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Aspettando Sanremo

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di Athos Enrile
Inizio oggi una nuova avventura legata al commento musicale.


Mi occuperò di “Rock e Dintorni” ma… sono questi i giorni in cui si respira aria di Festival.
Parlo ovviamente di Sanremo. Risulta quindi impossibile ignorare l’avvenimento, che resta comunque un forte catalizzatore capace di creare gruppo, come quelli, copiosi, che ormai riempiono la nostra quotidianità. Nello specifico ci sarà un insieme di anime che per alcuni giorni diventeranno ipercritiche, quasi sempre in senso negativo. A ben rifletterci la lunga lista dei giudizi ha una forte pretesa tecnica, un commento che nella sostanza, spesso tacitamente, tende a comparare un nuovo ascolto con un riferimento assoluto. Ma coloro che posso realmente permettersi tale atteggiamento sono davvero pochi e, soprattutto, non credo esista il modello standard, la perfezione, un campione che ci possa far dire: “… ecco siamo vicini, lontani, al di sotto, al di sopra del brano x”. Un brano “x” che è conservato nel Museo di arti e mestieri di Parigi? E’ mia opinione che tutto ciò possa valere per ogni epoca, genere e proposta musicale.

Due ore fa ero in auto, nello stereo girava il CD di una giovane band, materiale scritto quando i componenti avevano una ventina d’anni e tirato fuori dal cassetto a distanza di tempo. Quando uscì, nel 2011, ne rimasi immediatamente colpito e feci massiccia opera di diffusione, con ascolti multipli e lunghe spiegazioni, come se fosse importante convincere il mondo che quella era la vera musica. Esiti ovviamente diversificati, ma la cosa più significativa, la sintesi del mio innamoramento, è testimoniata dal fatto che, mentre ascoltavo un particolare passaggio melodico, sono stato percorso da brividi, lunghi e intensi, e onestamente non credo di poter chiedere di più: questo è il mio concetto di “buona musica”.

Sanremo è bello? Sanremo è brutto? Non ho più l’abitudine di vederlo e commentarlo, almeno non nella sua interezza. Ma la mia anima rock ha poco a che vedere con questa posizione rigida, perché la rigorosità giovanile, stupida e immatura, ha lasciato il posto ad una totale apertura, che ha a che fare con il puro piacere da ascolto.
L’ultima edizione del Festival che ho vissuto in maniera completa è quella del 1987, che ogni tanto rivedo per effetto di una registrazione in cassetta, nel tempo travasata in digitale. L’attrazione maggiore era per me il post- festival condotto da Carlo Massarini – con Geldof, Simply Red, Level 42 e Whitney Houston (lei sul palco principale) – ma ho fresca memoria di un paio di brani che mi colpirono, Dimmi che cos’è delle Orme e “Dal cuore in poi” di Mango, artista che non conoscevo prima. E ancora, le nuove proposte, con Denovo, Avion Travel e Walhalla. Per la cronaca la vittoria arrise a “Si può dare di più”.
Non è un caso se ho citato certi artisti, tra l’altro molto differenti tra loro: quei brani mi toccarono nello spazio di 30 secondi, che fossero belli o inascoltabili, secondo la severa critica che sempre campeggia in quelle zone nobili.
Ecco ciò che chiedo al nuovo che avanza, provare un brivido, un’emozione, la sensazione/certezza che a quel brano appena ascoltato darò svariate chance di ascolto, senza curarmi di critici e di classifiche che tanto, ormai lo so, non riuscirebbero mai e poi mai a condizionarmi.
Quest’anno farò un tentativo, e da questo spazio proverò, forse, a dire la mia, senza pretendere consenso e nella speranza di assistere ad un evento dignitoso.

Buon Festival di Sanremo a tutti!

Le Orme – Dimmi Che Cos’è (Sanremo ’87)
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Athos Enrile
Da sempre immerso nella musica, coltiva la passione per la scrittura, con un’attenzione particolare alla descrizione dei concerti e alle interviste. Gestore di numerosi spazi in rete e collaboratore con diverse riviste specializzate, è coautore del libro “Cosa resterà di me” e dell’e-book “Le ali della musica”. Appassionato di strumenti - che utilizza in modo mediocre - ha avuto la possibilità di condividere pillole di palco con leggende del rock e di partecipare ad un album (in un brano) in qualità di mandolinista… elettrico! Presentatore in numerosi eventi, conduttore in molteplici presentazioni, condivide orgogliosamente con i compagni di viaggio di MusicArTeam (associazione di cui è presidente) il web magazine MAT2020.

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