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L’ITALIA DIMENTICA LA LUNA

50 anni fa l'uomo andò sulla luna e in Italia sembra non interessare a nessuno. E’ sconfortante notare che questo Paese è privo di memoria storica

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Domenica 14 luglio apro il giornale e leggo che Rai Uno manderà in onda alle 23.50 uno speciale sullo sbarco della Luna avvenuto cinquant’anni fa.

Sarà probabilmente una sorta di blog con replica della trasmissione condotta da Tito Stagno che si può vedere tranquillamente su YouTube da anni. Niente di nuovo.

Così mi è venuto in mente che, nello scorso gennaio, scrissi un grande evento per celebrare in modo innovativo e spettacolare il più grande evento nella storia dell’umanità. “L’Italia non può ignorarlo”, mi dissi, così mi diedi da fare per almeno tre mesi nella proposta e nella preparazione del progetto.

Grazie a un amico mi incontrai con la proprietà della più grande cava di marmo di Carrara, un paesaggio lunare ideale. Era una mattina febbraio, faceva molto freddo, ma quando visitai la cava fui entusiasta fin dal primo istante. Il dottor Corsi concesse l’area gratuitamente.

Avrebbe preparato un grande spiazzo capace di contenere quasi 5.000 persone, circondato dalle bianche pareti della cava su cui sarebbe stato possibile proiettare gigantesche immagini alte almeno trenta metri.

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Una multiproiezione con le immagini dello sbarco sulla Luna, ma anche sequenze di film in tema, le immagini della NASA concesse gratuitamente, e anche le opere dei grandi artisti come Magritte e Dalì ispirate alla Luna. La mia idea era rendere omaggio alla Luna attraverso l’arte, la musica e il cinema.

Nell’area avremmo montato un palco, per un concerto dal tramonto all’alba con i seguenti artisti: Area Project con Patrizio Fariselli che avrebbe eseguito una suite inedita dedicata alla Luna, I Bowland, Morgan che avrebbe eseguito le canzoni lunari e il mitico gruppo statunitense e jamaicano “The Easy all Stars” che avrebbero rieseguito per intero il loro album “The Dub side of the Moon” versione dub dell’album dei Pink Floyd.

Inoltre dopo aver contattato la Società Telescopica di Ferrara ben disponibile a partecipare, avremmo installato tre Telescopi di ultima generazione per dare la possibilità al pubblico di osservare la Luna con la stessa visuale degli astronomi.

Grazie a loro seppi che quella notte, la Luna sarebbe stata ben visibile e sarebbe stato possibile vedere persino il passaggio della stazione orbitale nello spazio per almeno cinque minuti.

Insomma gli ingredienti per una notte altamente spettacolare c’erano tutti. Dopo aver contattato i management degli artisti e aver avuto la loro adesione stesi un budget.

Il tutto sarebbe costato circa 160mila euro, tra spese, allestimenti, palco, impianti, artisti, sicurezza, comunicazione, servizi, area catering, diritti delle immagini, Siae, ospitalità per almeno settanta persone tra staff e artisti, assicurazioni, etc.

Ovviamente occorrevano sponsor, così mandai il progetto a quattro centri media, tra cui la più importante agenzia di comunicazione e marketing di Milano che gestisce qualcosa come 200 brand nazionali e internazionali.

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Tutti si mostrarono entusiasti così, forte del responso, inviai il progetto anche alla RAI.

Dopo varie settimane, seppi che Rai Uno non aveva nemmeno letto il progetto. Rai tre aveva già programmato uno speciale all’Osservatorio di Matera con la partecipazione di Piero Angela, etc.

Ci riprovai perché in piena estate, in periodo di fuori garanzia Auditel, i palinsesti sono più accessibili. Mi dissero che sarebbe stato possibile trovare uno spazio ma con la formula Brand Content, vale a dire programma pagato interamente dalle aziende investitrici.

I centri media sollecitarono i clienti interessati. Si fecero nomi importanti in vari settori: tecnologia, energia, persino food. Qualcuno, particolarmente gasato, mi propose di gemellare l’evento con altri comuni, in una sorte di “notte bianca” nazionale dedicata alla “Sbarco sulla luna”.

L’idea era di allargare i punti telescopici sul territorio con una diretta in streaming del concerto proiettato su grande schermo. Il tutto a costi inferiori di una comune festa di piazza. Così ci sarebbe stata anche una copertura televisiva nazionale e una visibilità sul territorio.

Inviai il progetto dettagliato con un pdf di 30 pagine ad altri Comuni del centro nord, senza nemmeno ricevere una risposta, né per il si, né per il no. Altri avevano programmato i budget estivi per manifestazioni di Street Food, deejay set e vetusti concorsi canori tipo talent di piazza.

Intanto uscivano decine di libri sul 50esimo anniversario dello sbarco sulla Luna, articoli su tutti i settimanali, film e documentari in tutto il mondo e i giorni passavano.

Ora non sto a raccontarvi tutta la cronistoria perché sarebbe troppo lunga, in sintesi da un entusiasmo iniziale e contagioso di tutte le parti in campo, ivi comprese due Società di produzione televisiva, oltre ai complimenti per il mio progetto e decine di mail, non si vedeva l’ombra di un pre-contratto.

A fine aprile decisi di congelare il progetto perché la promozione e la comunicazione di un evento simile avrebbe richiesto almeno 3 mesi di lancio.

Oggi vedo che in tutto il Paese, non è stato programmato un solo evento degno di attenzione riguardante il più grande evento nella storia dell’umanità.

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E’ certo che a nessuno interessa ricordare la frase di Neil Armstrong: “Un piccolo passo per l’uomo, un grande balzo per l’umanità”.

In Italia per la cultura non si fanno né piccoli passi, né tantomeno grandi balzi. Coraggio gente, divertitevi con la pizzata e i djset negli stabilimenti balneari.

La Luna vi osserverà dimenticata.

E’ davvero sconfortante notare che aziende, imprenditori, media, Comuni e pubblica amministrazione dimostrano ancora una volta che questo Paese è privo di memoria storica, dimenticandosi persino che l’uomo ha passeggiato sul suolo lunare e che i più celebri artisti del mondo dai Pink Floyd a Fellini, da Magritte a Dalì, da Beethoven a Stanley Kubrick hanno raccontato la Luna nell’arte.

Magari ci penseranno l’anno prossimo, quando riapriranno i budget pubblicitari, peccato che il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna sarà già passato da un anno.
Fermate il Paese, voglio scendere.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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