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Il Magellano di Gabbani – RECENSIONE

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Voto Autore

di Giuseppe Santoro

Se provate ad accendere la radio in questo momento, dopo alcuni secondi o minuti spesi a cercare il canale giusto vi imbatterete certamente in una scimmia nuda che balla o che si sta rialzando, in qualche goccia di Chanel o in un più classico avviso A.A.A. cercasi.

Francesco Gabbani e la sua Occidentali’s karma (di cui abbiamo parlato in un precedente articolo) hanno catturato l’Italia intera e dopo la vittoria a Sanremo si preparano ad invadere (musicalmente, si intende) anche l’Europa attraverso la partecipazione all’ Eurovision Song contest. In mezzo a questi due eventi è uscito anche il suo nuovo album dal titolo “Magellano” (di cui vi avevamo già parlato in un precedente articolo), prodotto egregiamente da Luca Chiaravalli. Pubblicato dalla Bmg e distribuito dalla Warner a partire dal 28 aprile, il lavoro presenta, per ammissione dello stesso autore, la struttura non voluta di un concept-album avendo conosciuto una gestazione relativamente breve.

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Francesco Gabbani – Magellano – Making of

Il disco si apre con la title-track, una canzone travolgente contorniata da echi tribali che riprende la storia dell’esploratore come metafora della nostra vita. Il tema è il viaggio e sembra che Gabbani voglia dirci che dopo questo successo così improvviso, non sa esattamente cosa gli riserverà il futuro. Prima di arrivare alla canzone vincitrice di Sanremo, di cui tanto si è parlato e che ad oggi conta più di cento milioni (scritta in lettere è una cifra che mette ancora più paura) di visualizzazioni su Youtube, troviamo il secondo singolo lanciato in questi giorni in radio: “Tra le granite e le granate”. Si tratta di un pezzo che non riprende lo stile che ha dato il successo a Gabbani, infatti questa volta il ritmo si fa più estivo e soprattutto nel ritornello si può immaginare la classica caciara da spiaggia. La canzone però a livello testuale non è scontata, racconta infatti la presunta libertà che ci concede l’estate che spesso si trasforma in stress poiché delle volte siamo costretti a divertirci forzatamente. Fabio Ilacqua, l’ormai noto e a mio parere eccezionale autore dei testi di Gabbani, colui che abita in campagna senza usare il cellulare, in questo caso si lascia andare ad un gioco di parole forse un po’ troppo scontato (estate/e state) ma la canzone comunque funziona e sarà uno dei tormentoni dei prossimi mesi.

L’elettronica pervade tutto il lavoro, conferendo ai suoni del disco uno stile molto internazionale. A questo proposito “A moment of silence” è un’altra dimostrazione azzeccata di come si possa coniugare un testo impegnato e pieno di informazioni sociali con un ritmo ballabile e scanzonato.

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Con “La mia versione dei ricordi” il discorso si sposta su corde più intimistiche e Gabbani indovina degli archi in apertura che creano l’atmosfera giusta per un testo semplice ma di impatto. Il ritornello è emozionante senza essere smielato.

L’impressione invece che si ha ascoltando “Susanna, Susanna”, cover degli anni ’80 di una canzone di Celentano, a sua volta cover dei The Art Company (conosciuti anche come VOF de Kunst) è che Gabbani abbia una stella polare da seguire nella sua consacrazione musicale e questa è proprio il Molleggiato. Oltre ad avere già scritto un pezzo per il suo recente album con Mina, Francesco adora Adriano e pare, anche se non si sono mai incontrati, che la stima sia reciproca.

Foglie al gelo” è stata la colonna sonora del fortunato film di Natale “Poveri ma ricchi”. Classica ballata pop con vaga ispirazione “ramazzottiana”. Bello il bridge cantato sul finale.

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Torna il binomio musica allegra e testo impegnato nella divertente “Pachidermi e pappagalli” che prende in giro il complottismo e i tuttologi del web già citati in Occidentali’s karma che parlano solo per sentito dire. Scie chimiche, lobby gay e banchieri ebrei nella stessa canzone.

Il disco si chiude con una ballata posta a metà tra l’anima di Gabbani più soft e quella più elettrica. Il risultato è una canzone che esplode nel ritornello e risulta molto convincente e sincera.

Nove sono le tracce di Magellano che è una parola di nove lettere. La scelta non è casuale; pare infatti che il nove sia un numero che ricorre molto nella vita del cantautore, nato ad esempio il 9/9.

Mettendo da parte la cabala però, una considerazione è d’obbligo. Erano anni che l’industria musicale del nostro Paese aveva smesso di cercare giovani cantautori che potessero restare nel tempo e dimostrare di non essere soltanto i miti di una stagione. Francesco Gabbani ne ha tutte le potenzialità poiché riesce dove gli altri hanno fallito: fa riflettere divertendosi e si ispira al passato in maniera moderna.

“Magellano” è certamente solo il punto di partenza di un viaggio sconosciuto intorno e dentro di noi, un percorso che potrebbe portare il cantante carrarese a ritagliarsi un posto nell’olimpo della musica italiana. E viste le premesse c’è da augurarselo.

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TRACKLIST

1. Magellano
2. Tra le granite e le granate
3. Occidentali’s Karma
4. A moment of silence
5. La mia versione dei ricordi
6. Susanna, Susanna
7. Foglie al gelo
8. Pachidermi e pappagalli
9. Spogliarmi

 

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Tutti gli appuntamenti di Francesco Gabbani


MAGELLANO INSTORE TOUR

28 aprile Mondadori Duomo – Milano ore 18:00
29 aprile Carrara Fiere – Marina di Carrara (MS) ore 16:30
30 aprile Centro Commerciale Il Leone di Lonato (BS) ore 14:00
1 maggio Eataly Ostiense – Romaore 15:00
2 maggio Media World Centro Commerciale i Gigli – Campi di Bisanzio (FI) ore 17:30
3 maggio La Feltrinelli Porta Nuova – Torino ore 18:30

TOUR ESTATE 2017- FRANCESCO GABBANI

19 giugno Verona, Teatro Romano
20 giugno Torino
25 giugno Sogliano al Rubicone, Piazza Matteotti
27 giugno Carpi, Piazza Martiri
28 giugno Brescia, Piazza della Loggia
29 giugno Sesto San Giovanni (Mi), Carroponte
6 luglio Fontaneto D’Agogna, Pala Phenomenon
7 luglio Lignano Sabbiadoro, Arena Alpe Adria
15 luglio Roma, Auditorium Parco della Musica – Luglio Suona Bene
16 luglio Molfetta
20 luglio Grugliasco (To), Shopville Le Gru, GruVillage
21 luglio Firenze, Piazza SS. Annunziata – Musart Festival
28 luglio Palermo, Teatro di Verdura
29 luglio Zafferana Etnea
2 agosto Pescara, Teatro Monumento D’Annunzio
5 agosto Trento
9 agosto Alassio (Sv), Zona Porto
10 agosto Forte dei Marmi, Villa Bertelli
11 agosto Forte dei Marmi, Villa Bertelli SOLD OUT
18 agosto Lecce, Piazza Libertini
19 agosto Caulonia Marina
20 agosto Marina di Nova Siri – Piazza Prova D’Orchestra (NUOVA TAPPA)
25 agosto Castagnole delle Lanze
7 settembre Sanremo – Teatro Ariston Sanremo (NUOVA TAPPA)
9 settembre a Napoli
22 settembre San Vito Lo Capo (Trapani)

 

 

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Giuseppe Santoro
Ricco, bello, dolce e simpatico nella vita precedente. In questa invece, nasco a Lecce il 18 luglio del 1989 da una famiglia di professori. Mia madre insegna Lettere in una Scuola Media di provincia e mio padre, adesso pensionato, era insegnante di Educazione Fisica. Dopo il diploma commerciale ho lavorato come impiegato in un Centro di Medicina Nucleare per un anno e mezzo, ma purtroppo in seguito ai tagli alla sanità pugliese, all’inizio del 2011 mi sono ritrovato disoccupato. Nel 2013 ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione e adesso frequento la facoltà Magistrale di Lettere Moderne. Importante è stata per la mia formazione professionale, l’esperienza come responsabile comunicazione e social per il sito Cometiveste.it, di cui sono il fondatore con altri due ragazzi. Canto in una band da due anni e adesso ci stiamo dedicando anche allo sviluppo di alcuni progetti inediti. Ho sempre scritto testi musicali, poesie, ma anche saggi brevi sugli argomenti più disparati e nei miei articoli mi piace osservare la società con occhio critico. Oltre a un’ ipotetica carriera nell’ambito dell’insegnamento, molto difficile visti i tempi che corrono, mi piacerebbe continuare a dedicarmi alla critica musicale e sociale. Non amo molto dire cose ovvie e in generale, non mi piace stare dalla parte del più forte. Da un po’ di tempo collaboro con questo blog che credo stia diventando un punto di riferimento importante per chi ama la musica e i suoi retroscena. Spero di essere all’altezza del compito e poter interessare i lettori a quelle che sono le mie idee e i miei pensieri.

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