Home Musica Interviste Carla Vistarini: Una chiacchierata con una grande autrice, sceneggiatrice e scrittrice

Carla Vistarini: Una chiacchierata con una grande autrice, sceneggiatrice e scrittrice

88
0
SHARE
carla vistarini
Voto Utenti
[Total: 4 Average: 5]

di Alessandro Filindeu

Carla Vistarini è una delle più importanti autrici italiane: testi di decine di canzoni di successo come “La nevicata del ‘56”e “La voglia di sognare”, “Mondo“; la sceneggiatura del film “Nemici d’infanzia” di Luigi Magni, per la quale ha vinto il David di Donatello nel ’95; importantissimi programmi televisivi come “Stryx” (Rai 1978) per la regia di Enzo Trapani; commedie teatrali come “Ugo”, con cui vince il premio I.D.I. nel 1988. Ha curato per varie edizioni il “Pavarotti & Friends”, è stata autrice del Festival di Sanremo e componente della commissione artistica, è suo l’adattamento delle canzoni della commedia  musicale “Stanno suonando la nostra canzone” , di Neil Simon, interpretata da Gigi Proietti e Loretta Goggi e delle canzoni del musical “Barnum” con Massimo Ranieri.

Citare tutte le opere di Carla Vistarini è un’impresa ardua, si rischia di tralasciarne qualcuna, è così preferibile dare il via a questa chiacchierata, che si svolge nell’affascinante studio del suo appartamento romano.

carla vistarini

Hai una carriera lunghissima, si parla dell’inizio degli anni ’70, hai cominciato che eri poco più che adolescente.

Già da bambina la musica era una mia grande passione. In casa si ascoltava un po’ di tutto, dai grandi standard americani alla canzone napoletana classica, dagli chansonniers francesi, alle arie liriche. Ho studiato qualche anno pianoforte e poi, all’epoca del ginnasio e liceo cominciai ad appassionarmi al rock, al beat, al british pop, ma anche al blues e al folk. Bisogna ricordare che in quegli anni non era tanto facile rifornirsi di questo genere di dischi, né erano molto trasmessi alla radio. E non c’erano nemmeno le radio private, allora. Io avevo una compagna di scuola il cui fratello faceva lo steward e ogni tanto  portava qualche favoloso disco dall’America.

Ascoltare quel genere di musica dal vivo poi era una vera chimera. Un sogno. Nonostante tutto riuscìi ad andare a uno dei leggendari concerti che i Beatles tennero a Roma al teatro Adriano nel giugno del ’65. Ricordo che i miei non ne volevano sapere di dare, a me e mia sorella, i soldi del biglietto. La nostra delusione e tristezza erano così evidenti che il fidanzato di una mia zia si intenerì e ci regalò i biglietti.  Indimenticabile concerto, ancora nel cuore. Sapevo già tutte le canzoni a memoria e mi sembra ancora di essere lì, oggi come allora.

 Per quel genere di musica a Roma in quegli anni c’erano il Piper e Bandiera Gialla, che fu la prima trasmissione  radiofonica a mandare in onda la musica  “giovane”.  Riuscìi a far parte del pubblico del programma di Arbore e Boncompagni, negli studi Rai di via Asiago, insieme a un gruppetto affiatato di altri amici coetanei appassionati di musica. Di questo gruppo, oltre me,  facevano parte Renato Zero, Dario Salvatori, Roberto D’Agostino, Mita Medici, Patty Pravo, Giancarlo Magalli, Paolo Zaccagnini, e tanti altri che poi avrebbero intrapreso brillanti carriere nello spettacolo o nel giornalismo.

Più o meno gli stessi amici, poi, si ritrovavano al “Piper”, mitico locale di musica dal vivo e non, dove hanno suonato i più grandi artisti della musica rock e pop di quegli anni. Io conservo ancora il biglietto del concerto degli Who.

Al Piper, fra i ragazzi amici, c’era anche Luigi Lopez, e insieme iniziammo  a scrivere canzoni. Prima solo per gioco e per passione e poi ben presto anche per mestiere.

La prima a essere pubblicata fu, “Mi sei entrata nel cuore”, incisa dagli “Showmen” per la RCA, nel 1970. La canzone ebbe subito successo e da quel momento il binomio Vistarini-Lopez  entrò nell’olimpo musicale della discografia italiana, siglando una serie lunghissima di dischi e altri successi.

carla vistarini


In quegli anni gli studi della RCA sulla via Tiburtina erano un luogo magico dove la creatività poteva essere curata e coltivata e con essa i rapporti umani. Si stava a contatto diretto con i grandi maestri e con i nuovi talenti, con i produttori e gli autori.

Oltre gli studi e gli uffici dei funzionari, ricordo i luoghi di aggregazione e gli eventi meno canonici ma tanto sfavillanti di fantasia e amicizie. Il bar, dove al bancone a prendere il caffè c’erano Morricone, Cocciante, Venditti, Patty Pravo, Renato Zero, De Gregori, ecc;  le partite di calcio/calcetto; il “Cenacolo”; le etichette che giravano intorno alla RCA, come la IT e l’Apollo Records di Edoardo Vianello.

Erano anni d’oro per la musica, i dischi si vendevano e c’era spazio per sperimentare e provare.

Oggi tutto è cambiato e appare evidente che è imperativo trovare alternative di mercato che consentano alla musica di rigenerarsi, sia artisticamente che economicamente.

La diffusione della musica su internet e nei mille modi consentiti dal digitale ha aperto una voragine senza fondo e spesso incontrollata  degli utilizzi, squilibrando le remunerazioni  del diritto d’autore e connessi, a favore dei grandi player, penalizzando i piccoli.

Comunque per quanto tu abbia continuato a scrivere canzoni di successo fino a tempi molto recenti, a fine anni ’70 hai cominciato a diversificare e a scrivere per la televisione firmando uno storico  varietà Rai come “Stryx” per la regia del grande Enzo Trapani.

“Stryx” era del ’78 ma in realtà avevo cominciato a scrivere per la tv, già nel ’74, i testi per “Quindici minuti con”, trasmissioni RAI di un quarto d’ora di durata, sorta di monografie di cantanti, il cui regista era Enzo.

Trapani era un uomo colto, creativo, di grande mestiere nella regia, era stato aiuto regista di Roberto Rossellini, tra l’altro. Con “Stryx” e con l’altro autore, Alberto Testa, riuscimmo a inventare qualcosa che non si era mai visto prima,  un varietà caleidoscopico e quasi “psichedelico”, che segnò una forte linea di discontinuità con il passato.

In quegli anni si lavorava davvero insieme. Fianco a fianco, occhi negli occhi, attorno a un tavolo. Non c’erano le e-mail e i cellulari, per cui ci si vedeva, ci si frequentava, si stava insieme e si parlava, si discuteva e si creava.

carla vistarini


Pur essendo un varietà particolare, molto diverso dai classici modelli che lo avevano preceduto, “Stryx” ebbe un grande successo di pubblico e vinse molti premi internazionali. A questo proposito colpisce della tua carriera come tu sia stata capace di conciliare sempre i contenuti e lo spessore artistico con il riscontro e il gradimento.

Credo che sia fondamentale avere rispetto per il pubblico, lavorando alla qualità cercando sempre di renderla gradevole. Penso ad autori come Scola, Monicelli, De Sica, lo stesso Fellini, e a come siano riusciti a portare al grande pubblico dei contenuti profondi  con classe e leggerezza.

A proposito di Cinema, tu hai vinto un David di Donatello.

Sì, ho avuto l’onore di vincere il David per la Migliore Sceneggiatura nel 1995 con il film “Nemici d’infanzia” per la regia di Gigi Magni, un altro grande regista con cui ho avuto la fortuna di lavorare. E oggi faccio parte della Giuria dei David.

carla vistarini


E hai anche scritto per il teatro.

Sì. Ho scritto commedie originali, come  “Ugo”, vincitore del Premio I.D.I. Istituto del Dramma Italiano, messo in scena da Alessandro Haber e Mita Medici, poi da Michele Laginestra, Biagio Izzo, Gianni Ciardo, e tanti altri,  e rappresentato in tutto il mondo; e ho scritto i testi italiani delle canzoni di importanti musical, come “Stanno suonando la nostra canzone” di Neil Simon, con Gigi Proietti e Loretta Goggi, e “Barnum” con Massimo Ranieri.

E hai scritto anche per i cartoni animati.

Ho scritto alcune delle sigle dei cartoni tv giapponesi più famose, come “Mimì e la nazionale di Pallavolo”, “Pinocchio perché no”, “Cybernella” ecc. Ma anche “Nightmare before Christmas” film di animazione di Tim Burton candidato all’Oscar, di cui ho curato la versione italiana delle canzoni di Jack Skeleton interpretate da Renato Zero.

carla vistarini
Nightmare Before Christmas di Tim Burton

Quali altri programmi televisivi ricordi più volentieri fra i tanti?

L’esperienza del “Pavarotti & Friends” è stata importantissima. Con Luciano ho fatto cinque o sei edizioni di quell’evento mondiale, coltivando un’amicizia e un grande rispetto artistico reciproco. La regia era di Luigi Martelli, con cui avevo già fatto alcuni Sanremo e altri grandi eventi, ma un anno si tentò persino la “carta” Spike Lee.  Ricordo con grande positività “Via Teulada 66” e “Ieri Goggi e domani” con Loretta Goggi, primo esperimento su RaiUno di un preserale quotidiano, che segnò l’esordio televisivo di Giampiero Mughini; il Festival di Sanremo del 1997 con Mike Bongiorno, Valeria Marini e Piero Chiambretti; Con Piero poi realizzai “Fenomeni” su Raidue, per Carlo Freccero. E il Sanremo del ’98 con Raimondo Vianello, Eva Herzigova e Veronica Pivetti.  Per Raimondo e Sandra avevo scritto in passato “Piru-pirulì… Noi no”, sigla di “Di nuovo tante scuse”. Ho lavorato meravigliosamente con tanti altri artisti, come Milly Carlucci, Fabio Fazio in “Jeans” e “Jeans 2” Rai 3 e “Banane” su TMC, con Fabrizio Frizzi, Gigi Proietti, Raffaella Carrà, Pier Francesco Pingitore, Oreste Lionello, Maurizio Costanzo, Enrico Vaime, il grande Pippo Baudo. A proposito di Pippo, lui “è” la Televisione italiana, conosce e ha fatto praticamente tutto e tutti. Invito ufficialmente la Rai a fare un programma intitolato semplicemente “Pippo racconta…”, con Baudo protagonista assoluto, narratore del suo inestimabile e personale Amarcord di aneddoti e curiosità sul mondo dello spettacolo e non solo. Un tesoro per tutti.

carla vistarini


Nel mondo della musica chi ricordi più volentieri?

Ho avuto la fortuna di conoscere e di lavorare con tantissimi artisti, sicuramente ne dimenticherò qualcuno e me ne scuso, l’ordine è sparso, mi viene in mente per primo proprio Luciano Pavarotti, poi Ornella Vanoni, ovviamente Renato Zero, Mia Martini, Riccardo Fogli, Vangelis,  Giorgio Moroder, Pino Donaggio, Mina, Amedeo Minghi, Caterina Caselli, Massimo Ranieri, Sylvie Vartan, Peppino di Capri, Patty Pravo, Alice, Rita Pavone, Little Tony, Aldo Donati, Iva Zanicchi, Tony Cicco della Formula Tre, maestri come Lilli Greco,  Gianfranco Lombardi e Paolo Ormi, produttori come Giancarlo Lucariello, e tanti altri, l’elenco sarebbe lunghissimo.

E oggi, dopo tante canzoni, varietà, satira, teatro e cinema, arrivano i libri.

Sì. Ho pubblicato due romanzi, “Città sporca” nel 2013 e “Se ho paura prendimi per mano” (questa la nostra recensione del libro a cura di Michele Caccamo) nel 2015.

“Se ho paura prendimi per mano” è arrivato al 1° posto nella classifica di vendita Amazon Kindle e al 2° nella classifica IBS ebook, e ha vinto il Premio Speciale della Giuria, al Premio Letterario Rosa.

carla vistarini


Nei miei libri racconto storie di oggi, complesse e drammatiche ma anche con una vena di tenerezza e di umorismo. Costruisco con attenzione la trama, gli intrecci, gli indizi, la caratterizzazione dei personaggi e delle situazioni, il filo logico. Cerco di appassionare il lettore  e di avvincerlo, facendolo entrare in prima persona nelle avventure narrate. E la risposta del pubblico è entusiasmante. In questi giorni sto completando la stesura del nuovo romanzo che uscirà tra qualche mese.

Qualcosa di particolare che ti viene in mente vagando tra le tue esperienze.

Penso a quando vidi Luigi Tenco fra il pubblico di “Bandiera Gialla”. Lui era già noto e noi ragazzi in età da liceo sapevamo benissimo chi fosse, ma lui se ne stava sempre quieto e silenzioso da una parte. Gli piaceva assistere a quel programma, in cui si faceva musica così diversa dalla sua. Una volta gli chiedemmo pure un passaggio, lui  essendo molto più grande di noi aveva la macchina e ce lo diede volentieri. A ripensarci oggi provo una grande tenerezza, per lui, per quell’epoca.

Io ti conosco da tanti anni, sei una donna di grande spessore, i contenuti che hai espresso in tanti modi hanno chiara origine in buone letture e buoni ascolti, ma dato che hai cominciato a scrivere da giovanissima evidentemente già da ragazzina ti sei fatta un bagaglio culturale non indifferente.

Devo molto alla mia famiglia, in casa tutti leggevano e c’erano libri da per tutto. Fin da piccola divoravo romanzi di ogni genere e tipo: Hugo, Pavese, i grandi autori russi, Calvino, Zola, Steinbeck, le favole di Andersen, dei Grimm, di Perrault e mille altri. Ho sempre letto tanto e ascoltato tanta musica, e lo faccio ancora.

carla vistarini
Crediti Foto William Molducci

Vogliamo chiudere con un ricordo della tua infanzia e della tua famiglia?

Volentieri. Ho cambiato tante case e tanti quartieri di Roma, soprattutto Monteverde e Prati, per un periodo abbiamo abitato anche ai Castelli, ho giocato tanto, come si faceva prima, per strada, nei cortili. Ho dei bei ricordi. “La nevicata del ‘56” si riferisce ad un episodio preciso,  abitavamo a piazza del Fante, in Prati, e mio padre, io ero molto piccola,  mi fece affacciare alla finestra per vedere Roma coperta di neve, la prima neve della mia vita, qualcosa di indimenticabile. E quell’immagine, incancellabile, è tornata tanti anni dopo, nelle parole della “Nevicata”.

Hai tanto da raccontare, forse dovresti raccogliere in un libro tutti questi ricordi, queste persone straordinarie.

Lo sai che non sei il primo a parlarmene? Penso proprio che sia giunto il momento.

Carla, il tempo è veramente volato, almeno per me è stata una mattinata piacevolissima di cui ti ringrazio.

Grazie a te, e un saluto caro a tutti i lettori e a tutto il pubblico.

Commento su FMD