Niente da fare, a Sanremo si calano gli assi da novanta e si ribaltano le consuetudini.
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Così, Masini fa Fedez, ma Fedez non fa Masini, i rapper fanno gli indie, gli indie non fanno nessuno, a meno che Fulminacci non si voglia inserire nella categoria e comunque, quest’ultimo fa Paradiso e Paradiso fa la Signora Cesira, Raf fa Gianni Sperti, Luché il figlio apocrifo di Conti, Maria Antonietta e Colombre fanno i Ricchi e poveri arrangiati da qualcuno che fa Battiato, J ax fa rimpiangere i tempi delle droghe, Dargen fa il villaggio turistico, Samurai Jay fa harakiri a ritmo di reggaeton, quindi sbagliando tempo e luogo, ma tutti, tutti, proprio tutti tuttissimi, hanno fatto le selezioni e non si direbbe.
No, non è vero, Malika ha presentato un buon pezzo, Arisa ha fatto Elsa, Patty Pravo ha fatto sé stessa e l’ha fatta bene, Serena Brancale ha fatto vedere ciò di cui è capace, ma non ho capito se ha fatto Al Bano o Mia Martini, Sal da Vinci continua a fare Gigi d’Alessio rifatto da Gigione, ma spacca, Tredici Pietro fa tredici Pietro e non lo avrei mai detto,
Ma, la serata l’ha vinta, cioè, la più brava di tutti, in questo festival frizzante e ricco di spumeggiante euforia giovanile, è stata la Signora Pratesi.
Perché Sanremo è Sanremo e grazie a Dio, ci sono stati gli ospiti che hanno ribaltato la serata con Can che ha fatto Kabir, la Pausini che ha fatto Carlo Conti, Carlo Conti che ha provato a fare Baudo ma poi si è rassegnato a fare il papero, Ferro che ha imitato sé stesso senza riuscirci fino in fondo e io che ho perso i sensi prima del telegiornale, dimostrando platealmente, che non sono più un ragazzo e ‘ste galoppate non le reggo più come un tempo
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