Jovanotti la furia, il ciclone, si è abbattuto ieri sera sulla città di Sanremo che ogni anno si trasforma per una settimana “nell’ombelico d’Italia”. E lui inizia a trascinare spettatori e abitanti ancora prima di entrare nel teatro Ariston.
.
Forse dovrebbe essere un sesto classificato, nella prima serata del Festival di Sanremo, quanto meno per l’energia che ha portato sul palco, improvvisamente “invecchiato” sotto i suoi salti, un vortice di passione e positività che Lorenzo Jovanotti a portato come una furia. Un ciclone iniziato appena fuori l’uscio del teatro, illuminando di suoni, colori e energia le vie della cittadina ligure, contagiata dalla musica e non solo.

E gli occhi, sono tutti su di lui anche da casa, in televisione: probabilmente il ricordo, del calvario passato dall’artista per più di un anno, dopo l’incidente in bicicletta (e le operazioni sbagliate) che avevano fatto temere per lui il peggio, non poter più saltare sui palchi di tutta Italia, e rimanere immobilizzato. Ma la sua forza, raccontata a suon di post sui social, unendosi alla comunità dei suoi followersin questo caso diventati sostegno psicologico e nutrimento continuo, forza di Lorenzo con l’energia, che in fondo ha trascinato anche sé stesso fuori dalla malattia.

Una serata, quella di ieri sera a Sanremo, dal ritmo serratissimo ha regalato al pubblico anche la sua travolgente performance: per le strade, al porto, sui balconi, i tamburi dei Rockin’1000 accompagnano sulle note dell’Ombelico del Mondo l’artista, che si abbatte come un ciclone sul festival, entra in teatro accompagnato da 10 ballerini di Bollywood, poi con Il più grande spettacolo dopo il Big Bang si lascia abbracciare dal pubblico.
Tutto d’oro vestito, canta un medley su I love you baby, Fuorionda, A te. Racconta l’emozione del “corpo nuovo” dopo l’incidente di Santo Domingo e l’operazione (“sono un po’ bionico, titanico e anche un po’ fotonico e soprattutto felice di essere qua”), poi legge un testo di Fausto Bolelli sulla bellezza di essere imperfettamente se stessi.

Sul palco, lo affianca Gianmarco Tamberi, il campione olimpico di salto in alto, che dopo i mesi “molto duri” di Parigi ha deciso di rimettersi in gioco.
In fondo, come lui, Jova, che dice: “Sanremo è una festa della musica, e la musica prima di essere industria, classifica, competizione, è una passione che ci lega e unisce il paese”.
Facebook Comments