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Vinicio Capossela: “Ballate per uomini e bestie”, un album politico che invita all’incontro di anime – RECENSIONE

A distanza di tre anni dall’ultimo lavoro discografico, Vinicio Capossela rilascia “Ballate per uomini e bestie”, undicesimo lavoro in studio

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Vinicio Capossela
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A distanza di tre anni dall’ultimo lavoro discografico, Vinicio Capossela rilascia “Ballate per uomini e bestie”, undicesimo lavoro in studio.

Si tratta di quattordici tracce che permettono al cantautore di delineare il mondo che ci circonda, evidenziandone le criticità, situazioni drammatiche alle quali – ed è questo l’aspetto più pericoloso – ci si adegua con facilità, e se è vero che chi non è più giovanissimo ha almeno la possibilità di fare esercizio di comparazione con il passato, per il nuovo che avanza esiste solo un presente, a meno che non si abbia la forza e la volontà di analizzare gli insegnamenti che la storia suggerisce.

Il messaggio… i messaggi che Capossela ci invia attraverso le sue riflessioni, il modo in cui vengono confezionati, portano a idealizzare l’autore come il vero esempio di “ritorno al vecchio cantautorato”, ovvero al rinnovamento di un ruolo che ha perso l’identità originaria, diventando nel tempo né meglio né peggio, solo qualcosa di diverso.

Vinicio Capossela, attingendo ad aspetti culturali i più ampi possibili, realizza un album di estrema denuncia, e per disegnare il suo quadro analizza il parallelo tra uomini e bestie, un legame molto forte che, nonostante la divergenza dei percorsi, rimane evidente.

L’osservazione animale risveglia in noi emozioni di tipo ancestrale che si sono mantenute intatte nel processo evolutivo, dalle caverne alle attuali abitazioni, tanto da diventare elemento oggettivo, utilizzato da Capossela per il suo racconto musicale.

L’iter espositivo è incentrato su ballad, meno impegnative rispetto alle canzoni tradizionali, meno rigorose rispetto a metriche e lunghezze temporali ortodosse, solo perché l’obiettivo è la storia che si vuole proporre in modo approfondito, e l’atmosfera al contorno è il mezzo utilizzato.

Vinicio Capossela

L’uomo, Dio, le religioni, le relazioni tra gli esseri viventi, la politica, le donne e gli uomini, la violenza, l’apparire e l’essere, l’arte e la fede… “Ballate per uomini e bestie” è un contenitore enorme pieno di stimoli alla riflessione, di possibili strade da intraprendere… un moltiplicatore di idee che partono da un ventaglio prospettico, diffondendosi a macchia d’olio e provocando reazioni ai possessori di coscienza.

Qualche esempio?

Partiamo dall’iniziale “Uro”, dal primo gesto divino – la creazione dell’uomo – per proseguire  con “Il povero Cristo”, la chiosa che la guerra sia padrona in ogni situazione e in ogni dove, perché in fondo è questa la natura dell’uomo, e l’amore verso il prossimo non risiede nella sua natura profonda; ne “La peste” la dedica è precisa, tutta per Tiziana Cantone, suicida dopo la diffusione dei suoi video privati in rete: etica, morale, degrado e mancanza di educazione; ne “Le Nuove tentazioni di Sant’Antonio” la riflessione è legata a quali fossero un tempo le tentazioni, probabilmente molto simili ad oggi, anche se soddisfatte attraverso strumenti molto diversi; in “Danza macabra” Capossela sottolinea ciò a cui pensiamo ogni volta che partecipiamo ad un’onoranza funebre, sintetizzata nella frase: “Il prete fa la predica, ma non parla del morto”, cioè l’utilizzo del defunto del momento per rafforzare un credo, quello che dovrebbe unire i presenti, ma che passa oltre l’obiettivo contingente; una delle denunce inserite nell’album riguarda la situazione carceraria – “La ballata del carcere di Reading”-, l’arrivo alla redenzione attraverso la comprensione del dolore altrui e la compassione; ne “I musicanti di Brema” si accende la speranza per quelli che, diventati “ultimi”, possono ritrovare dignità e forza attraverso l’unione dei simili.

Tutto questo attraverso trame musicali proposte attraverso arrangiamenti di alto livello, con utilizzo di strumenti della cultura popolare miscelati alla classicità e a sprazzi di elementi tecnologici.

Un disco politico, un insieme di affreschi, di immagini attuali e déjà vu, un contenitore didattico fatto da episodi che occorrerebbe “dare in pasto” a giovani che, quasi sempre, vivono incoscientemente una evidente deriva di cui non comprendono le coordinate base, perché dall’incontro di anime, dallo sviluppo delle relazioni, potrebbero nascere percorsi alternativi, quelli che Vinicio Capossela, in punta di piedi, ci invita a seguire, puntando il dito verso ciò che è palesemente una stortura dei tempi.

Io lo ascolterei!

Vinicio Capossela

TRACKLIST “Ballate per uomini e bestie” – Vinicio Capossela

  1. Uro – (05:05)
  2. Il povero Cristo – (04:49)
  3. La peste – (04:26)
  4. Danza macabra – (04:32)
  5. Il testamento del porco – (05:57)
  6. Ballata del carcere di Reading – (06:26)
  7. Nuove tentazioni di Sant’Antonio – (05:06)
  8. La belle dame sans merci – (05:28)
  9. Perfetta letizia – (05:45)
  10. I musicanti di Brema – (04:28)
  11. Le loup garou – (06:48)
  12. La giraffa di Imola – (05:38)
  13. Di città in città (… e porta l’orso) – (05:38)
  14. La lumaca – (05:53)

Vinicio Capossela

 

 

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