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La protesi dentale di Mina e le camicie contenitive di Fossati

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mina
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E così hanno deposto l’ultimo velo sulla loro carriera. Non possiamo dire che non abbiano avuto l’audacia di morire. Fossati ha così portato le camicie contenitive, Mina un intimo pauroso dentro la bocca.

Ci hanno schiaffeggiati, per undici volte, prima di cedere alla fine.

Fossati ci ha frastornati che ovunque si correva: per capire se le Anime salve[1] si fossero davvero salvate, se da Sigonella[2] qualche aereo si fosse salvato, se Alonso Chisciano[3] si fosse salvato, dal rogo.

Ma nel racconto: Fossati ha emesso un vagito, come un bambino rimasto troppo a lungo a dormire. E ha pensato di tappezzare le pareti di casa Mina con dei papponi riscaldati e imbevibili e come un mercante in un buon affare[4] ha pensato di proporglieli appena rammendati di originalità. D’altronde la moglie era a casa, pronta a catapultarlo fuori[5]. E Fossati, lo si sa, non ama stare con le scarpe infangate e ha paura di dover combattere in amore. Ha così riempito di spilli colorati i suoi appunti e se li è caricati in spalla; pronto a fare l’emigrante, o peggio il disertore[6].

Mina gli ha aperto con un canto, registrato, di usignolo.

Avevano negli sguardi una vist’amorosa, lui il petto gonfio del tordo e la fede nuziale ben brillante.

Le orecchie del Paese aspettavano uscisse l’orgasmo, l’urlo virile della vittoria.

Mina era ormai un’anima nella nebbia; a guardarla nuda, una ciminiera abbattuta. Era stanca, ma non poteva seppellire il sogno del suo ragazzo che voleva smettere di farsi uccidere dal lungolago e aveva già riaperto i boccagli allo studio di Lugano.

Fossati seduto sul divano continuava a far battere le solite quattro risonanze, che alla moglie da quel lontano andava il cuore in festa.

Il ragazzo decise di metterli entrambi in piazza, come fossero due elefanti in vendita.

Fossati portò allora in campo i balli dei giganti spaventati e le cantilene lente di chi la sa lunga. Mina li cantava come avesse in bocca interi grappoli di uva riccia, o la protesi di Costanzo. Cercava di non sembrare la Parisi con le farfalle[7] al posto delle cicale[8]. Ma le usciva uno strido ingovernabile, come chi viene da un ricco banchetto di vino o da un aggiustamento alla protesi dentale.

Avrebbero dovuto rivedere la filettatura di ogni canzone e aspettare i denti belli di Mina, prima di permettere al ragazzo di produrre questi undici inutili schiaffi.

Perché non è bello reclamare almeno la schiuma, almeno una conchiglia che ci sappia far ascoltare un mare nuovo e vivo. Perché non è bello pensare che la musica possa essere apparecchiata come un pranzo di gala, per la gola dei tanti appetiti che circondano lo show. Perché non è bello vedere i corpi di Mina e Fossati impigliati nella rete del profitto. E perché forse è bene ridursi in miniatura quando si sono esaurite le forze, e le arti: anche la pensione ha la sua bellezza.

Intanto a casa di Fossati era arrivata una scimmietta tutta saltante ed esultante, affinché lui non ritornasse più a dormire, con in bocca la fede nuziale sfavillante come una lunaspina[9] 
Fine [10]  

mina

[1] Album di De André e Fossati
[2] Canzone di Fossati
[3] Canzone di Fossati e Lamberti Bocconi
[4] Da Buona speranza di Fossati
[5] Dichiarazione della moglie di Fossati
[6] Canzone di Fossati
[7] Canzone di Fossati
[8] Canzone cantata da Heather Parisi
[9] Canzone di Fossati
[10] Recensione scritta ascoltando Leonard Cohen (giusto per aggiustarmi la speranza e le orecchie)

 

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