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ELTON JOHN e BRANDI CARLILE: ad aprile esce l’album collaborativo “Who Believes In Angels?”

ELTON JOHN e BRANDI CARLILE annunciano i dettagli del loro album in studio dal titolo “Who Believes In Angels?“, in uscita il 4 aprile su etichetta Universal Music.

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Preordina qui. Oggi è stato svelato anche il nuovo singolo estratto dall’album, la title track “Who Believes In Angels?”. Ascolta qui.  

 “An Evening With Elton John & Brandi Carlile” è l’evento che si terrà il prossimo 26 marzo al London Palladium di Londra. Durante la serata, Elton e Brandi saliranno sul palco di uno dei luoghi più iconici di Londra per una serata unica di performance e narrazione.

Il concept di “Who Believes In Angels?” è stato ideato da Elton John, dalla superstar statunitense Brandi Carlile (undici volte vincitrice del GRAMMY) e dal produttore e cantautore vincitore di numerosi GRAMMY Award Andrew Watt, amici intimi e collaboratori abituali.

L’album mescola canzoni fortemente legate ad Elton e canzoni più legate a Brandi. I testi vedono la firma del collaboratore di sempre Bernie Taupin e Brandi, mentre il produttore e co-sceneggiatore Andrew Watt ha seguito il progetto in qualità di produttore, mediatore e creativo.

Entrati ai Sunset Sound Studios di Los Angeles nell’ottobre del 2023 con nulla in mano, gli artisti si sono spinti fuori dalle loro zone di comfort per scrivere e registrare un album completamente da zero in soli 20 giorni. Ad accompagnarli una band di musicisti di livello mondiale composta da Chad Smith (Red Hot Chili Peppers), Pino Palladino (Nine Inch Nails, Gary Numan e David Gilmour) e Josh Klinghoffer (Pearl Jam, Beck).

È possibile vedere un breve filmato sul processo di realizzazione di “Who Believes In Angels?” (vedi video qui sotto)

elton john

Questa è la prima volta che Elton permette alle telecamere di filmare le sue sessioni di scrittura e registrazione.

Le telecamere posizionate intorno allo studio hanno catturato migliaia di ore di riprese e, infine, hanno documentato l’intero processo creativo: interruzioni, scoperte, fogli di testi strappati e tutto il resto. Il filmato sincero offre ai fan una visione senza precedenti e straordinariamente onesta del processo creativo ed emotivamente turbolento di Elton, Brandi e il resto della squadra.

Il risultato è sorprendente e la portata caleidoscopica di “Who Believes In Angels?” può essere messa a paragone con alcune delle opere più belle di Elton.

Le ballate si mescolano con il rock and roll, le canzoni pop e la musica country americana si affiancano alla psichedelia accentuata dai sintetizzatori. Questo è un album tanto inaspettato quanto trionfante che ci mostra un Elton completamente rivitalizzato.

Dall’altra parte c’è Brandi che si mostra come una cantautrice al top assoluto della sua carriera, la sua voce si fonde alla perfezione con quella di Elton.

Le canzoni portano il marchio di fabbrica inequivocabile di Elton e Brandi , pur suonando diversamente da qualsiasi album mai realizzato prima.

elton john
Hanna Hanseroth Photography

Elton ha raccontato: “Questo disco è stato uno dei più difficili che abbia mai realizzato, ma è stata anche una delle più grandi esperienze musicali della mia vita. Mi ha dato un nuovo punto di partenza da cui posso andare avanti. Con Who Believes In Angels?” mi sembra di entrare in un’altra era, sto spalancando la porta per entrare nel futuro. Sono soddisfatto di tutto quello che ho fatto finora, è stato brillante, sorprendente. Ma questo per me è un nuovo inizio. Per quanto mi riguarda, questo è l’inizio di una nuova fase della mia carriera.”

Brandi aggiunge: “Sono ancora sorpresa da questo lavoro e dall’ avere la possibilità di lavorare in un ambiente incredibilmente stimolante, dove tutti condividono le idee e ascoltano quelle degli altri. Come in  una famiglia. Il mondo è un posto selvaggio in cui vivere in questo momento. È difficile trovare pace e realizzazione. Questo disco verte esattamente alla ricerca di gioia ed euforia.  E questo è ciò che questo album rappresenta per me”.

Oggi viene presentato oltre al disco anche il singolo omonimo “Who Believes In Angels?”.

Così come il resto dell’album anche questo singolo è una collaborazione in tutto e per tutto: Brandi ha scritto il testo ed Elton il tema, prima che Andrew si unisse a loro per dare forma al tutto.

Dagli accordi di pianoforte di apertura, è inconfondibilmente un classico di Elton John, che riesce subito a richiamare ai successi del passato pur suonando assolutamente moderno. La voce di Brandi si fonde alla perfezione con quella di Elton in un imponente ritornello carico di synth, forte come molti dei suoi classici più amati.

“Who Believes In Angels?” conterrà anche la canzone nominata all’Oscar 2025 “Never Too Late”, brano scritto appositamente per l’omonimo documentario Disney+ e pubblicato lo scorso anno con grande successo di critica.

“Never too late” è una storia bellissima, riflessiva e in definitiva edificante sulla ricerca della felicità e della redenzione nell’amore e nella famiglia, è il finale davvero più appropriato del documentario che segue Elton mentre ripercorre la sua vita e i sorprendenti primi giorni dei suoi 50 anni di carriera in un ciclo completo carico di emozioni, intimo e stimolante.

Diretto da R.J. Cutler e David Furnish il documentario è disponibile su Disney+.

elton john

“Who Believes In Angels?” tracklist:

  1. The Rose Of Laura Nyro
  2. Little Richard’s Bible
  3. Swing For The Fences
  4. Never Too Late
  5. You Without Me
  6. Who Believes In Angels?
  7. The River Man
  8. A Little Light
  9. Someone To Belong To
  10. When This Old World Is Done With Me

IRAMA: il brano “Lentamente” in gara a Sanremo esce il 14 febbraio

“Lentamente”, il brano che Irama porta in gara al Festival di Sanremo, scritto dallo stesso Irama con Blanco, Giuseppe Colonnelli e Michelangelo alla produzione, esce il 14 febbraio anche nella sua versione spagnola “Lentamente (Cada maldito sentimiento)” per il mercato latino dove Irama ha già fatto conoscere le sue canzoni in passato e dove sta andando virale il brano “El Peso De Un Ángel” .

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Entrambe le versioni sono in presave: https://wmi.lnk.to/lentamente

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Cover di LENTAMENTE”

Con questo brano  canto un amore viscerale che si distrugge lentamente da entrambe le parti fino a sgretolarsi”. – racconta Irama – “Lentamente e’ una canzone diversa per me, con un testo  crudo e allo stesso tempo trasparente che mi mette a nudo”. 

Nella serata delle cover di venerdì 14 febbraio Irama duetterà con Arisa in Say Something , il singolo del duo statunitense A Great Big World in collaborazione con Christina Aguilera che ha portato a loro un Grammy Award per la  performance nella cerimonia del 2015.

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Cover della versione spagnola di “LENTAMENTE”

Irama, uno degli artisti di maggior successo nell’attuale panorama musicali italiano, capace di spaziare tra generi e mondi diversi, in attesa di vederlo a Milano per due concerti all’Unipol Forum di Assago, il 21 e 23 maggio , di cui il 23 già sold out, e poi a Roma , il 22 luglio al Rock in Roma all’ippodromo delle Capannelle, ha annunciato il suo live all’ Arena di Verona per il 2 ottobre  dove porterà live  tutte le sue hit  che gli hanno fatto collezionare  53 dischi di Platino e 4 oro e oltre 2,5 miliardi di streaming.
Tutti gli eventi sono organizzati da Vivo Concerti.

HOLLY JOHNSON, leader dei Frankie Goes to Hollywood, in Italia per un concerto

IL LEADER DEI FRANKIE GOES TO HOLLYWOOD, HOLLY JOHNSON, IN ITALIA PER UNA DATA UNICA, LUNEDÌ 6 OTTOBRE AL TAM TEATRO ARCIMBOLDI MILANO, PER CELEBRARE IL 40°ANNIVERSARIO DI WELCOME TO THEPLEASUREDOME

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La leggenda della musica e icona globale LGBTQ+ Holly Johnson ha annunciato il “Welcome to The Pleasuredome 40th Anniversary Tour“, che celebra quattro decenni dall’iconico album di debutto dei Frankie Goes to Hollywood. La tournée farà tappa anche al TAM Teatro Arcimboldi Milano, per una data unica italiana, lunedì 6 ottobre 2025. I biglietti per lo speciale show saranno acquistabili a partire dalle ore 14.00 di venerdì 7 febbraio sui circuiti ufficiali Tamtickets e Ticketone.

HOLLY JOHNSON
Welcome to the Pleasuredome 40th Anniversary Tour
6 ottobre 2025 – TAM Teatro Arcimboldi Milano
Biglietti acquistabili a partire dalle ore 14.00 di venerdì 7 febbraio
su Tamtickets e Ticketone
Per info e ticket: www.virusconcerti.com

Holly Johnson

Dopo i suoi acclamati show del 2023, Holly Johnson torna sul palco con una nuovissima produzione che include i successi senza tempo che hanno reso i Frankie Goes to Hollywood una delle band più influenti degli anni ’80. I fan possono aspettarsi di ascoltare brani iconici come la hit “Relax”, “Two Tribes” e l’eterea “The Power of Love”.

I Frankie Goes to Hollywood hanno fatto irruzione nella scena musicale degli anni ’80 con l’uscita del loro singolo di debutto del 1983 “RELAX”. Il brano si è rivelato essere uno dei singoli più di successo e controversi del decennio, ha venduto oltre 2 milioni di copie solo nel Regno Unito, classificandosi tra i 10 singoli più venduti di sempre.

È rimasto nelle classifiche per un record di 37 settimane. La BBC ha notoriamente bandito “Relax”, rifiutandosi di trasmetterlo a causa del percepito contenuto sessuale. “Relax” è rientrata nelle classifiche dopo l’uscita del loro secondo singolo “Two Tribes”, cementando ulteriormente il posto della band nella storia della musica con 2 singoli presenti nelle posizioni numero 1 e 2 della classifica. La band iniziò a sciogliersi dopo l’uscita del loro album di debutto multi-platino “Welcome to the Pleasuredome” nel 1984. L’album ha prodotto 3 singoli di successo consecutivi con l’uscita di “The Power of Love” ed è diventato uno degli album più venduti a livello internazionale. Holly è passato al successo da solista con l’uscita di “Blast”, che celebra anch’esso 35 anni e ha prodotto successi come “Love Train”, “Americanos”, “Heavens Here” e “Atomic City”. “Non riesco a credere che siano passati 40 anni da quando ‘Welcome to The Pleasuredome’ è esploso sulla scena“, dice Holly Johnson. “È stato un viaggio incredibile. Sono entusiasta di celebrare questo traguardo con un tour speciale per i fan e, si spera, un cofanetto per il 40° anniversario. Restate sintonizzati…”

Intervista a Walter Vacchino, proprietario del teatro Ariston di Sanremo

“Ariston- la scatola magica di Sanremo”, il libro perfetto da leggere per gli appassionati del Festival a pochi giorni dal suo inizio.
L’ Intervista al proprietario dell’Ariston, nonché autore Walter Vacchino  

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Aris ha origine greca e significa “ottimo, il migliore”. Aristide Vacchino, imprenditore sanremese, non ebbe dubbi quando nel 1953 dovette assegnare un nome alla sua “creatura”, il cinema-teatro “Ariston”, che dal ’77 ospita il festival di Sanremo. Aris come Ariston e Aris come Aristide, un connubio inscindibile tracciato nelle lettere.

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Si parla anche di questo nel libro di Walter Vacchino, figlio Aristide, intitolato “Ariston – la scatola magica di Sanremo”, scritto a quattro mani con l’addetto stampa Luca Ammirati. Un libro da rispolverare per gli amanti del Festivalone a pochi giorni dal suo inizio.

Una storia che da familiare è diventata internazionale. E che affonda le radici a quando, Aristide cresceva a pane e cinema, nella saletta gestita dai suoi genitori, tra un proiettore, fotogrammi in bianco e nero, un vecchio piano e poco più di duecento posti a sedere.

L’affluenza era notevole, così da fargli escogitare il trucco di aumentare di poco la velocità dei fotogrammi, in maniera da aggiungere uno spettacolo quotidiano ai cortometraggi previsti. Soprattutto, l’interesse era tale da far nascere in lui l’esigenza di sognare in grande. Nel dopoguerra, Vacchino, decise che quei duecento posti sarebbero diventati duemila.

Così, nel 1953, iniziarono i lavori di costruzione del “Centro Ariston“. Un percorso ad ostacoli che alla fine si tradusse in un una realtà di cui ancora si parla oggi, gestita dai fratelli Walter e Carla Vacchino.

ariston

Aristide Vacchino, suo padre, che uomo era? Qual è stata la sua grandezza?

La visione, in assoluto. Aveva già previsto il futuro e aveva la forza, la determinazione di realizzare questo sogno, dimostrando ad oggi di aver avuto ragione.

Il segreto per durare settantacinque edizioni?

Il segreto è continuare ad avere sempre un sogno. In questo caso, quello di mantenere una struttura che faccia da incontro tra l’emozione dello spettacolo, del cinema, e l’emozione dell’incontro tra le persone, per tenere sempre, in vita, una “macchina delle emozioni”.

Il momento più buio?

Le difficoltà ci sono sempre state. Il dover accogliere la richiesta del mercato e dover rimodulare la parte da destinare al teatro, o da destinare al cinema. Bisogna avere un buon mix di adattabilità. L’Ariston si è sempre adeguato a questo tipo di richiesta. Il colpo di fortuna è stato realizzare un anno il Festival in maniera provvisoria, nel ‘77, in seguito ai lavori di ristrutturazione del Casinò che lo ospitava al tempo, e poi farlo rimanere lì.

Un momento bello?

Di recente, la vittoria dei Maneskin, perchè ha riportato in auge, a livello internazionale, il nome del Festival, facendolo ritornare agli antichi fasti di un tempo.

L’edizione che ricorda con più pathos?

Sicuramente quella del Covid.

Il Festival è da sempre considerato una cartina di tornasole dei cambiamenti di costume della società. Se lei volge uno sguardo al passato e uno al presente, cosa le salta più all’occhio dei cambiamenti a cui ha assistito in questi anni?

Tutto cambia, nulla cambia. C’è stata un’evoluzione tecnica e tecnologica per il Festival che ha riguardato gli strumenti, le scenografie, ma l’anima è rimasta la stessa, e nonostante gli anni, le emozioni pure.

Il presentatore a cui è più affezionato?

Non me lo chieda, è come chiedermi chi sia il tuo migliore amico. Ognuno ha una sua personalità con cui si è fatto ricordare. Baudo lo ricordo per la signorilità con cui creava un rapporto con lo spettatore a casa, Vianello per l’ironia, Fazio per essere stato un innovatore, Baglioni come architetto del dialogo tra palcoscenico e platea…potrei fare un elenco.

E c’è un presentatore che le piacerebbe lo conducesse in futuro?

Sì, ce l’ho, ma non lo dirò.

Quest’anno, dopo 40 anni, Carlo Conti riporterà sul palco i Duran Duran. Lei ha scritto nel libro che nell’ ’85 crearono alcuni danni al teatro. E’ contento di riaccoglierli?

Sono felicissimo che ritornino. Sono cicli storici. Beh, il fatto che danneggiarono il teatro lo vidi come un danno a loro stessi, perché i posti di cultura appartengono a tutti. Qui al Festival, da sempre, accogliamo artisti dopo tantissimi anni di lontananza che ritornano a trovarci.

Come immagina il futuro del Festival?

Vorrei un ritorno al passato, agli elementi tradizionali di una volta, in cui la musica era al centro. Mi piacerebbe che sul palco tornassero a gareggiare artisti francesi, inglesi, europei, per lanciare un messaggio di solidarietà, per eliminare barriere e differenze.

Ci racconti qualche episodio inedito.

Beh, ricordo sempre quell’anno in cui Beppe Vessicchio vinse con gli Avion Travel a sorpresa, e che quando ripartirono per Napoli il mattino dopo alle 5, il loro furgone rimase bloccato al Mercato dei fiori, e si videro costretti tutti a spingerlo, compreso il Maestro, per farlo ripartire…per ognuno ne avrei da raccontare.

 

Emis Killa lascia Sanremo 2025: un passo indietro dovuto

Il rapper lombardo Emis Killa si ritira dalla kermesse a seguito dell’inchiesta sugli ultras milanisti.
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L’indagine, che coinvolge anche ambienti della criminalità organizzata, ha acceso i riflettori sui presunti legami tra alcuni rapper e tifoserie malavitose, alimentando l’acceso dibattito sul confine tra libertà d’espressione e censura.

La decisione di Carlo Conti di selezionare artisti come Emis Killa, Fedez e Tony Effe tra i protagonisti di Sanremo 2025 ha sollevato polemiche sull’opportunità di ospitare sul palco dell’Ariston figure accusate di scandali o di diffondere messaggi controversi. In questo contesto, il ritiro di Emis Killa diventa il simbolo delle tensioni tra autonomia artistica e responsabilità sociale nella musica italiana..

Scossone nel mondo della musica italiana: Emis Killa, al secolo Emiliano Rudolf Giambelli, ha annunciato il suo ritiro dalla 75ª edizione del Festival di Sanremo, travolto dall’inchiesta “Doppia Curva” sugli ultras milanisti. L’indagine, che coinvolge anche ambienti della criminalità organizzata, ha acceso i riflettori sui presunti legami tra alcuni rapper e tifoserie malavitose, alimentando il dibattito sul confine tra libertà d’espressione e responsabilità sociale. 

LE ACCUSE E I DETTAGLI DELL’INDAGINE 

Il rapper lombardo è indagato per associazione a delinquere nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Durante una perquisizione nella sua abitazione, le forze dell’ordine hanno sequestrato 40.000 euro in contanti, sette coltelli, tre tirapugni, uno sfollagente telescopico e un taser. A seguito di ciò, gli è stato notificato un Daspo di tre anni, che gli vieta l’accesso agli stadi. 

In merito alle accuse, Emis Killa ha scelto di intervenire tramite i social, chiarendo la sua posizione: “Apprendo oggi dai giornali che sono indagato (a me è stato notificato esclusivamente il daspo, che è un atto amministrativo e non penale) e se questo corrisponderà al vero sarà importante che l’indagine faccia il suo corso e la magistratura possa lavorare in serenità senza polemiche o pressioni e circhi mediatici“.

Pur precisando che il Daspo è un atto amministrativo e non penale, l’indagine ha inevitabilmente alimentato polemiche. Le accuse, sommate ai suoi rapporti con esponenti della Curva Sud milanista e con colleghi di spicco come Fedez e Lazza, anch’essi vicini a ultras rossoneri coinvolti nelle indagini, hanno suscitato interrogativi su possibili legami tra alcuni rapper e ambienti malavitosi.

AMICIZIE E AFFARI

Intervistato nel programma Lo stato delle cose, condotto da Massimo Giletti su Rai 3, Killa ha voluto chiarire la sua posizione, difendendo le frequentazioni con gli ultras del Milan: “Io con loro ho solo condiviso l’amicizia. Al momento sono solo indagato, non sono preoccupato”. Tuttavia, le indagini hanno acceso i riflettori sui suoi rapporti con Luca Lucci, leader della Curva Sud, e sull’apertura di una catena di barberie e tattoo riconducibile allo stesso Lucci, che vedrebbe coinvolto anche il rapper. Riguardo alla barberia che gestisce, ha precisato: “La barberia è una roba lecita, voglio dire. Non ho fatto niente di strano”. Sul tema della pericolosità sociale contestata nell’ordinanza della procura, invece, ha replicato: “Ero presente nel momento in cui c’è stata una colluttazione allo stadio, ma non ne ho fatto parte. Io non ho mai mollato manco uno schiaffo allo stadio, capisce? Questo è tutto quello che posso dire”.

EMIS KILLA E SANREMO: IL RITIRO 

Emis Killa avrebbe dovuto esibirsi con il brano “Demoni” e, nella serata delle cover, proporre “100 messaggi” di Lazza, in duetto con la violinista Laura Marzadori e Lazza stesso. Tuttavia, l’artista ha deciso di ritirarsi dal Festival, dichiarando di voler permettere alla magistratura di lavorare “senza polemiche o pressioni”. Con il suo ritiro, il numero degli artisti in gara scende a 29, senza sostituzioni previste.

Il dietro front non ha però fermato la musica di Emis Killa: il rapper ha deciso di pubblicare online “Demoni”, il brano che avrebbe dovuto portare in gara. La canzone racconta una storia d’amore tormentata con un testo che alterna immagini poetiche – “Siamo soli come il mare / Come angeli nell’Ade” – a riferimenti più forti, tra droghe e narcos: come “Sei l’ecstasy e il mezcal che non ci fanno dormire”, “Baci che sanno di Fentanyl”, “Narcos di Cali” e “Pioggia di molotov”. Lontano dalle provocazioni più esplicite del rap, il pezzo si caratterizza per un uso spinto dell’autotune e un andamento emozionale che si sarebbe ben inserito nel clima sanremese, unendo elementi tipici della trap a un arrangiamento sentimentale.

Tramite i social, il rapper ha espresso il suo dispiacere: “Dopo 15 anni di carriera ero felice di affrontare il mio primo Sanremo. Ringrazio Carlo Conti per avermi voluto ma preferisco fare un passo indietro e non partecipare”. 

LE DICHIARAZIONI DI CARLO CONTI 

Il direttore artistico del Festival, Carlo Conti, ha commentato così il ritiro: “Prendo atto con rammarico della decisione di Emis Killa di ritirarsi dal Festival di Sanremo. Rispetto la sua scelta e gli auguro di poter chiarire al più presto la sua posizione”. Conti ha inoltre difeso le sue scelte artistiche, ribadendo: “Non spetta a me giudicare. Io scelgo le canzoni”. 

IL DIBATTITO SULLA PARTECIPAZIONE DEI RAPPER A SANREMO 

La decisione di includere rapper come Emis Killa, Fedez, Tony Effe e Guè Pequeno ha sollevato critiche sull’opportunità di ospitare figure accusate di diffondere messaggi controversi. In particolare, il Codacons ha chiesto di visionare in anteprima i testi delle canzoni in gara e ha invitato i rapper a ritirare i brani contenenti contenuti sessisti o violenti. Tra questi, i testi di Emis Killa sono stati spesso al centro delle polemiche per la narrazione di episodi di violenza e atteggiamenti misogini. 

In un Festival che promuove inclusività e rispetto, i brani del rapper – come “3 messaggi in segreteria”, che narra un femminicidio, e “A cena dai tuoi”, che perpetua stereotipi di sottomissione femminile – hanno sollevato interrogativi sulla sua adeguatezza rispetto ai principi della manifestazione. Queste critiche si inseriscono in un contesto più ampio di tensioni tra autonomia creativa e responsabilità sociale. 

DALLA STRADA AL SUCCESSO 

Emiliano Rudolf Giambelli è nato il 14 novembre 1989 a Vimercate, in provincia di Monza e Brianza, a 29 km da Milano. Si è avvicinato al rap a 14 anni, affermandosi con le rap battle e vincendo nel 2007 il Tecniche Perfette. Nel 2012 ha pubblicato il suo album di debutto “L’erba cattiva”, che ha riscosso grande successo di pubblico e critica. Seguono altri lavori di successo, come “Mercurio” (2013) e “Terza stagione” (2016), che consolidano la sua posizione nel panorama musicale italiano, Seguono altri lavori di successo, come Mercurio (2013) e Terza stagione (2016), che consolidano la sua posizione nel panorama musicale italiano, in una carriera intrecciata con esperienze televisive, come il ruolo di coach e giudice a The Voice of Italy, e radiofoniche, tra cui la conduzione della trasmissione One Two One Two su Radio Deejay, e segnata da polemiche legate ai contenuti dei suoi testi.

SCANDALI E PUBBLICITÀ 

Alla luce degli ultimi sviluppi, ci si chiede se una valutazione più approfondita dei partecipanti sarebbe stata opportuna. Tuttavia, è innegabile che le polemiche abbiano acceso in anticipo i riflettori sul Festival, trasformando anche gli scandali più spinosi in un’occasione per catalizzare l’attenzione mediatica. Sanremo si conferma, ancora una volta, un evento capace di alimentare il dibattito e di rimanere al centro della scena culturale italiana. 

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HIT NON HIT (dalla musica pop al jazz) – BLOG & PRESS di Ugo Stomeo

Fedez, tra gossip e rivalità: un Sanremo 2025 incerto

Nella sfera del gossip italico, dove la realtà spesso si confonde con la finzione, emerge prepotente la figura di Fedez, al secolo Federico Lucia. Il rapper milanese, sempre avvezzo alle luci della ribalta, si trova ora al centro di una tempesta mediatica che coinvolge tradimenti, scandali e amicizie pericolose, il tutto a ridosso della sua imminente partecipazione al Festival di Sanremo 2025.

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Sanremo non è solo una gara canora, è un colosso mediatico dove si esibiscono tanto ugole e canzoni quanto ambizioni, caratteri, rivalità, scandali, cadute e riscatti. E chi meglio di Fedez per incarnare il concorrente perfetto? Rapper, influencer, martire e carnefice del gossip, entra nell’Ariston avvolto in una tempesta di tradimenti e polemiche che sembrano più un dramma teatrale scritto a più mani che un semplice conto alla rovescia verso l’esibizione. Ma quanto di tutto questo è una tempesta imprevista e quanto, invece, un copione perfettamente orchestrato per restare al centro del ring? 

DALLE ORIGINI AL SUCCESSO

Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, nasce a Milano il 15 ottobre 1989 e cresce a Buccinasco, comune dell’hinterland milanese. Abbandona gli studi al quarto anno di liceo artistico per dedicarsi alla musica, pubblicando il suo primo EP Pat-a-Cake nel 2007. La consacrazione arriva nel 2014 con l’album Pop-Hoolista, che lo proietta ai vertici delle classifiche italiane e lo porta a sedere sulla poltrona dei giudici e coach di X Factor, segnando l’inizio di un ruolo televisivo che rafforza ulteriormente la sua popolarità presso il grande pubblico. Nel 2018 sposa l’influencer Chiara Ferragni, e insieme diventano una delle coppie più seguite e discusse del panorama mediatico. 

LA CADUTA DI UN IMPERO DORATO

Prima ancora dell’annuncio della sua partecipazione a Sanremo 2025, prima delle canzoni e delle polemiche, c’è stato il tracollo. Fedez e Chiara Ferragni erano la coppia perfetta, un brand dorato scolpito nel marmo dei social. Poi, la crepa: lo scandalo Balocco, l’indagine per truffa a carico di lei, il loro amore da favola che, d’un tratto, ha cominciato a somigliare a un castello di carte in balìa della tempesta. Se la parabola della Ferragni sembra aver imboccato la via discendente, quella di Fedez è più complessa, fatta di colpi di scena e di nuove, impensabili rivelazioni. 

STORIE DI TRADIMENTI

Il gossip non perdona e Fabrizio Corona, ex re dei paparazzi, ha recentemente utilizzato il suo podcast Falsissimo per sganciare una serie di bombe mediatiche sui Ferragnez. La prima ha colpito Fedez, che avrebbe avuto una relazione parallela con Angelica Montini, designer milanese e figlia di noti imprenditori. Un amore clandestino durato ben sei anni, iniziato nel 2017 e conclusosi poco prima di Natale 2024. La Montini avrebbe scelto di chiudere la relazione, lasciando Fedez in una crisi profonda che, secondo alcuni rumors, lo avrebbe persino spinto a un tentativo di suicidio. Quando Chiara Ferragni è venuta a conoscenza del tradimento, il matrimonio, già scricchiolante, è definitivamente crollato. 

La seconda bomba è altrettanto clamorosa: Corona ha rivolto la sua attenzione a Chiara Ferragni, ex moglie di Fedez, accusandola di aver tradito il marito con Achille Lauro. In una delle sue storie su Instagram, ha così scritto: “Incominciamo da uno che canta a Sanremo quest’anno, Achille Lauro. Ti ricordi quando hai ammesso a Fede che te lo sei sc**o?” L’imprenditrice digitale ha subito ribattuto, definendo le voci “tossiche” e frutto di una strategia di marketing volta a destabilizzare la sua immagine pubblica, ma il dubbio rimane. E se fosse proprio questa la ragione dietro la fine dell’idillio artistico tra Fedez e Lauro? Dopo il successo di Mille con Orietta Berti, i due si sono inspiegabilmente allontanati. Ora, il retroscena svelato da Corona fa intravedere un possibile motivo. 

LE AMICIZIE PERICOLOSE

A complicare il quadro, c’è l’amicizia di Fedez con Luca Lucci, capo ultrà del Milan, e le sue frequentazioni con ambienti della curva finiti sotto la lente della magistratura.

In questa stessa indagine, denominata “Doppia Curva”, è stato coinvolto anche Emis Killa, collega e amico storico di Fedez. Il rapper è stato indagato per associazione a delinquere insieme a Lucci e ad altri tifosi milanisti, una situazione che lo ha portato al colpo di scena: attraverso i social media ha annunciato il suo ritiro da Sanremo, affermando di voler evitare “circhi mediatici” e di preferire fare un passo indietro in questo momento delicato.

Queste connessioni hanno sollevato interrogativi sulla natura delle relazioni tra il mondo della musica rap e quello degli ultras, gettando ombre sulla reputazione di chi è finito sotto i riflettori dell’inchiesta: da Emis Killa a Lazza, passando per Guè Pequeno, Tony Effe e lo stesso Fedez. 

SANREMO, TRA PROVOCAZIONI E CENSURE

Non bastavano gli scandali: a far discutere è anche la sua decisione di portare sul palco dell’Ariston, oltre all’inedito Battito”, la cover di Bella Stronza” in duetto con l’interprete e autore originale, Marco Masini.

La scelta artistica ha scatenato l’indignazione di Adriana Ventura, consigliera di parità della Provincia di Rimini, che ha presentato un esposto alla Rai, definendo il brano “violento e misogino” e invitando il pubblico a boicottare l’esibizione.

La mossa, lungi dall’indebolire Fedez, sembra piuttosto aver cementato la sua immagine di artista controverso, sempre in equilibrio tra provocazione e successo. 

RIVALITÀ SULLO STESSO PALCO 

E poi c’è il capitolo rivalità. La competizione a Sanremo 2025 si preannuncia infuocata, con Fedez che dovrà confrontarsi con ben due colleghi rivali: Tony Effe e Achille Lauro. 

Le tensioni tra Fedez e Tony Effe sono note, alimentate da stoccate sui social e frecciate nei testi, in bilico tra rivalità autentica e astuta campagna pubblicitaria. 

Con Achille Lauro, invece, la rivalità potrebbe essere ulteriormente esacerbata dalle recenti voci di gossip, aggiungendo un ulteriore incrocio pericoloso sul palco dell’Ariston: ex alleati, ora avversari diretti. 

UN SANREMO INCERTO

Fedez è maestro nell’usare il caos a suo favore, ma Sanremo sarà il banco di prova definitivo. In questo contesto, infatti, il gossip si rivela un’arma a doppio taglio per il rapper: se da un lato mantiene alta l’attenzione mediatica su di lui, dall’altro rischia di distogliere l’attenzione dalla sua performance artistica, mettendo in discussione la sua credibilità e la sua capacità di conquistare il pubblico con la sola forza della sua musica. 

Il peso dell’incertezza potrebbe avere conseguenze dirette sulla sua partecipazione al Festival. Negli ultimi giorni, infatti, si rincorrono voci su un possibile ritiro di Fedez dalla gara all’ultimo minuto. Dopo la decisione di Emis Killa di abbandonare Sanremo per non alimentare ulteriori speculazioni sulla sua persona, anche il rapper milanese starebbe valutando l’ipotesi di fare un passo indietro.

Fonti vicine all’artista parlano di un crescente malessere legato al clima che lo circonda: più che il Festival della canzone italiana, il rischio è di trasformare la kermesse in un processo mediatico che potrebbe oscurare la sua esibizione.

Ritirarsi sarebbe una scelta strategica o una resa? Abbandonare l’Ariston potrebbe significare cedere il campo ai suoi rivali, lasciando che la narrazione sia dettata dagli altri. D’altro canto, restare significherebbe affrontare la tempesta a viso aperto, rischiando però di trasformare la sua esibizione in un evento più mediatico che musicale.

In ogni caso, mentre il countdown per Sanremo prosegue inesorabile, la domanda se Fedez salirà davvero su quel palco o deciderà di tirarsi indietro alimenta una suspense che monopolizza l’attenzione. Della serie: non importa se in positivo o in negativo, ciò che conta è che se ne parli, consolidando così l’interesse intorno al personaggio di Fedez e alla sua performance, qualunque essa sia.

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HIT NON HIT (dalla musica pop al jazz) – BLOG & PRESS di Ugo Stomeo

NOEMI: “NOSTALGIA”, IL NUOVO ALBUM – DATE TOUR

NOEMI annuncia  NOSTALGIA, il nuovo album in uscita venerdì 28 febbraio 2025, disponibile in pre-save e in pre-order nei formati CD standard, CD autografato (in esclusiva sullo store Sony Music Italia), vinile LP colorato arancione trasparente e LP arancione trasparente autografato (in esclusiva sullo store Sony Music Italia).

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A fine anno Noemi salirà per la prima volta sul palco del Palazzo dello Sport di Roma con uno show unico il 20 dicembre 2025, non prima di essersi esibita nei teatri italiani. Il tour, anch’esso prodotto da Friends & Partners, la vedrà esibirsi a Firenze (17 novembre 2025, Teatro Cartiere Carrara), Torino (19 novembre 2025, Teatro Concordia), Milano (21 novembre 2025, Teatro Dal Verme), Padova (26 novembre 2025, Gran Teatro Geox) e Brescia (28 novembre 2025, Teatro Dis_Play), Assisi (1 dicembre 2025, Teatro Lyrick), Palermo (4 dicembre 2025, Teatro Golden), Catania (5 dicembre 2025, Teatro Metropolitan), Napoli (9 dicembre 2025, Teatro Augusteo), Bari (11 dicembre 2025, Teatro Team), per concludersi a Bologna (15 dicembre 2025, Teatro Duse). I biglietti saranno disponibili su Ticketone e i circuiti di vendita abituali a partire da martedì 4 febbraio 2025 alle ore 13:00.

Con NOSTALGIA, il suo settimo album in studio, Noemi si presenta in una nuova luce, con un progetto che esplora emozioni profonde, intrecciando blues, cantautorato contemporaneo e influenze elettroniche in un mix che spazia tra ballad romantiche e tracce uptempo.

Al centro di tutto il progetto c’è l’emozione da cui prende il titolo l’album; in tutti i brani è sempre presente un rimando al passato, ai ricordi come un legame tra chi si è stati e chi si diventerà. La nostalgia in questo contesto è un sentimento positivo, confortante e coinvolgente; se la malinconia può essere associata a dei toni freddi come il blu, che evocano sensazioni di rimpianto e rimorso, la nostalgia rimanda ai colori caldi, come l’arancione, al calore dei ricordi delle cose belle vissute e delle persone amate.

È guerra tra le ali della fantasia 
E i ladri che ci rubano la poesia
La nostalgia se non è dentro te non esiste
E non vorrei che tu pensassi che sono triste

L’artwork della cover, realizzato dal fotografo Niccolò Beretta e che vede Carla Cabras alla cura del progetto grafico, riprende i colori caldi associati alla NOSTALGIA e ne cattura perfettamente l’essenza. Gli occhi della cantautrice sono il suo filtro per vedere il mondo, è una prospettiva molto soggettiva e allo stesso tempo solitaria: da qui la scelta di utilizzare lo scatto che ritrae Noemi mentre corre sulla spiaggia al tramonto in inverno, seguita dal suo cane che corre spensierato. L’atmosfera sospesa del paesaggio marittimo si riflette nel calore dei toni delicati e naturali dell’immagine, rafforzando il legame con il viaggio emotivo alla base del progetto musicale.

L’album rappresenta il frutto di un percorso di ricerca artistica sonora e testuale, in cui la cantautrice ha scritto diversi brani in esso contenuti, collaborando con stimati musicisti e produttori e traendo ispirazione da molteplici influenze musicali. NOSTALGIA è un progetto creativo dinamico e che riecheggia l’evoluzione artistica di Noemi, un universo artistico ricco di sfumature e contaminazioni.

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Noemi parteciperà in gara alla 75esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Se t’innamori muori”, scritto e composto da Mahmood, Blanco e Michelangelo e prodotto da Michelangelo. Il brano porta alla luce una riflessione sui sacrifici e sulle scelte che si mettono in atto quando si è innamorati, unendola alla dicotomia di Eros e Thanatos e prendendo ispirazione dai concetti letterari di piccola morte e fragilità dell’animo umano di fronte al sentimento. “Se t’innamori muori” affronta il tema della difficoltà di fidarsi della persona di cui ci si innamora, e di quanta fragilità e vulnerabilità questo richieda. Dal titolo è chiara la sensazione di abbandono all’altro che si prova nell’innamoramento, paragonata a una sorta di morte interiore ma serena, perché l’amore vero e reciproco è più forte di ogni paura e insicurezza. Non si parla solo di relazioni romantiche ma anche di maternità: se t’innamori, muori serenamente anche nell’affetto verso un figlio, massima espressione di amore incondizionato.

Noemi vivrà questa edizione del Festival di Sanremo in una veste inedita, affiancata per la prima volta dalla Gialappa’s Band con cui racconterà e commenterà, entrando per la prima volta nei social di un’artista, la settimana della kermesse. Insieme al duo, noto per l’ironia tagliente e lo stile inconfondibile, Noemi offrirà al pubblico uno sguardo del tutto nuovo sul Festival, raccontandolo dalla prospettiva di una protagonista in gara durante le frenetiche giornate sanremesi, tra contenuti backstage, sguardi inediti e altre sorprese. Un racconto che mescola emozioni, irriverenza e retroscena inaspettati, grazie alla complicità tra la sagacia di Noemi e l’umorismo dissacrante della Gialappa’s. Questa collaborazione esclusiva, che vede l’incontro tra la Gialappa’s Band e un artista in gara, promette di sorprendere e coinvolgere, regalando al pubblico un modo diverso di vivere i momenti sanremesi, tra performance indimenticabili e un tocco di ironia.

Nella serata di venerdì 14 febbraio dedicata alle cover, Noemi si esibirà con il brano “Tutto il resto è noia”, di Franco Califano, in duetto con Tony Effe. Questa inedita collaborazione che vede i due artisti interpretare il brano del cantautore romano rappresenta anche la prima collaborazione presente all’interno dell’album, che vede anche la presenza di Neffa nella title track “Nostalgia” e il ritorno della fortunata collaborazione con Carl Brave in “Bosco Verticale”.

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NOSTALGIA – TRACKLIST

SE T’INNAMORI MUORI

TUTTO IL RESTO È NOIA (FEAT. TONY EFFE)

LA FINE

NOSTALGIA (FEAT. NEFFA)

CENTOMILA NOTTI

LUNA BUGIARDA

NOTTE INUTILE

BOSCO VERTICALE (FEAT. CARL BRAVE)

PAROLACCIA

 

TRACKLIST, CREDITI E TRACK BY TRACK

  • Se t’innamori muori

[Scritto da Alessandro Mahmoud, Riccardo Fabbriconi, Michele Zocca / Composto da Michele Zocca, Alessandro Mahmoud, Riccardo Fabbriconi / Prodotto da Michelangelo / Archi registrati presso Budapest Scoring Orchestra diretta da Peter Illenyi]

Il brano, in gara alla 75esima edizione del Festival di Sanremo, riflette sui sacrifici e le scelte legate all’innamoramento. Il brano racconta la difficoltà di fidarsi dell’altro e la vulnerabilità che ne deriva, paragonando l’innamoramento a una “piccola morte” interiore, serena e totale. L’amore, più forte di paure e insicurezze, non si limita alle relazioni romantiche ma include anche la maternità, massima espressione di affetto incondizionato.

  • Tutto il resto è noia (feat. Tony Effe)

[Scritto da Franco Califano / Composto da Francesco Del Giudice / Prodotto da Enzo Campagnoli, Drillionaire]

La cover di “Tutto il resto è noia” è la perfetta espressione di nostalgia unita alla romanità; c’è tutta la poesia nata dalle realtà più complesse raccontata con la schiettezza e semplicità tipiche del cantautore romano.

  • La fine

[Scritto da Lorenzo Urciullo, Jacopo Ettorre / Composto da Francesco Catitti, Jacopo Ettorre, Lorenzo Urciullo / Prodotto da Katoo]

“La fine” è un brano, che vede Colapesce tra gli autori, dalle sonorità leggere e anni ’70 ma dal testo molto poetico in cui i ricordi si fondono all’immaginario di natura tipico del cantautore.

  • Nostalgia (feat. Neffa)

[Scritto da Giovanni Pellino / Composto da Taketo Gohara, Giovanni Pellino / Prodotto da Taketo Gohara / Batteria suonata da Niccolò Fornabaio / Basso suonato da Giuseppe La Grutta / Pianoforte e synth suonati da Mirko Maria Matera / Chitarre suonate da Lorenzo Fornabaio / Organi e vibrafono suonato da Alberto Bazzoli / Synth e percussioni suonati da Taketo Gohara / Arrangiamento e direzione Tellus Orchestra Stefano Nanni]

In “Nostalgia” torna la collaborazione con Neffa, già apparso tra gli autori di altri brani della cantautrice, che affianca Noemi aggiungendo di sfumatura alla title track del disco.

  • Centomila notti

[Scritto da Veronica Scopelliti, Davide Simonetta, Ginevra Lubrano, Riccardo Schiara / Composto da Davide Simonetta, Ginevra Lubrano, Riccardo Schiara / Prodotto da DAV, vvenice]

Frutto della collaborazione con Ginevra e Arashi, “Centomila notti” è un brano uptempo con lo sguardo rivolto verso il futuro e nuove prospettive, lasciando andare il passato e le incertezze.

  • Luna bugiarda

[Scritto da Edwyn Roberts, Stefano Marletta, Michele Zocca / Composto da Edwyn Roberts, Stefano Marletta, Michele Zocca / Prodotto da Michelangelo, Edwyn Roberts]

“Luna bugiarda” è una traccia dalle sonorità soul e r&b, un racconto disilluso che riecheggia ricordi di un passato e un tempo colorato di speranze ormai lontano.

  • Notte inutile

[Scritto da: Veronica Scopelliti, Giorgio Poi, Pietro Paroletti / Composto da Pietro Paroletti / Prodotto da Golden Years]

L’incontro di Noemi con Giorgio Poi e Golden Years in “Notte Inutile” è la perfetta occasione per combinare le doti cantautorali multisfaccettate dei tre, in un brano acustico dalle sfumature delicate e sognanti.

  • Bosco verticale (feat. Carl Brave)

[Scritto da Carlo Coraggio, Veronica Scopelliti / Composto da Carlo Coraggio / Prodotto da Carl Brave]

Nella penultima traccia, Noemi ritrova l’amico di sempre Carl Brave. Il fortunato duo torna con una nuova sfumatura musicale in una ballad che mostra una vibrazione inedita raccontando le diverse dimensioni della relazione tra due persone, e della condivisione che sta alla base di tutto.

  • Parolaccia

[Scritto da Davide Simonetta, Riccardo Schiara, Paolo Antonacci, Alessandro Raina / Composto da Davide Simonetta, Riccardo Schiara, Paolo Antonacci, Alessandro Raina / Prodotto da Katoo]

Il brano che chiude l’album è un inno alla leggerezza e alla complicità, al superare i confini e al sapersi mettere sempre in discussione scoprendo nuovi lati di sé.

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Sabato 20 dicembre 2025 Noemi si esibirà per la prima volta al Palazzo dello Sport di Roma per una imperdibile data evento, che arriverà dopo una serie di concerti nei teatri italiani in programma in autunno. Il tour nei teatri partirà il 17 novembre dal Teatro Cartiere Carrara di Firenze, per proseguire il 19 novembre al Teatro Concordia di Torino, il 21 novembre al Teatro Dal Verme di Milano, il 26 novembre al Gran Teatro Geox di Padova e il 28 novembre al Teatro Dis_Play di Brescia. A dicembre sarà la volta del centro e sud Italia, con la tappa del 1° dicembre al Teatro Lyrick di Assisi, il 4 dicembre al Teatro Golden di Palermo, il 5 dicembre al Teatro Metropolitan di Catania, il 9 dicembre al Teatro Augusteo di Napoli, l’11 dicembre al Teatro Team di Bari, per concludersi il 15 dicembre al Teatro Duse di Bologna.

NOEMI – CALENDARIO LIVE 2025

17 novembre 2025 – Firenze, Teatro Cartiere Carrara

19 novembre 2025 – Torino, Teatro Concordia

21 novembre 2025 – Milano, Teatro Dal Verme

26 novembre 2025 – Padova, Gran Teatro Geox

28 novembre 2025 – Brescia, Teatro Dis_Play

1 dicembre 2025 – Assisi, Teatro Lyrick

4 dicembre 2025 – Palermo, Teatro Golden

5 dicembre 2025 – Catania, Teatro Metropolitan

9 dicembre 2025 – Napoli, Teatro Augusteo

11 dicembre 2025 – Bari, Teatro Team

15 dicembre 2025 – Bologna, Teatro Duse

20 dicembre 2025 – Roma, Palazzo dello Sport

 

BRUNORI SAS: ANNUNCIATO “L’ALBERO DELLE NOCI – TOUR ESTATE”

Si prospetta un 2025 all’insegna dei grandi concerti per Brunori Sas, e L’albero delle noci si prepara a dare i suoi frutti anche nella stagione estiva, ossia un tour.

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Dopo aver annunciato la traversata live di marzo nei principali palasport italiani, e i due imperdibili appuntamenti LIVE CON ORCHESTRA del 18 giugno al Circo Massimo di Roma e del 3 ottobre all’Arena di Verona, Dario Brunori svela oggi le date del suo “L’ALBERO DELLE NOCI – TOUR ESTATE”, il nuovo tour prodotto da Vivo Concerti che nei mesi estivi lo vedrà protagonista di 13 appuntamenti nelle arene e nelle rassegne musicali più importanti d’Italia.

Il tour partirà da Codroipo (UD) @ Villa Manin il 28 giugno, per poi toccare: Collegno (TO) @ Flowers Festival l’1 luglioPistoia @ Pistoia Blues il 5 luglioGenova @ Altraonda Festival l’11 luglioCattolica (RN) @ Arena della Regina il 13 luglioFermo @ Piazza del Popolo il 15 luglioSalerno @ Piazza della Libertà il 17 luglioBari @ Locus Festival il 18 luglioAssisi (PG) @ Suoni Controvento l’1 agostoAlghero (SS) @ Festival Abbabula il 3 agostoDiamante (CS) @ Teatro dei Ruderi di Cirella l’8 agostoCatania @ Sotto il Vulcano Fest il 10 agosto; e terminare la sua corsa a Montesilvano (PE) @ Marea Festival il 23 agosto.

I biglietti saranno disponibili in prevendita su www.vivoconcerti.com dalle ore 14:30 di venerdì 31 gennaio, e nei punti vendita autorizzati dalle ore 14:30 di lunedì 3 febbraio. ​​L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

“L’ALBERO DELLE NOCI – TOUR ESTATE” è l’occasione perfetta per ascoltare dal vivo e sotto le stelle, insieme ai classici che hanno segnato la carriera ultra quindicennale di Dario Brunori, i brani contenuti nel suo nuovo progetto discografico L’albero delle noci, in uscita venerdì 14 febbraio per Island Records. L’album di dieci tracce –già disponibile per il pre-order e presave– prende il nome dal brano che Brunori ha scelto di presentare al 75esimo Festival di Sanremo, per la sua prima volta in gara sul palco dell’Ariston -lo stesso palco che, nella Serata Cover di venerdì 14 febbraio, lo vedrà al fianco di Riccardo Sinigallia e di Dimartino in un sentito omaggio a Lucio Dalla sulle note de “L’anno che verrà”.

brunori sas

BRUNORI SAS || L’ALBERO DELLE NOCI – TOUR ESTATE

 Sabato 28 giugno 2025 || Codroipo (UD) @ Villa Manin

Martedì 1 luglio 2025 || Collegno (TO) @ FLOWERS FESTIVAL c/o Parco della Certosa

Sabato 5 luglio 2025 || Pistoia @ PISTOIA BLUES c/o Piazza Duomo

Venerdì 11 luglio 2025 || Genova @ ALTRAONDA FESTIVAL c/o Arena del Mare Porto Antico

Domenica 13 luglio 2025 || Cattolica (RN) @ Arena della Regina

Martedì 15 luglio 2025 || Fermo @ Piazza del Popolo

Giovedì 17 luglio 2025 || Salerno @ Piazza della Libertà

Venerdì 18 luglio 2025 || Bari @ LOCUS FESTIVAL c/o Fiera del Levante

Venerdì 1 agosto 2025 || Assisi (PG) @ SUONI CONTROVENTO c/o Rocca Maggiore

Domenica 3 agosto 2025 || Alghero (SS) @ FESTIVAL ABBABULA c/o Anfiteatro Ivan Graziani

Venerdì 8 agosto 2025 || Diamante (CS) Teatro dei Ruderi di Cirella

Domenica 10 agosto 2025 || Catania @ SOTTO IL VULCANO FEST c/o Villa Bellini

Sabato 23 agosto 2025 || Montesilvano (PE) @ MAREA FESTIVAL c/o Lungomare

BRUNORI SAS LIVE CON ORCHESTRA

 Mercoledì 18 giugno 2025 || Roma @ Circo Massimo

Venerdì 3 ottobre 2025 || Verona @ Arena di Verona

 BRUNORI SAS || TOUR 2025

 Venerdì 14 marzo 2025 || Vigevano (PV) @ PalaElachem

Domenica 16 marzo 2025 || Firenze @ Nelson Mandela Forum

Mercoledì 19 marzo 2025 || Roma @ Palazzo dello Sport – SOLD OUT

Sabato 22 marzo 2025 || Torino @ Inalpi Arena

Mercoledì 26 marzo 2025 || Napoli @ PalaPartenope

Venerdì 28 marzo 2025 || Casalecchio di Reno (BO) @ Unipol Arena

Domenica 30 marzo 2025 || Assago (MI) @ Unipol Forum

Lunedì 31 marzo 2025 || Assago (MI) @ Unipol Forum

LA LUCE DI CRISTICCHI – CONFERENZA STAMPA

Milano 4 febbraio 2025. Cronaca di una conferenza stampa poetica, quella di Simone Cristicchi.
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Luogo: “Nonostantemarras”, tra music club e show room, in mezzo a tessuti che ornano persino le ringhiere e i rami di un albero nel giardino.

Protagonista: Simone Cristicchi che inizia la conferenza recitando una poesia densa di speranza, luce e grazia. Una frase che mi colpisce in fronte come un raggio di luce è:

“Non chiediamoci se è la bellezza che salverà il mondo, pensiamo invece a salvare la bellezza in questo mondo”.

Alla fine scatta un applauso fragoroso e sentito. Noto qualche occhio umido tra i sessanta giornalisti e addetti ai lavori presenti. Cristicchi punta ai sentimenti, ma senza retorica nè compiacimento. E’ la sua natura, la sua formazione, il suo credo. Poi legge un racconto tratto da un suo libro pubblicato dalla Nave di Teseo. E’ storia vera, parla di sua madre in ospedale dove tutti si aspettano l’annuncio della sua scomparsa e invece appare un dottore sbigottito che annuncia che lei incredibilmente si è risvegliata. Un altro segno “dalle tenebre alla luce”, come il titolo del suo ultimo album in uscita in formato digitale, cd e vinile il prossimo 14 febbraio.

Cristicchi è l’ultimo dei mohicani rimasti nella riserva indiana dei cantautori, anzi degli autori, perchè nell’ambito della scrittura ha superato la canzone per viaggiare nella poesia e nella letteratura, a lui tanto care. Di parola in parola, la luce aumenta di intensità al punto che finalmente, anche le domande dei presenti risultano illuminanti, mai banali…anzi della sua partecipazione al Festival di Sanremo si parla pochissimo.

Cristicchi ha la capacità di rapirti nella sua poetica, nella sua diversità, perchè non appare diverso, lo è autenticamente nel mondo della canzone italiana, dove invece sembrano tutti uguali. Tutto ciò che lo riguarda è estremamente naturale, anche la fotografia della copertina dell’album alle sue spalle, realizzata da Andrea Arbizzi, che rappresenta la nebulosa Helix Nabula NGC7293, più conosciuta come “Occhio di Dio”. La fotografia, di cui ci sono voluti bel 11 anni per farla, rappresenta l’eplosione di una nebulosa nel buio profondo. Esplosione che illumina le tenebre inondando lo spazio di particelle luminose.

C’è una profonda ricerca nel lavoro di Cristicchi, ma mai artefatta, costruita e al servizio del banale intrattenimento. Al contrario, suscita emozione, pensiero, a volte anche amarezza, come solo la poesia sa fare. Così, anzichè parlare di Carlo Conti, dei testi rap misogeni a Sanremo, di polemiche fragili come le canzoni floreali, si parla degli anziani, degli ultimi, degli innocenti.

Sublime l’aneddoto ricordato da Cristicchi in un suo recital per studenti delle scuole superiori. Cristicchi sente schiamazzi, urla, vede gli studenti che si tirano palle di carta, casino a non finire, fa per andarsene, ma le luci si spengono. Prende coraggio, l’improvviso silenzio lo aiuta. Dopo quaranta minuti del suo monologo, vede scorgere nelle prime file le luci dei display dei telefonini. Finito il recital se ne va scoraggiato perchè pare evidente che non sia riuscito a coinvolgere i ragazzi. Invece il giorno dopo, riceve una lettera da parte degli studenti che lo ringraziano per il bellissimo spettacolo, precisando che le luci accese dei telefonini non erano le loro, ma quelle dei professori.

Ecco cosa succede quando in scena agisce un poeta. Solo nella notte oscura brillano le stelle. Parafrasando il baratro in cui versa la musica italiana, gli abissi e le tenebre in cui è sprofondata, nell’epoca più distratta e ignorante di sempre, il luminoso occhio sul mondo di Cristicchi può solo farci del bene. Grazie Simone.

Mietta, una dea da liberare: Io Canto Senior lo conferma

 


Le esibizioni a Io Canto Senior hanno messo in luce il talento di Mietta, ma anche un processo di standardizzazione. Queste scelte artistiche sembrano riflettere un percorso di appiattimento e modernizzazione che ha piegato la sua voce, un tempo libera e audace, a una logica pop rassicurante.
Capace di contenere moltitudini e far esplodere mondi sonori, Mietta appare ora confinata entro una visione artistica limitante, che merita di essere superata. 

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Con la finale di Io Canto Senior, andata in onda il 31 gennaio 2025 su Canale 5, si è conclusa la prima edizione del talent show dedicato agli over 45, condotto da Gerry Scotti e diretto da Roberto Cenci. 

Nel corso delle quattro puntate, Mietta, al secolo Daniela, si è stagliata come luminosa figura di supporter d’eccezione, donando la sua voce a tre brani iconici: E la luna bussò di Loredana Bertè, Quello che le donne non dicono di Fiorella Mannoia e Strong Enough di Cher. Ogni esibizione ha confermato la sua tecnica ineccepibile e l’intensità interpretativa, ma ha anche suscitato riflessioni sul repertorio scelto, che non ha spinto a pieno la sua straordinaria arte vocale verso nuove vette. 

E LA LUNA BUSSÒ 

Nella prima puntata, Mietta ha iniziato il suo percorso con Caterina Arena, casalinga di 51 anni dalla voce soul, duettando con lei sul brano E la luna bussò. Questo capolavoro del 1979, firmato da Mario Lavezzi, Oscar Avogadro e Daniele Pace, è stato portato al successo da Loredana Bertè ed è un inno malinconico e ribelle che fonde reggae e pop in una narrazione struggente: il racconto di un’anima alienata che bussa invano alle porte del riconoscimento e dell’amore. 

Mietta ha infuso nel brano il suo timbro caldo e avvolgente, confermando ancora una volta una tecnica interpretativa che abbraccia sacro e profano. Tuttavia, la scelta del pezzo, già affrontato a Io Canto Generation, ha lasciato l’impressione di un’artista che si muove entro i confini di una zona di comfort.

STRONG ENOUGH 

Nella seconda puntata, sempre al fianco di Caterina Arena, Mietta ha interpretato Strong Enough di Cher, un brano disco-pop del 1999 che celebra la forza e l’indipendenza di chi si rialza dopo una delusione amorosa. Anche qui, la performance di Mietta, impeccabile e in linea con il suo recente rilancio discografico dall’impronta dance, ha evidenziato la maestria della stessa nello spaziare tra generi musicali diversi. 

Questa stessa performance è stata riproposta anche in finale, con la stessa precisione e grinta. Eppure, nonostante la carica travolgente della canzone, l’esecuzione non ha suscitato il clamore che ci si aspetterebbe da un’artista del suo calibro. La voce di Mietta è un diamante che brilla in ogni circostanza, ma brani come questo, per quanto iconici, non riescono a metterne in luce tutte le potenzialità né a portare quell’elemento di sorpresa che il pubblico attende.

QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO 

Nella terza puntata, Mietta ha accompagnato Gabriella Bonino, pensionata di 61 anni, in un intenso duetto su Quello che le donne non dicono. Questo capolavoro, scritto da Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone e interpretato magistralmente da Fiorella Mannoia nel 1987, è una poesia musicale che racconta il mondo interiore femminile, tra silenzi, sogni e resilienza. 

Mietta ha saputo cogliere l’essenza struggente del brano, esaltandone le sfumature con una sensibilità che solo una voce come la sua può trasmettere. Eppure, anche in questa occasione, il pubblico ha percepito una certa prudenza nella scelta musicale. Il brano del resto lo eseguì già vent’anni fa in trio, con Anna Tatangelo e Rosalia Misseri, nello show 50 Canzonissime, condotto da Carlo Conti.

LEGGI LA MIA INTERVISTA A MARCELLA BELLA:

L’unica gara che mi interessa è quella di Sanremo”

UNA MUSICA CHE NON SCOPPIA

Mietta non è solo una cantante: è una dea della musica italiana, capace di attraversare mondi musicali lontanissimi, dagli abissi del jazz alle vette della lirica. Eppure, nelle prime puntate di Io Canto Senior, il repertorio scelto l’ha confinata in una dimensione sicura, prevedibile, che non le rende giustizia. 

Le sue interpretazioni, sempre impeccabili, reclamano brani che osino, che la sfidino e le permettano di ricordare al pubblico perché Mietta è Mietta. La sua voce, raffinata e potente, merita di confrontarsi con l’inatteso, il sublime, il rivoluzionario, sia nella musica in TV sia su disco. L’impressione è che si stia trattenendo in una zona di comfort adatta ad una Emma qualunque, ma non a un’interprete che ha fatto dell’innovazione e della riconoscibilità la sua essenza.  

Non è un caso, infatti, che tutte le cantanti delle canzoni reinterpretate da Mietta in Io Canto Senior abbiano un range vocale infinitamente più ristretto rispetto al suo. Una direzione che segue la scelta discografica intrapresa da tempo, simile a quella delle colleghe Marcella Bella, Donatella Rettore e della stessa Loredana Bertè: una Mietta “modernizzata”, relegata a singoli estivi che, come una forbice che taglia troppo, le amputano la possibilità di esprimere davvero la sua potenza vocale. Così facendo, si riduce, invece di esaltarsi, finendo per perdere l’opportunità di farsi largo nella sua autentica evoluzione artistica. 

Giorgia, dal canto suo, ha dimostrato che è possibile trovare un compromesso tra attitudini soul, bel canto e pop radiofonico, confermando che un’artista dotata di grande voce può evolversi senza rinunciare a ciò che la rende unica. È tempo che Mietta abbandoni il prevedibile e affronti territori inesplorati, privilegiando quelle Direzioni Opposte che un tempo la facevano saltare da un lato all’altro dell’universo musicale, permettendo così al suo talento di ergersi e brillare di luce propria, senza sciogliersi come miele nel sole.

UNA STRADA PER MIETTA 

Un ricongiungimento con melodie dall’ampio respiro, in grado di mettere pienamente in risalto le sue doti, di sicuro non verrebbe accolto male dai suoi fan più affezionati, che un tempo oltrepassavano il milione. Del resto, esempi come Antonella Ruggiero e Mina dimostrano che acuti potenti e sperimentazioni sofisticate possono convivere con il successo radiofonico e nei club, come accaduto con i recenti remix di loro grandi successi. 

La Mietta che continua a muoversi nei confini rassicuranti di scelte pop già collaudate, con un singolo pubblicato ogni morte di papa e un prolungato stand-by delle sue più solide escursioni nel pop-jazz e latin-jazz, è sicuramente meno interessante di una Mietta che torna a cambiare pelle, attraverso interi album discografici pubblicati con distanza ravvicinata. La strada giusta sarebbe ripartire dal suo primo grande amore musicale – Anna Oxa – e dalle audaci sperimentazioni di un tempo, riscoprendo magari anche le sue attitudini alla Callas mai incise su disco, come invece fece Giuni Russo, che unì lirica e avanguardia rendendosi immortale. Il panorama musicale internazionale è ricco di dive che continuano a reinventarsi con coraggio e visione artistica.  

Il viaggio musicale di Mietta non è affatto terminato. Con il suo talento unico, ha ancora tutte le carte in regola per riscrivere le regole della musica italiana e anticiparne le mode, così come fece trent’anni fa con il rivoluzionario Daniela è felice, album che ancora oggi risuona attuale e innovativo. Non c’è bisogno di aspettare che siano Serena Brancale o Joan Thiele a Sanremo 2025 a sparigliare le carte: Mietta può riscoprire quella complessità e grandezza che l’hanno resa un’icona, capace di andare oltre le frequenze radio e il semplice Bang per Battiti Live.

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HIT NON HIT (dalla musica pop al jazz) – BLOG & PRESS di Ugo Stomeo

Niccolò Fabi annuncia un nuovo album, “Libertà negli occhi”

Niccolò Fabi sta per tornare con il nuovo album di inediti “Libertà negli occhi”.
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Il cantautore ha annunciato ieri sui social la fine dei lavori di registrazione del nuovo lavoro discografico, che uscirà entro il 2025.

La nuova fatica discografica è stata una esperienza corale che il cantautore ha condiviso con i musicisti Emma Nolde, Roberto Angelini, Alberto Bianco, Cesare Augusto Giorgini, Filippo Cornaglia e Riccardo Parravicini.

I lavori del disco si sono svolti in Val di Sole in Trentino, in uno chalet, immersi nella quiete invernale della montagna.

niccolò fabi

Questo quanto scritto da Niccolò Fabi sui social:
Libertà. Tanto basilare come concetto quanto abusata a volte come parola. Dal 13 al 23 gennaio abbiamo registrato un disco tra le montagne della Val di Sole nello Chalet davanti al lago dei caprioli con Emma Nolde, Roberto Angelini, Alberto Bianco, Cesare Augusto Giorgini, Filippo Cornaglia e Riccardo Parravicini. Un esercizio di libertà lontano da qualsiasi aspettativa. Come potrà risuonare tutto questo nella vita di chi lo ascolterà davvero mi è imprevedibile. Di certo per noi che l’abbiamo registrato è stato qualcosa di unico e irripetibile. Libertà è anche un modo di guardare le cose che determina il senso e la dignità di quello che facciamo e dove indirizziamo le nostre scelte. Libertà negli occhi per l’appunto. Parafrasando quello che i motociclisti pensano prima di entrare in curva la vita va dove va il tuo sguardo“.


Lucio Corsi, un cantautore ventriloquo?

Lucio Corsi, promettente e bravo cantautore, si è intrappolato da solo nella rete di Sanremo, o meglio nel tentativo di partecipare con un gesto eclatante nella serata dei duetti, con la balzana idea della cover di “Nel blu dipinto di blu”, in featuring con un pupazzo, cioè il mitico Topo Gigio.

Scelta sbagliata anche sotto il profilo del marketing perchè si parla e si parlerà più di questo improbabile duetto, che della sua canzone in gara. Quando il cantautore si gemella con un pupazzo, rischia di fare la fine del ventriloquo. Avete presente il Jean Luis Moreno e il corvo Rockfeller? Ecco. Parteciparono insieme al Festival di Sanremo nel 1985. Corsi, che avendo talento, potrebbe fare tranquillamente a meno di questi ripescaggi televisivi Techeteche, ha pubblicato il seguente post:

“La canzone di Modugno, l’hanno cantata tutti , da Paul McCartney a Bowie fino a Troisi in “Non ci resta che piangere”.

Benissimo, che la cantino anche i pupazzi allora. Secondo questa logica, ci aspettiamo dunque che Damiano David canti “Heroes” di Bowie in featuring con il Pulcino Pio e Achille Lauro canti “Imagine” di Lennon con il Gabibbo. Sanremo in featuring con lo Zecchino d’Oro potrebbe essere l’idea del millennio, tano ormai è la canzone che è diventata una pupazzata, quindi ci sta, come dicono i gggiovani. Battute a parte, nel caso di Lucio Corsi, la domanda sorge come un serpente da un cesto indiano:

“Perchè?”

Perchè un talento musicale deve necessariamente ricorrere a questi giochetti generalisti per farsi notare? E’ obbligatorio? Giova o non Jova? Perchè la partecipazione a Sanremo obbliga un cantante a fare uno show? Eppure ci sono cascati in tanti: il finto pancione della Bertè, la fuga di Bugo, l’ iperrealismo di Elio E Le Storie Tese nei panni dei Rockets, la farfallina di Belen,il battesimo sul palco di Achille Lauro,  si potrebbe fare un elenco infinito e una lunghissima puntata di Techeteche.  La risposta è molto semplice. Sanremo non è più un festival della canzone, ma uno show televisivo, dove conta solo farsi notare, pescare qualche migliaio di like in più, a costo di farsi massacrare sui social. E’ questa roba qui, non altro. Quindi ecco un cantautore trentunenne che si presenta al Festival con un brano che si intitola “Volevo essere un duro” e poi per essere da meno canta la canzone italiana più nota al mondo in compagnia di un tenero pupazzo che ha l’età di suo nonno. Vuoi scommettere che Live Nation, sta  organizzando un tour già sold out?
Topo Gigio, Rockfeller e il Pulcino Pio, il nuovo trio del millennio.

CASA SANREMO: INTERVISTA AL PATRON VINCENZO RUSSOLILLO E A GRAZIELLA CONTENT

A POCHI PASSI DALL’ARISTON, CASA SANREMO COMPIE 18 ANNI.  IL PATRON, VINCENZO RUSSOLILLO E GRAZIELLA CONTENT FANNO IL PUNTO CON NOI.

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Sanremo da 18 anni non è più solo Festival, ma è travolta da una realtà parallela, ormai non più collaterale, quella di Casa Sanremo. Si tratta di uno spazio, all’interno del Palafiori, a pochi passi dal celebre Ariston, dove prendono vita incontri, presentazioni di libri, show case, oltre che intrattenimento nei giorni della kermesse.  A farne il punto con noi, in questo primo anno da maggiorenni, il patron Vincenzo Russolillo, e la responsabile delle relazioni istituzionali, Graziella Corrent, nonché direttore di produzione del premio Tenco.

Siamo in uno spazio che ha già iniziato a vibrare con note emesse da radio “Casa Sanremo”.  L’atmosfera è rarefatta prima della festa, splende nell’area centrale un’Harley cromata che riflette il blu dei neon, i puff iniziano a comporsi per far accomodare i primi ospiti, i calici iniziano a suonare e ad incrociarsi.

Siete arrivati a ben diciotto edizioni…

Casa Sanremo è l’evoluzione di un’idea che già realizzavamo diciotto anni fa in un altro contesto, e quando Mauro Marino (speaker radiofonico n.d.r.), mi propose di condividerla anche col compianto direttore artistico del Comune di Sanremo, Pepi Morgia, mi sembrò quasi una follia. E’ diventata una realtà talmente grande, che ormai vive in parallelo rispetto al Festival. In questi anni ha assunto un ruolo diverso rispetto a quello dell’hospitality, e quest’anno il progetto si è allungato, con una settimana in più di eventi. Avremo tanto da raccontare, le canzoni del Festival saranno solo la nostra colonna sonora. Gli artisti che transiteranno da qui verranno per raccontarsi, oltre che per raccontare.

Quest’anno si parlerà molto di temi sociali, con un largo spazio molto dedicato alla legalità, in un incontro che ospiterà contemporanemente nomi altisonanti, tra cui magistrati e giornalisti.

Ce ne siamo sempre occupati, ma quest’anno abbiamo un evento che ne ospiterà oltre dieci insieme, tra cui il magistrato Nicola Gratteri, il giornalista di Report, Sigfrido Ranucci. E’ stato molto difficile metterli insieme da un punto di vista logistico, c’è chi viene da Milano, chi da Palermo, ma ce l’abbiamo fatta.

Graziella Corrent, anima del Premio Tenco, durante l’inaugurazione dello scorso 1 Febbraio, ha ricevuto una targa di riconoscimento per il lavoro svolto in questi anni.

Graziella è stata l’assistente storica di Pepi. Si occupa delle relazioni istituzionali, e in modo molto paziente, ha fatto da parafulmine rispetto al pregiudizio che c’era all’inizio nei miei confronti di uomo campano, appena immerso in questa realtà.

Si punterà a far esibire molti emergenti con varie iniziative, come nel progetto Underground.

 Il nome del progetto è nato in tre secondi. Underground significa che sono proprio sottoterra, nel senso letterale del termine. Nelle sale al piano sotterraneo del Palafiori ci sono la sala Pepi Morgia e la sala Ivan Graziani in cui duemila ragazzi verranno a presentare le loro performance nell’arco di una decina di giorni.

La novità a cui tenete maggiormente quest’anno?

Le partnership. Oltre a quelle consolidate come quella di Save the Children, c’ è un ingresso importante, quello di Amensty International. C’è poi la collaborazione con il nostro nuovo sponsor Bazr, e quella a cui teniamo molto, di Gambero Rosso.  Una novità importante è poi quella del campus per fare formazione ai ragazzi nel settore tecnico del mondo dello spettacolo, e nelle arti performative per l’intrattenimento, con l’obiettivo di dare loro la possibilità di fare stage il prossimo anno durante la settimana del Festival, e di proporsi alle aziende del nostro Consorzio.

A questo punto, in un momento di pausa, Graziella Corrent la responsabile delle relazioni istituzionali sostituisce il patron alle prese con chiamate e appuntamenti, e risponde alle successive domande.

Le edizioni a cui siete più legati?

La prima, e poi quella del Covid per la forza emotiva che ci ha trasmesso, perché è stata realizzato, così come il Festival, quell’anno, a porte aperte.

C’è qualcosa che in qualche modo ricorda il Tenco di cui lei è direttore di produzione, di questa manifestazione?

No, perché sono due manifestazioni molto diverse, non ne vedo neanche la necessità, in quanto sono realtà con le loro rispettive eccellenze.

Di questa avventura, cosa la stimola di più?

 Io sono stata l’assistente del direttore artistico Pepi Morgia per venti anni, e quest’occasione è nata durante un tè durante il Tenco tanti anni fa. Si tratta di una collaborazione ormai consolidata e la porto avanti con piacere.

Quest’anno, l’edizione è stata dedicata a Massimo Cotto, il giornalista di Virgin radio, scomparso di recente. Cosa ha rappresentato per voi?

Massimo Cotto era un grande amico. Vincenzo (Russolillo, il patron, n.d.r.) ha deciso di dedicargli questa edizione perché Massimo, oltre che un grande professionista, era una gran bella persona.

GRAMMY AWARDS 2025: Kendrick Lamar trionfa – Premiati anche Beyoncé, Lady Gaga, i Beatles e i Rolling Stones 

Ai 67° Grammy ® Awards, che si sono tenuti ieri sera a Los Angeles, ha trionfato Kendrick Lamar, aggiudicandosi 5 premi come “Registrazione dell’anno”, “Canzone dell’anno”, “Miglior canzone rap”, “Miglior performance rap” e “Miglior video musicale” per il singolo “Not Like Us”.

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A condurre la serata c’era Trevor Noah. Tra gli artisti premiati anche Beyoncé  vincendo Miglior album dell’anno con Cowboy Carter. La cantante ha infranto un altro tabù, diventando la prima afroamericana a trionfare per il miglior disco country.

Sempre sul fronte rap, la rivelazione Doechii si è aggiudicata il premio “Miglior album rap” con il suo “Alligator Bites Never Heal”.

Sul versante pop, Lady Gaga e Bruno Mars hanno vinto il premio come “Miglior duetto” per “Die With a Smile”.

Sul fronte rock/alternative, i Beatles hanno vinto il loro ottavo Grammy Award per la “miglior performance rock” con il singolo “Now And Then”, la loro ultima canzone, mentre i Rolling Stones hanno vinto quello per il “miglior album rock” con “Hackney Diamonds”.

Nella categoria country ha vinto invece Kacey Musgraves, “Miglior canzone country” con “The Architect”.

Nella categoria “miglior album di un musical teatrale” ha vinto “Hell’s Kitchen”, con le musiche composte e scritte da Alicia Keys.

Infine, come “Miglior arrangiamento, base o acapella” ha vinto Jacob Collier (con Tori Kelly e John Legend ) per “Bridge Over, Troubled Water”.

Niente da fare, invece, per le star del momento Taylor Swift e Billie Eilish, rimaste a mani vuote.

La cerimonia degli ‘oscar della musica’ ha anche visto sfilare l’ennesima parata di stelle. Ma, alla fine, a prendersi tutta la scena è stata la compagna di Kanye West, la modella Bianca Censori, presentatasi sul red carpet di Los Angeles completamente nuda.

grammy awards

Di seguito tutti i premi dei Grammy Awards 2025:

  • Miglior album – Cowboy Carter di Beyoncé
  • Miglior brano – Not Like Us di Kendrick Lamar
  • Miglior registrazione (Record of the year) – Kendrick Lamar (Not Like Us)
  • Rivelazione dell’anno – Chappell Roan
  • Miglior produttore – Daniel Nigro 
  • Miglior compositore – Amy Allen
  • Miglior performance pop solista – Sabrina Carpenter con Expresso
  • Miglior performance in duo o in gruppo – Bruno Mars ft.
    Lady Gaga, Die With a Smile
  • Miglior album pop – Short n’ Sweet di Sabrina Carpenter
  • Miglior registrazione pop – Charli XCX con Von Dutch
  • Miglior registrazione electro/dance – Justice ft.
    Tame Impala, Neverender
  • Miglio album dance/elettronico – Brat di Charli XCX
  • Miglior album rock – Hackney Diamonds dei Rolling Stones
  • Mejor performance R’n’B – Muni Long, Made for Me (Live on BET)
  • Miglior brano R’n’B – Saturn di SZA
  • Miglior album R’n’B – 11:11 di Chris Brown
  • Miglior performance rap – Kendrick Lamar, Not Like Us
  • Miglior performance di rap melodico – Rapsody ft.
    Erykah Badu, 3:AM
  • Miglior brano rap – Not Like Us di Kendrick Lamar
  • Miglior album rap – Alligator Bites Never Heal di Doechii
  • Miglior performance country da solista – Chris Stapelton, It Takes a Woman
  • Miglior performance country in due o in gruppo – Beyoncé ft.
    Miley Cyrus, II Most Wanted
  • Miglior brano country – Kacey Musgraves, The Architect
  • Miglior album country – Cowboy Carter di Beyoncé
  • Miglior disco urban – Las Letras Ya No Importan di Residente
  • Miglior album musical – Hell’s Kitchen di Alicia Keys
  • Miglior colonna sonora – Dune 2
  • Miglior canzone originale per un film/serie – Jon Batiste, It Never Went Away (American Symphony)
  • Miglior videoclip – Kendrick Lamar, Not Like Us

CASA SANREMO HA INAUGURATO LA SUA DICIOTTESIMA EDIZIONE dedicata al giornalista MASSIMO COTTO

Si è aperta la diciottesima edizione di Casa Sanremo .Bazr, area hospitality del Festival della Canzone italiana, con la presenza di Carlo Conti

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Per celebrare questo importante compleanno, Casa Sanremo .Bazr ha raddoppiato la sua durata, aprendo alla Città di Sanremo dal 1° al 15 febbraio, con appuntamenti musicali, eventi speciali, ospiti internazionali e grandi partnership.

L’inaugurazione è stata condotta dalla giornalista Grazia Serra, madrina della diciottesima edizione dell’evento e da Vincenzo Russolillo, Presidente del Consorzio Gruppo Eventi e fondatore di Casa Sanremo, alla presenza del Sindaco di Sanremo Alessandro Mager, del Vice presidente della Regione Liguria Alessandro Piana, dell’Assessore Regionale all’Urbanistica Marco Scajola, dell’Assessore Regionale al Turismo Luca Lombardi, dell’Assessore al Turismo e Manifestazioni del Comune di Sanremo Alessandro Sindoni e del Founder di. Bazr Simone Giacomini. Ha partecipato Carlo Conti, Direttore artistico e Presentatore della 75° edizione Festival di Sanremo.

Casa Sanremo compie 18 anni e viene dedicata alla memoria del giornalista Massimo Cotto, amico dell’evento e voce storica di Virgin Radio, scomparso prematuramente lo scorso anno. Massimo era stato premiato proprio nel 2024, nel Salotto “Writers” per il suo ultimo libro e, quest’anno, sarà la moglie Chiara Buratti (attrice, giornalista e conduttrice) a ricordarlo, con un evento moderato dalla Giornalista Grazia Serra, venerdì 14 febbraio 2025.

Importante scelta di marketing quella del title sponsor del 2025: .BAZR è il social commerce che rivoluziona lo shopping online, combinando live streaming e influencer marketing in un’unica app. Una partnership nuova che guarda al futuro. Una collaborazione innovativa e prestigiosa, in linea con il concept di Casa Sanremo, che mira a parlare dritto al cuore di un pubblico più vasto ed eterogeneo possibile, puntando a rafforzare tutti i canali di comunicazione.

Siamo felici ed emozionati di dare il via a questa nuova avventura di Casa Sanremo, che annuncia bellissime novità, insieme all’amico e grande professionista Carlo Conti. Carlo ha affermato che il Festival di Sanremo 2025 sarà il Festival all’insegna dell’amicizia; anche noi, seguendo questa linea, abbiamo deciso di dedicare la diciottesima edizione di Casa Sanremo all’indimenticato Massimo Cotto. Ringrazio il nostro Title Sponsor, .Bazr, e tutti i Partners che hanno condiviso la visione di un progetto aperto al Festival di Sanremo, alla Città di Sanremo, ma anche ad un target intergenerazionale di utenti, dando alle nostre idee un concreto respiro nazionale ed internazionale”: ha dichiarato il Presidente Vincenzo Russolillo.

JOVANOTTI: nuovo album “IL CORPO UMANO” vol.1 – A marzo il tour PalaJova

Il 31 gennaio esce IL CORPO UMANO VOL.1, il nuovo album di Jovanotti già disponibile in preorder per Island/Universal Music.
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A distanza di otto anni da Oh, Vita! e di tre anni da Il Disco Del Sole, arrivano 15 canzoni che compongono la tracklist dell’album, tutte diverse tra loro, e ognuna parte di un corpo unico, un corpo umano che torna a vivere e a danzare.

A marzo, dopo 6 anni da Lorenzo Live 2018 – l’ultimo tour nei palazzetti – e sulla scia del grandissimo successo delle feste a cielo aperto del Jova Beach Party – che con le edizioni 2019 e 2022 ha conquistato più di 1 milione di spettatori – parte lo straordinario viaggio del PalaJova: già 26 sold-out in calendario per un evento unico che va ben oltre il tradizionale concerto. Lorenzo porta i suoi live a un livello mai visto prima creando uno spazio dove l’energia e la condivisione autentica diventano il cuore di tutto. Da oggi in vendita due nuovi appuntamenti a Milano per il 12 e 13 maggio.

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Crediti Foto Filippo Maffei

IL CORPO UMANO VOL.1 

L’album, scritto in oltre due anni e realizzato come un salto, uno scatto dopo una lunga rincorsa, si compone di 15 brani, ma è solo il primo volume del nuovo lavoro che racconta Lorenzo 2025.

Il corpo umano è un viaggio musicale che parla di rinascita, libertà e autenticità: ogni traccia è una tappa di un percorso personale e universale, dove emozioni profonde e introspezione si fondono con suoni contemporanei e contaminazioni globali. L’album è un invito ad esplorare i confini della propria identità, a sentire e sentirsi vivere, affrontare le sfide del cambiamento e celebrare la vita nei suoi aspetti disparati.

È un manifesto di cambiamento e di volontà, pieno di romanticismo e di gusto per l’arte della canzone pop, è Lorenzo in purezza e mescola introspezione e libertà con suoni che spiazzano e conquistano. Ogni canzone è un pezzo di vita, un passo verso nuovi orizzonti, un messaggio chiaro: vivere senza filtri e trasformare le proprie fragilità in forza. Guardare avanti con entusiasmo e (ri)prendersi la vita.

Il corpo umano è stato anticipato da Montecristo – entrato direttamente al 1° posto della classifica EarOne, brano più suonato dalle radio italiane, accompagnato da un vero e proprio cortometraggio per la regia di YouNuts realizzato a Lido di Staranzano in Friuli Venezia Giulia che coinvolge oltre 70 professionisti – e da Fuorionda, canzone anomala per la storia di Jova che nel testo ci mostra una direzione del tutto nuova, inedita, accompagnato da uno street clip realizzato da Maikid e Teresa Cherubini.

È un album importante, fresco leggero e intenso, un nuovo corso per i testi di Lorenzo e per la musica. In questa occasione infatti Jova ha voluto collaborare con tre produttori per dare a ciascuna canzone un abito “sartoriale”: Dardust, con cui in passato aveva già collaborato per Nuova Era, firma con Lorenzo la musica e la produzione di Montecristo, Fuorionda, Un mondo a parte, Le foglie di te, Universo, La grande emozione, Il corpo umano. Michele Canova con cui negli anni ha prodotto Buon sangue, Ora, Safari e Lorenzo 2015 cc, e con cui sono nati gli abiti sonori di La mia gente, Lo scimpanzé, Celentano e Grande da far paura (quest’ultima con gli archi di Davide Rossi), e una inedita collaborazione con Federico Nardelli con cui ha prodotto Senza se e senza ma e 101.

Come dal 1989 ad oggi, l’intero progetto grafico dell’album è stato realizzato da Lorenzo stesso insieme a Sergio Pappalettera con la sua Studio Prodesign.

Sulla nascita di questo progetto Lorenzo racconta: “il titolo è nato prima delle canzoni, sono entrato in studio a realizzare i pezzi quando ho avuto il titolo e subito dopo l’idea della copertina dell’album. In pratica ho iniziato a costruire questo “edificio” partendo dal tetto. Il mio album si chiama “Il Corpo Umano” non solo perché è stato il mio personale campo di indagine e di battaglia dell’ultimo anno e mezzo, ma soprattutto perché il mio viaggio mi ha aperto panorami nuovi rispetto a questo argomento inesauribile. Detto in poche parole è con il corpo che attraversiamo il passaggio terreno, prima e dopo è un grande mistero, durante possiamo essere e osservare, vivendo. Normalmente sentiamo di avere un corpo quando il corpo si rompe o si ammala, così come ci accorgiamo dell’aria quando ci viene a mancare, così come scopriamo che esiste il tempo quando alle cose che iniziano si affiancano quelle che finiscono e noi ci stiamo in mezzo. Si tratta quindi, per me, di iniziare o proseguire con nuova consapevolezza un lavoro sul “sentire” il corpo, l’aria, la luce, le cose che iniziano, quelle che finiscono, il respiro, i cambiamenti in atto, il dolore, il piacere, la guarigione, l’amore, gli altri, la natura, l’epoca, la cura, le emozioni, le idee, il flusso dei pensieri. Quella verità estatica che la vita a volte ci offre e che per tutta la prima parte della vita non cogliamo perché siamo immersi in un tipo di vitalità che poi ci accorgiamo essere stata una preparazione a quello che siamo oggi. Diventare, continuare a diventare è impegno e sfida, fino all’ultimo attimo, a bordo di un corpo fragile e infinito, mutevole e unico, come la vita stessa.

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La serie è una bomba: 15 episodi per la durata totale di 56 minuti e 58 secondi di viaggio e di esplorazione.

1. Montecristo

Entrato direttamente al 1° posto della classifica EarOne, brano più suonato dalle radio italiane, Montecristo è il singolo che ha inaugurato il nuovo percorso artistico di Jovanotti, uno dei suoi testi più profondi e introspettivi capace di traghettarci in territori inesplorati. La voce di Lorenzo è al centro di un cielo lirico fatto di archi e di un pavimento urbano fatto di reggaeton elettronico incalzante, creando così un’atmosfera spiazzante, un’inquietudine vitale e struggente, tutta da ballare. Parla di rinascita, di elaborazione del trauma, di cambiamento e di libertà. Proprio come un moderno Conte di Montecristo, Lorenzo affronta le sue paure e trova la forza per risalire con un messaggio chiaro: “Diventa quello che sei / Non come vogliono loro”. 

2.   Fuorionda

Secondo singolo estratto, Fuorionda esplora con freschezza e originalità il tema della vita vissuta a metà tra il pubblico e il privato, con un mix di introspezione e leggerezza. Il groove è energico e coinvolgente, tipico dello stile del cantautore, che mescola sonorità moderne con il suo marchio di fabbrica, fatto di parole che vibrano e colpiscono. La tematica del “fuorionda” offre spunti riflessivi sulla condizione umana e sulla continua ricerca di autenticità in un mondo spesso dominato dalle apparenze.

3.   Un mondo a parte

Poesia in musica, Un mondo a parte si distingue per la sua delicatezza e la sua capacità di evocare emozioni profonde. È Lorenzo di A te, di Al chiaro di luna: sulle note calde di un pianoforte, la voce sincera di Jovanotti guida l’ascoltatore in un viaggio intimo e avvolgente capace di toccare corde universali tra le curve imprevedibili delle relazioni.

4.   Senza se e senza ma

Un ritmato giro di chitarra apre Senza se e senza ma, dolce ballata d’amore dalla melodia country-pop. In questo brano Lorenzo ci regala ancora una volta una storia di vita: dedicato alla voglia e alla possibilità di un nuovo inizio, celebra un amore maturo e consapevole, che accetta i difetti dell’altro e li trasforma in punti di forza.

5.   La mia gente

Canzone di speranza e libertà, si presenta fin dai primi versi come un inno alla ricerca di sé stessi, un invito a liberarsi dalle catene e farsi trasportare dalla vita. Come un mantra, il ritornello viaggia su contrastanti e avvolgenti sonorità folk rock: Sentiremo sulla pelle la carezza dirompente / Vento del deserto che muove carovane verso una terra promessa d’oriente / Mai più schiava di nessuno la mia gente.

6.   Le foglie di te

Tra ritmi afrobeat e amapiano, Le foglie di te evoca connessioni romantiche con la terra e il mondo naturale. I ritmi percussivi, incalzanti e ipnotici – che fanno da tappeto a una forte dichiarazione d’amore – creano un’atmosfera intensa e coinvolgente che cattura l’ascoltatore, trasportandolo in un universo sonoro ancestrale, invogliandolo a perdersi nel flusso della musica. In questo pezzo l’africa urbana di oggi incontra i pittori italiani del rinascimento, e insieme scoprono di trovarsi benissimo.

7.   Grande da far paura

Su un letto d’archi, Lorenzo riflette sulle fragilità e sulle contraddizioni proprie dell’esperienza umana. La musica amplifica e segue il messaggio del testo, creando un emozionante contrasto tra l’intensità delle parole e la forza dei suoni. Un inno alla vulnerabilità ci mostra come, nonostante le paure e il desiderio di apparire forti, è nell’accettazione di sé e nel coraggio che risiede una delle chiavi per vivere la vita in modo più autentico e pieno, unico per ognuno: Vivi la tua avventura / Respira.

8.   Innamorati e liberi

Felicità contagiosa e gioia spensierata e inappagata, Innamorati e liberi combina temi di amore e libertà con una musicalità hippy, rock and soul. Il titolo suggerisce un messaggio di apertura e la musica fa da perfetto amplificatore a queste sensazioni. I cori aggiungono una dimensione edificante al brano con un richiamo gospel, creando una sorta di invito collettivo a vivere senza catene, a celebrare l’amore come atto di liberazione, unione autentica e senza freni.

9.   101

Un brano riempipista. Sound avvolgente influenze mediorientali e un groove potente tra northern soul e anni ‘60 italiani, 101 approfondisce il concetto di normalità e anormalità, rischio e comfort zone: Pare che sia normale / Ma di normale qui non c’è nessuno. 101 è un brano potente che conquista ascolto dopo ascolto, è un brano sintesi che racchiude il senso del ripartire sempre. Se cado 100 volte / mi rialzo 101…dammi una mano però. 

10.   Universo

Le note di una chitarra latina fanno da incipit a un pezzo musicalmente pazzo, caldo e solare, con influenze e contaminazioni estremamente latine urban ed eterogenee. Una nuova, diversissima, dichiarazione d’amore da ballare immersi nell’amata America Latina di Lorenzo, che trasmette l’idea di un legame universale, come se insieme si potesse abbracciare l’intero mondo. Impossibile non immaginarla ai concerti, in un canto unisono con il sorriso stampato in faccia.

11.   Lo scimpanzé

Lo scimpanzé analizza le tematiche della società diventando lo specchio delle sue contraddizioni, dei suoi conflitti e delle sue tensioni. È una riflessione critica su ciò che accade nel mondo contemporaneo che, attraverso un testo incisivo e una musica ritmata – quasi esotica – che lo sostiene, diventa una denuncia e una chiamata all’azione, all’amore e alla tolleranza.

12.   L’aeroplano

Una melodia in minore lenta e cadenzata ci riporta ai ricordi di un Lorenzo bambino, incantato dalla prospettiva di esplorare il mondo a bordo di un aeroplano. Quel sogno, un tempo lontano, si intreccia con la realtà di un uomo che, pur avendo realizzato i propri desideri grazie alla musica, conserva intatta la meraviglia di un bambino. E così, anche oggi, quando la felicità lo avvolge, Lorenzo non può fare a meno di imitare il volo con le braccia, proiettandosi verso nuovi orizzonti. Tratto da una storia vera. La sua.

13.   La grande emozione

La grande emozione è una ballata lenta che ci immerge nell’intimità di un Lorenzo vulnerabile. Il brano racconta di un momento di crisi creativa, di quel vuoto che a volte si insinua nell’anima di un artista. È il racconto di una canzone che tarda ad arrivare, di un sipario che sembra volersi abbassare. Eppure, dietro questa fragilità si nasconde una forza indomita: Jovanotti riflette sul passare del tempo e sull’importanza di accettare i cambiamenti ed è proprio in questi momenti di difficoltà che emerge la sua vera forza, la capacità di ritrovare l’ispirazione e di ricominciare.

14.   Celentano

Con Celentano Jovanotti intraprende un viaggio senza ritorno a cavallo di un beat hip-hop lungo le terre esplorate a bordo di due ruote, e le sue vibes cosmopolita. Con il rap sincero e diretto dei suoi inizi, Lorenzo rivendica la sua natura nomade, un cittadino del mondo che trova casa ovunque. Le grida della folla, Italiano ohoh / Ferrari Celentano ohoh, sono una eco delle sue origini, un richiamo che lo accompagna in ogni angolo del pianeta, ricordandogli da dove viene.

15.   Il corpo umano

Ultimo pezzo dell’album e title track, Il corpo umano inizia come un sirtaki e diventa un pezzo da rave party, dionisiaco e liberatorio. Un’ode festosa alle parti del corpo con una melodia che richiama in modo giocoso e pop il ritmo delle danze tradizionali mediterranee. L’ultima strofa del pezzo, quando arrivano gli archi e il canto di Lorenzo si fa melodico, è il manifesto poetico dell’intero progetto dell’album e del tour che sta per iniziare. Le sonorità moderne si mescolano con queste radici folk, dando vita a un mix sonoro tanto accessibile quanto irresistibile.

Crediti Foto Filippo Maffei

IL CORPO UMANO VOL.1 sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali e su YouTube. Vero e proprio “visual album”, ogni pezzo è accompagnato da un “visual” diverso, girato in uno dei luoghi più belli del mondo, la Galleria Borghese di Roma. Tra le statue di Bernini e Canova – grandi maestri del barocco romano e dell’arte di ogni tempo – ogni canzone de Il Corpo Umano racconta una suggestione diversa partecipando alla festa dei sensi celebrata da quei corpi di marmo che pulsano di vita. In questo modo si passa dalla musica come sottofondo sonoro del classico videoclip al suo “viceversa”: il video come sfondo alla canzone, come ambientazione visiva minimale e sontuosa. I visual sono stati realizzati in un pomeriggio di chiusura settimanale, grazie al permesso della Galleria Borghese che ha accolto il progetto con entusiasmo e per aver dato la possibilità di girare questi contenuti all’interno delle sale iconiche del museo*. Si ringrazia anche IFEXPERIENCE che ha reso possibile tutto il lavoro in qualità di intermediario tra la casa discografica, la casa di produzione (Borotalco) e la Galleria Borghese.

*nessuna statua o opera è stata sfiorata, e sono state usate luci di scena collaudate e approvate dalla soprintendenza.

Il disco sarà disponibile anche nei seguenti formati fisici: doppio vinile giallo autografato e numerato, doppio vinile rosso in esclusiva su Amazon, CD autografato e numerato.

Nel disco una speciale dedica di Lorenzo.

per chi ha donato amore e significato alla sua vita, la dedica più intima e profonda:

“A Francesca e Teresa, le mie ragazze.”

Per chi lo segue con cuore e passione, creando un legame che va oltre le parole:

“Alla mia gente, a chi lo sente e lo sa.”

Per un mondo che, tra difficoltà e speranza, continua a girare, sempre pronto a sorprenderci con grandi lampi di gioia e di luce:

“Alla gentilezza degli sconosciuti.”

PALAJOVA 

Manca poco più di un mese al ritorno live di Lorenzo nei Palazzi dello Sport. Una notizia che ha fin da subito scatenato l’entusiasmo del pubblico per un tour tanto atteso che ha già collezionato 26 sold-out in calendario. E Jovanotti annuncia ancora nuovi appuntamenti: alle dieci date già annunciate si aggiungono oggi gli ultimi due appuntamenti per il grande pubblico milanese all’Unipol Forum il 12 e 13 maggio.

Con i PalaJova, Lorenzo ci guida in una nuova dimensione che va ben oltre il tradizionale concerto, sebbene la radice di questo show sia “tradizionale”. Le parole chiave nella progettazione sono state motown e street band, Prince and the revolution, romanticismo psichedelico. Non si tratta solo di musica, ma di un viaggio multisensoriale, una grande festa che unisce energia, emozioni e condivisione. La progettazione dello spettacolo ha richiesto mesi e impegno collettivo per realizzare qualcosa di indimenticabile per il pubblico e mai visto prima. La magia inizia già al momento dell’ingresso: i palazzetti si trasformeranno in spazi unici, pensati per riflettere la visione che ha saputo rivoluzionare il mondo dei concerti. Colori, simboli e dettagli che raccontano il suo universo accoglieranno il pubblico, creando un’atmosfera che è già di per sé un’esperienza. Ogni show sarà un incontro tra creatività e innovazione, dove la tecnologia non è solo un supporto, ma amplifica le emozioni, rendendo ogni attimo irripetibile. Dopo aver trasformato gli show negli stadi ed entusiasmato il pubblico nelle spiagge, Jovanotti porta i suoi live a un livello nuovo, creando uno spazio dove l’energia e la condivisione autentica diventano il cuore di tutto. Come sempre, Lorenzo ci invita a non smettere di ballare, a vivere con intensità e a lasciarci travolgere dalla gioia, regalando a ogni spettacolo un’esperienza senza paragoni.

“Il concept dello spettacolo parte dall’idea di “fioritura”, e nasce da alcune esperienze che ho vissuto mentre pensavo al mio ritorno in scena. Tra tutte mi piace pensare ad una parola scritta da Etty Hillesum in una pagina dei suoi diari nei giorni più tragici della sua breve esistenza. Questa parola ha continuato per giorni a risuonare in me: “FIORIRE!” 

Sul palco con Jovanotti una band straordinaria: Saturnino a fianco di Lorenzo al basso da trentacinque anni, Adriano Viterbini alla chitarra, Christian Rigano alle tastiere elettroniche, Franco Santarnecchi alle tastiere analogiche, Carmine Landolfi alla batteria, Moris Pradella alla seconda chitarra e ai cori con Micol Touadi e Jennifer Vargas, Leo di Angilla e KalifaKone alla sezione ritmica e alla sezione fiati – creata da Gianluca Petrella – Camilla Rolando alla tromba e Sophia Tomelleri al sax.

“Abbiamo finalmente ‘battezzato’ la scenotecnica che trasformerà i palasport dove saremo insieme per i #PalaJova. – dice Lorenzo – In sette anni saranno cambiate molte cose ma la voglia di realizzare spettacoli pazzeschi, divertenti, innovativi, avventurosi, emozionanti e unici è sempre lei anzi è ancora più forte in me. Il progetto che fino a poco fa era solo un rendering in uno schermo sta prendendo forma e sono contentissimo. Vi porto via con me, davvero, in un viaggione tutte le sere in cui ci vedremo. Cominciamo a contare le ore. Ci si vede in giro da marzo.” 

Le opening act saranno affidate ad Axell e Nicol.

Axell, artista senegalese – dal 2021 nel roster dell’etichetta discografica Sto Records – è tra i nomi di spicco del panorama urban di nuova generazione. Classe 2000, dopo aver esordito sulle piattaforme digitali rilasciando nel corso degli anni una serie di singoli, ha pubblicato a luglio 2024 il suo primo EP Energy Kill Dem.

Nicol, giovane cantautrice, è una delle voci emergenti più intense del panorama italiano. Non è la prima volta che condivide il palco con Lorenzo, nel 2022 si è esibita live nelle tappe di Barletta e Milano Bresso del Jova Beach Party. Dopo aver presentato il brano “Come mare” sul palco di Sanremo Giovani, il 20 novembre ha pubblicato “Viscere” feat. Fabri Fibra (Columbia Records/Sony Music Italy), contenuto nella colonna sonora della serie Netflix “Adorazione” – in cui l’artista interpreta Arianna – insieme a “Ritornerai”, sempre di Nicol, attualmente in top10 della Viral 50 Spotify.

I biglietti per le nuove date sono ora disponibili in prevendita sui circuiti Ticketone e Ticketmaster. A Pesaro, Roma e Milano non verranno aggiunti ulteriori appuntamenti.

Il tour è prodotto da Trident Music.
I Main Partner sono A2A, Celly, MD e TIM.
L’Official Partner è Calliope.
Il tour viaggia con Frecciarossa, il treno ufficiale del PalaJova. Il Media Partner è Urban Vision.
La radio ufficiale del PalaJova è Radio Italia solomusicaitaliana.
Eventi in Bus è l’Official Green Career. Zeus è il Technical Partner.

jovanotti

CALENDARIO PALAJOVA 2025 

4 marzo – Pesaro – Vitrifrigo Arena SOLD OUT

5 marzo – Pesaro – Vitrifrigo Arena SOLD OUT

7 marzo – Pesaro – Vitrifrigo Arena SOLD OUT

8 marzo – Pesaro – Vitrifrigo Arena

11 marzo – Milano – Unipol Forum SOLD OUT

12 marzo – Milano – Unipol Forum SOLD OUT

14 marzo – Milano – Unipol Forum SOLD OUT

15 marzo – Milano – Unipol Forum SOLD OUT

17 marzo – Milano – Unipol Forum SOLD OUT

18 marzo – Milano – Unipol Forum SOLD OUT

5 maggio – Milano – Unipol Forum SOLD OUT

6 maggio – Milano – Unipol Forum

8 maggio – Milano – Unipol Forum

9 maggio – Milano – Unipol Forum SOLD OUT

12 maggio – Milano – Unipol Forum NUOVA DATA!

13 maggio – Milano – Unipol Forum NUOVA DATA!

20 marzo – Zurigo – Hallenstadion

22 marzo – Firenze – Mandela Forum SOLD OUT

23 marzo – Firenze – Mandela Forum SOLD OUT

25 marzo – Firenze – Mandela Forum

26 marzo – Firenze – Mandela Forum

28 marzo – Firenze – Mandela Forum SOLD OUT

29 marzo – Firenze – Mandela Forum SOLD OUT 31 marzo – Firenze – Mandela Forum

3 aprile – Casalecchio di Reno (BO) – Unipol Arena

5 aprile – Casalecchio di Reno (BO) – Unipol Arena SOLD OUT

6 aprile – Casalecchio di Reno (BO) – Unipol Arena SOLD OUT

9 aprile – Torino – Inalpi Arena SOLD OUT

10 aprile – Torino – Inalpi Arena

12 aprile – Torino – Inalpi Arena SOLD OUT

13 aprile – Torino – Inalpi Arena SOLD OUT 15 aprile – Torino – Inalpi Arena

22 aprile – Roma – Palazzo dello Sport SOLD OUT

23 aprile – Roma – Palazzo dello Sport SOLD OUT

25 aprile – Roma – Palazzo dello Sport SOLD OUT

26 aprile – Roma – Palazzo dello Sport SOLD OUT

28 aprile – Roma – Palazzo dello Sport

29 aprile – Roma – Palazzo dello Sport

1 maggio – Roma – Palazzo dello Sport

2 maggio – Roma – Palazzo dello Sport SOLD OUT

15 maggio – Verona – Arena di Verona

16 maggio – Verona – Arena di Verona

18 maggio – Verona – Arena di Verona SOLD OUT

19 maggio – Verona – Arena di Verona 21 maggio – Verona – Arena di Verona

 

LADY GAGA: nuovo album “MAYHEM” in uscita a marzo

Lady Gaga ha svelato il titolo e la copertina del suo settimo album in studio, “MAYHEM”, in uscita in tutto il mondo il 7 marzo.

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Il nuovo album è un ritorno alle origini pop dell’artista e affronta i temi del caos (come indica il titolo) e della trasformazione, celebrando il potere della musica di unire, provocare e guarire.

La cover è suggestiva e dal forte impatto visivo, così come la poliedrica artisticità di Lady Gaga ci ha ormai abituati.

L’album è nato dal mio timore di tornare alla musica pop che i miei primi fan amavano”, ha dichiarato Gaga. Lungi dall’essere un ritorno nostalgico, “MAYHEM” reinventa il suo sound iniziale con un approccio caleidoscopico che attinge dal suo vasto repertorio, abbracciando al contempo una prospettiva artistica fresca e senza paura. Gaga descrive il processo creativo come un “riassemblare uno specchio in frantumi: anche se non riesci a rimettere insieme i pezzi alla perfezione, puoi creare qualcosa di bello e integro a modo suo”.

Il progetto, composto da 14 tracce, contiene le canzoni già pubblicate “Disease” e “Die With a Smile” con Bruno Mars, è stato prodotto da Gaga, Michael Polansky e Andrew Watt. Tra i produttori dell’album figurano Gaga, Andrew Watt, Cirkut e Gesaffelstein.

L’artista ha ricevuto 2 candidature ai prossimi GRAMMY Awards grazie al primo singolo dell’album “Die with a Smile” con Bruno Mars, rimasto per oltre 100 giorni al n.1 della classifica globale di Spotify. Il singolo è da 3 settimane al n.1 della classifica statunitense dei singoli Billboard Hot 100 ed è già diventata una delle più grandi hit di Gaga, vendendo oltre 2 milioni di copie solo negli USA e accumulando oltre 2 miliardi e 700 milioni di stream totali ad oggi. In Italia il singolo è certificato disco di Platino.

Gaga premierà il terzo singolo e il relativo video musicale il 2 febbraio, durante una pausa pubblicitaria dei GRAMMY Awards 2025.  La tracklist completa dell’album sarà rivelata più avanti.

Prima dei Grammy, Gaga si unirà a stelle della musica come Billie Eilish, Olivia Rodrigo, Stevie Nicks e Joni Mitchell per esibirsi al FireAid il 30 gennaio, a beneficio delle persone e delle comunità devastate dai recenti incendi di Los Angeles. Il 17 marzo sarà premiata con il premio iHeartRadio Innovator Award in occasione della 12esima edizione degli iHeartRadio Music Awards, cui seguirà una performance da headliner al Coachella l’11 e il 18 aprile.

“MAYHEM” è uno degli album più attesi dell’anno e non tradirà le aspettative.

Tracklist “MAYHEM”:

1. Disease

2. Abracadabra

3. Garden of Eden

4. Perfect Celebrity

5. Vanish Into You

6. Killah (feat. Gesaffelstein)

7. Zombieboy

8. LoveDrug

9. How Bad Do U Want Me

10. Don’t Call Tonight

11. Shadow Of A Man

12. The Beast

13. Blade of Grass

14. Die With A Smile (with Bruno Mars)

Emis Killa rinuncia al Festival di Sanremo

Tra alcuni giorni inizia il Festival di Sanremo 2025 e oggi arriva la notizia che uno dei Big rinuncia al palco dell’Ariston.

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Emis Killa infatti ha deciso di rinunciare alla sua partecipazione alla Kermess canora. La decisione è arrivata dopo la notizia che il rapper è iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano per associazione a delinquere nell’inchiesta “Doppia Curva”, oltre a essere soggetto a Daspo che gli vieta di andare allo stadio ad assistere agli incontri di calcio.
Il rapper ha scritto su Instagram: “Ringrazio Carlo Conti per avermi voluto ma preferisco fare un passo indietro e rinunciare

Questa la risposta della Rai: “Il Direttore Artistico e l’organizzazione del Festival prendono atto del ritiro di Emis Killa dalla 75ᵃ edizione del Festival di Sanremo. Di conseguenza Rai informa che la gara si svolgerà con la presenza di 29 artisti sul palco del Teatro Ariston

MUMFORD & SONS: nuovo album “RUSHMERE” a Marzo

Mumford & Sons annunciano l’uscita del loro quinto album in studio, “RUSHMERE”, che arriva dopo il precedente “Delta” pubblicato nel 2018. Il nuovo album uscirà il 28 marzo 2025 in tutto il mondo.

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Il nuovo album “RUSHMERE” sarà disponibile in formato fisico in versione CD e LP Standard, LP esclusivo per Amazon, LP in esclusiva per EGEA, LP e CD Zine in esclusiva per lo shop di Universal Music Italia.

Oggi è uscita anche la title-track, accompagnata da un videoclip in cui sono ritratti i fan e la loro eccitazione durante l’ascolto della traccia per la prima volta.

I Mumford & Sons hanno pubblicato il loro album di debutto, Sigh No More, nel 2009. L’album fondeva la loro interpretazione unica del classico folk con un suono esilarante ed euforico più simile a quello di un gruppo rock, contribuendo a far rivivere uno dei primi generi musicali nel nuovo secolo. Un suono che da allora li ha portati a compiere un viaggio incredibile.

Attraverso quattro album, la band britannica ha accumulato vari riconoscimenti e premi, in particolare due BRIT Awards, due GRAMMY Awards (tra cui il prestigioso Album of the Year), molteplici successi in classifica, album multiplatino in tutto il mondo, una serie di esibizioni da headliner nei festival (tra cui Glastonbury) e il tutto esaurito nelle arene tour dopo tour (ottenendo ad oggi i loro numeri più grandi negli Stati Uniti con il Delta tour nel 2019). Il suono distintivo dei Mumford & Sons ha da allora influenzato e ispirato artisti recenti che hanno ottenuto un enorme successo. È difficile trovare artisti che seguano una traiettoria di carriera paragonabile alla loro.

Dall’uscita dell’ultimo album, i componenti della band hanno esplorato le proprie passioni come artisti solisti e hanno riallacciato i contatti con amici e collaboratori del passato. Durante un periodo particolarmente prolifico di ispirazione per la scrittura di canzoni, sono tornati alla magia del luogo in cui tutto è iniziato, in un sobborgo di Londra.

RUSHMERE è il luogo in cui tutto è iniziato per i Mumford & Sons. Il laghetto, situato a Wimbledon Common, nel sud-ovest di Londra, è il luogo in cui Marcus Mumford, Ben Lovett Ted Dwane hanno frequentato per la prima volta e immaginato l’idea iniziale di mettere insieme una band. Rushmere era per loro familiare come gli strumenti che suonavano, ed è il cuore della loro storia d’origine.

RUSHMERE è l’inizio della prossima fase dei Mumford & Sons e segue un intenso periodo di creatività per l’attuale trio (dopo l’uscita dalla band di Winston Marshall nel 2021). È un ritorno enfatico.

L’album è stato prodotto da Dave Cobb, vincitore di sei Grammy, e registrato presso l’RCA Studio A di Nashville, a Savannah, GA, e nel Regno Unito nello studio di Marcus nel Devon.

Dopo l’uscita di Delta, Marcus Mumford ha pubblicato il suo album di debutto da solista nell’autunno del 2022 e l’anno scorso i Mumford & Sons hanno pubblicato una collaborazione con Pharrell, Good People.

mumford sons

 

Album tracklisting

Malibu

Caroline

Rushmere

Monochrome

Truth

Where It Belongs

Anchor

Surrender

Blood On The Page

Carry On

Festival di Sanremo: Svelati i duetti

Mancano poche settimane alla 75ma edizione del Festival di Sanremo e Carlo Conti ha annunciato al Tg1 i duetti della serata cover.

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Il Festival di Sanremo 2025 si terrà al Teatro Ariston dall’ 11 al 15 febbraio febbraio 2022 e sarà condotto da Carlo Conti. Come sempre la Kermesse andrà in onda su Rai Uno in prima serata (e in simulcast su Radio 2 e RaiPlay). Ci saranno 30 artisti in gara con 30 canzoni inedite. Ai 30 big in gara, si sono aggiunti infatti i quattro giovani artisti della categoria “Nuove Proposte”, usciti vincintori del contest Rai condotto da Carlo Conti e Alessandro Cattelan.

In merito ai duetti Carlo Conti ha dichiarato: “Le 30 canzoni le ritengo tutte meritevoli di stare su quel palco, con tante sonorità diverse, tanti sapori diversi. Mi dispiace solo che non sia rappresentato quest’anno il rock. Ma è sempre difficile portarlo al festival”.

Ecco la lista completa dei duetti della serata cover di Sanremo 2025:

Achille Lauro con Elodie – A mano a mano e Folle città

Giorgia con Annalisa – Skyfall 

Tony Effe con Noemi – Tutto il resto è noia

Bresh con Cristiano De André – Crêuza de mä 

Brunori Sas con Dimartino e Riccardo Sinigallia – L’anno che verrà

Clara con Il Volo – The sound of silence

Coma_Cose con Johnson Righeira – L’estate sta finendo

Emis Killa con Lazza e Laura Marzadori – 100 messaggi

Fedez con Marco Masini – Bella stronza

Francesca Michielin con Rkomi – La nuova stella di Broadway

Francesco Gabbani con Tricarico – Io sono Francesco

Gaia con Toquinho – La voglia, la pazzia

Irama con Arisa – Say something

Joan Thiele con Frah Quintale – Che cosa c’è

Lucio Corsi con Topo Gigio – Nel blu, dipinto di blu

Marcella Bella con i Twin Violins – L’emozione non ha voce

Massimo Ranieri con i Neri per caso – Quando

Modà con Francesco Renga – Angelo

Olly con Goran Bregovic e la Wedding and Funeral Band – Il pescatore

Rocco Hunt con Clementino – Yes, I Know My Way

Rose Villain con Chiello – Fiori rosa, fiori di pesco

Sarah Toscano con Ofenbach – Overdrive

Serena Brancale con Alessandra Amoroso – If I Ain’t Got You

Shablo feat. Guè, Joshia e Tormento con Neffa – Aspettando il sole

Simone Cristicchi con Amara – La cura

The Kolors con Sal Da Vinci – Rossetto e caffè

Willie Peyote con Federico Zampaglione e Ditonellapiaga – Un tempo piccolo  

Premi alla Carriera

Sono stati anche svelati i nomi di chi riceverà i premi alla carriera: “Il primo va a una donna che 60 anni fa ha esordito e ha vinto due volte, Iva Zanicchi. L’altro è uno dei grandi cantautori italiani, il grande Antonello Venditti“.

IL FESTIVAL DI SANREMO IN SCENA A CREMA

Il 31 gennaio torna Cremaschi in Riviera, arrivato quest’anno alla sua Terza edizione. La manifestazione dedicata al Festival di Sanremo, alla sua storia ed alle sue canzoni, si svolgerà presso il Teatro San Domenico di Crema (CR) venerdì 31 gennaio alle ore 21.00

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Cremaschi in Riviera è già diventato un appuntamento cult e quest’anno l’incasso sarà devoluto in beneficenza al Centro di Riabilitazione Equestre di Crema ed al centro cinofilo AbbaiAmo di Romanengo (CR).

L’idea di questa manifestazione nacque due anni fa, da un evento infausto e cioè un furto all’Anffas locale; per recuperare un po’ di fondi si è creato questo tributo al Festival di Sanremo in quel di Crema, città che dopo il successo mondiale del film di Luca Guadagnino Chiamami con il tuo nome, ambientato a Crema e dintorni, è ormai conosciuta in ogni dove.

Il manifesto della serata ritrae l’iconica immagine di Domenico Modugno che spalanca le braccia nell’atto di cantare Nel blu dipinto di blu sul palco del Festival del 1958, dove risultò canzone vincitrice e fece il giro del mondo, vincendo ben due Grammy Award, come disco dell’anno e canzone dell’anno. Il sottotitolo dell’edizione di quest’anno è Dalla parte degli ultimi.

Come hanno spiegato durante la presentazione due degli organizzatori dell’evento, Andrea Spinelli ed Emanuele Mandelli, si è scelto di dedicare la manifestazione di quest’anno ai Festival sfortunati e alle canzoni arrivate ultime o eliminate durante la kermesse canora.

Una scelta particolare che permetterà al pubblico di scoprire quanti pezzi iconici della musica italiana in realtà su quel palco non hanno avuto immediato successo. L’abituale monologo di Emanuele Mandelli tratterà della pazzesca edizione del 1975 del festival, a 50 anni dal suo svolgimento, vinta da una sconosciuta Gilda con Ragazza del sud, ma sia la cantante che la canzone non ebbero alcuna fortuna.

Altre sorprese della serata saranno l’omaggio al più sfortunato tra gli ultimi, Luigi Tenco, messo in scena dai John Qualcosa, ovvero Ambra Marie e  Raffaele D’Abbrusco.

I biglietti, ingresso 10,00 euro, sono già in vendita sul sito del teatro San Domenico, alla biglietteria di via Verdelli a Crema o presso la Mondadori di via Mazzini a Crema. Tante anche le iniziative collaterali. Il 7 febbraio la programmazione podcast dell’associazione Alice nella Città sarà dedicata al Festival con la puntata mensile di Annotazioni, il podcast condotto da Emanuele Mandelli che parlerà dei primi festival.

Durante la settimana della manifestazione saranno due le visioni collettive. Quella del giovedì sera, ad invito, presso il Road69 di via Mazzini a Crema e quella del sabato sera, aperta a tutti, presso il riaperto Bar Parco al parco Bonaldi di Crema, da quest’anno gestito dall’associazione Crema Live Heart.

In più è stato allestito un Toto Sanremo, che vedrà premiato chi indovinerà i primi tre posti della classifica. Il form per partecipare è reperibile su canali social di Crema Live Heart e Sussurrandom; il momento finale di questo gioco sarà domenica 23 febbraio presso il negozio di dischi Freak Music di via XX Settembre a Crema.

La previsione dell’intelligenza artificiale sul vincitore di Sanremo 2025

Anche quest’anno l’intelligenza artificiale ci svela, come già avvenuto l’anno scorso, la classifica dei brani del prossimo Sanremo stilata a seguito dell’ascolto da parte della stampa avvenuto il 20 gennaio dallo studio tv 3 di corso Sempione a Milano. 

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Presenti in studio Carlo Conti, nella qualità di direttore artistico della prossima edizione, la commissione e tutti i giornalisti pronti per ascoltare in anteprima le trenta canzoni in gara del festival che andrà in onda su Rai1 dall’11 al 15 febbraio. Per noi di faremusic.it era presente Adrien Viglierchio.

A seguito delle recensioni della sala stampa, sia quelle espresse coi voti, sia quelle espresse attraverso un commento critico, l’intelligenza artificiale è riuscita a stilare una classifica generale delle trenta canzoni in gara. Non è una vera e propria classifica, ma come avviene a scuola, l’individuazione di “fasce di livello”.

Secondo questa previsione il primo in classifica, cioè colui che fa parte della fascia di livello più alta, dovrebbe essere (il condizionale è d’obbligo) Simone Cristicchi, con il brano Quando sarai piccola, il brano ha ottenuto una valutazione pari a 9.5; al secondo posto dovrebbe esserci Giorgia con La cura per me, voto 9; sempre al secondo posto, pari merito Brunori Sas con L’albero delle noci.


Si continua con le canzoni che hanno ottenuto una valutazione media di 8,5 e si tratta di: Massimo Ranieri con Tra le mani un cuore; Francesca Michielin con Fango in paradiso; Lucio Corsi con Volevo essere un duro; Willie Peyote col brano Grazie ma no grazie; l’Achille Lauro della maturità con Incoscienti giovani; chiude il gruppo degli “8,5” Noemi con Se ti innamori muori.

Si procede con gli artisti che hanno avuto una valutazione generale pari a 8, tra questi troviamo: Francesco Gabbani col brano Viva la vita; Rocco Hunt con Mille vote ancora; Elodie con Dimenticarsi alle 7; Joan Thiele col brano dal titolo Eco; Shablo feat. Guè, Joshua & Tormento col brano La mia parola.

Si passa al gruppo di chi ha ottenuto una valutazione pari a 7,5, tra questi artisti troviamo: Gaia con Chiamo io chiami tu; Rose Villain con Fuorilegge; The kolors con Tu con chi fai l’amore; Coma_cose con Cuoricini; Olly col brano Balorda nostalgia; chiude il gruppo dei 7,5 Serena Brancale con Anema e core.

 

Si passa alla fascia di livello 7, qui troviamo: Rkomi con il Ritmo delle cose; Tony Effe con Damme ‘na mano; Irama con Lentamente; Bresh con La tana del granchio; Marcella Bella con Pelle diamante; Fedez con Battito e i Modà con Non Ti dimentico.

Chiudono la classifica con appena più che la sufficienza con 6,5 quindi, qualora le previsioni dell’intelligenza artificiale dovessero essere confermate, dovremmo trovare queste canzoni in fondo alla classifica generale: l’ultima vincitrice di Amici Sarah Toscano col brano Amarcord; Clara con Febbre ed Emis Killa con il brano Demoni.

L’anno scorso la vittoria di Angelina Mango è stata indovinata. Non resta che attendere la settimana del Festival e verificare se anche quest’anno l’intelligenza artificiale ha avuto ragione!

GIANNA NANNINI ANNUNCIA NUOVI SPECIALI ROCK SHOW

Gianna Nannini arricchisce la sua estate in musica con due nuovi speciali rock show al Circo Massimo di Roma il 26 giugno e alla Reggia di Caserta il 17 settembre.

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Il live al Circo Massimo di Roma – organizzato da Friends & Partners e The Base in collaborazione con l’Assessorato ai Grandi EventiSportTurismo e Moda di Roma Capitale– e il live alla Reggia di Caserta si uniscono al grande progetto Sei nell’anima che, oltre al tour indoor tutto sold out concluso a dicembre e alla leg estiva Sei nell’anima – Festival European Leg 2025, comprende l’album SEI NEL L’ANIMA (Columbia Records/Sony Music Italy), il film Sei nell’anima liberamente tratto dal libro autobiografico “Cazzi miei” (2016), ristampato per l’occasione con il titolo Sei nell’anima (Cazzi miei).

gianna nannini

I biglietti per i due nuovi live sono disponibili da oggi alle ore 16:00 su Ticketone.

I biglietti del tour estivo Sei nell’anima – Festival European Leg 2025 e dello speciale show all’Arena di Verona sono disponibili su Ticketone. Maggiori info sul sito di Friends & Partners.
La radio partner del tour è Radio Italia.

NEGRITA : NUOVO INEDITO “NOI SIAMO GLI ALTRI” – A MARZO IL NUOVO ALBUM “CANZONI PER ANNI SPIETATI”

Disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali “Noi Siamo Gli Altri“, il nuovo singolo dei Negrita, accompagnato dal videoclip ufficiale.

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Il brano, una ballata viscerale e potente, è il secondo estratto dal prossimo album della band, il cui titolo è stato appena rivelato: “Canzoni Per Anni Spietati“.

L’attesissimo disco, in uscita a marzo per Universal Music, si preannuncia come un concept album che rappresenta un vero e proprio atto di libertà creativa e di pensiero.

Il videoclip di “Noi Siamo Gli Altri”, ideato dalla stessa band, con la regia e il montaggio di Giacomo Ligi, riprese di Giacomo Ligi e Gabriele Bianchini, trasporta visivamente il messaggio della canzone: un’ode alla libertà di pensiero e all’autenticità, in un mondo sempre più frammentato.

Nel video, realizzato in bianco e nero e  con la tecnica del time-lapse, la band immobile e silenziosa, si staglia in diversi scorci di Arezzo, la loro città: piazze affollate, stazioni, strade trafficate, mentre il mondo scorre rapido intorno a loro. Un flusso incessante di persone, luci e movimenti. Ogni tanto qualcuno si ferma a fare parte del gruppo de “gli altri“. Sono individui diversi per età, genere e stile, che scelgono di condividere per un momento la stessa immobilità della band, creando un contrasto con il caos che li circonda. Questi momenti di connessione sottolineano il senso di appartenenza e di ribellione pacifica evocato nel testo. Un dissenso silenzioso, la cui voce è affidata al testo della canzone che si intreccia con le immagini, dando voce agli “altri”, i liberi pensatori che non si accontentano e credono ancora nella forza delle canzoni.

negrita

I Negrita danno voce agli emarginati e ai liberi pensatori, riaffermando la loro identità e la volontà di andare oltre le convenzioni. “Noi Siamo Gli Altri” è un punto fermo su chi sono e cosa vogliono dire i Negrita, un manifesto che rappresenta il cuore del concept album, un’ode alla resistenza e alla ricerca dell’autenticità.
Viviamo un’epoca confusa e violenta e le semplificazioni continue non aiutano a capire la realtà delle cose, anzi, spesso le complicano. Dire o sentire continuamente: destra o sinistra, rosso o nero, progressisti o conservatori, etc, non significa più niente, i tempi sono cambiati, i centri di potere sono cambiati, ma è evidente che il detto “divide et impera” continua ancora a funzionare, infatti dividere in tifoserie per comandare meglio è un processo in atto ogni giorno qui in Occidente. Molte parole come democrazia, giustizia o libertà stanno mutando di significato fino addirittura ad annullare o capovolgere il senso originale. Noi Negrita, come molte altre persone, siamo stanchi di questa condizione e vogliamo dirlo, rimarcarlo a gran voce e addirittura cantarlo. Non ci riconosciamo in queste semplificazioni bugiarde. Non siamo allineati e non ci sentiamo rappresentati da nessuno purtroppo, ma almeno abbiamo un pensiero libero. Siamo dei liberi pensatori che fanno ormai fatica a sognare un mondo migliore, anche se non smetteremo mai di provarci.
Noi siamo gli altri 
” – Negrita.

Con queste premesse, i Negrita torneranno sul palco con NEGRITA – CANZONI PER ANNI SPIETATI TOUR. In partenza ad aprile, toccherà i principali club italiani. Il pubblico avrà l’occasione di ascoltare per la prima volta live i brani del nuovo disco accanto ai grandi successi che hanno segnato la loro storia.
Queste le date annunciate del tour prodotto e organizzato da MC2Live:

NEGRITA CANZONI PER ANNI SPIETATI TOUR
08/04/2025 – Roma – Atlantico
09/04/2025 – Napoli – Casa Della Musica
12/04/2025 – Ravenna – GNX Arena
13/04/2025 – Milano – Alcatraz
15/04/2025 – Firenze – Teatro Cartiere Carrara
16/04/2025 – Venaria (To) – Teatro Concordia
18/04/2025 – Brescia – Teatro Clerici
19/04/2025 – Padova – Gran Teatro Geox
24/04/2025 – Rovereto (TN) – Palasport
01/05/2025 – Nonantola (Mo) – Vox Club
02/05/2025 – Nonantola (Mo) – Vox Club – sold out!
Link alle prevendite: http://www.mc2live.it http://www.vivaticket.com
Radio Capital e Rockol sono media partner del tour.

Sanremo 2025: PREASCOLTI dei brani in gara al prossimo Festival

Milano, Studi Rai di Corso Sempione, alla presenza dell’ufficio stampa Rai, il direttore artistico Carlo Conti inizia i pre-ascolti del suo prossimo Festival di Sanremo 2025.

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Siamo al suo quarto festival dopo l’edizione del 2015, 2016 e 2017 e Conti decide di iniziare con il cantante col quale aveva vinto il suo ultimo Festival con Occidentalis Karma ovvero Francesco Gabbani.

Alla presenza dei giornalisti della Sala Stampa annuncia e conferma che nella prima serata del Festival l’ospite principale sarà Lorenzo Jovanotti mentre nella seconda serata sarà Damiano David – Ex frontman dei Maneskin.

Sentendo i pareri di molti colleghi, la Sala Stampa non è particolarmente entusiasta o emozionata, anche lo stesso Stefano Mannucci da Roma, a parte 2 piccole eccezioni si collega con noi e manifesta un po’ di malcontento, anche per la scelta di aver presto addirittura 30 artisti piuttosto che 24. Cosa che porterà a concludere le serate del festival in tarda notte.

sanremo

Ma veniamo alla cosa più importante, le Canzoni:

 

Francesco Gabbani – Viva la Vita

Appena annunciato il titolo la prima cosa che viene in mente è “Viva La Vida” dei Coldplay. Un po di fantasia in più per proporre un titolo ci vorrebbe. Eravamo certi che Francesco portasse una Ballad. E cosi è stato. Ma abituato ad aver scritto sui Coldplay faccio davvero fatica ad ascoltare un inciso che ripete “Viva la Vita”. Vedremo se farà lo stesso effetto a voi. Il brano non regala grandi emozioni, è uno standard del genere Gabbani. Si sente l’esigenza di raccontare l’essenza, al di la di tutte le sovrastrutture intellettualoidi, il cercare, forse in un modo frenetico, di arrivare a qualcosa di materiale e di tutto le problematiche che ci creiamo. Buona la partitura musicale che migliora soprattutto sullo special finale. Ma il brano non decolla ne tantomeno emoziona. VOTO 6

Clara – Febbre

Clara arriva da un anno intenso di concerti e grande esposizione social, ha lavorato moltissimo sul suo fisico e sulla sua immagine che ha rafforzato molto la sua posizione ferma sul palco. Anche la canzone ricorda il genere Mamhood al femminile, che per lei va benissimo. Un brano che a livello radiofonico, social e live andrà fortissimo. La melodia non è nemmeno troppo scontata melodicamente. Gli diamo un più per la costruzione musicale. VOTO 6+

Willy Peyote – Grazie ma no Grazie

Arriva il primo tormentino. E non lo chiamo tormentone perchè non è al livello di molti altri tormentoni molto meglio riusciti. Willy ci racconta un testo sillabando le manganellate delle piazze e le polemiche che suscitano durante quelle storie che hanno il sapore di chi lancia la pietra ma poi nasconde la mano. Nel testo vengono nominati anche i Jalisse e da qui possiamo dire che quest’anno i Jalisse sono a Sanremo. VOTO 5

Noemi – Se t’Innamori Muori

Ecco il primo brano che porta il vestito di Sanremo. A sto giro gli autori hanno scelto Noemi per un brano in grado di volare alto in classifica. Ormai la voce di Veronica ha il timbro caldo che conosciamo. Il suo “Serenamente” è cantato in un modo dove una parola finalmente rende “Melodicamente”. Il pezzo funziona e innalza le emozioni con quei giri armonici da pelle d’oca. Una canzone che piacerà, struttura standard compositiva con un buon special, un efficace momento dove l’arrangiamento si svuota per rilanciare l’inciso. Per Sanremo è un VOTO 7.5

Lucio Corsi – Volevo essere un Duro

Ecco la sorpresa di questo Sanremo, il cantautore che dopo Sanremo conosceranno tutti e dove ascolteranno più volentieri il suo testo perchè viene con Lucio viene voglia di soffermarsi. Lui è un personaggio, forse tra i più interessanti di questo Festival 2025. Ha un immagine che ricorda un po’ un Willy Wonka della canzone. Diciamo che potrebbe essere una versione moderna nella quota Bugo/Tricarico ma con qualcosa di Ermal Meta. Shakeriamo il tutto e viene fuori un artista eclettico e glamour. Arrangiamento tipicamente anni 70 rivisitato. Termina con “Non sono altro che Lucio” e la cosa ci piace molto. Bravo Lucio, un qualche premio legato a critica o testo potrebbe arrivare. VOTO 7

Rkomi – Il Ritmo delle Cose

Rkomi io lo digerisco meglio come autore, specie per la scrittura dedicata alle cantanti femminili, ma se proprio decide di esibirsi io non riesco a concepire queste voci cosi poco duttili al canto. Comunque andando avanti con l’ascolto l’inciso a suo modo incalza. Peccato che l’autotune sia costantemente presente ed è veramente antipatico. Soprattutto abbinato al suo tipo di vocalità. Sarà anche il ritmo delle cose ma non il ritmo di Sanremo- VOTO appena sufficiente 6

The Kolors – Tu con chi fai l’Amore

Stash è adorabile, come si fa a non essere contenti per un ragazzo che ha scelto ormai chiaramente la bandiera musicale della sua Band. Ormai sceglie Sanremo per aggiungere il Revival al suo Revival. Anche perchè, oggi come oggi, la quota anni 80/90 Dance se la contendono loro e i Ricchi e Poveri (Ah abbiamo anche Marcella Bella in gara). Per cui stiamo dentro a questo LOOP che ci parla di Mykonos e Rendez-vous e sicuramente dopo il primo ascolto ce la ricorderemo come fossimo in vacanza al primo villaggio Valtur. Questa si chiama “Vetrina Sanremo” – Bravi VOTO 6/7

Rocco Hunt – Mille Volte Ancora

Curiosando tra i tanti autori di questo brano ero prevenuto e pensavo fosse un accozzaglia di nonsense (Troppi autori quest’anno a Sanremo e purtroppo spesso sempre gli stessi). Comunque su Rocco devo ricredermi. Già mi era piaciuto in passato per alcuni suoi brani, compresa la collaborazione con Enzo Avitabile. Qui sentiamo un Rocco veramente maturato artisticamente e questo brano salta immediatamente in vetta a questi primi ascolti, un testo che ricorda i momenti in cui eravamo noi stessi senza la tecnologia, e quanto si stava meglio, la voglia di giocare nei prati invece che guardare uno smartphone. Melodia e testo davvero centrata, resterà nell’orecchio di molti. Bravo Rocco – VOTO 7

Rose Villain – Fuorilegge

Rose è diventata iconica per il suo modo di porsi e la sua voce tagliente. Radio Sakura è stato il suo album di lancio, splendidamente arrangiato da Davide Rossi. Con lei l’Autotune funziona invece molto meglio, perchè avendo una gran bella voce lo sfrutta come un semplice effetto e non come un correttivo, per questo il risultato piace. Brano incalzante e Dance come ci ha abituato anche davanti all’apertura concerti dei Coldplay. Sceglie sempre la giustissima modalità di cantare una strofa in voce piena e un inciso in mood ballabile con grancassa tribale. Brano molto centrato che cita anche la nostra Mia Martini con Almeno tu nell’Universo. Brava Rose – VOTO 7.5

Brunori SAS – L’Albero delle Noci

Ecco le alte aspettative che arrivano. Brunori parte immediatamente col racconto. Si alza sicuramente la qualità compositiva. La sensazione è netta. “Posso navigare anche in assenza di stella polare” recita nel testo. Questo è al momento l’inciso più bello ed emozionante di questi primi pre-ascolti. Dario sa scrivere davvero bene. E’ capace a raccontare l’amore come pochi oggi attraverso la sua musica. Ho la sensazione che per lui sarà un grande Sanremo. Qualcosa vincerà di sicuro. VOTO 8

Serena Brancale – Anema e core

Serena Brancale la aspettiamo a Sanremo dal suo “Galleggiare” del 2015, ma nel frattempo ha costellato cosi tanti successi grazie alla sua duttilità vocale e alla sua capacità artistica compositiva che 10 anni dopo può davvero decidere da sola di far ballare l’Ariston. Dentro di lei alberga qualcosa di nettamente vicino a Pino Daniele. Se Pino la ascoltasse avrebbe già duettato con lei. Ne siamo certi. E’ una delle più grandi esponenti del cantautorato femminile multietnico insieme alla nostra Tosca. Il brano ha un ritmo da festa di paese e gran cassa che fa nettamente alzare tutti noi in sala e ballare di felicità – Vincerà anche lei qualche premio VOTO 7.5

Irama –  Lentamente

Io capisco tutto, ma non posso farcela a rendermi conto un’altra volta che Irama torni a Sanremo con questa voce impastata già di suo, in più aggiungendo l’autotune rendendola ancora più collosa, proprio una linea retta che parte dall’inizio e arriva alla fine come fosse un encefalogramma piatto. Per capire cose dice nel testo ho dovuto prendere il blocco dei testi e leggerlo. L’inciso leggo che dice: “Lentamente si sta spegnendo questo amore…ecco si è spento “ogni fottuto sentimento”…anche per questa canzone che davvero non aggiunge nulla di stupefacente. VOTO 4

Marcella Bella – Pelle Diamante

Marcella ha tutta la mia stima per come si prende cura del suo lato artistico. Ecco lei con Kolors e Ricchi e Poveri devo dire che sceglie un filone che oggi funziona, come quello dei Remix, soprattutto oltre confine. Il suo brano è un moderno stile Dance condito con loop e suoni di artisti moderni ed attuali. E con la sua voce cosi riconoscibile ed effettata devo dire che la cosa funziona. Bello lo special con gli archi. VOTO 6.5

Achille Lauro – Incoscienti Giovani

Ci giocavamo tutto sul fatto che Achille avrebbe portato una Ballatona lenta che ricorda il suo ultimo singolo di successo “Amore Disperato”. Ma purtroppo trattasi di un Lato B dello stesso, ma molto meno efficace. Con questo brano Achille si è davvero imborghesito. Insomma è sceso a patti con Sanremo e ha preferito diventare una sorta di gentiluomo invece che puntare sul portare un brano più forte e molto più disperato. Ecco vi vuole più disperazione perchè Achille funzioni. VOTO 6

Elodie – Dimenticarsi alle 7

La nostra diva della Pole Dance ci porta in una scenario post moderno con un sapore Retrò alla “Viola Valentino Style” ma condito della ormai stra-usata grancassa “Tunz Tunz” con archi tipicamente anni 90, appositamente per educare chissà quali generazioni di pubblico ai suoi concerti. Elodie ci prova ma con un testo di una banalità senza pari. Per colpa del testo VOTO 5

Tony Effe – Damme na Mano

Ecco il pezzo ruffiano del festival. Tutti che pensavano adesso “Trappa” di brutto e ci sconvolge. E invece comincia Gitano Style De la Vega e si trasforma in uno stornello romano (Incredibile). Possiamo davvero accorgerci nel testo di quanti riferimenti fa ad esempio a una Rita Pavone sulla domenica che lasciamo sempre sola la nostra donna per andare a vedere la partita di pallone. Ovviamente siamo fuori completamente dal genere Tony Effe, come al solito c’ha fregati a noi della stampa e fregherà anche voi. Un bel MENO davanti al 7                  VOTO – 7

Massimo Ranieri – Tra le Mani e il Cuore

Sapevamo fosse un brano di Tiziano Ferro per cui se uno come Massimo sceglie di ripresentarsi in gara, un Big come lui deve avere per le mani per forza una buona canzone. Tiziano si sente tutto nell’inciso, un Saxofono fa da intermezzo tra il riff e la ripresa della strofa. Pezzo drammatico e appositamente ben recitato dal grande Massimo. “Scalderò il tuo cuore in fondo al mare” si collega molto bene al suo brano Sanremese legato all’immigrazione. Ma questa volta è una storia d’amore ancora più forte che trova pace sul finale (forse la chiusura un pò troppo forte e secca). VOTO 7

Sarah Toscano – Amarcord

La vincitrice di Amici è della leva 2006 e onestamente abbiamo sentito a Sanremo Giovani di quest’anno diversi brani molto ma molto meglio di questo. Ora mi chiedo perchè una ragazza ancora cosi immatura musicalmente e di carriera in piena e netta costruzione, debba partecipare nei BIG. Misteri della discografia. Ma veniamo al brano, non c’era molta scelta su questo mood ritmico di Sarah, io sincerante non capisco molto di quello che “biascica” (gergo che indica il mescolarsi delle parole incomprensibili), per cui prendo i testi stampati e leggo che ricorda citando Edit Piaf….per cui faccio davvero fatica ad associare una dedica all’Artista Francese con una ritmica Dance davvero terribile. Inoltre per un brano cosi addirittura sei autori. Manca anche la Dizione (meno male che è seguita dalla Vocal Coach Danila Satragno, grande amica e professionista). VOTO 4

Fedez – Battiti

La parata dell’Autotune continua. “Prenditi i sogni, pure i miei sogni, basta che resti lontana da me”. Cosa vi dice questa frase? insomma una dedica netta alla sua Ex Moglie Chiara Ferragni che sembra gli abbia inflitto una ferita notevole. Lo avevamo visto anche alle presentazioni del titolo del brano lo scorso Dicembre a Sanremo Giovani ed era piuttosto spaesato. Non so cosa e perchè abbia scelto di venire a Sanremo, però c’è che ha preso un posto nei Big. La canzone è solo simpatica ma per me quasi inclassificabile. VOTO 3 o 4…lo direte voi.

Coma_Cose – Cuoricini

Fausto e Francesca (detta California). Loro sono una realtà musicale cresciuta nel tempo, hanno fatto dei loro Festival un emblema per portare il loro stile e definirlo come un qualcosa che richiama la qualità, la loro eleganza fashion, il loro amore e unione artistica che è sempre tangibile in ogni loro composizione. Cuoricini è un titolo vincente, rimane dentro come quello che rappresentano, il mondo delle EMOJI di cui siamo tutti dipendenti. Bravi. Una canzone non per Sanremo ma per la loro carriera. VOTO 6.5

Giorgia – La Cura per Me

Giorgia attacca il suo suono vocale appoggiando splendidamente la sua tecnica impeccabile, la sua voce ti culla e stupisce sempre. Finalmente si sente cantare con tecnica, questa sconosciuta. Questa volta si che Giorgia ci porta una canzone davvero splendida. Molto meglio rispetto al suo precedente Festival. Si sente tutto l’arrangiamento di Blanco e Michelangelo. Nel testo canta “la Paura….di rimanere sola” ha un incedere melodico tipico del suo repertorio. “E’ una dedica d’amore a chi le sta vicino, un amore sicuramente grande. Un brano non eccelso ma per la voce VOTO 8

Olly – Balorda Nostalgia

E’ l’anno in cui Federico in arte “Olly” deve esplodere come artista per cui ci porta una ballad strappalacrime per le sue teenager. E’ un ragazzo che sta crescendo e grazie al suo duetto con Angelina Mango è arrivato a un grande pubblico proprio nella scorsa estate dove ha dimostrato di essere molto professionale e social, sempre gentile con i fan e presente nelle sue “Storie” sui social. Con questo brano può aggiungere al suo repertorio una tacca di valore. Non è il mio genere da generazione X ma riesco a comprenderlo e quindi lo premio. VOTO 6/7

Simone Cristicchi – Quando Sarai Piccola

Questo è il testo fin ora migliore del festival. E un pò da Simone ce l’aspettavamo. Dopo “Abbi Cura di Me” siamo di fronte a una canzone che toccherà le corde della commozione di tutti. Un brano dedicato a sua mamma e a tutti i genitori che da grandi tornano bambini e vanno accuditi, un testo che tocca tutti nel profondo. “E’ ancora un altro giorno insieme a te, per restituirti tutta la vita che mi hai dato”. Grazie Simone per aver pensato a raccontare un tema del genere. Avendo dedicato un libro ai miei nonni capisco l’importanza di un testo eterno come questo. Ecco una canzone che sarebbe da salvare nella mia scatola perchè possa diventare Eterna – VOTO 9

Emis Killa – Demoni

Capisco la difficoltà nell’ascoltare un testo come questo di Emis dopo aver pianto di commozione con Simone. Provo a sganciarmi e sento una canzone d’amore che recita un amore sotto una pioggia di Molotov, una metafora che mi farebbe venir voglia di lanciargliela in mezzo al suo computer mentre arrangiava sto pezzo in sala d’incisione. Comunque per carità l’arrangiamento non è malaccio. E per questo motivo il Voto sale a 5

John Thiele – Eco

Alessandra nasce come cantautrice e si sente che ha talento. Penso purtroppo che per stare qui nei Big (addirittura) si sia dovuta assoggettare melodicamente a uno di quei brani che ricordano alcune strofe di Annalisa. Per fortuna che la voce almeno non è condita di aceto e autotune. L’insalata mista risulta comunque variegata da ingredienti poco convincenti. Più che altro perchè il risultato è qualcosa che non aggiunge niente a ciò che siamo abituati a sentire. Una nota positiva però posso darla, ovvero la ritmica che ha alcuni sapori retrò, ma solo a tratti. Grazie al ritmo il VOTO è 6

Modà – Non ti Dimentico

Checco, ormai lo sappiamo, è l’ultimo dei romantici (Cit. Modà). Per cui Francesco ci vuole raccontare che quando baciava lei lo facevi ad occhi aperti e la guardava (una cosa terribile da dire e da fare)….questo per arrivare a dirle che “No…non ti dimentico”. Una melodia già stra-tritata e tipica dei Modà. Come sempre un pò lagnosa. VOTO 5

Gaia –  Chiamo io Chiamo tu

Gaia a sto Sanremo deve trovare il lato B di Sesso e Samba per cui era prevedibile che lanciasse un “incipit” che sapesse di Latino America con uno scioglilingua che impasta la bocca con “Chiamo io Chiami tu”. Io non so se questo si può definire “Comporre Musica”…ma se questa è la musica che piace oggi, nell’estate dei locali e per le nuove generazioni beh ok facciamocene una ragione, ma non chiedeteci di votare qualcosa che richiami la qualità. La Musica è giusto simpatica, la sua voce è un timbro come tanti altri. Insomma le diamo un 6 di condotta, forse ha fatto il compitino per il suo prossimo tour (come fanno in molti purtroppo). Il Voto era e resta 6

Bresh – La Tana del Granchio

Ecco un altro pezzo che non ti aspetti da Andrea in arte Bresh, come al solito questi ci vogliono fregare tentando di orecchiabilizzare un brano perchè possa essere preso a Sanremo. Quando lo sentirete vi renderete conto che richiama un pezzo di Irama, a voi capire quale (Facilissimo). Recita “….lo sento che mi dai due lire”…e direi che questo brano vale proprio due lire. VOTO 5

Francesca Michielin – Fango in Paradiso

Allora chiedo scusa ai Fan della Michielin. E’ risaputo, non ho mai sopportato la voce della Michielin. E’ soggettivo e non dovrebbe esserlo. E tantomeno le sue discutibili scelte artistiche. Comunque si sospettava avesse portato con se un arrangiamento classico cassa in quattro (Altro che direttrici d’orchestra), per un Sanremo dove dopo il primo inciso parte un rullante che sorregge la solita banale strofa che ci racconta l’ennesima storia d’amore chiusi in macchina. Ti lascia senza parole, una voca ancora molto lavorabile da un punto di vista di allenamento, andrebbero cercati i registri bassi piuttosto che quelli alti. VOTO 4

Shablo feat. Gue’, Joshua e Tormento – La mia Parola

Ecco, questo si che è un bel finale per gli ascolti. Questa si che è una canzone del genere che portano questi 4 artisti. E il nostro Pablo ha già i suoi 44 anni e all’attivo una grande carriera da produttore. In questo pezzo si fa supportare da grandi personaggi come Guè Pequeno, suo coetaneo ed ex membro dei Club Dogo, non ha bisogno di presentazioni. Poi abbiamo Joshua che impreziosisce col suo lato R&B e infine il grande Max Tormento dove tutti insieme ci regalano una bellissima e professionale produzione di alto livello. La loro “E’ una street Song, Brucero fino alla fine chiuso tra cemento e smog” andrà ovunque e spazzerà via tutta la quota Rap/Trap degli pseudo colleghi in gara. Quando entra Tormento si sente e fa la vera differenza. Grandi, VOTO 8