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Per Maryam Tancredi, ultima vincitrice di The Voice of Italy, è ancora tempo di festa –  INTERVISTA

Maryam Tancredi, bocciata a X Factor e ad Amici di Maria De Filippi festeggia la vittoria a The Voice of Italy 2018 con un concerto nel suo paese.

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Maryam Tancredi
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La cantante bocciata a X Factor e ad Amici di Maria De Filippi festeggia la vittoria a The Voice of Italy 2018 con un concerto nel suo paese. Ospiti: I Desideri.

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Nemmeno la drag queen Tekemaya è riuscita a strapparle la preferenza del suo coach Al Bano. E ora, dopo aver trionfato nel talent show di Rai Due con l’inedito “Una buona idea”, è pronta a rientrare negli studi della Universal Music Italia.

Smaltita l’emozione dell’ultima notte di gara, in cui veniva incoronata vincitrice della quinta edizione di The Voice of Italy con quasi il 65% dei televoti, Maryam Tancredi ritorna con i piedi per terra. Precisamente nella sua terra, in quel di Somma Vesuviana, alle porte di Napoli, dove il 16 giugno verrà accolta dai suoi concittadini in Piazza Vittorio Emanuele per una festa-concerto in suo onore sulle note di “Una buona idea”. Tra tappi volanti, firmati Al Bano Carrisi, coriandoli impazziti e fuochi d’artificio, ci saranno anche gli applausi scroscianti dei suoi bulli di paese. Se la storia della ragazza che a soli 12 anni sbaragliava i baby-talenti di Antonella Clerici ha le fattezze di una favola, il “merito” è anche loro.

Con una delle mie interviste ho voluto metterla alla prova, per prepararla alle nuove avversità del destino che si abbatteranno inesorabili su di lei. Questa volta non dovrà sfidare i canoni di bellezza imposti dalla moda, bensì la triste sorte dei vincitori di The Voice che li inchioda all’anonimato. E devo dire che la giovane aspirante cantante ha saputo abilmente schivare i miei colpi bassi, più delle palline di ping pong che si è vista arrivare in faccia a “Scanzonissima”, il musical game show di Gigi e Ross. L’”Al Bano al femminile” – così l’ha definita il suo coach – parla di punto di partenza. La carta d’identità per il Sanremo 2019 di Claudio Baglioni è stata già timbrata e il passaporto per l’Eurovision Song Contest è nel cassetto. Non ha una tunica da suora, né una parrucca come cofana, ma un messaggio importante di cui farsi portavoce e una voce invincibile che la Universal Music potrebbe, sottolineo potrebbe, portare molto lontano.

Maryam Tancredi

INTERVISTA a Maryam Tancredi

Maryam cosa ti ha spinto a partecipare ad un talent show come The Voice of Italy, che non funziona né a livello televisivo né tantomeno a livello discografico? J-Ax lo ha definito come «quel talent in cui cantanti che sperano di realizzare dischi di successo giudicano talenti musicali che i dischi di successo non li faranno mai». E Riccardo Cocciante si è espresso così a riguardo: «Ho avuto molta pena per i ragazzi di The Voice, buttati via, dopo tutti gli sforzi fatti, perché non servivano più. Non l’ho rifatto proprio perché questi interpreti, una volta finito il talent, vengono completamente abbandonati. E rimangono bruciati da quello che hanno fatto». Non hai paura che le convinzioni degli stessi coach possano essere nuovamente confermate?

Quello che mi ha spinto a partecipare a The Voice è la mia voglia di comunicare emozioni attraverso la musica ad un pubblico più vasto, dove l’aspetto fisico non viene messo in primo piano. Per quanto riguarda le dichiarazioni di Ax anche lui è tornato dopo queste ultime, di conseguenza anche lui si è ricreduto. Non ho paura che le convinzioni degli stessi coach possano essere riconfermate perché il mio intento era avere un punto di partenza, non una consacrazione!

Altro amaro disappunto di Cocciante: «Le case discografiche ormai non investono più, all’epoca ci facevano crescere. Il primo disco non era quasi mai un successo. I ragazzi ora sono scoraggiati, si salvano solo entrando a far parte di una moda, facendo canzoni ammiccanti che possono piacere al primissimo momento». E nonostante gli intenti nemmeno questi ultimi inediti di The Voice si sono trasformati in hit passeggere. Secondo te ha senso finalizzare tutto al successo immediato, a discapito della qualità, e nel tuo caso parlare di radiofonicità di “Una buona idea”, sapendo che i passaggi radio si acquistano e che le mode del momento sono l’indie pop e il trap?

So che adesso il trap e l’indie la fanno da padrona nell’ambito musicale, quindi anche artisti di un certo calibro si sono dovuti adattare alle nuove mode. Sappiamo anche però che i grandi hanno saputo tener testa alle nuove incursioni e tendenze musicali, quindi chissà.

Le tue carte vincenti erano evidenti sin da subito: una voce “invincibile” e una storia personale estremamente televisiva. La fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto? Come lo vedi questo escamotage di matrice defilippiana per comunicare ad un determinato pubblico?

Purtroppo questa è la mia vera storia, forse la versione mandata in tv è stata addirittura alleggerita. Ho voluto portare avanti questo messaggio perché ultimamente se ne sentono tantissime di ragazzi e ragazze che si tolgono la vita per questioni del genere e se questo può essere servito ben venga… l’escamotage di matrice defilippiana sarà servito a qualcosa.

Un escamotage moderno di cui sicuramente non hai bisogno è l’Auto-Tune. Quali sono le tue icone musicali e i tuoi studi?

La mia più grande icona musicale è Jessie J, a seguire Jennifer Hudson, Christina Aguilera… come vedi persone che di Auto-Tune non sanno che farsene (Ride, ndr). Studio “Voicecraft” da 7 anni con il mio insegnante Massimiliano Fausto e sono cresciuta con la musica R&B, soul, gospel… anche pop, ma prediligo la black music.

È un caso che i rivali più temibili erano tutti nel tuo team? Michele Monina di Tekemaya ha scritto che «come Suor Cristina, è solo un vestito senza talento dentro». Sei d’accordo?

Nel mio team c’erano grandi professionisti tra cui Tekemaya. Posso scrivere a lettere cubitali che non sono assolutamente d’accordo con il signor Manina… Tekemaya è un fantastico artista anche in veste di Francesco Bovino, nonché una persona eccezionale.

Momento topico del programma televisivo il famoso lancio di chitarra contro i giudici incapaci, per copione o meno, di riconoscere un talento inequivocabile. E per quanto riguarda The Voice è una costante autorale. Saverio Martucci è da definire il Tenco 2.0 in formato talent?

Chi è Saverio Martucci? (Ride, ndr).

Quali sono state le delusioni artistiche più grandi che hanno preceduto la tua ribalta televisiva? E cosa invece ne è seguito e ne seguirà?

Come per tutti i ragazzi che seguono percorsi del genere, le delusioni sono all’ordine del giorno… ci sono e ci saranno sempre. Nonostante i miei 19 anni, avendo iniziato molto presto, ho ricevuto moltissime porte in faccia… ma non le ho vissute come motivo per abbattermi, anzi, mi hanno dato l’incazzatura giusta per poter continuare.

Raccontaci la tua prima volta negli studi della Universal Music Italiana. Ti daranno un minimo di libertà artistica per il tuo album di debutto o sarai l’esecutrice perfetta?

Mi sentivo nel posto giusto!  A breve inizieremo a lavorare, quindi vedremo cosa succederà.

Elhaida Dani e Alice Paba, ex vincitrici di The Voice, hanno provato la carta dell’eurovisione, rispettivamente con l’Eurovision Song Contest e il Festival di Sanremo. Che rappresentano per te queste due storiche manifestazioni musicali, quali le performance storiche che più hai apprezzato e con che brano ti piacerebbe parteciparvi?

Inutile dire che sia Sanremo che l’Eurovision Song Contest siano ambiti da molti… io tra i primi! Di artisti italiani che mi sono piaciuti nel corso di Sanremo potrei farne un elenco, all’Eurovision invece ricordo tra le performance che mi hanno colpito di più quella di Dami Im con il brano “Sound of silence”. Cosa porterei non so… l’importante è iniziare ad arrivarci!

Al Bano, Francesco Renga, Cristina Scabbia, J-Ax: associa ad ognuno degli ultimi coach di The Voice of Italy una qualità, un difetto e una canzone.

Partiamo dai pregi. Cristina una persona fantastica, dolce e simpatica. Ax lo zio che tutti vorrebbero avere. Renga hemmm… bello! Mi limito a questo. E dulcis in fundo Al Bano il mio coach… gentile semplice altruista, ironico, affabile, simpatico… in una parola meraviglioso! Ti dico che per i difetti ci ho pensato a lungo, non per buonismo ma non sono riuscita a trovarne nessuno, sono tutti artisti con la A maiuscola da cui ho solo da imparare. Il brano che associo ad Al Bano non può non essere “È la mia vita” che mi ha accompagnata durante tutto il percorso di The Voice. A Cristina Scabbia ” You love me ‘cause i hate you”. Anche se come genere lei è molto lontana da me mi piacerebbe tanto sperimentare e, perché no, cantarla con lei. A J-Ax “Vorrei ma non posto” perché il mio fratellino di 4 anni la canta sempre. A Renga invece associo “Angelo”, brano che ho sempre amato fin da piccola.

Per gli “Omaggi Stellari” della mia pagina blog Hit Non Hit di Facebook mi piacerebbe sentirti in un omaggio a Claudio Baglioni, per i suoi 50 anni di carriera. Accetti?

Per l’omaggio a Claudio Baglioni accetto volentieri. Sarà una sorpresa ma cercherò di stupirvi.

Maryam Tancredi

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