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Cristina Donà, “Così vicini ”

di  Athos Enrile
Mi sono avvicinato casualmente a Così vicini,  di Cristina Donà.

SIAE addio? Decentralizzare per digitalizzare – INTERVISTA all’Avv. Tramacere

di Tiziana Pavone

Siae, nel bene e nel male, in bocca a molti in questi ultimi periodi… di questi tempi bisogna ammettere che la parola decentralizzare va di moda.

Cosa c’è sotto? Mentre in rete si festeggia a torto la fine del monopolio Siae, i futuri uffici territoriali che dovrebbero sostituirla non saranno altrettanto garanti e per espletare i compitini al meglio, dovranno di fatto rivolgersi proprio alla… Siae! Che resta l’unico ente capace di un controllo a tappeto su tutto il territorio italiano. In parole povere “Una impresa locale, che avesse sede in una città del nord non riuscirebbe mai a controllare ciò che avviene in una città del sud!” – così ci racconta in esclusiva l’ avvocato Giorgio Tramacere, che da lunga data si occupa di diritto d’autore. E’ lui il protagonista di questa intervista che inaugura la nostra rubrica dedicata al tema Musica e Diritto.

Tenteremo ancora di capire qualcosa di più di un argomento spinoso e importante come quello dei diritti degli autori musicali, in compagnia di addetti ai lavori che man mano si alterneranno come ospiti di Fare Musica e Dintorni. Vediamo ora quali sono gli Effetti della Direttiva 2014/26 UE in tema perlappunto di diritto d’autore

E’ davvero finito il monopolio Siae? Che cosa è cambiato con la Direttiva Europea 2014/26?

Lo scorso 26 febbraio 2014 la Comunità Europea ha emesso una nuova Direttiva sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multi-territoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno. Questa direttiva impone agli stati membri di ammodernare il funzionamento delle società collettive (le cosiddette società di collecting) che gestiscono i diritti d’autore e i diritti connessi degli associati. Le statuizioni della Direttiva dovranno essere recepite dagli stati membri entro il 10 aprile 2016. E’ bene subito precisare che l’obiettivo di questa direttiva, non è, come si dice, tanto quello di abbattere il monopolio SIAE, ma quello di creare un mercato unico digitale del diritto d’autore e dei diritti connessi sulle opere fruibili online e disciplinare le piattaforme che offrono un servizio di musica sul web. L’approvazione di questa direttiva ha dato inizio ad una serie di proclami e a grandi festeggiamenti in rete per “la fine del monopolio SIAE” sul diritto d’autore. In realtà, questi festeggiamenti, talvolta goliardici, oltre ad essere fuori luogo, dimostrano che sull’argomento vi è una grande confusione.

Quali sono le novità introdotte dalla Direttiva?

Il legislatore dell’Unione Europea con la Direttiva 2014/26 ha voluto migliorare l’efficienza degli organismi di gestione collettiva (c.d. collecting societies) del diritto d’autore e dei diritti connessi e garantire una tutela ancora maggiore di tali diritti nell’ambito della libera circolazione di beni e servizi nel contesto del mercato unico europeo. Ha anche introdotto la concessione di licenze multiterritoriali per lo sfruttamento online di opere musicali, in una prospettiva sempre più transnazionale. Le difficoltà che i vari paesi dovranno affrontare saranno: l’armonizzazione delle diverse normative nazionali che disciplinano il funzionamento e la gestione delle collecting societes, le inefficienze pratiche nella gestione dei diritti d’autore e dei diritti connessi nell’ambito degli vari mercati interni, la mancanza di trasparenza ed efficienza nelle procedure di ripartizione dei compensi agli aventi diritto, la mancata concessione di licenze di diritti sulle nuove piattaforme digitali e infine il fenomeno della pirateria. Nella Direttiva, infatti, vengono introdotte regole comuni di funzionamento di tutte le collecting societies, che migliorano gli standard di funzionamento e di trasparenza. Per esempio viene imposto alle collecting societies di specificare tutti gli importi da ripartire per le diverse categorie di diritti e per le singole utilizzazioni. Un’altra novità introdotta dalla Direttiva è che gli autori potranno iscriversi contemporaneamente a diverse società di gestione collettiva affidando, per esempio, la gestione dei diritti derivanti dall’utilizzo della canzone ad una società e la gestione dei diritti derivanti dall’utilizzo di un’opera letteraria ad un’altra collecting society. Oggi invece questo non si può fare perché gli iscritti alla SIAE devono assegnare da Statuto alla stessa SIAE la gestione di tutti i diritti per tutte le proprie opere.

Quali effetti avrà questo provvedimento sulle società di gestione collettiva dei diritti d’autore?

Non dobbiamo dimenticare che le collecting societies hanno per oggetto, per loro natura, la tutela di due interessi contrapposti e complementari: da una parte quella dell’autore di monitorare lo sfruttamento economico da parte di terzi delle proprie opere (per es. radiofonia, televisione, reti informatiche, satelliti ecc); dall’altra, quella dell’utilizzatore di tali opere di potersi rivolgere a un unico interlocutore per ottenere le licenze di utilizzazione delle opere medesime. Le collecting societies, per poter operare in modo capillare ed efficace sui vari territori, operano di fatto (o per legge) in regime di esclusività e di monopolio, e ciò anche se in contrasto con gli artt. 102 e 106 del Trattato sull’Unione Europea che disciplinano la libera concorrenza e che considerano il monopolio come una situazione patologica all’interno di un mercato. Addirittura, nonostante tali articoli considerino il monopolio come un’anomalia, la stessa Corte di Giustizia dell’Unione Europea in una recente sentenza del 27 febbraio 2014 (causa n. C-351/12) ha ritenuto legittimo il regime di monopolio delle società di gestione dei diritti. Tale pronuncia ha stabilito, infatti, che il monopolio accordato dalla legge ceca all’OSA è compatibile con la libera prestazione dei servizi.

La Direttiva mette fine al regime di monopolio della SIAE?

No assolutamente. La direttiva non tocca in alcun modo il monopolio, in quanto nessuna delle Direttive comunitarie ha mai modificato un regime di monopolio. Soltanto una legge dello Stato potrà eventualmente mettere fine al monopolio e abrogare l’art. 180 della Legge sul diritto d’autore. Oggi, anche dopo l’approvazione della Direttiva, il monopolio della SIAE rimane, per fortuna, ben saldo. In Italia, l’attività di intermediazione è ancora riservata per legge alla SIAE in via esclusiva. L’autore, comunque, se non vuole aderire alla SIAE, oggi è libero di iscriversi ad altre Società di autori di Paesi stranieri. Nessuno lo obbliga perché l’adesione alla SIAE è libera e volontaria. A ben vedere questa possibilità riconosciuta agli autori italiani di iscriversi anche ad altre collecting societies straniere, che possono operare anche all’interno dello stato italiano, è già una situazione che comprime e fa venir meno il regime di monopolio SIAE. Ritengo, comunque, che alla luce della Direttiva una riorganizzazione strutturale della SIAE sarà necessaria e improrogabile. Il legislatore dovrà approfittare dell’occasione per mettere mano ad una riforma strutturale della SIAE anche spacchettando le sezioni a seconda dei settori e dei diritti. Dovranno essere ripensate anche le norme dello Statuto della SIAE e il suo ruolo e ciò, nell’ottica di un’armonizzazione comunitaria e soprattutto dei nuovi modelli di sfruttamento economico dei diritti in relazione alle nuove tecnologie. In ogni caso, non penso proprio che la liberalizzazione selvaggia della gestione dei diritti e l’abolizione del regime di monopolio potrà giovare agli associati. Anzi, sono sicuro che la liberalizzazione e la presenza di più collecting societies private, all’interno dello stesso paese, creerà una giungla selvaggia che permetterà agli utilizzatori delle opere di non pagare i diritti, o quantomeno di sospendere o ritardare i pagamenti proprio per la confusione che si genererà a individuare l’interlocutore per ottenere le licenze di utilizzazione delle opere sul territorio. Inoltre, ritengo che nessuna nuova collecting societies sarà in grado di gestire autonomamente i diritti per conto dei propri associati e ciò per la mancanza di strutture, di uffici periferici, di personale e di software. In questa prospettiva, le nuove collecting societies, se vorranno sopravvivere e raccogliere efficacemente i diritti dei propri associati, dovranno necessariamente rivolgersi alla SIAE conferendo alla stessa un mandato, analogo a quelli già sottoscritti da SCF e AFI per i diritti connessi.

L’intervista è stata realizzata il 3 febbraio 2015.

Ciro Perrino e i concerti in salotto

di Athos Enrile
Ecco una forma espressiva musicale che mi mancava.

La dolce vita

di  Alberto Salerno
Premetto che non mi picco di essere un critico cinematografico.

Stefano Giaccone-“Aria di Festa”

di   Athos Enrile
Si intitola “Aria di Festa” il nuovo album di Stefano Giaccone.

I ricordi di Joe Vescovi

 di Athos Enrile
Molte sono state le dipartite di artisti, ultimamente.

Capolavori senza tempo: “Trilogy”

di Athos Enrile
Possibili sottocategoria di Rock e Dintorni.

Alberto Radius e Ricky Portera: “… UNA SERA CON LUCIO”

 di Athos Enrile
Alberto Radius e Ricky Portera due grandi chitarristi.

La Musica è Cultura

 di Mela Giannini

Musica mia passione… mia vita, il mio mondo. E mentre scrivo la ascolto.

Non sapevo come iniziare questa avventura.
Certo, non sapevo come “INIZIARE”… e parlo dell’avventura chiamata “Musica e dintorni“. Ma poi mi son detta che il nome stesso del “sito/progetto” poteva essere d’ispirazione per lo “Start“.

Parlare di musica, tenendo presente la società che ci circonda e come questa abbia influenzato la musica (e in alcuni casi “viceversa”… come la musica abbia influenzato la società) nel corso del tempo, è sempre stato un argomento affascinante per me.
La musica in se è un’arte molto diffusa, e nel periodo storico che viviamo, visti i mezzi di “diffusione” che abbiamo, forse la musica è la forma d’arte più diffusa, più della pittura o della letteratura o del cinema stesso.

La musica, più di ogni altra forma d’arte, “arriva” davvero alle “masse” (“masse” che soprattutto nel periodo in cui viviamo chiamiamo e consideriamo come “fruitori”), coinvolgendole.

Ma il grande paradosso sta nel fatto che pur essendo una forma d’arte di massa, la più fruibile di tutti, la più usata dalle masse, è comunque l’ARTE meno conosciuta nella sua “essenza e valore culturale”, è la forma d’arte a cui viene dato meno valore, partendo dalle istituzioni (soprattutto italiane) che non la supportano, non l’aiutano, non la valorizzano… relegando quest’ultima ad una “forma” equiparabile all’hobbistica (riferito anche all’aspetto economico).

Basti pensare come a livello scolastico, lo stesso insegnamento dell’ARTE della Musica è sempre stato INSUFFICIENTE, per non usare altri aggettivi.

Ma anche a livello di “società”, mi capita spesso di incontrare persone che hanno un bagaglio culturale non indifferente, che conoscono, ad esempio, Nietzsche, Goethe, Charles Bukowski, che magari sanno il latino e parlano due lingue straniere, che sanno di politica e conoscono la storia, ma che di musica non sanno nulla, e che il “non saperne” non li tange culturalmente.
Ma se questa gente, in una discussione, si scopre non essere abbastanza “acculturata” se si parla ad esempio di Arthur Rimbaud piuttosto che Paul Verlaine, viene travolta da una immensa frustrazione e “vergogna”… ma non gliene può fregar di meno invece se non conosce Strawinsky, Charlie Parker, George Gershwin, Cole Porter ecc. ecc.

Musica
E questo strano fenomeno sociale la dice lunga sull’importanza che questa società, a livello culturale, dà alla musica.

Certo, c’è da considerare che la musica è sicuramente l’ARTE che nella storia è giunta per ultima rispetto ad altre arti, l’ultima forma di espressione creativa a conquistare un prestigio culturale pari a quello che ha avuto negli anni, se non nei secoli, la LETTERATURA, nonostante la notevole e indiscutibile rivoluzione culturale in MUSICA che, nella storia, gente come Beethoven e Mozart ha sbandierato e sbattuto in faccia, prima alla borghesia e poi all’aristocrazia.

Ma nonostante anche la “filosofia”, fin dai tempi di Arthur Schopenhauer, avesse proclamato la musica come “linguaggio comune” tra tutti i popoli del mondo, la conoscenza della musica nel mondo culturale continua tutt’ora ad essere marginale, e per questo emarginata.

Questa “emarginazione” ha lasciato il posto allo scempio della “diseducazione musicale” o alla “manipolazione” che l’industria della musica ha fatto verso quest’ultima, nel periodo della “politica delle masse” in cui attualmente viviamo (dal XX secolo ad oggi).

Quando si è cominciato a capire che con il potere mediatico delle radio e delle televisioni ecc. ecc., si potevano manipolare le “masse”, a quel punto le stesse masse sono diventate “portafogli clienti”, i cosiddetti “FRUITORI”… e a questo punto parte della “cultura” intrinseca nella musica, specie quella POPOLARE, è andata a farsi benedire, ed è stata sostituita con il “PRODOTTO COMMERCIALE” da vendere e propinare a tutti i costi alle MASSE.

Musica
Martin Heidegger

Un giorno qualcuno mi fece leggere un pensiero “premonitore” di un filosofo tedesco, dell’inizio/metà del XX  secolo, Martin Heidegger (quel signore su in foto), che scrisse che il secolo delle masse e della tecnica, fosse anche il secolo della forza di appiattimento del linguaggio e del pensiero culturale, ridotti a mera chiacchiera, a vacua informazione e ad alienazione pubblicitaria. E questo “pensiero filosofico” della CULTURA DELLE MASSE calza a pennello anche a quello che è successo, nella nostra epoca, alla musica o a parte di essa, se si pensa alla valanga di “prodotto musicale” (volutamente NON ho usato solo il termine di MUSICA) che si è dato in pasto alle masse, soprattutto alle “masse” composte di giovani, che non essendo “musicalmente acculturati”, hanno subito una sorta di “circonvenzione di incapace”.

Certo, nel corso dell’evolversi di questa forma di “cultura di massa”, specie del XX secolo, ci sono stati anche dei “fenomeni” positivi, partiti dall’interno del mondo musicale e dagli artisti stessi (quelli VERI), e questo sia a livello di costume che di condizionamento di alcune epoche sociali, e parlo degli anni ’50 e ’60, ma soprattutto degli anni ’70 e di tutto un movimento, anche politico, che forgiò una intera generazione… e nomi come Presley, Dylan, Lennon, Bowie ecc. ecc., entrano di diritto in questo contesto.

Musica

Altro aspetto che  si può considerare “positivo” è il fenomeno delle “contaminazioni” tra generi musicali, che hanno dato esempi di alta cultura musicale contemporanea, e di questo il jazz (vedi l’uso geniale degli accordi atonali tipici del Jazz), più di tutti, ne detiene il primato.
Ma altri interessanti esempi di sonorità all’avanguardia, figli di contaminazione ed EVOLUZIONI di generi, nel corso degli anni e decenni, si sono visti soprattutto nel Rock che attingeva al blues, e anche nel Pop che ha attinto un po’ da tutti i generi, rendendo il tutto “POPolare” in virtù del fatto che, a prescindere da tutto, piaceva alla gente, al POPolo.

Spero che chi di dovere capisca la GRANDE importanza CULTURALE della musica e predisponga leggi che tutelino questa forma d’arte, aiutando di fatto una intera generazione di giovani artisti che, altrimenti, finiranno con il perdersi nei miraggi del “fatuo” successo che millantano realtà come i TALENT, che danno con una mano e levano con due, sia a chi fa musica che a chi l’ascolta… perchè l’era dei talent è l’era del SILENZIO culturale musicale, e non possiamo permettere che la maggior parte della “DISCOGRAFIA/SPETTACOLO/TELEVISIONE”, che vive di vendita di spazi pubblicitari durante la messa in onda dei “spettacoli-talent”, riduca davvero a SILENZIO la musica.

 

Analisi di un testo: L’isola che non c’è

di  Alberto Salerno
Seconda stella a destra, questo è il cammino, e poi dritto fino al mattino…”.

L’essenza del Blues

di Athos Enrile
Ogni volta che imbraccio una chitarra mi viene da svisare, alla ricerca di qualche passaggio blues.

Aspettando Sanremo

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di Athos Enrile
Inizio oggi una nuova avventura legata al commento musicale.

Si parte!

  di  Alberto Salerno
Buongiorno a tutti, questo è il mio benvenuto sul sito di Fare Musica e Dintorni.