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sabato, Giugno 19, 2021

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Analisi di un testo: L’isola che non c’è

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di  Alberto Salerno
Seconda stella a destra, questo è il cammino, e poi dritto fino al mattino…”.

Bellissimo questo inizio, una splendida metafora che ci immerge subito in un mondo fantastico, e anche come chiude la prima strofa che ci porta direttamente al titolo, senza tante mezze misure… “Poi la strada la trovi da te, porta all’Isola che non c’è.” Quindi Bennato fa una considerazione, del tutto lecita alla luce dell’idea generale del testo: “Forse questo ti sembrerà strano, ma la ragione ti ha un po’ presto la mano, ed ora sei quasi convinto che non può esistere un’isola che non c’è“. E qui c’è da notare la ribattuta del titolo, utilizzato però in una forma diversa dalla precedente.

Nel primo caso, infatti, siamo nel fantastico, in questa seconda occasione utilizza questo gioco di parole e continuando a rivolgersi a te, ascoltatore, o a se stesso, chissà. Ma andiamo avanti.

E a pensarci, che pazzia, è una favola, è solo fantasia, e chi è saggio, chi è maturo cosa, non può esistere nella realtà!”. Classe sublime. E’ tutto talmente ovvio che qui già ci spinge a credere invece tutto il contrario, che può davvero esistere un’isola che non c’è.

Son d’accordo con voi, non esiste una terra, dove non ci son santi né eroi, e se non ci son ladri, e se non c’è mai una guerra, forse è proprio l’isola che non c’è… che non c’è”. Guardate come qui Edoardo affonda il coltello, ci mette fronte a un’amara realtà, poiché ci fa vedere il mondo in cui viviamo dicendoci che un’isola del genere non può esistere proprio perché non ha niente a che fare con la vita che viviamo tutti i giorni.

Il testo prosegue fino a un finale pirotecnico, che è davvero da 10 e lode, perché alla fine ci fa capire che quest’isola esiste davvero se la cerchiamo nei nostri pensieri: “E ti prendono in giro se continui a cercarla, ma non darti mai vinto perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te.

Un grandissimo Bennato di cui, ne sono certo, tornerò a parlare proprio per alcuni suoi splendidi testi.

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