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Emis Killa lascia Sanremo 2025: un passo indietro dovuto

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Il rapper lombardo Emis Killa si ritira dalla kermesse a seguito dell’inchiesta sugli ultras milanisti.
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L’indagine, che coinvolge anche ambienti della criminalità organizzata, ha acceso i riflettori sui presunti legami tra alcuni rapper e tifoserie malavitose, alimentando l’acceso dibattito sul confine tra libertà d’espressione e censura.

La decisione di Carlo Conti di selezionare artisti come Emis Killa, Fedez e Tony Effe tra i protagonisti di Sanremo 2025 ha sollevato polemiche sull’opportunità di ospitare sul palco dell’Ariston figure accusate di scandali o di diffondere messaggi controversi. In questo contesto, il ritiro di Emis Killa diventa il simbolo delle tensioni tra autonomia artistica e responsabilità sociale nella musica italiana..

Scossone nel mondo della musica italiana: Emis Killa, al secolo Emiliano Rudolf Giambelli, ha annunciato il suo ritiro dalla 75ª edizione del Festival di Sanremo, travolto dall’inchiesta “Doppia Curva” sugli ultras milanisti. L’indagine, che coinvolge anche ambienti della criminalità organizzata, ha acceso i riflettori sui presunti legami tra alcuni rapper e tifoserie malavitose, alimentando il dibattito sul confine tra libertà d’espressione e responsabilità sociale. 

LE ACCUSE E I DETTAGLI DELL’INDAGINE 

Il rapper lombardo è indagato per associazione a delinquere nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Durante una perquisizione nella sua abitazione, le forze dell’ordine hanno sequestrato 40.000 euro in contanti, sette coltelli, tre tirapugni, uno sfollagente telescopico e un taser. A seguito di ciò, gli è stato notificato un Daspo di tre anni, che gli vieta l’accesso agli stadi. 

In merito alle accuse, Emis Killa ha scelto di intervenire tramite i social, chiarendo la sua posizione: “Apprendo oggi dai giornali che sono indagato (a me è stato notificato esclusivamente il daspo, che è un atto amministrativo e non penale) e se questo corrisponderà al vero sarà importante che l’indagine faccia il suo corso e la magistratura possa lavorare in serenità senza polemiche o pressioni e circhi mediatici“.

Pur precisando che il Daspo è un atto amministrativo e non penale, l’indagine ha inevitabilmente alimentato polemiche. Le accuse, sommate ai suoi rapporti con esponenti della Curva Sud milanista e con colleghi di spicco come Fedez e Lazza, anch’essi vicini a ultras rossoneri coinvolti nelle indagini, hanno suscitato interrogativi su possibili legami tra alcuni rapper e ambienti malavitosi.

AMICIZIE E AFFARI

Intervistato nel programma Lo stato delle cose, condotto da Massimo Giletti su Rai 3, Killa ha voluto chiarire la sua posizione, difendendo le frequentazioni con gli ultras del Milan: “Io con loro ho solo condiviso l’amicizia. Al momento sono solo indagato, non sono preoccupato”. Tuttavia, le indagini hanno acceso i riflettori sui suoi rapporti con Luca Lucci, leader della Curva Sud, e sull’apertura di una catena di barberie e tattoo riconducibile allo stesso Lucci, che vedrebbe coinvolto anche il rapper. Riguardo alla barberia che gestisce, ha precisato: “La barberia è una roba lecita, voglio dire. Non ho fatto niente di strano”. Sul tema della pericolosità sociale contestata nell’ordinanza della procura, invece, ha replicato: “Ero presente nel momento in cui c’è stata una colluttazione allo stadio, ma non ne ho fatto parte. Io non ho mai mollato manco uno schiaffo allo stadio, capisce? Questo è tutto quello che posso dire”.

EMIS KILLA E SANREMO: IL RITIRO 

Emis Killa avrebbe dovuto esibirsi con il brano “Demoni” e, nella serata delle cover, proporre “100 messaggi” di Lazza, in duetto con la violinista Laura Marzadori e Lazza stesso. Tuttavia, l’artista ha deciso di ritirarsi dal Festival, dichiarando di voler permettere alla magistratura di lavorare “senza polemiche o pressioni”. Con il suo ritiro, il numero degli artisti in gara scende a 29, senza sostituzioni previste.

Il dietro front non ha però fermato la musica di Emis Killa: il rapper ha deciso di pubblicare online “Demoni”, il brano che avrebbe dovuto portare in gara. La canzone racconta una storia d’amore tormentata con un testo che alterna immagini poetiche – “Siamo soli come il mare / Come angeli nell’Ade” – a riferimenti più forti, tra droghe e narcos: come “Sei l’ecstasy e il mezcal che non ci fanno dormire”, “Baci che sanno di Fentanyl”, “Narcos di Cali” e “Pioggia di molotov”. Lontano dalle provocazioni più esplicite del rap, il pezzo si caratterizza per un uso spinto dell’autotune e un andamento emozionale che si sarebbe ben inserito nel clima sanremese, unendo elementi tipici della trap a un arrangiamento sentimentale.

Tramite i social, il rapper ha espresso il suo dispiacere: “Dopo 15 anni di carriera ero felice di affrontare il mio primo Sanremo. Ringrazio Carlo Conti per avermi voluto ma preferisco fare un passo indietro e non partecipare”. 

LE DICHIARAZIONI DI CARLO CONTI 

Il direttore artistico del Festival, Carlo Conti, ha commentato così il ritiro: “Prendo atto con rammarico della decisione di Emis Killa di ritirarsi dal Festival di Sanremo. Rispetto la sua scelta e gli auguro di poter chiarire al più presto la sua posizione”. Conti ha inoltre difeso le sue scelte artistiche, ribadendo: “Non spetta a me giudicare. Io scelgo le canzoni”. 

IL DIBATTITO SULLA PARTECIPAZIONE DEI RAPPER A SANREMO 

La decisione di includere rapper come Emis Killa, Fedez, Tony Effe e Guè Pequeno ha sollevato critiche sull’opportunità di ospitare figure accusate di diffondere messaggi controversi. In particolare, il Codacons ha chiesto di visionare in anteprima i testi delle canzoni in gara e ha invitato i rapper a ritirare i brani contenenti contenuti sessisti o violenti. Tra questi, i testi di Emis Killa sono stati spesso al centro delle polemiche per la narrazione di episodi di violenza e atteggiamenti misogini. 

In un Festival che promuove inclusività e rispetto, i brani del rapper – come “3 messaggi in segreteria”, che narra un femminicidio, e “A cena dai tuoi”, che perpetua stereotipi di sottomissione femminile – hanno sollevato interrogativi sulla sua adeguatezza rispetto ai principi della manifestazione. Queste critiche si inseriscono in un contesto più ampio di tensioni tra autonomia creativa e responsabilità sociale. 

DALLA STRADA AL SUCCESSO 

Emiliano Rudolf Giambelli è nato il 14 novembre 1989 a Vimercate, in provincia di Monza e Brianza, a 29 km da Milano. Si è avvicinato al rap a 14 anni, affermandosi con le rap battle e vincendo nel 2007 il Tecniche Perfette. Nel 2012 ha pubblicato il suo album di debutto “L’erba cattiva”, che ha riscosso grande successo di pubblico e critica. Seguono altri lavori di successo, come “Mercurio” (2013) e “Terza stagione” (2016), che consolidano la sua posizione nel panorama musicale italiano, Seguono altri lavori di successo, come Mercurio (2013) e Terza stagione (2016), che consolidano la sua posizione nel panorama musicale italiano, in una carriera intrecciata con esperienze televisive, come il ruolo di coach e giudice a The Voice of Italy, e radiofoniche, tra cui la conduzione della trasmissione One Two One Two su Radio Deejay, e segnata da polemiche legate ai contenuti dei suoi testi.

SCANDALI E PUBBLICITÀ 

Alla luce degli ultimi sviluppi, ci si chiede se una valutazione più approfondita dei partecipanti sarebbe stata opportuna. Tuttavia, è innegabile che le polemiche abbiano acceso in anticipo i riflettori sul Festival, trasformando anche gli scandali più spinosi in un’occasione per catalizzare l’attenzione mediatica. Sanremo si conferma, ancora una volta, un evento capace di alimentare il dibattito e di rimanere al centro della scena culturale italiana. 

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HIT NON HIT (dalla musica pop al jazz) – BLOG & PRESS di Ugo Stomeo

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