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giovedì, Maggio 30, 2024

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Con Giovanna Marini scompare la canzone popolare

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Giovanna Marini si è spenta all’età di 87 anni. Con lei scompare la canzone popolare. Intendiamoci, la sua musica, la sua poetica e la sua anima resteranno per sempre, ma la sua figura incarnava la storia e la bellezza della musica popolare italiana e non solo.

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Giovanna Marini, a metà degli anni 50 ascoltava i dischi Cantacronache, canzoni, ballate e filastrocche che raccontavano la realtà sociale, la guerra, il lavoro, la Resistenza. Canzoni nate nelle strade, nei campi di lavoro, nelle fabbriche e nelle periferie del mondo.

Se pensiamo a oggi, in cui nessun cantante e autore si ispira alla realtà, ma solo all’intrattenimento ludico pop, a Giovanna Marini bisognerebbe dedicarLe non una semplice via, ma un teatro o un Museo della cultura popolare.

Nata in una famiglia di quattro generazioni di musicisti, il padre compositore, Giovanni Salviucci era stato allievo di  Ottolino Respighi al Conservatorio di Santa Cecilia, la madre Ida Parpagliolo era insegnante di musica, Giovanna Marini era la nostra Joan Baez, anche se il paragone potrebbe addirittura sminuirla.

E’ stata protagonista del Nuovo Canzoniere Italiano, ha lavorato con Calvino e Dario Fo e ha cantato persino i delitti di Pasolini, Falcone o la strage di Ustica. Ha cantato sempre la realtà senza mai farsi sedurre dal facile successo.

Giovanna Marini

Ha fatto dischi per più di 40 anni ma è stato solo nel 2002 con l’album “Il fischio del vapore” in coppia con Francesco De Gregori, che la classifica si è accorta di lei e della sua stupenda voce. Persino “Le Monde” le dedicò una pagina intera.

Giovanna Marini ha incarnato l’autentica canzone popolare, come nessun’altra interprete italiana, anche se ha fatto parte di quelle artiste come Maria Carta, Milly o Gabriella Ferri che non si sono mai staccate dalla vera cultura popolare.

Il merito di Giovanna è che non si è mai rinchiusa nella “nicchia” della canzone regionale o dialettale ma ha sempre cantato la realtà del nostro Paese: la cronaca, la storia, le radici di un popolo intero.

Con lei non solo scompare un’epoca ma anche la canzone come canto e poesia della realtà. Spero che qualcuno nel disgraziato Paese di oggi, bombardato di ignoranza e di musica di intrattenimento inutile pari a un fastidioso rumore di fondo urbano, La ricordi degnamente.

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