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Copyright: Il Parlamento Europeo approva la direttiva sul diritto d’autore digitale

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In merito all’argomento copyright, il Parlamento Europeo oggi ha approvato la direttiva sul diritto d’autore digitale.

Dall’Aula di Strasburgo è arrivata l’approvazione delle nuove regole sul diritto d’autore. La riforma elimina la frammentazione delle regole tra i 28 Stati membri europei e dota per la prima volta l’Europa di chiare regole comuni, che includono anche il patrimonio culturale e il data mining.

Le nuove norme sul rispetto del diritto d’autore in internet sono state approvate con 348 si’, 274 no e 36 astenuti.

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Dopo tre anni di negoziati e emendamenti vari, gruppi europarlamentari spaccati, restano fortissime le divisioni, anche in Italia, dove si oppongono alla nuova normativa i due partiti dell’attuale governo giallo/verde.

La direttiva sul copyright, che tiene conto dei cambiamenti avvenuti dall’avvento del digitale, ha spaccato il Parlamento europeo in due tronconi: da una parte i difensori (associazioni di categoria di autori, editor) dei diritti degli autori e editori, di chi produce le opere d’arte e l’informazione; dall’altra parte quelli in difesa della libertà di espressione dei fruitori di internet, accusati di difendere gli interessi di grandi colossi tecnologici, che consentono la pubblicazione di contenuti senza pagare giusti compensi.

Le nuove norme Ue sul copyright includono, tra le altre, la salvaguardia alla libertà di espressione; inoltre consentono ai creatori ed editori di notizie di negoziare, con i giganti del web, il pagamento di compensi per l’utilizzo di contenuti coperti da diritti d’autore.

La Commissaria Ue al digitale Marya Gabriel, una delle sostenitrici della riforma ha dichiarato:

La nuova direttiva permetterà di adeguare il diritto d’autore al XXI secolo” .

Con questa nuova direttiva i giganti di internet, in particolar modo Youtube, Facebook, Google – che oggi invece affermano di non essere distributori di contenuti, ma solo intermediari che ospitano lo scambio di contenuti fra gli utenti -, saranno costretti al pagamento dei diritti d’autore per i contenuti, soprattutto video e musicali, ma anche articoli giornalistici, diffusi sulle loro piattaforme.

Da oggi non sarà consentita più la pubblicazione, con “copia e incolla”, di interi articoli di stampa, ma solo di frammenti di articoli, che potranno continuare ad essere condivisi liberamente, anche se la nuova normativa comunque cerca di limitare la possibilità di abusare di questa pratica da parte degli aggregatori di notizie. Inoltre, nella nuova direttiva, c’è la norma “Salva Meme” che dà la possibilità di condividere, “su e dalle” piattaforme on-line, le opere protette a scopo di citazione, critica, revisione, caricatura, parodia o “pastiche”.

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