curioso che ama le contaminazioni, come fosse uno chef. Non a caso tra le sue attività, c’è anche un’avviata esperienza in ambito Food, una avviatissima pizzeria chiamata “Futura come la canzone di Lucio Dalla”, riconosciuta tra le cinque migliori d’Europa , che nel 2020 ha ottenuto anche i Tre Spicchi Gambero Rosso.

Paris or Rome (I need a home)

Il singolo precede l’ EP “Home” in uscita il prossimo maggio ed è prodotto da Steve Lyon (Depeche Mode, The Cure, Paul McCartney, Laura Pausini), il che è già un biglietto da visita che invita all’ascolto. Le sonorità, come parlerò oltre, sono essenziali, asciutte ma molto definite e corpose.

È un brano molto personale– ha commentato l’artista – scritto mentre cercavo di nuovo un posto in cui vivere, la prossima città dove potermi sentire finalmente a casa. Ma alla fine questo viaggio costante si è trasformato in una scoperta personale. Sono arrivato alla conclusione che non importa dove vivi o da dove vieni, ma cosa fai per essere felice

Un debutto da solista dopo una lunga carriera

La carriera di Alex Uhlmann non è iniziata coi Planet Funk, né è esplosa con The Voice. Piuttosto, questi sono stati punti prestigiosi di arrivo, frutto di una carriera che lo vede attivo da più decadi. Dai pub londinesi, dove sperimentare era l’unico modo per distinguersi e sviluppare la il proprio peso specifico, alla discografia, alle collaborazioni con artisti come David Morales, al Djing, dove mescolare è la chiave che tanto fa inorridire i puristi dei generi musicali. A questo punto del suo viaggio, Alex si domanda se Paris or Rome, luoghi simbolici, possono essere il posto dove fermarsi

Ci sono turisti e ci sono esploratori. I primi scattano migliaia di fotografie per poi tornare alla propria quotidianità, i secondi invece non hanno una chiara meta spesso, ma osservano, assorbono, rielaborano.

E’ questo il senso profondo del viaggio, più che raggiungere un meta stabilita. É sicuramente una metafora inflazionata e magari anche abusata. Ma non importa, perché c’è un sempre un viaggio che inizia, per un esploratore curioso.

Credit ©John Cruel

Tale dovrebbe essere un musicista. Più che un dattilografo delle note o degli stili in voga in un momento. Spesso il viaggio diventa interiore, riserva sorprese. E il resoconto di questa esperienza si trasforma in liriche, in note, in melodie, arrangiamenti, per condividere l’emozione della scoperta o della nostalgia. La domanda vera, come ha specificato lo stesso Alex, non riguarda il dove cerchiamo un centro di gravità permanente, ma cosa facciamo per viverlo ed essere felici. E potrebbe essere anche nella stessa geografia dove siamo, non è per forza altrove.

Il video di “Paris or Rome”

Il videoclip del brano, prodotto da Bengala Films con la regia di John Cruel, è stato girato nella vecchia casa di Alex a Milano, ormai vuota in cui ripercorre il suo passato attraverso una serie di flashback malinconici che rappresentano al meglio l’anima e l’esigenza del testo. Numerosi inserti personali della vita e della carriera dell’Artista, backstage dei primi concerti a londra e successivamente dei tour coi Planet Funk, scorrono veloci in una patina grunge, con un montaggio dinamico che contribuisce a sostenere la ritmica del brano, e dell’urgenza del testo. Potete vedere il video a questo link.

Lo stile di Alex Uhlmann

Il brano iniziacon pochi indugi, con voce calda che richiama le migliori ballad di stampo anglosassone, ma con una prosodia larga e serrata al tempo stesso, misurata, che non indugia nel lamento.

Una voce che se si presenta intima nella strofa, sfocia poi in uno spazio aperto nel Chorus, supportato da riverberi e fill di batteria che ricordano il miglior spirito di The Joshua Tree e le produzioni di Daniel Lanois.

I colori del video, coerenti con l’atmosfera narrata nel testo, esprimono il momento in cui si lascia la casa vecchia, per aprirsi al nuovo, le malinconie che si fondono con le speranze., il momento in cui tutto si sospende in attesa dello slancio vitale.

Si tratta di rock nella sua essenza e nella buona tradizione europea. Pochi fronzoli (magari tipici dalle nostre parti), molta energia e pathos. La cura dei suoni pone questa produzione ad un livello di certo superiore alla media, proprio perché non rincorre fuochi d’artificio, quanto la pulizia dell’essenzialità e del bilanciamento sonoro. La mano di Steve Lyon si sente, e non è di passaggio.

Conclusioni

Difficile da un singolo fare previsioni sull’album che potrà seguire, in generale. Ma se queste di Paris or Rome sono le premesse, non posso che aspettare con fiducia e curiosità l’uscita di Home. Di sicuro sarebbe altrettanto auspicabile poter sentire Alex dal vivo, cosa cui ormai ci stiamo disabituando per la scia di una pandemia infinita.