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Giorgia: “Oronero” un disco che Suona! – RECENSIONE

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Voto Autore

di Mauro Milani

Prima di scrivere questa recensione credo siano necessarie due premesse:
La prima è che sono un grande estimatore di Giorgia e sono da sempre letteralmente innamorato della sua incredibile voce.
La seconda è riferita alla mia persona: sono un radiofonico e per estrazione professionale, quindi, la valutazione di un disco parte necessariamente da questo, ed è indiscutibile che essendo appunto “un radiofonico” frequento molto la musica pop contemporanea.

Le suddette premesse non necessariamente devono suonare come “giustificazioni”, ma trovo giusto esporle per meglio comprendere il mio pensiero ed il mio punto di vista.

Parto con qualche domanda.
Cosa dovrebbe contenere oggi l’album di una delle voci più importanti del panorama italiano?
Sarebbe giusto che ci si scordasse del mercato nel quale il disco andrà ad inserirsi?
Siamo sicuri che dopo 23 anni di carriera la succitata cantane non sia perfettamente in grado di trovare un compromesso tra il suo volere e “il dovere”?
E ultima e più importante domanda: siamo certi che non sia proprio questo il disco che lei voleva e sente?

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Nel corso dei 23 anni di carriera di Giorgia sono state molte le volte nelle quali sono rimasto deluso dai suoi dischi e come molti stanno dicendo ancora oggi, mi chiedevo perché una cantante con tali doti non trovasse un repertorio adatto e degli autori che le scrivessero delle canzoni degne!?

Ora la domanda non me la pongo più, perché se in 23 anni questo è successo solo sporadicamente, e poche volte con risultati ottimi (Zucchero, Pino Daniele, Ramazzotti), è altrettanto vero che ai tempi “Come Saprei” veniva giudicata dai critici canzone piaciona e sanremese (ora la si rimpiange manco fosse Imagine di John Lennon), oppure del disco con Pino Daniele fu detto che era un disco incompleto e non perfettamente centrato, nonostante la presenza di un grande al suo fianco. “Di sole e d’azzurro” fu accolto a Sanremo, quell’anno, come “la solita ballata alla Giorgia“.

Insomma, tutto questo per raccontarvi di un percorso non certo facile per una cantante così dotata.

Io immagino “E poi”, il suo primo successo, e sono certo che oggi, probabilmente, la canzone non passerebbe nemmeno le selezioni di Castrocaro (il meno importante dei programmi musicali televisivi italiani).

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Ebbene, ora si ricordano quelle canzoni e non altre, come “Per fare a meno di te”, “Gocce di memoria”, “Marzo”, “L’eternità”, “Voglio solo te”  e molte altre canzoni recenti che invece di qualità lo sono, ricordandoci sempre poi che il gusto, in tutto questo, fa sempre la differenza.

Con “Oronero” (uscito con l’etichetta Michroponica, e distribuito da Sony Music) Giorgia chiude un trittico nel quale si è messa a nudo e in gioco completamente. Ecco anche il perché delle tre copertine con i primi pani, a sottolineare anche il cambiamento che il tempo mette in atto, ma soprattutto la volontà di liberarsi una volta per tutte delle ansie, delle paure e dei giudizi dei cosiddetti addetti ai lavori e mettere se stessa al centro di tutto. Ha scelto cosa fare, come farlo e con chi farlo (con al fianco il suo compagno di vita). I primi due dischi sono stati un successo e le hanno dato ragione su tutti i fronti: “Senza Paura” ha superato in vendite “Dietro le Apparenze”, che per me rimane il miglior disco della sua carriera… e con questo “Oronero” si chiude un cerchio.

Giorgia anche qui è cantautrice di alcuni pezzi, firmando forse la canzone più bella dell’album, “Posso farcela” (che chiude un cerchio in questo caso personale, il dolore per la perdita di Alex Baroni).

Il singolo apripista dell’intero progetto, l’omonimo “Oronero” (leggi qui la nostra recensione del singolo) di Emanuel Lo, compagno di Giorgia, ha un testo pregevole ed è il ricamo inciso su tutto questo lavoro (perché ricordiamocelo, di “lavoro” si tratta, e sull’impegno e la meticolosità con cui Giorgia si approccia al lavoro, nell’ambiente, tutti sono al corrente).

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Dopo averlo ascoltato attentamente e molte volte, intuisco che questo disco non è affatto un compromesso, ma è il volere di una donna ormai matura, che a 44 anni porta dentro di se uno spirito giovane e al passo con i tempi, con un orecchio sensibile al “sentire” della gente e dei giovani  e che si “esprime” artisticamente fregandosene del giudizio degli altri.

Certamente, essendo persona intelligente e avendo conquistato negli anni anche una nuova generazione di fan, avrà indubbiamente svolto una ricerca d’insieme approfondita nella creazione delle sonorità e dei testi di quest’ultimo lavoro, questo per cercare di non deludere nessuno, e il risultato alla fine, secondo me, è decisamente equilibratissimo.

Il sound è moderno e curatissimo, come gli arrangiamenti vocali, la sua voce, matura, che ci regala anche sfumature nuove, note più basse, e a chi l’ha sempre accusata di cantare spesso arzigogolate lagne, Giorgia risponde con brani come “Danza”, “Credo”, “Come Acrobati”, “Vanità”, “Amore quanto basta”, brani ritmati dove comunque è sempre il suo timbro ad impreziosire canzoni orecchiabili e d’impatto.

Iorfida ci mette del suo (purtroppo) e in alcune canzoni si sentono le tipiche e ormai standardizzate e omologate sonorità che in questi ultimi anni attraversano, in modo trasversale, buona parte del panorama musicale italiano, qualunque sia l’artista che viene prodotto da lui e qualsiasi caratteristica artistica abbia l’artista di turno che entra nel suo studio. La differenza a volte, con questo produttore, la fa solo l’autorevolezza e lo spessore artistico, nonchè il carattere forte dell’artista che siede dietro la consolle con lui (vedi Luca Carboni o Jovanotti, o altri cantautori che hanno avuto una idea ben chiara sugli obiettivi da raggiungere durante la lavorazione dei propri progetti discografici ). Ed è questo che è successo con buona parte del disco “Oro Nero”, e la cifra artistica di Giorgia è riuscita nel “miracolo” di “non conformarsi” (o non farlo del tutto) ai suoni degli altri lavori di questo inflazionato produttore.

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Nell’album, si trovano anche delle ballate in chiave più moderna, tipo “Per non pensarti”, “Scelgo ancora te”, “Tolto e dato”, e da queste, sicuramente, verrà scelto uno dei prossimi singoli.

Quello che resta, e che di fatto costituisce il punto di forza di questo disco, è l’insieme, che rende l’album un disco gradevole, dove forse non si troverà un capolavoro (poi trovatemeli voi dei capolavori nella musica italiana in questi ultimi anni, e se ci sono si contano sulle dita di una sola mano), ma che  scorre e suona splendidamente, regalandoci una Giorgia convinta, credibile e grande interprete (non l’accusavano forse di non saper interpretare e di essere troppo perfetta tecnicamente?).

Il disco sicuramente va ascoltato molte volte, perchè le sfumature musicali e vocali sono tante.
Le uniche note stonate sono forse l’esagerata Tunzuniana “Queen of the Night”, che però live farà il suo effetto, e il brano scritto dall’autore Pacifico, “Sempre si cambia” (guarda un po’ un autore quotato), canzone anonima e forse troppo staccata dal progetto globale.

Alla fine forse la risposta alla domanda iniziale è una soltanto. Per cui: “Cosa si chiede oggi ad una cantante di successo?”. Beh, quello che certamente si chiede è di fare un disco credibile, cantabile, orecchiabile e che sappia di nuovo.

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Quindi Giorgia, gusti a prescindere, ha centrato un’altra volta l’obiettivo, spiazzando anche i fan più accaniti che inizialmente hanno avuto difficoltà a percepire questi suoni elettronici e moderni.

E se il disco non dovesse avere il successo sperato, poco importa, Giorgia è cambiata, tenendosi al passo con i tempi che ci circondano, evolvendosi come ha sempre fatto dal 1993 ad oggi, rischiando sempre in prima persona, specie negli ultimi 10 anni… Senza Paura…o almeno ci prova!
E alla fine quello che lei regala non è e non sarà mai “oronero”… ma qualcosa di artisticamente prezioso, tanto quanto preziosa è la sua cifra artistica.

PER VEDERE IL VIDEO CLICCARE SULL’IMMAGINE
video


GIORGIA – ORONERO TRACKLIST ALBUM

Oronero
Danza
Scelgo ancora te
Credo
Per non pensarti
Vanità
Posso farcela
Come acrobati
Mutevole
Tolto e dato
Amore quanto basta
Sempre si cambia
Grande maestro
Regina di notte
Non fa niente

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