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Sanremo 2025, i Conti tornano: un’operazione di sintesi

Il ritorno di Carlo Conti alla conduzione e direzione del Festival di Sanremo segna un nuovo corso all’insegna di un’unità musicale che butta via solo i lunghi monologhi e le lunghe digressioni. Rimane il pop contemporaneo che ha ridisegnato il Festival con Amadeus e tornano i cantautori prediletti da Claudio Baglioni. Non una rivoluzione, ma un’operazione di sintesi per un nuovo inizio.

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“Ricordatevi sempre, la musica come la vita si può fare solo in un modo: insieme”. Le parole di Ezio Bosso, risuonate solenni sul palco dell’Ariston, hanno dato il tono alla 75ª edizione del Festival di Sanremo, un richiamo all’unità in un’epoca segnata da conflitti globali e divisioni ideologiche. Le sue parole si sono fuse con le note di Following a bird, brano che, nella sua profondità, evoca l’immagine di un uccello simbolo di resistenza e liberazione. 

Con Bosso, che nel 2016 fu ospite di Carlo Conti, il conduttore ha segnato il suo ritorno al Festival. Il suo “I Conti tornano” non è stata solo una battuta, ma un segno di continuità dopo sette anni di Sanremo contrassegnati dalle impronte di Claudio Baglioni, che ha celebrato il cantautorato, e di Amadeus, che ha personalizzato il Festival con il pop contemporaneo e l’intrattenimento. 

Il nuovo Sanremo 2025 ha visto il conduttore toscano tagliare il nastro d’avvio alle 20:45 di martedì 11 febbraio su Rai 1, prendendo le redini della manifestazione e cercando di unire la tradizione del Festival con le sfide del presente. Una restaurazione che, rispettando il percorso dei suoi predecessori, riafferma il ruolo centrale del Festival nella musica italiana.

Sebbene il bilanciamento tra passato e contemporaneità non sia ancora perfettamente riuscito, sul piano degli ascolti è un trionfo: la prima serata ha registrato 12,6 milioni di telespettatori con il 65,3% di share, superando l’esordio di Amadeus nel 2024. Un sorpasso che segna un nuovo record per il Festival e attesta il forte interesse del pubblico per questa edizione.

Conduzione, senza picchi né strappi 

Carlo Conti ha incarnato la rassicurante solidità di un direttore d’orchestra meticoloso, portando avanti una serata che ha fatto della compostezza il suo punto di forza (e di debolezza). Antonella Clerici, con la sua verve materna da cerimoniera della domenica, ha aggiunto il tocco di familiarità, mentre Gerry Scotti, storico volto di Mediaset, ha rappresentato il cortocircuito televisivo della serata: l’ex avversario di Clerici in prima serata su due fronti opposti (“Io Canto” vs “The Voice”) ora alleato, in un’inquadratura che sa di tregua armata più che di sinergia naturale.

Il risultato? Una conduzione quadrata, senza sbavature, ma priva di guizzi, in perfetto stile Eurovision, dove tutto scorre liscio ma nulla davvero sorprende. Il suo esordio, “I Conti tornano”, ha fatto da sigillo a un ritorno che, nonostante un blackout audio di 20 secondi, lo ha visto calmo e padrone del palco. Senza ironizzare sull’incidente, ha proseguito con la stessa precisione di un orologio, guidando il Festival con ritmo e tranquillità. 

Selezione, fra aggiornamento e coscienza

L’aspetto musicale ha cercato di tenere insieme gli estremi della scena italiana: dai veterani della canzone d’autore ai nuovi volti del pop virale, passando per le incursioni di un’industria che sempre più punta sulla sintesi tra nostalgia e aggiornamento estetico. La scaletta ha visto alternarsi 29 artisti, disegnando un panorama sonoro sicuramente più eterogeneo rispetto alla musica pop-centrica di Amadeus, ma con pochi scossoni. 

A ravvivare la serata, il meraviglioso duetto tra l’israeliana Noa e la palestinese Mira Awad, che hanno riportato al centro del dibattito il tema della pace con una versione intensa di “Imagine” di John Lennon, simbolo pacifista per antonomasia. La performance ha avuto il sapore di un manifesto, più che di un’esibizione: un monito politico in una kermesse che ormai si configura come una vetrina di coscienza collettiva. Questo performance ha creato un trait d’union tra l’omaggio a Ezio Bosso e le parole di Papa Francesco, che ha definito la musica un linguaggio universale capace di unire i popoli.

A spezzare la liturgia del Festival, l’energia travolgente di Jovanotti, che ha rischiato di sembrare una replica di sé stessa, un déjà-vu della sua epopea sanremese di qualche anno fa. Se, da un lato, la sua carica, quasi da showman, ha illuminato il palco, rendendolo quasi ideale per un futuro ruolo da timoniere del Festival, dall’altro, la ballad “Respiri Lenti”, fresca di pubblicazione ma eseguita fuori gara, ha messo in luce la non propensione del cantautore a rimettersi in gioco e a rinnovare il suo percorso artistico.

In un’epoca in cui la musica si consuma rapidamente tra social e piattaforme, Sanremo continua a essere il rito laico per eccellenza, dove il pop diventa narrazione identitaria e lo spettacolo un termometro socioculturale.  

Il Festival ha ancora quattro serate per dimostrare che i Conti tornano davvero. Per ora facciamo i conti con la classifica della serata.

CLASSIFICA SALA STAMPA E PERSONALE 

La prima serata del Festival di Sanremo 2025 ha visto esibirsi tutti i 29 artisti in gara, offrendo una buona varietà di performance e stili musicali. Al termine delle esibizioni, la Sala Stampa ha stilato una classifica provvisoria dei primi cinque artisti, presentata in ordine casuale: Brunori Sas, Giorgia, Lucio Corsi, Simone Cristicchi, Achille Lauro. 

Parallelamente, affianco una selezione personale di cinque artisti che non compaiono nella top five ufficiale, ma che in un modo o nell’altro potrebbero rifarsi durante o dopo il Festival: Joan Thiele, Serena Brancale, Tony Effe, Elodie, Olly. 

Di seguito, l’analisi di ciascuna canzone proposta. 

TOP 5 Ufficiale della Sala Stampa 

Brunori Sas – “L’albero delle noci” 

Dario Brunori, con “L’albero delle noci”, si presenta a Sanremo con una ballata che evoca la tradizione cantautorale italiana, richiamando lo stile di Francesco De Gregori. Il brano, intimo e riflessivo, è una meditazione sulla paternità, un canto d’amore per sua figlia Fiammetta, lontano da ogni cliché retorico. Brunori, calabrese di origine, si distingue per la sua capacità di tessere narrazioni sottili e raffinate, costruendo immagini pregne di significato senza mai forzarle. La sua voce, calda e avvolgente, conferisce al pezzo una qualità che sfida il tempo, una dolcezza ruvida che ne garantisce resistenza.

Giorgia – “La cura per me” 

Giorgia ritorna all’Ariston con un pezzo che sembra cucito addosso alla sua voce, una ballata intensa e raffinata che gioca tra il classico e il moderno. “La cura per me” porta la firma di Blanco e Michelangelo, e l’intento è chiaro: creare una cornice sonora minimale per far risaltare al massimo la sua estensione vocale. Giorgia non ha bisogno di effetti speciali, perché la sua voce è l’effetto speciale. Qui è in stato di grazia, tra giochi melodici e momenti di sospensione perfetti per amplificare l’emozione. Anche se auspica la vittoria di un giovane, è una delle principali candidate alla vittoria.

Lucio Corsi – “Volevo essere un duro” 

Lucio Corsi sembra uscito da un baule di Renato Zero: un folletto glam, un personaggio sospeso tra il cabaret e la canzone d’autore. “Volevo essere un duro” è un brano stralunato, con un testo surreale che gioca tra ironia e disillusione. Musicalmente siamo tra il rock vintage e il pop d’autore, con un piglio teatrale che rende il pezzo vincente. Il cantautore toscano, al suo debutto nazional-popolare, ha un’identità forte e la sua performance lo conferma: carisma, estetica e una scrittura che, pur pregna di riferimenti, trasuda personalità. “Volevo essere un duro / Che non gli importa del futuro / Un robot / Un lottatore di sumo”, canta, contrapponendo il desiderio di essere altro alla consapevolezza di essere semplicemente sé stessi.

Simone Cristicchi – “Quando sarai piccola” 

Simone Cristicchi torna al Festival di Sanremo con un brano che gioca sull’effetto lacrima e punta dritto al trofeo. “Quando sarai piccola” affronta con delicatezza il tema dell’Alzheimer, ispirato dalla sua esperienza personale con la madre Luciana. La canzone, scritta insieme alla compagna Amara, racconta di un figlio che si ritrova a prendersi cura della madre, in un’inversione di ruoli che diventa poesia, tra immagini semplici e struggenti. Cristicchi ha la capacità di trasformare la quotidianità in arte, e lo fa con la sua solita sensibilità teatrale. La costruzione musicale è essenziale, perfetta per esaltare il testo. Commovente senza essere patetico.

Achille Lauro – “Incoscienti giovani” 

Achille Lauro abbandona la provocazione estrema per abbracciare l’eleganza assoluta e il romanticismo sanremese. La sua poetica resta intatta: si parla “di giovani tormentati, cresciuti ai bordi del Raccordo”. Ma Incoscienti giovani” sembra un pezzo uscito direttamente dal Festival di Sanremo degli anni ’80, una ballata che richiama le firme di quell’epoca, con un’interpretazione intensa e misurata. Dopo anni di eccessi, il cantautore romano sceglie di puntare tutto sulla musica e sulla scrittura, dimostrando di saper reggere il palco anche senza travestimenti o gesti teatrali che distolgano l’attenzione dalla canzone. Il brano, con il suo fascino nostalgico e una costruzione armonica classica, sorprende chi si aspettava l’ennesima trasgressione.

TOP 5 Ufficiale Personale

Joan Thiele – “Eco” 

Joan Thiele si presenta con un pezzo che ha il coraggio di osare senza l’ansia di compiacere: “Eco” è un crocevia di echi e contaminazioni, dove Morricone e Mina flirtano con Meg e Amy Winehouse, in un equilibrio perfetto tra sofisticazione e istinto. La scrittura è cesellata, la produzione urban e ricercata di Mace ne esalta ogni sfumatura, mentre la sua voce ipnotica ammalia e incuriosisce l’ascoltatore, avvolgendolo in atmosfere rarefatte che lo guidano attraverso un paesaggio emotivo complesso. Un invito a seguire le proprie convinzioni senza paura, affrontando con coraggio e senza maschere temi come la paura, l’insicurezza e l’autosabotaggio. Un viaggio tra elettronica, world music, soul e trip-hop che non cerca scorciatoie, ma pretende attenzione. Un debutto che non si limita ad arricchire il Festival: lo alza di livello.

Serena Brancale – “Anema e core”

Serena Brancale porta a Sanremo la sensualità della musica mediterranea, fondendo jazz, soul e la tradizione partenopea in un brano che gioca con le contaminazioni. “Anema e core” è una composizione che oscillaa tra modernità e radici, caratterizzata da un’interpretazione magnetica e da un groove che invita al movimento. La sua voce avvolgente, l’uso del dialetto barese, la costruzione musicale raffinata e la sua presenza scenica esuberante ne fanno una delle proposte più interessanti e originali del Festival. Dopo il debutto a Sanremo Giovani dieci anni fa e il successo ottenuto sui social con brani come “Baccalà” e “La Zia”, la cantautrice pugliese consolida la sua identità artistica, portando la sua musica a un livello di sofisticata universalità.

Tony Effe – “Damme ‘na mano” 

Tony Effe abbandona la sua zona di comfort e si cimenta con nuovi linguaggi musicali in “Damme ‘na mano”, un brano che fonde la tradizione messicana con lo spirito verace della canzone romana. Il risultato è un pezzo dal sapore classico, con una melodia accattivante e un arrangiamento ricco di dettagli. Lontano dalle sonorità trap, l’artista romano esplora gli stornelli romani con un omaggio a Gabriella Ferri e arricchisce la proposta con elementi messicani, tra chitarre acustiche e trombe che evocano le atmosfere dei mariachi. Un passo audace che rivela una nuova dimensione artistica, stupendoci con la sua capacità di rinnovarsi senza tradire il suo carisma.

Elodie – “Dimenticarsi alle 7” 

Elodie, o meglio “Elodea”, ritorna al Festival di Sanremo con un brano che intreccia sapientemente elettronica ipnotica e suggestioni rétro. “Dimenticarsi alle 7” sembra una Mina che incontra la techno: eleganza e ritmo, espressività e impatto. Il pezzo punta tutto sul magnetismo della cantante, che come sempre domina la scena con una presenza scenica impeccabile e una voce corposa. Come un’orchidea d’acqua pronta a conquistare il suo habitat sonoro, sfodera una sensualità cesellata da elettronica pulsante e melodie che sanno di hit immediata. Un ritorno che lascia il segno, svelando un’artista sempre più consapevole del suo linguaggio.

Olly – “Balorda nostalgia” 

Olly arriva a Sanremo con “Balorda nostalgia”, una ballata pop fresca e moderna che mescola leggerezza e intensità. Con un ritornello che rimane in testa subito, il brano racconta la parte felice di un amore finito, affrontando la nostalgia in modo originale e riflessivo. La melodia incalzante e l’influenza degli anni ’80 danno al pezzo un appeal immediato, mentre la sua interpretazione carismatica aggiunge naturalezza. Tra le proposte giovani, Olly è sicuramente quella con maggiore potenziale radiofonico, e la sua superballad lo posiziona come uno dei candidati più forti alla vittoria. Un ritorno che non passa inosservato, che promette scintille e lo proietta verso il futuro.

La resa dei Conti

Sanremo 2025 ha offerto una panoramica variegata della musica italiana contemporanea, con artisti che hanno saputo reinterpretare la tradizione e portare nuove influenze sul palco dell’Ariston. Il livello è mediamente accettabile e la competizione aperta, tra emozione, sperimentazione e qualche colpo di scena. 

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HIT NON HIT (dalla musica pop al jazz) – BLOG & PRESS di Ugo Stomeo

NOEMI: FUORI ORA IL SINGOLO E VIDEO “SE T’INNAMORI MUORI”

È fuori ora “Se t’innamori muori” il brano di Noemi in gara alla 75ª edizione del Festival di Sanremo, scritto e composto da Mahmood, Blanco e Michelangelo e prodotto da Michelangelo. Disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali, “Se t’innamori muori” (Columbia Records/Sony Music) è accompagnato dal videoclip.

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Il brano porta alla luce una riflessione sui sacrifici e sulle scelte che si mettono in atto quando si è innamorati, unendola alla dicotomia di Eros e Thanatos e prendendo ispirazione dai concetti letterari di piccola morte e fragilità dell’animo umano di fronte al sentimento. “Se t’innamori muori” affronta il tema del coraggio di abbandonarsi alla persona di cui ci si innamora per vivere le emozioni pienamente e senza strategie. Dal titolo è chiara la sensazione di abbandono all’altro che si prova nell’innamoramento, paragonata a una sorta di morte interiore ma serena, perché l’amore vero e reciproco è più forte di ogni paura e insicurezza. Non si parla solo di relazioni romantiche ma anche di maternità: se t’innamori, muori serenamente anche nell’affetto verso un figlio, massima espressione di amore incondizionato.

NOEMI

Il videoclip, diretto da Federico Mazzarisi e prodotto da Borotalco.tv, ritrae Noemi mentre si muove negli spazi di Villa Zari, immersa in un bianco e nero che avvolge l’atmosfera in una dimensione sospesa e senza tempo. Le stanze vuote in cui cammina si riempiono della potenza graffiante della sua voce, mentre i versi struggenti del brano prendono vita. Con il passare delle scene, la sua pelle si sfoglia lentamente, rivelando la sua vera essenza e incarnando la vulnerabilità e l’autenticità di chi sceglie di amare senza riserve. Il momento più simbolico arriva quando Noemi si lascia cadere in acqua, un gesto che identifica perfettamente il significato del brano: abbandonarsi totalmente all’amore lasciandosi cadere, senza paura né maschere. La regia esalta il viaggio emotivo della protagonista, alternando dettagli intensi e immagini evocative che trasformano la musica in pura visione.

In occasione della prima esibizione, Noemi – il cui styling è curato da Ramona Tabita – ha indossato un abito di Giambattista Valli Haute Couture Nº25 in duchesse di seta bicolore con top drappeggiato e strascico in chiffon di seta.

Nella serata di venerdì 14 febbraio dedicata alle cover, Noemi si esibirà con il brano “Tutto il resto è noia”, di Franco Califano, in duetto con Tony Effe.

Noemi vivrà questa edizione del Festival di Sanremo in una veste inedita, affiancata per la prima volta dalla Gialappa’s Band con cui racconterà e commenterà, entrando per la prima volta nei social di un’artista, la settimana della kermesse. Insieme al duo, noto per l’ironia tagliente e lo stile inconfondibile, Noemi offrirà al pubblico uno sguardo del tutto nuovo sul Festival, raccontandolo dalla prospettiva di una protagonista in gara durante le frenetiche giornate sanremesi, tra contenuti backstage, sguardi inediti e altre sorprese. Un racconto che mescola emozioni, irriverenza e retroscena inaspettati, grazie alla complicità tra la sagacia di Noemi e l’umorismo dissacrante della Gialappa’s. Questa collaborazione esclusiva, che vede l’incontro tra la Gialappa’s Band e un artista in gara, promette di sorprendere e coinvolgere, regalando al pubblico un modo diverso di vivere i momenti sanremesi, tra performance indimenticabili e un tocco di ironia.

noemi

Una volta concluso il Festival di Sanremo, venerdì 28 febbraio 2025 uscirà NOSTALGIA (Columbia Records/Sony Music), il nuovo album di Noemi disponibile in pre-save e in pre-order nei formati CD standard, CD autografato (in esclusiva sullo store Sony Music Italia), vinile LP colorato arancione trasparente e LP arancione trasparente autografato (in esclusiva sullo store Sony Music Italia). A fine anno la cantautrice salirà per la prima volta sul palco del Palazzo dello Sport di Roma con uno show unico il 20 dicembre 2025, non prima di essersi esibita nei teatri italiani in un tour anch’esso prodotto da Friends & Partners.

Con NOSTALGIA, il suo settimo album in studio, Noemi si presenta in una nuova luce, con un progetto che esplora emozioni profonde, intrecciando blues, cantautorato contemporaneo e influenze elettroniche in un mix che spazia tra ballad romantiche e tracce uptempo.

Al centro di tutto il progetto c’è l’emozione da cui prende il titolo l’album; in tutti i brani è sempre presente un rimando al passato, ai ricordi come un legame tra chi si è stati e chi si diventerà. La nostalgia in questo contesto è un sentimento positivo, confortante e coinvolgente; se la malinconia può essere associata a dei toni freddi come il blu, che evocano sensazioni di rimpianto e rimorso, la nostalgia rimanda ai colori caldi, come l’arancione, al calore dei ricordi delle cose belle vissute e delle persone amate.

È guerra tra le ali della fantasia

E i ladri che ci rubano la poesia

La nostalgia se non è dentro te non esiste

E non vorrei che tu pensassi che sono triste

L’artwork della cover, realizzato dal fotografo Niccolò Beretta e che vede Carla Cabras alla cura del progetto grafico, riprende i colori caldi associati alla NOSTALGIA e ne cattura perfettamente l’essenza. Gli occhi della cantautrice sono il suo filtro per vedere il mondo, è una prospettiva molto soggettiva e allo stesso tempo solitaria: da qui la scelta di utilizzare lo scatto che ritrae Noemi mentre corre sulla spiaggia al tramonto in inverno, seguita dal suo cane che corre spensierato. L’atmosfera sospesa del paesaggio marittimo si riflette nel calore dei toni delicati e naturali dell’immagine, rafforzando il legame con il viaggio emotivo alla base del progetto musicale.

L’album rappresenta il frutto di un percorso di ricerca artistica sonora e testuale, in cui la cantautrice ha scritto diversi brani in esso contenuti, collaborando con stimati musicisti e produttori e traendo ispirazione da molteplici influenze musicali. NOSTALGIA è un progetto creativo dinamico e che riecheggia l’evoluzione artistica di Noemi, un universo artistico ricco di sfumature e contaminazioni.

All’interno della tracklist dell’album ci sarà anche “Tutto il resto è noia”, brano di Franco Califano con cui Noemi si esibirà in duetto insieme a Tony Effe nella serata di venerdì 14 febbraio della 75esima edizione del Festival di Sanremo dedicata alle cover. Questa inedita collaborazione che vede i due artisti interpretare il brano del cantautore romano rappresenta anche la prima collaborazione presente all’interno dell’album, che vede anche la presenza di Neffa nella title track “Nostalgia” e il ritorno della fortunata collaborazione con Carl Brave in “Bosco Verticale”.

NOSTALGIA – TRACKLIST

SE T’INNAMORI MUORI

TUTTO IL RESTO È NOIA (FEAT. TONY EFFE)

LA FINE

NOSTALGIA (FEAT. NEFFA)

CENTOMILA NOTTI

LUNA BUGIARDA

NOTTE INUTILE

BOSCO VERTICALE (FEAT. CARL BRAVE)

PAROLACCIA

Sabato 20 dicembre 2025 Noemi si esibirà per la prima volta al Palazzo dello Sport di Roma per una imperdibile data evento, che arriverà dopo una serie di concerti nei teatri italiani in programma in autunno. Il tour nei teatri partirà il 17 novembre dal Teatro Cartiere Carrara di Firenze, per proseguire il 19 novembre al Teatro Concordia di Torino, il 21 novembre al Teatro Dal Verme di Milano, il 26 novembre al Gran Teatro Geox di Padova e il 28 novembre al Teatro Dis_Play di Brescia. A dicembre sarà la volta del centro e sud Italia, con la tappa del 1° dicembre al Teatro Lyrick di Assisi, il 4 dicembre al Teatro Golden di Palermo, il 5 dicembre al Teatro Metropolitan di Catania, il 9 dicembre al Teatro Augusteo di Napoli, l’11 dicembre al Teatro Team di Bari, per concludersi il 15 dicembre al Teatro Duse di Bologna.

noemi

NOEMI – CALENDARIO LIVE 2025

17 novembre 2025 – Firenze, Teatro Cartiere Carrara

19 novembre 2025 – Torino, Teatro Concordia

21 novembre 2025 – Milano, Teatro Dal Verme

26 novembre 2025 – Padova, Gran Teatro Geox

28 novembre 2025 – Brescia, Teatro Dis_Play

1 dicembre 2025 – Assisi, Teatro Lyrick

4 dicembre 2025 – Palermo, Teatro Golden

5 dicembre 2025 – Catania, Teatro Metropolitan

9 dicembre 2025 – Napoli, Teatro Augusteo

11 dicembre 2025 – Bari, Teatro Team

15 dicembre 2025 – Bologna, Teatro Duse

20 dicembre 2025 – Roma, Palazzo dello Sport

LUCIO CORSI: FUORI IL SINGOLO “VOLEVO ESSERE UN DURO”- IL NUOVO ALBUM FUORI A MARZO

È fuori ora “Volevo essere un duro”, il brano di Lucio Corsi in gara per la prima volta alla 75° edizione Festival di Sanremo (11-15 febbraio 2025).  L’omonimo nuovo album “Volevo essere un duro” è in uscita il 21 marzo 2025.

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Disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali, la canzone è accompagnata dal videoclip (ascolta il brano e guarda il video a questo link).
Questa prima esibizione sul palco dell’Ariston arriva dopo l’annuncio dell’omonimo nuovo album “Volevo essere un duro”, in uscita il 21 marzo 2025 e disponibile in pre-save e pre-order a questo link nei formati Vinile e CD.

«”Volevo essere un duro” è un disco che parla d’infanzia, di amicizia e d’amore. È un album di fantasia con i piedi per terra. In questo album ho cercato di trovare il sogno non fuggendo nel cielo ma strisciando sui marciapiedi, passando sotto i tavoli da pranzo o nascondendomi negli armadi. È un disco di ricordi personali mescolati a storie di altra gente. Ci sono molti personaggi in queste canzoni, da Rocco il bullo della scuola media al Re del rave, una sagoma romantica e sgangherata, fino a Francis Delacroix, mio grande amico (forse immaginario, ma non importa)»

lucio corsi

Tracklist:

Tu sei il mattino

Sigarette

Volevo essere un duro

Francis Delacroix

Let There Be Rocko

Il Re del rave

Situazione complicata

Questa vita

Nel cuore della notte

lucio corsi
ph by Simone Biavati

Scritta e composta da Lucio Corsi e Tommaso Ottomano, che hanno curato anche la produzione assieme a Antonio “Cuper” Cupertino, “Volevo essere un duro” parla di quanto il mondo ci vorrebbe infallibili, con la solidità dei sassi e la perfezione dei fiori, senza dirci però che tutti i fiori sono appesi a un filo.
Il videoclip, diretto da Tommaso Ottomano e prodotto da Borotalco.tv, vede l’amichevole partecipazione degli attori e comici toscani Leonardo Pieraccioni e Massimo Ceccherini. Carletto, il bambino protagonista del video, mandato a letto senza cena per una brutta pagella, si ribella alla decisione dei genitori scatenandosi sulle note del brano, con l’aiuto di Lucio e della sua chitarra. La cameretta tappezzata di poster e con lo stereo a palla diventa il regno in cui la canzone si manifesta, per proteggerci dalle aspettative e pressioni degli altri e per ricordarci “quanto è duro il mondo per quelli normali”.

Nella serata di venerdì 14 febbraio dedicata alle cover, Lucio Corsi si esibirà con il brano “Nel blu, dipinto di blu” di Domenico Modugno in duetto con Topo Gigio.

«Anche i topi possono volare. Sono lieto di annunciarvi che al festival di Sanremo nella serata delle cover duetterò con il mio amico Topo Gigio sulle note (e le correnti) di “Nel blu, dipinto di blu” di Domenico Modugno. Topo Gigio mi ha insegnato come non diventare una marionetta, mi ha insegnato come fare a tagliare i fili di chi ti vorrebbe far muovere a suo piacimento. Inoltre Topo Gigio esordì in televisione nel 1959 proprio con la voce di Modugno, in qualche modo è come se incontrasse nuovamente la sua canzone. Volare, Nel blu, dipinto di blu, è la canzone delle canzoni poiché l’elemento della musica è l’aria. L’hanno cantata tutti, da Paul McCartney a Bowie fino a Troisi in “Non ci resta che piangere”. Insomma, penso che un sogno così non ritorni mai più.»

lucio corsi
ph by Simone Biavati

È inoltre stato recentemente annunciato il Club Tour 2025, prodotto da Magellano Concerti, che lo vedrà esibirsi nelle principali città italiane nel mese di aprile.

Questa tournée sarà l’occasione per riabbracciare il cantautore nella dimensione live, a lui cara, ed ascoltare i brani del suo nuovo album. In partenza il 13 aprile 2025 dall’Estragon di Bologna, la tournée proseguirà  il 15 aprile 2025 al Teatro Concordia di Venaria Reale (TO), il 16 aprile 2025 al Teatro Cartiere Carrara di Firenze, il 18 aprile 2025 all’Atlantico di Roma (nuova location), il 23 aprile 2025 alla Casa Della Musica di Napoli, il 28 aprile 2025 all’Hall di Padova e si concluderà il 29 aprile 2025 all’Alcatraz di Milano.
Radio Deejay e Radio Capital sono le radio partner del tour.

In scaletta anche il nuovo singolo “Tu sei il mattino” (Sugar Music) – pubblicato il 12 novembre 2024 -, un ricordo dolce e sognante del primo amore dal punto di vista di chi, ormai cresciuto, si ritrova a pensare al passato con malinconia.
Il videoclip, diretto sempre da Tommaso Ottomano, ha l’intento di distruggere il romanticismo della canzone e vede la partecipazione straordinaria di Carlo Verdone.

LUCIO CORSI CLUB TOUR 2025

13 aprile 2025 – Bologna – Estragon

15 aprile 2025 – Venaria Reale (TO) – Teatro Concordia

16 aprile 2025 – Firenze – Teatro Cartiere Carrara

18 aprile 2025 – Roma – Atlantico (nuova location)

23 aprile 2025 – Napoli – Casa Della Musica

28 aprile 2025 – Padova – Hall

29 aprile 2025 – Milano – Alcatraz

Lucio è fra i protagonisti di “Vita da Carlo – Terza Stagione” la serie televisiva di e con Carlo Verdone, uscita in esclusiva su Paramount+ il 16 novembre 2024 e presentata in anteprima alla 19esima Festa del Cinema di Roma – in cui questo nuovo singolo ha un ruolo molto particolare.

Cantautore toscano, Lucio Corsi riesce a rendere armonioso il rock d’autore e le sonorità folk insieme, trasformando le sue atmosfere surreali in poesia e legando un mondo a tratti grottesco ad una struttura musicalmente ricchissima.

Cosa ne pensa l’Accademia della Crusca dei testi di Sanremo 2025?

Sanremo, l’evento nazionale in cui la musica incontra la moda, il gossip e – perché no? – anche la linguistica. Sì, perché tra concorrenti annunciati e poi ritirati, ospiti, look e inevitabili polemiche, c’è anche chi si è preso la briga di analizzare i testi delle canzoni in gara. E per farlo, chi meglio dell’Accademia della Crusca, custode della nostra amata lingua italiana?

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Anche quest’anno, i linguisti hanno messo sotto la lente d’ingrandimento le parole che risuonano e risuoneranno nei prossimi giorni tra le mura dell’Ariston. A emergere per la qualità del testo è stato Brunori Sas con il brano L’albero delle noci. Pare che l’Accademia ne abbia apprezzato la profondità espressiva e l’uso di immagini poetiche, roba che ormai scarseggia, tanto quanto la punteggiatura su Facebook o nei messaggi WhatsApp.

Sanremo parla come i social (e il mercato ci mette lo zampino)

Il professor Lorenzo Coveri, linguista e membro della Crusca, ha notato come i testi sanremesi siano sempre più figli del parlato e dell’immediatezza dei social. Insomma, meno “paroloni” e più frasi da didascalia Instagram. La tendenza è chiara: linguaggio semplice, informale e senza eccessi stilistici perché il mercato musicale vuole canzoni che si capiscano subito e si canticchino senza troppi sforzi. (Tradotto: se il pubblico deve googlare il significato di una parola, hai già perso.)

Brunori Sas, per nostra fortuna, ha deciso di seguire la sua elegante cifra stilistica proponendo una canzone che parla di identità e radici familiari con un linguaggio che unisce raffinatezza e accessibilità. Secondo Coveri, il cantautore calabrese porta avanti la grande tradizione del cantautorato italiano, dimostrando che si può ancora scrivere bene e piacere al pubblico.

Il dialetto, un evergreen sanremese

Un altro punto interessante dell’analisi della Crusca è l’uso del dialetto. Tony Effe, Rocco Hunt e Serena Brancale hanno fatto ampio uso di espressioni dialettali, con il napoletano che si conferma tra le varietà linguistiche più amate della musica italiana. Peccato che il sound anglo-partenopeo di Pino Daniele resti un miraggio. E’ stato comunque bello scoprire che Serena Brancale, con Anema e Core, abbia voluto omaggiare il grande artista a dieci anni dalla sua scomparsa.

Gli altri “premiati” dell’Accademia

Oltre a Brunori Sas, hanno ricevuto una menzione d’onore anche:

  • Lucio Corsi con Volevo Essere Un Duro, che ha portato un testo originale (finalmente!);
  • Willie Peyote con Grazie Ma No Grazie, che con la sua solita ironia ha fatto quello che pochi osano fare a Sanremo: parlare di temi sociali senza annoiare;
  • Bresh con La Tana del Granchio, che ha utilizzato parole mai sentite prima sul palco dell’Ariston, dimostrando che il vocabolario italiano è ancora vivo (nonostante tutto).

Sanremo: il festival della canzone (e delle parole che resistono all’estinzione)

L’analisi della Crusca conferma che Sanremo rimane un luogo di sperimentazione linguistica, dove la tradizione e le nuove tendenze si mescolano. Certo, la lingua italiana non se la passa benissimo: tra analfabetismo funzionale e anglicismi, il rischio è che presto alcune parole finiscano in via d’estinzione. Ma finché avremo una manciata di canzoni che ci fanno riflettere e artisti che osano, c’è speranza.

A proposito di parole, Wired ha chiesto a un’intelligenza artificiale di analizzare le più usate nei testi di Sanremo 2025 ed ecco il risultato:

La parola regina è “non” (248 occorrenze), seguita da “come” (87) e “più” (80). Per trovare il primo sostantivo bisogna scendere alla sesta posizione. Indovinate quale?: “amore” (46 volte), a ribadire il più grande cliché della canzone italiana.

Almeno stavolta, mi sembra che nessuno abbia cercato di rifilarci “cuore” in rima con “amore”. Ed è già una piccola rivoluzione.

Sanremo 2025: terza conferenza stampa – Presenti Damiano David, Margioglio, Balti e Frassica

Dalla Sala Stampa Ariston Roof si è tenuta oggi la consueta conferenza stampa per presentare la seconda serata della 75° edizione del Festival di Sanremo.

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Argomento principale della conferenza sono ovviamente i dati d’ascolto della prima serata della kermesse (leggi nostro articolo). Carlo Conti sigla un risultato storico, la prima serata del Festival di Sanremo 2025 registra il 65,3% di share con 12 milioni 600 mila spettatori (Total Audience) e supera di poco lo share della prima puntata dell’edizione 2024 di Amadeus. Un dato importante che sottolinea la direzione che la musica attuale sta prendendo è la fascia di età che oggi segue il festival ovvero il 76% dai 4 ai 14 anni, l’83% dai 15 ai 24 anni e il 70% dai 25 ai 34 anni. 

Il banco schiera tutti, da Claudio Fasulo a Marcello Ciannamea ma soprattutto i co-conduttori della serata come la modella, oggi influencer e motivatrice, Bianca Balti, accolta da un grande applauso, in completo mocha-mousse e bandana, emozionatissima e fiera del posto che occuperà in questa serata. Con lei anche Nino Frassica e l’immancabile Cristiano Malgioglio che ha ricordato la grande Giuni Russo.

Questa sera largo ai Giovani, meglio noti come “Emergenti” anche perchè, diciamolo, hanno dei brani anche migliori di molti Big in gara. Questa sera avremo la prima gara prima di decretare il vincitore assoluto. Si comincia con le sfide a due che si disputano tra i quattro finalisti emersi dalle serate condotte da Alessandro Cattelan, mentre il primo classificato sarà incoronato domani sera, al termine della terza serata.

Claudio Fasulo ricorda della straordinaria performance che ha visto Jovanotti (leggi nostro articolo) esibirsi in un medley dei suoi brani più famosi, tra cui “L’ombelico del mondo”, accompagnato da 140 musicisti di Rockin’1000, creando un’esplosione di energia che ha trasportato la platea in un viaggio musicale potente e coinvolgente. Tornando ai giovani di questa sera, Fasulo ha ricordato che quest’anno il metodo di voto sarà maggiormente meritocratico per gli artisti e che tutti e 4 i finalisti avranno un’occasione promozionale unica, ovvero un tour in Nord America, organizzato dal ministero degli affari esteri della Rai, che vedrà tappe importanti come Montreal, Toronto, Miami, New York e Chicago.

Le sfide degli emergenti vedranno schierati per primi Alex Wyse e Vale Lp e Lil Jolie dall’altra, seguiti da Maria Tomba che sfiderà Settembre. 

Gli Ospiti della serata saranno Damiano David (Arrivato a sorpresa in sala stampa), il Cast di Follemente, il Cast di Champagne, il Cast di Belcanto.
Sul Suzuki Stage avremo il concerto di Big Mama

Di seguito alcuni interventi interessanti della Conferenza

Damiano: Sanremo è stata la cosa più grande che ho fatto

Damiano David irrompe in conferenza stampa all’Ariston. Lo ha presentato Carlo Conti. “Faremo un omaggio a Dalla – ha detto – che nella musica italiana per me è sempre stato uno dei più grandi riferimenti. Ho pensato che siccome è un palco speciale, vorrei omaggiare un cantautore speciale. Insieme a me ci sarà un altro artista speciale”.

“Salgo sul palco con la stessa sensazione, Sanremo è stata la cosa più grande che ho fatto che ci ha aperto le porte del mondo. Ora la responsabilità è più grande perchè  col mio vengo con il progetto da solista. Sono cresciuto come uomo e come artista” ha raccontato Damiano David che questa sera sarà ospite della seconda serata del festival di Sanremo. “Su questo palco con la band abbiamo fatto cose incredibili, qui possono succedere magie impensabili per me”. “Il tour annunciato sta andando molto bene e stiamo ancora preparandolo col palco ma non ancora alla scaletta perchè sono pigro e decido all’ultimo, ora stiamo uscendo con un nuovo singolo” ha detto Damiano annunciando i nuovi progetti su cui sta lavorando.

Balti, Sanremo mi è piaciuto, anche se mi sono addormentata

“Mia madre è una super fan di Sanremo, non è venuta perché non si è sentita molto bene, ma tutti gli anni viene, cerca i personaggi famosi per farsi i selfie, ciao mamma”, dice Bianca Balti, che a Sanremo è stata già ospite di Fabio Fazio nel 2013. “Ho guardato il festival, mi è piaciuto tantissimo – racconta in sala stampa -. Sono una superfan di Carlo, gli mandavo i messaggini”. Il suo sogno, racconta, “è sempre stato fare la cantante”. Poi confessa: “Mi sono addormentata prima delle ultime due canzoni, normalmente vado a dormire alle 9, ho fatto davvero uno sforzo”, sorride. Le chiedono se abbia sentito Eleonora Giorgi, impegnata nella battaglia contro un tumore al pancreas: “Non mi sono sentita con lei, ma succede di avvicinarti a chi vive la stessa esperienza. Sono in contatto con tante donne che si sono operate nel mio giorno, che stanno facendo la chemio nello stesso periodo, è bellissimo darsi forza l’una con l’altra. per questo dico che voglio trasmettere la mia voglia di vita”, aggiunge Balti. “Non ho ricevuto nessuna critica da chi sta vivendo la mia situazione, chi la sta vivendo vuole questo e cerca di vivere questo. Se avete il contatto di Eleonora Giorgi datemelo, la sentirò”.
“Quando ho deciso di partecipare al festival ho spiegato: non vengo a fare la malata di cancro, sono una professionista. Sono venuta in qualità di top model a indossare i miei vestiti, a fare competizione con Cristiano (Malgioglio, ndr), ma non perché non voglio raccontare il dolore, purtroppo ovunque ci giriamo vediamo il dolore. Voglio essere stasera una celebrazione della vita, lo voglio vivere così. E anche quando mi viene un po’ di ansiettina, mi dico: sei venuta per divertirti. Potevo stare a letto e piangermi addosso e invece no: parleremo dei miei dolori in un’altra sede”. Lo dice Bianca Balti in sala stampa all’Ariston.

Conti, messaggio Papa da riascoltare per riflettere

“Credo che si debba riascoltare e pensare a quello che ha detto il Papa”. Così Carlo Conti in conferenza stampa in vista della seconda serata del Festival di Sanremo. “Di solito siamo abituati ad ascoltare i messaggi per due – ha aggiunto – stavolta sarebbe da fare diviso due, parola per parola e rifletterci su”.

Conti, black out audio durante diretta? Sarà stato Elon Musk

“In studio si sentiva benissimo l’audio. Sarà stato un problema di satelliti. Elon Musk! Sarà stato Elon Musk”. Scherza così il direttore artistico del Festival Carlo Conti, in conferenza stampa all’Ariston, a chi chiede del problema tecnico che per una ventina di secondi, in avvio di serata, ha interrotto l’audio durante la diretta. A chiarire le ragioni dell’inconveniente è stato il vicedirettore del Prime Time Claudio Fasulo che ha spiegato che “il black out audio di 23 secondi è stato dovuto ad un guasto ad un processore audio alla messa in onda di Roma”.

Carlo Conti, video del Papa arrivato il primo febbraio

“Il video del Papa è arrivato il primo febbraio”. Lo afferma Carlo Conti, in conferenza stampa, rispondendo indirettamente all’indiscrezione della messa in onda, ieri sera al festival di Sanremo, di un video registrato precedentemente. “Ho scritto al Santo Padre il 12 gennaio. Dopo qualche giorno, sabato 1 febbraio, mi è arrivato questo video. Non lo sapeva nessuno”, ha aggiunto il direttore artistico del Festival di Sanremo.

Conti ha spiegato che a fine maggio, dopo aver partecipato alla Giornata Mondiale dei Bambini, il Papa in udienza privata si era detto disponibile a ricambiare. “Non lo sapeva nessuno, ho mantenuto il segreto. Ho mandato in regia il video alle 19-19.30. In scaletta non c’era niente. È stata una grandissima gioia per me, vale ogni possibile soddisfazione per gli ascolti”.

Malgioglio: ho chiesto a Conti lasciarmi libero, così do il meglio

“Ho chiesto a Carlo Conti di lasciarmi libero. Non voglio sapere niente di scalette, di come devo muovermi, che cosa devo fare… Do il meglio di me se vengo lasciato libero”. Così Cristiano Malgioglio, co-conduttore questa sera al Festival di Sanremo.

“Sono sinceramente un po’ emozionato perché il palco di Sanremo mette sempre molta soggezione. Spero di fare del mio meglio. Mi chiedono come mi vestirò, e dopo 50 anni di carriera, la cosa mi spaventa. Ho cinque capi….”

Impressioni sulla prima serata di Sanremo 2025

Ieri sera c’è stata la prima serata della 75esima edizione del Festival di Sanremo e sul palco è successo di tutto, tra artisti, ospiti, co-conduttori, tamburi e Papa.

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Ma su tutte le canzoni hanno fatto il vero show. Di seguito alcune riflessioni.

Alla fine, l’impressione che mi aveva lasciato la lettura del testo di Cristicchi si è confermata. Testo ben scritto, con ottimi spunti e argomento delicato e emotivamente forte, ma un po’ troppo studiato. Non mi arriva e non mi è arrivato nemmeno ieri sera. Vedrò più avanti. Per ora, malgrado le buone intenzioni (che non metto in discussione), non lo trovo intenso come vorrebbe

Tra le cose che non riesco a capire e probabilmente, non capirò mai, c’è l’esagerata benevolenza per ogni cosa che fa Lucio Corsi e l’esagerata malevolenza nei confronti di tutto ciò che fa Brunori. Eppure, entrambi sono derivativi e scopiazzano qua e là dagli anni settanta. Evidentemente ci sono copie e copie che io non so distinguere.

Giorgia è Giorgia e malgrado faccia di tutto per farsi dimenticare, compreso cantare canzoni non eccelse, canta benissimo e per questo motivo, in un contesto di belati, fa la differenza.

I giovani appaiono vecchi, i vecchi giovani.

Ranieri si perdona tutto ma non la vecchiaia, per cui anche una buona canzone come quella che ha proposto quest’anno, per il pubblico non porta che vecchiezza. E questo, malgrado l’intero festival profumi di vecchio e già sentito.

Il rap sembra già passato di moda, oppure è solo Carlo Conti che non l’ha voluto e quindi ha costretto discografici e artisti a riciclarsi in qualcosa che non sono. Ma tanto, non erano granché nemmeno nel mondo che più li rappresenta, per cui pari e patta.

Le quote rosa appaiono, sfolgorano, cantano, a volte stonano, o quantomeno, non volano e poi passano. Elodie porta un brano ascoltabile, forse buono, ma mi riservo di ascoltarlo di nuovo, rifacendosi al passato (non al suo, a quello della musica italiana).

Il passato… È lui il protagonista del festival e questo, credo che voglia dire qualcosa.
Si aspettano sviluppi

Sanremo2025: Scaletta della seconda serata – Ordine di uscita artisti e ospiti

Sanremo 2025 si avvia verso la seconda serata. Bianca Balti, Cristiano Malgioglio e Nino Frassica saranno i co-conduttori e Damiano David il superospite. Di seguito la scaletta di mercoledì 12 febbraio, i cantanti, gli ospiti, i co-conduttori e tutto quello che c’è da sapere

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La scaletta della seconda serata di Sanremo 2025, in onda questa sera 12 febbraio in prima serata su Rai 1, prevede l’esibizione di 15 cantanti.

Ad affiancare il conduttore Carlo Conti, in qualità di co-conduttori, ci saranno Bianca Balti, Cristiano Malgioglio e Nino Frassica.

Ordine ingresso artisti della seconda serata

Rocco Hunt
Elodie
Lucio Corsi
The Kolors
Serena Bancale
Fedez
Francesca Michielin
Simone Cristicchi
Marcella Bella
Bresh
Achille Lauro
Giorgia
Rkomi
Rose Villain
Willie Peyote

Durante la serata si svolgerà anche la prima parte della gara delle Nuove proposte. A salire sul palco saranno:

Alex Wyse con «Rockstar»
Maria Tomba con «Goodbye (voglio good vibes)»
Settembre con «Vertebre»
Vale LP e Lil Jolie con «Dimmi tu quando sei pronto per fare l’amore».

Le due canzoni più votate accederanno alla terza serata.

 

Seconda serata: chi vota

Nella seconda serata di Sanremo 2025 ci sarà il televoto, che peserà per il 50% sul voto complessivo, e il voto della giuria delle radio, che peserà ovviamente per il restante 50%. Al termine delle votazioni sarà stilata una classifica provvisoria e verranno annunciate le prime cinque posizioni in ordine casuale.

Per le Nuove proposte invece si opterà per tutte e tre le giurie: televoto (34%), giuria della sala stampa, tv e web (33%), giuria delle radio (33%).

Seconda serata: ospiti

Ospiti della seconda serata di Sanremo 2025 saranno Damiano David e la campionessa del pattinaggio sul ghiaccio Carolina Kostner, testimonial per i Giochi Olimpici Milano Cortina 2026, che racconterà la partenza della fiaccola.

Ospiti della serata anche il cast del film «Follemente» (Edoardo Leo, Pilar Fogliati, Emanuela Fanelli, Maria Chiara Giannetta, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Marco Giallini, Maurizio Lastrico, Rocco Papaleo e Claudio Santamaria) e di due fiction Rai: «Belcanto», in arrivo da lunedì 24 su Rai 1 (con Vittoria Puccini, Carmine Recano e Giacomo Giorgio), e «Champagne – Peppino di Capri» in onda su Rai 1 il 24 marzo, con il piccolo Alessandro Gervasi, 6 anni (interpreta il cantante caprese da bambino) e Francesco Del Gaudio (Peppino di Capri da grande).

Protagonista del collegamento con il palco di piazza Colombo sarà BigMama.

Seconda serata: a che ora finisce

La seconda serata di Sanremo 2025 comincerà dopo PrimaFestival, alle 20.40 circa, e si finirà verso l’1.05.

Al termine della serata tornerà in diretta dal Glass Box il DopoFestival condotto da Alessandro Cattelan, con Selvaggia Lucarelli e Anna Dello Russo.

 

Sanremo 2025: il ciclone Jovanotti sul palco dell’Ariston

Jovanotti la furia, il ciclone, si è abbattuto ieri sera sulla città di Sanremo che ogni anno si trasforma per una settimana “nell’ombelico d’Italia”. E lui inizia a trascinare spettatori e abitanti ancora prima di entrare nel teatro Ariston.

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Forse dovrebbe essere un sesto classificato, nella prima serata del Festival di Sanremo, quanto meno per l’energia che ha portato sul palco, improvvisamente “invecchiato” sotto i suoi salti, un vortice di passione e positività che Lorenzo Jovanotti a portato come una furia. Un ciclone iniziato appena fuori l’uscio del teatro, illuminando di suoni, colori e energia le vie della cittadina ligure, contagiata dalla musica e non solo.

jovanotti

E gli occhi, sono tutti su di lui anche da casa, in televisione: probabilmente il ricordo, del calvario passato dall’artista per più di un anno, dopo l’incidente in bicicletta (e le operazioni sbagliate) che avevano fatto temere per lui il peggio, non poter più saltare sui palchi di tutta Italia, e rimanere immobilizzato. Ma la sua forza, raccontata a suon di post sui social, unendosi alla comunità dei suoi followersin questo caso diventati sostegno psicologico e nutrimento continuo, forza di Lorenzo con l’energia, che in fondo ha trascinato anche sé stesso fuori dalla malattia.

jovanotti

Una serata, quella di ieri sera a Sanremo, dal ritmo serratissimo ha regalato al pubblico anche la sua travolgente performance: per le strade, al porto, sui balconi, i tamburi dei Rockin’1000 accompagnano sulle note dell’Ombelico del Mondo l’artista, che si abbatte come un ciclone sul festival, entra in teatro accompagnato da 10 ballerini di Bollywood, poi con Il più grande spettacolo dopo il Big Bang si lascia abbracciare dal pubblico.

Tutto d’oro vestito, canta un medley su I love you baby, Fuorionda, A te. Racconta l’emozione del “corpo nuovo” dopo l’incidente di Santo Domingo e l’operazione (“sono un po’ bionico, titanico e anche un po’ fotonico e soprattutto felice di essere qua”), poi legge un testo di Fausto Bolelli sulla bellezza di essere imperfettamente se stessi.

jovanotti

Sul palco, lo affianca Gianmarco Tamberi, il campione olimpico di salto in alto, che dopo i mesi “molto duri” di Parigi ha deciso di rimettersi in gioco.

In fondo, come lui, Jova, che dice: “Sanremo è una festa della musica, e la musica prima di essere industria, classifica, competizione, è una passione che ci lega e unisce il paese”.

Il Papa alla prima serata del festival di Sanremo 2025: cosa ha detto Francesco

Grande sorpresa ieri sera all’apertura della 75esima edizione del Festival di Sanremo: Papa Francesco ha mandato un messaggio video emozionante.

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Carlo Conti inizia la kermesse con un incredibile fuoriprogramma che resterà nella storia della tv, la presenza in video del Papa con un videomessaggio parlando della musica “come strumento di pace”, lingua universale che “può aiutare la convivenza dei popoli”.

Il tutto è successo quando sul palco sono salite l’israeliana Noa e la palestinese Mira Awad, pronte a cantare insieme Imagine di John Lennon. Prima dell’esibizione però Carlo Conti prende la parola e annuncia: “Con la speranza che questo inno arrivasse in tutto il mondo, ho voluto mettere al corrente una persona che è nel cuore di tutti noi, che grida a tutto il mondo per chiedere la pace”. Quindi viene mandato in onda il messaggio del Papa.

Ecco cosa ha detto il Santo Padre: 

Carissimo Carlo, ho ancora nel cuore il ricordo della Giornata Mondiale dei Bambini, lo scorso maggio, tu eri con noi con il calore umano che ti contraddistingue, in quel bellissimo momento allo Stadio Olimpico con i bambini di tutto il mondo. Sai, la musica è bellezza, la musica è strumento di pace. È una lingua che tutti i popoli, in diversi modi, parlano e raggiunge il cuore di tutti. La musica può aiutare la convivenza dei popoli. Penso, in questo momento, a mia mamma che mi raccontava e mi spiegava alcuni brani di opere liriche facendomi conoscere il senso di armonia e i messaggi che la musica può donare. Pensando al tuo invito penso direttamente a tanti bambini che non possono cantare, non possono cantare la vita, e piangono e soffrono per le tante ingiustizie del mondo, per le tante guerre, le situazioni di conflitto. Le guerre distruggono i bambini. Non dimentichiamo mai che la guerra è sempre una sconfitta. Questo è quello che desidero di più, vedere chi si è odiato stringersi la mano, abbracciarsi e dire con la vita, la musica e il canto: la pace è possibile! Oggi tu lo stai facendo e lo stai facendo dire attraverso la musica. Cercate di vivere delle belle serate e rivolgo un saluto a tutti coloro che sono collegati, specialmente le persone che soffrono, e a tutti voi, e che la buona musica possa raggiungere il cuore di tutti. Sai, la musica può aprire il cuore all’armonia, alla gioia dello stare insieme, con un linguaggio comune e di comprensione facendoci impegnare per un mondo più giusto e fraterno. Grazie“.

Il messaggio che papa Francesco ha voluto inviare al Festival di Sanremo è per tutta la Rai un motivo di grandissima riconoscenza. Sono parole che nobilitano il ruolo del Servizio Pubblico e la sua funzione di  promuovere i valori di una cultura di pace e di dialogo, da condividere e rendere universali. Grazie, Sua Santità, per aver voluto donare al Festival un momento di profonda riflessionesi legge in un commento dei vertici Rai.

 

Sanremo 2025: ascolti tv della prima serata da record

Ieri sera c’è stata la prima serata della 75esima edizione del Festival di Sanremo, condotta da Carlo Conti e da due co-conduttori d’eccezione, Antonella Clerici e Gerry Scotti. Gli ascolti della prima serata sono stati da record.

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Durante la serata è successo di tutto. La sorpresa di questo Festival è stata l’intervento del Pontefice con i suo appello: “Musica come strumento di pace”. Oltre alle esibizioni di tutti gli artisti in gara, protagonisti Jovanotti, con il suo ‘show diffuso’, e Gianmarco Tamberi. Noa e Mira Awad, israeliana e palestinese uniscono le loro voci in ‘Imagine’
cantata in arabo, ebraico e inglese.

La classifica provvisoria della prima serata è stata: Brunori Sars, Giorgia, Lucio Corsi, Simone Cristicchi, Achille Lauro. E’ il gruppo dei 5 prescelti dalla Giuria della sala stampa del web.

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Sanremo debutta con 12,6 milioni e il 65.3% di share

Sono stati 12 milioni 600mila,pari al 65.3% di share, i telespettatori – stando alla media di total audience – che hanno seguito la prima puntata del festival di Sanremo di Carlo Conti, che ha visto l’intervento in videomessaggio di papa Francesco.

Nel dettaglio, la prima parte dalle 21:15 alle 23:26 è stata vista da 16.199.000 spettatori (15.075.000 nel 2024) con il 63,7% di share (64,3% nel 2024).

La seconda parte, dalle 23:30 all’1:20, è stata seguita da 8.322.000 spettatori (6.527.000 nel 2024), con uno share del 69,3% (66,9% nel 2024).

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Gli ascolti della prima serata dal 2010 ad oggi

  • Sanremo 2010 (Clerici): 10.718.000 spettatori (45,29%);
  • Sanremo 2011 (Morandi): 11.992.000 spettatori (46,32%);
  • Sanremo 2012 (Morandi): 12.764.000 spettatori (49,69%);
  • Sanremo 2013 (Fazio): 12.969.000 spettatori (48,20%);
  • Sanremo 2014 (Fazio): 10.938.000 spettatori (45,93%);
  • Sanremo 2015 (Conti): 11.767.000 spettatori (49,34%);
  • Sanremo 2016 (Conti): 11.134.000 spettatori (49,48%);
  • Sanremo 2017 (Conti): 11.374.000 spettatori (50,37%);
  • Sanremo 2018 (Baglioni): 11.603.000 spettatori (52,1%);
  • Sanremo 2019 (Baglioni): 10.086.000 spettatori (49,5%);
  • Sanremo 2020 (Amadeus): 10.058.000 spettatori (52,2%);
  • Sanremo 2021 (Amadeus): 8.363.000 spettatori (46,6%);
  • Sanremo 2022 (Amadeus): 10.911.000 spettatori (54,7%);
  • Sanremo 2023 (Amadeus): 10.700.000 spettatori (62,4%);
  • Sanremo 2024 (Amadeus): 10.561.000 spettatori (65,1%);
  • Sanremo 2025 (Conti): 12.600.000 spettatori (65,3%).

I 1000 giurati degli adolescenti votano Olly

Al termine della prima serata del Festival di Sanremo le canzoni più belle secondo la Giuria degli Adolescenti, coordinata per il settimo anno consecutivo da Radioimmaginaria (la radio degli adolescenti) sono nell’ordine Olly (18% dei voti), Giorgia (9%) e Simone Cristicchi (8%).

Secondo gli adolescenti “l’outfit più figo” é stato quello di Elodie (13%) seguita Noemi (12%) e Irama (11%). L’esibizione più “trash” a parere dei mille giovani giurati spetta, invece, ai Coma_Cose (29%) con alle spalle Tony Effe (13%) e Marcella Bella (9%).

Ogni sera i giurati i 1000 tra 11 e 22 anni di ogni regione italiana votano attraverso una piattaforma online esprimendosi su outfitesibizione più trash e canzone preferita. L’ultima sera del Festival verrà comunicato il vincitore della Giuria degli Adolescenti secondo i ragazzi.

INIZIA LA NUOVA EDIZIONE DI SANREMO – TUTTO SUL FESTIVAL IN TV, RADIO, SOCIAL E SULLE PIATTAFORME

Ventinove canzoni in gara alla 75esima edizione del Festival di Sanremo, giovani voci e artisti con decenni di carriera e di successi, tutti sul palco del tempio della musica italiana: il Teatro Ariston.

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«Un Festival con una conduzione corale e all’insegna dell’amicizia: questo è il Sanremo che ho immaginato. Una conduzione corale fatta con divertimento e leggerezza. Mi piace ricordare una frase che sul palco dell’Ariston disse Ezio Bosso prima della sua esibizione del 2016: ‘La musica, come la vita, si fa insieme’».

Così Carlo Conti racconta la 75esima edizione del Festival della Canzone Italiana che, con la regia di Maurizio Pagnussat, sarà in onda da martedì 11 a sabato 15 febbraio su Rai 1, Rai Radio2, RaiPlay e Rai 4K, al numero 210 di Tvsat.

Conti torna alla guida della kermesse scegliendo di farsi accompagnare da 12 co-conduttori: nella prima serata ad affiancare il direttore artistico saranno Antonella Clerici e Gerry Scotti, nella seconda Bianca Balti, Nino Frassica e Cristiano Malgioglio, nella terza Katia Follesa, Elettra Lamborghini e Miriam Leone, nella quarta serata Geppi Cucciari e Mahmood e infine nella quinta ed ultima con Carlo Conti saliranno sul palco Alessandro Cattelan, conduttore del Dopofestival, e Alessia Marcuzzi.

Cuore della manifestazione, la musica e i cantanti in gara: Achille Lauro, Serena Brancale, Bresh, Brunori SAS, Clara, Coma_Cose, Lucio Corsi, Simone Cristicchi, Elodie, Fedez, Francesco Gabbani, Gaia, Giorgia, Irama, Marcella Bella, Francesca Michielin, Modà, Noemi, Olly, Massimo Ranieri, Rkomi, Rocco Hunt, Rose Villain, Sarah Toscano, Shablo feat. Gue, Joshua e Tormento, Joan Thiele, The Kolors, Tony Effe, Willie Peyote.

Anche quest’anno la quarta serata sarà dedicata alle cover, con i 29 Big che interpreteranno ognuno una canzone scelta in accordo con il Direttore Artistico e con Rai.

Sanremo sarà anche un momento importante per i 4 artisti selezionati attraverso Sanremo Giovani 2024, che parteciperanno nella sezione Nuove proposte con la canzone che gli ha assicurato un posto all’Ariston: Alex Wyse, Maria Tomba, Settembre, Vale LP e Lil Jolie. Il vincitore della sezione Nuove proposte sarà decretato nella terza serata del festival.

Tutti i cantanti saranno accompagnati dall’Orchestra del Festival, composta come sempre da musicisti professionisti in parte scelti dalla Rai e in parte messi a disposizione dalla Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo, e dai vocalist.

 Gli ospiti.
Non mancheranno gli artisti e i personaggi del mondo dello spettacolo che verranno a salutare il pubblico sanremese. Nella prima serata a portare un messaggio di pace ci saranno le cantanti Noa, israeliana, e Mira Awad, palestinese, che proporranno una loro versione di “Imagine” di John Lennon. Sempre nella serata inaugurale del festival, arriverà tutta l’energia di Jovanotti e poi nella seconda il frontman dei Maneskin Damiano David. Ancora nella seconda serata, ospite il cast di “Follemente”, la nuova commedia di Paolo Genovese: Edoardo Leo, Pilar Fogliati, Emanuela Fanelli, Maria Chiara Giannetta, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Marco Giallini, Maurizio Lastrico, Rocco Papaleo e Claudio Santamaria. Giovedì, poi, un grande ritorno: dopo 40 anni i Duran Duran saliranno sul palco dell’Ariston.

Ci sarà anche un momento per omaggiare cantanti che hanno lasciato il segno nella musica italiana: Iva Zanicchi e Antonello Venditti che riceveranno il premio alla carriera.

Fino a sabato 15 febbraio, Bianca Guaccero e Gabriele Corsi, conducono la striscia quotidiana dalla glass box situata proprio davanti al Teatro Ariston nel “PrimaFestival” che torna per la sua nona edizione su Rai 1, per accompagnare il pubblico verso la 75ª edizione del Festival di Sanremo con un mix unico di spettacolo e intrattenimento. Ad affiancarli in esterna, la giovane Mariasole Pollio, pronta a raccontare il Festival con uno sguardo innovativo e vivace e tanta energia. Ma c’è di più: la comicità pungente e moderna de “I Sansoni” – il duo siciliano formato da Fabrizio e Federico – promette risate con pillole ironiche sui retroscena del Festival.

Il “Dopofestival – Tutti guardano Sanremo” sarà condotto da Alessandro Cattelan affiancato da Selvaggia Lucarelli e Anna Dello Russo sempre nel Glass Box.
Un commento a caldo di ogni serata con i giornalisti, i cantanti come ospiti, la musica live degli Street Clerks e i migliori e più divertenti contenuti trovati sui social con gli hashtag ufficiali del Festival.

E torna anche il pronostico giocoso “SbancaSanremo” Rai Radio 2, la radio ufficiale del Festival 2025, avrà tre luoghi chiave per far entrare gli ascoltatori nel vivo della manifestazione: il Box in piazza Borea d’Olmo, il negozio OVS in via Matteotti e la Blue Room direttamente nel backstage dell’Ariston, per esclusive interviste con i cantanti e per cogliere tutte le emozioni sul momento, in presa diretta.

Dall’11 al 15 febbraio tutte le prime serate di Sanremo 2025 in onda su Rai1 saranno in diretta su RaiPlay, anche in formato 4K, e le clip di tutte le canzoni e dei momenti più emozionanti sul palco dell’Ariston saranno pubblicate in tempo reale su RaiPlay.

Il pubblico di RaiPlay potrà anche seguire in diretta, o rivedere in formato clip, le interviste ai cantanti e gli ospiti realizzate da Ema Stokholma e Gino Castaldo nello studio della Visual Radio di Rai Radio2 nel backstage del Teatro Ariston.

Per creare un filo diretto con i telespettatori, RaiPlay dall’11 al 15 febbraio alle 17.00 proporrà il format original “Conversazione – Sanremo Edition”: il pubblico potrà telefonare per parlare con i protagonisti della kermesse e conoscere tutte le curiosità del Festival.

Anche RaiPlay Sound seguirà il Festival: le cinque serate e le interviste a caldo di Gino Castaldo ed Ema Stokholma saranno disponibili in diretta su Radio2, mentre on demand saranno disponibili le clip con le canzoni, gli ospiti e i monologhi.

In piattaforma anche le puntate speciali dei programmi di Radio Rai e il nuovo programma di Rai Radio2 “Sanremo è sempre più blues”. Tanti i contenuti extra sulla storia del Festival: “Sanremo Story”, il podcast “Molto rumore per Sanremo” e “Radio Sanremo – Non solo brutte”.

Sanremo 75 sarà raccontato in modo corale immersivo anche dai social
Gli account ufficiali del Festival (X, Facebook, Instagram, TikTok e il canale broadcast di RaiPlay su WhatsApp), gli account social di Rai1 e RaiPlay, di Rai Radio2, Rai Ufficiale, Ufficio Stampa Rai, RaiPlay Sound, RaiNews e Rai Accessibilità faranno gioco di squadra per diffondere i contenuti legati alla manifestazione tutti targati #Sanremo2025. La musica unisce oltre le barriere e Sanremo rinnova il suo impegno ad essere veramente inclusivo. Rai Pubblica Utilità, oltre alla sottotitolazione, l’audiodescrizione e la traduzione LIS su RaiPlay, realizzerà le strisce quotidiane “Sanremo Accessibile 2025 il giorno dopo… dietro le quinte tra interviste e curiosità” e “Sanremo 2025 il giorno dopo… dettagli e curiosità”.

I palchi.
Come ormai da tradizione, il festival moltiplica i suoi palchi e con essi la possibilità di ascoltare musica, coinvolgendo la città. In piazza Colombo il Suzuki Stage avrà come protagonisti: martedì 11 Raf, mercoledì 12 Big Mama, giovedì 13 Ermal Meta, venerdì 14 Benji & Fede e sabato 15 Tedua. Già sabato 8 febbraio sul palco, con la guida dei conduttori Jody Cecchetto e Mattia Stanga, si esibiranno i giovani artisti di Area Sanremo e gli Urban Theory. Non mancherà anche il palco galleggiante sulla grande nave da crociera Costa Toscana. A bordo un gruppo dance-rock italiano di livello internazionale: i Planet Funk, che suoneranno nella serata finale per renderla ancora di più una vera festa.

VASCO LIVE DUEMILAVENTICINQUE CONFERMATA BIBIONE PER ANTEPRIMA VASCO LIVE 2025

Confermata BIBIONE per le anteprime di VASCO LIVE 2025: 26/05 soundcheck per il fanclub e 27/05 data zero aperta al pubblico, con biglietti in vendita sugli abituali circuiti

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Per il secondo anno, le due date di anteprima concerto si svolgeranno allo stadio Comunale di Bibione:

Lunedì 26 maggio la data soundcheck dedicata a Il Blasco Fan Club

Martedì 27 maggio la data zero aperta al pubblico

Sale, intanto, la “febbre da scaletta” con i video spoiler, pubblicati sui suoi social, che lo ritraggono in sala di incisione con Vince Pastano, e tra una battuta, un accenno di canzoni decisamente riconoscibili e nuovi arrangiamenti, i due lasciano intendere che ci saranno delle belle sorprese nella set list che verrà.

Prima tra tutte: “L’intro c’è. È a posto. È una canzone molto molto interessante, che sarà molto significativa anche per questo periodo storico”.

Con le sue anticipazioni in “esclusiva mondiale”, Vasco accresce la curiosità e stimola a proiettarsi a questa prossima primavera.

E poi vola a Los Angeles, dove può svolgere in totale libertà i suoi allenamenti in alta quota. È il suo primo step di preparazione, prima del lungo tour che quest’anno lo vedrà girare tutta l’Italia dei grandi stadi, da nord a sud, isola compresa, la Sicilia.

Come sempre sarà Vasco Rossi a inaugurare la stagione dei grandi concerti all’aperto, dal 31 maggio da Torino. Tutte doppie date e tutte SOLD OUT da un anno:

  • 31 Maggio e 01 Giugno – TORINO – Stadio Olimpico

  • 05 e 06 Giugno – FIRENZE – Visarno Arena

  • 11 e 12 Giugno – BOLOGNA – Stadio Dall’Ara

  • 16 e 17 Giugno – NAPOLI – Stadio Diego Armando Maradona

  • 21 e 22 Giugno – MESSINA – Stadio San Filippo

  • 27 e 28 Giugno – ROMA – Stadio Olimpico

DAL 7 MARZO DISPONIBILE IL FILM DOCUMENTO

VASCO LIVE MILANO SANSIRO

In attesa del nuovo tour i fan potranno rivivere le emozioni dei 7 mitici Eventi, del 2024 a Sansiro, nel docufilm “VASCO LIVE MILANO SANSIRO. Un cofanetto esclusivo conterrà 2CD2DVD e il Bluray del docufilm. Disponibili anche il BOX con 4LP in edizione limitata e numerata, e il doppio CD con tutte le canzoni dei concerti.

biglietti per la data zero di Bibione del 27 maggio saranno disponibili in anteprima per il Blasco Fan Club dalle ore 12:00 del 12 febbraio 2025 su vascolive.vivaticket.it.

Gli utenti iscritti a My Live Nation avranno accesso ai biglietti dalle ore 12:00 del 13 febbraio 2025 su www.livenation.it.

L’apertura VENDITA GENERALE partirà dalle ore 12:00 del 14 febbraio 2025 su www.vivaticket.com – www.ticketone.it – www.ticketmaster.it.

SANREMO 2025: SECONDA CONFERENZA STAMPA CON UN CONTI COMMOSSO PENSANDO ALLA MAMMA

Emozioni forti oggi a Sanremo in conferenza: Carlo Conti scoppia a piangere rispondendo a una domanda sul rapporto genitori figli.  

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Conti parla del figlio Matteo (“a lui bisogna dare ali e radici“) ma ricordando la mamma dice: 
Io sono stato cresciuto solo da lei perché mio babbo è scomparso che avevo 18 mesi. Mi ha cresciuto lei, la tavola era sempre apparecchiata per due, tutte le sere, anche se doveva fare mille lavori. Forse anche per questo ho così tanto rispetto delle donne“.

Carlo Conti, mentre diceva queste parole, era davvero in lacrime. Emozionato accanto a lui anche Alessandro Cattelan mentre Bianca Guaccero, in conferenza dal Palafiori, era commossa esattamente come Carlo Conti e come molte persone nelle due sale stampa.

sanremo

Una conferenza intensa iniziata con la presenza del Sindaco di Sanremo Alessandro Mager; Fabrizio Casinelli, Direttore Ufficio Stampa Rai; Marcello Ciannamea, Direttore Intrattenimento Prime Time; Claudio Fasulo, Vicedirettore Intrattenimento Prime Time; Simona Sala di RadioRai, Carlo Conti, Direttore Artistico, Elena Capparelli di Raiplay

Si parla del successo mediatico dell’Eni Live Carpet con la sfilata degli artisti che hanno calcato la passerella con i loro outfit. Il Dottor Ciannamea ringrazia il DayTime, delle Testate Rai del TG1/TG2/TG3 che accompagnano questo festival  anche con Rai Radio2 al quale viene data la parola:

Interviene Simona Sala direttrice di Radio 2: 

Tra le novità di spicco di quest’anno Tommaso Labate e Brenda Lodigiani che con Radio2 ci regaleranno sorprese con imitazioni e sketch. Il nostro format “Sanremo è sempre più blues” e la trasmissione di Serena Bortone con i conduttori direttori di Vanity Fair  e Tv Sorrisi e Canzoni”.

Elena Capparelli di Raiplay ci rende noto due dati importanti:

Siamo dentro Sanremo da un po, già da 3 mesi, 600000 utenti con 2 milioni di views, 1700 contenuti già pubblicati con 210 milioni di visualizzazioni. Il nostro impegno è legato all’app, collegabile e visibile da tutto il mondo, sia per la diretta per le clip singole, manderemo l’offerta legata a Radio 2 con i Day Time, le conferenze rese disponibili con tutte le Clip. E poi ci tengo a segnalare una novità che abbiamo chiamato “Stonati a Sanremo” con 40 adolescenti senza pass che raccontano il festival dall’esterno”.

Il super ospite della prima serata del festival è Jovanotti con una performance travolgente, oltre che Noa e Mira Awad che canteranno insieme Imagine di John Lennon.


Stasera inizia anche il DopoFestival, condotto da Alessandro Cattelan, che dovrebbe iniziare (solo per stasera) all’una e trenta circa, o poco più tardi, mentre nella seconda e terza serata l’orario di partenza è fissato all’una e un quarto.

Alessandro Cattelan in sala stampa ha dichiarato “Sarà un momento di decompressione e cazzeggio. Mi voglio ispirare ai DopoFestival degli Elii, dei Galappi e di Nicola Savino. Con me ci saranno Selvaggia Lucarelli e Anna Lorusso, che giudicherà gli outifit dei cantanti”

Sanremo 2025: scaletta della prima serata – Tutto sulla serata

Mancano poche ore all’inizio della 75ma edizione del Festival di Sanremo che si terrà come sempre al Teatro Ariston sotto la conduzione di Carlo Conti. Come sempre la Kermesse andrà in onda su Rai Uno in prima serata (e in simulcast su Radio 2 e RaiPlay).

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Ci saranno 29 artisti in gara con 29 canzoni inedite. Ai 29 big in gara, si sono aggiunti infatti i quattro giovani artisti della categoria “Nuove Proposte”, usciti vincintori del contest Rai condotto da Carlo Conti e Alessandro Cattelan: Alex Wyse, Settembre, Maria Tomba, Vale Lp e Lil Jolie.

Ricordiamo i big in gara:

Achille Lauro con il brano “Incoscienti giovani”, Bresh con “La tana del granchio”, Brunori Sas con il titolo “L’albero delle noci”, Clara con “Febbre”, Coma Cose con “Cuoricini”, Elodie con “Dimenticarsi alle 7”, Fedez con “Battito”, Francesca Michielin con “Fango in Paradiso”, Francesco Gabbani con “Viva la vita”, Gaia con “”Chiamo io chiami tu”. E ancora: Giorgia con “ La cura per me”, Irama con “Lentamente”, Joan Thiele con “Eco”, Lucio Corsi con “Volevo essere duro”, Marcella Bella con “Pelle diamante”, Massimo Ranieri con “Tra le mani un cuore”, Modà con “Non ti dimentico”, Noemi con “Se t’innamori muori”, Olly con “Balorda nostalgia”,  Rkomi con “Il ritmo delle cose”, Rocco Hunt con “Mille volte ancora”, Rose Villain con “Fuorilegge”, Sarah Toscano con “Amarcord”, Serena Brancale con il brano “Anema e Core”, Shablo feat, Guè, Joshua e Tormento con il titolo “La mia parola”, Simone Cristicchi con “Quando sarai piccola”. The Kolors “Tu con chi fai l’amore”, Tony Effe con “Damme ‘na mano” e infine Willie Peyote “Grazie ma no grazie”.

Nella prima serata  si esibiranno tutti i cantanti in gara.

Cosa accadrà durante la Prima Serata (martedì 11 febbraio 2025)

Carlo Conti sarà affiancato nella co-conduzione da Antonella Clerici e Gerry Scotti.

SuperospiteLorenzo Jovanotti.
Ascolteremo per la prima volta tutti i 29 brani dei Big in gara: le canzoni saranno votate dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web. Una volta stilata la classifica saranno comunicate le prime 5 posizioni, senza ordine di piazzamento.

Tra gli ospiti Noa, l’artista israeliana torna al Festival di Sanremo a 30 anni esatti dalla sua prima partecipazione per duettare con la cantante palestinese Mira Awad sulle note di “Imagine” di John Lennon.
In serata, on stage in piazza ColomboRaf.

sanremo

 

Sanremo 2025: Cosa accadrà al Teatro Ariston serata per serata

Questa sera inizierà il Festival di Sanremo numero 75, in onda dall’11 al 15 febbraio 2025 in diretta – in prima serata – su Rai1, RaiPlay (anche in versione LIS – Lingua Italiana dei Segni – e in formato 4K) e Radio2.

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Ieri è stata presentata la kermesse nella conferenza stampa inaugurale dai suoi protagonisti. A rispondere alle domande dei cronisti, oltre a Carlo Conti, Antonella Clerici e Gerry Scotti, co-conduttori della prima serata.

Questo quanto detto, in sunto, dai tre conduttori della serata di apertura del 75° Festival di Sanremo.  

Carlo Conti: «Inizierò la prima serata con un brano del Maestro Ezio Bosso, rielaborato dall’orchestra dell’Ariston, e con alcune sue parole che hanno ispirato la mia direzione artistica. Lui disse: ‘La musica, come la vita, si fa in un solo mondo: insieme’. Per questo ho deciso di cambiare ogni sera compagni di viaggio e i primi due sono Antonella Clerici e Gerry Scotti»

Antonella Clerici: «È stata una gioia quando Carlo Conti mi ha comunicato del Festival di Sanremo. Me l’ha detto tardi e non me l’aspettavo assolutamente. Quando ci eravamo visti avevamo accuratamente evitato l’argomento Festival. Poi a gennaio mi ha chiamato e mi ha detto: ‘Devi dirmi di sì sulla fiducia’ e io gli ho detto di sì», ha rivelato ai giornalisti Antonella Clerici. «Ieri abbiamo un po’ provato sul palco e ci siamo davvero divertiti tantissimo. Speriamo di farlo anche domani – ha aggiunto – se riusciamo a comunicare il senso dell’amicizia e dello stare sul palco sarebbe una cosa molto carina». Con Gerry Scotti, altro co-conduttore della prima serata, «non dobbiamo dimostrare nulla» la responsabilità, ha scherzato, «è di Carlo».

Gerry Scotti: Se la Clerici è la donna che ha condotto più edizioni, «Io sono l’uomo che ha presentato meno festival», ha ironizzato Gerry Scotti. «Con questa mia presenza, quindi, dovuta all’amicizia con Carlo, metto fine alla domanda che quasi tutti voi, o all’inizio o alla fine di un’intervista, mi avete fatto: ‘ma quando farai Sanremo?’ Ecco, segnatevi la data, 11 febbraio 2025, così questa domanda va in archivio». Emozionato, Scotti ha commentato così questa nuova esperienza: «È una bella emozione, un bel regalo che mi avete fatto, lo apprezzo tantissimo. Sono stato accolto dal gruppo di lavoro, ma anche dalle maestranze, dagli amici dell’Ariston, dalla dirigenza Rai con grande affetto».

Ecco cosa accadrà al Teatro Ariston (e non solo), serata per serata.

Prima Serata (martedì 11 febbraio 2025)

Carlo Conti sarà affiancato nella co-conduzione da Antonella Clerici e Gerry Scotti.

SuperospiteLorenzo Jovanotti.
Ascolteremo per la prima volta tutti i 29 brani dei Big in gara: le canzoni saranno votate dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web. Una volta stilata la classifica saranno comunicate le prime 5 posizioni, senza ordine di piazzamento.

Tra gli ospiti Noa, l’artista israeliana torna al Festival di Sanremo a 30 anni esatti dalla sua prima partecipazione per duettare con la cantante palestinese Mira Awad sulle note di “Imagine” di John Lennon.
In serata, on stage in piazza ColomboRaf.

Seconda Serata (mercoledì 12 febbraio 2025): SEMIFINALI NUOVE PROPOSTE

Co-conduttori, al fianco di Carlo Conti, Bianca Balti, Cristiano Malgioglio e Nino Frassica.
Superospite: Damiano David.

Aprirà la serata la gara tra le 4 Nuove Proposte che avverrà tramite due sfide dirette. A votare saranno il pubblico attraverso il Televoto (34%), la Giuria della Sala Stampa, Tv e Web (33%) e la Giuria delle Radio (33%) determinando così i 2 artisti finalisti di categoria.

Riascolteremo, poi, la metà dei Big in gara. A votare le canzoni saranno il pubblico attraverso il Televoto e la Giuria delle Radio, ciascuno con un peso pari al 50%. Una volta stilata la classifica saranno comunicate le prime 5 posizioni – considerando le preferenze espresse in serata – , senza ordine di piazzamento.

Tra gli ospiti Edoardo Leo, Pilar Fogliati, Emanuela Fanelli, Maria Chiara Giannetta, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Marco Giallini, Maurizio Lastrico, Rocco Papaleo e Claudio Santamaria, protagonisti di “Follemente”, la nuova commedia di Paolo Genovese.

Nella stessa sera, sul palco allestito in piazza Colombo si esibirà Big Mama.

Terza Serata (giovedì 13 febbraio 2025): FINALE NUOVE PROPOSTE

Carlo Conti co-condurrà assieme a Miriam Leone, Elettra Lamborghini e Katia Follesa.
Superospiti Duran Duran.

Riascolteremo l’altra metà dei Big in gara. A votare le canzoni saranno il pubblico attraverso il Televoto e la Giuria delle Radio, ciascuno con un peso pari al 50%. Una volta stilata la classifica saranno comunicate le prime 5 posizioni – considerando le preferenze espresse in serata – , senza ordine di piazzamento.

In coda alla serata, la finale di categoria per le Nuove Proposte: le esibizioni dei due artisti finalisti saranno giudicate dal pubblico attraverso il Televoto (34%), dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web (33%) e dalla Giuria delle Radio (33%). Il più votato verrà proclamato vincitore della categoria Nuove Proposte.

Iva Zanicchi, che torna all’Ariston a 60 anni dal suo debutto, riceverà il premio alla carriera. La cantante è l’artista donna ad aver vinto il maggior numero di edizioni, ben 3. Ospiti anche gli esponenti del Teatro Patologico.

In serata, on stage in piazza ColomboErmal Meta.

Quarta Serata (venerdì 14 febbraio 2025): COVER e DUETTI
Durante la serata, in cui a co-condurre con Carlo Conti saranno Mahmood e Geppi Cucciari, vedremo ciascuno dei 29 Campioni in gara interpretare – insieme ai loro ospiti oppure, altra novità per questa edizione, in coppia tra loro – una “Cover” scelta tra le canzoni del repertorio italiano e internazionale e pubblicate entro il 31 dicembre scorso. A esprimere le proprie preferenze saranno tutte e tre le giurie, Televoto, Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e Giuria delle Radio con un peso percentuale rispettivamente del 34%, 33% e 33%. I tre sistemi di votazione daranno luogo a una “classifica di serata”: la performance posizionatasi al primo posto sarà proclamata vincitrice della “Serata delle Cover”.

Tra gli ospiti Edoardo Bove, 22enne calciatore della Fiorentina vittima di un malore in campo avuto il primo dicembre scorso durante la partita contro l’Inter in seguito al quale ha dovuto subire un intervento al cuore, e Paolo Kessisoglu che con la figlia adolescente dedicherà un momento di riflessione ai giovani che si chiudono in loro stessi.
Nella stessa sera, sul palco allestito in piazza Colombo si esibiranno Benji & Fede.

Quinta Serata – Serata Finale (sabato 15 febbraio 2025): FINALE
Per la finale Carlo Conti ha scelto di avere al suo fianco come co-conduttori Alessia Marcuzzi e Alessandro Cattelan.
Durante la serata ascolteremo nuovamente tutti e 29 i brani dei Big in gara. Le esibizioni saranno votate da tutte e tre le giurie con un peso percentuale che vede rispettivamente il Televoto al 34%, la Giuria della Sala Stampa, Tv e Web al 33% e la Giuria delle Radio al 33%.

Il risultato di questa sessione di voto sarà sommato a quelli ottenuti nelle prime tre serate così da determinare una media percentuale delle votazioni e stilare una classifica, le cui prime 5 posizioni verranno comunicate senza ordine di piazzamento. Le canzoni elette da questa “Top Five” verranno riproposte e ri-votate con le stesse modalità impiegate a inizio serata. Il risultato di questa nuova votazione sarà sommato al risultato complessivo delle precedenti votazioni (Prima Serata, Seconda e Terza Serata, Quinta Serata), al fine di determinare una nuova media percentuale delle votazioni e la relativa classifica finale riferita alle prime 5 posizioni. L’artista e il brano che si piazzeranno al primo posto vinceranno la 75ᵃ edizione del Festival della Canzone Italiana.
Antonello Venditti riceverà il premio alla carriera.
Questa sera in piazza Colombo si esibirà Tedua. Si animerà anche un terzo palco, quello “galleggiante”, allestito a bordo della nave ormeggiata al largo di Sanremo: on stage i Planet Funk.

PATTI SMITH: “HORSES 50TH ANNIVERSARY” IL TOUR PER I 50 ANNI DI “HORSES” – IN ITALIA UNA SOLA DATA

A cinquant’anni dall’uscita di Horses, Patti Smith celebra la longevità e l’influenza delle canzoni contenute nell’iconico disco con una serie di concerti speciali in tutto il mondo con il  tour “Horses 50th anniversary” che toccherà anche l’Italia per una sola data il 10 ottobre 2025 a Bergamo, ChorusLife Arena.

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Un concerto unico in cui sarà eseguito l’intero album nella sua interezza, con la presenza di Lenny Kaye e Jay Dee Daugherty, due membri del gruppo originale, insieme al tastierista e bassista Tony Shanahan, collaboratore da trent’anni di Patti Smith, e al chitarrista Jackson Smith, figlio di Patti.

I concerti-evento faranno tappa in otto città europee (Dublino, Madrid, Bergamo, Londra, Bruxelles, Oslo e Parigi) e nove città negli Stati Uniti (Seattle, Oakland, San Francisco, Los Angeles, Chicago, New York, Boston, Washington D.C. e Philadelphia).

LA STORIA DI HORSES
Nell’autunno del 1975, Patti Smith riunì la sua band agli Electric Lady Studios di New York per registrare il suo album di debutto, Horses. Pubblicato il 10 novembre da Arista Records, è diventato un’opera seminale e un punto di riferimento imprescindibile, mantenendo ancora oggi una straordinaria rilevanza per generazioni di musicisti e artisti.
Il manifesto sonoro di Horses era chiaro: “Il rock a tre accordi fuso con il potere della parola“. Poetessa e artista visiva, Patti aveva iniziato due anni prima a improvvisare il suo inconfondibile mix di canzoni e immagini visionarie, esibendosi sui palchi dei cabaret e nei piccoli club, affiancata dal chitarrista Lenny Kaye e dal pianista Richard Sohl.
Le sue performance dal vivo le permisero di affinare i brani, conquistando un pubblico sempre più vasto nell’underground di Manhattan. Quando, nell’inverno del 1975, iniziò una residency di sette settimane al CBGB (un club allora poco noto a Bowery), la sua band si era ampliata con il chitarrista Ivan Kral e il batterista Jay Dee Daugherty. Proprio in quel periodo, Patti firmò un contratto con Clive Davis, presidente della Arista Records. Fu scelto John Cale come produttore dell’album che venne pubblicato il 10 novembre, una data simbolica: l’anniversario della morte di uno dei maggiori riferimenti artistici di Patti, il poeta Arthur Rimbaud.
L’album si apre con una dichiarazione personale folgorante: “Jesus died for somebody’s sins but not mine,” intrecciata all’interno del classico di Van Morrison, GloriaHorses rappresentava un ritorno agli istinti primordiali del rock, con l’intento di risvegliare lo spirito e la promessa della musica in un periodo in cui sembrava che quella vitalità fosse sul punto di perdersi. L’anima artistica del disco prende forma anche sulla base di composizioni in cui i paesaggi sonori del free jazz si fondono con ritmi propulsivi e testi incantatori presenti in Birdland e Land. Mentre brani come Redondo BeachFree MoneyKimberly e Break It Up offrivano (e lo fanno ancora oggi a distanza di cinquant’anni) una visione idealistica del mondo e allo stesso tempo romantica. Con la traccia finale, Elegie, il passato e il futuro del rock si intrecciavano in quel “mare di possibilità” che diventava il presente.
Intriso di poesia, Horses è un’esplorazione senza compromessi che ha gettato le basi per l’ondata punk, anche se Patti e la sua band hanno sempre cercato di sfuggire a qualsiasi etichetta, come lei stessa scrisse nelle note dell’album: “Beyond race gender baptism mathematics politricks“, aggiungendo: “…as for me I am truly totally ready to go“.
La fotografia iconica di Robert Mapplethorpe sulla copertina dell’album, che ritrae Patti con la giacca gettata sulla spalla, catturava perfettamente quel momento di trasformazione.
Horses segnò l’inizio di una lunga carriera musicale che risuona ancora oggi con maggiore intensità. Nel corso degli anni l’album ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Charles Cros Award, ed è stato inserito nel National Recording Registry della Library of Congress.
Da allora Patti ha pubblicato altri nove album, vinto il National Book Award con Just Kids, affrontato tournée mondiali e ottenuto l’ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame.

FRANCESCA MICHIELIN ANNUNCIA “michielin30 – tutto in una notte”, UN EVENTO ALL’ARENA DI VERONA

In attesa di rivederla sul palco dell’Ariston di Sanremo con il brano Fango in Paradiso (già disponibile in presave e in preorder per Columbia Records/Sony Music Italy), Francesca Michielin annuncia oggi michielin30 – tutto in una notte, uno speciale live all’Arena di Verona per festeggiare i suoi 30 anni anche sul palcoscenico, da sempre la sua seconda casa.

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Sabato 4 ottobre 2025 tanti amici e colleghi si esibiranno con Francesca all’Arena: Bruno Belissimo, Carmen Consoli, Dardust, Emma, Fudasca, Levante, Margherita Vicario, Maria Antonietta, Mecna, Tredici Pietro e Vasco Brondi i primi ospiti annunciati.

francesca michielin

michielin30 – tutto in una notte -con la produzione di Vivo Concerti sarà l’occasione perfetta per ritrovarsi e celebrare anche i traguardi più significativi della carriera di Francesca, a partire dal decimo anniversario dalla release de L’amore esiste, hit estratta dal secondo album in studio di20 (2015) e che, per l’occasione, è stata pubblicata il 31 gennaio in una nuova versione reloaded con la produzione di okgiorgio.

I biglietti di michielin30 – tutto in una notte saranno disponibili in prevendita su www.vivoconcerti.com dalle ore 14:00 di martedì 11 febbraio, e nei punti vendita autorizzati dalle ore 11:00 di domenica 16 febbraio. ​​

L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

 

Ghigo Renzulli, co-fondatore dei Litfiba, esce con un album – INTERVISTA

Dizzy è il nuovo album strumentale di Ghigo Renzulli, straordinario chitarrista e, per i più, fondatore dei Litfiba.  

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Una delle caratteristiche principali di Dizzy, come racconta l’autore, è la straordinaria varietà di melodie, dominate dalla chitarra di Ghigo e arricchite dai contributi di quattordici musicisti che hanno partecipato al progetto. Il risultato è un sound ricco e variegato, che rimane però fedele alla cifra stilistica distintiva di Ghigo.

L’album contiene quindici brani e offre una gamma di atmosfere che si muovono in modo fluido e vertiginoso, raccontano un universo sonoro unico e personale. Ghigo Renzulli, con la sua carriera di oltre 40 anni, lo troviamo nel finire degli anni ’70 con Raffaele Riefoli, noto al grande pubblico col nome di Raf, nei Cafè Caracas.

Chiusa per divergenze artistiche l’esperienza con Raf, riceve una chiamata da Gianni Maroccolo, con lui fonda i Litfiba che vedono nella prima formazione: Antonio Aiazzi alle tastiere, Francesco Calamai alla batteria e come frontman Piero Pelù.

Ghigo ha lasciato un’impronta indelebile nella musica italiana, sia come leader dei Litfiba che come artista solista. Il suo percorso, fatto di sperimentazione e innovazione, continua a ispirare nuove generazioni di musicisti e appassionati.

Vado a vedere un suo live al Legend di Milano in occasione della presentazione del nuovo album Dizzy, ci sentiamo al telefono per un’intervista in cui parliamo della sua musica.

Ghigo Renzulli

Ciao Ghigo, come stai? Dizzy è il tuo secondo album strumentale, come si fa a dare un titolo a un brano strumentale? Come nasce, ad esempio, Dizzy?

Ciao Antonino, tutto bene, nuovo album e nuovo tour, direi alla grande! Dici bene, questo è il mio secondo album strumentale. Ogni brano ha un significato, Dizzy è l’ultimo brano composto per questo disco ed è il brano che dà il titolo a tutto il lavoro. Nel brano ci sono tre cambi di tonalità, le melodie si alternano con tre scale diverse, con scale cromatiche. Pensa che questa composizione complessa mi dava un senso di vertigine, da qui ho pensato di intitolare la canzone Dizzy che in inglese significa vertiginoso o che dà le vertigini. Mi piace evocare questa immagine, da ragazzo, tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70 feci un viaggio e insieme a un mio amico, di notte, siamo entrati in un parco giochi dei bambini, ci siamo messi su uno di quei giochi, sai quelli in cui al centro c’è un grande manubrio che devi ruotare affinché tutte le seggiole che stanno attorno possano girare, la sensazione che ho avuto, e che ho voluto rievocare in questo brano non è quella girare, ma quella di stare fermi mentre tutto il mondo attorno girava.

Tu che ne hai scritti tanti, come nasce un brano di successo? Lo riconosci in fase di scrittura?

Scrivere un brano, una melodia, è un esercizio stupendo. Scrivere un brano strumentale o scrivere una canzone sulla quale poi va un testo sono due cose diverse. Nel periodo Litfiba ho scritto le canzoni come ho sempre fatto, parto dalla chitarra acustica, non ho una voce bella ma discreta per cantare un brano in fase di composizione, poi trasporto le melodie che ho scritto e le do al cantante, una canzone col testo non ha regole, in quel caso la cosa basilare è il testo. La responsabilità è del cantante che deve scrivere un testo che resti, che catturi l’attenzione dell’ascoltatore. Più complesso è quando scrivi un brano strumentale, la melodie, per far sì che l’ascoltatore resti fino alla fine, deve avere delle sorprese, dei cambi di tonalità, qualcosa che incuriosisca chi sta ascoltando.

C’è un brano di questo disco a cui sei particolarmente legato?

Ci sono diverse ragioni per legarsi a un brano, ti dico che sono legato a Terra Blues. Il blues è stato ed è ancora oggi una delle mie prime ispirazioni. Amocsuonarlo ogni tanto, interpretato alla mia maniera. Il titolo del brano è la citazione di un famosissimo e storico locale blues nel Village di New York posizionato porta a porta al mitico “The Bitter End”, un altro locale storico dove ha suonato tutto il Gotha della musica Rock. Poi c’è “Stella del sud”, è la composizione più vecchia di questo album. Avevo già utilizzato l’idea melodica in un brano dei Litfiba del 2016 ma, per varie ragioni non ero soddisfatto del risultato ottenuto sul disco. Ho ripreso il mio vecchio provino e il titolo originale, che amavo particolarmente, e l’ho sviluppato ulteriormente cambiando l’arrangiamento, il ritmo ed aggiungendo altre parti. Questo è il punto di arrivo.

Qual è il ricordo che hai da piccolo? Com’è stato il tuo approccio con la musica?

La musica mi è sempre piaciuta, mio nonno suonava in una grande orchestra ed era diplomato al conservatorio, pensa che la sera ci obbligava ad ascoltare musica classica mentre lui dirigeva. È mio nonno che mi ha trasmesso l’amore per musica, amo tutta la musica, ho una passione per quella partenopea. Pensa che una volta ho comprato, in una sosta in autostrada un cd di Mario del Monaco con l’orchestra, secondo un mio maestro ero una reincarnazione per un musicista napoletano del ‘600! Mio nonno era una persona straordinaria, aveva un locale all’interno di un battello attraccato sul Tevere, quel battello si chiamava Medusa, era sempre pieno. Pensa che quel battello è stato anche il set, per una scena, del film Vacanze Romane. Sono figlio d’arte, a 10 anni ascoltavo la musica, poi la chitarra mi piace, l’ho suonata, ma mi sento più un compositore, un arrangiatore, ho studiato armonia, composizione, mi dà più gusto comporre.

Sono stato al tuo concerto qui al Legend di Milano, musica straordinaria e pubblico in visibilio.

Sì, sono molto contento, il pubblico si è divertito, suonare live come suoniamo noi è un viaggio dal vivo, non c’è nessuna base, io sono pure senza monitor, mi bastano chitarra e amplificatore. Mi piace anche lo studio, ci ho messo un anno e mezzo per fare questo disco, fare musica strumentale è più difficile, come ti dicevo ci vogliono tanti cambi scena, questo è il mio secondo album strumentale, fare il primo è stata una lezione, con questo disco ho aggiustato la mira. Dizzy è disponibile in CD e doppio vinile, perfetto per chi vuole immergersi in un’esperienza d’ascolto di grande profondità e qualità.

Qual è la tua palestra? Come ti alleni?

La musica è la mia vita, mi diverto a fare il direttore di giuria di un festival, un cantante deve curare la sua voce, anche le corde vocali invecchiano, ci sono diverse strategie, o abbassi la tonalità o velocizzi il brano.

In che senso?

Lo velocizzi perché i fiati sono più corti, quindi il brano risulta più facile da cantare. Il mio strumento è la chitarra, contano i muscoli delle dita e la mente. I muscoli, anche quelli delle dita, bisogna esercitarli, vanno tenuti in allenamento. Ho una certa età e ho avuto l’onore di assistere a uno degli ultimi concerti di Andrès Segovia, il più grande musicista di chitarra classica, quando sono andato a vederlo lui avrà avuto novanta anni ed è stato straordinario.

Ho un’altra domanda: Com’è nato il nome Litfiba? C’era la diceria che significasse L’Italia finisce a Bari, da siciliano ti dico che questa cosa mi dava molto fastidio.

Fai bene a fare questa domanda, chiarisce delle dicerie assurde messe in giro da alcuni fan. Pensa che sono passati più di quaranta anni, avevamo scritto un bel repertorio e bisognava fare il primo concerto. Quando abbiamo cominciato a fare musica, avevo ovviamente un altro lavoro, e lavoravo in un’impresa di spedizione. Per le spedizioni si usava il sistema Iricon, la lettera “L” era la sigla della chiamata del sistema usato dal telex, “It” stava per Italia, “Fi” per Firenze e “Ba” era la sigla della strada dove avevamo la prima cantina in cui suonavamo in via de’ Bardi, e da qui, unendo le sigle, mi è venuto il nome Litfiba!

Sanremo 2025: prima conferenza stampa con Conti, Clerici e Gerry Scotti

Dalla Sala Stampa Ariston Roof, si è tenuta oggi la conferenza stampa di apertura della 75° edizione del Festival di Sanremo.

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Sono intervenuti Alessandro Mager,  Sindaco Comune di Sanremo; Fabrizio Casinelli, Direttore Ufficio Stampa Rai; Marcello Ciannamea, Direttore Intrattenimento Prime Time; Claudio Fasulo, Vicedirettore Intrattenimento Prime Time; Alessandro Sindoni, Assessore al Turismo, Manifestazioni e Sport; Carlo Conti, Direttore Artistico; Antonella Clerici, Gerry Scotti, i co- conduttori della prima serata.

sanremo

Questo il report della conferenza:

 

Clerici e Scotti, domani sera, al fianco di Conti

Carlo Conti, nella prima serata, sarà affiancato da Antonella Clerici e Gerry Scotti. Grande attesa per i primi ospiti: Jovanotti e il significativo duetto di Noa e Mira Awad su “Imagine”.

“Ho deciso di cambiare ogni sera compagni di viaggio”, ha detto il direttore artistico. “Antonella è una sorella e Gerry è diventato un mio fratello in un certo senso: abbiamo preso il Covid insieme e ci confortavamo quando eravamo in ospedale. Non hanno bisogno di presentazione, sono due colonne della televisione italiana”.

Poi il pensiero ad un altro grande delle televisione che purtroppo ci ha lasciato: “Per me ci sarebbe dovuto essere una quarto elemento portante: Fabrizio Frizzi”. Applauso sentito al conduttore scomparso nel 2018.

Le parole del direttore Artistico e il pensiero a Ernesto Assante

Conti “Trovo un Festival cresciuto, rispetto alla mia ultima edizione, mi piace ciò che trovo di nuovo, ma ci tengo molto a dedicare un momento a chi ci ha lavorato ed è in pensione, ma soprattutto a chi non c’è più e il mio pensiero va a Ernesto Assante”. Il giornalista ricordato dal direttore artistico è stato uno tra massimi critici musicali italiani. Firma storica di Repubblica, autore di libri, articoli, eventi e programmi tv Assante si è spento lo scorso anno, a 66 anni, a causa vittima di un’ischemia.

L’emozione del vicedirettore dell’Intrattenimento Prime Time

Claudio Fasulo, Vice Direttore della Direzione Intrattenimento Prime Time: “Non ci siamo mai lasciati, ma è un vero piacere essere qui”, dice mentre lascia trapelare l’emozione.

Conti: “Ho tolto i monologhi, ma mandiamo messaggi importanti in altro modo” 

Il Festival si aprirà nel segno della pace. Il direttore artistico ha deciso di portare sul palco dell’Ariston l’artista palestinese Mira Awad e la cantante israeliana Noa che canteranno Imagine di John Lennon.

“Non ci saranno i monologhi ma si potrà parlare comunque e ci saranno messaggi potenti. L’esibizione di Mira Awad e Noa è il nostro NO alla guerra”.

Carlo Conti affiancato da due colonne della televisione: Antonella è mia sorella e Gerry, in qualche modo, è diventato un fratello”

Carlo Conti: “Inizierò la prima serata con un brano del Maestro Ezio Bosso, rielaborato dall’orchestra dell’Ariston, e con alcune sue parole che hanno ispirato la mia direzione artistica. Lui disse: ‘La musica, come la vita, si fa in un solo mondo: insieme’. Per questo ho deciso di cambiare ogni sera compagni di viaggio e i primi due sono Antonella Clerici e Gerry Scotti”.

Carlo Conti: “Non ho avuto nessun tipo di pressione politica” 

A chi chiede al direttore artistico se la scelta di eliminare i monologhi sia in qualche modo “politica”, Conti risponde: “Io non cerco le polemiche. Inevitabilmente ci sono state e ci saranno altrimenti non sarebbe Sanremo, ma io non le cerco”.

Poi ha specificato: “L’azienda si è fidata di me e mi ha dato carta bianca. Parlo a tutti gli spettatori, e voglio offrire al pubblico uno spettacolo con ritmo. Cercherò di finire presto e di rispettare gli orari, cercheremo di chiudere alle 1.20. Poi voglio dire che una parola forte vale più di una chiacchierata, anche se rispetto i monologhi. Messaggi ne daremo: quello di pace con la canzone ‘Imagine’, poi ci sarà Edoardo Bove (il giocatore della Fiorentina, colto da un malore in campo il 1° dicembre, ndr.) che racconterà come sta vivendo un momento difficile, e poi Paolo Kessisoglu che, insieme alla figlia, canterà una canzone sul disagio dei giovani che non escono più di casa. La politica starà fuori”.

Autotune all’Ariston: un aiuto o una scelta al passo con i tempi?

Un tema che ha sollevato polemiche, è quello dell’uso dell’autotune, quest’anno consentito. Già Francesco Gabbani, che partecipa con il brano “Viva la vita”, aveva detto: “Quest’anno la gara si è spostata più sul personaggio che sulla canzone”, alludendo all’ “aiutino” che l’autotune può dare all’intonazione.

La domanda è stata posta anche al direttore artistico che ha risposto: “Quest’anno è consentito come sfumatura, come effetto vocale, non come correttore dell’intonazione. Oggi come oggi molti cantanti lo usano, per l’intonazione ma anche come effetto. Qui al Festival alcuni modelli non sono stati accettati altri sì, ma credo si debba essere al passo con i tempi. Mi pare che comunque le grandi voci non manchino”.

Scotti: “Nessun accordo Rai-Mediaset. Se non avessi sbloccato Conti al telefono (bloccato per motivi calcistici) non sarei qui”

A chi chiede se ci sia un accordo Rai-Mediaset su Sanremo, data la presenza di Scotti al fianco di Conti, il direttore artistico risponde: “E’ nata fra me e lui, da una telefonata. La vita è molto più semplice di quello che vogliamo costruire: c’è stata una telefonata, un’idea che ho avuto, poi abbiamo chiesto il consenso dei genitori quando la cosa era già fatta”.

E poi Scotti ha precisato, guardando l’amico: “Se non t’avessi sbloccato (lo avevo bloccato per motivi calcistici!…) non avrei risposto al telefono e non sarei qui”.

Conti: “Come disse il più grande di tutti, Pippo Baudo: Perchè Sanremo è Sanremo”

Conti sottolinea che è la kermesse a essere protagonista, che tutto il resto (le polemiche, le illazioni, i confronti…) deve restare in secondo piano, perché, citando il grande Pippo Baudo: “Sanremo è Sanremo”.

Scotti scherza sulla “tregua” Rai-Mediaset: “Avevo bloccato Conti per motivi calcistici”

“La mia presenza a Sanremo come segno di un ‘patto di non belligeranza tra Rai e Mediaset? Avrebbero dovuto pagarmi di più”. Così Gerry Scotti, scherzando durante la conferenza stampa di presentazione all’Ariston della kermesse. “Se nel momento in cui ha suonato il telefono” con la chiamata di Carlo Conti “non avessi risposto non sarei qui”, ha spiegato Scotti. “Nessuno si è mai posto il problema di fare di me una bandiera bianca. Il nostro amministratore delegato (Piersilvio Berlusconi, ndr) ha detto che il Festival lo vede benissimo sulla Rai. Anche io lo vedo sulla Rai”.

 

IL MEI A SANREMO CONSEGNERA’ A LUCIO CORSI LA TARGA COME MIGLIOR ARTISTA INDIPENDENTE

IL MEI AL 75° FESTIVAL DI SANREMO CONSEGNERA’ A LUCIO CORSI LA TARGA COME MIGLIOR ARTISTA INDIPENDENTE, TERZO RICONOSCIMENTO PER LUI DALLA KERMESSE FAENTINA, CHE VEDRA’ LA PROSSIMA EDIZIONE DAL 3 AL 5 OTTOBRE, CON UN’ANTEPRIMA ECCEZIONALE A MAGGIO A BOLOGNA FIERE IN OCCASIONE DI EUFONICA E GUITAR SHOW.

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Il cantautore maremmano nel 2015 pubblica i suoi primi due EP, e nel 2017  il suo primo disco “Bestiario Musicale”, e viene premiato dal MEI come artista emergente dell’anno.

Nel 2020 pubblica per Sugar Music il suo secondo album in studio “Cosa faremo da grandi?”, e nel 2023 pubblica il suo terzo album “La Gente Che Sogna” (Sugar Music) e viene insignito dal Meeting delle Etichette Indipendenti come artista indipendente dell’anno!

Torna a novembre 2024 con il nuovo singolo “Tu sei il mattino” (sempre per Sugar Music) il cui videoclip vede la partecipazione straordinaria di Carlo Verdone, ed è fra i protagonisti della sua serie televisiva “Vita da Carlo – Terza Stagione”, disponibile in esclusiva su Paramount+.

Lucio Corsi parteciperà alla 75esima edizione del Festival di Sanremo in gara per la prima volta e in tale occasione sarà premiato dal MEI come Miglior Artista Indipendente presente al Festival di Sanremo 2025

Il percorso musicale di Lucio Corsi è tra i più originali, autonomi e indipendenti del panorama nazionale degli ultimi anni. Altissima qualità, innovazione e ricerca sonora in totale contrasto con la banalizzazione imperante del mainstream commerciale imperante oggi in un’Italia musicale sempre più omologata” dichiara Giordano Sangiorgi, patron del MEI. “Un premio quindi al coraggio della proposta musicale che conferma la sua personale individualità anche in occasione di questo Sanremo 2025 e che offre una speranza a tutta quella scena musicale che lavora alla ricerca musicale con passione e autonomia uscendo dall’omologazione degli algoritmi delle piattaforme musicali digitali che ci orientano tutti verso un unico modello di consumo cancellando tutte le diversità e pluralità musicali“.

Parte il totovincitore Sanremo 2025 – duello tra Giorgia e Olly secondo gli esperti Sisal

Mancano poche ore all’inizio del Festival di Sanremo e come da consuetudine parte il totovincitore: chi sarà il protagonista della 75°edizione?

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Secondo gli esperti Sisal la serata finale potrebbe essere ricca di sorprese con un acceso duello tra Giorgia e Olly, entrambi offerti a 4,50. Ma attenzione ad Achille Lauro e Irama che, rispettivamente a 6,00 e 7,50, sono pronti a combattere per conquistare il podio e a dar filo da torcere ai due favoritissimi. E poi c’è Elodie che non sta a guardare e si dà da fare per mantenersi vicina alle prime posizioni: la sua possibile vittoria è infatti offerta a 12,00. 

L’hype è alto anche per le Nuove Proposte categoria che da quest’anno tornano a calcare il palco dell’Ariston. Tra i giovani favoriti alla vittoria di questo riconoscimento su Sisal.it spicca già il nome di Alex Wyse. Il suo trionfo come giovane promessa dell’anno è dato a 1,90 con possibili colpi di scena da parte di Settembre offerto invece a 2,25. 

Chi invece in questa edizione potrebbe avere davvero pochissime chance di vincere? Per Marcella Bella (300,00) e Rkomi (200,00) le possibilità sono più alte, ma anche per Serena BrancaleWillie Peyote e Joan Thiele – tutti dati a 100,00 – i gradini più alti del podio rimarrebbero lontani.

Di seguito tutte le quote aggiornate sul possibile vincente:

 BIG

 OLLY e GIORGIA, 4,50

ACHILLE LAURO, 6,00

IRAMA, 7,50

ELODIE e SIMONE CRISTICCHI, 12,00

FEDEZ, 16,00

BRUNORI SAS e ROCCO HUNT, 20,00

NOEMI, 33,00

COMA COSE, FRANCESCA MICHIELIN, LUCIO CORSI, MODÀ, TONY EFFE, FRANCESCO GABBANI, GAIA, 50,00

CLARA, MASSIMO RANIERI, SARAH TOSCANO, ROSE VILLAIN, SHABLO/GUE’/JOSHUA TORMENTO, THE KOLORS, BRESH, 66,00

SERENA BRANCALE, WILLIE PEYOTE, JOAN THIELE, 100,00

RKOMI, 200,00

MARCELLA BELLA, 300,00

 NUOVE PROPOSTE

 ALEX WYSE, 1,90

SETTEMBRE, 2,25

VALE LP E LIL JOLIE, 12,00

MARIA TOMBA, 16,00

 

Donatella Rettore, prigioniera di se stessa: il putiferio a Ora o mai più

“Ora o mai più” ha riportato l’iconica diva-antidiva Donatella Rettore sotto i riflettori, ma ha anche acceso un faro implacabile su un linguaggio che sembra sfidare il politicamente corretto e le sensibilità del presente. Tra commenti discutibili e parole che cadono come massi, ci si chiede: Rettore è una ribelle incapace di adattarsi o una vittima inconsapevole del suo stesso personaggio? 

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Donatella Rettore è il paradosso vivente di un’epoca che lotta contro il tempo: una figura simbolo della musica degli anni ’80 intrappolata nella tensione tra la spinta a restare al passo con un pop contemporaneo e la tendenza a indietreggiare con un lessico nostalgico, per usare un eufemismo gentile. La diva “anti-diva” come suggerisce il titolo del suo ultimo album Antidiva Putiferio continua a far parlare di sé non tanto per le sue canzoni, quanto per le dichiarazioni controverse che l’hanno vista protagonista durante la sua partecipazione alla terza edizione del programma televisivo Ora o mai più.

Il talent show del sabato sera di Rai 1, condotto da Marco Liorni e dedicato alle meteore della canzone italiana, la vede nel cast fisso in qualità di giudice e coach-supporter (assieme a Patty Pravo, Rita Pavone, Gigliola Cinquetti, Riccardo Fogli, Raf, Marco Masini e Alex Britti), in affiancamento alla concorrente Carlotta. Lo spettacolo musicale in sette puntate ha debuttato l’11 gennaio e si concluderà il 1 marzo 2025, con una pausa programmata per lasciare spazio alla finale del Festival di Sanremo. 

Tra commenti taglienti, battute inopportune e un linguaggio che inciampa pesantemente nel presente, la Rettore si conferma una personalità complessa e contraddittoria: un’icona gay che sembra ignorare le sensibilità del mondo LGBTQ+ e un’artista incapace di dialogare con un’epoca che non tollera più certe ambiguità. 

IL CASO SCANU: IL “MASCHIO VERO” CHE NON C’È 

Tutto ha avuto inizio con una frase: “Sei un maschio, bello, elegante, attuale, senza essere dolciastro. Sei un uomo vero”, rivolta a Matteo Amantia durante la terza puntata, andata in onda il 25 gennaio. Tuttavia, quella frase, posta come un complimento, è rapidamente diventata un boomerang, rimbalzando come un’eco polemica su Valerio Scanu. Quest’ultimo rappresenterebbe una mascolinità meno convenzionale rispetto ai canoni tradizionali, ai quali la Rettore sembra voler fare riferimento. 

L’affermazione è stata interpretata come una contrapposizione implicita tra la “mascolinità vera” di Amantia e quella di Scanu, che sarebbe invece messa in discussione. In un contesto sociale in cui gli stereotipi di genere vengono finalmente decostruiti, la frase della Rettore appare come un fendente che colpisce al cuore il concetto stesso di inclusività. La cantante ha poi mostrato segni di pentimento, forse dopo essere stata redarguita dal proprio management, tanto da cambiare rotta nei giudizi e voti a Scanu, passando dal minimo sindacale al massimo consentito. 

CARONE NON CI STA: “BRUTTA” NON SI DICE  

Nella stessa puntata, un’altra polemica ha visto protagonista Pierdavide Carone, la cui scelta di eseguire La Pioggia come omaggio a Gigliola Cinquetti è stata liquidata da Rettore con un giudizio lapidario: “Non mi piace, è brutta”. La dichiarazione ha suscitato la reazione della stessa Cinquetti, che ha sottolineato, con la solita eleganza che la contraddistingue, che la canzone può non piacere ma che è stato un successo internazionale, in particolare in Francia. 

Di fronte alla critica ricevuta, il cantautore pugliese ha dimostrato grande professionalità e maturità, rispondendo nel confessionale con queste parole: “Non è bello dire a una collega ‘quella canzone è brutta’”. Una risposta composta che ha messo in risalto il contrasto tra il tono rispettoso di Carone e quello polemico e provocatorio della Rettore, che, così come la Cinquetti e gli altri colleghi Big, è nello show per promuovere essenzialmente se stessa e la sua storia.  

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IL CONTRACCOLPO DEL “TROTTOLINO AMOROSO”

L’accaduto richiama alla mente un episodio simile della scorsa edizione di Ora o mai più, allora condotta da Amadeus, quando Donatella Rettore riservò un trattamento ancora più aggressivo ad Amedeo Minghi, anche lui campione di scivolate shock se pensiamo alle sue recenti dichiarazioni sull’Eurovision lgbt. Il nostro Elton John, durante l’ospitata per un duetto speciale, si trovò di fronte a un vero e proprio assalto verbale, colpevole di avere nel suo repertorio Vattene amore. Considerata da alcuni “eccessivamente zuccherosa”, questa canzone è in realtà una delle più popolari e sempreverdi della musica italiana.

In quel caso, l’appellativo usato dalla Rettore non fu “brutta”, ma “menata galattica”, e si sommò a due giudizi altrettanto sprezzanti, espressi da due Big che, come la Rettore, erano chiamati a valutare solo le performance delle meteore di turno, e non quelle del super ospite: Ornella Vanoni – a cui il Maestro Minghi preferì una giovanissima Mietta per incidere Vattene amore – la definì “una canzone per bambini”, mentre Red Canzian – che insieme a tutti i Pooh nel Sanremo del 1990 riuscì a battere il brano solo al Teatro Ariston (si narra in accordo con la produzione), ma non nelle classifiche reali di vendita – la bollò come “fragile”.

In realtà, tutt’altro: sia in termini di successo, visto che il divario nelle vendite con Uomini soli continua ad aumentare ancora oggi, sia per qualità, grazie a un testo firmato da un gigante come Pasquale Panella, che ha scolpito in quel brano metafore come diamanti, versi di pura poesia e rimandi mozartiani che hanno coniato il vezzeggiativo “trottolino amoroso”. Inutile dire che la pugnalata tornò indietro con un bel contraccolpo, sostenuto dal pubblico in studio e sui social, oltre che dalla critica musicale.

E nell’ultima puntata andata in onda, nonostante Minghi fosse stato nuovamente invitato per cantare il suo capolavoro dei capolavori, 1950, insieme agli sfidanti Pierdavide Carone e Matteo Amantia, Marco Masini è tornato sull’argomento, affermando: “‘Vattene amore ‘è una canzone meravigliosa. E Rettore? Muta.

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SCIVOLONE CON LA N-WORD: LA ERRORE NON PERDONA

Come se non bastasse, la puntata del 1 febbraio è stata segnata da una frase che ha fatto rabbrividire il pubblico. Rivolgendosi a Loredana Errore, Donatella Rettore ha detto, per elogiare il timbro vocale della cantante: “Sembravi una negr*”. La risposta di Loredana Errore è stata ferma: “Sicuramente una voce black, non negr*. Negr* non è una bella parola” .

Questa scena ha aperto un ulteriore capitolo nel dibattito sul linguaggio pubblico. Mentre il conduttore Marco Liorni tentava di smorzare la tensione con un “le è scappato”, Rettore ha cercato di far intendere di non essersi accorta: “Ho detto una voce nera. Non Aretha Franklin, però per me è un 9”. Solo in un secondo momento, forse spinta dagli autori, ha chiesto scusa:Ho messo una ‘g’ in più, mi scuso, non volevo. Io amo tutte le persone di colore, di tutti i colori, anzi più diverse sono e meglio è”

Oltre alla N-word, la giudice ha anche espresso un’altra osservazione: “Vai dal logopedista? Ti stanno aiutando in questo senso? Ti aiutano ad impostare la voce?” 

Anche in questo caso, la risposta di Loredana Errore è stata impeccabile: Inviterei a rimanere in un range di giudizio che non vada a intaccare la sfera sanitaria. Dire che debba andare dal logopedista o dallo psichiatra lo lascerei ad altri. Non penso che la signora Rettore sia un medico”. 

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L’ICONA CHE CONTRADDICE SE STESSA 

Le contraddizioni di Donatella Rettore sono evidenti. Considerata un’icona gay per la sua estetica ribelle e la sua libertà espressiva, oggi si trova a essere criticata dalla comunità LGBTQ+ per l’uso di termini offensivi e per le sue posizioni apparentemente ambigue. 

L’intervista di Francesca Fagnani a Belve, programma della seconda serata di Rai2, antecedente alla gaffe a Ora o mai più (risalente all’8 aprile 2022), è stata particolarmente rivelatrice. In quell’occasione, Rettore ha dichiarato: “Rivendico la possibilità di usare ‘fr*cio’ e ‘negr*’. Non mi sembrano insulti se uno è colorato.” Una frase che lascia poco spazio a interpretazioni e che sembra confermare una visione ormai anacronistica della libertà di parola.

Durante quell’intervista, emerse il suo pensiero indecente: portata dalla Fagnani a commentare la sua dichiarazione “Piaccio ai gay uomini, mentre altre cantanti, come Patty Pravo, sono icone delle checche vintage”, ha ribadito: Esistono i gay e le checche. E le checche fanno pettegolezzi e non voglio vederli nemmeno sotto la porta di casa. “Per me, “froci*” non è una parola brutta. Neanche “negr*” mi sembra un insulto. Tutto sta nelle intenzioni. Cambiare parole? Mi sembra un po’ democristiano”, ha aggiunto. E poi, per rivendicare la sua connotazione rock, ha citato Vasco Rossi che in Colpa d’Alfredo cantava “È andata a casa con il negr* la troia”.

Non meno controversa è stata un’intervista più recente, rilasciata il 10 gennaio scorso a Gay.it, in occasione del lancio del suo ultimo album Antidiva Putiferio, in cui ha dichiarato: I ragazzini non credo si tolgano la vita solo per una parola. Il punto è che non c’è più la possibilità di avere un dialogo senza che ci sia uno scontro. Non credo che ci si ammazzi per una parola, ma per una situazione problematica che si crea intorno a noi”. Una riflessione che, se da un lato tocca il tema della complessità del disagio giovanile, dall’altro minimizza il peso che il linguaggio può avere nelle dinamiche di esclusione e violenza. 

Continuando con la sua distinzione tra “gay” e “checche”, ha affermato che queste ultime “nuocciono alla causa”: “Io vedo che ci sono dei gay che si realizzano senza dover creare per forza una lobby. Faccio un distinguo chiarissimo tra loro e quelle persone che ‘Lasciami stare perché sono gay, quindi mi avete già emarginato’. Non è vero… I gay sono i gay, poi ci sono le checche, quelli che strillano, che gridano. Questi nuocciono alla causa. In questo momento bisogna essere seri e far comprendere la nostra causa a un popolo bigotto e superficiale come quello italiano, dimostrando di valere, di non essere solo quelli che si strappano i capelli. Se dobbiamo fare un momento di comicità, ok, ma che non sia la regola, perché così è avvilente.” 

E sui Pride, che l’hanno avuta come madrina storica, ha detto:Io sono stata una delle prime a cantare ai Pride, saranno 30 anni che li faccio! Al Pride ci vanno le famiglie. Come dicevano gli antichi: ‘Andiamo dai froci, che dai froci ci si diverte,’ e sarà sempre così”. 

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IL PESO DELLE PAROLE 

La questione, però, non è puramente linguistica. Da un punto di vista sociologico, le dichiarazioni di Rettore evidenziano un problema profondo: l’incapacità di adattare il proprio linguaggio a un mondo in cui le parole dovrebbero essere – e devono essere – strumenti di inclusione, non di divisione. L’uso di termini come “negr*”, “froci*” o “checc*” non è mai neutrale. 

Queste parole non sono mai innocue. Non lo sono mai state. Portano con sé il peso della discriminazione, della segregazione, della marginalizzazione. Eppure, c’è ancora chi, come Rettore, si rifugia nella retorica della “spontaneità” per giustificare quella che è, in realtà, una scelta consapevole: quella di non aggiornare il proprio vocabolario alle esigenze del presente.

Si tratta di un linguaggio che si inserisce in una visione del mondo cristallizzata, dove la libertà di espressione viene confusa con il diritto di offendere. Ma Rettore non è solo una provocatrice: è una figura che sembra prigioniera del proprio tempo, incapace di evolvere senza tradire quella teatralità che l’ha resa celebre. 

Con le sue frasi al limite, le sue contraddizioni e il suo narcisismo verbale, Rettore sembra abbracciare un linguaggio che rispecchia la retorica di una destra governativa, pronta a sfidare il politicamente corretto e a riportarci indietro. È il simbolo di un’Italia che confonde la discriminazione con i valori e l’irriverenza con il coraggio. Come non citare Lilli Gruber, simbolo del giornalismo intelligente e appassionato, che si erge a difesa contro i riverberi fascisti e che, a DiMartedì, ha dichiarato: “Se sento Vannacci, sono felice che ci sia il politicamente corretto. Se significa sdoganare il diritto all’oblio, mi tengo il politicamente corretto”.

Ogni parola porta con sé un bagaglio culturale e storico che non può essere ignorato. Eppure, Rettore sembra rifiutare questa consapevolezza, arroccandosi in un individualismo linguistico che le impedisce di cogliere il cambiamento che la circonda. Il risultato è una figura paradossalmente sempre più distante da quel ruolo di icona ribelle e inclusiva che aveva rappresentato in passato.

A questo punto, la domanda che sorge spontanea è: quanto c’è di calcolato e provocatorio nel personaggio Rettore, che punta a far parlare di sé a ogni costo? E quanto, invece, è semplicemente il risultato di un’incultura e di un’insensibilità di fondo, ormai in contrasto con i tempi che viviamo?

L’unica certezza è che tutti possono sbagliare e tutti possono ricredersi. Ma come canta Bob Dylan, “Quante volte un uomo può voltare la testa, fingendo di non vedere?”. Il vero spirito rock è quello di chi “guarda in faccia la realtà”, come direbbe Vasco Rossi, senza paura di mettersi in discussione. Rimanere prigionieri di se stessi, invece, è rinunciare a quella libertà che nasce solo dall’evoluzione.

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HIT NON HIT (dalla musica pop al jazz) – BLOG & PRESS di Ugo Stomeo

Sanremo 2025: La scenografia dell’architetto Riccardo Bocchini

«L’eleganza della semplicità e dell’armonia»: l’architetto Riccardo Bocchini, che “veste” il 75° Festival di Sanremo, sintetizza così la sua “Techno Hall”, il progetto per la scena del Teatro Ariston da lui pensato per accogliere Carlo Conti, i protagonisti della rassegna canora e tutto il pubblico, in teatro e in tv.
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Una scena a 360 gradi capace di mutare aspetto e suggerire atmosfere diverse per ogni canzone, la cui semplicità cela la complessità di un lavoro che coniuga grafica e illuminotecnica, tecnologia e “motori”. Come nel caso di quelle Bocchini definisce “pareti/scultura” che – spiega – «si torceranno in tre dimensioni, tutto in un’essenzialità di linee, alla ricerca di una pulizia e di un’eleganza delle immagini: l’eleganza di una scena armonica che abbraccerà gli spettatori, trasferendo emozioni, e l’eleganza della forma che, attraverso le movimentazioni elettromeccaniche, si trasformerà al servizio delle canzoni, riuscendo perfino a sparire completamente».

Un Tecno-Salone delle feste che si protende, insieme all’orchestra ai lati, verso il pubblico e che nasconde non poche sorprese: «La sinuosità, la plasticità e l’eleganza delle linee architettoniche – aggiunge Bocchini – andranno ad abbracciare le motorizzazioni tecnologiche con i loro movimenti armonici. Gli apparati video e quello sceno-luminoso, totalmente innovativi, saranno essenzialmente al servizio delle immagini televisive: “Giochi ottici” accoglieranno lo spettatore; “Tecno Lampadari”, “Sipari” e “Tende tecnologiche” scenderanno dall’alto; e la “Scala” si muoverà con varie configurazioni tecnologiche».

SIMONE CRISTICCHI vince il “PREMIO LUNEZIA PER SANREMO 2025”

Simone Cristicchi è il vincitore del Premio Lunezia per Sanremo 2025, con il brano Quando sarai piccola.

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A svelarlo Rai Radio1 all’interno del programma Streaming, condotto da Savino Zaba. La conferma da Stefano De Martino, patron della rassegna battezzata 30 anni fa da Fernanda Pivano e Fabrizio De André. Una scelta quest’anno dibattuta fra tre candidati: oltre a Cristicchi, anche Brunori Sas e Joan Thiele.

Nell’impegno di una sola scelta indichiamo l’opera di Simone Cristicchi – afferma De Martino – un argomento umanitario e familiare a cui non aveva pensato mai nessuno per una canzone, un’elaborazione emozionante tra passato e presente del sentimento figlio-madre. Commozione annunciata con le atmosfere musicali di Simone Cristicchi“.

A queste parole fa seguito la motivazione del critico musicale Dario Salvatori (membro Commissione del Premio Lunezia):

Una mamma che torna bambina. La vita ribalta i ruoli e le grandi trasformazioni sono terapeutiche e vivificanti. Tema universale, Simone Cristicchi è impegnato a proporre riflessioni che penetrano ed emozionano“.

Oltre a De Martino, i membri della Commissione del Premio Lunezia 2025 sono Giuseppe Anastasi, Riccardo Benini, Roberto Benvenuto, Loredana D’Anghera, Stefano Ferro, Vincenzo Incenzo, Mariella Nava, Selene Pascasi, Marina Pratici, Alessandro Quarta, Dario Salvatori, Lorenzo Varese, Savino Zaba.

La 30/a edizione del Premio Lunezia (Festival della Luna) si svolgerà su più date nel periodo estate/autunno 2025 in varie tappe nazionali. Nelle recenti edizioni il Premio è stato patrocinato dal Ministero della Cultura, Regione Toscana, Regione Liguria, Nazionale Italiana Cantanti e Siae. La manifestazione da quest’anno gode della collaborazione di Rai Radio Uno e di Tv Sorrisi e Canzoni. Collaborano anche il Mei, Zetatielle Magazine e Radio A. Sono aperte le iscrizioni alla Sezione Nuove Proposte.

Fedez: Da “Bella storia” a “Bella stronza” è un attimo – Il testo del brano di Masini è stato riadattato

E Fedez continua a creare rumors. A Sanremo, nella serata dei duetti, “Bella Stronza” di Masini fa scoppiare la polemica perchè il testo è ritenuto “misogino”. Carlo Conti si affretta a chiarisce che: “è stato riadattato”

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Si sa che non c’è Festival senza polemiche e quest’anno di personaggi che si stanno facendo largo per accaparrarsi qualche riflettore in più sul palco dell’Artiston ce ne sono davvero tanti.

Capita che la polemica arrivi prima della canzone che, una volta ascoltata, viene subito dimenticata. Uno dei protagonisti di questo nuovo modo di fare spettacolo è senz’altro Fedez che alla vigilia del Festival di Sanremo già fa parlare di se per quel duetto nell’ormai conclamata serata delle cover del venerdì sera.

Come si sa già da qualche settimana, venerdì 14, caso vuole che la serata delle cover cada nel giorno di San Valentino, il buon Fedez ha pensato bene di portare per il suo trentennale sul palco dell’Ariston il brano “Bella Stronza”, per un duetto assieme a Marco Masini.

Ad alimentare la polemica una critica mossa contro il brano originale di Marco Masini che parla di un amore violento definito oggi dalla critica “misogino e sessista”.

Queste le parole di Carlo Conti, intervistato sull’argomento, stasera nel programma di Bruno Vespa Cinque minuti in coda al tg1 delle 20:

Dovete ascoltarlo perché sarà una versione 2.0, una versione nuova di quel brano di Marco Masini. Sarà adattata ai tempi. Resterà quel titolo“.

E sempre in tema di violenza di genere, e di polemiche relative ai testi sessisti delle canzoni di Tony Effe, Conti ha risposto così al giornalista:

mi sono occupato della canzone che ho scelto per il Festival, personalmente c’è una parabola che mi piace molto, quella del figliolo prodigo“.

Certo, l’assonanza col brano di Fedez del 2020 “Bella Storia” è facile, chissà se il duetto che vedremo sul palco dell’Ariston non sarà un mash up fra le canzoni dei due artisti, dove “Bella Stronza” potrebbe diventare la versione aggiornata di “Bella Storia” dopo aver mangiato una fetta di pandoro avariato!
Non resta che attendere, non che la musica italiana non stia aspettando altro, la serata delle cover!