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La desaparecidos musicale in RAI

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La sparizione in RAI di “Via de matti numero zero” e di “Riserva Indiana” alias di Stefano Bollani e Stefano Massini, non mi ha stupito più di tanto, anche se gli ascolti dei due unici format musicali rimasti in Rai (a parte il talent The Voice) erano più che buoni.

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Quindi in Rai non conta più nemmeno la logica dell’audience, quanto dell’occupazione degli spazi nei palinsesti favorevoli al governo di turno. Fenomeno che accadeva durante i governi di centro sinistra e a maggior ragione ora, con il governo Meloni, a un anno dalle elezioni. In questo caso non si parla di “editti bulgari” Berlusconiani, anche se Massini è palesemente schierato con l’opposizione, quanto di limitare al massimo, tutto ciò che fa parte della cultura, musica compresa, perché quando il telespettatore comincia a pensare e a farsi delle idee, c’è il rischio che possa svegliarsi e alzarsi dal divano.

A un anno dalle elezioni, il telespettatore ideale, è quello distratto che non vuole cambiare nulla, iper generalista che si diverte coi quiz, e che si è fidelizzato sui soliti volti noti: Bruno Vespa in primis, magari anche solo per 5 minuti.

In questo totale asservimento, risulta persino ovvio che la musica per essere trasmessa in Tv, deve necessariamente essere di puro intrattenimento e inserita in una gara a premi, i testi delle canzoni  devono essere lontani anni luce dall’ attualità o peggio ancora dalla cronaca. Si promuovono canzoni nostalgiche e rassicuranti, senza doppi sensi o metafore socio-politiche. E’ l’Italia canora dei Gabri Ponte e dei Sal Da Vinci dove si fa festa al nazional popolare tra retorica patriottica e tributi al matrimonio tricolore.

In questo contesto che pare piaccia all’opinione pubblica, dato che l’unica forma di protesta si esaurisce in poche ore sui social e non viene nemmeno raccolta dai partiti dell’opposizione perchè parliamoci chiaro, neanche a loro gli frega un fico secco della musica e della cultura, in questo contesto dicevo, aspettarsi il pluralismo culturale in Italia, è come aspettarsi che Vannacci legga Shakespeare e ascolti Tom Waits.

Addirittura, per artisti come Francesco De Gregori e Vasco Rossi, va persino di moda giustificare il non schieramento. La deseparecidos della cultura in Rai è così evidente che l’unico “evento” di sinistra che abbiamo visto in Rai è stata l’incauta e grottesca dichiarazione di Alemanno appena uscito di galera: “In carcere sono quasi tutti di destra”. Frank Zappa, già negli anni Settanta diceva:

“Il Sistema è talmente ignorante e ingenuo che non sa nemmeno accontentare il popolo o al limite ingraziarsi parte dello stesso. Basterebbe concedergli quello che desidera, per tenerlo al guinzaglio”.

Il grande Frank non ne sbagliava una.  Avercene oggi.

 

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