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venerdì, Aprile 16, 2021

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Conferenza Stampa d’apertura del Sanremo 2021: Angosciante e Desolante!

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Per “dovere” professionale ho seguito la conferenza stampa che apre i battenti della nuova edizione del Festival di Sanremo, e qui avrei dovuto scriverne il report, avrei dovuto scrivere quello che si è detto.

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Ma non lo farò. Non posso farlo. Non ci riesco per dignità umana e professionale. Mentre ascoltavo questa conferenza mi ha assalito un’angoscia devastante.

A parte i “soliti noti”, i pochi scelti, sempre quelli (situazione ancora più in evidenza ora che l’emergenza sanitaria rende tutto più cristallino e palese), per la “presenza” in sala durante la conferenza – ma di questo squallore magari ne parleremo in altro momento -, la cosa più desolante è stata ascoltare le domande (e le risposte) di questi “marziani” che sembrano vivere in una dimensione parallela. Parlano di cose che risultavano così distaccate e scollate dalla realtà da farti quasi vergognare di lavorare nel loro stesso settore: la leggerezza dei testi, il glamour degli ospiti, i dischi “che ti porteresti in un’isola deserta”… e tutto questo mentre nei sottopancia delle notizie dei telegiornali scorrono i numeri dei morti di Covid, dei focolai delle varie varianti, dei nuovi contagi, delle nuove zone rosse, dei problemi sull’ approvvigionamento dei vaccini, delle nuove inevitabili chiusure delle scuole, della drammatica situazione socio economica del paese.
 
E si, lo ribadisco… stridente e inverosimile la presenza di questi allegri marziani che parlano delle canzoni che si porterebbero su un’isola deserta, loro che sembrano vivere davvero sull’isola che non c’è, in quella sala Sanremese dove vige il decadente mantra della leggerezza che aiuta, a loro dire, a sopravvivere in un momento drammatico come quello in cui stiamo vivendo.
 
Che ci fosse stato, uno, e dico un solo collega, lì in sala, che avesse rivolto qualche domanda “scomoda” (e come avrebbero potuto loro, i “prescelti”, essere scomodi? Come avrebbero potuto loro in quanto prescelti? Non lo hanno mai fatto neanche in tempi di “pace”, figuriamoci in tempi di “guerra”).
 

Avrei voluto chiedere ai marziani seduti dietro quel tavolo a chi è davvero giovata questa edizione pre-primaverile e pandemica di questo sconclusionato Sanremo!? Ma soprattutto non avrei voluto ascoltare risposte in cui si afferma che questo carrozzone lo hanno messo in piedi per “aiutare” il settore dello spettacolo, perchè tutta questa narrativa è di una disonestà intellettuale senza eguali. Perchè, cari miei marziani, ad una certa la gente si stanca di far finta d’essere scema, la retorica spicciola finisce poi per stancare.
Lo chiamano il “Festival della Rinascita”, ma di chi? Per chi?

Io vedo solo una insormontabile volontà di non rinunciare a milionarie sponsorizzazioni, costi quel che costi, vedo l’egocentrismo e la vanagloria di un mediocre direttore artistico, che già in un momento di NON emergenza aveva le sue grandi criticità in un ruolo come quello che ricopre. Ma soprattutto vedo pochissimo rispetto per un momento storico che richiederebbe un’attenzione più dignitosa e riguardosa.

Il mondo dello spettacolo e della cultura deve essere aiutato, ovviamente, ma in modo serio, con AZIONI, INVESTIMENTI, SOSTEGNI e DECISIONI CONCRETE, non con questa macchietta che oggi si chiama Festival di Sanremo, che toglie (in termini di dignità e di sperpero di denaro) a molti e da a pochissimi.

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