La storia di un’incredibile lotta all’ultimo voto. Pochi metri, pochi centimetri anzi, nella “corsa” finale del Festival, quei 100 metri brucianti – metaforicamente – che hanno fatto la differenza sancendo la vittoria di Olly
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Ad una spanna dalla vittoria, la storia di un’incredibile lotta all’ultimo voto.
Olly ha vinto il festival di Sanremo con il 23.8% di preferenze totali (Televoto, Sala Stampa, Giuria delle Radio), ma tallonato da Lucio Corsi con il 23.4%, rivelazione del Festival con il suo look particolare, la sua voce intensa ed il testo cantautorale che ricorda artisti del passato. Terzo posto per Brunori Sas con il 20.3%, solo quarto Fedez con il 17.7%.
E chiude la top five Simone Cristicchi con il 14.8%, seguito da standing ovation in ogni sua esibizione durante il Festival.
Quel 0,4% di voti che ha fatto la differenza
Pochi metri, pochi centimetri anzi, nella “corsa” finale del Festival, quei 100 metri brucianti – metaforicamente – che hanno fatto la differenza nella classifica finale di Sanremo 2025 sancendo la vittoria.

Il vincitore del Festival: Olly
Olly, giovane cantautore genovese, 23 anni, si impone con il brano Balorda nostalgia, che ha scritto e composto insieme a Pierfrancesco Pasini e JVLI, con cui collabora da tempo e che ne ha curato anche la produzione. “È una di quelle cose che sembra non sia vero quando capita: sono molto contento, grandi! Grazie al maestro Pallotti alla direzione, all’orchestra, a voi”, commenta a caldo l’artista, premiato con il 31% del televoto.
“Ciao ma’, ciao pa’, è assurdo ma è successo“. Ha detto subito dopo la vittoria, quasi stordito.
Così il vincitore, quasi confuso sul palco. Seguitissimo sui social, virale anzi, nei giorni del Festival, primo in classifica in un certo senso, ma arrivato quasi nella stesso momento sulla linea del traguardo con Lucio Corsi, il menestrello vera rivelazione del Festival.

Chi è Lucio Corsi, consacrato dal Festival di Sanremo
Il look vintage, le chitarre, il suo strano modo di sedere al piano: la carta di identità del cantautore toscano che ha stregato l’Ariston. I capelli lunghi, il volto truccato di bianco, gli abiti vintage scelti con cura, il suo modo particolare di sedere al piano: con un piede ripiegato sotto il fondoschiena.
31 anni, maremmano, quattro album all’attivo e uno in uscita Lucio Corsi con le sue sonorità ci riporta indietro agli anni belli del cantautorato. Alle chitarre di Ivan Graziani, al glam di Renato Zero e alla poesia di Gianni Rodari.
Di sicuro, è una certezza, di lui si continuerà a sentir parlare a lungo.
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