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lunedì, Dicembre 8, 2025

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Lucio Corsi, un cantautore ventriloquo?

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Lucio Corsi, promettente e bravo cantautore, si è intrappolato da solo nella rete di Sanremo, o meglio nel tentativo di partecipare con un gesto eclatante nella serata dei duetti, con la balzana idea della cover di “Nel blu dipinto di blu”, in featuring con un pupazzo, cioè il mitico Topo Gigio.

Scelta sbagliata anche sotto il profilo del marketing perchè si parla e si parlerà più di questo improbabile duetto, che della sua canzone in gara. Quando il cantautore si gemella con un pupazzo, rischia di fare la fine del ventriloquo. Avete presente il Jean Luis Moreno e il corvo Rockfeller? Ecco. Parteciparono insieme al Festival di Sanremo nel 1985. Corsi, che avendo talento, potrebbe fare tranquillamente a meno di questi ripescaggi televisivi Techeteche, ha pubblicato il seguente post:

“La canzone di Modugno, l’hanno cantata tutti , da Paul McCartney a Bowie fino a Troisi in “Non ci resta che piangere”.

Benissimo, che la cantino anche i pupazzi allora. Secondo questa logica, ci aspettiamo dunque che Damiano David canti “Heroes” di Bowie in featuring con il Pulcino Pio e Achille Lauro canti “Imagine” di Lennon con il Gabibbo. Sanremo in featuring con lo Zecchino d’Oro potrebbe essere l’idea del millennio, tano ormai è la canzone che è diventata una pupazzata, quindi ci sta, come dicono i gggiovani. Battute a parte, nel caso di Lucio Corsi, la domanda sorge come un serpente da un cesto indiano:

“Perchè?”

Perchè un talento musicale deve necessariamente ricorrere a questi giochetti generalisti per farsi notare? E’ obbligatorio? Giova o non Jova? Perchè la partecipazione a Sanremo obbliga un cantante a fare uno show? Eppure ci sono cascati in tanti: il finto pancione della Bertè, la fuga di Bugo, l’ iperrealismo di Elio E Le Storie Tese nei panni dei Rockets, la farfallina di Belen,il battesimo sul palco di Achille Lauro,  si potrebbe fare un elenco infinito e una lunghissima puntata di Techeteche.  La risposta è molto semplice. Sanremo non è più un festival della canzone, ma uno show televisivo, dove conta solo farsi notare, pescare qualche migliaio di like in più, a costo di farsi massacrare sui social. E’ questa roba qui, non altro. Quindi ecco un cantautore trentunenne che si presenta al Festival con un brano che si intitola “Volevo essere un duro” e poi per essere da meno canta la canzone italiana più nota al mondo in compagnia di un tenero pupazzo che ha l’età di suo nonno. Vuoi scommettere che Live Nation, sta  organizzando un tour già sold out?
Topo Gigio, Rockfeller e il Pulcino Pio, il nuovo trio del millennio.

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