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sabato, Giugno 12, 2021

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I Negramaro con “Contatto” ridanno dignità al pop – RECENSIONE

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I Negramaro tornano con un nuovo album di inediti, “Contatto”, a distanza di tre anni dal successo del precedente disco “Amore che torni” e con in mezzo la disavventura del chitarrista Lele Spedicato.
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Un’opera attesa quindi, che già dal primo pezzo “Noi resteremo in piedi” e ancora di più con il secondo “Mandiamo via l’inverno” espone un uso abbastanza deciso di sonorità grosse ma morbide in un bilanciamento molto equilibrato tra acustico ed elettronico, segno di una produzione ragionata e matura da parte del tastierista Andrea Mariano.

La voce di Giuliano è sempre il punto di forza, come la sua scrittura, ma in realtà l’intera band dimostra pienamente di essere all’altezza del suo carismatico leader.

Il terzo brano “Non è vero niente” ha un che del Battisti di fine anni ’70, ed annovera la partecipazione di Madama: un bel connubio, un pezzo molto efficace che rassicura i tanti oramai disperati per l’annunciato decesso della canzone cantabile, attrezzata di melodia, strofa, ritornello e arrangiamento.

“Devi solo ballare” è addirittura un ballabile in discoteca, come il titolo suggerisce, molto gradevole e ricco di begli spunti sia compositivi che di esecuzione; ormai siamo al quarto brani e il CD appare buono, sempre frizzante e vario, curato in ogni dettaglio; ragazzi, il “complesso” non si chiama più così, sia chiama band, ma quando è munito di talento, idee, tecnica ed entusiasmo funziona ancora alla grande, in barba alle basi, al computer, al dj, la lagna monocorde e all’autotune.

Continuiamo l’ascolto con “Come se non fosse successo mai niente”, immagini molto evocative nelle parole, adagiate in un’atmosfera scura e metallica un po’ rock anni ’80, tra i Depeche Mode e gli U2, seguita da “E se domani ti portassi al mare”, che inizia con una bella chitarra acustica e prosegue su un percorso molto estivo. Ancora un bel testo su una confezione tale che pare di stare seduti nella veranda di un bar a fine anni ’70, con un juke box in grande spolvero: veramente tutto molto piacevole.

In generale l’uso delle tastiere e dell’elettronica è forte ma non è mai invasivo, ricopre quello spazio che gli compete, di rinforzo e caratterizzazione laddove gli strumenti acustici non arrivano o comunque non sono sufficienti. C’è rispetto per chi compone, chi suona e chi canta, nessuno è ridotto a figurina semovente in coloratura delle prodezze di una macchina malprogrammata. Ancora Battisti fa capolino in “Scegli me”, fresco ed energico pezzo che alterna tante idee e tanti colori, sempre al servizio della riuscita del prodotto e mai in modo autoreferenziale.

La title track “Contatto” è manco a farlo apposta forse il momento musicalmente meno interessante, efficace certo, ma come il momento dei pugni o dell’inseguimento durante un film, ovvero la pur necessaria operazione di raccolta dell’attenzione degli spettatori meno attrezzati.

In compenso i testi non sbagliano mai un colpo: al talento di base si è sommato un grande mestiere, la personalità nell’interpretazione è sempre ad alti livelli, sensibilità e maturità si fronteggiano e si affiancano e nel successivo “Non è mai per sempre” raggiungono risultati veramente notevoli.

Continua a stupire la consapevolezza nell’uso dei suoni, finalmente in un prodotto di pop italiano si risentono dei colori, delle dinamiche, dei cambi di ambientazione. Bravi ragazzacci: come scrisse un grande jazzista e didatta italiano nelle note di copertina di un suo lavoro di tanti anni fa, al riguardo per l’appunto di un musicista pugliese, “al sud si dorme molto meno di quanto si pensi”.

“La cura del tempo” introduce la parte finale del lavoro, brano intimista e riflessivo contrapposto a “La terra di nessuno”, più ossessivo ritmicamente, con un bell’incastro tra batteria e chitarra punteggiato da tastiere di sapore analogico e bassi grossi e imperiosi. Sapore quasi da rock psichedelico in cui Giuliano sa valorizzare le parole veramente come pochi.

Il CD si chiude con un emozionante brano finale e parole veramente importanti; “Dalle mie parti” richiede tanti ascolti, riconcilia positivamente con il mondo del pop italiano, colpevolmente troppo maltrattato e vilipeso negli ultimi anni.

C’è addirittura una significativa parte orchestrale, non pare vero, dopo anni in cui si sono eliminate ignobilmente gli interventi strumentali, le introduzioni, gli assoli.

Grandi Negramaro, finalmente un bel lavoro, che ripaga energicamente della sofferenza patita in quasi tutti gli ascolti del pop italiano degli ultimi anni.

negramaro

Tracklist: “Contatto” – Negramaro

  1. Noi resteremo in piedi (G. Sangiorgi)
  2. Mandiamo via l’inverno (G. Sangiorgi)
  3. Non è vero niente (feat. Madame) (F. Calearo, G. Sangiorgi)
  4. Devi solo ballare (G. Sangiorgi)
  5. Come se non fosse successo mai niente (G. Sangiorgi)
  6. E se domani ti portassi al mare (G. Sangiorgi)
  7. Scegli me (G. Sangiorgi)
  8. Contatto (A. Mariano, G. Sangiorgi)
  9. Non è mai per sempre (G. Sangiorgi)
  10. La cura del tempo (G. Sangiorgi)
  11. La terra di nessuno (G. Sangiorgi)
  12. Dalle mie parti (G. Sangiorgi)

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