È stato Ghali ad accendere di pace la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano‑Cortina 2026. La sua esibizione è diventata virale, anche grazie alla censura preventiva della Rai e al trattamento riservato da telecronaca e regia nella diretta internazionale, che hanno sollevato gli scudi della solidarietà social di pubblico, giornalisti, cantanti e volti della TV.
.
La cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 ha trasformato San Siro e le Dolomiti in un palcoscenico mondiale, con l’accensione di ben due bracieri olimpici: uno a Milano, all’Arco della Pace, e l’altro in Piazza Dibona a Cortina.
Solo in Italia, la trasmissione su Rai1 ha catturato 9.368.000 spettatori e il 46,21% di share in total audience dalle 20:02 alle 23:30: un italiano su due ha seguito la diretta.
Tra stelle internazionali, la divina dolcezza di Mariah Carey, che ha incantato il pubblico sulle note di Volare, e la terrena intensità di Laura Pausini, che ha personalizzato l’Inno di Mameli con la sua voce temperamentosa, il momento topico è arrivato con Ghali Amdouni, cantante milanese di origini tunisine e figura centrale della scena rap nazionale.
Vestito di bianco, al centro dello stadio San Siro, con una coreografia di ballerini under 20 che formava una colomba umana, Ghali ha cantato Promemoria di Gianni Rodari in italiano, francese e inglese — versi che ci ricordano che “Ci sono cose da non fare mai… per esempio la guerra”.
Tre minuti di poesia pura, di pace e umanità, elevati a fulcro simbolico dell’intera cerimonia. Ma la Rai ha cercato di renderlo invisibile.
Già prima della cerimonia l’artista stesso aveva denunciato che gli era stato negato il permesso di cantare l’Inno d’Italia e che l’uso della lingua araba nella sua esibizione era ritenuto “di troppo”. Poi, durante la diretta, il telecronista Paolo Petrecca, direttore di RaiSport considerato vicino a Fratelli d’Italia, non lo ha mai nominato e la regia lo ha ripreso sempre a distanza, mentre gli altri artisti venivano celebrati in primo piano.
DISSENSO E SOLIDARIETÀ
Le proteste sui social non si sono fatte attendere:
“Indecenti i telecronisti che non nominano Ghali nella sua performance. Fate pena”.
“Non hanno inquadrato Ghali neanche un secondo e in completo playback”.
“Non l’hanno mai inquadrato da vicino… Averci parlato sopra durante l’esibizione è scandaloso”.
Anche giornalisti e intellettuali hanno denunciato l’accaduto.
Lorenzo Tosa: “Quei tre minuti di esibizione di Ghali […] sono stati per distacco il momento culturalmente, artisticamente, emotivamente più alto della serata inaugurale delle Olimpiadi. […] ha ricordato perché è uno dei giovani artisti più colti e credibili che abbiamo e perché la sua presenza lì, ieri, alla serata inaugurale, non era solo artisticamente giustificata ma assolutamente NECESSARIA. Con buona pace dell’intera Telemeloni.”
Andrea Scanzi: “Trattato come un reietto, un appestato colpevole di (voler) parlare di Gaza e di leggere versi oggi assai eversivi […] Allucinante. Che aria pesante che tira”.
Tommaso Montanari: “È da non credere la violenza della censura preventiva scatenata contro la presenza di Ghali […] Ai nostri governanti fa molta più paura dell’Ice, perché – pensate – potrebbe dire una parola su Gaza. […] L’arte e la scienza sono libere e lo è anche l’opinione”.
Myrta Merlino: “Siamo felici che non si sia rifiutato di andare dopo i maldestri tentativi di censurarlo […] imbavagliato preventivamente, evitato alla cerimonia, privato di inquadrature in primo piano. Eppure chiarissimo, con il suo messaggio potente contro l’omologazione. Le Olimpiadi dovrebbero servire anche a questo: rappresentare il mondo per quello che è. Plurale. Diverso. In pace”.
Corrado Augias: “Petrecca è un direttore modesto sfiduciato due volte dalla sua redazione. Mi ha disturbato il fatto che lui abbia detto e ripetuto, da quello che hanno riportato vari giornali, ‘Ho le spalle coperte'”.
E a ribadire il valore dell’esperienza ci ha pensato lo stesso Ghali via social:
“Pace? Armonia? Umanità? Non ho sentito niente di tutto questo ieri sera, ma l’ho sentito attraverso i vostri messaggi. Le persone sono ciò che conta davvero e, in un momento di così tanto odio, vi prego di non giocare il loro gioco e di rispondere sempre come vorremmo che il mondo fosse. ‘Ci sono cose da non fare mai’.”
Il suo post su Instagram ha ricevuto immediata solidarietà da stelle della tv e della musica:
Fiorella Mannoia: “Noi non saremo mai come loro”.
Mietta: “Sei un grande per tutti noi”.
Alexia: “Un momento meraviglioso!!!”.
Neja: “Sei un esempio”.
Rossana Casale: “Grandissimo Ghali”.
Levante: “Amore”.
Amadeus: “Bravo!!”.
E poi, tra i tanti, con reaction di sostegno e apprezzamento a Ghali, anche José Sebastiani, Riccardo Cocciante, Ferzan Ozpeteck, Alessandro Gassman, Paola Cortellesi, Pamela Prati, Jo Squillo, Paola Iezzi, Elena Sofia Ricci, Antonio Maggio, Antonia Nocca, Nicolò Filippucci, Ema Stokholma, Rodrigo Derasmo, Colombre, Pico Cibelli e Gianluca Guido (rispettivamente Presidente e Vicepresidente di Warner Music).
RIVOLUZIONE GENTILE
TeleMeloni ha provato a spegnere la sua voce. E invece gli ha fatto da megafono: tutti parlano di lui. Perché la bellezza non si può oscurare. In un momento storico in cui l’odio delle estreme destre è la lingua dominante, la vera rivoluzione resta rispondere con umanità, dignità e coraggio.
Facebook Comments