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Le Signore della Musica Italiana – Pietra Montecorvino, quando l’arte è libertà

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Pietra Montecorvino
Crediti Foto Elisabetta Cartiere - Crediti FotoMontaggio Immagini ©FareMusic FMD Copyright
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Pietra Montecorvino è una vera ARTISTA con la “A” maiuscola.
Pochi sanno che lei ha collaborato con artisti del calibro di Ute Lemper, Mercedes Sosa, Nina Simone, Morrisey, Pino Daniele, Eugenio Bennato, Renzo Arbore Roberto Murolo, Franco Battiato e tantissimi altri, oltre ad aver partecipato in film come Passione di John Turturro, Napoli Velata di Ferzan Ozpetek e di recente in un film di Edoardo De Angelis che sarà candidato al Festival del Cinema di Venezia. Quella che segue è una Intervista sincera, appassionata, LIBERA fatta ad una donna altrettanto LIBERA, sincera e appassionata.

Pietra Montecorvino

INTERVISTA A PIETRA MONTECORVINO

Pietra, ti sento cantare, con la tua voce roca ma suadente, e percepisco fuoco e mediterraneità: cosa significa nel mondo musicale essere del “Sud”?

Vuol dire tradizione, musicalità nel sangue, spiritualità e mistero del Vesuvio. Il tutto nel 2018 quindi tecnologia e tradizione, un’esplosione di novità se vogliamo. Il Sud oggi si è riscattato alla grande con la musica, con il cinema, con la pittura…non siamo più vittime di luoghi comuni come una volta (ride).

Donna, artista, popolare ma raffinata, unica nel tuo genere: hai comunque qualche modello di riferimento nel tuo modo di fare arte?

Assolutamente no. Sicuramente sono affascinata dallo stile di Gabriella Ferri, di Edith Piaf, di Tina Turner e di Amy Winehouse… forse c’è qualcosa che ci unisce, che ci accomuna, ma non sono per così dire le mie muse ispiratrici, le ammiro e le stimo.

Sembri solida, indomita e granitica: hai mai ceduto a qualche debolezza? O accettato qualche compromesso?

No, mai, ed è per questo che faccio fatica a impormi nel mercato discografico italiano, infatti la maggior parte dei miei concerti sono all’estero con platee sold out. Ho cantato ad esempio con Ute Lemper, Mercedes Sosa, Nina Simone all’Arena di Verona e con Morrissey alla BBC, ma in pochi lo sanno. Nell’ultimo album ad esempio c’è un duetto con Tonino Carotone. Per me tutto ciò che è arte è cibo per la mia anima. C’è stato un mancato incontro con David Byrne che spero presto di riprendere ad esempio, spero che presto si sviluppi. Non mi sono mai piegata alle regole del mercato. Tutto questo senza disprezzare gli artisti italiani, per carità, che hanno sicuramente formato la mia carriera, cominciando da Pino Daniele, Eugenio Bennato, Renzo Arbore, Peppino Di Capri e altri con cui ho collaborato e che hanno contribuito alla mia esperienza artistica.

35 anni di carriera, tanti riconoscimenti sia come attrice che come interprete musicale dal respiro internazionale: il momento che hai incorniciato nella tua mente come il più emozionante e/o più significativo?

FF.SS, è stato il più emozionante e al contempo il più significativo: la musica da lì mi rapì. Io avrei voluto fare l’attrice ma da quel momento invece scelsi la musica. Detto ciò il cinema non l’ho abbandonato, ho fatto piccoli cammei come Passione di John Turturro, Napoli Velata di Ferzan Ozpetek e di recente ho interpretato un ruolo nell’ultimo film di Edoardo De Angelis che sarà candidato al Festival del Cinema di Venezia per cui non posso anticipare molto… vedrete e soprattutto… sentirete! Non escludo comunque di poter tornare a fare cinema a grandi livelli.

Hai lavorato con tanti “grandi”, da Renzo Arbore a Roberto Murolo, Franco Battiato, Morrissey e i Gipsy Kings, per citarne solo alcuni: umanamente chi ti ha arricchito di più?

Devo dirti che ognuno di loro mi ha lasciato  qualcosa, ci vorrebbero ore per raccontare… ma posso dirti chi invece non mi ha lasciato nulla: Angelo Branduardi, tournee di 20 date (che peraltro feci incinta di otto mesi per cui con notevole sforzo), tre canzoni nel suo disco “Pane e Rose” cantate in duetto in italiano e in francese e non fui mai pagata nè contattata per spiegazioni. Mi è sembrata una cosa sgradevole tra l’altro ben poco artistica. Mi disse in seguito, incontrandolo per caso, che il manager era scappato col bottino… non mi è mai comunque sembrata una ragione sufficiente per lasciare così una artista, mi è sembrata una azione molto irresponsabile. Tra artisti non sempre si stipulano contratti e infatti nel mio caso non lo avevamo fatto: avevo rispetto e fiducia assoluta. Non è nella mia natura fare causa, odio le cause e i tribunali, per cui non feci nulla … comunque questa è la prima primissima volta lo dico… perchè poi stare anche zitta mi pare un po’ troppo (e ride).

Nel 2015 dedichi “Pietra a Metà” a Pino Daniele e a Massimo Troisi: quanto sono stati importanti per te questi due artisti? E per la tua Napoli?

Intanto sia per me sia per la nostra Napoli. Ormai facciamo tutti parte di Napoli. Sarà esagerato affermare che io sia stato un punto strategico nel loro sodalizio ma io sono da sempre esagerata. Il mio è stato più un atto d’amore che artistico… non come altri tentativi di alcuni cantanti di cui non faccio nomi che sono evidentemente mere speculazioni. Non è facile cantare Pino, s’adda tenè o cor.

L’11 aprile si è aperto il tuo nuovo Tour “Colpa mia” con un concerto al Teatro Sannazzaro di Napoli: ci racconti com’è andata?

Benissimo! Grande soddisfazione, Teatro pieno, gente entusiasta e molto partecipe, tanti tantissimi complimenti, mi sono data al cento per cento…come in tutti i miei live che tra l’altro sono sempre diversi l’uno dall’altro. Ho spaziato tra pop, rock e grandi classici..c’è stata molta improvvisazione. Mi sono anche permessa un ospite speciale: Fulvio Bennato, mio figlio, cantautore. E’ stata una bella sorpresa, ha retto molto bene vicino alla mamma (e ride) è stato davvero all’altezza della situazione. Questo per me è stato importante, si poteva facilmente cadere nel banale, nel duetto sdolcinato madre figlio, invece anche a detta del pubblico e della critica è andato alla grande questo nostro sperimento artistico. Ci siamo esibiti in “Far Away” un brano in inglese scritto appunto da Fulvio incluso nel mio ultimo album “Colpa mia”. Dopodiché gli ho lasciato il palco per presentare un suo brano inedito.

Ci parli di “Rosa senza terra”?

E’ una canzone nuova scritta da me sul tema delicatissimo del femminicidio. Mi sono schierata in prima linea ma non come femminista, bensì come essere umano. Non si può più accettare tutta questa violenza, io sono pacifista, sono per lo scambio di energie. Chi uccide, paradossalmente uccide se stesso e la vittima sarà eterna, la sua anima intendo. Ma noi artisti comunque abbiamo il diritto e quasi il dovere di fare sentire la nostra voce in difesa delle donne più deboli. Tengo particolarmente a questo brano che è in lavorazione sia perchè saremo appoggiate dall’associazione Di.Re (Donne in Rete contro la violenza) di cui sono stata anche madrina per un grosso evento a Benevento, sia perchè in questo brano canteranno più voci femminili di donne molto conosciute,,,posso solo anticipare che oltre alla mia voce sentirete e vedrete un intro spettacolare di Eva Robin’s e nel brano canterà ance una nota artista internazionale… ma questo deve ancora rimanere un segreto, lo sveleremo a ridosso della pubblicazione del brano e del videoclip.

Puoi dirci qualcosa del nuovo film di Eduardo De Angelis? Reciterai, canterai?

Ho già accennato qualcosa prima… non posso anticipare molto perchè il film sarà candidato al Festival del Cinema di Venezia. Posso solo dirti che sì, canterò, e canterò un brano di una intensità e potenza che lascerò tutti a bocca aperta.

Cosa significa per te essere liberi? Che significato dai alla parola libertà?

Non essere intrappolato dalle regole e dal sistema, vivere le emozioni liberamente, scambiare energie con altri esseri umani senza sovrastrutture. E’ davvero la cosa che amo di più, al di sopra di ogni altra cosa, senza libertà non c’è vita. Sono anche libera di dire che in Italia è tutta una mafia di finti artisti dove non mi voglio immischiare. Proseguirò la mia carriera sola, ci sono per chi mi cerca, ma non mi adeguerò mai al sistema, sarò sempre una pecora nera e fuori dal gregge… fierissima di ciò. Per adeguarmi dovrei abbassare l mio livello artistico, no grazie.

Ti chiedessero un aggettivo per definirti, quale sceglieresti?

Esagerata.

Che cosa fai nel tuo tempo libero (se te ne rimane), a parte il 15 agosto in cui dipingi?

Il mio tempo è sempre libero, anche quando lavoro. Per me il lavoro è libertà… di espressione! Quando lavoro in giro per il mondo sono libera… Quando torno a casa la pigrizia mi apre la porta e mi fa accomodare nel mio splendido letto rotondo… e lì fu Napoli! Sogno ad occhi aperti, mi rilasso, dal letto scrivo, disegno, mangio, fumo e ricevo anche amici. Anzi a volte a letto faccio anche le prove dei miei concerti. Amo il letto più di ogni altra cosa e sono spesso in contraddizione tra l’andare e il restare… agire o meditare… alla fine non me ne fotte niente, sto bene come sto con i miei cavalli di battaglia conosciuti e sconosciuti ma ho la certezza che resteranno per sempre e questo mi dà gioia di ironizzare su tutto questo meccanismo malato del music biz… continuo a sentirmi una vincente senza l’aiuto della televisione, senza dover barattare la mia immagine, venderla ad inutili programmi televisivi sterili e per nulla artistici.

Il verso più bello che hai cantato, quello che hai tatuato sul cuore?

“A chi”, la canzone portata al successo da Fausto Leali che mi avvicina tanto a Massimo Troisi… quelle parole mi commuovono sempre quando le canto, infatti le ho incise anche nel mio ultimo disco. Quelle parole nella loro semplicità ancora oggi i fanno venire i brividi, mi regalano emozioni forti, è forse è questo il significato di tutta una vita.

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