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iLivemusic, il concerto del Primo Maggio in tasca. E non solo – INTERVISTA a Lorenzo Pellegrini

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iLivemusic è l’applicazione che connette musicisti e operatori della musica. Hai una band, sei un solista e cerchi un locale e possibilità di esibirti? hai un locale, vuoi organizzare un evento e ti mancano i musicisti? iLivemusic (leggi articolo precedente) viene in aiuto in maniera semplice ed efficace. Attraverso i propri profili, domanda e offerta si incontrano, si organizzano e lavorano. Il tutto gratuitamente ! e non solo: per il concerto del prossimo Primo Maggio, iLivemusic ha lanciato un contest in collaborazione con lo staff della manifestazione e iCompany, per selezionare band e artisti per il palco di piazza san giovanni. Gratuitamente. Non male no?
Che è poi un’idea e un’app Made in Italy lo abbiamo già detto?

Incontro Lorenzo Pellegrini, fondatore di iLivemusic al quale rivolgo alcune domande

Cos’è e chi è rivolta l’app?

Qual è l’essenza e la novità dell’app iLivemusic?

L’innovazione di includere i protagonisti della musica live. E’ un’app che diventa uno strumento di lavoro per musicisti, organizzatori di eventi musicali, ma anche scuole di musica, sale prova. E vorremmo includere presto anche altre tipologie di operatori del mondo della musica. La nostra Vision è quella di diventare un aggregatore di servizi e opportunità, mettere in relazione e contatto le persone, affinché possano collaborare.

In cosa differisce dalle altre applicazioni simili presenti sul mercato?

Innanzitutto un aspetto tecnico, legato al forte studio fatto sulla User Experience (UX). E’ uno strumento facile da utilizzare, e questo era uno dei nostri imperativi. Altro elemento di rilievo è che è stata realizzata “da” Operatori, da persone che svolgono l’attività da tanti anni e conoscono esigenze e dinamiche. Il terzo aspetto, non meno importante, è la nostra capacità di ascolto. In questi mesi abbiamo ricevuto molti suggerimenti dai nostri utenti, alcuni davvero geniali, musicisti, band, dj. Ci siamo concentrati sui bisogni reali, non su quelli presunti. Non è l’ennesimo social per musicisti. Ma una piattaforma di relazioni. 

Musica e Social, come cambiano gli scenari e di conseguenza gli strumenti?

Oramai i Social sono diventati uno strumento  di lavoro, quasi tutti sono obbligati ad avere le proprie estensioni Social. Da una parte può spaventare, ma in realtà attraverso l’innovazione e la facilità d’uso, siamo convinti di poter contribuire anche in questo al cambiamento.

Considerato il gap culturale nell’uso degli strumenti social da parte dei musicisti italiani, qual è stata la risposta a verso la vostra app?

Nel primo periodo post lancio, al di là degli accordi strategici che avevamo fatto con Area Sanremo, MEI, e il contest per la prossima Edizione del Concerto del Primo Maggio, di cui siamo particolarmente orgogliosi e lieti, ci sono stati più di 400 eventi lanciati dagli organizzatori, sia che avessero un locale, sia che fossero contrattazioni più mirate, come ad esempio una band per un matrimonio.

Il lavoro della musica si alimenta anche di tanti piccoli eventi, giusto?

Infatti noi non ci rivolgiamo ai grandi Artisti che hanno le loro agenzie di booking. Il nostro interlocutore primario è quel musicista che ha la passione e vuole farla diventare una professione. Quelli cioè che cercano occasioni per affermarsi come professionisti, che può effettivamente vivere di musica. Può sembrare strano, ma in Europa e altrove, esiste la figura del musicista che campa di musica, e non le solite battute del tipo “che lavoro fai? – Il musicista – Ma no, intendevo di lavoro” che si dicono da noi. Si può campare di musica, ed è bellissimo. La passione rende l’uomo libero e felice.

Hanno risposto di più i musicisti o i Locali di musica live?

Ci aspettavamo di avere una buona risposta da parte dei musicisti, soprattutto quelli giovani e più predisposti a questi strumenti. E ci siamo sorpresi nel vedere come locali anche po’ grandi, con un proprio direttore artistico quindi, hanno reagito molto positivamente. I feedback sono stati molto positivi. Sopratutto per la continua necessità di trovare musicisti e proposte nuove e valide, disponibili e che possano piacere al nostro pubblico. Spesso è difficile scoprirli, perchè sarebbe una ricerca troppo dispersiva ed impegnativa nella rete, e poi conoscere la loro disponibilità. Ad esempio, venerdì prossimo vorrei una band che suoni Reggae, come faccio  a sapere se sono disponibili e come sono?

Ecco che l’app in quanto aggregatore, può unire domanda ed offerta. Nel momento in cui l’organizzatore, sul telefonino iOs o Android (nda: in calce trovate i link per il download), riceve una notifica di disponibilità alla sua richiesta, il gioco è fatto. Apre con un semplice “slide”, atterra sul profilo del musicista, con i suoi eventuali link social e sito web, con tutte le informazioni utili. Oltretutto può anche vedere i follower che un gruppo o un artista ha già, il che è sempre utile.

Il Contest per il Concertone del Primo Maggio

Da quest’anno avete utilizzato la vostra piattaforma anche per il contest del Primo Maggio, in cui band e artisti potevano candidarsi per suonare su questo palco così importante. Com’è nato questo progetto che di fatto apre le porte alla vera musica indipendente, cioè non legata alla discografia nazionale o industriale?

Sì è stata un’iniziativa di Massimo Bonelli di iCompany che è l’organizzatore del Concerto del Primo Maggio. E’ stato aperto di mente, capendo che iLivemusic è uno strumento che apre e scardina un po’ le consuetudini, magari in parte cristallizzate, del nostro mondo musicale. Ci ha dato fiducia, regalando un sogno, in fondo, a molti ragazzi. Perché stiamo parlando di un palco e una manifestazione a livello nazionale e trasmesso dalla Rai, con Artisti come Gianna Nannini, Fatboy Slim, Carmen Consoli, Canova, Nitro, Calibro 35, Dardust feat. Joan Thiele, Frah Quintale, Wrongonyou e Willie Peyote, Max Gazzè con L’Orchestra Filarmonica Marchigiana, Sfera Ebbasta, Cosmo, Francesco Sàrcina e Le Vibrazioni, The Zen Circus, Maria Antonietta, Mirkoeilcane.

Come funziona il vostro Team?

Siamo dislocati tra Milano e Roma. E operiamo per far sì che tutta l’Italia, sia coperta dai nostri servizi. Abbiamo studiato il report di Siae, che fa ogni anno, sull’attività Live in Italia, e stiamo parlando di più di 400.000 eventi di questo tipo. Quindi un bacino di utenza estremamente dinamico e vivo. Abbiamo visto che più della metà hanno luogo in località con meno di 50.000 abitanti. quindi c’è un forte decentramento, non è solo appannaggio dei grossi centri come Roma o Milano. Anche le Pro Loco sono molto attive con manifestazioni musicali. Il tutto in maniera molto trasparente. Lasciando la massima libertà agli organizzatori di scegliere la soluzione più adatta agli scopi delle iniziative.

Quindi contribuisce non solo a rivitalizzare un settore, ma anche a dare un significato più profondo alla condivisione e partecipazione, come nel caso del concerto del Primo Maggio, allargando la rosa dei possibili partecipanti attraverso il suddetto contest.

Assolutamente sì, perchè la vocazione del concerto del Primo Maggio è stata sempre anche quella di scoprire gruppi e artisti da lanciare poi nel panorama musicale. Cosa che è avvenuta con grandi risultati in passato.

In questa ottica nasce anche la collaborazione con l’Officina della  Musica e della Parole di Alberto Salerno?

Sì, anche se l’Officina è più indirizzata agli Autori. E quindi la necessità era più organizzativa. iLivemusic è stato uno strumento che con grande facilità ha permesso di avviare selezioni in maniera molto più fluida ed immediata. Candidarsi tramite l’applicazione adesso è molto più semplice rispetto alle procedure precedenti. L’Officina svolge un servizio di grande valore, ce ne siamo resi conto quando abbiamo partecipato ad una delle sessioni che hanno organizzato.

E’ stato anche emozionante vedere la passione dei Formatori che hanno ascoltato con attenzione e passione i lavori dei candidati selezionati. Ti restituisce un feedback concreto e assolutamente autorevole, immediato, reale da parte di persone che hanno veramente fatto la Storia della Musica italiana. L’esperienza che hanno può essere davvero utile, con suggerimenti basati sulla pratica e non solo sul “mi piace o non mi piace”, tipico invece di chi ascolta passivamente, come si fa sul divano davanti ad un talent.

Ci sono criteri che funzionano basati sulla pratica. Ed essendo totalmente gratuito è un regalo che l’Officina della Musica e delle Parole fa. Ho ascoltato cose che mi hanno affascinato, ed è stato interessante anche vedere le reazioni di questi candidati, dove alcuni capiscono lo spirito costruttivo della critica, altri invece meno, forse perchè troppo legati alla propria visione.

In base ai vostri riscontri, nei ragazzi prevale il narcisismo o l’urgenza artistica?

Questo fa parte del panorama della produzione. Le percentuali son diverse tra quelli che hanno voglia di apparire e quelli che hanno voglia di fare e comunicare. E’ naturale. iLivemusic è solo uno specchio, riflette quello che la realtà offre. Fare il musicista è un lavoro che richiede impegno, sudore, dedizione, determinazione. Ho avuto modo di conoscere storie interessanti, vere, di scoprire ancora tanta passione, magari in artisti che non sempre sono sotto i riflettori della televisione. Ed è molto gratificante.

Progetti per il futuro ed espansione in altri mercati del vostro modello?

La visione nel medio periodo è quella di allargarci ad altri paesi, ma come in tutte le cose non bisogna fare il passo più lungo della gamba. Ora volgiamo consolidarci qui in Italia, facendo numeri interessanti e permettere ai musicisti di potersi esibire. E’ importante costruirsi un credibilità partendo dal basso e non solo con manovre da cervelloni da marketing.

Tutti gli strumenti sono necessari, bisogna capirne le dosi. Essendo basata sui musicisti e gli operatori, sono questi a dare un valore di partenza all’applicazione e al servizio. Il download fine a se stesso serve a poco, se poi l’app non viene usata. Anche i fan che seguono i profili, pur essendo una percentuale ancora piccola, possono contribuire al successo dell’app. E per ora  non sono ancora stati oggetto di approfondimento.

Domanda sul filo del rasoio: come sono i rapporti con la Siae?

Tecnicamente non collaboriamo con la Siae, diciamo che svolge il ruolo di player. Mi rendo conto che oggi la Siae viene percepita come una sorta di tassa. Anche da parte dei musicisti stessi. In realtà non è assolutamente così. Approfondendo la conoscenza, viene fuori che la Siae invece è uno strumento PER i musicisti, non CONTRO. Anzi assolve quasi ad una funzione previdenziale, direi.

Per filosofia, benchè attualmente non collaboriamo ancora con Siae, siamo aperti a tutte le forme di interazione. I dati analitici che abbiamo usato sono pubblici, basta soltanto andarli a consultare.

In ogni caso iLivemusic è un’azienda a tutti gli effetti, e sotto questo modello che è gratuito c’è un piano indistriale di medio e lungo periodo. Per fare in modo che questa sia non una meteora ma una start-up, serve un business plan, servono dei numeri. Condividiamo la filosofia Siae “dalla parte di chi crea” facendolo in un altro modo, fornendo altri mezzi.

Ci piace immaginarci come uno strumento a disposizione dei Musicisti e di quelli che fanno musica live. Ci sono due direzioni in cui la musica sta andando, la prima è la Musica Liquida, cioè lo streaming, che non  rientra nelle nostre competenze, la seconda che sta crescendo costantemente sono gli eventi live. Anche i grandi artisti devono sempre più impegnarsi in questa attività che è diventata fondamentale e sinergica alla Musica liquida.

Potete trovare e scaricare l’applicazione iLivemusic per Android e iOs
Ringraziamenti a Gaetano Petronio per GPC, CarmeloPerroneBags

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