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sabato, Luglio 13, 2024

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Morgan e il nuovo accordo discografico con la Warner – Conferenza Stampa

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Si è svolta ieri in Warner la conferenza stampa di Morgan che ha annunciato il nuovo accordo discografico con la Warner, a partire dalla pubblicazione del singolo “Rutti” già presentato in anteprima al Concerto del 1 Maggio, una canzone a detta dello stesso Morgan, nata spontaneamente senza alcuna aspettativa discografica.

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Sala affollata di giornalisti, perché è noto che quando c’è Morgan c’è sempre qualcosa da scrivere, da approfondire, da confermare o da smentire. Ieri poi le notizie di attualità erano 3: la causa penale vinta da Morgan per l’affaire Bugo, il passaggio alla Warner a distanza di 12 anni dal suo ultimo album discografico pubblicato dalla Sony e il suo ritorno in Rai a ottobre con un suo nuovo programma che si alternerà a Via de Matti Numero Zero di Bollani.

Tanta farina nel sacco.

Morgan ha ripercorso il suo ultimo decennio nel quale ha lavorato nella scrittura grafica, composto materiale per almeno “18 album” compreso l’album scritto con Pasquale Panella, scritto libri di poesie e un trattato sulla Canzone perfetta che al momento è di 400 pagine, fatto programmi radiofonici e televisivi e tanto altro. Nonostante questo febbrile lavoro, Morgan a sua detta, si è completamente astratto dalla contemporaneità, viaggiando a ritroso nel tempo. Ora affronta una nuova realtà discografica, nella quale dominano i singoli, i brani che finiscono nelle play list, a discapito degli album.

Morgan, pur avendo un background opposto, si è detto curioso e in qualche modo attratto da questa nuova realtà, mostrando anche un video in cui appare sotto forma di emoticon in tutte le sue trasformazioni di immagine, dalle “Canzoni dell’appartamento” a oggi.

Conoscendo Morgan come le mie tasche, non credo che modificherà il suo orientamento artistico. Infatti ha annunciato che i suoi prossimi singoli saranno “canzoni di protesta”, dopo “Rutti” infatti, la prossima canzone si intitolerà  ”Lamentatevi”.

“Faccio canzoni di protesta perché oggi non le fa più nessuno. La mia critica al Sistema omologato e al pensiero unico non è tanto politica in sé, anche perché criticare un Governo significa stare all’opposizione ma nello stesso Sistema di cui fa parte. La mia protesta quindi è innanzitutto culturale”.

Essendoci la Warner come parte in causa, che attualmente è la multinazionale più attiva e intraprendente, a fronte anche degli investimenti nel mercato televisivo, si è parlato inevitabilmente del prossimo Sanremo e di X Factor. Per Morgan l’avvicendamento di Carlo Conti ad Amadeus non cambierà sostanzialmente il format e il concetto di base. Si è detto invece curioso della nuova giuria del talent show, soprattutto nei riguardi Achille Lauro, con cui è in vista uno speciale featuring discografico, ovviamente “un singolo”.

Qualcuno ha cercato piacevolmente di provocare Morgan, dicendogli sostanzialmente che all’inizio di un nuovo ciclo, si mostra sempre  curioso, positivo e partecipe, ma poi accade sempre qualcosa che “scompiglia le carte” ribaltando i buoni propositi iniziali. Morgan ha risposto con ironia, pur essendo consapevole di essere un artista dinamico, non passivo, che crea sempre e comunque un evento, un momento di spettacolo di cui si parla e si parlerà sempre.

“Del mio Sanremo con Bugo se ne parla ancora oggi, non a caso. In America la mia performance sarebbe diventata un business. A quel tempo abitavo vicino all’Arco della Pace, una zona in costante movida, e da casa mia sentivo la gente cantare “le brutte intenzioni”, non il testo originario. Quella performance in Italia è stata trattata come oggetto di mobbing, scandalo, pretesto di diffamazione legale, fortunatamente sconfitto grazie alla bravura dei miei legali. In realtà nella storia del Festival di Sanremo, quella performance ha avuto il più alto riscontro mediatico. E comunque è stato fondamentalmente un momento di spettacolo e niente altro. Se avessimo imparato la lezione degli americani, oggi io e Bugo potremmo suonare insieme a San Siro“.

Già, ma come cantava Vasco Rossi, noi non siamo mica americani, quindi il pensiero unico durerà ancora a lungo, ma forse, la canzone di protesta potrà contribuire a risvegliare questo Paese dormiente e ossequiente.

Il resto alla prossima puntata, al prossimo mazzo di carte scompigliato, perché nessuno crede che Morgan d’ora in poi, canterà solo dei rutti, alias “canzoni di merda”. Di questo ne siamo certi. Non sarebbe mai in grado di scriverle, nemmeno per gioco. Infatti al termine della conferenza stampa ha cantato un brano inedito scritto con Pasquale Panella. Un brano bellissimo e onirico che nulla ha a che vedere con una hit da playlist.

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