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Margherita Zanin ritorna con il nuovo album “Distanza in stanza”- INTERVISTA

Margherita Zanin ritorna con il nuovo album "Distanza in stanza" anticipato dal nuovo singolo "Non mi diverto se penso troppo" in uscita oggi

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Copertina del nuovo album "Distanza in stanza"
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MARGHERITA ZANIN, giovane artista savonese, è risultata tra i vincitori del contest 1M NEXT, successo che l’ha catapultata sul prestigioso palco del 1 MAGGIO, a Roma, dove ha presentato il brano “Amaro”, che propongo a seguire.

Ho conosciuto Margherita in tempi non sospetti, circa tre anni fa, su di un palco cittadino, e da allora ne ho osservato a debita distanza l’evoluzione, dopo essere stato colpito inizialmente dalla sua grinta e personalità.

Arrivare a Roma per il “concertone” non è roba per tutti, e questo sta a significare che il suo talento è stato intercettato e afferrato, e ora occorre diffondere l’arte di “Marghe”.

Ho provato a porle qualche domanda, tanto per approfondire e ripercorrere il percorso sin qui intrapreso, così come feci molti anni fa con un’altra concittadina, a quei tempi sconosciuta, ora divenuta una star. Sperando di portare fortuna anche a Margherita!

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Oggi esce il nuovo singolo “Non mi diverto se penso troppo”

INTERVISTA a Margherita Zanin

Un buon modo per incominciare è quello di… raccontarsi: quando nasce la voglia di musica di Margherita Zanin e, soprattutto, come si evolve nel tempo?

Quando ero una bimba volevo sapere cosa fosse la musica, cosa sentisse e perché fosse come riflettersi in uno specchio. Il primo regalo musicale fu un piccolo ‘pianino’ con cui potevo giocare e sentirmi meno sola da residente in campagna. I lati positivi erano i fiori, il verde dei prati, il silenzio, il ronzio delle mosche d’estate. Suonare occupava il mio tempo e non potevo fare a meno di ascoltare nello stereo i dischi addormentati nel mobile porta cd. Crescendo ho capito che la mia strada era inseguire un sogno e la penna con la voce hanno fatto da porta. Dopo una pausa adolescenziale tra compiti e dubbi ho iniziato a cantare. Grazie ad un caro amico pianista ho iniziato a credere che fosse possibile fare bene facendo quello che poteva rendermi più felice. Iniziai a sperimentare e imparare da chi aveva già molta più esperienza di me. Iniziai a cantare e andai a Londra. Ritornai dopo un anno piena di nuove esperienze musicali che erano legate molto di più al blues e al folkrock. Nel 2016 è uscito ‘Zanin’, il mio primo disco, nato tra Inghilterra ed Italia, prodotto da Roberto Costa, bassista del grandissimo Lucio Dalla. Nel 2018 è uscito l’ep ‘Radiomarghe’, contenente ‘Piove’ e ‘Travel Crazy’, i due singoli del primo progetto discografico, e ‘Amaro’  ‘Rosa’  e ‘Non mi diverto se penso troppo’, i tre singoli che anticipano l’uscita del secondo album. ‘Distanza in stanza’ uscirà tra pochi giorni anticipato da un nuovo singolo che si chiamerà ‘Non mi diverto se penso troppo’.

Vorrei concentrarmi sugli ultimi tre anni, cioè a partire da quando ti ho visto ospite sul palco del Raindogs, una performance aggressiva e rockettara: quanto sei lontana, artisticamente parlando, da quell’immagine?

L’immagine che avevo di me prima è uguale ad oggi se non con qualche esperienza in più sulle spalle. Pensavo che crescere fosse traumatizzante e invece credo che sia magico nonostante tutto. Non credo di essere stata mai molto lontana da quella che ero. Quello che è rimasto invariato è l’amore che provo nei confronti della musica e di poche persone che sono diventate piacevolmente una costanza nella mia vita. Quando cambiamo è perchè ci sono grandi cose da imparare. Seguo volentieri e serenamente il flusso naturale delle cose. E aggiungo: ‘C’è sempre un po’ di sano e malsano Rock‘n’Roll dentro ognuno di noi! ‘

Quanto sono state formative le tue esperienze londinesi, ed estere in generale?

Le esperienze in Inghilterra mi hanno fortemente ispirato. Londra è una città incredibile e piena di musica. Ogni giorno c’era un posto da scoprire, un nuovo blues bar da vivere, una nuova via da occupare con il busking, nuovi amici indimenticabili con cui abbiamo vissuto momenti indispensabili; un’esperienza fortissima che mi ha insegnato molto. La forza delle metropoli europee risiede nell’importanza che regala ai sogni di ogni singolo, di riflesso diventi un sognatore.

Quali sono stati i tuoi incontri artistici decisivi, quelli che ti hanno permesso di cambiare marcia?

Nel corso del tempo ho incontrato tanti sconosciuti, pochi sono rimasti amici, pochissime sono le persone che non mi hanno cambiato. In tutte le figure professionali ho trovato casa e in molte altre no. In generale ho sempre preferito imparare qualcosa. Oggi posso decidere come essere e non come sembrare; questo grazie anche a quelle persone che inconsciamente, nel loro delirio esistenziale, mi hanno insegnato come non voler essere e credo che questa sia stata pure una grande fortuna. Tutte le esperienze ci insegnano cosa è meglio per noi e per chi ci sta vicino. Noi siamo l’unica costante per essere.

Come si è evoluta la tua discografia a partire da “Zanin”, rilasciato nel 2016?

La mia discografia si è evoluta grazie a nuove collaborazioni. Il produttore artistico del nuovo progetto è Lele Battista, cantautore, musicista e sinthmaniac; con lui abbiamo ricercato e contaminato un nuovo sound che mischia le esperienze e i timbri artistici miei, dello stesso e di Giovanni Garibaldi, chitarrista del progetto e mio compagno di viaggio già da sette anni a questa parte. I suoni hanno influenze diverse e più elettroniche, influenzate un po’ dalla canzone ed un po’ dal viaggio; chill out a tratti hip hop, electropop con testi in italiano. Le canzoni parlano di sentimenti contrastanti, libertà, cambiamento e società. 

Veniamo allo stretto presente e alla grande soddisfazione che hai ottenuto riuscendo ad arrivare al palco del Concertone del Primo Maggio a Roma: quale vittoriosa selezione ti ha portato a questo importante traguardo?

Abbiamo vinto la selezione di 1MNEXT, il concorso ufficiale del Concerto del Primo Maggio. Eravamo veramente in tantissimi cantautori in tutta Italia e da una prima selezione con scrematura fino a 130 artisti siamo arrivati alle semifinali. Il 15 di aprile siamo passati alla selezione successiva arrivando secondi su altri quindici. La canzone in gara era ‘Amaro’, primo singolo che precede l’uscita del disco, contenuto anche nell’ Ep ‘Radiomarghe’. Così, rimasti in tre, abbiamo portato la nostra musica anche su quel grande palco. La giuria di qualità era formata da Massimo Bonelli, Massimo Cotto, Davide Poliani, Luca D’Ambrosio, Silvia Boschero e Enrico Schleifer, che ringrazio per aver creduto in me.

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Sul palco hai presentato il tuo nuovo brano, “Amaro”, in rete anche come video: me ne parli?

‘Amaro’ è un brano dall’approccio sperimentale, che parla della condizione di iniziale rassegnazione che poi evolve in una voglia di cambiamento e rivalsa. L’amaro, dove tutto sembra perduto come una poesia antica, si fonde alla voglia di sentirsi davvero liberi trasformando tutte le cose intorno, ricordando che quel tempo storto e negativo passerà. Le atmosfere che hanno ispirato il brano sono legate a tutte le persone che hanno deluso qualche aspettativa, che si prendono gioco della nostra sensibilità, angeli che assomigliano a colori e che diventano come vecchi libri già letti tenuti nella libreria degli umori. Fortunatamente, quando l’amaro si placa e splende nuova luce, si dà un valore diverso alle proprie giornate, creando nuove visioni positive dove libertà e sogni stanno al primo posto.

Ho sentito molti pareri discordi sull’evento, ma a te vorrei solo chiedere qualcosa sull’esperienza che hai fatto, sull’atmosfera che hai respirato, sulle emozioni che si provano in quei casi, quando ci si trova accanto ad artisti di lungo corso…

Le emozioni sono state forti e la felicità ci ha rasserenato per tutto il tempo. E’ stata una grande festa senza dimenticare il senso della giornata, il perché eravamo lì. Ringrazio tutte le persone che mi hanno salutata, che hanno chiesto una foto con me, che hanno scambiato sorrisi prima e dopo il concerto.

Che cosa ha progettato Margherita Zanin per il suo futuro prossimo?

Sto progettando, scrivendo, cantando e presto ci saranno novità. Il mio progetto è quello di portarmi in giro. Nuovi live, concerti in varie città, portando ‘Distanza in stanza’ come nuova visione. Seguitemi sui social e restate connessi alla nostra onda.
Freedom Peace & Love!

Grazie a Fare Musica & Dintorni, W la Musica!

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