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Anderson .Paak: “Ventura”, il gemello buono di “Oxnard”, suona come la Motown – RECENSIONE

Anderson .Paak, a soli 6 mesi dal pomo della discordia "Oxnard",il suo terzo album in studio, tira fuori dal cilindro l'album "Ventura".

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di Micaela Tempesta

Questa non sarà una recensione dove farò finta di sapere cose che non so come succede nella maggior parte delle riviste musicali on-line.

Mi sono imbattuta in Anderson .Paak (all’anagrafe Brandon Paak Anderson) un paio d’anni fa mentre cercavo dei riferimenti musicali per sviluppare il mio non-disco. Mi sono bastati 15 secondi del suo NPR Tiny desk concert per capire che era un u.f.o. (e anche per abbandonare la musica). E lo è, senza ombra di dubbio.

Batterista, cantante, produttore, autore, modaiolo, carismatico, ironico, marito, padre e figlio di una madre che lo difende a spada tratta (poi vi spiego perché). A soli 6 mesi dal pomo della discordia Oxnard (il suo terzo album in studio), tira fuori dal cilindro Ventura, chiudendo la tetralogia dei luoghi che lo hanno influenzato di più.

Oxnard non è piaciuto molto ai suoi fan più accaniti che lo hanno accusato di aver strizzato troppo l’occhio alle mode del momento (e a Dr. Dre, il suo produttore esecutivo the man who tira fuori i soldi), perdendo tutta la forte personalità degli album precedenti.

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A loro ha risposto una mamma stizzita con un messaggio reso pubblico dallo stesso .Paak tramite instagram:

Per tutti gli haters lì fuori che dicono che Anderson .Paak ha perso la sua personalità con Oxnard ho da dirvi una cosa, non sono d’accordo che con Oxnard abbia perso la sua identità , al contrario ha mostrato la sua grande diversità e tutti gli hters possono prendere e portare a casa!”.

Perché ve lo racconto? Semplicemente per mostrare due pilastri del nostro credo “nemo propheta in patria” & “ogni scarrafone è bello ‘a mamma soja” ma anche “tutto il mondo e paese”, quindi tre.

Da segnalare che sia Oxnard che Ventura sono stati prodotti e registrati simultaneamente, segno che forse Anderson .Paak ha davvero una personalità multi sfaccettata.

Siete nostalgici? Vi piace la non più giovane musica targata Motown? Vi piacciono Stevie Wonder, Quincy Jones, Curtis Mayfield, Marvin Gaye?

Questo è il disco per voi.

E’ uscito da qualche giorno, ma sembra di stare a Philadelphia negli anni ’70 ed è il motivo per il quale si merita la stellina “Future Classic”.

I testi sono meno esibizionisti del fratello maggiore Oxnard, più maturi e meno spocchiosi, parlano d’amore e di altri disastri, specialmente quelli che vengono dalla routine dei rapporti che durano di più. In generale a livello di scrittura il songwriter a stelle e strisce cerca di focalizzarsi sulle cose belle e su come farle durare.

Prima traccia, prime note e si capisce come si viaggerà per tutto il disco: comodi, senza scarpe, cravatta slacciata (come se nel 2019 qualcuno indossasse ancora cravatte, vabbè) sculettando. L’album è prodotto dallo stesso .Paak affiancato sempre da Dr. Dre e suonato dai The Free National (band di supporto da sempre, nonché “gli unici amici che ho” detto proprio da lui durante il tiny desk concert).

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Se devo parlare della tecnica, gli arrangiamenti sono veramente vintage, la sezione ritmica, le linee di basso sono finalmente libere dalle galere dei pattern e scivolano un amore. Fa un po’ strano alle orecchie sentire una batteria r’n’b che suona davvero. Oppure ascoltare una linea di basso alla Thundercat tra il jazz, il soul e l’r’n’b che non puoi non muovere il sedere o la testa a tempo (per qualcuno sono lo stesso posto lo so).

Rispetto all’album precedente ci sono meno featuring. In tutte le recensioni troverete il nome di Andrè 3000 (frontman degli Outkast che ultimamente fa collezione di featuring, andatevi a sentire “Where’s the catch” di James Blake) che è sicuramente quello più famoso. La collaborazione sulla seconda traccia, uscita come singolo, è con Smokey Robinson, a testimonianza del fatto che questo ragazzo è la degna costola del suono Motown.

La terza traccia la trovo personalmente più interessante. Il Goldenboy statunitense tira fuori dal cilindro una song da quasi sei minuti dove indossa quel gioiello di Lalah Hataway, figlia di Donny, vocalist degli Snarky Puppy (la vocalist, per intenderci, capace di emettere tre suoni con la voce contemporaneamente. Se non sai di cosa parlo clicca ->QUI, perchè a volte un click vale più di mille parole).

Il fatto che la terza traccia di un album duri circa 6 minuti ci dà il quadro preciso di come si faccia musica fuori dei confini italiani e cioè senza pippe mentali. Immaginate un artista italiano che oggi, anno domini 2019, va dal produttore esecutivo e dice “oh, guarda la mia terza traccia dura sei minuti, ci siamo divertiti, suona bene, è fluida“. Avete presente le vignette de la settimana enigmistica “le ultime parole famose”? Vi immaginate la risposta?
“oh si, dai ancora… qua stai? fanne due da 3 minuti e mi raccomando un bel ritornello che parta entro i 30 secondi che la gente è stufa. In alternativa, se vuoi puoi andarti a cercare un lavoro serio”.

Da segnalare il ft. con Brandy (ex enfant prodige dell’r’n’b americano anni ’90 famosissima  per The boy is mine cantata in coppia con Tiz… ehm Monica) su Jet Black che ha il tiro (clap e linea di basso)  di un singolo.

La penultima traccia vede la produzione artistica di Pharrell (e si sente tutta) che ritorna un po’ alle origini quando era la metà del duo NEPTUNES e il sub faceva il suo sporco lavoro (no, non il palombaro, il subwoofer).

Nel complesso questo disco si fa ascoltare e, come ho già scritto, ti fa “ballicchiare”. E’ anche vero che a tratti sembra di trovarsi in una canzone lunghissima perché i bpm sembrano cambiare raramente (ma non c’ho prestato moltissima attenzione).

Da amante del genere posso dargli 4 stelle su 5, lo faccio perché sono convinta che le potenzialità di questo trentenne siano enormi e il meglio deve ancora venire.
Come direbbe lui “Yes Lawd!”

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Tracklist “Ventura” – Anderson .Paak:

01. Come Home (feat. André 3000)
02. Make It Better (feat. Smokey Robinson)
03. Reachin’ 2 Much (feat. Lalah Hathaway)
04. Winners Circle
05. Good Heels (feat. Jazmine Sullivan)
06. Yada Yada
07. King James
08. Chosen One (feat. Sonyae Elise)
09. Jet Black (feat. Brandy)
10. Twilight
11. What Can We Do? (feat. Nate Dogg)

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