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Forse non lo sapevate – Che sarà

di Gianfranco Giacomo D’Amato
Si Enrì, ma so’ tre note. Che ci facciamo ?”

Gli disse Mario Cantini direttore delle Edizioni musicali della RCA, quando gli fece ascoltare quel breve motivetto che aveva in testa da un po’.
Enrico Sbriccoli non era però uno che si abbatteva facilmente. L’ottimismo non gli era mai mancato nemmeno quando, in omaggio al celebre sassofonista Jimmy Giuffrè, aveva scelto il nome d’arte. Enrico Sbriccoli da Macerata non era il massimo. Jimmy era meglio di Enrico e Fontana, scelto scorrendo l’elenco del telefono in una pensioncina di Roma, meglio di Sbriccoli.
Jimmy Fontana con quelle tre note inizia la sua lunga battaglia. Quando la melodia viene completata (co-firmata anche da Lilli Greco e Carlo Pes) Jimmy si accorge che quelle tre note avevano all’interno qualcosa di interessante che si è sviluppato come meglio non si poteva. E ha già in mente per la canzone una storia, anzi solo l’inizio di una storia di un ragazzo che deve lasciare il suo paese, che fa così:

O notte o notte o notte o notte mia / stanotte fammi ancora compagnia / qui sono a mani vuote / non posso rimaner / non posso rimanere io vado via

Per sviluppare la storia su quella melodia che convince tutti serve un maestro. Jimmy Fontana va da Franco Migliacci che scrive un testo fantastico pensando al suo paese di origine, Cortona, e da il titolo alla canzone: Che sarà. Ma non dice a nessuno a quale luogo si è ispirato. Tutti, compreso Jimmy Fontana, credono che la storia sia il frutto della fantasia di Franco.
Il Festival di Sanremo 1971 è alle porte. Jimmy è al settimo cielo e porta la canzone a Ennio Melis, patron della RCA. Siamo ancora nel periodo della doppia esibizione, per cui ogni canzone è presentata da due interpreti. Melis non sbaglia un colpo, fiuta il grande pezzo e pensa già al secondo interprete: Josè Feliciano. E’ una delle grandi intuizioni di una lunga carriera. Innanzitutto perchè Feliciano è un fenomeno internazionale in ascesa (ma difficile da portare in Italia), poi perchè Jimmy è suo amico. Si sono conosciuti poco tempo prima in Argentina. Oltre che autore del brano, Jimmy è quindi l’uomo perfetto per convincere Feliciano a cantare a Sanremo. Jimmy parte per Los Angeles armato solo di una canzone e di un enorme entusiasmo. Convince Josè, registra con lui tre versioni di Che sarà (italiano, inglese, spagnolo) e torna vittorioso da Melis. I due interpreti ci sono, il pezzo c’è, l’appoggio del grande boss Melis c’è. Ma arriva la doccia fredda. Melis in realtà vuole affiancare a Feliciano i Ricchi e Poveri, reduci dal successo a Sanremo dell’anno prima con La prima cosa bella. Jimmy resta di sasso. Dopo tutti gli sforzi profusi il sogno crolla. Lui è l’autore, e se si oppone il brano non va a Sanremo. La RCA però ha l’ultima volta su chi mandare a Sanremo. Melis ha il coltello dalla parte del manico e la decisione non gli manca di certo. Quando i termini per partecipare al festival stanno per scadere, Jimmy è costretto a cedere. L’alternativa sarebbe perdere anche la spinta che Sanremo può dare al pezzo, oltre che l’interpretazione sul palco. Fina dalla prima esibizione si capisce che quella canzone è destinata a un successo storico. Nel corso della serata finale Jimmy vede la sua canzone piazzarsi al secondo posto, con l’interpretazione fenomenale di Josè e l’immagine giovane e fresca dei Ricchi e Poveri, e scoppia in lacrime. Un po’ è gioia, un po’ è rabbia. Melis invece festeggia una vittoria schiacciante: la RCA si aggiudica anche il primo e il terzo posto di un festival rimasto storico con Il cuore è uno zingaro (Nada e Nicola di Bari) e 4/3/1943 (Dalla e Equipe 84).
Fin qui è storia abbastanza nota, almeno tra gli addetti ai lavori.
Due giorni dopo Jimmy da una grande festa a casa sua. C’è Feliciano, c’è Cantini, c’è tutta la RCA. Tutti sanno bene cosa è accaduto, tutti sono solidali con lui. Ma uno lo è in particolare: l’amico Franco Migliacci, che ha vissuto più da vicino lo sconforto di Jimmy.
Poco tempo dopo Franco chiede a Jimmy di andare con lui a fare un viaggio. Jimmy gli fa: “Dove andiamo ?” e lui: “Ti porto ad una festa !”. Jimmy sale in macchina senza sapere esattamente dove vanno. Franco si ferma ai piedi di Cortona, vicino ad una casa, quella in cui era cresciuto e dice: “Adesso ti faccio vedere il paese disteso sulla collina come un vecchio addormentato. Eccolo !” e gli mostra il paese in lontananza, sulla collina. Jimmy resta a guardarlo per un po’. Era proprio disteso come un vecchio addormentato, era il paese di Che sarà, esisteva davvero. Poi salgono in macchina e vanno nel centro del paese. Franco ha fatto arrivare lì un sacco di gente, suoi vecchi amici che avevano lasciato Cortona anni prima per lavoro. Sono tutti tornati per festeggiare quel giorno. Dice a Jimmy: “Ecco, questi sono gli amici di “gli amici miei son quasi tutti via, e gli altri partiranno dopo me“. Ti presento Alberto, Giovanni, ecc…”. Jimmy resta di sasso.
Poi alla fine lo porta da una signora e dice a Jimmy: “E’ lei !”. Non C’è bisogno di aggiungere altro. E’ la ragazza del verso “amore mio ti bacio sulla bocca che fu la fonte del mio primo amore ti dò l’appuntamento dove e quando non lo so ma so soltanto che ritornerò“.

Franco Migliacci mi ha fatto mostrato la medaglia d’oro con l’incisione “Grazie !” e la firma “Jimmy” che Fontana gli mandò tempo dopo. Una storia di successi e di amicizia, una storia toccante che ho raccolto direttamente dai due protagonisti poco prima della scomparsa di Jimmy.
Quando ascoltiamo una canzone spesso vediamo la punta di un iceberg e magari ci arriva solo una piccola parte delle emozioni di chi l’ha scritta. In tanti casi dietro a una melodia e ad un testo, anche bellissimi, c’è molto, ma molto di più.

Che sarà si diffuse rapidamente in diversi paesi nel mondo, in particolare in sudamerica. Accadde addirittura che creò dei grattacapi alle autorità di Cuba, dove Feliciano (portoricano emigrato negli USA) era popolarissimo. Il governo cubano la bandì perchè temeva che la canzone avrebbe potuto incentivare la fuga dall’isola. Che sarà, censurata alla radio e mai distribuita, si diffuse ugualmente nell’isola grazie a chi la suonava nelle case e nei locali.

Enrì, erano solo tre note… ma cosa sono diventate !

 

Gianfranco Giacomo D’Amato (da “Mi ritornano in mente”, scritto con le testimonianze dirette di Jimmy Fontana e di Franco Migliacci)

 

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