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SBARCA A MILANO IL MUSICAL THE BODYGUARD, CON KARIMA E ETTORE BASSI

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THE BODYGUARD
Crediti Foto Daniela Ribezzo
Voto Autore

di Marco Volpato

Per parlare dell’importante Musical The Bodyguard – Guardia del corpo, basterebbe citare il solo nome di Whitney Houston – ricordando anche il famoso film assieme a Kevin Costner – e già questo direbbe tutto.

Ma attenzione: chi decide di assistere allo spettacolo, che viene messo in scena a Milano, per cercare un confronto sbaglia in partenza.

Ad interpretare Whitney Houston è la nota e bravissima Karima, che “ammette” il proprio amore per questa cantante che ascolta dall’età di otto anni.
Spesso le è stato chiesto se tema il confronto con l’immensa Houston, ma risponde così: “Non lo temo, perché non ho la presunzione di dire vado a cantare Whitney, bensì, avendo un grandissimo rispetto, vado a renderle omaggio“.

Kevin Costner è interpretato da Ettore Bassi, ma non sappiamo bene se per capacità attoriali o per l’indubbia bellezza fisica; in ogni caso lui stesso ha affermato che: “Il mestiere dell’attore è tuffarsi dentro una nuova avventura come un gioco. E io sto giocando”, speriamo non troppo.

THE BODYGUARD
Cliccare sull’immagine per vedere il video presentazione

La regia è firmata da  Federico Bellone che  afferma di aver avuto qualche problema all’inizio con la scelta del titolo: “non si sapeva bene come mantenere il titolo originale, ma renderlo allo stesso tempo fruibile al pubblico italiano; per questo la scelta è ricaduta su THE BODYGUARD – Guardia del corpo“.

Parafrasando un po’ quello che il regista ci ha detto, il musical – che è la parte dominante – è una storia d’amore, nonostante abbia risvolti drammatici. Pertanto, quello che si ripropone è di raccontare il grande bisogno d’amore che hanno questi due personaggi, questa grande solitudine che pretende un grande bisogno d’amore ed; è questo che si instaura, una forte passione tra loro.

C’è una grande scenografia, in pieno stile anni ’80, curata da Gabriele Moreschi: ci sono elevatori nascosti, scenografie riprodotte e non dipinte; le luci sono curate dall’abile mano di Valerio Tiberi.
Il ruolo del supervisore musicale è ricoperto dalla vocal coach Cheryl Porter che, parlando di Whitney, dice: “Whitney è una di quelle cantanti che, venendo dalla chiesa, hanno portato lo spirito gospel in tutto il mondo”.

La coreografia è affidata al sapiente e molto richiesto Bill Goodson.

Una novità da portare in rilievo è rivolto alle canzoni, che sono rimaste in lingua originale; la cosa interessante è che si sono adottate delle situazioni “strategiche” per creare dei momenti chiave quasi a voler giustificare una canzone, ad esempio: un ragazzo è in sala prove, accende la radio e inizia a cantare quel determinato brano… un espediente ben riuscito, tra le altre.

Dal 23 febbraio sono iniziate le anteprime, e il musical verrà riproposto fino al 7 maggio al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano.

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