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Mina e Fossati: “Tex-Mex”, un disco d’altri tempi, analogico e elegante – Intervista a Fossati

Mina e Fossati, per la prima volta i due fuoriclasse della musica italiana si cimentano nell'impresa di un album composto da dodici inediti,

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È la sera del 18 novembre 2019, mancano quattro giorni all’uscita del nuovo lavoro di Mina e Fossati, per la prima volta i due fuoriclasse della musica italiana si cimentano nell’impresa di un album composto da dodici inediti, undici a dire il vero, un brano è stato messo da parte per scelte artistiche della signora indiscussa della musica italiana.

Dicevo, è il 18 novembre, tutta la stampa che conta è stata chiamata alla presentazione del lavoro discografico targato Sony, una serata evento presentata da Massimo Bernardini, giornalista e conduttore di TvTalk su Rai3, con la partecipazione di Massimiliano Pani, curatore dell’intero progetto (dire che si tratti del figlio di Mina mi pare superfluo) e di Ivano Fossati, autore e interprete delle undici tracce che, una volta muniti tutti gli astanti di cuffie per ottimizzare l’ascolto, tutta la sala Puccini del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano si appresta ad ascoltare.

Appare chiaro fin da subito che ci si trova davanti ad un evento eccezionale, non l’ascolto in sé, ma i brani che vengono proposti, una commistione di suoni che rimandano ad un tempo lontano, c’è la tradizione analogica del suono e l’eleganza minimalista contemporanea che rendono il lavoro un disco che, parole di Massimiliano Pani, chi fa o si appresta a fare questo lavoro dovrebbe ascoltare e studiare.

L’album si apre con L’infinito di stelle, le voci di Mina e Fossati danzano appassionate su un arrangiamento in cui un pianoforte fa da protagonista. Si passa ad un brano più giocoso Farfalle una filastrocca giocosa resa ancora leggera dall’interpretazione di Mina. Poco alla volta si scorre tutto l’album in una sala segnata dalle luci blu a led che indossiamo tutti, e nel passare da una traccia all’altra l’applauso è spontaneo.

Ascoltiamo L’uomo perfetto. Qui Pani ci racconta che la composizione inviatagli da Fossati lo aveva portato a scrivere un arrangiamento con ritmi africani con percussioni tribali, e solo in un secondo momento Fossati gli ha mandato il testo che, forse, poco c’entrava con le atmosfere immaginate da Pani. Ma alla fine l’idea della storia avvenuta in una savana immaginaria non dispiace, convince e dà al testo un’interpretazione inaspettata.

Il lavoro, ci racconta Fossati durante la serata, ha avuto una genesi durata due anni, lontano dalle scene da otto anni non aveva programmato di tornare in sala d’incisione, ma una telefonata di Mina, che lo invitava a collaborare ad un progetto comune, lo ha fatto tornare fortunatamente (nda) sui suoi passi, anche perché, ci racconta scherzando, se avesse rinunciato, la moglie lo avrebbe lasciato.

La serata è ricca di chicche legate a questo intenso biennio di lavoro, le telefonate intercorse fra le due voci (immagino una filovia che collega Genova a Lugano e viceversa che trasporta continue informazioni) sono l’occasione per potersi confrontare sull’andamento del lavoro.

Pani racconta che i due artisti non amano i cambi di tono, a volte fondamentali per raccordare la voce di lui, concettuale, non estesa, e la voce di lei, capace di far tutto, ma che trova ampio respiro nelle note lunghe. È qui che Fossati ci svela uno stratagemma di scrittura, nelle sue parti i concetti sono espressi con più parole, nelle parti di Mina si sforza di scrive gli stessi concetti utilizzando meno vocaboli per consentire all’artista di far planare la sua voce in note più lunghe.

Fossati svela che i due avevano aperto un tavolo per un album di duetti, era il 1996, progetto che poi non ha avuto seguito per accordi tra le case discografiche. Immagino anche perché in quegli anni era in cantiere o nella testa di qualcuno Mina Celentano, il più fortunato dei due album della tigre di Cremona e dell’ex ragazzo della via Gluck.

È evidente che questo era un fiore che doveva sbocciare e per parafrasare l’ultimo brano dell’album “non c’era niente di meglio di loro due”.

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TRACKLIST “TEX-MEX” – MINA FOSSATI

1 L’infinito di stelle
2 Farfalle
3 Ladro
4 Come volano le nuvole
5 La guerra fredda
6 Luna diamante
7 Tex-Mex
8 Amore della domenica
9 Meraviglioso è tutto qui
10 L’uomo perfetto
11 Niente di meglio di noi due

VIDEO – IvanoFossati parla dell’album Tex-Mex con Mina

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