Home Cult Music La Regina del Soul se ne è andata – Addio ad Aretha...

La Regina del Soul se ne è andata – Addio ad Aretha Franklin

Aretha Franklin, la vocalist per eccellenza, un’immagine sacra per il mondo musicale, una delle cantanti più ammirate di tutti i tempi, è morta

465
0
SHARE
Voto Utenti
[Total: 2 Average: 5]

Questo comporterebbe una celebrazione adeguata, fatta di pennellate colorate, quelle che possono dare risalto a un personaggio del suo calibro che, ironia della sorte, scompare proprio nel giorno in cui venne a mancare un altro mito indiscusso, un bel po’ di anni fa… Elvis.

Vorrei provare ad essere solo cronista, dimenticando, o quasi, il coinvolgimento personale e le memorie, anche se credo che il modo migliore per parlare di LEI, per raccontarla, dovrebbe passare attraverso l’ascolto, e… le immagini.

Vorrei anche immaginare di scrivere, non per un gruppo di esperti, avvezzi ai vari generi musicali, ma per un pugno di giovani curiosi che, per loro sfortuna, di LEI sappiano poco o nulla. E questa potrebbe quindi essere una sorta di introduzione verso un mondo magico e imperdibile.

Aretha Franklin, la vocalist per eccellenza, un’immagine sacra per il mondo musicale, una delle cantanti più ammirate di tutti i tempi, è morta giovedì 16 agosto (LEGGI NOSTRO ARTICOLO) dopo aver combattuto contro il cancro al pancreas. Il suo addetto stampa ha aggiunto:
“… circondata da familiari e cari a casa sua, a Detroit…”: aveva 76 anni.

Le altre note ufficiali recitano:

In uno dei momenti più bui della nostra vita, non siamo in grado di trovare le parole appropriate per esprimere il dolore nel nostro cuore. Abbiamo perso l’asse portante della nostra famiglia. L’amore che ha avuto per i suoi figli, nipoti e cugini non ha avuto limiti. Siamo stati profondamente toccati dall’incredibile flusso di amore e sostegno che abbiamo ricevuto da vicino; amici, sostenitori e fan in tutto il mondo, grazie per la vostra compassione e le preghiere, abbiamo sentito il vostro amore per Aretha e ci porta conforto sapere che la sua eredità sopravviverà.”

Aretha Franklin è morta alle 9:50.

Nata a Memphis, nel Tennessee, ma cresciuta a Motor City, Aretha era saldamente radicata nella musica gospel, ma eccelleva anche nel mondo del jazz, dell’R & B e del pop. Ha collezionato nel suo percorso 20 Grammy – tra cui un premio alla carriera – coprendo un arco di quattro decenni; è stata la prima donna inserita nella Rock and Roll Hall of Fame (nel 1987) e, come si conviene ad una regina, è stata nominata n. 1 nella lista di Rolling Stone dei 100 migliori cantanti di tutti i tempi.

Secondo le stime di settore, pare abbia venduto più di 75 milioni di dischi in tutto il mondo, ottenendo 10 hits nelle Top Ten in un periodo di circa 18 mesi partendo dall’inizio del 1967.

La sua canzone simbolo, “Respect” – registrata due anni prima da Otis Redding -, divenne un grido di battaglia per il movimento femminista e per quello dei diritti civili: “Era il bisogno di una nazione, il bisogno dell’uomo medio e della donna comune, l’uomo d’affari, la madre, il pompiere, l’insegnante… tutti volevano rispetto“, ha scritto Aretha nella sua autobiografia del 1999, Aretha: From These Roots: “E’ diventato il concetto di rispetto che le donne si aspettavano dagli uomini e gli uomini dalle donne, il diritto intrinseco di tutti gli esseri umani“.

L’elenco delle sue altre gemme musicali potrebbe andare avanti all’infinito: il celebre “Think“, Chain of Fools,” “Baby, I Love You,” “I Never Loved a Man (The Way I Love You),” “(You Make Me Feel) Like a Natural Woman,” “Do Right Woman, Do Right Man,” “Spanish Harlem,” “Until You Come Back to Me (That’s What I’m Gonna Do),” “Freeway of Love” e “I Knew You Were Waiting (for Me), proposta con George Michael.

Nel 2008 un autorevole giornalista scrisse:

Aretha è un dono di Dio: quando si tratta di esprimere se stessi attraverso la canzone, non c’è nessuno che possa eguagliarla. Lei è la ragione per cui le donne vogliono cantare“.

Nata il 25 marzo 1942, Aretha Franklin si trasferì a Detroit con la sua famiglia all’età di quattro anni. Lì iniziò a cantare canzoni gospel con le sue sorelle Carolyn ed Erma nella New Bethel Baptist Church, che fu costruita e guidata da suo padre, il focoso Reverendo C.L. Franklin, famoso vocalist gospel.

Soprannominata “Ree” dalle persone a lei più vicine, Aretha registrò il suo primo album all’età di soli 14 anni, e poco dopo il suo diciottesimo compleanno fu ingaggiata dal talent scout della Columbia Records, John Hammond, che trovò in lei forte vicinanza con un’altra cantante di grande talento scoperta anni prima, Billie Holiday.

Con la Columbia, che tentava di imporre Aretha come cantante jazz pop, ottenne un modesto successo – nonostante la realizzazione di ben sette album -, con la presenza di un solo singolo nella Top 40, una rivisitazione di “Rock-a-Bye Your Baby With a Dixie Melody.”

Nel 1966 passò all’Atlantic, dove da subito riuscì a sconvolgere il mondo musicale con il capolavoro del soul, l’album “I Never Loved a Man the Way I Love You”. Prodotto dal grande Jerry Wexler e registrato ai Fame Studios, in Alabama, il disco proponeva la già citata “Respect“.

Ogni volta che Aretha iniziava una canzone i musicisti scuotevano la testa per la meraviglia”, scrisse Wexler nelle note di copertina dell’album. “Dopo aver completato ogni take si precipitavano dallo studio nella sala di controllo per ascoltare la riproduzione. Produttori, ingegneri e musicisti erano estasiati dalla purezza del tono di Aretha, dal suo tremendo sentimento per la variazione ispirata e le sue ineguagliabili dinamiche“.

Nel 1967 pubblicò “Aretha Arrives”, che includeva “Baby, I Love You“, seguito poi meno di un anno dopo da “Lady Soul”, con “Chain of Fools” (che raggiunse il 2° posto in classifica). Nel giugno del 1968 divenne la seconda donna afroamericana di sempre ad occupare la copertina di Time Magazine (la prima fu la stella del tennis Althea Gibson nel 1957). Tra il ‘70 e il ’72, pubblicò “Spirit in the Dark”This Girl’s in Love With You”, “Live at Fillmore West”, “Young, Gifted and Black” e “Amazing Grace”, uno degli album gospel più venduti di tutti i tempi.

Dopo aver registrato l’album della colonna sonora del film “Sparkle” (1976), Aretha lasciò l’Atlantic per l’Arista Records, dove esplorò la musica funk e un suono più adulto e contemporaneo.

Il suo album del 1982, “Jump to It”, diventò il suo settimo disco d’oro, e “Who’s Zoomin ‘Who?”, del 1985, conteneva i successi “Freeway of Love” e “Sisters Are Doin’ It for Themselves” (con Annie Lennox e Dave Stewart degli Eurythmics). La title track del 1998, “A Rose Is Still a Rose”, scritta da Lauryn Hill, restituì Aretha alle alte classifiche del pop.

Nel 2011 arriva il 40° album in studio, “A Woman Falling Out of Love”.

Nel 2014 – e siamo quali all’epilogo discografico – il famoso Clive Davis produce per lei, e assieme a lei, “Sings the Great Diva Classics”.

Ma siamo già nel suo momento di decadenza fisica e psicologica, quando la malattia è ormai conosciuta e consolidata.

E’ infatti il 2010 quando ad Aretha Franklin viene diagnosticato un cancro al pancreas, e dopo il conseguente intervento chirurgico le sue apparizioni diventano frammenti di vita artistica. Il suo ultimo spettacolo arriva nel settembre scorso, quasi un anno fa, al The Pavilion di Highland Park, nell’Illinois.

Aretha ha avuto quattro figli – uno poco dopo aver compiuto 14 anni e un altro prima di compierne 17 anni – due mariti (Ted White, che ha sostituito suo padre come manager e ha ammesso di averla maltrattata, e l’attore Glynn Turman: entrambi i matrimoni finirono con il divorzio).

Alla domanda su quale sia la musica che la ispira, Franklin una volta disse:

Se una canzone parla di qualcosa che ho vissuto o che potrebbe essermi accaduto, va bene. Ma se per me è estranea, non potrei migliorarla in nulla, perché non avrebbe niente a che fare con la mia anima!

Io la ricorderò per sempre nella scena di “The Blues Brothers”, quando Aretha prova a convincere il marito – Matt “Guitar” Muprhy –  a non lasciarla per seguire i fratelli Elwood.

Una canzone che risulterà poco… convincente, ma che rappresenta un must della storia della filmografia musicale!

aretha franklin

 

Commento su Faremusic.it