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martedì, Agosto 3, 2021

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Fare Sanremo quest’anno la trovo una cosa di cattivo gusto…

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Fare Sanremo quest’anno la trovo una cosa di cattivo gusto. Non è una questione di sicurezza è una questione etica. Bruceranno soldi, tanti soldi in faccia ad una folla di lavoratori fermi da un anno.

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È di cattivo gusto tutto, anche l’ironia di Fiorello che passa ogni sera in prima serata dove fa il paraculo. Lavorerà una nano particella di gente rispetto a quelli che sono a casa a fare testa e muro. Qualcuno ha cambiato lavoro, qualcuno non ha retto e non è più di questo mondo. Questi ristori servono come la “r” della scritta Marlboro.

È di pessimo gusto mettere in piedi un carrozzone che fa bene solo a chi sta già bene. Ho visto che nei duetti compaiono anche i lavoratori dello spettacolo come quando al circo ti fanno fare la foto con l’elefante. Soldi bruciati in faccia a chi si sta morendo di fame.

Un anno senza Sanremo non avrebbe cambiato nulla specialmente perché questi dischi che usciranno chi li compra? I ragazzini comprano le copie solo per farsi la foto col cantante a qualche firmacopie poi prendono il cd e lo mettono nell’indifferenziata. Il mondo della musica sembra non capire che sono anni che vende selfie e post su instagram.
Gli artisti più svegli fanno pubblicità dai loro profili ad abbigliamento trucco creme (vale anche per i fantastici amici d’oltreoceano).

Quelli che vendono la musica sono gli imprenditori nel settore dei live. Il concerto è l’unico posto dove volenti o nolenti regna la musica (anche brutta ma comanda). Il resto sono chiacchiere e lo so che questo discorso va nel sedere a tutti i dipendenti e agli amministratori delegati delle etichette grosse. Ma siete una minoranza

che abbraccia in questo momento una scelta di cattivissimo gusto.

The show must go on vale per tutti mica solo per voi.
Servono tutele, soldi, investimenti, formazione, educazione all’arte in tutte le sue forme, non serve uno show televisivo con musica non originale
Niente di originale, innovativo, nuovo, energico può venire fuori da un Paese che non nutre gli artisti.

Possiamo prendere come esempio Mace, il produttore italiano più avanti. che
sta comunque prendendo riferimenti americani del 2016. Potete prendere lo show di Beyoncè a Coachella e vedere come si fa. Gli americani diciamo che sono maestri, ed è vero. Ma è facilissimo fare i maestri in un mondo di asini o, per essere meno offensivi, in un mondo di cinesi che replicano tutto e nemmeno bene
Pace e stocazz*

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